Televizijos bokštas




Nella foto: la "Torre della televisione" di Vilnius. Alta 326,5 metri, fu ultimata nel 1980. Il 13 Gennaio 1991, dopo la proclamata indipendenza della Lituania, le truppe sovietiche ne presero il controllo. La popolazione tentò di insorgere e negli scontri morirono 14 civili, un soldato russo e in 700 rimasero feriti.

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giovedì 31 dicembre 2015

Non sparate i "botti"!

Come in ogni fine-anno, lancio il solito monito: non sparate fuochi d'artificio e non accendete petardi e bombe carta.

Lasciate i giochi pirotecnici agli esperti (come vi ho riportato in passato, tra l'altro, anche gli esperti possono fare tragici errori).

Tanti animali muoiono per la paura, ogni anno, a causa di queste esplosioni.

Soprattutto, tante persone muoiono o perdono degli arti.

Quali sono i vantaggi? Produrre un bel botto e un po' di luce.

Quali sono gli svantaggi? Rimanere gravemente feriti o uccisi.

Traetene voi le conclusioni.

La gioia è dentro di noi

Qualche tempo fa, una televisione Lituana mi ha fermato per strada chiedendomi se il cattivo tempo potesse influire sull'umore.

Ho risposto che se noi chiudiamo gli occhi e guardiamo dentro noi stessi, troveremo il sole dentro di noi. Poi ho guardato la telecamera e puntando il dito ho ripetuto: ricordate, il sole è dentro di voi!

Il concetto si può estendere al rapporto dei giovani italiani con la gioia. E' vero che la situazione per le nuove generazioni è difficile, ma bisogna andare avanti, cercando di superare i problemi con creatività.

Noi non possiamo cambiare da soli l'Italia, di politica se ne occupano già in tanti e forse prima o poi si può sperare in un miglioramento.

La condizione di partenza però è di smettere di piangersi addosso. Bisogna pensare all'oggi, vivere la vita qui e adesso, non quando si avrà il posto fisso e i soldi.

I progetti vanno perseguiti, ma vivendo l'oggi, mettendo un mattoncino ogni giorno. Se pianifichiamo, se pensiamo a cosa avverrà tra cinque o dieci anni, ci mettiamo attorno delle odiose gabbie che saranno fonte di ansia.

L'Italia non uscirà presto dalla crisi economica, tante cose non cambieranno così presto. Noi, però, nel nostro ambito circoscritto, possiamo fare la nostra parte e gioire dei nostri piccoli risultati, che a volte tanto piccoli non sono.

"Chi vuol esser, lieto sia" diceva qualcuno. Vuoi essere felice? Sii felice adesso, non hai bisogno di niente. Gioisci di quello che sei e non di quello che hai o della qualifica più o meno pomposa che dovrebbe servire a ottenere il rispetto o l'invidia degli altri. Molto spesso i presunti uomini e donne di successo sono schiavi di meccanismi in cui loro stessi si sono messi e che li rendono tutt'altro che sereni.

Se qualcuno ti deve stimare, deve farlo per quello che sei, non per ciò che hai o per ciò che rappresenti.

Vuoi migliorare il tuo lavoro, accrescere i tuoi averi? Sono desideri legittimi, ma perdere la serenità nell'ansia di migliorare non è la via giusta.

Come facevano allora i nostri nonni e bisnonni, che hanno vissuto nell'arco di ben due guerre mondiali, quasi tutti nella povertà e con molte privazioni? E oggi ci si suicida per molto meno, stupidamente. Ci sembrano intollerabili tanti piccoli problemi. Siamo rincretiniti e schiavi di uno stile di vita seduttivo, ipnotizzati dalla tecnologia digitale.

La gioia è dentro di noi, basta cercarla.

8 candeline per il blog di Andrea Russo!

Oggi sono passati otto anni esatti dal primo post scritto in queste pagine elettroniche. Grazie a questo spazio online messo gratuitamente a disposizione da Google ho potuto esprimere i miei punti di vista su svariate questioni e ho potuto riportare, da giornalista oltre che da blogger, informazioni sui fatti accertati di persona.

Nel suo piccolo, questo sito svolge un lavoro limitato ma prezioso: senza condizionamenti editoriali, esprime delle considerazioni chiare e disinteressate, che cercano di dare una lettura dei fatti il più possibile onesta.

Ovviamente la visione delle cose è sempre individuale ed è sempre mediata dalla sensibilità di chi scrive. E' anche vero altresì che il sottoscritto non risponde alle logiche di partito e ad imposizioni di qualche forma di potere.

Mentre i giornali diventano sempre più gli organi di stampa dei tifosi di una fazione o di un'altra, i bloggers hanno allargato la scelta nelle letture quotidiane delle notizie. Il blog di Andrea Russo ha unito l'esperienza e la formazione del giornalista alla libertà del blogger. In esso due diversi tipi di approccio si fondono.

Tramite le mie esperienze e i contatti che ho all'estero vi ho fornito delle chiavi di lettura soprattutto sulla situazione Greca, Lituana e del Regno Unito, quest'anno.

In fatto di economia, ho cercato di proporre una tesi condivisa da una parte della popolazione italiana ed europea: il dissenso su ciò che avviene nel vecchio continente e lo smascheramento delle false informazioni che ci vengono fornite. La disinformazione sul debito pubblico, sull'inflazione, sulla sovranità monetaria e sull'euro hanno prodotto danni che sono sotto gli occhi di tutti.

In altri casi abbiamo trattato argomenti vari,  frutto degli interessi di chi vi scrive.

Nel prossimo anno mi dedicherò più specificamente a questioni di politica internazionale, ai già citati temi economici e a racconti letterari.

Il mio impegno sarà diretto più verso una visione di ampio respiro che sulla rincorsa alla singola notizia.

Buon anno a tutti!

lunedì 28 dicembre 2015

Latina-Pescara 0-1: un commento sulla partita

I ragazzi del Pescara danno "la prova di maturità" al cospetto di un buon Latina. 


Per Massimo Oddo non potrebbe andare meglio: la quarta vittoria consecutiva gli consente di stare tra i quartieri alti della classifica, visto che il suo Pescara è ora quarto. Eppure il Latina, di fronte al suo pubblico, ha giocato bene, contro un avversario di caratura superiore. Ci hanno creduto fino alla fine, i pontini, combattendo su ogni pallone. Molto pugnaci si sono dimostrati Schiattarella, che ha contenuto discretamente gli avversari con le buone e con le cattive maniere e Oliveira (che a dire il vero ha usato più le cattive). Gli attaccanti Dumitru e Corvia non hanno brillato, tra l'altro ben contenuti dalla difesa ospite, che ora non traballa più, senza che però gli altri reparti ne risentano. 

Nel Pescara si è rivisto in campo Cocco, che però per l'ennesima volta si è infortunato. E' caduto leggermente male, nel secondo tempo, ed è dovuto uscire. Si tratta probabilmente di una ricaduta per acciacchi precedenti. Qualcosa lascia presagire che il suo recupero non sarà breve. Il capocannoniere dello scorso campionato ha sparato due bei tiri al volo su altrettanti cross, nel primo tempo: nel primo caso ha fatto goal, ma l'arbitro ha fischiato il fuorigioco. 


Nel secondo tentativo ha impegnato seriamente il portiere avversario, che ha deviato con le dita sulla traversa e poi in angolo. 


Nel secondo tempo è sceso di rendimento e dopo una ventina di minuti è stato sostituito per il suddetto infortunio. Ottimo come sempre Lapadula, che oltre ad avere una bella tecnica fa la lotta contro i difensori, sbracciandosi e lottando. Ottimo come al solito Caprari, il ragazzo che si sta facendo uomo grazie alla fiducia datagli da Oddo: tecnica, velocità, serietà lo stanno portando nelle grazie dei tifosi, che in parte, ad inizio campionato, lo fischiavano. 


Il migliore alla corte del Delfino sarebbe Memushaj. Sarebbe, perchè, dopo aver giocato 80 minuti da leone, difendendo, attaccando, recuperando palloni, servendo bei passaggi ai compagni e difendendo la palla dai tentativi avversari, ha segnato un gran goal di sinistro. 


"Bene", direte voi, se non fosse per il fatto che cinque secondi dopo, esultando, ha dato un calcio ad un microfono posizionato a bordo campo. 


L'arbitro l'ha visto e l'ha espulso. Peccato, perchè questa è una macchia su una prestazione splendida.I suoi 7 goals, tuttavia, in campionato hanno fruttato finora 16 punti. Il Pescara ora , approfittando delle frenate di Brescia e Bari, è quarto, e si sta dimostrando una squadra matura, che non si fa più rimontare come prima e non ha più prestazioni altalenanti. 


