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lunedì 12 aprile 2021

Pescara calcio, dov'è ora il supporto ai nostri ragazzi, nel momento della verità?


Nella foto: Daniele Dessena dopo il goal di Brescia. Foto: Massimo Mucciante, Pescaracalcio.com

Striscioni, litigi, brutte parole. La squadra però è sola.

Diverse volte, quest'anno, si sono visti striscioni anonimi in città per spingere il Delfino a fare meglio. C'è stato un confronto, quasi violento, presso il campo di allenamento del Poggio degli Ulivi, con l'intervento "di stimolo" da parte di alcuni cosiddetti tifosi che evidentemente non conoscono troppo la filosofia Zen.

Si agisce spesso con la forza della negatività per pungolare i nostri beniamini.

Adesso la squadra ha bisogno di aiuto. La città che ama il calcio deve starle vicina. Non è il tempo delle critiche. Una vittoria in casa col Pisa, un bel pareggio contro un Monza che ha giocato benissimo, un pareggio di carattere col Brescia hanno tracciato il varco.

Ora ci sono tre scontri diretti contro Entella, Cosenza e Reggiana. Vincere contro i diretti avversari vorrebbe dire guadagnare tre punti su di essi e sarebbe preziosissimo. 

Sarà un finale di campionato interessante e siamo sicuri che i nostri se la giocheranno con grande tempra.

giovedì 8 aprile 2021

Piove sui nostri volti silvani, piovono multe. Viaggiano a trenta all'ora





*Attenzione: questo post ha una pubblicazione programmata, decisa precedentemente. Note: the time and day of posting for this article has been set in advance, by automatic mechanism. 

15 500 verbali in un mese su un totale di 120000 abitanti. Con limiti di 30 all'ora in discesa. Il Comune stracci le multe: in qualità di creditore, può farlo. E magari chieda scusa. 

Piove in questi giorni su Pescara. Dopo un anticipo di primavera avanzata, con temperature quasi da spiaggia, la Natura si è ripresa il suo spazio e ha bilanciato i conti. 

L'ultimo colpo di coda dell'inverno è tornato, quasi come se fosse per legge o come qualcosa che non si può evitare. Ormai i cittadini Italiani e Pescaresi sono già abituati ad alcuni colpi che non si possono evitare. 

E con furbizia Mefistofelica sorgono divieti surrettizi e un senso del rispetto delle regole che maschera il desiderio di fare cassa. Non si contano ormai le restrizioni alla libertà e alla circolazione degli esseri umani. 

La regola e la legge diventano non più misure per difendere i cittadini ma scuse sottili per vessarli. La scena video ridicola in cui due poliziotti rincorrevano un podista solitario con tanto di mascherina in una spiaggia deserta, per intenderci, è avvenuta a Pescara.

E cosa potremmo dire altrimenti dei limiti di velocità imposti a 30 kmh su strade in discesa, dove la multa con i dispositivi elettronici scatta anche solo a 32kmh, almeno stando ai racconti dei multati? É notizia recente quella delle 15 500 multe dal 22 Febbraio al 28 Marzo, nella città del Vate, su un totale di 119.455 abitanti (dati di un censimento recente). 

Tolti i bambini e coloro che non guidano l'automobile, giungiamo ad una proporzione di un cittadino multato su cinque. Come potremmo descrivere questo capolavoro di cattiveria? Come dorme chi lo ha ideato? 

E qual è il ruolo ormai dei corpi di polizia locale? Servono essi la legge, l'ordine o le casse comunali? Pescara è una città basata sul commercio, già provata dalle recessioni degli ultimi decenni, dall'euro e dalla crisi del 2008 (da cui non ci siamo mai ripresi). 

É giunta poi la pandemia che si è abbattuta come una alluvione divina sui nostri crani e specificamente sulle fronti degli esercenti. Non è retorica. 

I commercianti oggi chiudono, si suicidano, sono ridotti alla fame, non sono spesso in grado di provvedere ai bisogni delle proprie famiglie. Già gabelle dalle reminiscenze Aragonesi e assurde li affliggevano: tasse sull'ombra (sulle tende per l'esattezza) sull'insegna, sulla tv presente in negozio e chi più ne ha piú ne metta. 

Ascolta. Piove dalle nuvole sparse. Piove su le tamerici salmastre ed arse, piove su i pini scagliosi ed irti, piove su i mirti divini, su le ginestre fulgenti di fiori accolti, su i ginepri folti di coccole aulenti, piove su i nostri volti silvani, piove su le nostre mani ignude, su i nostri vestimenti leggieri, su i freschi pensieri che l'anima schiude novella, su la favola bella che ieri t'illuse, che oggi m'illude, o Ermione. 

Pescara era un tempo una città ariosa, con poche automobili, case in stile liberty generalmente non più alte di due o tre piani, strade ampie e viali alberati. Era un posto che produceva bellezza. 

"La pioggia nel Pineto" appena citata, scritta dal Pescarese D'Annunzio si riferiva ad altri luoghi ma potrebbe essere stata ambientata tranquillamente nelle distese di pini aghiformi che abbondavano all'epoca. Ora la pioggia che cade a tratti in questi giorni è una doccia che nasconde le lacrime; 

è il tentativo di un lavaggio impietoso dei nostri peccati e delle nostre miserie. L'economia è al collasso, in tanti fanno la fila alla mensa dei poveri, altri si trincerano dietro una dignitosa apparenza. 

Il Comune di Pescara faccia un passo indietro e ammetta l'errore. Se servono soldi si riducano i compensi dei politici e di tutto ciò che direttamente o indirettamente ruota attorno all'incarico pubblico, incluse le consulenze inutili, quelle eventuali, quelle presenti e quelle future. 

