Televizijos bokštas




Nella foto: la "Torre della televisione" di Vilnius. Alta 326,5 metri, fu ultimata nel 1980. Il 13 Gennaio 1991, dopo la proclamata indipendenza della Lituania, le truppe sovietiche ne presero il controllo. La popolazione tentò di insorgere e negli scontri morirono 14 civili, un soldato russo e in 700 rimasero feriti.

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giovedì 31 dicembre 2009

Due candeline per il mio blog.

Esattamente due anni fa scrissi il primo post di questo blog: "La vera storia del capitan Findus".

http://andrearusso1979.blogspot.com/2007/12/blog-post.html

In seguito mi dedicai a cose d'altro genere, ma dovrei tornare a pubblicare qualche racconto simile. In due anni ho imparato tanto, sul mondo dei siti web e dei bloggers.
Un augurio speciale va ai bloggers iraniani che protestano contro l'oligarchia teocratica presente in quel paese, se veramente credono nella democrazia e non in un altro dittatore.
Il blog per me rappresenta un piacere ed è un utile complemento alla mia attività di giornalista che svolgo in altre sedi.
Grazie a tutti i miei lettori e buon 2010.

Botti di capodanno, ma ce n'è proprio bisogno?

Ok, state cucinando, apparecchiando la tavola, giocando a carte con amici e parenti per celebrare l'anno nuovo. Lo spumante è in ghiaccio, vi siete fatti belli, qualcuno è andato dal barbiere, qualcun altro si è rosolato sotto i raggi u.v.a delle lampade abbronzanti, e un altro ancora che preferisce l'uva agli u.v.a. stasera sarà un po' brillo e il momento sarà immortalato e consegnato ai posteri grazie ai cellulari con funzioni video\foto, macchine fotografiche digitali e non e videocamere varie.

E' un momento di gioia, si sta tutti insieme, perchè rovinarlo? Bevete con moderazione (specialmente se dopo dovete guidare) e soprattutto, gettate via petardi e oggetti incandescenti vari.

Per ogni botto di Capodanno c'è un vantaggio e un rischio.

Il vantaggio (irrisorio) è quello di creare esplosioni che spaventeranno i gatti e i cani del vicinato.
Il rischio (grande) è quello di perdere una mano. O peggio, di rimanere addirittura uccisi dagli esplosivi. Attenti anche ai razzi: vi può esplodere la bottiglia in mano. I "Palloni di Maradona" sono classificati dagli esperti "bombe-carta" e producono danni gravissimi anche a 9-10 metri di distanza.

Mi rendo conto di come, nell'incoscienza degli anni della fanciullezza, io abbia rischiato veramente tanto coi petardi. Esistevano delle versioni "mignon" anch'esse capaci di procurare l'amputazione delle dita o peggio. Se proprio dovete spararli non fatelo mai con l'accendino, bisogna strofinarli contro la minerva dei cerini.

Dopo il primo di Gennaio scorso scrissi un resoconto sul bollettino delle vittime della guerra dei botti. Come al solito, qualche emerito idiota pensò di festeggiare usando le armi da fuoco. Uno, addirittura, sparò in aria con la pistola di fronte alla telecamera di un'emittente locale.

Non so se la pistola fosse a salve o meno, ma rimane comunque un gesto da "far west".

Il video dello sparo:
http://www.youtube.com/watch?v=SKsIGoEsnuU

Il bollettino di guerra del 2 gennaio 2009:
http://www.youtube.com/watch?v=SKsIGoEsnuU

martedì 29 dicembre 2009

Dal "calcio champagne" al "calcio vodka"

Alejandro Dominguez, 28 anni, talento argentino del Rubin Kazan, da pochi giorni accasatosi a Valencia.

Negli anni '80 veniva definito "calcio champagne" quel tipo di gioco rapido e con tocchi di prima, e soprattutto offensivo. Erano tempi di difensivismo, la vittoria valeva solo due punti anzichè i tre di oggi e giocare per il pareggio era spesso conveniente.


In molti trovavano liberatorio, dunque, veder giocare una squadra all'attacco che desse risalto alle doti tecniche degli attaccanti.


Oggi molte cose sono cambiate, la preparazione atletica e il fisico dei calciatori sono nettamente superiori, si corre di più, anche se viene sacrificata a volte la tecnica. Non sono pochi i trequartisti che l' Italia ha sottovalutato: Baggio, a soli 29 anni, venne ceduto dalla Juve per far posto a Del Piero e da allora fu ripetutamente scaricato in pochi anni: dal Milan al Bologna e poi dall'Inter al Brescia. Anche quando terminò la carriera, a 37 anni, nel 2004, giocava un calcio raffinatissimo che oggi in Italia non si vede più.


Non paragonabile per qualità dei singoli al calcio che conta, la "scuola russa" negli ultimi anni si è affinata, confezionando un modo di giocare veloce e divertente, con tocchi di prima e passaggi precisi, e soprattutto, con giocatori che corrono come lepri dal primo all'utimo minuto.


Un "calcio vodka" divertente, che ha fatto ben figurare la Russia agli ultimi europei del 2008, e che ha fatto vincere allo Zenit di San Pietroburgo la coppa Uefa (oggi denominata Europa League), declassata rispetto ad un tempo ma pur sempre importante.


Per loro sfortuna i club russi trovano spesso i team italiani in un giornata-sì, e non c'è gloria per loro.


E' il caso di Juve-Zenit di Champions league dell'anno scorso, in cui fu determinante una punizione da 35 metri di Del Piero: forza e precisione per un tiro che rimarrà nella storia del pallone.




Discorso simile per il recente goal di Mario Balotelli (unico giocatore nato in Italia in campo in Inter - Rubin Kazan). Una mazzata da posizione più centrale e con meno effetto di quella di Del Piero, ma anch'essa calciata da 35 metri e su punizione.




Le squadre russe passano dai Salenko e i Kanchelskis degli anni '90 ai Danny e i Dominguez degli ultimi tempi. Quest'ultimo è passato al Valencia pochi giorni fa, dopo aver vinto il campionato russo con il Rubin. E' un trequartista da tenere d'occhio e s'è creata curiosità su quale sia il suo vero valore: ecco una raccolta dei suoi goals.




Sava Negrean Brudascu - Pe cararea vietii mele

Nelle foto: Sibiu, nominata capitale europea della cultura per il 2007 insieme a Lussemburgo, città-nazione.

Sava Negrean Brudascu (1947) è sicuramente una delle stelle di prima grandezza nell'ambito della musica folk Romena. Ancora oggi questo genere musicale è molto ascoltato e trasmesso dalle radio e dalle televisioni.
http://www.youtube.com/watch?v=6gGtaJFfCj0&feature=related











venerdì 25 dicembre 2009

22 mesi di carcere con la condizionale alla Robin Hood tedesca.

In alto: veduta di Bonn. Sotto: la sede della "Vr", banca in cui si sono svolti i fatti.

Non andrà in carcere la donna che è stata ribattezzata "la Robin Hood tedesca", perchè le è stato concesso il beneficio della condizionale. La condanna però è arrivata, nonostante il suo reato, ripetuto innumerevoli volte, fosse perpetrato a fini "umanitari".

Di chi stiamo parlando? Il personaggio in questione si chiama Erika B., di 62 anni ( il nome è stato parzalmente secretato dai giudici tedeschi per difenderne la privacy), ed era, fino a poco tempo fa, la direttrice di una filiale della banca tedesca VR, in un paese di 1.500 abitanti alle porte di Bonn.

Erika B. distraeva soldi (si parla di 7,6milioni di euro in totale) dai conti di clienti abbienti su quelli di altri utenti in difficoltà.
Quando c'erano dei controlli e c'erano clienti in rosso, il loro debito veniva ripianato, e poi i soldi tornavano al proprio posto.

Ciò però non era sempre possibile, perchè i clienti nel frattempo spendevano le somme che venivano a loro accreditate. Ha creato così un debito, per l'istituto bancario, di un milione e centomila euro.

Il giudice si è trovato in difficoltà nel comminare alla donna la pena, e ha detto espressamente: "Sebbene violasse la legge, la direttrice lo faceva al fine di aiutare persone in difficoltà". Per ripianare il debito, Erika B. ha dovuto vendere tutto ciò che era in suo possesso, ed ora vive con una pensione di circa 1000 euro mensili.

Un episodio simile è avvenuto in passato a Detroit, dove una direttrice di banca, Patricia Keezer, fu sorpresa a dare 2000 dollari in contanti a un cliente in difficoltà. Venne fuori che aveva sottratto, nel corso di 8 anni, 360 000 dollari alla banca che dirigeva per darli a chi non poteva pagare le rate del mutuo. Anche lei ha avuto una condanna lieve, perchè, come nel caso della sua omologa tedesca, non ha intascato nulla dei soldi gestiti in maniera illecita.

Nel calcio italiano c'è ancora posto per il fair play


Giuseppe Pillon è un allenatore che si è fatto conoscere negli ultimi anni per la sua competenza calcistica. I buoni risultati raggiunti, conditi dal bel gioco, gli hanno permesso di entrare nel calcio che conta.
Il suo Ascoli quest'anno sta deludendo le aspettative, ma una ventina di giorni fa la squadra si è segnalata per un episodio che ha a che fare coi valori umani, più che con il livello professionale.
Durante la partita casalinga contro la Reggina, il difensore dei calabresi Valdez accusa un'infortunio, anche se continua a giocare e nessuno se ne avvede.

Come succede in questi casi, per una regola non scritta del calcio, chi ha il pallone tra i piedi, sia che appartenga alla squadra dell'infortunato, sia che faccia parte degli avversari e stia tentando di segnare, calcia il pallone in fallo laterale per consentire i soccorsi sanitari al giocatore che si sente male. Dopo l'intervento medico in genere la sfera viene restituita alla squadra che ha gettato il pallone fuori del campo.

Valdez, dunque, spedisce la palla verso la linea di bordo campo. Sommese dell'Ascoli non comprende la natura del gesto, e intercetta; avanza sulla fascia destra, mentre i difensori della Reggina restano fermi e chiedono la sospensione del gioco, mette il pallone al centro per Antenucci che segna da breve distanza.

