Avvertenza
Ogni mercoledì, ore 19:00
mercoledì 20 maggio 2026
mercoledì 13 maggio 2026
domenica 10 maggio 2026
sabato 9 maggio 2026
venerdì 8 maggio 2026
Pescara e Spezia salutano la B: 1-1 tra proteste e lacrime
Nella foto: Gianluca Lapadula, attaccante dello Spezia, che ha militato nel Pescara dieci anni fa
Era iniziata bene la serata del Delfino: goal di Faraoni all'Adriatico e di Verrengia al Ceravolo in Catanzaro-Bari. La rimonta del Galletti, di slancio, ha messo la parola fine alle ambizioni di Pescara e Spezia e ha ammutolito lo stadio già al 60'.
Per la cronaca, l'1 a 1 si è determinato con la già citata marcatura di Faraoni dopo un calcio d'angolo e uno scambio in area avversaria, bilanciata dalla risposta di Artistico al 73', dopo una azione insistita e una svista della difesa biancazzurra.
Il paradosso c'è stato quando, tra le urla di rabbia dagli spalti e le lacrime in campo, Lapadula, anche lui commosso, ha fatto un intero giro di campo per salutare il suo vecchio pubblico, che lo ha applaudito.
L'Italo-Peruviano fu protagonista a Pescara, con trenta goal tra campionato regolare e play out, di una promozione in serie A. Era la stagione 2015-2016.
La partita è stata anche gradevole per larghi tratti, con buone giocate di Insigne e Brugman e con la presenza di tanti giocatori validi anche nello Spezia.
Tuttavia a un certo punto del confronto, vista la ormai chiara retrocessione, le due compagini hanno giocato in un clima surreale e con il cuore in subbuglio per quasi quaranta minuti, fino al fischio finale al 97'
Pescara e Spezia terminano il campionato ultime, con 35 punti, scavalcate anche dalla Reggiana, vittoriosa 1 a 0 con la Sampdoria, tra le mura amiche.
I motivi principali della retrocessione Pescarese sono tre:
1 gli acquisti effettuati tardivamente sia in estate che nella finestra di mercato invernale,
2 gli infortuni di lungo corso dei nuovi arrivati Tsadjout e Altare, nonché del veterano Merola,
3 la mancanza di furbizia e di cattiveria nelle ultime 7-8 partite, in cui sarebbero bastata una gestione delle partite più avveduta per centrare addirittura la salvezza diretta.
Non sono bastati gli innesti di Cagnano, Bettella, Lamine Fanne, Acampora, Russo e soprattutto Brugman e Insigne.
Per circa otto partite c'era stata una rimonta, ma poi i ragazzi di Gorgone si sono persi di nuovo.
La dirigenza del Delfino dimostra di non aver imparato dai propri errori, che sono in parte gli stessi di cinque anni fa, ai tempi dell'ultima retrocessione.
Non si può sperare nella fortuna quando fai la preparazione male, senza un ritiro in altura, con acquisti tardivi, tanti calciatori arrivati fuori forma, investimenti economici scarsi e una programmazione quasi inesistente.
I tecnici che si sono succeduti, Vivarini e Gorgone, hanno avuto entrambi una media-punti bassa fino all'arrivo di Insigne e Brugman. Loro non hanno responsabilità particolari.
A Giorgio Gorgone, che è stato comunque bravo a motivare il gruppo, si può imputare qualche errore frutto forse della inesperienza: difesa a 4 schierata dopo quattordici partite, gestione dei cambi carente in alcuni casi, mancato senso tattico nelle varie partite in cui la sua squadra era in vantaggio nel secondo tempo.
Il Pescara torna in C. Non è facile risalire dalla terza serie. La società però percepirà i fondi del "paracadute" destinati alle squadre retrocesse, che saranno d'aiuto e rifondare una squadra competitiva.
Il presidente Sebastiani e il direttore sportivo Pasquale Foggia sono due persone calcisticamente competenti e hanno i mezzi per organizzare il nuovo anno calcistico 2026-2027.
Pescara e Spezia sono due realtà troppo grandi per storia, tradizioni sportive, numero di tifosi e potenziale economico: difficilmente resteranno in terza serie a lungo, perchè quella non è la loro dimensione.
Oggi si piange, domani già sarà tempo di rimettersi al lavoro.
mercoledì 6 maggio 2026
venerdì 1 maggio 2026
Padova - Pescara 1-0, ora si fa dura per il Delfino
Il Pescara parte piano nel primo tempo, domina nel secondo. Fallisce un rigore e prende un palo ma si fa infilare negli ultimi minuti. Si tratta di un copione ricorrente nelle ultime partite. La mancata gestione dei risultati quasi acquisiti in campo probabilmente costerà la retrocessione.
Per giocare i play out il Delfino dovrà: vincere la prossima gara in casa con lo Spezia, sperare che il Bari perda e che l'Entella non vinca.
Vi lascio un commento video, la genesi della partita ormai conta poco. Iniziamo a tirare le somme di una stagione partita male, in cui la società, per forza di cose, dovrà ammettere i propri errori di progettazione. Purtroppo si tratta degli stessi passi falsi commessi in varie annate precedenti.
