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mercoledì 31 gennaio 2024

Sto per segnare una doppietta

 


Spendo lunghi periodi via dall`Italia ed ogni anno seguo un rituale che mi dà molta soddisfazione: evito in maniera scrupolosa il discorso di fine anno di Sergio Mattarella e in genere dopo un mese e mezzo circa salto a piè pari il Festival di Sanremo.

Tale ormai tristanzuola manifestazione, da quanto sentito da amici e parenti e per quello che ho letto in qualche articolo, lo scorso anno, ancora più che negli anni precedenti, si è distinto per episodi di oscenità e di pura ideologia.

Per non parlare della musica, di cui al massimo ascolto qualche videoclip sui social media a Festival concluso, in cui noto poco talento e molto marketing alla vecchia maniera delle case di produzione musicale (o di quel che ne resta).

Parafrasando Gotthold Ephraim Lessing "L`attesa del piacere di mancare da un evento sgradito è essa stessa il piacere".

Ilaria Salis: colpevole o innocente?


Foto di uno dei pestaggi in alto, e sotto, il video dello stesso vigliacco episodio. Almeno sei persone armate di spranghe contro una sola

Gazdagrét támadás, gazdagrét, neonácik, verekedés - Videa


E` stata arrestata con un manganello retrattile. Il padre sostiene: "Lo portava con sè per autodifesa"


CHI E` ILARIA SALIS

Ilaria Salis è una insegnante elementare di 39 anni accusata di lesioni gravi dalla magistratura di Budapest. Le accuse si collegano ai fatti del 9 e del 10 febbraio 2023, quando ad una manifestazione di estrema destra, "Il Giorno dell`Onore",  si affiancò nella capitale Magiara una contromanifestazione di militanti anarchici e di estrema sinistra. 

Ilaria viene definita anarchica e comunque fa parte di gruppi antagonisti affini. Negli scontri sono stati riconosciuti, oltre a lei, i suoi compagni. 

Quando è stata arrestata aveva con sè un manganello retrattile. Suo padre in merito ha dichiarato: "Lo aveva con sè per autodifesa".

La gang di cui viene accusata di far parte Ilaria è la Hammerbande, protagonista di vari episodi di violenza.

Ci sono vari video di questi scontri. Sembra che il 10 febbraio ci sia stato un lungo inseguimento alle vittime, con i protagonisti di questo episodio che salivano e scendevano da vari mezzi pubblici.


In questo articolo di Index   viene raccontato che, lette le accuse, a Ilaria sono state allentate le manette e che si è mostrata sempre sorridente. Si scrive tra le altre cose che uno dei tre arrestati si è dichiarato colpevole. Ha subito una condanna a tre anni da scontare in Germania e potrà essere scarcerato dopo i due terzi del periodo di pena sotto supervisione.

Nella giornata odierna si sono scatenate le critiche di vari media ed esponenti politici per le catene che Ilaria aveva su mani e piedi. Addirittura qualcuno di sinistra ha detto che le azioni della Salis erano meritorie perchè combatte il fascismo, sebbene con metodi non condivisibili da tutti.

Su Radio 24, che appartiene a Confindustria, il padre della Salis ha detto che lui condivide appieno le sue battaglie antifasciste e l`ha paragonata a Giacomo Matteotti (sì, lo ha detto davvero). Ha anche affermato, come altri, che due delle vittime hanno riportato lesioni lievi.


CONSIDERAZIONI SULLA VICENDA E SULLA POSIZIONE DELLA DONNA ITALIANA

Alcune riflessioni personali mi sembrano doverose:




1 Una persona che fa la maestra di scuola elementare, a contatto con i bambini, non dovrebbe andare all`estero con un`arma da guerriglia urbana a contrastare chi non la pensa come lei, immettendosi in situazioni ricche di scontri e di disordini. I bambini hanno bisogno di equilibrio.


LE CATENE SONO ECCESSIVE?

2 Uh ma guarda, le hanno messo le manette e le catene. Io pensavo invece che le avrebbero dato una poltrona massaggiante e le avrebbero offerto un aperitivo in tribunale.

Scherzi a parte, questa potrebbe essere una vexata quaestio.

Negli Stati Uniti, durante gli arresti e come misure carcerarie vengono adottate misure molto simili e anche peggiori, ma gli indignati delle ultime ore, spesso supini verso gli States che considerano un paese civile, si sono guardati bene dal dirlo.

Se le catene viste in tribunale a Budapest possono fare impressione e sembrare eccessive, dobbiamo ricordare che i poliziotti stanno accompagnando una persona indagata per reati di violenza e che rischia di fuggire durante il suo trasporto dal carcere al tribunale.

Si è parlato anche di condizioni carcerarie pessime in cui sarebbe detenuta la Salis, ma la direzione del penitenziario ha fortemente smentito questa versione bollandola come un mucchio di bugie. 

Tutto è possibile, ma al momento non ci sono prove di questo.

3 Si è tirato in ballo il premier Viktor Orban per quanto riguarda le misure carcerarie applicate alla nostra concittadina  ma esse non sono ad personam. Sono una prassi e lo era anche quando a governare era la sinistra Ungherese. 