Si scatena un parapiglia: gli amaranto protestano e si scagliano contro Sommese, e uno di loro, Costa, viene espulso.

Quando il gioco riprende e gli animi si sono un po' calmati, ecco il gesto che non ti aspetti: Pillon dice ai suoi di lasciar segnare la Reggina, e l'attaccante avversario può pareggiare i conti passeggiando fino alla porta senza incontrare resistenze.

Per la cronaca, l'Ascoli ha poi perso quella gara per 3 reti a 1, nonostante giocasse in casa e con un uomo in più. Il gesto cavalleresco dei bianconeri non ha influito sul risultato, ma ha creato un precedente più unico che raro nel calcio milionario di oggi.

Giuseppe Pillon ha ricevuto diversi premi per questo gesto che ha avuto un'eco internazionale.

http://www.youtube.com/watch?v=0HiT0E6KwL4

giovedì 24 dicembre 2009

S'Archittu, in provincia di Oristano


Il Governo ha intenzione di costruire centrali nucleari

Nella foto: il fenicottero rosa, presente nella zona di Oristano, dove, secondo alcune fonti da verificare, potrebbe sorgere una centrale nucleare.

Il Governo ha espresso l'intenzione di dare inizio tra breve tempo, alla costruzione nuove centrali nucleari, in barba al referendum del dopo-Chernobyl, che sancì, vent'anni fa, la loro dismissione. Le centrali saranno di nuova generazione, e sono ritenute sicure. Tale modello di reattore è attivo già in Finlandia da qualche anno.
Sono stati promessi incentivi sostanziosi agli enti locali che ospiteranno nel loro territorio i nuovi impianti. Si parla già di alcune località che potrebbero essere ideali per ospitarli, e subito mi hi colpito la scelta di Oristano, posto di una bellezza naturalistica senza pari, sicuramente uno dei posti in Italia meno raggiunti dall'inquinamento, luogo dove proliferano numerose specie animali, tra cui i bellissimi fenicotteri rosa. Mi risulta che lì sia praticato anche l'allevamento dei pesci in specchi d'acqua salmastri che sono particolarmente adatti allo scopo.

Io sono contrario all'utilizzo del nucleare, che produrrà scorie che inevitabilmente creeranno problemi di smaltimento e potenziali incidenti, così come potenziali rischi saranno rappresentati dai reattori.

Si dice che saranno centrali di moderna concezione, più sicure. In Giappone, però, in cui non sono certo arretrati in quanto a tecnologie, gli ultimi incidenti risalgono a pochi anni fa, con numerosi morti e malattie.

L'Italia ha una preziosa risorsa, che è il sole, specialmente in luoghi come la Sicilia. Non è vero che le fonti di energia alternative non forniscono energia sufficiente. Si pensi al modello Friburgo, in Germania, dove grazie a un coinvolgimento di tutta la popolazione, si è creata una situazione di vantaggio per le tasche e la salute dei cittadini, oltre che per l'ambiente.Lì in media si pagano 180 euro all'anno per tutte le bollette dell'energia.

In Italia una riflessione seria su tali tematiche non esiste ancora. Vi sono tanti tipi di centrale a scarso impatto ambientale. Le centrali a biomasse, ad esempio, bruciano scarti agricoli e rifiuti. Le emissioni di gas nocivi sono quasi nulle.

Pensiamo a quanti margini di miglioramento ci possono offrire l'energia eolica, solare ed altre fonti a basso impatto ambientale: aria più pulita, guadagno economico, paesaggi circostanti intatti.

Chi ha già i pannelli solari ha l'opportunità di vendere il surplus di energia che crea. Immaginiamo se si lavorasse per avere i pannelli solari in ogni casa: i costi delle bollette si abbasserebbero vertiginosamente.

Ci vorrebbero anni per una campagna del genere, ma del resto anche le centrali nucleari richiedono vent'anni per entrare pienamente in funzione.

Natale caldo grazie ai venti del sud.

E' Natale ma fa caldo. Dalle mie parti è normale che il libeccio soffi in questo periodo regalando a me e alla gente attorno qualche piacevole giorno di caldo. Il fenomeno si ripete in genere proprio a fine Dicembre. Sembra Maggio. E' sempre un'atmosfera un po' irreale, quando succede. Oggi ci sono all'incirca 20 gradi, contro le temperature standard abituali oscillanti tra lo 0 e gli 8 gradi.

martedì 22 dicembre 2009

Un appello alla tolleranza reciproca.

Ieri Lorenzo Valloreja, che è a capo di un piccolo movimento politico, Semper Fidelis Luci, ha diffuso un comunicato stampa di grande interesse. Sebbene Valloreja operi in ambito locale i suoi messaggi spesso hanno un ampio respiro. E' con molto piacere dunque che pubblico il testo integrale della sua riflessione scritta.

-Il Movimento Politico SFL – Innovazione Europea - in un momento così delicato per la nostra Regione, dove la strada della tolleranza sembra essere stata smarrita ed il percorso fino a qui condotto dai più volenterosi “operatori di pace” drammaticamente interrotto - s’interroga sulle politiche dell’Amministrazione Comunale di Pescara riguardo l’integrazione degli extracomunitari.

Questa esigenza nasce dall’interruzione di fatto di quanto, nel bene e nel male, realizzato dalle precedenti Amministrazioni Comunali e non ultimo dai pericolosi casi d’intolleranza razziale verificatisi in diversi luoghi a noi vicini. Pescara demograficamente ed economicamente è la prima città d’Abruzzo e quindi anche quella con una maggiore vocazione ad attrarre a se persone di diverse etnie, culture e religioni.

Tutti in fuga dai propri paesi per inseguire un sogno di benessere diffuso.
In un momento così difficile per l’economia nazionale un fenomeno migratorio ben gestito potrebbe rappresentare il valore aggiunto per una più rapida ripresa, ma, di contro, se mal gestito ne potrebbe acuire i disagi fomentando disordini sociali dagli esiti inimmaginabili e terribili.

Un buon amministratore che si rispetti dovrebbe capire e prevenire taluni aspetti, ma ahimè, molta della nostra classe dirigente è più attenta agli umori della piazza che alla logica delle statistiche e ai rapporti degli studiosi del settore sociale.Un errore clamoroso che compiono costoro è quello di considerare tutti gli immigrati presenti sul territorio nazionale quali persone di passaggio.

Lavoratori e non, che si fermano qui in Italia solo per poco tempo, per poi costruire le loro vite affettive: famiglia, figli, casa, luogo di sepoltura, altrove, in una qualsiasi altra località d’Europa, ma così non è!
La maggioranza di queste persone, così come molti dei nostri parenti emigrati nel corso dei secoli, per loro volontà o per condizioni dettate dal destino, non faranno mai più ritorno nei paesi d’origine, né andranno a stabilirsi in altri parti del mondo, la loro vita, invece, si compirà tutta qui!

Nelle città come Roma o Milano abbiamo immigrati ormai di terza generazione, quindi nuovi cittadini italiani a tutti gli effetti, i quali come unica differenza, rispetto alla maggioranza dei nostri connazionali, hanno solo un colore della pelle, dei lineamenti e delle religioni diverse, per il resto parlano perfettamente i nostri dialetti ed hanno acquisito tutti i nostri pregi e difetti.

Questo è senza dubbio un grande risultato perché sta ad indicare che queste minoranze si sono completamente integrate.
Ma ciò accade non perché le comunità che le hanno ospitate si sono chiuse a riccio, ma al contrario, hanno permesso a quest’ultimi di avere dei loro spazi e di mantenere in un certo qual modo le loro identità.

Un esempio fra tutti la grande Moschea di Roma, la più grande d’Europa. Ebbene essa si trova nella città dei Papi fin dai tempi di Paolo VI e da allora, fino ad oggi, mai vi sono stati esempi di intolleranza reciproca.
I musulmani presenti a Roma hanno sempre rispettato la figura e la tradizione della Chiesa e allo stesso modo gli ambienti cattolici capitolini non hanno mai turbato la vita della comunità islamica locale.

Certo tutto può essere migliorato e partendo da questi esempi positivi, riducendo a zero la ghettizzazione di taluni ambienti, come da noi già ipotizzato attraverso la nostra proposta del “piano casa” presentata nel luglio scorso, possiamo fare di più e meglio.
Ribadiamo che SFL - Innovazione Europea, pur non essendo un movimento confessionale e quindi laico, riconosce nei simboli cristiani una forza identitaria culturale per la nostra comunità, per tutelare proprio queste nostre radici riteniamo che anche le cosiddette minoranze debbano avere i propri spazi.

A nostro modo di vedere il Presidente Fini ha giustamente sottolineato la pericolosità delle posizioni oltranziste di taluni italiani nei confronti di questi nuovi cittadini.

Ragion per cui riteniamo che il Comune di Pescara debba a breve termine:
· Ricostituire la consulta degli stranieri;
· Dotarsi di appositi Mediatori Culturali;
· Individuare aree atte alla costruzione di nuovi edifici di culto diversi dalla cattolica (in primis una moschea);
· Costituire la prima scuola di formazione coranica italiana in modo tale da impedire l’infiltrazione di soggetti vicini al terrorismo;
· Istituire corsi gratuiti di lingua italiana e di educazione civica per stranieri;
· Incentivare gli Scambi culturali;
· Posizionare apposite “targhette” vicino i simboli religiosi cristiani presenti sul nostro territorio comunale al fine di far conoscere, ai nostri concittadini e non, la storia e le motivazioni per cui questi emblemi religiosi sono ivi posizionati e quindi intangibili.

La tolleranza passa indubbiamente in primis attraverso il rispetto delle tradizioni e della cultura delle popolazioni autoctone, poi per la conoscenza approfondita di queste ultime ed infine consentendo a tutti di poter continuare a praticare la propria religione d’origine in appositi spazi individuati, certi e sicuri.

SFL – Innovazione Europea è convinta che con questi interventi potrebbe porre la città di Pescara all’avanguardia nazionale per la convivenza pacifica dei popoli-.
Lorenzo Valloreja

Un "piccolo particolare": se le imprese vanno all'estero, il lavoro non c'è più.