Buona visione.
giovedì 30 aprile 2026
Domani c'è Padova-Pescara, il Delfino si gioca tutto
Nella foto: Gianluca Caprari
Domani, Primo Maggio, Festa dei lavoratori, i calciatori di serie B onoreranno la ricorrenza svolgendo il proprio lavoro.
Il Padova ospita il Delfino dopo lo 0-1 corsaro dell'andata; fu la seconda partita di Giorgio Gorgone alla guida degli Adriatici, subentrando a Vivarini.
Tutte le squadre giocheranno alle 15:00, come ai vecchi bei tempi.
Tra le concorrenti per la salvezza, il Bari ospiterà l'altra pericolante Entella, lo Spezia ha il suo bus prenotato per la costa opposta, in laguna, dove lo aspettano coi piedi caldi i rivali primi in classifica del Venezia, la Reggiana andrà a battersi nella gabbia dei Canarini del Modena in un derby regionale, la Sampdoria ospiterà i Bolzanini del Südtirol e infine l'Empoli ospiterà i Lupi Irpini dell'Avellino.
Tra gli ex della partita spicca Gianluca Caprari, classe 1993, che ha raggiunto due promozioni storiche in serie A col Pescara e che ha alle spalle una carriera di tutto rispetto tra la massima serie e il campionato cadetto.
Se il Padova ha una certa possibilità, non matematica ma fondata, di salvarsi anche con due pareggi in questa fine di campionato, Insigne e compagni hanno bisogno di vincere le ultime due gare per avere la certezza di disputare i play out.
Probabili formazioni
Padova (3-1-4-2):
Sorrentino
Pastine, Villa, Belli,
Crisetig,
Favale, Varas, Fusi, Capelli,
Caprari, Bortolussi
All. Breda
Pescara (4-3-2-1):
Saio,
Cagnano, Bettella, Capellini, Faraoni,
Valzania, Brugman, Lamine Fanne,
Insigne, Meazzi (Olzer),
Di Nardo
All. Gorgone
martedì 28 aprile 2026
domenica 26 aprile 2026
sabato 25 aprile 2026
Il Pescara non sa più vincere: solo un punto con la Juve Stabia
Un Pescara generoso ma poco pungente impatta tra le mura amiche con le Vespe guidate da Abbate.
Il tecnico ex calciatore della Nazionale e del Milan conosce bene il Delfino (avendolo affrontato l'anno scorso con la Ternana) e ha preso buone contromisure per neutralizzarlo.
Il pari è molto meno gradito ai padroni di casa, sia per il fattore campo che per la necessità di salvarsi.
Dopo una serie di risultati importanti, però, nelle ultime tre partite la squadra di Gorgone ha rimediato solo una sconfitta e due pareggi, nonostante il calendario sia stato agevole già da un pezzo (e lo sarà anche nei prossimi confronti).
Se il primo tempo, come da prassi, è risultato essere una fase di studio e di colpi di fioretto, nella seconda frazione si è passati alla sciabola e ad un atteggiamento da dentro o fuori.
Le due contendenti hanno giocato per vincere, in un match sempre più avvincente, certificato dalla marcatura di Insigne al 51' su punizione e dalla risposta di Correia in velocità al 61'.
Nel primo caso, il trequartista biancazzurro ha calibrato una punizione ad effetto verso il primo palo: il portiere Confente, ingannato dal sole e da un rimbalzo, ha intercettato male il pallone, entrato in porta in maniera improbabile.
Il pareggio invece è giunto grazie alla velocità e alla prepotenza fisica di un affondo di Okoro, che ha messo al centro per Correia: dal limite dell'area l'attaccante Stabiese ha fatto centro a colpo sicuro.
Evidenti sono state le manchevolezze della difesa Biancazzurra: marcature saltate, centrocampo che non fa filtro, spazi generosi lasciati agli avversari.
Il Pescara si sta di nuovo ridimensionando: riemergono i vecchi limiti in difesa, manca la cattiveria giusta per aggiudicarsi i tre punti.
Le Vespe invece continuano a sognare i play off.
lunedì 20 aprile 2026
Ogni Mercoledì: Ne riparliamo a Budapest
Appuntamento con la settima puntata, lascerò un post e una finestra video.
Segui e iscriviti, se ti va:
https://youtube.com/@andrearusso2025?si=ILrpBEcaPfZ4nCVn
domenica 19 aprile 2026
L'amico immaginario, di Nico D'Alessandria
Mi riferisco a "L'amico immaginario", di Nico D'Alessandria, del 1994, con Victor Cavallo protagonista.
La Rai lo ha proposto ad orari notturni almeno una o forse più volte.
Amici sinceri, poeti non solo nella forma ma nella vita, D'Alessandro e Cavallo in questo lavoro mostrano affiatamento e unità d'intenti.
Non a caso si tratta di un lavoro intimamente autobiografico. L'attore Romano incarna i dubbi e la quotidiana battaglia interiore di un uomo solo, debole, che si rifugia nel sogno e nei ricordi per non far fronte a una realtà dura.
