Televizijos bokštas




Nella foto: la "Torre della televisione" di Vilnius. Alta 326,5 metri, fu ultimata nel 1980. Il 13 Gennaio 1991, dopo la proclamata indipendenza della Lituania, le truppe sovietiche ne presero il controllo. La popolazione tentò di insorgere e negli scontri morirono 14 civili, un soldato russo e in 700 rimasero feriti.

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lunedì 30 settembre 2013

Stasera c'è Cesena-Pescara



Stasera, alle 20 e 30, c'è il big match Cesena-Pescara, gara valevole per il sesto turno del campionato di serie B. Le due formazioni all'inizio del torneo sono state indicate tra le favorite per la vittoria del campionato. E' anche vero, però, che nelle prime gare l'exploit di squadre outsider come Lanciano, Avellino e Crotone ha scombinato i pronostici e ha rallentato la corsa di squadre più accreditate. Nonostante tutto, tra gli uomini di Pierpaolo Bisoli e di Pasquale Marino vi sono elementi di grande spicco per la categoria. L'appuntamento dunque è al Dino Manuzzi di Cesena o sul divano del salotto davanti alla diretta di Sky Sport e Mediaset Premium.

Al termine vi darò un'ampia sintesi della gara.

venerdì 27 settembre 2013

Alcune proposte per modernizzare l'Italia



Già in passato ho cercato di spiegare come in Italia le cose molto semplici diventano complicate. Oggi vorrei avanzare alcune proposte su come migliorare la vita nel nostro paese. Il Belpaese, a mio modesto avviso, ha bisogno di semplificazione, sia nel modo di pensare della sua popolazione, sia nella maniera in cui si fanno le cose.

Per quanto riguarda il lavoro e la pubblica amministrazione, ad esempio, si potrebbe:

1 velocizzare tutte le pratiche compilando dei fogli online, senza perdere ore in code presso gli uffici, e senza sottostare agli orari di sportello. Non avrebbe più senso pagare, tra l'altro, i bolli, che sono tasse mascherate che ci propinano ogni volta che chiediamo qualcosa allo stato.

2 Stabilire, come in Gran Bretagna, un minimum wage, ovvero un salario minimo garantito, che risolverebbe tra l'altro la competizione tra manodopera italiana e straniera. Oggi, infatti, tanti datori di lavoro senza scrupoli preferiscono far lavorare gli stranieri perchè possono dargli stipendi da fame. In G.B. il minimum wage è di 5 sterline e 82 centesimi all'ora, e di fatto stabilisce una equità di trattamento salariale e di opportunità di guadagno per tutti.

3 Flessibilizzare il lavoro in entrata e in uscita. Questo è un capitolo che non deve spaventare. Il modello da inseguire, infatti, è quello che vige in paesi come l'Australia. C'è facilità di assunzione e di licenziamento, lì, ed è normale cambiare il lavoro ogni 3-5 anni.

Quando lasciano un impiego, però, gli Australiani ne trovano facilmente un altro in genere in non più di un mese o due. 

La mentalità del posto fisso a vita ha distrutto la competitività e ci ha ridotti per certi versi ad essere simili alla vecchia Unione Sovietica. Tante persone, pensando che nessuno avrebbe tolto loro il posto statale, sono diventate pigre e improduttive. 

Ricordo il caso di un dipendente pubblico napoletano. Fu licenziato più volte dalla pubblica amministrazione, perchè non faceva niente e si assentava spesso, ma fu sempre ri-assunto facendo ricorso al tribunale. I giudici nelle loro motivazioni scrissero: "licenziarlo è una punizione eccessiva". 

Se si ragiona così, poi non lamentiamoci del fatto che le cose vanno male.

4 Le cause relative al licenziamento dovrebbero essere tolte dalla giurisdizione della magistratura, e il datore di lavoro dovrebbe essere sempre libero di licenziare, tranne nei casi in cui vi sia discriminazione. 

Per accertare se questa si avvenuta, basterebbe inviare un ispettore del lavoro, che sarebbe tenuto a indagare e a dare un responso in tempi brevi.

Il lavoratore avrebbe diritto a un risarcimento, ma non al reintegro, pari a un numero tot di mensilità stabilite per legge, in caso di condotta non conforme alla norma del datore di lavoro.