Ascoltavo ieri in televisione delle dichiarazioni di aderenti all' Anpi, Associazione Nazionale Piccole e medie Imprese. Come spesso accade, vi sono state dichiarazioni del genere: "Le aziende che non hanno grossi fatturati fanno fatica a delocalizzarsi all'estero, e quindi se l'Anpi ci darà una mano, riusciremo a farlo anche noi".

Il servizio si è concluso, la linea è tornata in trasmissione, e nel salotto dell'opinionismo targato Rai del pomeriggio si è continuato a parlare di tutt'altro. Nessun commento. In pratica, il contributo filmato è stato trasmesso senza dargli troppo peso, come un soprammobile che non risalta per il suo valore sulla credenza in legno intarsiato che invece amiamo mostrare.

C'è un piccolo particolare che sfugge a molti, quando si trattano temi come la delocalizzazione delle aziende: se va via un gruppo industriale, piccolo o grande che sia, ci saranno decine, centinaia o migliaia di lavoratori che perderanno il posto qui in Italia, e il lavoro si sposterà in un paese in via di sviluppo.

Spesso, al seguito dei politici in visita a paesi stranieri, ci sono folte delegazioni di imprenditori che attendono un'opportunità valida per abbattere i costi della manodopera, pagando 250 euro al mese un operaio romeno* piuttosto che dare a un residente in Italia 1000-1100 euro.

Gli amministratori locali e nazionali dovrebbero fare di tutto per attirare investimenti e capitali sul territorio, creare le condizioni affinchè i nostri industriali non vadano via, ceando incentivi fiscali, porti franchi, infratrutture, strade, porti, per velocizzare gli spostamenti di uomini e merci.

Invece no, si dà la colpa unicamente alla crisi del 2008, che tra l'altro per loro passerà da sola come l'influenza, basta qualche aspirina. Si tengono al massimo in ordine i conti pubblici, fino a quando non ci sarà puntualmente uno che ruba e li rimette in dissesto.

*E' più corretto dire Romeno anzichè Rumeno, vedi Dizionario Romeno Italiano - Italiano Romeno di Gabriela Hanachiuc Poptean, edito da Zanichelli

Storie di monnezza in Abruzzo. La denuncia di Fausto Di Nisio.

Foto tratta da Paulox.net

Nell'ambito dell'inchiesta Ecoemme, si leva la voce del consigliere comunale dell'Idv Fausto Di Nisio, che lamenta la presenza di un conflitto di interessi da parte chi amministra il settore dello smaltimento dei rifiuti, reo, secondo il consigliere del centrosinistra, di avere cariche amministrative potenzialmente utili ad implementae la propria attività di imprenditore.
"Lo si puo' capire" afferma senza mezzi termini Di Nisio, "semplicemente scorrendo i nomi degli amministratori che in questi anni si sono susseguiti nelle compagini delle
societa' Ambiente Spa ed Ecologica Srl, e questo soltanto per restare nella monnezza del pescarese.
Si và dai Pardi ai Sulpizio passando per i Grosso, i Fattori ed altri e per finire agli Sfamurri, ai Vernamonte, ai Di Girolamo, ai Padovano ed ai Gallerati. Ed il bello e' che questi nomi si
intrecciano tra le due societa' sopra citate: una volta si e' consiglieri in una e Presidenti del CdA nell'altra, una volta si e' Presidenti del CdA in una e responsabili tecnici nell'altra."

Ma ci sarebbe dell'altro: gli amministratori eviterebbero di conferire i rifiuti nelle discariche che non possono controllare e gestire a fini di lucro: "Cosa succede quando a gestire una piattaforma ecologica realizzata con soldi pubblici viene chiamato un altro operatore che non fa' parte del sistema ? (leggasi Piattaforma di Alanno gestita dalla societa' Mantini) Niente: si prendono i rifiuti da differenziare e li si porta a Teramo alla SO.GE.SA. Spa nella quale attraverso il capitale della Abruzzi Igiene Ambientale Spa il sistema e' sempre presente".

Per il consigliere dell'Idv sulla vicenda Ecoemme c'è stato uno strano silenzio sia da parte del centrodestra che del centrosinistra, fatto che non lo stupisce, visti gli interessi personali in gioco. Intanto l'inchiesta Ecoemme prosegue, e sono pronosticabili dichiarazioni da parte dei politici e imprenditori tirati in ballo dall'Idv di Pescara.

domenica 20 dicembre 2009

Alla fine del cinema muto..

Nella foto, una scena di "Cabiria" (1914) uno dei primissimi Kolossal, diretto da Giovanni Pastrone. Il regista si ispirò ad alcuni scritti di Gustave Flaubert, Emilio Salgari e Gabriele D'Annunzio che tra l'altro lo affiancò in veste di sceneggiatore.

Ogni passaggio epocale fa le sue vittime. Una nuova tecnologia determina la perdita del lavoro per alcuni e crea nuove opportunità per altri, come nel caso del cinema muto: si stima che solo nel 20-30% dei casi gli attori riuscirono a riciclarsi, dopo l'avvento del sonoro.

sabato 19 dicembre 2009

Quest'uomo mi somiglia


Filippo Pasquali, esponente della politica Pescarese, e Remo Girone: sembrano due gemelli.

mercoledì 16 dicembre 2009

Tempo perso


E' una canzone sui gommoni della speranza che tentano di arrivare in Sicilia


Ho dodici anni e cammino in mezzo al bosco

Non so che fare se i miei non li conosco

Cammino da solo e intanto ascolto il vento

Quando sono stanco chiudo gli occhi e mi addormento

E tutto quanto mi appare diverso

Perfino il tempo a volte è tempo perso

E tutto quanto mi appare diverso

Perfino il tempo a volte è tempo perso

Sono arrivato in questa terra che sa di limone

Con la mia gente chiuso dentro in un gommone

Mi tenevi la mano sulle onde del mare

Che nessuno fiatava, non si poteva parlare

E tutto quanto sembrava diverso

Se pure il tempo era tempo perso

E tutto quanto mi appare diverso

Perfino il tempo a volte è tempo perso

Sono un vecchio operaio che controlla il motore

Di un'azienda speciale che produce dolore

C'è mio figlio che cresce e vorrebbe studiare

Mentre questo motore incomincia a scoppiare

E tutto quanto mi sembrava diverso

Anche il tempo adesso è tempo perso

E tutto quanto mi appare diverso

Perfino il tempo a volte è tempo perso

Ho le mani inchiodate e sulla testa le spine

Non capisco il motivo, ma conosco la fine

Ti chiamavo per nome per offrire il mio amore

Ma qualcuno nel buio mi ha strappato anche il cuore

E tutto quanto mi appare diverso

Perfino il tempo a volte è tempo perso

E tutto quanto sembrava diverso

Se pure il tempo era tempo perso
Tempo perso, di Goran Kuzminac, tratto dall'album "Goran Kuzminac, i successi" (2001)



Calcio: Pescara, non bisogna accontentarsi

In un noto film comico, Jerry Calà sta perdendo a poker contro un "viveur" di mezza età, e come trovata per continuare a giocare e sperare di recuperare il bottino, mette in gioco sua moglie. Per fortuna gli va bene, ma alla fine della serata, in macchina, la consorte giustamente protesta.
Per togliersi d'impaccio, Calà si inventa un artificio verbale: "Ti ho pagata 250 milioni, vali più di Cuccureddu!"
Nella pellicola si fa rifermento al Cuccureddu calciatore, ma molti appassionati di calcio, a Pescara, si pongono domande sul reale valore dell'ex Juventino in veste di allenatore.
I biancazzurri sono secondi nel ranking di un campionato mediocre, in cui la capolista Verona ha racimolato solo 30 punti in 17 incontri.
Magro bottino, per una squadra che guida la classifica, corrispondente ad una media di 1,76 punti a partita.
Le compagini in testa ad un campionato di calcio professionistico, in genere, hanno una marcia più decisa, pari ad almeno 2,1 \ 2,2 punti per ogni gara. Se non si amano i numeri, basta rifarsi alle prestazioni esibite dalla squadra nelle ultime settimane, per capire che anche in serie C (ribattezzata in maniera fuorviante Prima Divisione) si può pretendere un gioco più spumeggiante. Il tecnico sardo della società biancazzurra ha cambiato diverse volte modulo, alla ricerca della quadratura del cerchio, facendo di necessità virtù contro il Real Marcianise, perchè in attacco l'unico disponibile era Mario Artistico.
Alle sue spalle, a costruire il gioco c'erano Carboni (buona la sua prova) e Dettori, che ha smarrito la posizione ideale e che deve ancora trovare il giusto stato di forma.
Si è parlato tanto del diciassettenne Marco Veratti, e c'è chi ha previsto per lui una carriera da protagonista in serie A e un posto al sole nel gotha del calcio. Quando ha calcato i campi professionistici, sono emerse buone doti tecniche, ma senza stupire più di tanto.
Tutti in città gli augurano le migliori sorti sportive. Adesso però non c'è bisogno di appellaivi roboanti. Un interrogativo è d'obbligo: perchè Romito non gioca?
Contro il Foggia, due settimane fa, ha disputato una gara stratosferica, degna di essere annoverata dal manuale dello stopper, e ha salvato più volte il risultato.
Da ben due anni il possente difensore, ex Chieti e Napoli, sta dimostrando di meritare quantomeno la serie B, se non la massima serie. Ad ogni buon conto, se la squadra conseguirà la promozione diretta, le si perdonerà anche il fatto di non esserci giunta innestando la quarta e la quinta marcia.
Se però dovesse mancare l'obiettivo, assolutamente a portata di mano viste le potenzialità tecniche dei giocatori ed economiche dei proprietari, sarebbe un tonfo clamoroso e difficile da digerire.

martedì 15 dicembre 2009

Al di là de mare, di Goran Kuzminac e Silvia Mezzanotte



http://www.youtube.com/watch?v=ISK_xV5EX70

Testo

E non avremo paura amico di questo mare da navigare e di quest'aria che già sa di buono per quanta terra ci potrà bastare il primo sogno che non è da pagare che basta solo volerlo sognare daremo braccia e sudore da evaporare ma avremo vino e latte e lacrime e miele e avremo vita e musica da bere nuvole straniere

con questo ritmo strano che non hai sentito mai io mi sollevo la gonna per vedere le gambe belle che guardare vuoi ma nella testa un temporale da placare parlando strano ci facciamo capire perchè non serve poi molto da dire a noi che basta solo un uomo da sposare nella taverna al di la' del mare nuvole straniere

ti costruirò un letto e una cucina e una finestra con il vetro rosa che quando apri gli occhi la mattina non manchi mai il sole in questa casa che tutta terra buona da lavorare e questa erba che mi sembra un mare e non mi fa paura ricominciare che noi italiani lo sappiamo fare in questo cielo al di la' del mare nuvole straniere

e questo ritmo strano che non hai sentito mai non mi solleva più la gonna per mostrare le gambe belle che comprato hai per costruire una famiglia da sfamare e piano piano incominciamo a capire e per l'amore non c'è da dire e questa donna con gli occhi buoni ti può cantare dolcissime canzoni nuvole straniere ...