La squadra abruzzese chiude il girone di andata così: 37 punti in 21 gare per una media di 1,85 a partita. Il Latina è al sest'ultimo posto in classifica ma gioca bene e può fare sicuramente di più.


Andrea Russo


Articolo pubblicato su Calcioweb.eu



Latina-Pescara 0-1: le dichiarazioni dei protagonisti

Oddo: "Possiamo ancora migliorare". Somma: "Usciamo a testa alta" 


Massimo Oddo non vuole fermarsi più e nonostante le quattro vittorie di fila, sostiene: "Stiamo migliorando, non facciamo più certe sciocchezze in difesa, i giocatori giovani maturano, ora dobbiamo continuare nei miglioramenti. " 


Il tecnico pescarese ha sostituito Cocco nella ripresa, perchè ha accusato un dolore ad una gamba dopo un contrasto aereo. A questo punto, in molti affermano che l'attaccante abbia detto alcune parole a muso duro al mister. A tal proposito, a caldo e pochi minuti dopo la fine della gara, Oddo ha glissato:

"Dovevo sostituirlo per motivi tattici e perchè si era fatto male. Mi sono arrabbiato molto nel primo tempo, perchè la mia squadra non aveva cattiveria sotto porta ed eravamo troppo timidi nelle conclusioni" 

Mario Somma è piuttosto contrariato: "Oggi non meritavamo di perdere, abbiamo giocato alla pari contro una grande squadra. Anche per loro è stata dura, lo dimostra il fatto che alla fine hanno esultato come matti". 

E ancora: "Il Latina vale molto, nel girone di ritorno possiamo scalare diversi posti in classifica" 

Oddo sta attuando un turn over un po' in tutti i reparti, ed è probabilmente la cosa più giusta da fare, sia perchè la serie B ha ben 42 partite, sia perchè così tutti si sentono parte integrante del gruppo. Riccardo Fiamozzi oggi lo ha ripagato della fiducia accordatagli e si è così espresso: 

"L'anno scorso a Varese ho vissuto delle brutte situazioni, è stato un anno molto negativo per me. (Il Varese è fallito e lui è finito sotto inchiesta per una presunta "combine", ndr). "In questa stagione, invece, è un'altra storia. La squadra è forte, il gruppo lavora molto, il mister sa quello che vuole. Non ho giocato molto ma mi faccio trovare sempre pronto, mi gioco il posto da titolare prima di ogni partita".

Andrea Russo

Pubblicato su Calcioweb.eu

giovedì 24 dicembre 2015

Pescara-Modena 1-0: il dopopartita

Oddo: "Soffriamo, ma vinciamo adesso". Crespo: "Noi sfortunati"


Nella foto: Hernan Crespo, allenatore del Modena

Oddo, a fine partita, ha abbracciato il portiere Aresti, autore di due interventi strepitosi che hanno fatto conservare i tre punti al Pescara fino al triplice fischio finale. 



"Dovevo farlo, per ringraziare un uomo che si è sacrificato per lungo tempo, restando in panchina nonostante si facesse trovare sempre pronto, è un ottimo giocatore e in squadra ho dei portieri bravissimi". 

Così ha spiegato il suo gesto il tecnico pescarese, che ha continuato:  
"Il goal di Lapadula è stato bellissimo e io sono solito dire: con un giocatore di talento vinci una partita, con un buon gruppo vinci un campionato. Ci siamo dovuti difendere nel finale, ma l'avevo detto che non sarebbe stato facile. Tutte le squadre, in serie B, anche le più forti, possono benissimo subire l'iniziativa degli avversari. Nessuno vince a mani basse, quest'anno". 

Per quanto riguarda il mercato, Oddo è più laconico: 

"Credo che non partirà nessuno a Gennaio, il gruppo attuale dovrebbe rimanere invariato. Per quanto riguarda gli arrivi, non ho fatto nomi in particolare, per ora". 

Hernan Crespo assolve la sua squadra dalla sconfitta: 

"Siamo sfortunati quest'anno, meno male che il 2015 va via perchè non ce ne è andata bene una, soprattutto in trasferta. Dovremmo avere più punti di quelli che abbiamo. In campo anche oggi, con Granoche, Mazzarani e Cionek indisponibili, abbiamo fatto buone cose e siamo andati molto vicini al pareggio. Come spesso succede, però, non abbiamo giocato molto bene nel primo tempo e abbiamo fatto buone cose nel secondo". 

Sulle questioni di mercato: 

"Ho già parlato con i dirigenti, ci sarebbe qualche ruolo da rinforzare, la società, a seconda delle sue possibilità, tenterà di accontentarmi. Quali ruoli vogliamo rinforzare? Tra quattro giorni giochiamo l'ultima partita del girone, ve lo dirò dopo".

Pescara-Modena 1-0: un commento sulla partita

Il Pescara si aggiudiuca i tre punti, ma quanta sofferenza! 


Le vittorie più belle sono quelle più sofferte, si dice a volte. Forse sarà per questo che Massimo Oddo è andato ad abbracciare il suo portiere alla fine della gara, dopo che ha compiuto un autentico miracolo salvando il risultato. 

Nel primo tempo le due squadre hanno pensato a risparmiare energie, non si sono scomposte più di tanto e i tiri in porta sono stati pochi. Al Modena, va detto, è stato annullato un goal per un fuorigioco inesistente, anche se era questione di centimetri e l'errore arbitrale non è clamoroso. 

Nel secondo tempo il Pescara si è svegliato e nei primi venti minuti ha messo sotto i canarini, passando in vantaggio con una invenzione di Lapadula, che all'altezza della mezzaluna, spalle alla porta si è girato e ha trovato una bel tiro sull'angolo destro, imparabile. 

E' stata una giravolta degna di un primo ballerino moscovita. La bravura sta nel fatto che l'italo-peruviano ha trovato, in una frazione di secondo, un varco tra tre difensori, concludendo con precisione. Dopo la rete, è arrivata la sfuriata degli ospiti. 

Ad essi va ascritta una traversa, un salvataggio sulla linea di Campagnaro dopo una parata di Aresti e un altro miracolo dello stesso portiere Aresti, che con un piede ha respinto un bellissimo colpo di testa di Marzorati. 

Il Modena avrebbe meritato il pareggio, ma stavolta la scelta di Oddo di difendere il vantaggio e di non continuare ad attaccare troppo, ha pagato. 

La chiave della partita è proprio questa: molto spesso il Pescara va in vantaggio, ma poi si fa rimontare, fino addirittura a perdere, come è successo ad Ascoli. Il suo tecnico, allora, ha preso l'abitudine di innervare il centrocampo, sacrificando una punta (ieri è stato il turno dell'ottimo Sansovini). 

Ieri abbiamo visto un Pescara un po' più brutto del solito perchè per mezz'ora si è dovuto chiudere in difesa, ma anche più concreto perchè ha mantenuto il risultato. 

Si tratta dunque, di una evoluzione. Il Modena di Hernan Crespo ha avuto la pecca di essersi svegliato soltanto dopo il goal e nonostante tre clamorose occasioni nel finale, non sempre basta giocare bene mezz'ora per recuperare una partita. 

I migliori in campo per il Pescara sono stati Lapadula Campagnaro e Aresti. Gianluca Lapadula ha fatto vedere numeri d'alta scuola e probabilmente l'anno prossimo giocherà in serie A o, perchè no, in un analogo campionato straniero. 

Hugo Campagnaro ha dato sicurezza alla difesa, nelle ultime due gare, dopo che un infortunio lo aveva messo ai margini. Esperienza, leadership e forza fisica sono il bagaglio di un giocatore di 35 anni che pochi anni fa ha giocato i mondiali con l'Argentina. 

Simone Aresti, in teoria, sarebbe il secondo portiere del Pescara e il vice di Fiorillo, ma solo in teoria, perchè sta dimostrando grandi doti pari a quelle del suo ottimo compagno. 

Ieri, con due interventi prodigiosi, ha salvato il risultato e ha contribuito molto ai tre punti della sua squadra. 

Tra gli uomini di Crespo ha fatto molto bene Luppi, che ha messo ordine in campo, servendo buoni palloni agli attaccanti; bene anche Belingheri, Galloppa e Stanco. Non ha sfigurato però quasi nessuno, tra gli emiliani, che tra l'altro avevano assenze importanti come quella di Granoche.

mercoledì 23 dicembre 2015

domenica 20 dicembre 2015

Lanciano-Pescara 1-2: il dopopartita

Oddo: "Siamo stati bravi, ma dobbiamo gestire meglio il vantaggio". D'Aversa: "Usciamo dal campo a testa alta"



Nella foto: Gianluca Caprari

Gli stati d'animo sono ovviamente contrastanti negli spogliatoi del Biondi. Così si è espresso il tecnico del Pescara Massimo Oddo:

"Oggi abbiamo avuto tanti tifosi al seguito, che ci hanno aiutati. Pescara e Lanciano sono vicine e la grande presenza del nostro pubblico ci ha fatto sentire a casa. Abbiamo iniziato bene, poi sul 2 a 0, come succede spesso, ci siamo sentiti troppo sicuri e abbiamo sofferto.