Nel suo peregrinare per le strade della capitale e con poche figure di riferimento nella vita privata, non gli resta che immaginare il conforto di un amico prima partito per tanti viaggi e poi venuto a mancare.
Il commento poetico che accompagna le immagini è raffinato e toccante, accompagnato da una colonna sonora valida in stile Jazz.
Buona visione.
Il Pescara strappa un punto a Carrara: 2-2, ma ora servono vittorie
L'appuntamento coi tre punti del Delfino è rinviato.
È stata una partita giocata a viso aperto, con tante occasioni da una parte e dall'altra. Tra le due compagini, quella che aveva più bisogno di punti era quella Abruzzese, che ora resta a una lunghezza dai play out e a quattro dalla salvezza diretta.venerdì 17 aprile 2026
Il vero uomo in più del Pescara è il pubblico
Nel video: i tifosi del Delfino prima della finale dei play off di serie C con la Ternana
Quest'anno, nonostante il campionato catastrofico per la squadra e poi in parte riabilitato, i tifosi del Delfino non hanno mai avviato una contestazione pesante, dando sempre il supporto necessario ai propri beniamini.
Con l'arrivo di Insigne, Brugman e altri a fine gennaio-inizio Febbraio, si è scatenato un entusiasmo irrazionale che ha alimentato la rimonta del Pescara: da squadra ormai staccata all'ultimo posto, ora la compagine Adriatica è in piena corsa per la salvezza, con una media punti molto alta nelle ultime dieci partite e prestazioni notevoli.
L'Adriatico si è riempito, tra canti e sciarpe colorate. Le trasferte sono state memorabili, con centinaia, a volte migliaia di tifosi in viaggio, fin quando non sono state vietate
In molti altri casi tra proteste e recriminazioni del pubblico si sarebbe creata un'atmosfera pesante che avrebbe influito negativamente sui risultati sportivi, peggiorando le cose.
Mancano quattro partite alla fine del campionato di serie B e non sappiamo come andrà, ma loro, i ragazzi della curva Nord, hanno già vinto.
Gasperini scoppia a piangere in conferenza stampa
Si conclude con un pianto e con un calcio alla porta la conferenza stampa di Gian Piero Gasperini prima di Roma Atalanta.
Il vero motivo di tanta tensione, al di là dei contenuti dell'incontro stesso, sta nei risultati deludenti della squadra capitolina nella stagione in corso e nei rapporti tesi tra Gasperini e il dirigente Claudio Ranieri.
Che Gasperini abbia un carattere "permalosetto" lo ricordava affettuosamente Galeone, che di lui aveva ricordi intensi come giovane calciatore. All'epoca Gasperini aveva già tante idee e fungeva da "allenatore in campo".
In sintesi, Gasperini rivendica che avrebbe voluto giocatori diversi, Ranieri dal canto suo si è sentito attaccato, entrambi hanno espresso il proprio malcontento ai microfoni dei giornalisti.
Mi si consenta una breve critica in tre punti:
1 Nel calcio bisogna accettare stagioni sotto le aspettative. La vittoria a tutti i costi tradisce lo spirito dello sport e la natura del calcio, che è un gioco. Bisogna sapere aspettare e ragionare a lungo termine.
Se avessero ragionato in questa maniera al Manchester United, Sir Alex Ferguson non sarebbe stato il manager-allenatore dei Red Devils dal 1986 al 2013.
2: Far volare gli stracci non è mai una buona idea. Gasperini e Ranieri si chiariscano. La Roma ha bisogno di entrambi.
3: Verrebbe da dire: anche i ricchi piangono. Rispetto Gasperini, anche se fa un mestiere che sognano milioni di persone è comprensibile che abbia dei momenti di sconforto e delle situazioni difficili.
Tuttavia sia noi che facciamo giornalismo e divulgazione, sia l'intero ambiente calcistico, dovremmo aiutare lui e gli addetti ai lavori a togliere elettricità dall'aria che respiriamo.
Si tratta di calcio: è una passione sana, un divertimento, è il sogno dei maschi Italiani fin da bambini (e ora quello di tante donne, vista la bravura delle ragazze di oggi col pallone tra i piedi).
La stragrande maggioranza di noi, che ha problemi pratici e non guadagna sette milioni all'anno dovrebbe piangere e dare pugni sui muri ogni giorno, in caso contrario
I problemi veri sono altri. Cerchiamo di prendere la parte buona di questo sport, che ha bisogno un po' di più di quella folle leggerezza presente, in parte, nel Regno Unito.
giovedì 16 aprile 2026
Péter Magyar invita il Presidente della Repubblica a dimettersi
mercoledì 15 aprile 2026
Oggi alle 19:00 appuntamento dal vivo: Vivere e lavorare in Ungheria
Potrete assistere alla diretta e formulare le vostre domande. Vi aspetto
L'onestà non è un programma politico
Ho sempre diffidato di chi, nel suo programma politico ed elettorale, mette nero su bianco fatui progetti di moralizzazione e di lotta alla corruzione.
