Televizijos bokštas




Nella foto: la "Torre della televisione" di Vilnius. Alta 326,5 metri, fu ultimata nel 1980. Il 13 Gennaio 1991, dopo la proclamata indipendenza della Lituania, le truppe sovietiche ne presero il controllo. La popolazione tentò di insorgere e negli scontri morirono 14 civili, un soldato russo e in 700 rimasero feriti.

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sabato 29 agosto 2015

L'ambasciatore del Senegal a Pescara


L'ambasciatore del Senegal Mamadou Salou Diouf ha incontrato oggi il sindaco Marco Alessandrini a Pescara (foto). E' un segno di riconciliazione dopo le tensioni di qualche settimana fa per la rimozione (poi non avvenuta) del mercato senegalese nei pressi della stazione ferroviaria.

Diouf rappresenta il Senegal in Abruzzo, nelle Marche ed in Emilia Romagna.

In Lituania tante persone sono "Happy"










































Joe Barbieri - Non ci piove

venerdì 28 agosto 2015

Tim Geithner conferma il complotto ai danni dell'Italia nel 2011

Tim Geithner, ex Ministro del Tesoro dell'amministrazione Obama, ha fatto rivelazioni-shock sul complotto che avvenne per destituire Silvio Berlusconi e rimpiazzarlo con Monti. Non è una notizia nuova, ma forse si è approfondita troppo poco questa vicenda di golpe mascherato.

Berlusconi, sia per chi lo amava sia per chi lo detestava, era un Presidente del Consiglio il cui potere derivava dall'esito delle urne elettorali. Monti no. Peccato che poi Berlusconi si alleò con chi lo aveva defenestrato dando vita alle "larghe intese".








Geithner: «Nel 2011 una trama europea per far cadere Berlusconi» L’ex ministro Usa: avvicinato in piena crisi dell’euro da funzionari europei, rifiutai. Brunetta: «Confermato il golpe. Serve una commissione d’inchiesta»


Un «complotto» europeo, in piena crisi del debito e della moneta unica, per far cadere il premier italiano Silvio Berlusconi. Ne parla l’ex segretario al Tesoro Usa Tim Geithner nel suo libro di memorie «Stress Test. Riflessioni sulla crisi finanziaria» appena pubblicato negli Stati Uniti. Nell’autunno del 2011, sono i giorni dello spread oltre quota 500, «alcuni funzionari europei» non meglio precisati avvicinarono l’allora super ministro economico di Obama proponendogli un piano per promuovere l’uscita di scena di Berlusconi, secondo quanto riporta «La Stampa» in un’anticipazione di alcuni passaggi del libro. Geithner pur condividendo la necessità del ricambio in uno dei paesi in quel momento più a rischio in Europa, declinò l’invito e informò dell’accaduto il presidente degli Stati Uniti. «Non possiamo avere il suo sangue sulle nostre mani», sostenne il ministro con Obama. Mario Monti che sostituì di lì a poco Berlusconi al governo, Geithner viene poi definito «un economista che proiettava competenza tecnocratica», e la Spagna elesse Rajoy. «Il Parlamento indaghi» «Chiediamo con ogni forza, solennità e urgenza l’istituzione di una Commissione di indagine parlamentare, dotata dei più ampi poteri che la Costituzione le assegna. E siamo francamente meravigliati che nessuna Procura della Repubblica abbia aperto un fascicolo dinanzi all’evidenza di un attentato contro la Costituzione dello Stato» chiede ora il capogruppo FI alla Camera, Renato Brunetta. «Dall’America di Obama arriva la prova decisiva del golpe europeo contro l’Italia per abbattere Silvio Berlusconi. La democrazia dopo quei fatti del 2011 è sospesa. E la estromissione politico-giudiziaria del leader di Forza Italia è il coronamento di quella trama - insiste Brunetta - Napolitano e Renzi silenti. Il Parlamento indaghi». «Non possiamo avere il suo sangue sulle nostre mani» «Ad un certo punto, in quell’autunno, alcuni funzionari europei ci contattarono con una trama per cercare di costringere il premier italiano Berlusconi a cedere il potere; volevano che noi rifiutassimo di sostenere i prestiti Fmi all’Italia, fino a quando non se ne fosse andato», scrive Geithner. L’Amministrazione Usa, tuttavia, respinse ogni coinvolgimento nell’eventuale iniziativa, puntando piuttosto sul presidente della Bce Mario Draghi per salvare l’ Eurozona. «Parlammo al presidente Obama di questo invito sorprendente - scrive ancora Geithner - ma per quanto sarebbe stato utile avere una leadership migliore in Europa, non potevamo coinvolgerci in un complotto come quello. “Non possiamo avere il suo sangue sulle nostre mani”, io dissi». «I mercati stavano scappando dall’Italia e la Spagna, settima e nona economia più grande al mondo», ricostruisce l’ex segretario partendo dagli scossoni del 2010, quando già aveva consigliato, riporta «La Stampa» ai colleghi europei di essere prudenti: «Se volevano tenere gli stivali sul collo della Grecia, dovevano anche assicurare i mercati che non avrebbero permesso il default dei paesi e dell’intero sistema bancario». Geithner non torna sul piano Fmi (poi ritirato) da 80 miliardi proposto nel novembre del 2011 al G20 tenuto Cannes, un prestito di cui diede notizia in quei giorni il «Financial Times». E sul quel vertice nel sud della Francia si limita a riferire: «Non facemmo progressi sul firewall europeo o le riforme della periferia, ma ebbi colloqui promettenti con Draghi sull’uso di una forza schiacciante».