Diverse sono, invece, le constatazioni del tecnico Lancianese Roberto D'Aversa:

A volte ci abbattiamo alla prima difficoltà, durante la partita. Avremmo voluto un risultato diverso in questo derby (regionale, ndr). Il rigore per gli avversari c'era, ma siamo stati anche sfortunati in altri episodi e avremmo potuto pareggiare. La situazione della squadra è difficile ma camminiamo a testa alta. Abbiamo costruito una bella realtà negli anni passati, quest'anno molti di noi hanno dimostrato attaccamento alla maglia, rifiutando offerte ben più allettanti.

Carlo Mammarella, capitano del Lanciano, si sfoga:

"Siamo sfortunati, oggi potevamo pareggiare. E' giusto pensare che giocando così, la situazione migliorerà"


 Al presidente del Pescara Daniele Sebastiani viene chiesto se gli dispiaccia vincere contro il Lanciano, in una città della stessa area geografica:

"Sì, mi dispiace, perchè Lanciano è una città abruzzese come Pescara, sono amico dei suoi proprietari e dirigenti,  ma sono sicuro che loro torneranno a fare punti. Il Lanciano gioca bene e non merita la sua posizione di classifica. La vittoria di oggi è meritata, ma non dobbiamo rilassarci in certe fasi del gioco"

Gianluca Caprari, attaccante del Pescara, è contento del suo goal oggi:

"Sto maturando, ho segnato sei goals quest'anno ma voglio arrivare in doppia cifra.  Oggi non è stata una partita facile, perchè la partita è stata aperta fino alla fine.

Daniele Di Cecco, centrocampista del Lanciano autore di un goal in questa partita, suona la riscossa:"Abbiamo rialzato la testa dopo i due goal del Pescara. Giocando contro un avversario molto forte siamo quasi riusciti a pareggiare. Dobbiamo reagire, nelle prossime partite, perchè è troppo facile abbattersi ora e dire che non si può fare niente". 

Il Pescara espugna il Biondi e si rilancia in zona play off

Il Delfino la spunta nel "derby d'Abruzzo", ma il Lanciano ne esce a testa alta 



Il Pescara supera il Lanciano dopo una partita molto combattuta, a tratti poco spettacolare ma in cui entrambe le squadre hanno messo grande impegno. Nei primi venticinque minuti si è visto un po' poco, con le squadre molto raccolte, poi un bello spunto di Gianluca Caprari, che ha superato in velocità diversi difensori, ha fatto sbloccare il risultato. 

Il goal del giovane attaccante romano, che con un bel diagonale ha freddato il portiere Casadei, conferma che grazie alla fiducia di Mister Massimo Oddo questo giocatore si è definitivamente sbloccato e sta maturando ulteriormente. Con questa rete Caprari giunge a 6 nella classifica cannonieri. 

Il Pescara ha dimostrato comunque una discreta superiorità tecnica sia nella prima frazione che in avvio della seconda, quando il rigore realizzato da Memushaj lo ha portato sul 2-0.  A quel punto c'è stata una buona reazione dei padroni di casa, che hanno accorciato le distanze con Di Cecco dopo la respinta corta del portiere Fiorillo, in questo caso poco brillante.

La partita è diventata più equilibrata a in seguito, ma il risultato è rimasto invariato, consentendo al Delfino di raggiungere la seconda vittoria consecutiva e il quinto posto in classifica. Bravi nel Pescara Campagnaro (finalmente rientrato da un infortunio), Memushaj, Benali e Caprari. 

Nel Lanciano si sono distinti Di Cecco, Paghera, Piccolo e Mammarella. Se il Pescara ora è in zona play off e può sognare la serie A, il Lanciano è penultimo a 14 punti e vive per la prima volta in questa categoria una situazione non facile, dopo che negli anni precedenti si era attestato costantemente su posizioni di classifica più rassicuranti.

venerdì 18 dicembre 2015

Chi ha paura di Marine Le Pen?


Marine Le Pen e il suo fronte Nazionale hanno perso anche l'ultima tornata delle regionali di Dicembre. La dama di ferro francese non ha ottenuto nessuna regione, ma è cresciuta ancora nei consensi, con punte del 40-45% in alcune regioni.

Anche questa volta, come nel precedente voto per altri seggi regionali, Il centrodestra di Sarkozy e il centrosinistra di Hollande si sono spalleggiati nei ballottaggi pur di farla perdere.

Questa discutibile alleanza destra-sinistra in chiave anti-nazionalista dimostra quanto socialisti e popolari abbiano paura della forte leadership della signora della destra francese.

Inoltre ci dà una ulteriore dimostrazione di quanto conservatori e socialisti-socialdemocratici si assomiglino sempre più, in Francia, come in Italia, Inghilterra e Spagna, e abbiano paura che gli interessi delle lobby europee, fatte di banchieri e burocrati non eletti direttamente dal popolo, vadano a rotoli.

La Francia è da sette anni in recessione a causa delle misure di austerity volute dalla Germania per tutta l'area euro e non solo. Sarkozy e Hollande sono stati a guardare.

Hollande, tra l'altro, si è dimostrato più volte inefficiente anche nel garantire la sicurezza contro il terrorismo e si è svegliato solo un mese fa, dopo l'ennesima umiliazione.

E' normale dunque, che una leader come le Le Pen che dice no all'euro e alla sua gestione (che, lo capiscono anche i bambini ormai, ha prodotto solo danni), che vuole regole sull'ingresso degli immigrati, che vuole più controlli tra i paesi Schengen (visto che i terroristi trasportavano armi avanti e indietro tra Francia e Belgio) acquisti consensi.

La Le Pen non fa altro che dire quello che pensano grandi fette della popolazione europea: non si può avere la stessa moneta per una ventina di stati diversi, non si possono salvare le banche ignorando le persone disoccupate che si suicidano, non si può far venire tutti gli immigrati senza controlli e criteri validi.

Questo fa paura? I fatti dicono di no: il Front National è il primo partito d'Oltralpe e dopo l'unione destra-sinistra contro di esso nelle penultime regionali si è rinforzato. Probabilmente dopo questo ulteriore disgustoso sodalizio socialisti-popolari alle ultime regionali, diventerà ancora più forte.

E' chiaro che anche la Le Pen non è perfetta, con le sue dichiarazioni che rischiano di acuire gli attriti in una società francese chiaramente multietnica. Non si può dire però che non sia una leader forte e credibile e se c'è qualcuno che ha paura di lei, non sono gli immigrati, ma gli avversari che temono di perdere la poltrona e le banche tedesche e lussemburghesi che in questo periodo di grande povertà per mezza Europa fanno profitti d'oro.

giovedì 17 dicembre 2015

Coppa Italia: Davide batte Golia, tre volte!


Nelle foto: la gioia dello Spezia 

Una squadra di serie B e una di C hanno mandato a casa due squadre di serie A, mentre la penultima in serie A ha fatto fuori la seconda in campionato.

Tre outsiders hanno battuto le big del nostro calcio. Tre vittorie tutte fuori casa.

E' la pazza e bella Coppa Italia di quest'anno, che regala emozioni particolari.

Genoa-Alessandria 1-2 (dts)

(A sinistra: l'esultanza di Marras per l'Alessandria)

Martedì sera, abbiamo vissuto il primo sussulto: l'Alessandria, a Genova, ha sconfitto i rossoblu dopo una partita avvincente: goal di Marras per i Piemontesi al 1' del secondo tempo. Sembrava fatta, ma al 92' Pavoletti ha pareggiato per il Grifone. Al 9' del secondo tempo supplementare i grigioneri, rimasti in dieci, sono tornati in vantaggio con Bocalon e hanno superato il turno.

Roma-Spezia 2-4 (rig)


(A sinistra: Pjanic ha qualcosa da dire ai giudici di gara)

Ieri pomeriggio, invece, ci ha pensato lo Spezia a regolare la Roma all'Olimpico grazie ad un capolavoro tattico di Di Carlo. Questa partita è l'esempio di come il calcio di venti-trenta anni fa, in cui la tattica e un po' di sano difensivismo portavano ottimi risultati, prevalga sul calcio odierno incarnato dalla Roma di Garcia.