È successo con i Grillini per esempio. Non abbocco facilmente e già prima della costituzione del partito vero è proprio, non ritenevo produttivo partecipare al "vaffa" day.
martedì 14 aprile 2026
Appuntamento alle 19:00 per parlare del dopo Orban
lunedì 13 aprile 2026
Ma Orban non era un dittatore?
Tanti commentatori televisivi e della carta stampata bombardavano l'ignaro spettatore Italico su quanto fosse illiberale e antidemocratica l'Ungheria del dittatore Viktor Orban.
Per tre lustri abbiamo assistito a una demonizzazione sistematica e quotidiana del leader Ungherese.
La stessa Unione Europea lo definiva dittatore. Perfino Jean Claude Juncker, visibilmente ubriaco durante le strette di mano con i capi di Stato, tra uno schiaffo e l'altro lo appellava, sia pur giocosamente, con tale epiteto.
Potremmo aprire un database sconfinato con queste tesi e qualche link lo lascerò in calce a questo post.
Orban controlla la magistratura, Orban controlla i media, Orban trucca il risultato elettorale, Orban discrimina i gay, Orban decide quando c'è il sole o deve piovere.
Ebbene ieri si è votato, in un solo giorno, con le urne chiuse alle 19 (con estensione temporale per quelli rimasti in coda).
Il leader di opposizione ha vinto sonoramente: 53,1% contro 38,4%, 136 seggi contro 56.
Di colpo nel paese di Attila è tornata la democrazia. Semplicemente, bastava votare per un candidato più convincente. Non c'è stata una repressione poliziesca, non ci sono stati dati manipolati.
Il grande dittatore in soli 4 minuti di discorso ha accettato la sconfitta, ha ringraziato il suo popolo e si è congratulato con l'avversario.
Quando gli eventi sono graditi alla sinistra europeista, tutto di colpo torna normale e paesi come l'Ungheria tornano ad essere pacifici, puliti, con le strade adornate di fiori primaverili.
Orban vs Magyar: uno scontro generazionale
Una nuova era si apre da oggi: quella del dopo Orban e di una Ungheria ormai matura nella sua esperienza democratica e nella sua crescita socioeconomica.
Appare definitivamente terminata l'epoca del leader carismatico che è stato di ispirazione per le destre europee, forte di ben cinque elezioni, quattro dal 2010 ad oggi più una quinta 1998.
Se Orban ha avuto consensi ed è stato scelto per ben cinque volte, qualcosa di buono avrà fatto.
I tempi cambiano, le nuove generazioni vogliono aprirsi all'Unione Europea e dopo tanti anni di governo sono fisiologici sia la voglia di voltare pagina della popolazione che i motivi di malcontento.
Il progetto Magyar è stato un maquillage della sinistra, che, conscia del fatto che alcuni suoi valori sono rigettati dal popolo Ungherese, ha cercato di cambiare faccia, a costo di mandare al potere una persona non propriamente di sinistra.
L'importante è che sia fedele a Bruxelles, magari con un programma come quello presentato che si propone l'adesione all'Euro entro il 2030.
Non è un mistero che l'avvocato di Budapest abbia avuto come base di voti e come estabilishment di supporto quantomeno morale il mondo della sinistra
Ci aveva provato con Marki Zai quattro anni fa e non era andata bene.
Oltre alla già nota frattura tra Budapest (pro sinistra) e provincia (pro Fidesz), che in parte si è ricomposta ieri sera,
abbiamo assistito, comunque, a uno scontro tra generazioni: chi ha circa vent'anni ha trascorso la maggior parte della sua vita vuole finalmente incidere, scegliendo un candidato diverso.
Perfino nei cantanti sui palcoscenici e tra il pubblico dei comizi abbiamo notato la differenza:
Età mediamente un po' più altra tra i sostenitori di Fidesz, con cantanti molto in gamba ma attempati a intrattenerli,
e folle di ragazzi ad assistere ai rappers sul palco nei convegni di Magyar.
Hanno voluto l'Europa e adesso si accorgeranno con chi avranno a che fare a Bruxelles. I ragazzi devono fare le proprie scelte del resto, anche a costo di sperimentare quello che abbiamo constatato noi in Italia.
Benvenuti nel club, noi Italiani abbiamo già dato a Ursula e company, ora tocca a voi.
domenica 12 aprile 2026
Ore 10:16: Tisza mantiene un vantaggio del 13%. Prossimo aggiornamento dopo la mezzanotte con le interviste in piazza.
Caroselli di auto e urla Spagnolesche per le strade di Budapest. Mancano solo poche ore per l'ufficializzare Peter Magyar come nuovo Primo Ministro dell'Ungheria.
Aggiornamento, ore 21:25: Tisza in vantaggio di oltre il 12%
Ha votato quasi il 77% degli aventi diritto, un dato altissimo se si considera che si è svolto tutto in un giorno, con i seggi che hanno chiuso i battenti alle 19:00.
Il partito Tisza di Peter Magyar sembra ormai avviato verso la vittoria, con largo vantaggio nei confronti Tisza KDNP. Anche il terzo partito Mi Hazank dovrebbe entrare un parlamento, con un discreto risultato tra il 5 e il 7%.