Semmai si può imputare ai governi Orban degli ultimi quindici anni di non aver migliorato abbastanza le condizioni di vita nelle carceri, una volta appurata la vera realtà penitenziaria Magiara e non parlando "per sentito dire".


LE LESIONI ERANO DAVVERO LIEVI?

4 Si è detto che le lesioni inferte sono lievi, ma Ilaria è accusata di lesioni gravi. Il video mostrato in questo articolo non mostra lesioni lievi, mentre questo articolo  Index - Domestic - A man was brutally beaten in Budapest, hospitalized si parla di un uomo picchiato brutalmente, con una copiosa traccia di sangue che è rimasta sul terreno e con  l`emorragia che non si arrestava.


Ecco come è stato ridotto Laszlo Dudog, una delle vittime, musicista di professione:

ho tenuto la foto volontariamente piccola, ma cliccandoci si può ingrandire. 









5 Si è detto che Ilaria non era riconoscibile nei video, ma lei è stata catturata insieme ai suoi compagni e uno di loro si è professato colpevole. In più aveva, come già detto, un manganello in tasca. Ciò non vuol dire che anche Ilaria sia colpevole, ma dimostra che i metodi investigativi della polizia Magiara sono fondati e che la donna sia fortemente indiziata.

6 Si è detto che Ilaria rischia 11 anni di carcere e che la pena è troppo severa. Ma come, ci lamentiamo della bonarietà delle pene in Italia e poi ci indigniamo quando un paese applica punizioni severe?

7 Cosa si sarebbe detto se i picchiatori fossero stati di estrema destra e i picchiati dei comunisti? 

Ve lo dico io: i media Italiani avrebbero fatto un fracasso clamoroso, parlando di ritorno del fascismo e di squadrismo. Quando invece i compagni tirano sprangate in sei contro uno va tutto bene vero?

La violenza è sempre da condannare e chi agisce con tali metodi è solo un poveretto, l`appartenenza politica è irrilevante.

8 A mio modesto parere, le immagini veramente sconcertanti non sono le manette a una donna fortemente indiziata di aver spaccato la testa a più di una persona, ma il video stesso del pestaggio e la foto di Laszlo Dudog.

Detto questo, occorre prudenza nel fare valutazioni lapidarie, giacchè i fatti non sono del tutto chiari e potrebbero sorgere elementi che potrebbero stravolgere le evidenze vere e presunte di questo processo.


Aggiornamenti: Ilaria Salis non sarebbe maestra, avrebbe fatto solo qualche supplenza nelle scuole medie e ha una condanna definitiva per aver lanciato immondizia e avere ingiuriato le forze dell`ordine.

Ho reperito inoltre altre foto dei feriti negli scontri di Budapest:


martedì 30 gennaio 2024

La versione di Marianna


Marianna Vyschermiskaya è la ragazza che scese via dall`ospedale di Mariupol in seguito ad una esplosione, col pancione, qualche contusione, ma sostanzialmente in buone condizioni.

La stampa occidentale ha fatto ripetute figuracce su questa foto. Volevano farne uno dei simboli delle vittime dei Russi.

Con pacatezza e vivendo la sua vita di ragazza normale, Marianna li ha smentiti e sbugiardati, semplicemente raccontando di sè, delle cose normalissime che ha fatto dopo quel bombardamento e di quello che le è successo.

Semplicemente è tornata a casa, ha partorito ed è stata con la sua bambina, la sua famiglia e suo marito. La sua normalità consiste da quasi dieci anni in allarmi a tutte le ore del giorno, bombardamenti, una paura che diventa routine.

Inoltre nega che ci sia stato un attacco aereo: lei non ha sentito aerei volare, conosce fin troppo bene il loro rumore e quello delle bombe, oltre al tipo di crateri che esse lasciano.

Lei quando è uscita con le sue gambe dall'ospedale in fiamme viveva già da otto anni sotto i bombardamenti. La sua città, Donetsk, come racconta lei stessa, è passata in poco tempo dal contare oltre un milione di abitanti a soli settantamila.

Alle bombe lei ci è abituata con quotidiano fatalismo e rassegnazione.

Marianna vive in una zona a maggioranza Russofona, dove per molti tra l'essere Ucraini non è molto diverso. E` la zona che dopo varie vicissitudini ha chiesto prima più autonomioa e poi l`indipendenza.

Immaginate da che parte può stare una persona comune come lei che vede arrivare i carri armati Ucraini distruggere la sua città, torturare e uccidere la sua gente. E' vero anche che secondo i report dell'Unesco e di Amnesty International simili azioni sono state prodotte dalle armate Wagner.

Tuttavia resta il fatto che nell`est dell`Ucraina hanno ricevuto l`invasione dei carri armati del loro stesso governo, che ha portato la guerra nelle loro case.

Quello che Marianna afferma conferma chi non la pensa come il mainstream. A dirlo è una donna che vive sul posto, che porta le sue testimonianze dirette.

Questo fa andare di matto la nostra propaganda, che se ne esce con queste sparate:




Questo articolo svela tutti i limiti della nostra stampa. Chiamare traditrice una ragazza che da dieci anni ormai subisce i bombardamenti Ucraini di un governo che se la prende con la parte russofona del paese è semplicemente demenziale. 