Goran Kuzminac, un simpatico vagabondo


Vi consiglio di leggere l'autobiografia del cantantautore sul sito www.gorankuzminac.it

Sono passato dall'essere un cantante emergente a cantante storico senza passare alla cassa

Sono passato dal "Devo fare un disco" al "Voglio fare qualcosa di nuovo"

"I miei dischi escono ad intervalli fisiologici. Prima vivo la mia vita, nel modo piu' intenso possibile per avere qualcosa di nuovo qualcosa da raccontare."La domanda che mi viene più spesso rivolta è perchè non sono piu' conosciuto, trasmesso, programmato?(...) Non telefono ai politici, ho un pessimo carattere, e sono l'ultimo degli idealisti..."

Se c'è una grande verità nella musica moderna, è quella che molte volte gli artisti più bravi vengono messi da parte, per varie ragioni. A volte succede perchè hanno una personalità forte, e sono capaci di resistere ai tentativi da parte degli editori di svilire la propria arte per renderla il più possibile commerciale. Un altro motivo è che si crede, non sempre con buona ragione, che la musica d'autore sia per pochi.

Tutto sommato, ci sono artisti che sopravvivono lo stesso mantenendo integra la propria vena artistica e non scendendo troppo a compromessi.

Goran Kuzminac appare ancora una persona semplice e schietta, e spesso afferma: "Il mio vantaggio è quello di non essermi mai preso troppo sul serio, e per questo riesco a godere della mia musica, a divertirmi e a fare concerti sentendo il feeling con il pubblico".




Il nome ne rivela le origini slave, infatti è nato a Zemun, nell'hinterland di Belgrado, nel 1953.
A soli 6 anni si trasferì con la famiglia a Trento, e frequentò per alcuni anni le scuole medie e il liceo in Austria. Si laureò in medicina a Padova, ma già a 23 anni ebbe il suo primo contratto discografico grazie alla fiducia accordatagli dal produttore Vincenzo Micocci, su segnalazione di Francesco De Gregori.

La sua prima hit di successo, Stasera l'aria è fresca, risale al 1979 e ben evidenzia il suo spirito libero. Kuzminac ha la capacità di mettere in poesia ciò che poetico non è, e questo appare in un suo pezzo successivo del 1980, Ehi, ci stai, allusivo e delicato al tempo stesso, con cui costruì un altro mattone della popolarità e della stima di cui gode tuttora.

Brani forse non famosissimi, ma di alto livello, sono Il Barone Rosso, Stella del Nord e Tempo, brano sulla vita di coppia. La lista potrebbe essere lunga. Nel corso degli anni, dopo un periodo di parziale oblìo, è tornata una certa attenzione nei suoi confronti da parte dei media e del pubblico, e, fattore importante, tanti ventenni oggi ascoltano la sua musica e vanno ai suoi concerti. Questo è un segno che Kuzminac tiene il passo coi tempi, arricchendosi di nuove sonorità e imparando a fare cose nuove.

Suo, ad esempio, è il video di "Amore di malumore" in cui si è occupato di ripesa, montaggio e animazione.
Nuvole straniere è un brano che compare nell'omonimo album.Esistono almeno due versioni, una cantata da solo e una in duetto con Silvia Mezzanotte,cantante dei Matia Bazar dal 1999 al 2004. Il brano compare anche nel disco della cantante bolognese "Lunatica" col nome "Al di là del mare" e anche il testo cambia un po'. E' un brano che più di molti altri si presta ad una coppia di voci maschile e femminile. Anche qui ciò che appare fuori posto, o non è bello da dirsi, viene investito da un raggio di luce: "le gambe belle che comprato hai, per costruire una famiglia da sfamare" si inseriscono in un testo di rara bellezza.


Dino Pagliari, amarcord.




Il ricordo nostalgico di un tifoso viola sull'attuale allenatore del Lanciano, formazione di C1\Prima Divisione.
A sinistra: Pagliari nel 1979. In alto: il tecnico Maceratese in una foto recente.

Dino Pagliari è un affermato allenatore di serie C1. Ha avuto un passato da calciatore di buon livello, e militò, tra le tante squadre di cui vestì la casacca, anche nella Fiorentina tra il 1978 e il 1980.
Era un ritorno, visto che era già stato a Firenze nel'74 a 17 anni,senza però giocare in prima squadra. Era un giocatore senza troppi fronzoli, forte fisicamente, adatto a fare da ariete per consentire l'inserimento de compagni.
Ecco il ricordo, nostalgico, di un tifoso che si firma con lo pseudonimo "Maox", sul sito Fiorentina.it.

.........I miti viola di sempre: PAGLIARI Vi sono giocatori che si fanno ricordare per un gol straordinario, per la loro classe sopraffina, per le vittorie che hanno portato nella storia di un sodalizio. Ve ne sono altri che invece sono dei 'parenti poveri' dei primi. Non hanno vinto nulla. Non hanno avuto in dono dei piedi particolarmente talentuosi dal fato. Non sono stati mai troppo pubblicizzati dai media.
Eppure il loro ricordo ci riporta indietro a un'epoca, a un'aria, a un idem sentire soffusi nella nostra memoria.E con loro non si ricorda solo il giocatore, ma anche la nostra vita, i nostri amici, i nostri vestiti, i nostri profumi, le nostre sensazioni di quei tempi ruggenti e giovanili.

Dino Pagliari era uno di quegli uomini.Nato a Macerata il 27 gennaio 1957, giunse alla Fiorentina nel 1978 a giocare da attaccante-ala di sponda. Una boa itinerante della quale i compagni dovevano avvalersi per sfondare le difese avversarie.
La Fiorentina di quegli anni era una squadra umile, ma orgogliosa. Si trattava dell'orgoglio del mitico presidente Melloni, precocemente deceduto, che era riuscito tra alti e bassi a creare una formazione che un anno era in grado di infastidire gli squadroni metropolitani e l'altro rischiava di retrocedere.
Ma in verità non si retrocedeva mai !Altri tempi.In quell' ambiente, Dino Pagliari era un personaggio vero e proprio. Multicrinito coi capelli ricci e biondi, barba maestosa a coprire completamente una faccia clari e timida. Tipo taciturno che parlava a monosillabi ai giornalisti, quasi infastiditi dal suo pensare ermetico.Era una persona semplice Dino Pagliari.

Fedele al suo credo politico, era l'anti-eroe sportivo per eccellenza. Lontano anni luce dalle mode, dai lustrini, dalle luci della ribalta, arrivava agli allenamenti in bici. In quella Firenze i tifosi grandi e piccoli lo aspettavano all'ingresso dei campi di gioco e lui cortesemente rispondeva sempre al saluto.
"Ciao, Dino". Un'alzata di braccio o un veloce saluto non mancavano mai.E la gente cominciò ad amare questo giovincello marchigiano salito a Firenze in cerca di fortuna. Allo stadio si apprezzava la sua grinta, la sua voglia di mettercela tutta. Cominciarono a comparire i primi striscioni e i primi cori in suo onore. "Drogaci Dino !". "Lode a te, Dino Pagliari".

Così quando il nostro sbagliava un tiro o calibrava male un passaggio, la gente apprezzava lo stesso. Sapeva che lui dava il massimo di quello che poteva.La Fiorentina del 1978-79 e del 1979-80 terminò le sue stagioni a metà classifica.
Paolo Carosi in panchina non fu un tecnico molto amato dalla piazza. Ma i miracoli era difficile farli in quegli anni a Firenze.Pagliari giocò in viola 44 volte in serie A, segnando 6 reti e lasciò in memoria se stesso alla gente, oltre a un rocambolesco gol contro la Juventus.
La Fiorentina dei Tendi, dei Sella, dei Pagliari era agli sgoccioli. L'arrivò dei Pontello aprì una nuova era commerciale con l'abbinamento al marchio j.d. farrow's e all'artifizio del giglio unito alla F di Firenze. Una sorta di pene in deiezione come qualcuno malignamente sentenziò più tardi.Arrivarono grandi campioni bravi coi piedi, ma forse meno attaccati alla maglia.Pagliari se ne andò e la sua carriera non brillò particolarmente trasferendosi al Perugia, al Vicenza, alla Spal.Divenuto allenatore di club di serie minori (tra cui Fermana e Alessandria), oggi lavora a un progetto sportivo presso Macerata '90.
Non ha più la barba di un tempo e neanche i boccoli così pronunciati come ce li ricordavamo, ma il personaggio è rimasto. Poche parole, un viso sereno innamorato dello sport nascosto dietro un paio di occhiali capaci di regalarne un' immagine intellettuale e pensierosa. Il solito Pagliari di sempre. Gocce di memoria ... ciao Dino !

Giulietto Chiesa e Stalin: due gocce d'acqua


Giulietto Chiesa è un giornalista, intellettuale e attivista politico.Di fiere idee comuniste, non si distacca da tale clichè nemmeno nelle sembianze.

domenica 13 dicembre 2009

Pescara: riecco i tre punti contro il Real Marcianise

La Pescara calcistica sorride, almeno per oggi. Senza troppe complicazioni, gli uomini di Cuccureddu disputano una gara attenta, senza il solito calo fisico nella ripresa, e mettono in cassaforte i tre punti contro un Real Marcianise in tono minore.

Solita gara casalinga, con gli adriatici ad attaccare e la squadra ospite che si chiude, ripartendo con buon tempismo in contropiede.Sono poche, però, le volte in cui i giallorossi campani si rendono pericolosi.