Barbara Pica

Corriere.it

http://www.corriere.it/economia/14_maggio_13/geithner-nel-2011-trama-europea-far-cadere-berlusconi-9fae6c54-da81-11e3-87dc-12e8f7025c68.shtml

mercoledì 26 agosto 2015

Le donne sono pagate meno degli uomini in Italia?


Nei media Italiani viene affermato categoricamente che le donne guadagnano meno degli uomini per le stesse mansioni. Questa credenza sembra essere così forte che perfino Papa Francesco è intervenuto a suffragare questa visione delle cose.

A me francamente, almeno in Italia, questo non risulta, oppure, come direbbe il senatore Antonio Razzi: "Questo non credo".

Mi baso non tanto sulle statistiche, ma sulla vita vissuta. Tra le centinaia di persone che conosco e che lavorano in Italia non mi risulta che, nella stessa azienda o ufficio e a parità di mansioni la lavoratrice venga pagata meno del suo omologo maschile.

Attenzione: come diceva la maestra quando insegnava algebra alle elementari, non si può comparare il prezzo se due frutti sono diversi.

Per fare un paragone dobbiamo parlare di persone che lavorano nella stessa azienda o ente pubblico e che svolgano lo stesso ruolo.

Ebbene: negli uffici statali vigono regole ben precise per il pubblico impiego e lo stato non fa certo discriminazioni tra uomini e donne.

Solo al nord si guadagna in genere un pochino di più, in questo genere di lavori, perchè lo stato riconosce un costo della vita più alto al nord (e comunque ciò vale per entrambi i sessi)

Passiamo ad altri ambiti: vi risulta che alla Fiat una operaia guadagni meno di un operaio? Anche le aziende vengono disciplinate da contratti collettivi aziendali, di categoria e nazionali dove assolutamente questa discriminazione non viene permessa.

Altrettanto mi sembra che sia nelle aziende che negli uffici pubblici vi siano tante donne manager e capo di dipartimento.

Vi sono lavori in cui vi sono più donne (ad esempio badanti e assistenza agli anziani in generale) e ve ne sono altri in cui vi sono più uomini (i camionisti) ad esempio, ma è una questione di attitudine naturale.

Nella politica ci sono tante ministre e deputate e solo come Presidente del Consiglio e della Repubblica non abbiamo ancora avuto un membro del gentil sesso.