Il caso Russel Brand, un uomo scomodo

    

Russel Brand è un attore Inglese noto anche ad Holliwood. Forse è meno conosciuto in Italia rispetto ad altri nomi, ma ha una fama internazionale ben solida. Io l`ho visto in un  remake di Arturo, pellicola del 1981 con Dudley Moore e Liza Minnelli.

Nell`Arturo del 2011 anche Brand era piuttosto folle nel suo ruolo di un giovane ricco e viziato. Al suo fianco c`era Greta Gerwig, brava e bella nei panni di una ragazza semplice che con i suoi problemi veri apre gli occhi ad Arturo sulla vita.

Da alcuni anni Brand fa furore con un videoblog su youtube con milioni di iscritti. Di fatto fa concorrenza alle reti televisive. Nei suoi video parla molto appassionatamente e velocemente, tocca molti temi e lancia accuse ben circostanziate e documentate.

Prende di mira numerose lobbies politico-finanziarie, esprime idee controcorrente in tema di pandemia e guerre.

E` un personaggio scomodo. Uno di quelli da mettere nei guai con la solita scusa dello scandalo sessuale, perchè ha pestato troppi piedi.

Ecco dunque che, in una forma di squadrismo mediatico vero e proprio, ben due media, il 16 Settempre 2023, il Sunday Times e Channel 4, hanno riportato di diverse donne che avrebbero subito abusi da lui tra il 2006 e il 2013. Nessuna donna, delle cinque coinvolte, ha voluto rivelare la propria identità. Una di loro avrebbe fatto sesso non consensuale con lui quando aveva solo sedici anni.

La ragazza, che ora ha parecchi anni di più, ha parlato davanti alla telecamera senza mostrare il volto, con un cappuccio in testa e a distanza di parecchi anni e di diversi mesi dal suo video, non ha denunciato Brand.

Inoltre sono spuntate delle presunte chat tra lui e la ragazza, ma in una parte della conversazione si notano caratteri diversi e più grandi rispetto agli altri. In molti quindi hanno avanzato il sospetto che quella parte della conversazione potrebbe essere stata alterata.

Siamo a fine Gennaio 2024. Nessuna delle donne anonime e accusatrici ha sporto denuncia. Nessuna ci ha messo la faccia. Channel 4 e il Sunday Times hanno deciso di rovinare la reputazione di una persona fino a prova contraria onesta senza lo straccetto della benchè misera prova.

Il risultato del resto è stato raggiunto: reputazione dell`attore scalfita almeno in parte, un grande polverone, un sospetto che durerà per tutta la vita.

Il canale di youtube di Russel Brand nel frattempo è stato demonetizzato e il suo libro che doveva essere distribuito è stato tenuto in sospeso. Lui si è creato nel frattempo un account anche su Rumble, protestando contro il modo di agire di alcune piattaforme, che lui considera poco libere e chiaramente schierate.

E` bello vedere comunque come l`attore Britannico abbia reagito con forza a tutte le accuse e continui ad andare in streaming seguito ancora da milioni di spettatori



Uomini vittime di donne: tre articoli recenti. Ma in Italia c`è il Patriarcato

Non voglio soffermarmi molto su questo argomento, giacchè ho scritto altri post anche di recente in merito e perchè chi ha un minimo di senso critico certe cose le capisce da solo. A parti invertite, per queste notizie ci sarebbero stati mesi di talk shows, di approfonmdimenti giornalistici, di prime pagine e molto altro.

In Italia, su 23 paesi Europei l`Italia era al ventesimo posto in un sondaggio di pochi anni fa, quando la campagna di criminalizzazione verso gli uomini in generale era già iniziata

Ecco il primo link: Omicidio a Martinengo, Diego Rota ucciso a coltellate dalla moglie Caryl Menghetti. La donna era a casa dopo una visita in Psichiatria (ilgiorno.it)



Ecco invece il link sull`omicidio di Acerra:

Napoli, tramortito e poi bruciato vivo nella sua auto: arrestati l'ex moglie e il convivente. L'aggressione con la figlia in casa | Corriere.it




Questo invece è il pezzo del Corriere Adriatico. La storia è perfino intrigante. Adescava gli uomini sui siti di incontri, poi li drogava e li derubava. 

Due di loro hanno rischiato la vita
Attenti, maschietti, quando andate su Tinder!

Pare che questa donna Cubana somministrasse con l`inganno degli antidepressivi. Un tassista ha preso un caffè e un bicchiere d`acqua ed è stato derubato di seicento euro. Si erano dati appuntamenti sul sito di incontri Nirvam.




Nella stessa zona è stata condannata a sedici anni e cinque mesi di reclusione Tiziana Morandi. 

Dal cognome penseremmo che lei canti o dipinga quadri. 
No, non proprio. In compenso ha drogato e narcotizzato nove uomini, almeno secondo la sentenza di primo grado del Tribunale di Monza.
Si tratta di eventi drammatici che in realtà andrebbero trattati con delicatezza e senza fanatismo. 

Delinquono gli uomini, delinquono anche le donne. L`importante è non strumentalizzare i fatti. Non è vero che c`è più maschilismo oggi, semmai è il contrario. Non è vero che tutti gli uomini devono sentirsi colpevoli. Non è vero che la violenza degli uomini oggi è maggiore di venti o quarant`anni fa, è esattamente l`opposto. 