Dal canto loro, i Pescaresi, pur giocando bene, non riescono a sfondare.Ma allo scadere del primo tempo, un penalty giustamente accordato da Magno (luci e ombre per lui, oggi), offre a Mario Artistico l'opportunità di squarciare il cielo plumbeo di Dicembre.

Supermario non sbaglia e va subito a festeggiare sotto la curva, con un gesto quasi riconciliatorio con una tifoseria un po' scettica di fronte alle ultime prestazioni della squadra. L'arbitro fischia l'interruzione delle ostilità in concomitanza con il goal e Artistico regala la maglietta a un tifoso disabile, gesto che strappa applausi.

Nel secondo tempo, il Marcianise parte con più intraprendenza, e impegna Pinna in due belle parate. Ma al 67' il Pescara chiude i conti: Coletti stacca di testa molto bene su un calcio d'angolo battuto da Gessa, la palla rimbalza e si insacca alle spalle di un incolpevole Fumagalli.

Non succede quasi nulla, dopo, con un Pescara rinfrancato, che non accusa cali agonistici, e un Marcianise migliore rispetto al primo tempo.E' una vittoria che probabilmente servirà a tecnico e squadra per ritrovare gioco e fiducia nei propri mezzi.

sabato 12 dicembre 2009


Andreas Vollenweider è nato in Svizzera nel 1953. Dopo aver imparato a suonare diversi strumenti da autodidatta, nel '75 scopre la sua passione per l'arpa. Solo quattro anni dopo pubblica il suo primo album,Eine Art Suite in XIII Teilen, suonando un'arpa elettrificata, frutto di una sua modifica, e si impone da subito al grande pubblico.


Del 1981 è Behind the Gardens - Behind the wall - Under the tree, ancora oggi uno dei suoi lavori più riusciti.


In seguito ha partecipato al famoso festival del Jazz di Montreux, in Svizzera, e ha pubblicto altri capolavori tra cui è da segnalare Caverna Magica, il cui brano, "La pace verde", venne fatto proprio da diversi movimenti ambientalisti. Il suo periodo d'oro è da individuare tra il '79 e la fine degli anni '80, anche se non ha mai smesso di creare musica di buon livello.


Il suo stile si può dire che sia un pop strumentale, in cui la melodia è creata dal dolce suono dell'arpa elettrificata, più corposo di quello dello strumento classico, e che permette, anche a una singola nota, di essere più incisiva.


L'arpa elettrificata è dunque più adatta alla musica di Vollenweider perchè poche note bastano a fare una melodia accattivante, cosa non possibile con l'omologo strumento acustico.


Tanti sono gli spots televisivi che hanno utilizzato la sua musica, che spinge il pensiero verso atmosfere vagamente celtiche e incantate. Le composizioni di Vollenweider offrono un giusto equilibrio tra poesia e attualità, quasi a ribadire che il suo personale Rubicone verso un suono che di classico non ha niente, Vollenweider l'ha attraversato in maniera decisa dall'inizio del suo cammino discografico.

Behind the gardens - Behind the wall - Under the tree

venerdì 11 dicembre 2009

Ijo, quando la musica è introspezione


Sono suoni che sembrano arrivare da lontano, quelli di Ijo. Danno voce a quei momenti di solitudine in cui siamo in maggior contatto con noi stessi, e facciamo il punto sulle nostre situazioni, sui nostri comportamenti.

I brani di Ijo sono delicati come l'alba di un nuovo giorno, non pretendono di aggregare le masse nella danza, si mettono in contatto vis a vis con l'ascoltatore. Un rapporto uno ad uno che rimane costante, senza mai variare in un ambito di maggior convivialità, con l'intenzione di prolungare l'incanto all'infinito

Ogni tanto la mancanza di un moto liberatorio si avverte, di un ritmo più deciso, ma questo è il suo stile.

Ijo, al secolo Audrius Vaitiekunas, è nato a Klaipeda, in Lituania, nel 1983, e da anni la sua formazione artistica passa per gli ambienti underground inglesi. Il suo nome deriva da "audre", che significa tempesta.

Vi propongo uno dei pezzi secondo me più interessanti, Terra de Montage. Nel video c'è una bella panoramica di Klaipeda, unico porto della Lituania, città sede di industrie ma al tempo stesso non lontana da posti di notevole interesse naturalistico, come la Penisola dei Curi, una lingua di terra fatta di boschi e spiagge, e per un tratto anche di dune sabbiose.

http://www.youtube.com/watch?v=ZYbjTFoovuY&feature=related

Gli albums:
Melancholika (Surfaces Netlabel, 2003)
The Driw Play EP (Sutemos, 2004)
Computer Pop EP (Sutemos, 2004)
Untitled EP (Plain Productions, 2006)
(Untitled) LP (Not-On-Label, 2007)
Quastic! Tracks (Envizagae, 2007)
Rown 4 (Envizagae, 2008)
Super Serious (Puta, 2009)
The White Out EP (Resting Bell, 2009)
Selektida (Sutemos, 2009)
Floka / Minutower (Plain Productions, 2009)

I Remix:
FusedMARC - Tear & Tie (IJO Small Beatin Remix) (Sutemos, 2005) FusedMARC - Tear & Tie (IJO Amb Remix) (Sutemos, 2005)
Coras - Sapnai (IJO Remix) (Miesto Muzika, 2008)
Leon Somov feat. Jazzu - Who R U (IJO Remix) (Sutemos, 2008)
Koen Park - An H-R Diagram (IJO Remix) (I,Absentee, 2009)

Links:
http://www.sutemos.net/
www.myspace.com/theijo

martedì 8 dicembre 2009

"Il mio sogno Italiano", format per i paesi nordeuropei.


(Foto: Eva Ravnbol conduce "Min Italienske Droem")
Dopo il grande sucesso dell'edizione olandese, prodotta dalla Eyeworks, a Febbraio partirà l'edizione danese del reality "Il mio sogno italiano", ambientato tra le colline di Rosora, in provincia di Ancona.

Sei coppie danesi si confronteranno per ottenere in gestione un bed and breakfast, affrontandosi sul terreno della cultura italiana, tra prove di cucina e tentativi di ambientamento nella nuova realtà da cartolina.

Di certo Rosora è un paese molto carino, ma come Rosora ce ne sono tantissimi, in Italia. Se Rosora è un sogno per danesi e olandesi, vuol dire che qui abbiamo migliaia di sogni a loro disposizione.

La conduttrice sarà la scrittrice Eva Ravnbol, che ha vissuto a Roma per 17 anni.

Il format probabilmente verrà esportato anche in altre nazioni, ma sempre con l'Italia come tema centrale.

Queste iniziative stridono con le tantissime voci critiche dei giornali di quegli stessi paesi nei nostri confronti.

Un fatto è certo: gli italiani non hanno intenzione di fare un format sull'Olanda e la Danimarca, nè si sognerebbero di intitolarlo: "il mio sogno danese", magari tra gli iglù della Groenlandia (territorio danese).

Una vicenda come questa dovrebbe far riflettere tanti italiani che dicono che in Italia tutto va male.

Claudio Lolli, tra impegno politico e poesia.


Serata dedicata alla musica d'autore a Pescara, Sabato 19 Dicembre, presso il Teatro Immediato in via Gobetti 29, con il concerto per chitarra e voce di Claudio Lolli. La chitarra sarà quella dell'avezzanese Paolo Capodacqua: "Il miglior musicista della sua città... del suo palazzo... di casa sua...", così lo presentò scherzosamente Lolli durante un precedente concerto pescarese al teatro D'Annunzio. Qualcuno può avere in antipatia Lolli, proprio per le sue vedute riconducibili alla sinistra più radicale. C'è chi invece, proprio per lo stesso motivo, lo ama per affinità intellettuale. Il suo valore artistico, ad ogni modo, non viene messo in discussione.

Comunque la si voglia vedere, Claudio Lolli è uno che da quasi quarant'anni compone musica di alto spessore, con una parte strumentale senza troppi fronzoli ma comunque valida, e testi che sembrano poesia e letteratura in musica. Dai tempi di "Aspettando Godot", "Michel", "Borghesia", "Ho visto anche degli zingari felici" (il suo brano di maggior successo) ne è passata di acqua sotto i ponti. Eppure lui non è cambiato più di tanto, rimane coerente con le sue vedute di un tempo.

Claudio Lolli ha lasciato per la seconda volta la Emi nel 2001, dopo un primo tentativo finito male sul finire degli anni '70: "Credo che con i soldi dei miei dischi ci scaricassero l'Iva", ha dichiarato. Eppure è proprio quando partecipa ai progetti delle etichette indipendenti che ritrova la sua linfa vitale. Ne è un esempio il disco "Dalla parte del torto" del 2002, edito da "Storie di note", in cui a tratti sfodera splendide atmosfere soft che stridono con i testi combattivi e anticonvenzionali, ma riesce, dietro la dura scorza, a parlare anche dei suoi affetti.

Dal punto di vista strumentale, esistono due Claudio Lolli: quello acustico degli anni '70, e quello soft e supportato dalle tastiere degli anni '80. In realtà queste due tendenze vanno a sfumare l'una nell'altra, negli ultimi anni di carriera. Le sue prese di posizione rigide gli hanno precluso il contatto con i grandi media, ma nonostante ciò può contare su numerosi estimatori in tutta Italia; un pubblico, tra l'altro, composto in gran parte da giovani, segno del suo stare al passo con i tempi.

Oltre agli impegni canori, Lolli è attivo da molto tempo sia come insegnante di materie letterarie, latino e greco in un liceo di Bologna, sia come scrittore di narrativa.
Appuntamento Sabato 19 Dicembre alle 21.Il costo del biglietto è di 10 euro.



I suoi libri: L'inseguitore Peter H., 1984
Giochi crudeli, prefazione di Francesco Guccini, Feltrinelli, 1992
Nei sogni degli altri, Marsilio, 1995
Antipatici antipodi. 1972-1997, City lights Italia, 1997
Rumore rosa, Stampa Alternativa, 2004





Quanto alla discografia, nessun lavoro sarebbe da escludere. Ad ogni modo si possono segnalare: "Ho visto anche degli zingari felici", "Claudio Lolli" (1988), "Dalla parte del torto", (2002), e la raccolta "Piazze.. strade.. sogni" del 1995.