Per quanto riguarda il regime fiscale, le mie proposte sono:

1 Fare una sanatoria per coloro che dichiarino spontaneamente di aver evaso il fisco: pagherebbero solo l'importo evaso nell'ultimo anno e tornerebbero in regola. In questo modo si risparmierebbe un lavoro faticoso e impervio da parte di chi fa le ispezioni.
Dopo la scadenza del condono però, il gioco si farebbe duro. I furbi infatti, dovrebbero pagare multe salate, oltre ovviamente alla cifra evasa. Non interessa in questa sede stabilire se gli evasori debbano andare in carcere o meno. L'importante è che lo stato recuperi i danari.

2 Riformare le agenzie delle entrate e mandare più impiegati a fare i controlli fiscali.

3 Regolamentare la prostituzione che sarebbe confinata in delle specie di residences o night clubs;

i loro gestori dovrebbero sottostare a regole e controlli, oltre a pagare le tasse.
Chi si prostituisse al di fuori di essi o per strada, sarebbe multata\o per migliaia di euro per esercizio abusivo della professione.
Si assesterebbe così un duro colpo alla criminalità organizzata che sfrutta migliaia di donne, si ridurrebbero i casi di omicidio che le vedono purtroppo vittime e si garantirebbero controlli sanitari accurati e periodici.

La regolamentazione del mercato del piacere porterebbe, secondo recenti stime, attorno ai 50 miliardi di euro l'anno nelle casse dell'erario.

E' la stessa somma che dobbiamo pagare con le nostre tasse per ripianare il debito pubblico, annualmente.

4 Introdurre un tribunale autonomo per i reati fiscali: il costo dei nuovi giudici e del personale d'ufficio, che comunque produrrebbe migliaia di occupati, sarebbe ampiamente ricompensato. Sentenze più veloci, infatti, significano più soldi recuperati e in tempi più brevi.

mercoledì 25 settembre 2013

Pescara-Avellino 1-1

(Nella foto: Federico Viviani, classe 1992, autore di un goal e di una buona prestazione)

Biancazzurri concentrati, Campani coriacei: gioco modesto, tanta corsa e sudore.

Il tifo per una squadra di calcio è come il rapporto tra due innamorati: si continua a seguire sempre i propri beniamini anche se fanno soffrire e ci sono difficoltà. E come i due fidanzati che litigano aspettano un segnale l'uno dall'altro,  così gli sportivi pescaresi oggi attendevano una buona prova agonistica da parte dei propri giocatori.

La risposta è giunta, e il Delfino con umiltà e sudore ha raggiunto un pari sofferto contro la buona matricola Avellino.

Le Azioni

I Biancazzurri prendono l'iniziativa, Maniero dopo 2 minuti incorna il pallone ma la mira è imprecisa. Poco dopo Cutolo calcia da lontano di poco fuori (ci riproverà molte volte nel corso della partita ma le traiettorie saranno sempre un po' sbilenche).

Gli Irpini reagiscono, anch'essi dalla distanza, con Peccarisi e Galabinov.

Si gioca un calcio vivace ma elementare, fatto di poca tecnica e molta corsa. 


Le difese sono molto attente, e questo è una novità per i padroni di casa.

Si decide quindi spesso di tirare da lontano.
Nel finale della prima frazione Viviani ha tra i piedi l'opportunità a lui più congeniale: un calcio franco dalla trequarti, in posizione decentrata a sinistra. Il giovanissimo centrocampista biancazzurro studia la traiettoria e fulmina il portiere avversario Terracciani.

E' un bellissimo tiro a girare, e la compagine di casa va negli spogliatoi più tranquilla.

All'inizio della ripresa, però, gli ospiti rimettono in pari la bilancia. Prima c'è un'azione corale in cui all'ultimo momento la difesa di casa si rifugia in calcio d'angolo, a pochi metri dalla porta. Poi Massimo raccoglie un pallone filtrante e con un bel rasoterra sigla  l'1 a 1.

Il Pescara continua a creare gioco e produce parecchi tiri dalla distanza. L'occasione più importante ce l'ha Viviani: tiro spiovente dai venticinque metri, ma Terracciani devia.