Detto questo, è giusto perseguire i colpevoli, è giusto attuare misure preventive.

Di sicuro la soluzione non è la proposta idiota di tre ministri sulla Educazione Sentimentale nelle scuole, anche perchè Gustave Flaubert purtroppo non è più tra noi da un bel pezzo.

sabato 27 gennaio 2024

Mai più la Supercoppa Italiana all`estero

In questa scena di pochi secondi si sostanzia lo scontro tra due mondi: da un lato un uomo che rinunciò a fiumi di danaro per essere fedele ad alcuni principi, dall`altra un paese come l`Italia, svenduta perfino nel suo calcio. La finale di Supercoppa è stata tolta ai veri tifosi delle squadre Italiana per darla agli Arabi, a cui piace il bel calcio ma che, almeno in parte, non rispettano nemmeno le nostre tradizioni, i nostri valori, e soprattutto la morte di un essere umano di valore che solo poche ore prima era ancora vivo. Che non si ripeta mai più. Mai più competiozioni italiane all`estero, mai più i nostri valori esposti al pubblico ludibrio. Non parlo di tutti gli Arabi, ma quelli che hanno fischiato sono dei beduini sottosviluppati. Non credo che al funerale di un loro parente avrebbero gradito un trattamento simile.

Strumentalizzazione della Shoah e della Giornata della Memoria


Basterebbe lo sproloquio avvenuto al minuto 13:00 di questo video per sintetizzare tutto quello che vorrei esprimere, ma vado avanti. Non si tratta del singolo giornalista in questione ma di un discorso molto ampio.

Gli individui e le comunità di origine Ebraica hanno diritto allo stesso rispetto e riconoscimento rispetto a tutti gli altri gruppi etnici, religiosi e alle istituzioni che ne fanno riferimento.

Sarebbe bello che si organizzassero più convegni, programmi televisivi ed eventi che parlino della cultura storica ebraica, delle loro usanze, delle loro canzoni, della loro letteratura, del loro cibo, dei loro vestiti, delle loro tradizioni.

Ogni essere umano ha diritto ad empatia e rispetto. Tutti gli uomini hanno pari dignità e sono degni della mia amicizia e del mio rispetto.  Conoscere altre culture è una forte di arricchimento che abbatte i pregiudizi.

Detto questo, mi tocca anche questa volta rilevare come l`ideologia rovini i rapporti tra gli esseri umani.

L`argomento della Shoah viene usata sia dalle istituzioni Israeliane sia dai loro lacchè per giustificare qualsiasi nefandezza prodotta dalle lobby finanziarie ebraiche e dai governi Israeliani.

Beninteso, gli Ebrei hanno diritto ad una loro nazione ed essere ricchi, ebrei, italiani, asiatici o africani, non è una colpa di per sè.

Diversa questione però si profila quando una qualsiasi critica verso i massacri condotti dai governi Israeliani negli ultimi decenni o le manovre poco trasparenti di magnati come George Soros vengono denunciate.

Subito parte la caccia all`antisemita.

Questa è la classica tecnica del politically correct: se non  la pensi come me devi essere criminalizzato; sei un razzista, un maschilista, un omofobo e il Cielo solo sa cos`altro.

C`è gente che conoscendo queste dinamiche rinuncia ad esprimere la propria opinione, temendo di essere linciato verbalmente, talora anche dai media ed in ambito nazionale. Questa diventa dunque una pratica antidemocratica: ridurre al silenzio chi non la pensa come la vuole una certa intelighenzia del terzo millennio.

I media e i politici che leccano i piedi a qualsiasi forma di potere forte, sapendo della ricchezza dello Stato di Israele e del potere detenuto dai loro servizi segreti e dai loro estabilishment finanziari sono corsi ai ripari  nel 2024. 

Sapendo che quest`anno con la strage di Gaza la giornata della Memoria sarebbe stata accolta fisiologicamente in maniera diversa, hanno indetto "Le due settimane della memoria"

I grandi media, che hanno tutti una linea politica, hanno iniziato a parlarne due settimane prima, trasmettendo approfondimenti, dibattiti, film, reclame dei film da proiettare dieci o quindici giorni dopo sull`Olocausto.

E` normale che se mentre si festeggia il Giorno della Memoria trentamila Palestinesi vengono uccisi a Gaza e le forze di polizia Israeliane torturano i prigionieri Palestinesi la popolazione mette in correlazione le due cose.

Non basteranno mesi e anni di propaganda per lobotomizzare le masse.

Israele, le sue lobby e i suoi lacchè si prendano le loro responsabilità e non si nascondano dietro la Shoah.

Si parla di Giorno della Memoria per ricordare e per evitare che certi eventi non si ripetano in futuro: questo è così vero che  lo Stato di Israele  sta adottando le stesse pratiche dei Nazisti.

- Bisogna distruggere Gaza, bisogna cancellare Gaza. Questo è ripetuto da politici, ambasciatori, conduttori televisivi -.





Non è giustificabile , per punire i terroristi, attuare un genocidio contro una intera popolazione.

E` per questo che la celebrazione del Giorno della Memoria è già vista come divisiva e ottiene lo scopo 
contrario di quello che si prefigge.