La Roma aveva mostrato il limite di questo modo di giocare all'attacco senza riflettere troppo, già pochi giorni fa: Con Salah, Dzeko e Florenzi non aveva saputo avere ragione del modesto Bate Borisov (dalla Bielorussia con amore). 

Allo stesso modo questo trio delle meraviglie che vale ad occhio e croce 100 milioni, ovvero come due o tre alberghi di lusso, non ha saputo bucare la difesa dello Spezia.

C'è anche da dire che il tecnico dei Liguri, Domenico-Mimmo Di Carlo, ha compiuto un capolavoro tattico. Tutti i suoi giocatori hanno aspettato i giallorossi a metà campo, compiendo una sistematica marcatura a uomo. La Roma, davanti agli spazi chiusi, non ha saputo aprire varchi o inventare giocate in velocità per sorprendere gli avversari. 

I capitolini hanno avuto un netto possesso di palla, hanno fatto il gioco ma hanno trovato poco la porta. Vista la giornata difficile, nel secondo tempo avrebbero potuto variare, cercando cross e colpi di testa e tentare il tiro dalla distanza insistentemente. 

Hanno mostrato, in fin dei conti, dei limiti che una grande squadra non può avere. Si è andati ai supplementari e nulla è cambiato. Pjanic e Dzeko hanno poi sbagliato i primi due rigori per la Roma ed è finita così 2 a 4, con gli ospiti a festeggiare una vittoria per loro storica.

Carpi-Fiorentina 0-1


(A sinistra: Di Gaudio viene affrontato da Tomovic)

Infine, in serata, Il Carpi ha battuto la Fiorentina con un goal di Di Gaudio al 76'. La Fiorentina non aveva osservato nemmeno il turn over, perchè l'allenatore Paulo Sousa non voleva sottovalutare l'impegno.

Ora ai quarti di finale ci sarà un anomalo Spezia-Alessandria, mentre il Carpi incontrerà la vincente di stasera tra Sampdoria e Milan.

domenica 13 dicembre 2015

Pier cortese - Souvenir


Nella foto: Pier Cortese, a sinistra, con Roberto Angelini, altro ottimo cantante-meteora.

Certe volte penso che nella musica non ci siano più talenti della musica leggera pari a quelli degli anni '70-'80. A volte però ci sono degli episodi che mi  fanno pensare che i bravi artisti ci sono in giro, ma non gli viene data una opportunità o non vengono compresi abbastanza.


Di certo c'è che Pier Cortese, nel 2005, fece un bell'exploit con un video trasmesso a raffica per le tv musicali. La canzone era "Souvenir", bellissima e raffinata. Il brano era supportato da un videoclip che univa eleganza e stereotipo, senso estetico ed esigenza commerciale.

"Souvenir" fu una bella cannonata, fu un fulmine a ciel sereno in un pop italiano già ridimensionato.

Pier Cortese non girò più tanto per radio e nei maggiori network televisivi, fatta eccezione per un programma in cui fece il conduttore, una apparizione fugace in un festival di Sanremo e qualche altra sortita qua e là.

Nonostante questo, continuò ad essere attivo in vari progetti.

Ma l'immagine più vivida che rimane impressa è lui col cappellino bohemienne che ricorda alcuni film di Celentano. Lo stesso nome sembrava fatto apposta per promuovere quella sua canzone filo-francese: "Cortese" come l'amore cortese, una categoria stilistica dei poeti francofoni medievali. Invece no, Pier sta per Pierfrancesco Cortese, romano classe 1977, ancora giovane e molto attivo. Chissà, a volte le comete come lui ritornano a farsi guardare nella notte stellata.

Buon ascolto.




Il Pescara batte la Virtus Entella e scaccia la crisi: 2-0

Il Pescara ora è più compatto, grazie all'innesto dei giocatori fisicamente più forti


(Nella foto: Gordan Bunoza)

Massimo Oddo, tecnico del Pescara, l'aveva detto: "Non siamo in crisi". Ieri lo ha dimostrato, mettendo in campo una squadra più muscolare rispetto alle ultime tre prestazioni che avevano convinto poco. Oddo ha schierato Bruno al fianco di Memushaj, un mediano di contenimento, sin dall'inizio, creando un centrocampo un po' più solido. 

Il Delfino ha avuto così due centrocampisti che facevano filtro e l'albanese non è rimasto l'unico a fare il lavoro di copertura. Dietro, c'è stata la scelta forzata di Bunoza al posto di Fornasier, infortunato. Gordan Bunoza, difensore Bosniaco classe 1988, ha fatto tanta panchina negli ultimi due anni a Pescara. 

Ieri  all'inizio ha un po' arrancato, poi è venuto fuori, disputando una bella prestazione. E' comprensibile, visto che gioca poco e ha bisogno di abituarsi alla concentrazione e ai ritmi degli incontri di campionato. La difesa biancazzurra ha traballato meno del solito, complice anche una Virtus Entella non irresistibile. 

Si è rivisto dall'inizio lo statuario Andrea Cocco, che quest'anno non era ancora al meglio; ieri però ha offerto una discreta prestazione ed è andato vicino al goal nel primo tempo, con un bel colpo di testa stampatosi sul palo. Anche con Cocco, mister Oddo ha voluto confermare l'esigenza di mettere giocatori più forti fisicamente in campo. 

Inoltre Cocco, può offrire più soluzioni nel gioco aereo, visto che gli ottimi ma bassi Caprari e Lapadula non possono dare un grande apporto in questo senso. Il Pescara ha comandato il gioco ed il risultato è veritiero. Inoltre, una volta tanto, non ha preso goals e non ha rischiato, come fa quasi sempre quando è in vantaggio, di farsi rimontare. 

Sono giunti così il goal di testa di Memushaj sul primo palo nel primo tempo dopo un cross dalla destra di Caprari; la difesa dell'Entella non è stata perfetta in questo caso; non lo è stata, a dire il vero, neanche nell'occasione del secondo goal, ma almeno lì è stata giustificata dalla stanchezza e dall'esigenza di scoprirsi e rischiare un po' di più in una situazione di svantaggio. 

Dicevamo appunto della seconda rete del Pescara: su un cross in profondità di Bruno, Lapadula ha colpito di taglio il pallone, creando un tiro in diagonale a spiovente che è terminato in rete. A prima vista è sembrato un eurogoal, ma rivedendo bene le immagini nei video del dopopartita, si comprende che l'attaccante probabilmente voleva smorzare un pallone difficile da gestire; 

ne è scaturito invece un bel goal, complice il portiere ligure Iacobucci che era venuto incontro a Lapadula, lasciando sguarnita la porta. L'Entella ha interrotto una lunga serie di dodici risultati utili consecutivi. 

Ieri hanno deluso un po' tutti tra i liguri e soprattutto l'attacco è stato impalpabile con i vari Costa, Cutolo, Caputo e Masucci (subentrato al 43') che non hanno graffiato.


Pescara-Virtus Entella 2-0: il dopopartita

Oddo: "Abbiamo evitato i soliti errori". Aglietti: "Noi sottotono e poco reattivi"

Nella foto: il presidente del Pescara Daniele Sebastiani

Il tecnico del Pescara Massimo Oddo ha espresso soddisfazione per una gara vinta meritatamente, che scaccia gli spettri di una crisi: 

"Avevo paura che i miei giocatori avessero troppa ansia di vincere, mentre dovevamo giocarcela tranquillamente, consci dei nostri mezzi. Non è stato così, abbiamo comandato noi la gara e abbiamo subito poco in difesa. 

Nel secondo tempo ho detto ai miei ragazzi di non incappare nei soliti errori che compiono quando vanno in vantaggio, ma altrettanto di ricordarsi delle loro doti. Mi hanno ascoltato. Bunoza non giocava dalla prima partita di campionato, oggi è stato bravo e siccome è un ragazzo intelligente si è adattato a coprire più ruoli in campo. 

Cocco era già disponibile da tempo, faceva delle belle prestazioni in allenamento, ma l'avevo messo in panchina perchè, sfortunatamente per lui, c'erano altri due attaccanti che erano in una forma strepitosa. Oggi ha giocato bene e ci sarà sicuramente utile in futuro" 

L'allenatore della Ternana Alfredo Aglietti esprime il suo rammarico: 

"Siamo partiti bene nella prima metà del primo tempo, abbiamo avuto due o tre palle goal per andare in vantaggio, poi il Pescara è andato in vantaggio. Dopo il primo goal siamo stati poco reattivi e gli avversari hanno saputo gestire il pallone in modo da evitare la nostra rimonta. E' anche vero che il Pescara oggi ha fatto una grande prestazione". 