I campani hanno un ultimo sussulto e nel finale per tre volte vanno vicini al raddoppio. La mira però è imprecisa, il sudore gronda dai corpi dei ventidue giocatori e il risultato non muta.

Tiriamo le somme

L'Avellino continua con coerenza il suo percorso: ha bisogno della salvezza e si tiene stretto il punto fuori casa.

Il Delfino torna sul pianeta terra: poche settimane fa era partito tronfio, credendo di essere l'asso pigliatutto della cadetteria. Aveva poi preso due sonore scoppole nelle ultime due gare di campionato e stasera ha finalmente reagito. I biancazzurri dimostrano di avere concentrazione, voglia di soffrire e di correre. Il gioco è approssimativo, ma questo ora non conta. 

Se il Pescara gioca con questo atteggiamento, i risultati arriveranno. Lo scenario è cambiato, però: Marino e i suoi uomini dovranno soffrire molto e non è più chiaro quale sarà il vero obiettivo da raggiungere. I magneti che attraggono il Delfino verso la serie A e la Prima divisione per ora sono equidistanti.

Andrea Russo


martedì 24 settembre 2013

Stasera c'è Pescara-Avellino

Stasera alle 20:30 c'è Pescara-Avellino, valevole per il campionato di serie B. I Biancazzurri sono in piena crisi, dopo essere stati accreditati inizialmente come una delle squadre favorite per la vittoria del torneo.
L'Avellino invece si sta dimostrando molto combattivo nel ritorno alla cadetteria dopo essere stato relegato in Lega Pro.

Su questo blog vi daremo un ampio resoconto al termine della gara.

Los Marineros - Ti devi decidere

Divertente hit degli anni Ottanta, firmata dal duo genovese Tony e Bruno, noti anche come i Los Marineros. All'epoca il brano andò molto forte e i due furono ospitati da trasmissioni famose come ad esempio Indietro Tutta.


Pescara è sempre più nel caos tra lucciole, senzatetto e immigrati clandestini

Spesso siamo immersi nelle nostre faccende, nei nostri pensieri, e non notiamo certe cose che accadono sotto i nostri occhi. Non si può però fare a meno di notare quanto Pescara sia divenuta una città degradata. 

E’ un posto in cui non si può più camminare senza essere importunati da mendicanti, posteggiatori abusivi, tossicodipendenti in cerca di spiccioli, immigrati comunitari ed extracomunitari senza fissa dimora, ubriachi o sfaccendati. 

Di notte le strade si riempiono di prostitute, e benchè le forze dell’ordine intervengano, tornano libere. Nel frattempo i loro protettori romeni e albanesi girano con le Bmw. 

Vi sono parcheggi a pagamento, che costano cari, gestiti dal Comune. Poi ve ne sono altri teoricamente non a pagamento in cui vi sono stabilmente i parcheggiatori abusivi. Spesso questi signori non chiedono, pretendono che sia dato loro qualcosa, intimidendo gli automobilisti. Nel parcheggio di Via Ostuni, proprio di fronte alla Prefettura, stazionano loschi individui che a volte fanno a botte tra di loro per la gestione del parcheggio. 

Poi vi sono delle sedicenti associazioni che mandano in giro ragazzi trasandati, provenienti dalla Campania e dalla Puglia, che fanno finta di darti un volantino e poi chiedono soldi per presunte donazioni ai ragazzi tossicodipendenti (quindi a loro stessi, probabilmente). 

Nello stop vicino a Ponte Risorgimento si posizionano, da poco tempo, aitanti giovanotti dalla carnagione scura che, senza chiedere, si avventano contro le automobilie iniziano a pulire i vetri. Quello che bisogna chiedersi ora è: vogliamo affrontare il problema o fare finta di niente? 

E’ vero: alcune leggi dello stato non consentono sempre di prendere provvedimenti efficaci. E’ anche vero che i prefetti hanno a disposizione l’opzione del foglio di via, che non utilizzano abbastanza. 

La tendenza degli ultimi governi nazionali è stata di alzare bandiera bianca: bisogna svuotare le carceri, non si fa nulla per mandare a casa gli stranieri che delinquono. Pescara deve dunque rassegnarsi a diventare un posto malfamato e insicuro?