Si ricordano bene certe cose avvenute negli anni `40 e non altre che succedono oggi.

Non ho visto lo stesso impegno e la stessa energia da parte dei governi occidentali per mediare e per portare la pace a Gaza e in Palestina. 

Non vedo centinaia di film su altre vicende atroci della storia: gli stermini degli Indiani Pellirossa, dei Curdi, pochissimi film sulle esplosioni delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki.

Questo è il classico doppiopesismo di chi deve compiacere gli stati Uniti e i loro amici.

martedì 23 gennaio 2024

Gigi Riva, eroe di un calcio che non c`è più

Gigi Riva ha rappresentato qualcosa di più del semplice campione sportivo. 
E` stato un uomo che ha dimostrato dei valori umani molto profondi. La sua è stata la storia di una riscossa di un fanciullo a cui sono venuti a mancare in poco tempo entrambi i genitori, una delle sorelle e che ha avuto un`altra sorella gravemente ammalata.
Immaginate di vivere una giovinezza così. Immaginate un ragazzo che a 18 anni viene mandato in Sardegna, quella degli anni `60 molto più arcaica e povera di quella di oggi.

Questo ragazzo fu adottato dalla popolazione del posto, che gli ha voluto bene, che lo ha invitato a casa, gli ha aperto le porte.

Gigi, soprannominato da Gianni Brera Rombo di Tuono per la sua forza fisica, non ha mai più abbandonato la Sardegna.

Lui era quello che segnò il 3 a 2 nella storica partita Italia-Germania 4 a 3. Fu  la punta di diamante della Nazionale che vinse gli Europei del 1968. Fu uno dei principali artefici dell`unico scudetto della Sardegna e del Cagliari. Pensate a quale senso di riscatto si colleghi quell`evento con il comune sentire di una regione piena di problemi eppure bellissima, per la sua natura e la sua gente.

Rinunciò ad una corte serratissima e asfissiante della Juventus di Boniperti e di Agnelli, che gli offrivano il triplo dello stipendio di Cagliari e possibili vittorie molto più importanti.

Gigi Riva era una persona che sapeva dire di no, che non era in vendita, che aveva pudore nelle interviste di non rivelare alcune conversazioni nemmeno troppo segrete avute con colleghi ed amici.

Aveva un atteggiamento che non si vede più tanto tra le persone che ce l`hanno fatta.

Oggi invece abbiamo sportivi che lasciano una gloria sportiva molto più grande in nome dei petroldollari e di un calcio finto e confezionato, artificiale e in mano a dei balordi che non hanno rispetto nemmeno dei defunti.

mercoledì 10 gennaio 2024

Da Baggio a Haaland, da Trapattoni a Spalletti: il calcio si è evoluto negli ultimi tempi?

Il calcio continua ad essere uno sport seguitissimo in tutto il mondo anche nel 2024, anzi: conquista nuovi spettatori e nuovi mercati. In Cina negli ultimi decenni, di pari passo allo sviluppo delle attività imprenditoriali semi private, l'organizzazione di questo sport è cresciuta, gli stadi si sono riempiti ed i network televisivi si sono attrezzati.

A fronte di un esasperato sviluppo del business che spinge a far svolgere partite quasi ogni giorno e ad allungare campionati, coppe europee e competizioni delle nazionali, l'approccio allo sport più popolare del mondo è cambiato fin dalla educazione dei ragazzi, ovvero:

dalle scuole calcio con genitori invasati sugli spalti a montare il cervello dei ragazzini, come se fossero già dei piccoli professionisti, agli istruttori che mortificano il gesto tecnico individuale a vantaggio della preparazione fisica e dei movimenti collettivi.

Stavo quasi per scrivere che anche la tattica si è evoluta ed è diventata più complessa, ma è una mezza verità che diventa quasi una bugia. Di sicuro oggi si usano molti più schemi di gioco di quando ero bambino.

E' vero anche però che in Italia si è sviluppata, dopo un lungo periodo di difensivismo, una mentalità opposta volta all'attacco a prescindere. E' il trionfo del gioco offensivo fine a sè stesso, anche quando i risultati dicono il contrario.

Le marcature vengono applicate in maniera superficiale, durante i cross e i lanci i difensori guardano molto il pallone e poco l'attaccante, dimenticando che nel 99 per cento dei casi il pallone non va in porta da solo se nessuno lo intercetta, tranne che in qualche caso fortunoso.

Interpellati nel dopopartita su simili sgrammaticature difensive, illustri tecnici odierni difendono apertamente questa impostazione.


Un esempio: Cagliari-Frosinone 4-3

Pochi mesi fa si è arrivati al paradosso.

Il 29 ottobre 2023 il Frosinone conduce per 0-3 sul campo di un frastornato Cagliari al 64'. L'ottimo allenatore dei sardi Claudio Ranieri cambia tre giocatori: il Cagliari ne fa quattro al 72', al 76', al 94' e al 97'. 

Da 0-3 a 4-3 in venticinque minuti.

E tu, lettore, quando vinci per due o tre goal di scarto e mancano venti-trenta minuti alla fine, che fai?

Continui a scoprirti con gli attaccanti che iniziano a mancare di lucidità e con  diversi giocatori che col tuo gioco offensivo hanno già speso tante energie?

