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lunedì 24 luglio 2023

Pescara calcio: il punto della situazione


Questo Pescara coi capelli a frangetta e i denti freschi di dentifricio alla menta rischia di prendere calci e soprattutto schiaffi, in senso sportivo e fisico.

 

Nella foto: Federico Accornero, promettente diciannovenne prelevato dal Genoa

Il Pescara si sta riorganizzando, a poco a poco, dopo l'esito negativo ma dignitoso dei play off, che l'ha visto sconfitto ai rigori dal Foggia di Delio Rossi.

La squadra nella scorsa stagione ha avuto un eccellente avvio di campionato e dopo una quindicina di gare è giunta anche al secondo posto. Poi c'è stato il lungo crollo dopo la sconfitta casalinga col Catanzaro fino alla resurrezione nel finale di torneo ad opera del Boemo Zdenek Zeman, subentrato in panchina ad un Colombo senza più frecce al suo arco.

Il Pescara ha giocato bene nei play off, ma l'inesperienza dei giocatori e l'integralismo offensivo dell'allenatore, che non ammette una gestione della palla nemmeno cinque o sei minuti dopo il novantesimo, hanno decretato l'esclusione e la cassazione delle ambizioni di risalita in cadetteria.

Ora il Pescara effettua l'ennesima rivoluzione, non senza destare qualche perplessità.

Due anni fa, con Auteri e poi nelle ultimissime partite Zauri, in C il Pescara ha collezionato 65 punti ed un quinto posto.
Quest'anno il campionato è ancora terminato con 65 punti all'attivo e un terzo posto. 

L'unica vera differenza è che i play off sono stati giocati con maggiore fiducia e brillantezza.

L'anno scorso sarebbe bastato trattenere alcuni dei giocatori più forti come Ferrari, Cernigoi e Pontisso per creare una base e andare a lottare davvero per il primo posto con quattro o cinque innesti di esperienza, senza rinunciare a valorizzare qualche ragazzo di prospettiva.

Si è preferito puntare su giovani di talento, che però hanno mostrato i propri limiti durante la parte centrale del campionato, quando è mancato il carattere per far fronte ad un momento difficile, così come durante i play off dove per alcune ingenuità il Foggia ha prevalso.

Estate 2023: siamo ai nostri giorni dunque. L'argenteria viene svenduta. Via Lescano, per quattro spiccioli che sono noccioline, per una squadra ambiziosa.

Via Rafia tra poco e per poco, visto che prima si parlava di 3-4 milioni di euro e ora di 1 circa.

Delle Monache è stato già venduto da tempo alla Sampdoria e tenuto sulle nostre sponde per un altro anno, ovvero quello trascorso.

Si parla di Spalluto per rimpiazzare Lescano. Con tutto il rispetto il primo ha segnato 10 goal due anni fa col Gubbio, il secondo 21 nella stagione appena conclusa (ed è stato anche messo in panchina per screzi con Colombo per due mesi e mezzo).

Ora arrivano dei ragazzini volenterosi e di buona famiglia, come Accornero, Manu e Ciocci.


La domanda è: la società vuole davvero andare in B o no?

Per farlo, storicamente un po' bisogna investire.

Le ultime volte il Pescara aveva giocatori importanti come Giampaolo, Palladini e Sansovini.

Ora invece gente inferiore tecnicamente ai suddetti viene definita sacrificabile e fuori budget, troppo forte e troppo costosa perchè gli si tarpino le ali trattenendoli.

Il Pescara ha i mezzi economici per fare uno sforzo in più, dopo le cessioni eccellenti dei vari Verratti, Lapadula, Torreira, Delle Monache e di tanti altri.

La dirigenza ha fatto bene fino a qualche anno fa, giungendo anche in serie A.

Poi è arrivata una serie di decisioni sbagliate:

la scelta non confermare Pillon, poi quella di non tenere Mister Sottil e Riccardo Maniero l'anno successivo, dopo una salvezza raggiunta per il rotto della cuffia;

l'acquisto di giocatori rotti o con strascichi di natura medica come Ceter, Chochev e Tabanelli l'anno seguente ancora;

dopo la ripartenza in C di due anni fa con un anno di comprensibile transizione, 
a mio modesto parere è stato poco saggio cambiare buona parte della squadra del 2021-2022, preferendo atleti giovani che erano delle scommesse e non delle certezze.

Quest'anno ci si affida a dei ragazzini che basta guardare in faccia per chiedersi se siamo al liceo o in un campo di calcio professionistico. C'è il rischio che ricevano scalpellotti dagli avversari col rimprovero: "E ora basta marinare la scuola".

I ragazzi delle giovanili sono abituati a giocare in campetti immersi nel verde con poco pubblico, poca pressione e senza troppi drammi psico-sportivi se perdono.

Nel girone C di serie C (quello del Pescara) a parte poche eccezioni, ci sono campi caldi, spesso dalla buona tradizione sportiva, con una pressione emotiva forte, tifosi esigenti, pseudotifosi violenti che ti insultano per strada dopo una sconfitta, automobili di calciatori e dirigenti distrutte, aggressioni a persone e a cose.

Senza criminalizzare città splendide dove risiede una maggioranza di individui pacifici e civili, faccio una lista non esaustiva di squadre difficili da affrontare, per il tifo caldo e l'alto tasso agonistico, che il Pescara affronterà: Catania, Benevento, Avellino, Taranto, Juve Stabia, Foggia, Crotone, Brindisi, Messina.

Questo Pescara coi capelli a frangetta e i denti freschi di dentifricio alla menta rischia di prendere calci e soprattutto schiaffi, in senso sportivo e fisico.

Così non si torna in B.

Spero di sbagliarmi, il campo darà il suo verdetto.

Questa società di investitori, che ha tenuto i conti in ordine, che ha fatto attivi importanti e che ha dimostrato di saper fare calcio può fare di più, sicuramente.