La donna Italiana è un po' più tradizionalista rispetto a quella Tedesca o Svedese e preferisce a volte non lavorare o svolgere ruoli part-time per accudire la prole.

Se da un lato ciò può essere visto come una cosa negativa perchè genera una dipendenza economica dal marito, dall'altro è un fattore positivo, perchè i figli crescono meglio.

Ad ogni modo, sono scelte che ogni donna prende liberamente.

Solo al sud esistono ancora, nella mentalità comune, sparute tracce di maschilismo e di sottomissione della donna, che però è cosciente di potersene discostare quando vuole, tutelata tra l'altro dalle leggi.

Anche nel sud Italia, però, noto che la maggior parte delle ragazze fanno ciò che vogliono, tornano a casa anche più tardi dei maschi, studiano, lavorano e conducono la loro vita come vogliono.

Sono disposto a cambiare idea se mi portate diversi casi concreti che dimostrano l'opposto. 

domenica 23 agosto 2015

Le domande "etiliche" di Tommaso Labate



Ieri ad "In Onda", su La 7 si è parlato del funerale del boss Vittorio Casamonica e delle responsabilità evidenti di parecchie istituzioni.

I vigili hanno deviato il traffico vista la fila di centinaia di automobili che si era creata, c'è stata una aspersione di fiori da un elicottero il cui pilota non aveva il permesso di scendere a così bassa quota e di dirigersi in quel punto, cartelli di cattivo gusto che raffiguravano il criminale come un papa, un calesse coi cavalli.....

Tommaso Labate, ex giornalista de "L'Unità", che conduce il programma insieme a David Parenzo (notoriamente di sinistra) sembrava quasi l'avvocato della difesa in un processo.

Carla Ruocco del Movimento Cinque Stelle, come gli altri esponenti dell'opposizione in Parlamento e nel Consiglio Comunale di Roma, chiedeva le dimissioni del sindaco.

Dopo un po' è cominciato il Labate-show. Ha chiesto al giornalista Enrico Mentana: "Sarà Marino il capro espiatorio della cattiva situazione che c'è a Roma"?

Dopo qualche minuto ha chiesto a Carla Ruocco: "Ma perchè non vi dimettete voi dell'opposizione? Vi mettete d'accordo tutti insieme e fate cadere il numero legale per le votazioni e la Giunta si dovrà dimettere" (!)

Innanzitutto questa non è una semplice domanda ma una tesi e una proposta.

Se però l'avessero chiesto a me io avrei reagito con ilarità, perchè a una domanda non seria si risponde comicamente. Avrei chiesto a Labate se avesse bevuto un cicchetto al bar prima della trasmissione.

Io gli avrei detto: A Roma il sindaco è Ignazio Marino, ex Italia Dei Valori e ora in forza al Pd e si prende le responsabilità della sua carica su tutta una serie di eventi:

1 Due treni della metro si scontrano.

2 La metropolitana di Roma registra diversi disservizi, come ad esempio il caso in cui un treno è rimasto fermo per un'ora e il conducente, in una giornata calda e in assenza di aria condizionata, ha sequestrato i passeggeri. Due treni della metro poco tempo fa si sono scontrati con alcuni feriti non gravi.

3 L'azienda di autobus comunale Atac registra enormi disservizi, buchi di bilancio ed è dominata dal clientelismo. Un conducente dei pullman denuncia dei malfunzionamenti su youtube e viene sospeso. 

4 Si svolgono dei fastosi funerali per il boss di etnia "sinti" Vittorio Casamonica e i vigili deviano il traffico in funzione di esso.

Dopo tutto questo chi deve dimettersi? Il sindaco Ignazio Marino o l'opposizione? Un sindaco deve prendere soluzioni per tali vicende o è un "capro espiatorio"?

sabato 22 agosto 2015

Tartaruga operata su una barca

Il fatto


Alcuni ricercatori raccolgono una tartaruga nelle acque dell'Oceano. Le prelevano sei millimetri di pelle e la disinfettano, per motivi di studio. La cosa non procura problemi all'animale. Si accorgono però che l'anfibio  ha qualcosa nel naso.