O forse è meglio non lasciare spazi all'avversario, applicare un paio di marcature su qualche giocatore pericoloso e poi approfittare delle retrovie sguarnite? 

L'altra squadra disperatamente si sbilancerà, lasciando aperte delle praterie nella propria metà campo.

A quel punto sarà facile per te, con qualche rapido contropiede, fargli addirittura un quarto goal.

Il calcio è un gioco semplice e qualcuno a volte pensa di inventare l'acqua calda.

Secondo me Di Francesco, seppur bravo, ha pagato un offensivismo eccessivo e una incapacità di cambiare tattica a partita in corso.

Bisogna anche riconoscere qualcosa di buono al calcio moderno:

una squadra degli anni '80, fuori casa, difficilmente se la sarebbe giocata a viso aperto, contro una compagine di pari livello, passando in vantaggio di tre goal.

Al tempo stesso però, quasi nessun allenatore dell'epoca avrebbe rinunciato a fare "catenaccio e contropiede" a mezz`ora dalla fine e avanti di tre reti.


La tattica non è reato

State andando in guerra e avete un fucile, un coltello e una bomba a mano. Vi liberereste di una di queste tre armi solo perchè non vi piace usarla?

E' quello che fanno molti tecnici alla moda di oggi. Per loro bisogna giocare, creare azioni offensive, correre fino al 90' e oltre, ad alti ritmi senza mai rallentare.

La tattica è un optional, un inutile orpello da lasciare in regalo al primo accattone che incontri.

Saper gestire un risultato è un'arte non tanto difficile: tenere qualche secondo il pallone, fare un disimpegno, farlo girare lateralmente insieme ai compagni; saper far scorrere i minuti senza farsi mettere in difficoltà;

coprire gli spazi nella propria metà campo e sfruttare quelli liberi nelle retrovie avversarie; 

"spazzare il pallone"  invece di costruire il gioco "dal basso", col difensore che deve impostare il gioco e se perde la palla lascia l'attaccante solo davanti al portiere;

tutti questi stratagemmi sono da rispolverare, perchè si gioca per vincere, non per fare bel gioco e farsi infilare come polli.

L'impressione che ho è che oggi si giochi molto con la corsa e con le gambe e poco con la testa, mentre il calciatore dovrebbe essere invitato a ragionare e a leggere autonomamente la partita.

domenica 7 gennaio 2024

Juventus Next Generation - Pescara 4-3: un breve commento e considerazioni sul mercato invernale


Non c'è più divertimento a seguire questo Pescara senza ambizione


Il Pescara domina per 30 minuti nello stadio semideserto di Alessandria, poi mano a mano si sgonfia come un palloncino e cede.

Se all`intervallo i giochi erano ancora aperti e si era sull`1-1, in uno scoppiettante, spettacolare ma al tempo stesso mediocre secondo tempo la Juve ne ha fatti tre giungendo al Novantesimo sul 4-2, quando un giusto rigore concesso agli ospiti ha cristallizzato il pallottoliere sul 4-3.

I goals hanno portato un po' di divertimento e in effetti il gioco è stato abbastanza piacevole. Tuttavia si tratta di quello spettacolo che ci può essere tra due squadre modeste che più o meno si equivalgono, in un contesto di secondo piano in cui buoni gesti tecnici si alternano a marcature deboli ed erroracci di tattica scolastica.

Juve e Pescara sono squadre abbastanza giovani. Lo stadio Alessandrino della Juve era vuoto come spesso lo sono gli spalti nelle partite delle squadre primavera. 

In definitiva la Juve ha meritato, è cresciuta negli ultimi mesi come consapevolezza dei propri mezzi e ha restituito il favore dell'andata, quando il Delfino prevalse 3-1 da padrone di casa.

Considerazioni a parte

Il Pescara si conferma una squadra molle, incapace di dare continuità al gioco e ai risultati. La società dichiara di avere qualche ambizione ma con questo organico di giovani non si può sognare.

Mettiamoci anche il fatto che negli ultimi anni la squadra viene costantemente rivoluzionata, senza mantenere i giovani che possono mettere in pratica la propria esperienza l'anno successivo e portare a risultati migliori.

Aggiungiamoci la non voglia della dirigenza di investire. Lo sanno anche i bambini che fu un errore lasciar partire Lescano in estate e che manca una punta vera, un uomo da ultimo passaggio freddo sottoporta, con un po' di esperienza e col fiuto del goal.

Sappiamo bene o male tutti che mancano almeno un paio di giocatori, soprattutto a centrocampo, che aiutino a trascinare la squadra e a darle la giusta cattiveria. Occorrono elementi di esperienza e di qualità, se si vogliono avere ambizioni in chiave play off.

Il Pescara sul mercato spesso incassa, ma investe su giocatori sempre meno di peso.

Di questo passo ci accingiamo a stare in serie C per chissà quanto tempo, a meno che non ci sia un cambio di passo.

Per ora le notizie fanno percepire che non ci saranno colpi veri di mercato a gennaio, se non in uscita.

Si criticava aspramente Auteri, due anni fa. Il Pescara di Auteri era molto più carismatico di questo e come singoli giocatori, presi uno ad uno, era sulla carta molto più forte. Certo, quelli attuali sono giovani e tra tre anni magari saranno in serie A, ma per ora in buona parte non incidono in serie C.