Il presidente del Pescara Daniele Sebastiani è raggiante e orgoglioso: "Il Pescara è tornato ad essere quello che conosciamo. Siamo forti e nessuna formazione della cadetteria è superiore alla nostra. Se giochiamo con lo spirito giusto possiamo vincere contro chiunque, come possiamo perdere contro chiunque se non abbiamo la testa a posto. Cocco ha giocato bene, nonostante abbia sbagliato qualche conclusione vicino alla porta. Rimarrà a Pescara, è un giocatore importante e ce lo teniamo. Allo stesso modo, anche Lapadula resterà con noi dopo il mercato invernale. E' un grande giocatore e siamo stati bravi a portarlo a Pescara" 

Andrea Cocco è tornato a giocare dopo un lungo periodo di stop: "Non ero in cattiva forma, ero pronto a giocare già da tanto tempo. Purtroppo quando non giochi anche le motivazioni vengono meno. Al mercato non penso, alle voci che mi danno in partenza a Gennaio non rispondo. Io penso a giocare e a guadagnarmi la fiducia dell'allenatore". 

A Memushaj un giornalista chiede che tipo di giocatori possono servire come rinforzi a Gennaio: "Io di mercato conosco solo quello della frutta", risponde. E continua: 

"Pensare agli acquisti non è compito mio, la squadra è forte e noi giocatori pensiamo a lavorare bene e a migliorarci. Oggi siamo contenti per la gara fatta, ma già pensiamo al Lanciano. Giocheremo la partita in trasferta e i nostri avversari ci affronteranno con grinta, perchè la partita con noi è molto sentita. (è una specie di derby regionale tra due compagini abruzzesi, ndr) . 

Inoltre loro sono in fondo alla classifica e hanno bisogno di fare punti, quindi dovremo impegnarci. Sarà difficile come col Cesena e col Brescia. Io leader della squadra? Non so, forse, ma non ci sono solo io come possibile punto di riferimento, ed è bene che ci sia più di un giocatore con la giusta esperienza e personalità".


mercoledì 9 dicembre 2015

Brescia-Pescara 2-0: il dopopartita

Boscaglia: "Ora abbiamo più equilibrio. Oddo: "Dobbiamo lavorare mentalmente"


(Nella foto: Roberto Boscaglia)

Roberto Boscaglia, trainer del Brescia, vorrebbe già pensare alla prossima gara, ma i giornalisti in sala stampa lo riportano al presente e alla splendida vittoria contro il Pescara: 

"Ci siamo preparati molto scrupolosamente", confida l'allenatore di Gela, classe 1968; 

"contro un avversario tosto come il Pescara bisognava sorprenderli sulla velocità e ci siamo riusciti. Abbiamo fatto un grande primo tempo e nel secondo abbiamo gestito il vantaggio. Ora dobbiamo mantenere questo equilibrio psicofisico. Se giochiamo così siamo davvero forti. Nel frattempo non dobbiamo guardare il calendario e non dobbiamo farci prendere dall'ansia di migliorare il nostro rendimento in trasferta". 

E' un momento buono, dunque, sia per il Brescia che per Boscaglia, che oggi ha dimostrato grande sagacia tattica. L'aria che tira in casa Pescara, invece, è un po' viziata. 

"Ho cercato di bloccare i loro punti di forza, che sono le fasce. Purtroppo siamo partiti male e mi sono reso conto che siamo mancati specialmente a livello psicologico". 

Così spiega la debacle della sua squadra il tecnico pescarese Massimo Oddo, che precisa: 

"Eppure in allenamento i ragazzi si dimostrano vogliosi di far bene, pimpanti. Poi quando entriamo in campo succede qualcosa di strano, che non riesco a spiegarmi. 

Oggi abbiamo preso due goals dall'inizio, e anche se nel secondo tempo abbiamo attaccato, il Brescia si è chiuso e non ci ha concesso nulla". 

Ahmad Benali, è un valido centrocampista libico cresciuto nelle giovanili del Manchester city. Ora è nel Pescara ma l'anno scorso era in forza proprio al Brescia. Non ha mezzi termini nel commentare l'accaduto:

"Siamo scesi in campo molli, mentre loro andavano a 2000 all'ora. Nel secondo tempo abbiamo provato a fare meglio, ma sul 2 a 0 e con gli avversari che si chiudevano era difficile fare qualcosa". 

Il carismatico attaccante Marco Sansovini cerca di comprendere i motivi della sconfitta: 

"Cercheremo di analizzare cosa è mancato oggi. Non è un problema tecnico perchè quest'anno abbiamo prodotto grandissime prestazioni. In serie B però, ci vuole cattiveria agonistica, che in questo momento non abbiamo".

Andrea Russo

martedì 8 dicembre 2015

Brescia-Pescara 2-0: le rondinelle girano a mille, i biancazzurri sono in crisi

Partita stellare del Brescia, il Pescara fa un bel gioco ma è poco cattivo




Nella foto: Carlos Embalo


Continua il momento magico del Brescia: ha regolato 4-0 il Cagliari appena dieci giorni fa, poi ha conseguito un discreto pareggio sul campo dell'Entella, e infine stasera ha fornito una grande prova contro un Pescara tutt'altro che dimesso. Non c'è stata partita: sin dall'inizio i giovani azzurri hanno corso a ritmi vertiginosi, mettendo in crisi le retrovie degli ospiti. 

Il Pescara ha reagito con delle buone azioni in profondità, ma dopo mezz'ora il risultato era già acquisito: 2 goal in 35 minuti, e non sarebbe più cambiato. 

Carlos Embalo è stato una spina nel fianco del Delfino: dai suoi piedi sono scaturiti gli assist a Geijo e Mazzitelli in occasione delle due marcature bresciane. La prima rete, in particolare, è nata da una sua azione in cui ha superato diversi avversari con una girata e un allungo palla al piede. Anche Mazzitelli è sembrato un diavoletto impazzito, così come il polacco Tomasz Kupisz.

E pensare che l'anno scorso il Brescia si era salvato all'ultima giornata, mentre quest'anno sta maturando piano piano ed oggi ha raggiunto il sesto posto, soffiandolo stasera proprio al Pescara. E' stato bravo il tecnico Roberto Boscaglia a far crescere nel rendimento un gruppo dall'età media piuttosto bassa. 

Il Pescara invece, dopo un buon avvio, sta perdendo terreno: ha perso giocando malissimo a Cesena; ha gettato poi via, venerdì scorso, una vittoria ormai acquisita in casa con lo Spezia, ed infine è uscito con le ossa rotte dal Rigamonti stasera. 

Questi stop fanno male agli abruzzesi perchè sono giunti proprio nel periodo in cui cercavano di fare un salto di qualità verso i primi posti in classifica. Gli uomini di Oddo si vedono al momento ridimensionati e c'è un serio rischio di un contraccolpo psicologico nell'intero collettivo. 

Lo stesso modo in cui sono maturati i goal è segno che la testa è altrove: si tratta infatti di due azioni (e non sono le uniche), in cui il Brescia ha macinato metri e passaggi senza un intervento dei mediani e poi della difesa a spezzare il gioco. 

Eppure Caprari e Lapadula sono in forma, diventano di partita in partita sempre più forti; inoltre il trentacinquenne Sansovini si fa trovare pronto, correndo e mettendo tutta la sua corsa e la sua personalità, completando un tris di attaccanti niente male. Oggi abbiamo visto proprio questi tre piccoletti schierati insieme, quando il Sindaco è entrato nella ripresa al posto di Verre. 

In panchina, inoltre, riposano i preziosi arti inferiori del centrale di difesa Hugo Campagnaro e del bomber Andrea Cocco. Entrambi dovrebbero essere ormai pronti per tornare in campo e dare personalità e presenza fisica ad una squadra che ne ha bisogno.

Oltre a questi ultimi due, al Delfino manca forse l'apporto di un altro mediano di contenimento in più, sacrificando talvolta o Mandragora o Verre. In realtà un elemento con tali caratteristiche c'è, ed è il trentaduenne Alessandro Bruno, che ormai sta incidendo un calco profondo sulla panchina. 

Forse, in alcune partite, sarà necessario introdurre delle marcature a uomo in una squadra che finora ha sempre giocato rigorosamente a zona.

Andrea Russo

domenica 6 dicembre 2015

Pescara-Spezia 2-2: il punto sulla partita

Pescara sprecone, il combattivo Spezia ne approfitta 


Nel calcio fare un bel gioco, a volte, non basta. Sono necessarie anche doti di intuito, di interpretazione delle fasi della partita, senso tattico e un po' di furbizia. 

E' avvenuto così che un brillante Pescara, che era riuscito a trovare un varco nel fortino dell'arcigno Spezia, ha trovato anche la rete del raddoppio ma poi si è fatto raggiungere ingenuamente. 