Il Comune è alla stregua di un cittadino; è un soggetto giuridico che vanta crediti. In quanto creditore, può stracciare le multe e rinunciare a riscuoterle. Le annulli. Le cancelli. Ponga rimedio e non lo faccia più. Metta una toppa a colore a questo cappotto vergognosamente logoro. Possibilmente, con un gesto di intelligenza, chieda anche scusa, senza se e senza ma. 

Questo smacco, questa indecente offesa ai cittadini fa bene il paio con il bagno fatto fare dal precedente sindaco nei liquami. Alcuni anni fa, precisamente il 27 Luglio 2015, si ruppero alcune condutture, che sversarono nell'arco di tre giorni nel fiume 25000 metri cubi di liquami ed escrementi. Alcuni tecnici incaricati versarono 350 litri di acido peracetico "Oxy Strong" per sciogliere tale materiale organico. 

Morale: il fiume è vicino alla spiaggia e i bagnanti nuotarono nelle feci e nell'acido. Il Primo Cittadino di allora ammise di aver taciuto l'emergenza e di non aver imposto il divieto di balneazione in tempo. Per me questi episodi (quello delle 15 500 multe in un mese e quello del bagno nella m.) pari sono, a fronte di una classe politica di tutti gli schieramenti le cui azioni si rivelano inadeguate e provinciali. 

Che il Cielo protegga Pescara, che la pioggia la depuri, che il sole le dia un sorriso e la asciughi.

mercoledì 7 aprile 2021

Dopo Monza, il ritiro di una squadra che può vincere ancora


Damir Ceter. Foto: Massimo Mucciante, Pescaracalcio.com


*Attenzione: questo post ha una pubblicazione programmata, decisa precedentemente. Note: the time and day of posting for this article has been setted in advance, by automatic mechanism.

Bene, bene, bene.

Siamo reduci da una trasferta in terra Lombarda in cui il Pescara ha mostrato un calcio pieno di bollicine, brillante. É stata una partita da serie A, in termini di qualità e spettacolo.

Tralasciamo il racconto pedissequo della gara. Ve lo hanno già fatto. Vi hanno già abbuffato di commenti tecnici e di immagini con replay e non.

No, non è di questo che volevo parlarvi, cari malati del Delfino.

Qualcuno, sono sicuro pochissime persone che rappresentano lo 0.1% della tifoseria, ha piazzato uno striscione ingiurioso nei confronti di giocatori e società, qualche giorno fa.

Ma che bravi. Proprio in un momento in cui la lotta per non retrocedere è aperta e i nostri beniamini avrebbero bisogno di incoraggiamento.

L'unico scopo di costoro sarebbe di supportare la squadra, visto che si prendono così sul serio da ritenere di avere un qualche potere e di svolgere un vero e proprio lavoro in tal senso, dimenticando che il pallone è un gioco.

Ecco che la squadra poi se ne infischia, vince col Pisa e centra uno splendido pareggio contro il Monza; i Brianzoli hanno in organico gente che ha fatto i mondiali e ha giocato le coppe europee per club: Boateng era in campo, Balotelli è comunque in organico, Paletta lo conosciamo tutti.

Diciamoci la verità: qualcuno ha invidia per il presidente Daniele Sebastiani. É un uomo di successo, che si è imposto con le sue forze come imprenditore e ha portato il Pescara in serie A due volte, guadagnandoci pure qualche soldo.

E a chi dice che il merito della sua prima promozione fu di De Cecco, ricordo che il magnate della pasta si fece da parte quell'anno, il Seba rilevò le sue quote mettendo denaro fresco dalle sue tasche e pagò gli stipendi, le trasferte, le tasse e i ritiri per tutta la stagione, oltretutto occupandosi del mercato di gennaio.

Chi non è nessuno, si sa, dà la colpa delle sue sconfitte agli altri e cova invidia sociale. Ora qualche omuncolo delle frange teppiste rimpiange Scibilia, che fu  cacciato da Pescara con la violenza da lui e dai suoi simili. E allora lo dicano che non gli sta bene niente e che se anche dovesse venire un emiro a fare le fortune della squadra, essi lo bersaglierebbero alla prima sconfitta. 

Tornando al Pescara, che è fatto da elementi dai piedi buoni e con qualcuno a cui auguro ogni bene, come Odgaard, Ceter e lo stesso Capone (bentornato tra noi, tra i vincenti che danno il massimo e che sanno imporsi!) siamo in piena lotta per non retrocedere, stiamo giocando benissimo, la vittoria non può sfuggirci.

Tanto per dirne una su quanto una minoranza rumorosa di supporters non meriti uno come Sebastiani, egli ha affittato per cinque giorni, sei se contiamo la mattina del 10 aprile, albergo e campo di allenamento a Brescia. Il capolugo Orobico infatti non dista molto da Monza. 

Per far concentrare meglio i ragazzi evitando un doppio viaggio Monza-Pescara, Pescara-Brescia, il dirigente paga hotel per 35 40 persone almeno e la pigione delle strutture sportive. Un esborso di parecchie migliaia di euro solo per non fare stancare gli atleti.

Il Pescara a Brescia va a prendersi una vittoria che vuole, che ormai desidera e su cui ormai è focalizzata.

Allo U Power stadium non ci siamo stati anche per via delle porte chiuse, ma la nostra presenza è stata tangibile. Il nostro cuore e i nostri occhi, il nostro respiro si facevano sentire vicini alla squadra.

E ci siamo divertiti, eccome. Abbiamo giocato alla grande. Abbiamo creato trame di gioco brillanti, abbiamo fatto il tiro a segno con la porta di Di Gregorio, abbiamo sofferto a tratti la manovra avversaria ma sempre a testa alta.

Avanti così e sono sicuro che a Brescia vedremo un bel Pescara.