Rubrica su Pescara Oggi

Vi segnalo la presenza di una mia  rubrica su Pescara Oggi, quotidiano online: Mica parlo Russo.

domenica 22 settembre 2013

sabato 21 settembre 2013

Comunicato stampa di La Destra - Pescara

LA DESTRA
FEDERAZIONE PROVINCIALE DI PESCARA

Torna Alleanza Nazionale: invitiamo tutti gli esponenti Abruzzesi della destra sociale ad aderire al nostro grande progetto. 

La Destra è ufficialmente impegnata, con altre forze ad essa affini, nel progetto di ricostituzione di Alleanza Nazionale. An è stata in grado più di ogni altra formazione politica, di mettere in atto le nostre idee e il nostro modo di intendere la politica. 

Il Pdl è ormai un progetto concluso, e per molti versi, fallimentare. Molti delle donne e degli uomini che hanno onorato la nostra storia all'interno delle istituzioni, sono confluiti in questa entità che si riconosceva solo in una persona, ovvero Berlusconi, da seguire qualunque cosa facesse. 

Noi crediamo invece che bisogna riaffermare determinati valori di eguaglianza sociale e di orgoglio verso la nostra patria. Ci stanno a cuore il potenziale della nostra gente e la valorizzazione delle nostre risorse materiali, culturali e artistiche. 

La presenza di idee (poche e dannose a dire il vero) da parte della sinistra Italiana, e il malinteso di unire anime diverse della destra, culminate con l'ennesimo e definitivo voltafaccia di Gianfranco Fini, hanno portato ad una situazione di stallo iniziata con Mario Monti e proseguita col governo dell'inerzia di Enrico Letta. 

Noi invece intendiamo riprendere la strada interrotta della coalizione di Forza Italia e An (più la Lega Nord in alcune regioni). Con loro abbiamo garantito una stabilità al paese, anche dopo lo strappo con Casini. Abbiamo dato all'Italia una guida decisa e un programma coerente. 

Dal Novembre del 2011 è mancata una guida vera e propria che affrontasse i problemi della nazione. In Abruzzo vi sono tante persone in gamba che sognano una destra con pochi compromessi, decisa a mettere in pratica fino in fondo ciò che crede giusto. Una destra non sottomessa all'Unione Europea e alla Germania. 

Una destra simile a quella di Marine Le Pen in Francia e a quella di Nigel Farage in Gran Bretagna. Una destra, infine, capace di cambiare l'Abruzzo in meglio, modernizzandolo e tenendolo al passo con L'Europa più progredita. Non dobbiamo più temere il confronto con le altre regioni italiane e possiamo ottenere accordi più vantaggiosi dai rapporti Abruzzo-Ue. 

Per farlo però c'è bisogno di partiti che non disperdano il proprio elettorato. Molti dei nostri amministratori abruzzesi sanno bene di non essere a casa loro e che si trovano nel partito sbagliato. Anche molti elettori, dopo gli ultimi anni della gestione Fini, si sono allontanati da noi. 

A tutte queste persone vogliamo dire che An è tornata, con l'intenzione di pensare in grande. Li aspettiamo con entusiasmo per vivere in una grande casa, ovvero l'unica in cui possono sentirsi davvero a proprio agio. 

Il Segretario Provinciale 
Alessandro Baldati 

L'Addetto Stampa 
Andrea Russo


venerdì 20 settembre 2013

Elona (Lituania)

I brani: Rugpjucio naktis (Notte d'estate) e Pop Art







giovedì 12 settembre 2013

I video del giorno

I Trilli: Pomeriggio a Marrakech

 

Le Orme: Marinai



Viola Valentino: Sola

martedì 10 settembre 2013

Una guerra e 1\2 per il pacifista Obama


(Nella foto: Obama ospite del presentatore David Letterman)

Quando Barack Obama entrò in carica per la prima volta nel 2009, i laburisti di mezzo mondo lo hanno acclamato come il loro faro e la nuova guida verso un mondo migliore.

Già quando era in lizza per le primarie con Hillary Clinton in molti si esaltarono semplicemente ascoltando i suoi discorsi. Un po' di retorica bastò a convincerli della sua validità. Nessuno, fuori dagli Stati Uniti, lo conosceva prima di allora.

Nella carriera politica precedente non è che avesse fatto tutto questo granchè. Era un avvocato divenuto senatore. Stop. Nessuna battaglia memorabile, nessuna massa di cittadini condotta verso nuove prospettive, come Martin Luther King.