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Argomenti: Elezioni, Ungheria, Peter Magyar, Viktor Orban
Appuntamento dalle 20:00 in poi per aggiornamenti sulle elezioni Ungheresi
Da stasera in poi, su questo sito e sul canale https://www.youtube.com/@AndreaRusso2025
riceverete continui aggiornamenti sulle elezioni Ungheresi
qui da Budapest. Cercheremo anche di raccogliere le opinioni della gente del posto.
sabato 11 aprile 2026
Pescara-Sampdoria 1-2: una grandiosa partita da ambo le parti
Nella figurina: Antonio Di Nardo, autore anche oggi di una rete (su rigore). Di Nardo è a quota 14 nella classifica dei marcatori
Il Pescara parte forte davanti a uno stadio gremito e ad un pubblico impagabile, ma deve cedere ad una Sampdoria con tante individualità, che ha trovato la chiave della vittoria nel finale, con la tattica del contropiede.
Le azioni salienti
Parte forte il Pescara, che si propone in avanti con due sortite di Insigne e Valzania al 5' e al 16'.
La Sampdoria va vicina al vantaggio in seguito con un lancio di profondità per Brunori, che si scontra con Saio.
Al 25' Di Nardo colpisce la traversa con un colpo di testa.
Al 44' Olzer cade in area sgambettato, dopo un controllo al Var l'arbitro Piccinini convalida.
Si affaccia sul dischetto Di Nardo, che spiazza il portiere: 1 a 0 per il Pescara e quattordicesimo goal in campionato per l'attaccante degli Abruzzesi.
La partita è combattuta ed equilibrata anche nel secondo tempo, con occasioni da una parte e dall'altra.
Al 74', dopo una spizzata di testa in verticale di Brugman, in velocità e braccato da due difensori, Meazzi si trova lo specchio della porta libero, ma calcia di poco fuori, a sinistra. Si tratta di una palla-goal nitida, ma anche in virtù di una leggera spinta regolare di un avversario, al trequartista manca la freddezza giusta, pur non calciando male.
Con un sapiente utilizzo del contropiede, i Blucerchiati la ribaltano: grande percussione di Abildgaard, che supera due avversari liberando spazi per i compagni: nel proseguimento dell'azione Conti, vicinissimo alla porta, insacca il pallone. 1 a 1.
Il Pescara si getta in avanti con generosità, non accontentandosi del pareggio.
Ottimi sono gli spunti di Insigne e Brugman per servire i compagni, ma i Biancazzurri si scoprono attaccando e vengono infilati ancora, con una azione in velocità conclusa da Depaoli.
Conclusioni
È stata una gara bellissima, con le squadre molto concentrate e le difese molto brave a neutralizzare i reciproci potenziali offensivi.Elezioni in Ungheria: ultime notizie, pronostici, considerazioni
martedì 7 aprile 2026
lunedì 6 aprile 2026
Il Pescara continua la sua corsa: 1 a 3 a Reggio Emilia
Nella foto: Giacomo Olzer
I play out sono a due punti. Insigne e Brugman si confermano di categoria superiore, Olzer lascia il segno.
Il Delfino continua la sua corsa, contro la Reggiana, che per ora è alla ricerca di una identità. La cura Bisoli ancora non dà i suoi frutti e il tempo è poco. I Biancazzurri agganciano il terzultimo posto mettendosi alle spalle proprio i Granata e lo Spezia.
Le azioni salienti
Il primo tempo è a senso unico: al 21' i biancazzurri vanno già in vantaggio. Olzer calcia una punizione venticinque metri circa, la palla supera la barriera, l'intervento di Micai è imperfetto, la palla entra nell'angolino basso della porta.
Il Pescara và molto vicino al raddoppio almeno tre volte:
Insigne al 27' calcia a pochi metri dalla porta su azione coordinata: Micai respinge bene;
Al 35' Brugman calcia col destro e colpisce la traversa;
al 48' Di Nardo, ben servito da un lancio morbido di Insigne, non aggancia bene a pochi metri dalla porta e tira debolmente.
Al 50' Insigne raddoppia: passaggio in area di Olzer, il trequartista Partenopeo scivolando lascia partire un tiro a spiovente che supera Micai: 0-2.
La Reggiana cresce e la partita si fa più equilibrata.
Lambourde al 68' supera in velocità il portiere Saio con un bel tiro: 1 a 2.
Gli Emiliani ci credono e si portano in avanti, ma al 90' il subentrato Meazzi chiude i conti su un contropiede.
1 a 3, la squadra di casa viene contestata dai tifosi a fine gara, mentre il Pescara ora è terzultimo a due punti dai play out e a tre dalla salvezza diretta.
Un pensiero speciale per Federico Frusciante
Vi dirò la verità. Le prime volte che mi sono imbattuto, tramite le mie ricerche, nelle sue videorecensioni, Federico Frusciante mi ha dato l'impressione di uno che produceva minirecensioni di 3-5 minuti perchè aveva altre cose da fare e voleva ottimizzare i profitti.