Lega Pro: il punto della situazione sulle squadre abruzzesi

Dopo la sedicesima giornata del torneo di Lega pro-prima divisione, è tempo di fare un parziale bilancio sul campionato delle quattro squadre abruzzesi.

Il Pescara ha impattato con il Potenza, dopo una gara combattuta, e recrimina per l'annullamento di un gol in acrobazia di Mario Artistico, fratello dell'ex biancazzurro Edoardo. Il dubbio sulla posizione effettiva di offside di un suo compagno rimane.

Il Giulianova ha mostrato gli artigli in casa contro la Ternana, formazione che gravita nei primi posti della classifica.

Il Lanciano ha battuto per 1 a 0 la compagine ospite del Ravenna, con Masini che ha spedito la palla nel sacco di testa su punizione di Sansone.

La Valle del Giovenco ha dovuto soccombere ad una Reggiana determinata e ben messa in campo, nonostante una buona prestazione.

Il tecnico Ivano Bonetti si è detto soddisfatto della prova dei suoi: "Peccato per la nostra imprecisione sotto porta, il risultato poteva essere totalmente opposto".

Il Pescara è a 26 punti dopo 16 partite, e ha guadagnato un punto sulla capolista Verona, che, come il Portogruaro, ha perso, mentre la Ternana, ora seconda, ha pareggiato, come già detto, a Giulianova.

E' uno strano e fortunato episodio che, pareggiando, una squadra si avvicini alla vetta della classifica perchè le altre tre dirette avversarie di testa non fanno risultato.

Il bicchiere è mezzo vuoto, perchè, con un organico considerato da tutti da serie B, non si nota quel gioco e quei risultati che in un campionato di basso livello come quello di quest'anno farebbero la differenza. Gli attaccanti sottoporta sono a dir poco imprecisi e nelle ultime giornate diversi palloni sono stati spediti quasi sugli spalti. Si ci rende conto che la squadra dovrebbe dare di più confrontandola, anche solo a memoria d'uomo, con quella che sfiorò la promozione in B nel 2001-2002 e con quella che la centrò l'anno successivo.

Possono sorridere sostanzialmente Lanciano, Giulianova e Valle del Giovenco, rispettivamente nona, undicesima e tredicesima forza del campionato, visto che sono in linea con gli obiettivi di inizio stagione.

sabato 5 dicembre 2009

Lega Pro: pomeriggio di domani ricco di emozioni, per le Abruzzesi.

Nella foto: Kevin Mathieu Vinetot (fonte: Giulianovacalcio.blogspot.com)

Squadre Abruzzesi ai nastri di partenza per la sedicesima giornata del girone B di prima divisione. Gli incontri di domani si prospettano tutt'altro che facili.

Il Pescara, reduce dal mezzo passo falso in casa col Foggia, e da un ruolino di marcia al di sotto delle aspettative, tenta il tutto per tutto a Potenza, alla ricerca di quella prova convincente che quest'anno non c'è mai stata appieno. E' auspicabile la conferma di Romito, che attraversa un momento di grande forma.

Il Potenza è in piena crisi societaria: il presidente Postiglione è stato inquisito per una vicenda di calcio-scommesse e di partite truccate, e si è dimesso, lasciando il testimone all'amministratore Donato Arcieri. Nonostante assenze come quella dello squalificato Polani, il tecnico dei lucani Capuano sembra intenzionato a schierare un garibaldino 3-4-3, affidandosi all'estro delle sue ali Frezza e Lucenti. Ha già annunciato alla stampa inoltre che il Potenza darà battaglia.

Il Giulianova, invece, ospita al Fadini la Ternana, che, reduce da una scoppola interna col Real Marcianise (0-3), si prospetta come un cliente ostico, visto che ci ha abituati a risorgere alla grande dopo una sconfitta.I giallorossi recuperano definitivamente Carbonaro, oltre a Melchiorre e Campagnacci. In forse Migliore, mentre negli umbri rientrano Concas e Di Dio. A centrocampo è previsto un avvicedamento: dentro Confalone dal primo minuto al posto di Cardona, che non ha comunque sfigurato finora.

A Lanciano è stata vietata la trasferta ai tifosi Ravennati, e i biglietti saranno acquistabili, per ordine del Prefetto di Chieti, solo dai residenti in Abruzzo.

Si ci aspetta una partita difficile al Guido Biondi, visto che gli ospiti hanno collezionato nove punti in quattro partite (3 vittorie e una sconfitta). Per loro rientra Cavagna, che bilancia il conto di alcune assenze imporanti.

Appuntamento dunque alle 14.30 di domani per il fischio d'inizio.

mercoledì 2 dicembre 2009

Spot della Costa D'Avorio


Hai una storia da raccontare? Vuoi segnalare qualcosa che non funzona nella tua città? Vuoi far conoscere una tua iniziativa politica, artistica, letteraria? Vuoi dare visibilità a un tuo racconto o a una tua poesia?

Straordinaria vena istrionica di Lucio Dalla


martedì 1 dicembre 2009

Batida de coco: versione intera e originale della canzone

Sono veramente tantissimi coloro che, dopo aver sentito il jingle di "Batida de Coco", spot televisivo internazionale di una nota bevanda brasiliana, hanno richiesto la canzone originale. C'era persino il dubbio ormai che la canzone vera e propria non esistesse, ma che fosse solo uno stacchetto di 30-40 secondi. E invece no. Un'anima pia ha ritrovato il brano intero e lo ha postato su youtube.

Delizioso. Chissà quanti autori bravi, che non sono neanche tanto famosi, ci sono in Brasile.

http://www.youtube.com/watch?v=5YpkIw1N_WU&feature=related

Ecco cosa avviene spesso negli spogliatoi

Tratto dal film "L'uomo in più", di Paolo Sorrentino
Ispirato da Bruno Pesaola. L'allenatore italo-argentino lasciò il segno a Napoli, dove allenò per diversi anni e a più riprese, Tra il '62 e l' '83. Da segnalare la grande intrpretazione di Nello Mascia.

http://www.youtube.com/watch?v=2t_0QgD4muc&feature=related


"Avevo detto che il gioco passava per Russo..."

lunedì 30 novembre 2009

La catena umana che unì Vilnius a Tallinn

Nel periodo della loro lotta pacifica contro l'Unione Sovietica, lituani, lettoni ed estoni organizzarono una catena umana che, partendo da Vilnius, arrivò fino a Tallinn. Fu un segnale forte di unità e di ferma ribellone non violenta.
La canzone che accompagna le immagini è eseguita nelle tre lingue nazionali. Atmostas balija, Ärgake Baltimaad, Bunda jau Baltija (si risveglia il Baltico). Sembra quasi un novello Inno di Mameli confederale. Da notare come già i due puntini della dieresi indichino la differenza di ceppo linguistico tra Lituani e Lettoni e gli Estoni, che invece hanno molto in comune con i Finlandesi.

http://www.youtube.com/watch?v=0KoKq20RUl0

Foje: Nieko panasaus


http://www.youtube.com/watch?v=PQbfTnH8t6s

Il Pescara non decolla. Padrone del campo anche in 10 uomini, ma un errore tattico vanifica tutto


0-0 è il risultato della partita casalinga di ieri pomeriggio del Delfino con il Foggia del duo Porta e Pecchia. In campo il solito Pescara bello solo per un tempo o poco più, ma questa volta, più che un calo fisico o l'espulsione di Gessa, pesa gravemente una doppia sostituzione operata attorno al 50' da Cuccureddu.

Ma andiamo con ordine. Biancazzurri subito aggressivi, con addirittura quattro attaccanti in campo posizionati in maniera anomala. Lo schema è uno solo: affondo o scambio su una delle due fasce e cross basso a cercare la conclusione al volo del compagno. Una trama di gioco che crea spettacolo, ma la mira è imprecisa.

Al 16' ci prova Dettori con un colpo di tacco: manda fuori a due passi dal portiere pugliese. Seguono una serie di assalti all'arma bianca: i biancazzurri sono padroni assoluti del campo, se si eccettua una conclusione del Foggia dopo un bello slalom di Salgado.

Ci prova Sansovini, con il corpo sbilanciato all'indietro, ovvero la posizione opposta a quella ideale per il tiro, e il pallone va alto quasi sugli spalti. Ci prova anche Verratti a tirare, due volte, ma colpisce il pallone debolmente. Gessa, che come altri suoi compagni non va per il sottile, e non risparmia legnate agli attaccanti ospiti.

Ne bastano due per farsi espellere nel finale del primo tempo. Il Pescara si schiera coraggiosamente con una difesa a tre, nonostante l'inferiorità numerica, e l'intuizione sembra felice, visto che il Foggia rimane a guardare, timoroso, fino al 50' circa, dove avviene l'episodio chiave della gara. Cuccureddu fa uscire Verratti e Ganci per Carboni e Matarazzo.

Da allora gli adriatici smarriscono il filo del gioco, rischiando di perdere l'incontro, visto il ritrovato coraggio del Foggia che va più volte al tiro. Un salvataggio con i piedi del portiere Pinna e gli interventi di un Romito stratosferico, oltre che il fischietto del pessimo Ferraioli, evitano il peggio.

Il Pescara è fortunato, perchè è a soli 4 punti dalla tutt'altro che brillante capolista Verona, in un campionato dove le prime hanno una media punti molto bassa.

Pagelle: Pescara. Pinna 6,5 Gessa 5, Romito 7,5, Olivi 7, Coletti 6, Zappacosta 6, Dettori 6,5, Verratti 6,5, (s. Carboni 5) Ganci 6, (s. Matarazzo 5), Sansovini 5,5(s. Artistico 5,5) All. Cuccureddu 5

Foggia. Bindi 7, Carbone 6,5, Burzigotti 6, Goretti 6, Micco 6, Di Roberto 5,5, Velardi 5,5, D'Amico 5, Mancino 5, Salgado 5,5, Ferrari 5,5 (s. Caraccio n.g) All. Porta-Pecchia 5. Arbitro Ferraioli 5
Andrea Russo

mercoledì 18 novembre 2009

"Amici" è antieducativo

Visto che in una parte non trascurabile dei giovani le buone maniere sono ormai consegnate agli archivi, tanto vale enunciare deliberatamente i nuovi valori correnti, per gli autori di "Amici".