Fornasier ha segnato di testa, dopo un'altra zuccata di Mandragora ribattuta dal portiere Zola. Lapadula ha poi gonfiato la rete avversaria con un bel tiro dalla distanza dopo una azione in velocità, ma poi un intervento scorretto del portiere adriatico Fiorillo su un diagonale non irresistibile e un rigore molto contestato hanno regalato agli ospiti un pareggio inaspettato. 

Il Pescara però non può cercare scusanti, nemmeno nella sfortuna. E' vero: Lapadula ha preso un palo, mentre i suoi compagni Verre e Sansovini hanno battezzato la traversa. 

E' anche vero però che dal 2-0 in poi il Pescara ha dimostrato, ancora una volta, di non saper tenere palla e farla girare e in definitiva, di non saper gestire un risultato di vantaggio senza soffrire oltre il lecito. 

E' un peccato, visto che il "Delfino" ha giocatori giovani e validi, che regalano numeri di alta scuola. Splendida, anche oggi, è stata la prestazione di Gianluca Lapadula, capocannoniere del campionato con nove reti. Ottima la prova anche di Caprari, che ha dato tutto ed è uscito prima della fine per crampi. 

Per lo Spezia sono da segnalare lo spirito di sacrificio di Catellani, una punta che non si lamenta se i compagni non lo servono ma torna a centrocampo a dare una mano alla squadra e a conquistarsi i palloni. Bravo anche Terzi, che oltre ad essere un difensore roccioso ha dimostrato di saper realizzare anche i rigori. 

Buone cose ha fatto anche il portiere Zola, che però si è macchiato di un gesto poco bello e antisportivo: in seguito ad un leggerissimo contatto con Lapadula, ha simulato platealmente un infortunio, sperando forse che il temibile attaccante fosse espulso. 


L'arbitro Pairetto, figlio d'arte del più noto Pierluigi, non si è però fatto ingannare.

Pescara-Spezia 2-2, le dichiarazioni del dopo-partita

Oddo: "Noi ingenui". Di Carlo: "Siamo stati bravi e fortunati" 

Domenico Di Carlo, allenatore dello Spezia, si dichiara soddisfatto per la buona prestazione dei suoi, in seguito ad un periodo difficile sotto il profilo dei risultati: 

"Abbiamo sofferto contro un'ottima squadra, dai grandi valori tecnici. Noi però, con forza d'animo e qualche giocatore che fa la differenza, siamo riusciti a raddrizzare la partita. 

Un po' di fortuna c'è stata ma noi siamo stati bravi. Il rigore dato a noi non so se ci fosse, ma quando si entra in scivolata è difficile per l'arbitro fare valutazioni. C'era però prima un rigore su Catellani non assegnato" 

Massimo Oddo, trainer del Pescara, valuta in questo modo la gara: 

"Nel primo tempo abbiamo giocato solo noi, loro si sono chiusi, lo hanno fatto bene, ma hanno rinunciato a giocare. Nella seconda frazione di gara abbiamo fatto quello sforzo in più che ci ha consentito di sbloccare la partita. 

Abbiamo segnato il secondo goal e poi è andata come è andata. Il rigore che ha dato il secondo goal allo Spezia non c'era, ma io mi arrabbio coi miei, perchè prima del presunto rigore tre giocatori nostri si sono fatti superare". 

Gianluca Lapadula, capocannoniere del campionato che anche oggi ha segnato, si esprime in questo modo: 

"Sono molto arrabbiato, ancora non capisco come abbiamo fatto a farci rimontare in questo modo. Dovremo parlarci, tra noi giocatori e capire come dobbiamo fare per evitare queste rimonte che subiamo ormai troppo spesso. Ho segnato un bel goal? Non m'importa, voglio vincere."

domenica 29 novembre 2015

Cesena-Pescara 1-0: le dichiarazioni del dopopartita

Drago: "Che bravi i miei giovani!". Oddo: con la testa eravamo fuori dal campo" 


Massimo Drago sta facendo un ottimo lavoro a Cesena, dove è subentrato alla guida dei bianconeri l'8 giugno scorso. Così si è espresso in sala stampa: "Abbiamo giocato bene, anche se potevamo fare più goals e quando sei a pochi minuti dalla fine e non chiudi la partita si rischia, per cui non mi sentivo tranquillo. Avevamo diverse assenze e quest'anno siamo poco fortunati perchè non posso schierare mai la formazione ideale. La prestazione di tutta la squadra è buona, tenendo presente che oggi in campo c'erano giocatori giovani, anche più del Pescara". 

Massimo Oddo, trainer dei biancazzurri, non può che prendere atto della pessima prestazione dei suoi giocatori: "Non siamo stati aggressivi come al solito, ci siamo nascosti e non nabbiamo giocato, non so perchè. Una partita la giochiamo da grande squadra e l'altra la facciamo male, questo è il segnale che dobbiamo maturare. Arrivavamo sempre in ritardo sul pallone proprio perchè non c'eravamo con la testa". Il Cesena è una buona squadra ma non è eccezionale, se avessimo giocato come sappiamo fare forse avremmo anche vinto. 

Simone Aresti, portiere del Pescara che in questo momento sostituisce il titolare Fiorillo, ha fatto una grande prestazione, evitando che il passivo potesse essere ben più pesante:  

"Ho fatto delle belle parate, ma non riesco ad essere contento per questo. Sono soddisfatto solo quando vinco. Non so cosa sia mancato alla squadra oggi, ma se non ci fosse stato quel goal all'inizio, un po' a freddo, avremmo potuto pareggiarla e anche l'andamento della gara sarebbe stato diverso".

Cesena-Pescara 1-0: alcune riflessioni

Un ottimo Cesena conquista i tre punti e si candida alla serie A. Il Pescara come Reykiavik: non pervenuto 


Una ventina di anni fa, quando le comunicazioni non erano così semplici come oggi, le temperature nel bollettino del meteo giungevano incomplete e di qualche luogo, magari isolato nella morsa del freddo si diceva: non pervenuto.

Il Pescara può definirsi tale, in virtù di una prestazione troppo brutta per essere vera, il cui demerito va ascritto interamente al tecnico Massimo Oddo. 

Il Cesena, da parte sua, ha condotto una gara impeccabile e solo la sfortuna e le parate di Aresti non gli hanno permesso di dilagare. Tra l'altro, i Romagnoli recriminano, giustamente, per un rigore non dato nel finale di gara. 

Il Cesena è in buona forma Bravi tutti, tra i bianconeri. in particolare, si sono messi in luce i centrocampisti Sensi e Kessie, nonchè l'autore del goal ed ex pescarese Ragusa. Segnaliamo inoltre Magnusson, che ha fatto alcune chiusure spettacolari sui pericolosi folletti avversari. 

La prestazione del Pescara è frutto dell'approccio sbagliato dell'allenatore

Dicevamo della pessima prestazione del Pescara. Innanzitutto escludiamo gli unici due che hanno giocato bene: il portiere Aresti e l'attaccante Gianluca Caprari. Per il resto, anche gli altri calciatori del Delfino che hanno interpretato male la gara devono essere dispensati da critiche troppo accese. 

Il team abruzzese è sembrato in buona forma fisica e si sono viste nel primo tempo buone trame di gioco, prima del calo nella ripresa. 

Nonostante questo, i giocatori di Oddo sono giunti sempre secondi sul pallone, per via di una disposizione in campo troppo allungata. I biancazzurri erano troppo distanti gli uni dagli altri e andavano a coprire parti del campo inutili durante lo sviluppo del gioco; 

La difesa è stata troppo bassa (ovvero troppo vicina al portiere) e la costruzione del gioco è stata affidata a lanci e passaggi lunghi che hanno portato i sia pur buoni piedi di gente come Mandragora e Verre ad essere imprecisi; 

nondimeno, il controllo Caprari e Lapadula che ricevevano quei lanci risultava imperfetto, perchè i suddetti attaccanti non erano messi in condizione di gestire al meglio il pallone. 

E' stata l'impostazione tattica di Oddo a creare tutto questo: così come non abbiamo lesinato complimenti al giovane tecnico adriatico in passato, oggi gli attribuiamo in pieno le responsabilità di una prestazione molto scarsa della squadra. 

Anche nell'intervallo, quando avrebbe potuto porre dei rimedi, non ci sono stati cambi nell'assetto tattico e nonostante il centrocampo fosse praticamente inesistente, il mister lo ha reso ancor più evanescente, passando da un 4-3-3 ad uno stucchevole 4-2-4 in cui i palloni hanno fatto ancora più fatica a raggiungere gli attaccanti. 

Così vengono spiegati anche i ritardi sul pallone dei biancazzurri; così si giustifica anche la doppia ammonizione e l'espulsione nel finale di un ottimo elemento come Torreira.