Il fatto di essere di colore doveva bastare, per alcuni, per parlare di novità.

E se è vero che è un bene avere per la prima volta un presidente di origini africane, per abbattere vecchi tabù, è bene senz'altro che questo presidente di colore sia anche bravo.

Francamente, questa bravura, questa eccezionalità, questo cambiamento, ovvero la parola "change" con cui a mò di slogan vinse le prime elezioni presidenziali, non si sono visti.

Criticò Bush e le sue guerre. Bene: ha mosso guerra alla Libia, ed è in procinto di attaccare la Siria. 

Aveva detto che avrebbe chiuso le carceri dove si perpetuano le torture ai prigionieri di guerra, a Guantanamo e ad Abu Ghraib.
Non è avvenuto.

Aveva promesso l'assicurazione medica garantita ai più poveri e maggiore giustizia sociale. Il primo punto è stato raggiunto, il secondo no.

Ha detto più volte di voler mandare via i militari americani dall'Iraq e dall'Afghanistan. Non è successo.

Ha ricevuto il premio Nobel per la pace e sta per intraprendere la sua seconda guerra. Bisogna ammettere che questa svista, però, è da ascrivere all'accademia dei professori che assegnano annualmente tale premio. Per loro anche Gorbaciov ed Ahrafat erano pacifisti e li hanno insigniti di tale premio. Diciamolo: questi cattedratici non hanno proprio un occhio di lince.

Diciamola tutta fino in fondo: Barack Obama, come gli altri presidenti non solo degli Stati Uniti, è lì perchè supportato economicamente da forti gruppi di potere, ai quali deve dare indietro qualcosa.

Non ha potuto fare niente per limitare l'uso delle armi negli States perchè c'è una potente lobby dietro questo commercio.

Non ha svolto una particolare politica di rilancio economico, lasciando che il mercato si assestasse da solo.

E' un presidente nella media, per la storia degli States, non particolarmente brillante, impacciato nel gestire le questioni Gheddafi ed Assad.

La ciliegina sulla torta è stata la cattura ed uccisione di Bin Laden senza prove: niente foto, nessun riscontro per dimostrare che ciò è avvenuto. La soap opera è stata condita anche dalle foto di Obama che segue il blitz via satellite nel presunto palazzo di Bin Laden, e, (ma guarda un po'!) sul più bello la tv si oscura anche per lui. 

Forse perchè non c'era niente di vero da vedere?

Questo per ora non possiamo saperlo, ma i dubbi sono legittimi. La presunta uccisione del nemico era una interessante pubblicità per la sua amministrazione. 

Il bilancio è magro e l'ipocrisia di Obama è palpabile: è un pacifista divenuto rapidamente guerrafondaio che non incide nè in politica interna nè all'estero. 

Senza contare poi i veti degli ultimi giorni ricevuti in sede Onu all'attacco in Siria. Senza menzionare poi le intercettazioni che Obama ha disposto nei confronti di politici e cittadini di mezzo mondo e che poi sono state rivelate dagli hackers.

Obama è ormai bocciato e passerà alla storia come un presidente piuttosto anonimo che non è andato oltre una normale amministrazione, senza infamia e senza lode, degli affari interni.
Andrea Russo

domenica 8 settembre 2013

Pescara-Crotone 2-2

Delfino sprecone: un Crotone tutto cuore e grinta strappa un punto all'Adriatico

(Nella foto: Giuseppe Torromino)
Un pari giusto
Qualcuno ne aveva avuto il sentore già contro il Trapani: il Pescara ha ottime qualità tecniche, ma non si è ancora calato nella realtà agonistica della serie B. E' così che un Crotone che non si è mai arreso ha strappato un punto d'oro fuori casa. Una menzione particolare va fatta al tecnico calabrese Massimo Drago, nativo proprio della città in cui visse Pitagora e 

per questo molto motivato. Da alcuni anni il tecnico della classe 1971 sta svolgendo un lavoro encomiabile, mantenendo la cadetteria nonostante le risorse economiche limitate.

Le Azioni
I primi quindici minuti sono piuttosto noiosi, il Pescara compie un paio di incursioni offensive ma non aviene niente di eccezionale.