Questo è quanto, questo è quanto avevo già intuito alle primissime battute del mercato estivo e adesso a metà stagione confermo. Non mi aspetto grandi sorprese, purtroppo. Sarebbe bello vedere il Pescara almeno in serie B, nella dimensione che compete alla città e al suo prestigio calcistico.

Scibilia ebbe degli scivoloni, andò in C ma risalì con gente come Federico Giampaolo, con una quindicina di goal di Cecchini, con la grinta di Antonaccio, con l'estro dell'allora giovanissimo Calaiò. 

Un altro livello, sia per qualità ed esperienza dei singoli che per investimenti.

Lo stadio del Pescara è sempre più vuoto. Chi continua ad andarci per amore dei colori biancazzurri,  lo fa soffrendo

I tifosi si sentono molto più che semplici clienti. Uno che va al cinema e vede un brutto film se ne fa una ragione. Per chi ama una squadra invece lo sport è una passione, è sogno, riempie le giornate.

Come la clientela che compra un prodotto al supermercato vuole che il cioccolato sia buono, quegli acquirenti particolari chiamati tifosi vogliono il risultato sportivo. Se la voglia di ottenere tale risultato non c'è più, non vanno più allo stadio. Allo stesso modo se si investe su materie prime più scarse per il cioccolato gli acquirenti non lo mangiano più. 

Tanto vale lasciare la fabbrica di cioccolato a un Willy Wonka che abbia passione e possibilmente soldi da investire.

Funeral Party



Scoop e politica irrompono sulle tragedie familiari

Una nonna che a poche ore dalla conferma della morte della nipote va a presentare un suo libro (vediamo tutti dal video in che stato d'animo). 

Una sorella che posa per una rivista, accettando dei meriti che non ha (persona dell'anno su quali basi?).




Un padre che nel giorno dei funerali fa un post su Linkedin preannunciando il suo futuro "impegno civico" e la sera stessa va in tv.

Una certa stampa che si presta alla spettacolarizzazione di un dramma personale di una giovane vita spezzata.

Che senso ha tutto questo?  I sentimenti più profondi e drammatici sono esposti come merce alla bancarella. Tutto è mercificato, strumentalizzato, anche politicamente.

Si è utilizzata la tragedia di una giovane donna per criminalizzare tutti gli uomini e per combattere distorte ed estremiste lotte del femminismo, che come il maschilismo è una forma di prevaricazione. Affermare che tutti gli uomini sono colpevoli è una bestialità. Guarda caso quando morì Pamela Mastropietro per mano di immigrati non si fece questa generalizzazione. 

Non era giusto generalizzare allora, sugli immigrati come sugli uomini, nè è giusto adesso.

lunedì 1 gennaio 2024

Gli stadi Ungheresi

Nell`era Orban in Ungheria, complice un ritrovato benessere economico, si è incoraggiata massicciamente l`attività sportiva e la costruzione di strutture idonee.

Molti stadi sono di recente costruzione o rinnovamento e sono dei luoghi molto gradevoli e ben organizzati per seguire un evento sportivo.

Il Puskas Arena è stato completato nel 2019 e conta poco meno di 68000 posti. Appartiene alla Federazione Calcistica Ungherese MLSZ - Magyar Labdarúgó Szövetseg. 

Ospita molte delle partite più importanti in programma nel paese e ha già ospitato la finale di Europa League nonchè alcune partite degli Europei del 2020-2021.







Il Groupama Arena, inaugurato nel 2014 sulle ceneri del vecchio Albert Florian Stadion, è il gioiellino che ospita le sfide interne del Ferencvaros. Conta 23 700 posti. Ha anche zone vip e museo della squadra.








Il Pancho Arena Stadium, che deve il nome dal soprannome di Puskas ai tempi del Real Madrid,
conta 3500 posti.
Si trova nel piccolo villaggio di Felcsút, di 1500 abitanti. Tuttavia, ospita partite del Puskas Akademia e occasionalmente altri eventi calcistici.

E` stato costruito con soldi principalmente provenienti da investitori privati nel 2014. E` molto elegante e ha parti in legno. E` oggetto di studio da parte dell`architettura moderna e il suo progettista è l`architetto Imre Makovecz, deceduto nel 2011.






Il Bozsik Arena è stato completato a tempo di record in due anni di costruzione (2019-2021) sulle ceneri del vecchio Bozsik Stadion. Il vecchio stadio era in effetti piuttosto modesto e fatisciente, mentre la nuova struttura può definirsi da serie A, nonostante i 9500 posti.

Ricordiamoci che la squadra di casa è una dei club più titolati di Ungheria e ha partecipato spesso alle coppe europee. I suoi periodi d'oro sono stati gli anni precedenti al 1956 e gli anni `80-primi anni `90.







L`Hidegkuti NandorStadion, completato nel 2016, ospita le partite dell`MTK Budapest, con una capienza massima di 5000 posti. E` molto ben attrezzato. Non la quelle che in Italia chiamiamo curve. Ha solo tribune e dietro le porte si può giocare a battimuro.