I suoi video infatti si aprivano con la menzione della persona che sponsorizzava il video.
Federico Frusciante è mancato improvvisamente per un infarto il 15 Febbraio 2026, a 52 anni, lasciando sorpresi un po' tutti quelli che lo seguivano in rete.
Sembra impossibile realizzare come una persona anche all'apparenza giovane e piena di energie possa venire a mancare così.
venerdì 3 aprile 2026
mercoledì 1 aprile 2026
Eliminati ai rigori: Azzurri ancora fuori dai Mondiali
Il goal dopo pochi minuti del nostro Moise Kean, un uomo in meno dalla fine del primo tempo, almeno tre palle goal nitide fallite per andare sul 2 a 0, il pareggio di Tabakovic, infine la resa ai rigori.
Si può riassumere così la serata storta della Nazionale, che si è scontrata contro il grande cuore dei Bosniaci. Il pubblico del Blino Polje, nonostante la capienza ridotta e ulteriormente limitata per motivi di sicurezza, ha creato una atmosfera speciale e piena di fiducia. Alla fine della gara gran parte del pubblico è rimasto a festeggiare tra commoventi cori e balli.
Al 15' Kean ha sbloccato il risultato, lasciando pensare ad una serata secondo i pronostici: una gestione facile da parte degli Azzurri. Pressato da un nostro giocatore, il portiere slavo Vasilj rinvia male, regalando la palla agli avversari; è stato facile per Moise battere a rete a mezza altezza e insaccare il pallone con la difesa sguarnita.
L'espulsione di Bastoni al 44' non può essere derubricato ad un semplice episodio: Memic si invola e ha lo specchio della porta aperto davanti, con il solo Donnarumma come ultimo ostacolo: il difensore Italiano non ce la fa a raggiungerlo e lo atterra. Calcio di punizione e cartellino rosso diretto per fallo da ultimo uomo.
Forse sarebbe stato meglio lasciar segnare Memic: sull'1 a 1 ma in parità numerica la situazione sarebbe stata più favorevole all'Italia.
Nel secondo tempo la Bosnia cinge d'assedio Mancini e compagni, ma almeno tre contropiedi azzurri portano gli ospiti vicinissimi al raddoppio. L'episodio più clamoroso è l'affondo di Kean, che, raccogliendo un lungo lancio, si trova solo davanti al portiere, calciando alto, ben oltre la traversa.
Il cross e il pari con il goal di testa di Tabakovic all'80' lascia parecchi dubbi: ci sarebbero un fallo in attacco verso un nostro difensore e un tocco di mano nella mischia da parte di Dzeko.
L'arbitro Francese Clement Turpin, consultato il Var, convalida la marcatura.
Al 91' Demirovic viene abbracciato da Mancini, ma la sua caduta appare un po' teatrale, con tanto di saltino e braccia aperte. Il contatto c'è, ma il rigore forse è troppo. Turpin lascia correre.
Al 103' Palestra viene fermato con le cattive maniere da Muharemovic, vicino c'è Burnic che però è in ritardo e non ce la farebbe a intervenire: potrebbe essere un rosso per fallo da ultimo uomo, ma Turpin assegna solo il giallo, oltre alla punizione.
Ai rigori termina 5-2 per i padroni di casa, per una vittoria meritata e decisa genuinamente dal campo.
Senza l'espulsione di Bastoni, l'Italia ce l'avrebbe probabilmente fatta. Tuttavia Bastoni gioca con gli azzurri e il suo fallo da cartellino rosso fa parte della prestazione generale, oltre ad essere il frutto di una difesa sguarnita in una occasione in cui l'avversario aveva ottime possibilità di segnare.
Anche in 10, l'Italia ha probabilmente perso la partita nel momento in cui ha fallito il raddoppio per almeno tre volte.
Siamo ancora fuori dal mondiale, piangere non serve a nulla. Rimbocchiamoci le mani per il breve termine, con Gattuso, il suo staff e i ragazzi, sia a lungo termine con una migliore crescita dei giovani talenti.
lunedì 30 marzo 2026
Alcuni dettagli del controllo di polizia ad Ilaria Salis
Due giorni fa, in prossimità del Corteo di sinistra No Kings a Roma, organizzato per protestare contro tutte le destre e contro la politica di Trump, Ilaria Salis ha subito un controllo di polizia, all'alba.
Non sarebbe stata da sola però, in quanto si sarebbe trovata insieme al suo assistente parlamentare Ivan Bonnin, che avrebbe precedenti penali nel 2015 per interruzione di pubblico servizio e violenza aggravata.
Ilaria Salis stessa ha più di una condanna definitiva alle spalle, una per aver lanciato immondizia e aver ingiuriato gli agenti delle forze dell'ordine.
Inoltre secondo l'accusa dell'ente case popolari di Milano, avrebbe occupato immobili di proprietà pubblica.
A riportare la presenza di Ivan Bonnin è "Il Giornale".