Titolo già poco azzeccato per questo format televisivo, in cui la conduttrice Maria De Filippi fa di tutto per creare liti tra i concorrenti.

Può darsi però che qualche episodio scampi al fuoco del dibattito, perchè la frase poco carina è stata detta in assenza dell'altro, oppure all'una di notte durante una confidenza detta sotto voce.

Non c'è problema: ci sono le registrazioni e Maria innescherà un'altra miccia il giorno successivo, mandando in onda l'ormai famoso "Rvm" (ma non è meglio chiamarlo filmato?)

Nella scuola di Amici si fa ben poca lezione: i professori considerano già artisti affermati gli imberbi partecipanti al reality contest, che spesso si danno aree da divetti.

La cosa più grave è che viene messa in dubbio implicitamente l'autorità degli insegnanti: se uno studente risponde in malo modo, non viene cacciato, anzi, gli si concede il contraddittorio, e c'è anche chi, tra i tutor, difende il malandrino.

Legittimi sono poi i sospetti sulla genuinità di molte liti, che sembrano fatte apposta per innalzare l'audience.

E se c'è qualcuno che piange, ecco la telecamera in primissimo piano, talmente vicina che inquadra solo l'occhio, a testimoniare la lacrimuccia dello studente di turno.

"Amici" fa bene il paio con altri programmi che hanno codificato una pornografia sentimentale che fa diventare spettacolo l'intimità, le ferite del cuore, i familiari separati e le persone in difficoltà.

Scorcio di campagna Lituana (2008)

Chi di noi non desidera un posto al sole?

martedì 17 novembre 2009

Reagan e la Thatcher in una storica cartolina satirica



I rapporti tra Gran Bretagna e Stati Uniti, negli ultimi decenni, sono sempre stati imperniati su uno spirito di grande collaborazionismo. Non c'è da stupirsi, dunque, se la satira di estrema sinistra si sia prodotta in performance come questa, che, al di là delle valutazioni politiche, mi sembra molto divertente. Una cartolina ripropone la locandina di Via col vento, con Ronald Reagan e Margaret Thatcher al posto di Clark Gable e Vivien Leigh. Alle loro spalle, al posto delle fiamme che avvolgevano Atlanta distrutta dalla guerra di secessione, c'è un fungo atomico, spettro presente anche in quegli ultimi anni di guerra fredda.
A dire il vero, la locandina ironica mi sembra fatta, graficamente, molto meglio di quella originale, forse grazie anche alla tecnologia degli anni '80, più avanzata di quella contemporanea al film.
C'è da tener presente che Reagan, prima di diventare presidente, era stato un attore cinematografico, e forse è anche il suo charme a rendere naturale la sua posa nella foto.

C'è anche una canzone di Claudio Lolli che ne parla:

http://www.youtube.com/watch?v=n2ws7e8s-OE

Pescara-Verona, la partita termina a reti inviolate

Non si sono fatte del male, le due squadre, e si torna tutti a casa con un punto che va meglio al Verona, che ha giocato fuori casa e che ha un organico inferiore, ma si conferma squadra tosta e quadrata.

Il Pescara mette sotto gli avversari, con una sfuriata nel primo tempo che sembra preludere al goal.

Invece nel secondo parziale c'è il solito calo fisico. Cala la nebbia, materialmente e moralmente, in campo.

8 Minuti di sospensione della partita tra la nebbia vera e quella dei fumogeni. Ma le due squadre non hanno più gambe. Nemmeno le sostituzioni sortiscono l'effetto sperato: per il Pescara entra Verratti al posto di Ganci, ma alla fine, dopo 5 minuti di recupero, il match termina a reti inviolate.

Per i biancazzurri c'è una consapevolezza che serve tanta umiltà in più in un torneo che dovrebbe vederli primi, e potenzialmente più forte anche del Verona e della Ternana che la precedono in classifica, come si è visto stanotte all'Adriatico, almeno per un tempo. Occorre però mandare il cuore oltre l'ostacolo.

I Dorici invece agguantano la Ternana in vetta a 27 punti,con gli Adriatici staccati di tre punti. La Ternana, outsider e rivelazione del torneo, continua a sorprendere.

lunedì 16 novembre 2009

Cresce l'attesa per Pescara Verona.

I tifosi sono in trepidazione per sapere, tra un'ora circa, se la rispettiva squadra è la più forte del torneo di serie C1, o almeno, del proprio girone.
Si ci attende il pubblico delle grandi occasioni allo stadio, e già molti supporters sono in marcia, tra cui quelli veronesi, circa 750, che siederanno nel settore "ospiti" della curva sud.

Il Pescara, dicono alcuni, è più forte se si prendono i singoli giocatori, ma il Verona è più squadra e ha brillato di più fino ad ora.

I biancazzurri tenteranno di sfruttare il fattore campo, ma di certo c'è che sia gli uomini di Cuccuredu che quelli di Remondina giocheranno per i tre punti, come ampiamente annunciato durante la settimana.

Le probabili formazioni:
Pescara:
Pinna;Vitale, Zanon, Mengoni, Olivi;Dettori, Gessa, Coletti, Bonanni;Ganci;Zizzari

Verona:
Rafael, Cangi, Pugliese, Esposito, Ceccarelli, Comazzi, Russo, Pensalfini, Colombo, Berrettoni, Rantier

Arbitra Barratta di Salerno, inizio ore 20.45

domenica 15 novembre 2009

La C1-Prima Divisione domani sera in vetrina.




(foto tratte da forzapescara.com e da hellasverona.it)
Col massimo campionato fermo e la nazionale che ha già giocato ieri, passano in primo piano per gli appassionati di calcio non solo la serie cadetta, ma anche l'interessante scontro al vertice Pescara-Verona, rispettivamente seconda e prima in classifica del girone B di Lega Pro (temporaneamente scavalcate dalla Ternana che ha già giocato)

Ancora lo Stadio Adriatico protagonista, dunque, Lunedì 16 Novembre alle 20.30, dopo aver ospitato l'amichevole di lusso Italia-Olanda, terminata ieri sera a reti inviolate.

Pescara reduce dalla prima sconfitta stagionale al "San Vito" di Cosenza, grazie alla quale il Verona si è assicurato un vantaggio di tre punti, superando il Real Marcianise.

Si tratta di due squadre costruite per vincere il torneo, e c'è grande curiosità nel capire quale sia la più forte. Fin qui il Verona ha brillato un po' di più, al di là dei tre punti in più messi in cascina.

Domani dunque le tifoserie di due piazze che sentono la serie C (speriamo che torni presto a chiamarsi così) stretta, per le loro esigenze, vedranno soddisfatta la loro attesa.

I dubbi della Corte dei conti sulla compravendita dei vaccini H1N1

Un assurdo contratto vincola il Ministero della salute all'azienda Novartis, fornitrice dei vaccini per l'influenza"suina". Tra le obiezioni poste dalla Corte dei conti, tra l'altro, spiccano alcuni punti paradossali.
In particolare:

-La Novartis non è tenuta a pagare nessuna penale in caso di ritardo nella fornitura dei vaccini.

-E' la Novartis, nel caso che il vaccino produca danni per un difetto di fabbricazione, a stabilire se l'azienda stessa abbia colpe.

-La Novartis pagherà i danni alle persone che subiranno danni per difetti dovuti alla fabbricazione: nel caso in cui i danni scaturiscano da altre cause, sarà il ministero a pagare. Ma visto che è Novartis a stabilire se Novartis ha sbagliato o meno, secondo voi come finirà?

Ecco gli undici punti in cui la Corte dei conti contesta l 'accordo, tramite una delibera ufficiale, datata 10 Settembre 2009, e riferita al D.D. del 27 Agosto 2009.

Vi allego anche il testo integrale del documento sul sito dell'ente in calce.

1) la decima premessa – parte integrante del contratto – precisando che l’esito delle ricerche, la capacità di sviluppare con successo il Prodotto, i tempi di produzione, la qualità dell’inoculo virale, la capacità produttiva e il lancio del prodotto sono ancora in corso di definizione, sembra vanificare a favore della Novartis tutti i successivi vincoli contrattuali;


2) la tredicesima premessa prevede l’applicazione dell’IVA vigente al momento della consegna anziché quella vigente alla firma del contratto;


3) l’art. 3.1 (ribadito dall’art. 5.3) prevede la possibilità del mancato rispetto delle date di consegna del Prodotto, senza l’applicazione di alcuna penalità;


4) l’art. 4.1 stabilisce che il Ministero accetti il prodotto anche in assenza dell’autorizzazione all’ammissione in commercio in Italia, concordando in tal caso un generico “Quality Agreement”;


5) le garanzie poste a favore del Ministero in caso di mancata autorizzazione all’ammissione in commercio del Prodotto in Italia previste dall’art. 4.2 non appaiono correlate all’esborso finanziario sopportato dal Ministero fino a quella data, né bilanciate con quelle poste a carico del Ministero medesimo dall’art. 9.3 nel caso di impossibilità di ritiro del Prodotto;


6) l’art. 4.4, riguardante eventuali difetti di Fabbricazione o Danni Fisici del prodotto, richiede l’accordo della Novartis sull’esistenza degli stessi;


7) l’art. 4.5 prevede rimborsi al Ministero per danni causati a terzi, limitatamente a causa di Difetti di Fabbricazione, mentre ai sensi dell’art. 4.6 il Ministero dovrà risarcire Novartis per danni causati a terzi in tutti gli altri casi;


8) l’art. 9.3 prevede il pagamento alla Novartis di euro 24.080.000 (al netto di IVA) ai fini della partecipazione ai costi in caso di non ottenimento dell’autorizzazione all’immissione in commercio del Prodotto, senza alcuna specificazione in merito ai criteri di quantificazione del predetto importo;


9) l’art. 9.5 stabilisce che, qualora il contratto venga risolto per violazione di disposizioni essenziali da parte di Novartis, il pagamento dovrà essere ugualmente effettuato per il prodotto fabbricato e consegnato;


10) l’art. 10.2 considera Informazioni Riservate anche l’esistenza del contratto e le disposizioni in esso contenute, clausola – in considerazione dell’evidenza pubblica della procedura – impossibile da rispettare;


11) il contratto appare carente di parere di organo tecnico in grado di attestare la congruità dei prezzi in esso concordati.


http://www.corteconti.it/Ricerca-e-1/Gli-Atti-d/Controllo-/Documenti/Sezione-ce/Anno-2009/Delibera-n.-16-adunanza-del-10-settembre-2009---Giuseppone.doc_cvt.htm

Le ragazze del volley italiano trionfano nella Grand Champions Cup


Dopo aver dominato la classifica e aver battuto con un perentorio 3 a 0 le fuoriclasse brasiliane nlla penultima gara del girone, le fantastiche ragazze del volley azzurro, capitanate dal ct Massimo Barbolini, hanno sconfitto anche il Giappone. Risultato finale 3 a 1 e coppa in bacheca ( 32-30, 25-22, 24-26, 25-18). Si aggiudicano dunque la competizione, fondata nel 1993, che mette a confronto le squadre detentrici del titolo continentale.
Nelle passate edizioni avevano vinto, in ordine cronologico, Cuba, Russia, Cina e Brasile. Il Giappone ospita il torneo in maniera fissa.