Poi Ragusa opera un pallonetto in cui è bravissimo il portiere di origini africane Alfred Gomis a deviare. 

A metà della prima frazione i padroni di casa calano nel ritmo e gli ospiti passano: gli esterni non fanno in tempo a ritornare in tempo e si aprono praterie agli attaccanti calabresi.

Giuseppe Torromino subisce un abbraccio all'altezza del collo da parte di Mascara, che pur essendo un attaccante è lì in area di rigore: penalty giusto e Torromino trasforma. 0 a 1.

Il Pescara si sveglia e pareggia: in uno dei cross insidiosi operati da Zauri e Balzano Maniero devia, e in un batti e ribatti col portiere e un difensore riesce a mettere dentro.

Il Pescara conclude all'attacco il primo tempo.

Al 15' della ripresa Nielsen raddoppia: Guarda bene la porta e piazza di precisione un piatto destro che si insacca alla sinistra di Gomis.

Il Delfino si addormenta nuovamente. Marino si difende mettendo il mediano di contenimento  Rizzo in luogo dell'esterno di attacco Mascara. Drago risponde con Cataldi al posto di Galardo.

Il Crotone sembra avere più voglia di giocare, combatte con cattiveria su ogni pallone. 

Zauri allunga un piede su Mazzotta in mezzo a una selva di gambe. Il rigore non è proprio solare ed è difficile da vedere, ma l'arbitro Nasca dopo una prima esitazione indica il dischetto.

Torromino, che già poco prima con una bella conclusione dalla distanza tiro aveva sfiorato la doppietta personale, riesce nell'intento realizzando il tiro libero. Tiro angolato in rete ma Pelizzoli per poco non ci arriva.

Il Delfino si risveglia e conclude in avanti. Nell'ultima azione Nielsen viene atterrato in area. E' un rigore netto, ma l'arbitro decreta il triplice fischio finale. Finisce 2 a 2 e il risultato tutto sommato è giusto.

I migliori in campo
I migliori nel corso della partita sono stati Nielsen e Maniero (non solo per il fatto di aver segnato) tra le fila del Pescara e la coppia Gomis-Torromino tra i pitagorici.

Matti Lund Nielsen, centrocampista, è stato molto preciso nei passaggi e si sta riscattando dopo essere stato scartato e dato in prestito al Verona a Gennaio dell'anno scorso. 

Riccardo Maniero, punta centrale forte di testa, è il nuovo beniamino dei tifosi: sembra arrivato il suo anno, dopo che è suoi allenatori gli lo hanno snobbato relegandolo in panchina.

Lys Gomis è nato a Cuneo da famiglia senegalese nel 1989 e si distingue per la sua chioma Balotellica. Si tratta di un portiere molto valido: è sicuro nelle uscite e reattivo nei batti e ribatti. Oggi ha salvato il risultato almeno due o tre volte.

Giuseppe Torromino, attaccante, è un'altra bella sorpresa; forte fisicamente, discreto nel dribbling, ha un bel tiro ed è tutto sommato freddo davanti al dischetto. E' un ragazzo da seguire.
Andrea Russo

giovedì 5 settembre 2013

Cronaca di Pescara - D'Angelo (Pd): "Soldi a go go per le collaborazioni esterne"



( Nella foto: Camillo D'Angelo con il consigliere Paola Marchegiani, ha espresso ieri le sue riflessioni nella del Pd in Comune)