Pensano che sia un verme, ma poi si rendono conto che si tratta di una cannuccia di plastica. Dopo qualche minuto e un bel po' di sofferenza per la bestiola, riescono ad estrarre tutto l'oggetto.

La tartaruga viene tenuta in osservazione. Il sanguinamento cessa immediatamente dopo l'operazione e l'animale sembra stare bene. L'equipe la rilascia poi in mare aperto. 

Considerazioni

I ricercatori hanno deciso di operare la tartaruga perchè gli ambulatori erano troppo lontani e perchè avrebbero rischiato molto (da una multa fino alla prigione). Si trovavano infatti al largo del Costa Rica e non era permesso prelevare la tartaruga ma solo seguirla in acqua.

La ricostruzione più probabile è questa: la tartaruga ha inghiottito la cannuccia, che nel rigurgito si è riposizionata male e non è uscita. Questo è successo perchè il palato di tali rettili è collegato direttamente con la cavità nasale.

I ricercatori invitano dunque a non gettare in acqua oggetti di plastica come questo e su youtube, in allegato al loro video, lasciano un link per chi volesse finanziare le loro attività.

Esistono in commercio cannucce di carta o di altro materiale, spesso biodegradabile, preferibili a quelle di plastica. Lo stesso discorso è estendibile a molti altri oggetti. 

La piccola vicenda della tartaruga è un buono spunto per riconsiderare certe abitudini. Ci sono metodi per produrre una minor mole di rifiuti e per scegliere oggetti di consumo meno impattanti per l'ecosistema.

giovedì 20 agosto 2015

Cinghiale da passeggio



Il fatto

Da alcuni giorni è stato avvistato un uomo, di nazionalità straniera, che si aggira con un cinghiale al guinzaglio. Un parcheggiatore, secondo le nostre fonti, avrebbe detto che la polizia è intervenuta, ma poi ha lasciato liberi sia lui che l'animale. Questa è solo l'ultima notizia che va a completare uno scenario di miseria legato alla città di Pescara.

Le Aree di risulta: un pessimo biglietto da visita per Pescara





Vicino alla stazione di Pescara c'è una grande spianata di cemento. Tale zona è denominata al plurale come "Aree di risulta". Si tratta appunto di aree che prima coincidevano col tracciato ferroviario della vecchia stazione ferroviaria, che si trova a poche centinaia di metri dalla nuova.

In sostanza, chi arriva a Pescara col treno vede prima la "nuova" stazione, abbastanza avveneristica, inaugurata verso la fine degli anni'80. Subito dopo vede questa enorme porzione di città che misura diversi chilometri quadrati e camminando pochi minuti si ritrova di fronte alla vecchia stazione in stile "liberty".

Attraversando la strada  c'è poi il centro cittadino, con diverse migliaia di metri di aree pedonali e semi-pedonali, con bei negozi e con alcuni dei maggiori punti d'incontro della città.

Se qualcuno vuole godersi una bella passeggiata nel centro della città, la vedrà dunque popolata da questa sfortunata umanità che ha colonizzato abitativamente anche buona parte degli edifici attigui. Negli stessi stabili vivono, per fortuna altri cittadini, per lo più stranieri, che si sono integrati e che lavorano.

Composizione delle "aree"



La zona delle aree di risulta è piuttosto degradata. C'è un enorme parcheggio (a pagamento di giorno, gratis di notte e nei festivi). 

Soprattutto, ci sono senzatetto, tossicodipendenti e ubriaconi, parcheggiatori abusivi, prostitute donne, prostituti uomini. Prima della chiusura della stazione i senzatetto dormivano nella hall della stazione. Da un anno o poco più invece di notte si piazzano di fronte all'edificio, sul grande marciapiede antistante.