Dopo Lodz, dunque, c'è Fukuoka nei bei ricordi delle azzurre, brave e anche belle, il che non guasta.

Giornalismo: distruggere e ricominciare.

Non si può continuare ad abbozzare. Di fronte a situazioni di precarietà ormai standardizzate, i più si rassegnano.

La professione del giornalista è una fra le più precarie, e non solo in Italia.

C'è una prevaricazione degli editori sui dipendenti, e non c'è una controparte sindacale o un'istituzione di settore in grado di contrastare lo stato delle cose.

Esiste l'Ordine dei giornalisti, frastagliato in tante entità regionali, esiste il sindacato di categoria, ma i risultati dove sono, se sì e no il 10 % di noi vive di questo lavoro e il resto lo fa per passione?

Occorre una riorganizzazione: aprire un dibattito tra menti libere per rialzarsi e cominciare un nuovo corso, una rinascita che coinvolga gli addetti ai lavori in una nuova epoca eroica del giornalismo, in cui si torni allo spirito vero della professione.

Non più schiavi della faziosità, ma veramente liberi di dire ciò che si pensa. Non più tenuti sospesi a un filo dagli imprenditori dell'informazione, ma tutelati da organi di controllo indipendenti e forti.

sabato 14 novembre 2009

Chick Corea e Gary Burton: Desert Air


Chick Corea(n.1941), pianista di orgine italiane, e Gary Burton (n.1943) vibrafonista, entrambi statunitensi, hanno fatto cose importanti assieme, a partire dagli inizi degli anni '70. Si tratta di due nomi di prima grandezza nel campo del Jazz internazionale.

Un pezzo che vi raccomando vivamente di ascoltare è "Desert air", qui riproposto fedelmente e con grande bravura da due jazzisti molto bravi

http://www.youtube.com/watch?v=GDdNrwKBlWY

Fondi statali per la cultura


Il fatto che ci siano i fondi statali in favore di rassegne, films, concerti, spettacoli teatrali e simili è una cosa positiva e ampiamente condivisibile.


Da alcuni anni però, gli artisti lamentano un taglio di questi fondi da parte del governo centrale. Artisti come Michele Placido, Mariangela Melato, Massimo Ranieri e tanti altri hanno espresso chiaramente il loro pensiero, denunciando la drammaticità di tale provvedimento.


Il discorso, a mio avviso, è un po' più complesso: premesso che non solo il governo centrale, ma anche le Regioni, le Provincie e i Comuni stanziano emolumenti per tali attività, bisognerebbe andare a vedere anche dove vanno a finire, nello specifico, questi soldi.


I finanziamenti sul cinema, ad esempio, hanno rappresentato il Bengodi per alcuni produttori, fino a qualche anno fa.
Lo stato dava loro milioni di euro, e loro cosa facevano? Intascavano i soldi, realizzavano il film, e poi non lo distribuivano nelle sale, per non rischiare quattrini propri.


Un provvedimento recente ha disposto che parte di quel denaro debba essere impiegato per la distribuzione.


Altro esempio: nella mia attività di giornalista ho visto denaro a fiumi confluire a favore di associazioni, circoli pseudo-culturali che in realtà erano solo dei pubs, iniziative artistiche locali di scarso spessore. Milioni e milioni di euro che in un ambito regionale gravano in maniera rilevante sul bilancio.


Dall'altra parte, ci sono nella mia città personaggi che si fregiano, non so quanto buon diritto, della nomea di intellettuali, eppure nessuno o quasi conosce nè i loro libri, nè le loro rappresentazioni teatrali, nè i loro films.

Li conoscono bene, invece, gli assessori e i consiglieri comunali con cui vanno a braccetto.


Se è giusto finanziare la cultura, è anche giusto fare una cernita:

1 Non si può certo dare soldi a tutti, nè far vivere gli artisti come parassiti dello stato.

Esistono anche finanziamenti degli sponsors. Molti imprenditori, ad esempio mettono cartelloni pubblicitari, birrerie, stands e chioschi nei luoghi dei concerti


2 Quando si tratta di manifestazioni artistiche non proprio di qualità, si può fare a meno di erogare fondi pubblici.


3 Mi fa specie che in tv vengano a protestare vecchie conoscenze del tubo catodico, gente piena di soldi, che critica il potere ma è schierata politicamente, che critica la tv ma vi compare, che critica i poteri forti del cinema e poi vi fa affari asseme, che critica il malcostume politico ma raccomanda il figlio o la figlia per il suo stesso mestiere di artista (e a volte, sinceramente, quei ragazzi non hanno proprio la stoffa).

4 Sarebbe bello invece elargire anche molti soldi in favore della cultura, ma per valorizzare quei giovani di talento che vedono le loro ali mozzate da un sistema di gestione dell'arte marcio e forse un po' criminale.

mercoledì 11 novembre 2009

"La casta"

Che in Italia esista, ad alti livelli, soltanto un giornalismo fazioso è un dato appurato.
Ogni giorno abbiamo in tv opinionisti e scrittori (che si fregiano dell'appellativo di intellettuali) distorcere i fatti e lanciare strali, a senso unico, contro la fazione opposta alla linea editoriale e ai referenti politici del proprio giornale.

Innanzitutto vorrei contestare l'uso della parola "intellettuale", ingustamente associata spesso a persone tutt'altro che brillanti.


Tante persone sono dotate d'ingegno, e non sono giornalisti. Magari sono ingegneri, medici, funzionari, oppure gente comune, senza blasone.

Eppure il "volgo" secondo me ha più comprendonio di tanti vanitosi del tubo catodico. Gli sono inoltre chiare problematiche complesse sia della propria città, che della nazione. Forse non sempre è così, ma accade molto più spesso di quanto non pensi la classe dirigente.

I servi del potere parlano di casta, lanciano accuse monche, riescono a vendere anche tante copie dei loro libri. Ma la gente se la beve davvero?
Personalmente, sopravvaluterei meno i vassalli dei politicanti e rivaluterei un po' di più la gente comune.

martedì 10 novembre 2009

Esce il nuovo disco di Lucio Dalla. Freschezza e simpatia restano le sue armi.


Esce il nuovo disco di Lucio Dalla, Angoli di cielo.

Testi simpatici e accattivanti, storie quasi da fumetto, ma scritte e interpretate da uno che nella vita ne ha viste tante.

Il 64 enne di Bologna riesce ad essere ancora una volta leggero ma mai banale, e a conquistare tutti, perchè il disco lo rispecchia: lui è così, simpatico e vicino all gente, come ama precisare. Ama ed è amato, insomma, e la sua musica ne guadagna. Ha già ricevuto i complimenti via sms dei suoi amici Enzo Iacchetti e Valentino Rossi.

E' possibile comperare il disco in edicola, in abbinamento a La Repubblica o a L'Espresso, al prezzo di 16 euro e 90.

Molto divertente è il brano Broadway, in cui Dalla dialoga con una scimmia dello zoo, che gli ribalta il concetto di libertà e lo induce a riflettere.


Ragazze vincenti - Le azzurre conquistano la Federation Cup


Le nostre atlete azzurre del tennis si sono aggiudicate la Federation Cup, la coppa Davis al femminile. Bissano così un successo ottenuto nel 2006, con un team in cui già da allora figuravano la Pennetta e la Schiavone.


Ne hanno fatto le spese in finale le americane, prive delle due atlete di punta Serena e Venus Williams. La Oudin, n.49 al mondo, la terza americana più forte nel ranking wta, ha dovuto soccombere sia contro la Schiavone (n.16) che contro la Pennetta (n.12).


Alla fine il risultato è stato un secco 4 a 0 per le azzurre, che in semifinale avevano battuto la Russia.


Nel team russo figuravano la Kutznesova, numero 3 al mondo, e Nadia Petrova, numero 20.


Anche la vittoria contro le temibili russe dimostra che il fatto che le sorelle Williams abbiano dato forfait non sminuisce l'impresa delle azzurre, con Flavia Pennetta e Francesca Schiavone in grande forma. Da segnalare come un mesetto fa la Pennetta abbia battuto Venus Williams in un torneo individuale.


Forse anche questo rende speciali le ragazze azzurre del tennis: loro non snobbano la nazionale perchè ci sono pochi soldi in palio, come fanno anche i colleghi americani del tennis e del basket.
E poi, si dice pochi tanto per dire: solo per il passaggio in finale le italiane percepiranno 60 000 euro, mentre si prevede un premio ben più sostanzioso per la vittoria del torneo.


Altra considerazione: come in altri sports,le donne italiane si dimostrano più brave degli uomini: nei tuffi, con la Cagnotto (e non solo), nel nuoto (con la Pellegrini e la Filippi), e nella pallavolo (vincendo gli europei tenutisi un mese fa a Lodz, in Polonia).
Una riflessione finale: anche i successi sportivi sono indice di un paese tutt'altro che alla frutta, come sostiene qualcuno