E' un fiume in piena, Camillo D'Angelo, consigliere d'opposizione del Pd ed ex sindaco pro tempore. C'è l'operato delle giunte di cui ha fatto parte da riabilitare e una gestione attuale da cui prendere le distanze. Sul tavolo oggi, esponendo documenti e cifre, ha messo sul tavolo la gestione dei collaboratori interni ed esterni alla pubblica amministrazione.
"In primis" sostiene D'Angelo "ci sono i soldi recuperati grazie alla vittoria di diverse cause da parte del comune e per effetto della riduzione dell'organico. Vorrei sapere che fine hanno fatto quelle risorse e che uso ne è stato fatto. In seconda battuta vorrei porre l'accento sulla gestione delle risorse interne: mentre si sottopongono validi funzionari  del Municipio a provvedimenti disciplinari, si spendono 295 000 euro per collaborazioni con avvocati esterni. I legali del Comune, invece, sono sottoposti a pesanti vessazioni. L'avvocato Gaetano Puglielli è stato addirittura congedato a pochi giorni dal passaggio del suo rapporto di lavoro da determinato a indeterminato. Ci sono altri avvocati del Comune, poi, che come lui hanno vinto parecchie cause, ottenendo milioni di euro in più per le casse cittadine. Ad essi viene negato il bonus in denaro che in questi casi spetta a loro per legge. Insomma, per gli avvocati esterni al Comune si sciala, mentre alle risorse interne non viene dato ciò che spetta di diritto".
La ciliegina sulla torta, secondo D'Angelo, sarebbe la cifra dovuta al legale nella vicenda giudiziaria dell'ex sindaco Luciano D'Alfonso.
"Mascia dava per scontato che D'Alfonso fosse un ladro e ha fatto costituire il Comune parte civile prima della sentenza, mentre avrebbe potuto aspettare l'esito del processo per farlo. Che cosa è successo, poi? D'Alfonso è stato assolto, e il Municipio ha dovuto pagare 30 000 euro di spese legali, cosa che, se si fosse aspettato, non sarebbe avvenuta".
Gli sprechi, dunque, continuano dietro le mura a mattoncini rossi del Palazzo di città? Staremo a vedere. Intanto il sindaco Luigi Albore Mascia ha fatto sapere che il caso Puglielli non è una questione di licenziamento:
"Non c'erano le condizioni per assumerlo, e due sentenze in primo grado e in appello (seguite al ricorso del dipendente) ci danno ragione".

Andrea Russo 

martedì 3 settembre 2013

Un negozio di trapani.. a Trapani!

Trapani Pescara 2-2: il pareggio va stretto al Delfino.

Il Pescara conferma quanto finora visto di buono nel precampionato e nel primo turno contro la Juve Stabia.
Arriva soltanto un pareggio dopo che i biancazzurri hanno dominato sul campo ostile di Trapani.

Dopo pochi minuti gli ospiti sono in vantaggio: Mascara scambia con Ragusa, e quest'ultimo lascia partire un destro a giro che termina nella parte opposta della rete.

Il pareggio dei padroni di casa arriva all'11': Madonia batte un calcio di punizione e Pagliarulo intercetta di testa; il fuorigioco è evidente ma l'arbitro convalida.

Oltre al danno, la beffa, per il Delfino: al 2' del secondo tempo Ragusa, dalla sinistra, si accentra palla al piede e supera la linea dell'area di rigore. Ciaramitaro gli fa uno sgambetto molto evidente ma l'arbitro Candussio da Cervignano del Friuli gli assegna un incredibile cartellino giallo per fallo di simulazione.

Al 12' una bella percussione dell'ottimo Brugman apre un varco per Maniero: il tiro è violento, l'estremo difensore siciliano Nordi respinge, ma Cutolo si fa trovare pronto ad insaccare. 2 a 1 per il Pescara.

Il Trapani non demorde e ci prova con Rizzato: Pelizzoli respinge e manda accidentalmente il pallone addosso al difensore Bocchetti, che involontariamente rintuzza la palla verso la rete: 2-2 rocambolesco che si mantiene inalterato fino al triplice fischio finale.

I siciliani conquistano un pari importante al cospetto di una delle squadre favorite per la promozione.
Il Pescara ha avuto le conferme che si aspettava: se gioca sempre così, difficilmente si farà sfuggire un pronto ritorno nella massima serie.

Durante la partita il calciomercato ha assestato i suoi ultimi colpi. Il pescarese Bjarnason è finito in comproprietà alla Sampdoria per un milione (più duecentomila euro di eventuali bonus). L'Islandese percepirà 500 000 euro all'anno, con un contratto che, se dovesse rimanere a Genova, durerebbe fino al 2017. Alla salute.

Una curiosità: lo stadio del Trapani, situato nella vicina Erice, ha una tribuna che si sviluppa più su una metà campo che su un'altra. Questa forma è irrazionale perchè una maggiore centratura consentirebbe una visione migliore al pubblico, ma non è voluta.

Il progettista Macaluso infatti aveva previsto una tribuna completa e la curva sud che attualmente non esiste.
Andrea Russo