La segnalazione sarebbe partita dalla Germania, dove si denunciano i rapporti tra Ilaria Salis e il collettivo terroristico Hammerbande (la gang del martello).
venerdì 27 marzo 2026
Italia - Irlanda del Nord 2 - 0, biglietto per la finale
Si giocherà in Bosnia, dopo la vittoria a sorpresa dei Balcanici in casa del Galles, la finale per il Mondiale Usa - Messico
mercoledì 25 marzo 2026
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martedì 24 marzo 2026
Foto del giorno: Pak Doo-Ik
C'è chi crede al racconto e chi a quello che vede
Quando l'evidenza smonta la narrazione e le idee precostituite, c'è chi continua a credere ai racconti e non a quello che vede.
Esempio numero 1: Lo youtuber e la leggenda metropolitana dei Nord Coreani internati dopo i bagordi notturni.
C'è uno youtuber di calcio bravo e simpatico. Il suo nome è Francesco Vitale. Il suo canale si chiama Lo chiamavano calcio - Storie romantiche. Ve lo raccomando.
A volte però a mio avviso, questo appassionato di sport pecca nelle ricostruzioni storiche. Non sono il primo a contestarglielo. Capita, il suo lavoro di ricerca non è facile.
Quantomeno, a differenza di alcuni "professionisti dell'informazione", Vitale mostra passione e onestà intellettuale.
Un errore che gli contesto è quello di credere ancora alle voci, dalle fonti fumose e poco supportate da prove, riguardanti i calciatori Coreani vittime del regime. Il video in questione si chiama
"Mondiale '66: Fabbri e l'incredibile eliminazione per mano della Korea del Nord"
La Corea del Nord in quella occasione fu la prima squadra Asiatica a superare il girone di qualificazione e a giungere ai quarti di finale.
La tesi dei gulag
I ragazzi di Mister Myung-Rye-Hyun persero 3 a 0 con l'Urss, pareggiarono 1 a 1 col Cile e vinsero 1 a 0 contro l'Italia con la famosa rete di Pak Doo Ik.
Si arresero ai quarti contro il Portogallo di Eusebio, dandogli filo da torcere e perdendo 5 a 3.
La gente di Middlesbrough, dove risiedettero durante le partite del girone, li prese in simpatia e tifò per loro, così come avvenne a Liverpool, dove incontrarono i Lusitani.
E qui parte la leggenda metropolitana. O meglio: tante leggende metropolitane che si sovrappongono
Gli atleti Coreani avrebbero organizzato un festino con fiumi di alcool e donne. Per questo motivo, al ritorno in casa sarebbero stati internati in campi di lavoro, tranne Pak Doo Ik che non avrebbe partecipato ai bagordi per un malore di stomaco.
Una versione simile è data dall'esule Nord Coreano Kang Chol Kwan, nato nel 1968 (quindi due anni dopo il Mondiale Inglese) e imprigionato per anni, che la espose nel suo libro autobiografico.
Nel testo scriveva di aver incontrato in prigione il calciatore Pak Seun Zin, che avrebbe passato in detenzione non meno di dodici anni e sarebbe stato dedito a mangiare scarafaggi.
Ve ne sarebbero altre di storie come queste, riguardanti anche Pak Doo Ik.
Il documentario di Gordon: vivi, vegeti, allegri e in buona salute
Nel 2002 fu pubblicato un documentario inglese di Daniel Gordon, The game of their lives, in cui gli autori visitavano alcuni protagonisti di quella splendida avventura calcistica, incluso l'allenatore.
Il regista Britannico si recò a Pyongyang e raccolse le loro testimonianze. Questi sette ex atleti ormai anziani vestivano con orgoglio le proprie divise militari pluridecorate e sembravano sereni e invecchiati piuttosto bene.
Insomma, il documentarista riuscì a riportare alla luce dei riflettori almeno sette degli eroi del Mondiale Inglese. Degli altri non si sa molto. Tuttavia dal 1966 al 2002 erano già passati 36 anni, mentre oggi ne sono trascorsi ben 60.
Qualcuno di loro nel film mostra la propria casa, piuttosto decorosa.
Tra loro c'è anche Pak Seun Zin che smentisce le voci sul suo conto.
Dopo la divulgazione e il successo del documentario, gli ex calciatori si recarono in Inghilterra, accolti con tanti onori.
Attorno ai minuti 50-55 si vedono anche Mazzola e Rivera che parlano di quella esperienza, in Italiano, sottotitolati.
Documentario vs narrazione: le conclusioni dello youtuber
Di fronte a questa testimonianza importante, che smentisce decenni di leggende propagandistiche, tale youtuber cita il documentario, cita i protagonisti del documentario riapparsi vivi e vegeti in salute, uscendosene con un: "Raccontano di essere tornati e di essere stati trattati da eroi, ma chi torna in Corea del Nord dicendo il contrario?".
Eppure nel documentario dal 1:15:00 vengono mostrati l'accoglienza e i titoli trionfalistici dei giornali
Insomma, invece di prendere atto di un fatto che rompe le sue vecchie convinzioni e magari cominciare a porsi delle domande, persiste nella narrazione priva di riscontri per trarre delle conseguenze.