Un`altra squadra gloriosa è la viola Ujpest, altra squadra legata al quartiere omonimo. Il suo Szusza Ferenc Stadion fu inaugurato nel 1922, ristrutturato nel 2000 e prese la denominazione attuale nel 2003.
Conta 12 670 posti. Non male in un periodo in cui molte partite vengono trasmesse dalla tv Ungherese anche senza costosi abbonamenti.




A Debrecen, seconda città per numero di abitanti del paese, c`è il Nagyerdei Stadion, che ospita le partite del Debreceni VSC, noto anche solo come Debrecen. Inaugurato nel 2014 e costato quaranta milioni di euro, ospita fino a 20340 spettatori. Insomma: bello, moderno, funzionale e anche discretamente capiente.

Inoltre, se non volete visitare solo Budapest e volete un`altra città da visitare piuttosto che un posto nella natura, Debrecen è assolutamente consigliata. Potrete unire così il piacere di seguire una partita a quello di una passeggiata in una città con un bel centro storico e una storica università molto importante (da visitare anch`essa).






Marco Rossi, eroe per caso nell`Ungheria del boom economico



In Ungheria c`è un sincero amore per l`Italia. Ancora oggi molti Ungheresi decidono di venire a vivere nel Belpaese. La scelta spesso va a scapito dell`interesse economico, che potrebbe essere soddisfatto maggiormente in altri posti.

I Magiari, come molti altri popoli, amano la nostra cultura, il nostro cibo, il nostro modo di essere.

Tuttavia, già da diversi anni, molti Italiani giungono nella terra di Attila per trovarvi buone opportunità lavorative e farne la propria casa.

Uno di questi è proprio Marco Rossi, ex calciatore di Torino e Sampdoria, che ha saputo sfruttare una occasione che si è saputo creare, ma la cui realizzazione era ed è ancora una sorpresa.

Rossi ha allenato in quelle che un tempo si chiamavano C2 e C1. Dopo l`esperienza con la Cavese nel 2011 si era trovato senza offerte concrete e ha raccontato che gli era stato richiesto da qualcuno addirittura di pagare, per allenare.

Meditava di andare a lavorare come contabile nell`azienda di suo fratello, ma durante una vacanza a Budapest un suo amico ristoratore gli consigliò di proporsi all'Honved FC.

Guidò i rossoneri del quartiere Kispest, con qualche interruzione, dal 2012 al 2018. I risultati furono eccellenti e culminarono con la vittoria del campionato nel 2018. Tali successi avvennero nonostante il club non navigasse nell`oro e fosse svantaggiato in tal senso rispetto a squadre come il Ferencvaros,  compagine dell`omonimo quartiere di Budapest.

Seguì poi una fortunata parentesi in Slovacchia col Dac fc (uno storico terzo posto).

Dal 2018 Rossi allena la nazionale Ungherese, con la quale si è qualificato agli europei del 2020 (giocati nel 2021 per il Covid) e a quelli del 2024.

L`Ungheria è un team di maggior spessore da quando c'è lui. Ha tenuto testa a Francia e Germania agli ultimi europei e ha inanellato numerosi risultati positivi e sorprendenti, come il roboante 0-4 rifilato all`Inghilterra il 14 Giugno 2022  al Molineux Stadium di Wolverhampton.

E` superfluo dire che i patiti del calcio Ungheresi lo amano e lui si trova molto bene in Ungheria.

Il 3 Ottobre 2023 ha conseguito anche la cittadinanza Ungherese e proprio negli ultimi mesi dello stesso anno è stato pubblicato il libro Folytassa, Mister! (Continua così, Mister!).

Ne ho trovato anche un altro a lui dedicato con un titolo traducibile in "Marco Rossi, The Italian Job in Ungheria. Forse ce ne sono anche altri.

Il suo manifesto con il libro tra le mani campeggiava sui cartelloni delle fermate del tram a Budapest, in bella vista.

L`Ungheria ha cambiato la vita di Marco Rossi e gli ha dato l`opportunità di dimostrare il suo indubbio talento.

Libro "Marco Rossi, The Italian Job in Ungheria"


Il calcio Ungherese è in crescita. Investimenti vari arrivano anche dall`estero per rilevare i club locali. Diverse squadre di Budapest hanno il loro stadio nuovo di zecca. Alcuni sono più grandi come quello del Ferencvaros (un vero gioiellino), altri più piccoli ma comunque sfavillanti (vedi Honved, Ujpest e Mtk)

Il Puskas Arena è lo stadio "istituzionale" per incontri di grande rilievo. 

Il Pancho Arena invece è piccolo ma sembra uno stadio degli Emirati, super elegante e costruito con materiali di pregio.


Il libro: "Avanti così, Mister!"


Il Primo Ministro Viktor Orban, complice un andamento positivo dell`economia negli ultimi decenni, ha incoraggiato, non senza controversie, lo sviluppo sia dello sport che degli stadi e delle infrastrutture sportive, con fondi pubblici e privati.

Marco Rossi è un uomo che si inserisce bene con la sua vicenda, in una fase dell`Ungheria di crescita e di riscatto, nonchè di rinnovati rapporti internazionali che portano gli Italiani e persone di tutto il mondo ad accasarsi sulle sponde del Danubio


Cartelloni pubblicitari alla fermata del tram, Jaszai Mari Ter, Budapest