Andrea Russo

Pubblicato su Calcioweb.eu


domenica 22 novembre 2015

Tragicommedia a Vilnius: un balordo sfugge ai poliziotti e ruba un Kalashnikov.



Nelle foto: Igor Molotkov e la polizia al suo inseguimento
(delfi.lt)


3000 poliziotti mobilitati a causa di una leggerezza

E' successo Giovedì scorso, attorno alle 19-20: dei poliziotti arrestano un balordo a Vilnius per un reato minore, non è dato sapere quale. La capitale della Lituania è piena di semi-innocui ubriaconi e gente simile, ma non ha una grande criminalità da combattere.

Dopo i fatti di Parigi, sono stati assegnati i poliziotti della capitale dei mitra kalashnikov. I poliziotti in questione chiudono nel retro della macchina il balordo, dunque, e lasciano un mitra sul sedile anteriore del passeggero. 

In seguito diranno che avevano messo le manette al malfattore, ma questo probabilmente non è vero.

Ebbene il teppista in questione, un tossicodipendente di nome Igor Molotkov, classe 1991, prende l'arma ed esce dalla macchina. Fugge mentre i poliziotti sono fuori a fare chissà cosa.

Parte una caccia all'uomo con tremila poliziotti, mezzi blindati, cani addestrati, elicotteri.

"Chissà come è pericoloso questo tossicomane, chissà cosa combinerà ora che ha un Ak-47", pensano tutti.





E invece il disgraziato si mette la mitraglietta sotto la giubba, prende il pulman, nessuno si accorge di niente e lui torna a casa. Prima però deve attraversare il cortile, dove i poliziotti sono lì di presidio ed hanno già perquisito la sua abitazione. 

Ebbene cosa fa Molotkov? Attraversa tutto il cortile con nonchalance e nessuno lo ferma. Va a casa e sta lì fino a quando, dopo circa cinque ore dall'inizio della vicenda, i poliziotti lo trovano e lo arrestano senza che lui faccia resistenza. Per la precisione, lo trovano al quinto piano della sua palazzina mentre si nasconde in un bagno comune. 

Tutto è bene quel che finisce bene, ma la polizia lituana non ci ha fatto di certo una bella figura.

Il ministro dell'interno lituano Saulius Skvernelis ha definito laconicamente la situazione: "Patetica!".

Si è poi dovuto dimettere il giorno dopo, a causa di questa incresciosa vicenda in cui, forse, paga colpe non sue.

Sembra inoltre che l'uso dei nuovi mitragliatori non sia proprio familiare a tutti i difensori dell'ordine: otto giorni fa, infatti, uno di loro ha ferito accidentalmente un senzatetto ad una gamba, a causa di una raffica di colpi partita involontariamente.

Una curiosità

Dicevamo del braccaggio di Molotkov in un bagno comune. Alcune palazzine periferiche di Vilnius, in genere abitate dai più poveri, hanno infatti un bagno ed una cucina per piano, da condividere tra tutti i coinquilini di quel settore.

Questo era un vecchio modo di concepire le abitazioni in età sovietica. Dopo l'indipendenza della Lituania e il crollo del comunismo, dagli anni '90 in poi iniziarono molti restauri e gran parte di questi spazi in comune sparirono.

sabato 21 novembre 2015

Pescara-Avellino 3-2: alcune considerazioni

Pubblicato su: Calcioweb.eu

E’ stata senza dubbio una gara spettacolare quella dell’Adriatico di ieri. Davanti a quasi 8000 spettatori, di cui 750 avellinesi, gli uomini di Oddo si sono imposti mostrando tecnica, velocità e resistenza fisica. All’Avellino va però riconosciuto il fatto di non essersi mai arreso. Accorciando le distanze, sul 2-1, stava quasi per pareggiare, ma poi è stato steso da un autentico capolavoro di Gianluca Caprari, e a nulla è servito il 3-2 di Mokulu che ha reso meno pesante il passivo. 

Sono stati i giovani della squadra adriatica, alcuni dei quali militano nell’under 21 italiana, a dare spettacolo. Scrivevamo del goal di Caprari: un goal che rimarrà nella storia del calcio cittadino, che ha ricordato alcune prodezze di Del Piero. Caprari, dopo un periodo di latitanza dal goal e di critiche un po’ eccessive subite, da un po’ di tempo si è sbloccato e lo ha dimostrato ancora una volta ieri sera. 

Durante una azione di attacco con movimenti e passaggi in velocità, ha stupito tutti: si è fermato di fronte alla mezzaluna esterna all’area di rigore, si è aggiustato il pallone col sinistro e col destro ha fatto partire un tiro ad effetto che ha scavalcato i difensori e si è insaccato nella parte destra della porta; tiro imprendibile per il portiere Frattali. 

Il suo compagno Lapadula ha lottato come un leone, come al solito, pur non giocando una delle sue migliori partite. Vista la fisicità brevilinea degli attaccanti, i due vengono chiamati dalla stampa locale “La Banda Bassotti”. Con un centrocampo molto valido, composto da Verre, Mandragora, Memushaj e Benali, oltre ai subentrati Torreira e Valoti, il Delfino ha mostrato a tratti un calcio-champagne esaltante. 

E’ palpabile un certo entusiasmo giovanile per una squadra dall’età media piuttosto bassa: il senso di vertigine e la raffinatezza che sanno imprimere all’azione questi ragazzi ha deliziato il pubblico. Nonostante i due goals subiti, i ragazzi di Oddo hanno continuato a macinare gioco e hanno finito all’attacco, andando vicini a segnarne altri due. 

E’ il calcio-champagne che vuole sempre la tifoseria di Pescara, che, abituata prima ai successi di Galeone e Zeman, resta innamorata del gioco offensivo e anche un po’ sbarazzino. 
L’incapacità di gestire il risultato di vantaggio, tenendo il pallone e facendolo girare con passaggi corti, è evidente però in questa squadra. 

Sul 2-1, alcuni palloni buttati un po’ affrettatamente in avanti, hanno rischiato di procurare il pareggio ai “lupi” irpini che sembravano ravvivati. E’ anche vero che proprio questo atteggiamento non speculativo ha fatto scaturire il terzo goal. 

L’Avellino, pur avendo attaccato decisamente meno del Pescara, ha comunque giocato a viso aperto ed ha prodotto pericoli con diverse percussioni. Vari sono stati i tiri e le respinte in area del Pescara, come in occasione del goal di Mokulu, che ha ribadito di testa, a meno di un metro dalla porta, una respinta del portiere Fiorillo. 

Oltre al già citato Mokulu, hanno ben figurato Trotta e soprattutto Zito, che, entrato nella ripresa, ha giocato 15 minuti (8+7 di recupero) ottimi in cui ha cambiato volto alla propria squadra e ha fatto il diavolo a quattro presso le retrovie biancazzurre. Un’ultima annotazione su quanto avvenuto ieri va a favore dei tifosi dell’Avellino, che oltre ad essere giunti numerosi hanno fornito una bellissima coreografia con sciarpe e bandiere. Anche questo è il bello del calcio. 

Il 3-2 proietta il Pescara verso i quartieri alti della classifica con 24 punti, mentre l’Avellino rimane a metà classifica, a 16 punti.

Andrea Russo


Pescara-Avellino 3-2: i commenti post-partita

Pubblicato su Calcioweb.eu

Oddo è raggiante quando si presenta in sala stampa dopo il successo contro l’Avellino: 

“Oggi la mia squadra ha giocato alla grande, abbiamo puntato sulla tecnica e sul gioco a differenza della precedente sfida con Como. Per migliorare c’è sempre margine, ad esempio sul 2-1 abbiamo sofferto. Sull’ultimo passaggio spesso abbiamo sbagliato ingenuamente. 

Nel complesso però il risultato ci va stretto, perchè abbiamo prodotto tante azioni da goal e potevamo tranquillamente segnarne altri. 

Certo, si soffre quando gli altri accorciano le distanze e rimangono solo di un goal sotto, ma noi siamo andati avanti e mostrato un gioco migliore. L’Avellino è una buona squadra e ci ha dato filo da torcere. 

Teniamo presente che i nostri avversari oggi avevano diversi assenti in difesa, quindi possono essere ancora più forti. Loro sulle palle alte con giocatori come Mokulu ci hanno messo in difficoltà, perchè noi non abbiamo persone altre come Vatussi in squadra". 