Il documentario con i calciatori vivi e vegeti è una prova concreta che stabilisce almeno alcuni punti,
mentre le storie riportate di loro mancano da decenni di fatti e documenti a supporto.
Lo youtuber in questione è bravo e simpatico, lo ripeto, ma tutti sbagliamo e su questo tema non mi trovo d'accordo con lui.
Esempio numero 2: Martina Colombari si accorge che il vaccino non funziona. Invece di criticarlo e cambiare idea, lo esalta. Nascita della locuzione: "Funzionicchia".
L'ex modella Martina Colombari, qualche anno fa, in epoca di Green pass, si sottopose a vaccinazione contro il Covid 19.
Solo in seguito, dopo essersene andata in giro per palestre e luoghi pubblici, scoprì di essersi infettata del noto virus.
Inizialmente, le notizie predominanti nel mainstream ci assicuravano che i vaccini erano efficaci al 98%. Poi scesero al 91%, poi iniziarono davvero a dare i numeri al lotto.
Di fronte a tanti vaccinati ammalatisi, l'infettivologo Massimo Galli (che poi contrasse il Covid 19 anche lui) ammise in tv: "Funzionicchia".
Diede così vita a un neologismo che tuttora perdura e piace a molti, che lo applicano alle situazioni più disparate.
La Colombari si premurò di andare in tv a dare la sua testimonianza di infettata nonostante il vaccino. La sua conclusione fu: "Meno male che mi sono vaccinata, se no mi sarei ammalata ancora di più".
Un po' di logica
A me qualcosa non torna: ti sei vaccinata e il vaccino non ha funzionato. Questo è il fatto saliente.
Senza il vaccino ti saresti infettata di più: dove sono le prove?
Anche qui: si ignora un dato di fatto che dovrebbe farci cambiare opinione e si rilancia una tesi che crolla di fronte alle evidenze.
Esempio numero 3: Le ragazze del calcio Iraniano "nemiche" del regime
Giungiamo alle ragazze del football Iraniane. Prima di un match di Coppa d'Asia non hanno cantato l'inno nazionale e un commentatore televisivo, tale Mohammad Reza Shabazi, le avrebbe definite "traditrici di tempi di guerra".
Per ora nessuno si è dato noia in Italia di portare prove che tale affermazione sia stata realmente pronunciata. Può anche darsi di sì, ma intanto sarebbe bene verificare.
Le parole di un uomo della tv contano fino a un certo punto.
Quante volte i nostri stessi calciatori della nazionale non hanno cantato l'inno? Erano degli eversivi anche loro?
Stiamo ai dati accertati.
Due calciatrici avrebbero chiesto asilo politico all'Australia e questo sembra essere un punto ormai verificato. Bisogna specificare però che chiedere asilo politico quando il tuo paese è sotto le bombe è normale anche in democrazia.
Le altre atlete Persiane, al termine della loro avventura sportiva, sono tornate in patria. Le hanno accolte i loro cittadini, i loro cari e le autorità.
Video e foto dimostrano una calda, calma e festosa accoglienza
Se dunque volevano essere eversive non cantando l'inno, tra i politici di Teheran nessuno se n'è accorto.
Il sito della tv Al Jazeera, oltre a riportare le voci dei dissidenti, pubblica anche tre dichiarazioni di parte opposta:
Il presidente della federazione calcistica iraniana,
(si legge in un articolo)
Mehdi Taj, ha dichiarato sul palco: "Quel che è certo è che questi atleti sono leali alla patria, alla bandiera, al leader e alla rivoluzione" (..)
Fatemeh Mohajerani, una delle donne più in vista della politica iraniana, ha detto ai membri del team: "Tutti gli iraniani vi stavano aspettando; benvenuti in Iran". (..)
Ma Farideh Shojaei, una dirigente calcistica iraniana che si è recata in Australia, ha affermato che ai giocatori erano state offerte "case, automobili, denaro, promesse di contratti con club professionistici, nonché visti umanitari".
Una nota appare doverosa: due donne importanti, ovvero un politico e una dirigente calcistica rilasciano dichiarazioni. Ma le donne in Iran non erano tutte rinchiuse in casa?
Concludendo: calciatrici ribelli e maltrattate dal regime? Non mi sembra.
Avrebbero ricevuto pressioni e minacce per non chiedere asilo, come riportano i dissidenti?
Può darsi, ma dove sono le prove?
Nota finale
Troppe volte tutti noi ragioniamo in base a nozioni che diamo per certo da decenni e che non ci sogneremmo di mettere in dubbio.
Tuttavia una cosa sono gli aneddoti e i racconti, un'altra l'analisi dei fatti e delle evidenze: scopriamo così che anche quando si parla di regime non tutto quello che si dice è vero e soprattutto che poco sappiamo e poco di sostanziale ci viene detto dai media riguardo a tanti paesi del mondo.
La verità è variegata e piena di sfumature. Pensiamo che la propaganda sia altrove ma ce l'abbiamo in casa.
Diffidare e analizzare, dunque, ci aiutano a restare consapevoli.
