Nella parte sud dell'area c'è un mercatino con tanti stands dei senegalesi che, sebbene non rispettino sempre tutte le regole, non costituiscono un problema serio. Bisognerebbe ricollocarli però in un contesto più igienico e dignitoso e l'attuale Giunta comunale, seppur goffamente, sta tentando di studiare una soluzione.

Nel settore "nord" si piazzano alcuni senza tetto est-europei dediti al bere.

A ridosso della stazione vecchia, infine, c'è uno spazio destinato alla stazione degli autobus con relativa biglietteria.

Le istituzioni sono impotenti




Finora nè il Comune di Pescara nè le forze dell'ordine sono riuscite a portare il decoro nella zona interessata. Le ultime amministrazioni hanno fatto un restyling dei marciapiedi e delle strade, hanno creato delle zone dei pedoni, hanno rimesso a posto il Parco di Piazza Santa Caterina.

Complici anche le ristrettezze economiche in tutta la nazione e l'assenza di leggi efficaci, non si è riusciti a debellare la criminalità nella zona e a fornire un aiuto valido ai "senza fissa dimora".

Mancano, inoltre, delle regole più decise affinchè anche gli stranieri appartenenti all'Unione Europea siano rimpatriati e sanzionati adeguatamente se si dedicano a prostituzione, accattonaggio, racket, spaccio e altro ancora in una città come Pescara.

Andrea Russo


martedì 18 agosto 2015

Un posto dove sognare: La Repubblica di Uzupis



Il Primo Aprile del 2000 un gruppo di intellettuali lituani creò, in un quartiere di Vilnius in prossimità del fiume Vilnia (detto anche o Vilnele), una simbolica repubblica indipendente: la Repubblica di Uzupis.

La zona di Uzupis era già individuata come il quartiere degli studenti e dei bohemienne. In essa vi sono ostelli, case belle ma spesso non troppo rimodernate e lo scenario attorno è molto romantico, col fiume e la natura a fare da contorno. D'estate non lontano da lì è possibile ammirare colline verdissime e giù il centro storico in stile barocco.

La Repubblica di Uzupis nacque come il luogo dell'accoglienza e della tolleranza. Da allora ha un presidente che presiede il governo simbolico nel bar di Via Uzupio 2. C'è anche una Costituzione, intrisa di ironia semi-innocente e di garbata modestia che è una delle più belle doti della tradizione lituana.

C'è anche una bandiera che cambia colore a seconda delle stagioni, con al centro una mano bucata, per indicare il concetto che: "Uzupis si può amare, carezzare, sentire ma non si può possedere".

Ecco la costituzione di Uzupis:



1. Tutti hanno diritto di vivere vicino al fiume Vilnia e il fiume ha diritto di scorrere 

2. Tutti hanno il diritto all'acqua calda, al riscaldamento d'inverno d'inverno e a un tetto 

3. Tutti hanno il diritto di morire ma non e' un obbligo 

4. Tutti hanno il diritto di fare errori 

5. Tutti hanno il diritto di essere unici 

6. Tutti hanno il diritto di amare 




(Nella foto: il bar di Uzupis)