Tesser ha visto un buon Avellino in campo: 

“Ce la siamo giocata fino alla fine, nel primo tempo abbiamo concesso poco spazio al Pescara, fatta eccezione per il goal. Nel secondo tempo abbiamo subito il raddoppio, poi però siamo venuti fuori bene, abbiamo accorciato le distanze con Zito. C’è stato poi un quarto d’ora in cui loro stavano soffrendo la nostra iniziativa. Siccome le partite cambiano a seconda di singoli episodi anche, devo dire che in quel frangente c’è stato un fallo di mano in area del Pescara. C’era un netto rigore, che tra l’altro era uguale al penalty assegnato al Pescara. Il rigore non ci è stato dato, poi non è detto che lo avremmo realizzato, ma doveva essere dato. Avremmo potuto pareggiare e la partita sarebbe stata sicuramente diversa. Dopo due minuti, invece, il Pescara ha segnato il terzo, bellissimo goal, con Caprari”. 

A chi gli rimprovera di aver fatto entrare tardi Zito, che ha segnato un goal e creato grandi grattacapi alla retroguardia biancazzurra, Tesser non si scompone: 

“Abbiamo vinto diverse gare con e senza Zito, che è un giocatore dalle doti tecniche indiscutibili. Non è per il mancato impiego dall’inizio di Zito che abbiamo perso”. 

Qualcuno gli fa notare una coincidenza: ha segnato proprio Verre, inseguito dalla società Irpina nel mercato estivo: “Il Pescara ha possibilità economiche superiori alle nostre, ha giovani dal tasso tecnico elevato, l’Avellino non ha potuto permettersi di ingaggiarlo. 

Gli viene poi chiesto un commento sul grande supporto del pubblico avellinese: ieri c’erano ben 750 sostenitori dei lupi, che hanno creato bellissime coreografie con sciarpe e bandiere e nonostante la sconfitta, hanno applaudito i propri beniamini a fine gara. 

“Avellino ha un grande pubblico, i tifosi ci sostengono sempre con molto affetto e questo non è da tutti. Ci dispiace di non avergli dato la gioia di un risultato positivo oggi”. 

William Jidayi, Ravennate classe 1994, con padre Nigeriano e madre italiana, è arrivato ad Avellino verso la fine del calciomercato ma ora ha acquisito ritmo e continuità. Lucida è anche la sua analisi della partita: 

“Potevamo essere un po’ più grintosi nel primo tempo, è mancato un po’ di coraggio anche. Sottolineo però che il Pescara è una grande squadra, che si avvicina per qualità molto al Cagliari. Loro giocano palla a terra, hanno elementi di grande tecnica, ma non voglio giustificarmi col valore dell’avversario. Dobbiamo pensare noi a trovare il modo di dare qualcosa di più”. 

Le assenze contano, ma fino a un certo punto, per Jidayi: “Siamo un gruppo di 25 giocatori, anche se mancano giocatori importanti qualche volta ci sono dei ragazzi molto determinati che si fanno trovare pronti a sostituirli”.

Andrea Russo


giovedì 19 novembre 2015

Attentati di Parigi (4): l'estremismo religioso e l'estremismo ateo

In questi giorni politici e media hanno invocato una reazione da parte dei parigini e degli europei, che non devono chiudersi nella paura e devono continuare a vivere, nonostante sia chiaro l'attacco all'intero mondo occidentale.

Cè chi non ha perso tempo per attaccare le religioni alla base, integralmente, in tutte le loro espressioni.

Alcuni se la prendono con tutto l'islam: tutta la religione musulmana è da rigettare perchè violenta e fonte di odio, per loro.

Altri mettono nel mirino tutte le religioni: chi è religioso è un malato, tutti i credo portano odio, il cristianesimo e il cattolicesimo sono fasulli e ipocriti, del resto non ci sono i preti pedofili e i cardinali che si arricchiscono?

Addirittura gira un messaggio sui social network contro l'hashtag: #pray for Paris. "Non abbiamo bisogno di preghiere, vi ringraziamo ma abbiamo bisogno di vivere, sorridere, divertirci, baciarci.."

Innanzitutto chi è colui che scrive per parlare a nome di tutti i parigini? E poi: se uno dedica una preghiera è un gesto fatto col cuore, per le persone che sono scomparse.

Queste generalizzazioni denotano un modo di pensare rozzo. Inoltre, in un momento in cui l'unico nemico è la follia dei terroristi, si aggiungono divisioni e soprattutto, odio all'odio.

Se i jihadisti sono fanatici religiosi, gli estremisti non mancano di certo tra i laici.

Attentati di Parigi (3) : "Mio figlio il fanatico", un film ancora attuale

Già nel 1997 mi capitò di vedere al cinema "Mio figlio il fanatico", un film che parlava degli islamici che vivono a Londra e che rispecchia perfettamente ciò che sta avvenendo anche nelle periferie di Parigi.

Parvez è un padre di famiglia. E' nato in Pakistan e vive da parecchi anni a Londra, ha una moglie Pachistana come lui.

E' totalmente integrato nella vita locale, ha tanti amici, vive serenamente, si gode la vita. Il figlio Farid va ancora a scuola, è cresciuto in Inghilterra,  ha una ragazza inglese di vecchia generazione. Ad un certo punto abbandona gli atteggiamenti da normale ragazzo occidentale, si sbarazza di tutte le cose frivole proprie dell'adolescenza, poster, riviste, chitarra, si rade i capelli e si chiude in sè stesso.

Parvez all'inizio pensa che il cambiamento del figlio sia dovuto alla droga, poi, si rende conto che Farid frequenta degli estremisti e addirittura si ritrova un santone in casa che istruisce giovani musulmani all'estremismo.

Il santone inizia a predicare contro la prostituzione e il gruppo organizza un pestaggio proprio ai danni di una prostituta, che ha per amico proprio Parvez.

La pellicola è tratta da un libro di Hanef Kureishi. Il contrasto è solo apparente: i vecchi dovrebbero essere più conservatori e i giovani più moderni. In questo caso il figlio è l'estremista e il padre è tollerante e aperto verso il mondo. Questo però è anche comprensibile: i giovani sono più portati verso sentimenti forti, estremi, nonchè visioni della vita più nette e meno sfaccettate. Con l'esperienza, spesso, l'animo diventa più tollerante perchè si è più capaci di vedere l'altro lato della medaglia.

Attentati di Parigi (2): per alcuni è colpa dell'occidente

Subito dopo gli attentati di Parigi si è subito sollevata una voce in coro secondo la quale è colpa dell'Occidente che ha fatto le guerre in Iraq e in Libia se ci sono stati gli attentati di Parigi.

In parole povere: "noi" facciamo guerra agli islamici e loro la fanno a noi. Innanzitutto, noi intesi come popoli europei e occidentali non abbiamo fatto guerre, semmai sono state decisioni dei nostri governi, che qualcuno di noi ha condiviso e qualcuno no. 

Secondo punto: i terroristi che hanno compiuto gli atti terroristici francesi degli ultimi mesi erano (e sono, per quanto riguarda i pochi ancora in vita) tutti giovani e cresciuti in Francia. Non erano Iracheni spinti da un moto di vendetta per qualcosa che era successo direttamente a loro, erano solo degli emarginati che si sono fatti sedurre dal fondamentalismo.

In parole povere, si tratta di gruppi di pazzi esaltati. Terzo punto, che si collega al secondo: non c'è nessuna argomentazione che giustifichi la violenza terroristica ai danni di innocenti. Quarto: le vittime degli attentati sono appunto delle persone comuni, che non hanno relazione con le vicende politiche a cui si appellano gli attentatori.

Uccidere dei civili inermi è un atto vigliacco, folle, la religione non c'entra e tutto questo riguarda semmai le condizioni in cui i giovani figli e nipoti di immigrati crescono in periferia. Su questa lunghezza d'onda è Fiorella Mannoia, che, oltre a produrre motivazioni come le colpe dell'occidente e la guerra in Iraq, fa altre osservazioni degne di un occhio di lince: 

"Ci sono partiti che subito cavalcano l'onda della paura". La paura già c'è, e l'hanno creata i terroristi, ed è compito dello stato creare delle risposte, che ovviamente si devono tradurre in misure concrete e drastiche. Ma il pezzo forte riguarda il Giubileo: Fiorella Mannoia scatenata: "Gli attentati di Parigi? Tutta colpa dell'Occidente" „"Al di là di quanto è accaduto a Parigi, con Roma che è una città al collasso, non era da indire. Mi sorge il dubbio che lo abbiano fatto per mettere in difficoltà Marino. E infatti finché c'era lui i soldi a Roma il governo non li aveva inviati. 

Quando è uscito di scena, puntualmente, sono arrivate le risorse".Il Giubileo lo ha indetto il papa. Le istituzioni e i politici si sono semmai messi al servizio del santo padre per farlo svolgere. Quindi, due sono le opzioni: o Fiorella Mannoia non sa che il Giubileo lo indice il papa, oppure pensa che Bergoglio ha istituito il Giubileo del 2016!