7. Tutti hanno il diritto di non essere amati 

8. Tutti hanno il diritto di essere mediocri e sconosciuti 

9. Tutti hanno il diritto di oziare 

10. Tutti hanno diritto di amare un gatto e prendersi cura di lui 

11. Tutti hanno il diritto di badare al cane fino a quando uno dei due muore 

12. Il cane ha diritto di essere un cane 

13. Il gatto non e' obbligato ad amare il suo padrone, ma deve essere di aiuto nei momenti di necessita' 

14. A volte si ha il diritto di essere inconsapevoli dei propri doveri 

15. Tutti hanno il diritto di avere dei dubbi, ma non e' obbligatorio 

16. Tutti hanno il diritto di essere felici 

17. Tutti hanno il diritto di essere infelici 

18. Tutti hanno il diritto di stare in silenzio 

19. Tutti hanno il diritto di avere fede 

20. Nessuno ha il diritto di usare violenza 

21. Tutti hanno il diritto di apprezzare la propria scarsa importanza 

22. Nessuno ha il diritto di avere un progetto per l'eternita' 


23. Tutti hanno il diritto di comprendere 

24. Tutti hanno il diritto di non capire 

25. Tutti hanno il diritto di appartenere a qualunque nazionalita' 

26. Tutti hanno il diritto di celebrare o non celebrare il proprio compleanno 

27. Tutti devono ricordare il proprio nome 

28. Tutti hanno il diritto di dividere cio' che posseggono 

29. Nessuno puo' dividere cio' che non possiede 

30. Tutti hanno il diritto di avere fratelli, sorelle e parenti 

31. Tutti possono essere indipendenti 

32. Tutti sono responsabili della propria liberta' 




(Nella foto: la sirenetta visibile da un ponte nei pressi del bar Uzupis)

33. Tutti devono poter piangere 

34. Tutti hanno il diritto di essere fraintesi 

35. Nessuno ha il diritto di dichiarare colpevole il prossimo 

36. Tutti hanno il diritto all'individualita' 

37. Tutti hanno il diritto di non avere diritti 

38. Tutti hanno il diritto di non avere paura 

39. Non deludere 

40. Non combattere 

41. Non cedere

Pescara calcio, come andrà quest'anno?


L'allenatore del Pescara Massimo Oddo

Un discreto precampionato


Il Pescara si trova ormai in una fase avanzata della sua preparazione in vista del campionato di serie B, che prenderà il via il 5 Settembre, salvo slittamenti dovuti alle vicende giudiziarie in corso.

Non sono mancate partite interessanti e utili per testare i nuovi arrivati e per valutare eventuali effetti della partenza degli elementi pregiati (Bjarnason e Melchiorri per esempio ma anche Salamon, che il presidente Sebastiani sta cercando di riportare in riva all'adriatico).

Abbiamo assistito a bei goals e spettacolo negli incontri contro Sassuolo e Sud Tirol. Col Torino, in Coppa Italia, gli uomini di Massimo Oddo hanno dovuto soccombere contro una squadra di caratura troppo superiore con gente come Quagliarella tra le sue fila: 4-1 e tutti a casa.

Anche coi granata, però, si è vista una certa qualità del gioco, frizzante e offensivo, come piace a Pescara. La maggior parte della tifoseria biancazzurra, infatti è abituata alle gesta degli allenatori Galeone e Zeman, noti per il loro spregiudicato calcio offensivo. Non li ha mai dimenticati.

Con le squadre più forti però, in genere è meglio fare catenaccio e contropiede. E' una legge non scritta del calcio che in passato ha prodotto i suoi effetti. Le ultime volte che il Pescara è andato in serie A e ha voluto giocare in maniera spavalda ha subito delle goleade impressionanti, pur dando a volte belle emozioni.


Com'è il Pescara quest'anno? E' una squadra vincente?

Come nomi, il team biancazzurro sembrerebbe indebolito. Anche se arrivassero i giocatori con le caratteristiche promesse (gente del calibro di Boakye, Giorgi e il figliuol prodigo Salamon), vi sono dei giovani che per gli addetti ai lavori sono degli oggetti misteriosi.

I vari Mandragora, Bulevardi e giovani omologhi hanno una buona fama nell'ambito juniores, ma li aspettiamo alla prova del campionato cadetto. 

Ci si sente però abbastanza tranquilli perchè il Pescara ha sfornato o valorizzato tanti buoni giovani negli ultimi anni e sa sostituire le pedine che vengono rimosse in ogni finestra di mercato. Tutto questo riesce a farlo senza svenarsi economicamente e tenendo i bilanci in attivo. A livello aziendale, il Pescara è una società modello e dà forma alla prima legge dell'economia in maniera egregia: "Ottenere il massimo risultato con il minimo impiego di mezzi".

Il tecnico Massimo Oddo costerebbe poco, ad esempio. Solo 130 000 euro all'anno, riportano alcune fonti. Il Delfino può contare su un allenatore molto bravo anche se poco esperto pagato per un tozzo di pane (si fa per dire) e che comunque nel campionato cadetto può fare la differenza.

Da quello che si è visto finora nel pre-campionato e nel mercato estivo, il Pescara per ora parte tra le prime sei o sette della categoria e può realisticamente puntare ai play off piuttosto che al primo posto, anche se la serie B è una competizione magnificamente imprevedibile.

lunedì 17 agosto 2015

Tre vedute spettacolari


Chill Sky Bar Saigon







Torre della tv s Berlino







Torre della tv di Monaco






Liquami nel fiume: l'acido aumenta a 595 litri. Mazzocca: le colpe hanno radici nel passato.


(Nella foto: Bartolomeo Di Giovanni, Direttore Generale dell'Aca. Fonte: ilmessaggero.it)


Il quadro generale

I fatti: il 27, 28 e 29 Luglio, in seguito alla rottura di una conduttura fognaria, sono stati versate nel fiume Pescara, non lontano dalla foce e dal mare, enormi quantità di liquami.

Il sindaco Marco Alessandrini ha taciuto, ammettendolo in seguito. 

Non ha di fatto imposto il divieto di balneazione per le decine di migliaia di bagnanti, tra locali e turisti, che affollano chilometri di spiaggia circostante.

Dopo la versione molto rassicurante di un primario dell'Ospedale di Pescara, il sindaco ha chiesto al direttore locale della Asl la creazione di un "osservatorio epidemiologico" sulla vicenda e una comparazione con i dati dell'anno scorso.

Nel frattempo un gruppo di avvocati sta raccogliendo dati su problemi di salute che avrebbero affetto alcune persone che hanno fatto il bagno in mare nei giorni dello sversamento.

Responsabilità e contraddizioni dell'Azienda Comprensoriale Acquedottistica

L'Aca (Azienda Comprensoriale Acquedottistica) in merito ha fornito dati contrastanti. All'inizio si parlava di 25 000 metri cubi di liquami e 350 litri di Oxystrong (acido peracetico) per discioglierli.

Successivamente l'Aca ha corretto i dati: i litri sarebbero stati 450 e i liquami avrebbero avuto un volume di almeno 30 000 metri cubi, L'Aca però si è contraddetta ancora: ha fornito ancora ulteriori dati, parlando di 35 litri di Oxystrong all'ora per 17 ore e non per 10 ore come aveva fatto sapere in precedenza.

Se l'aritmetica non è una opinione, i litri sversati in mare sarebbero dunque 595.

E' una deduzione ovvia che facciamo in seguito ad una confusione allarmante creata dai dati dell'azienda acquedottistica. Spetta ad essa smentirli eventualmente, facendo chiarezza una volta per tutte in merito.

Le altre rotture delle fognature. Quante altre ce ne sono state negli ultimi anni?

Bisogna fare un passo indietro però: tra Aprile e Maggio 2015 vi sono state 11 rotture nel sistema fognario  con conseguenti sversamenti in mare. Le cifre riguardanti i liquami e l'Oxystrong utilizzato hanno bisogno di un quadro di ricostruzione degli eventi più chiaro e aggiornato.

In primavera fatti simili passarono nel silenzio sia della politica che di molti media.

Ora c'è bisogno di fare chiarezza.

Il sito dell'Aca, tanto solerte in altri casi a segnalare rotture e lavori di ripristino in tante zone di sua competenza, tace su molte delle vicende recenti riguardanti il fiume. A questo si accompagna la sopra citata danza sugli sversamenti di liquami ed acido.

Il passato dell'Aca

L'Aca non è nuova ad episodi che hanno suscitato polemiche. Secondo molte fonti, gli Abruzzesi avrebbero bevuto per molto tempo acqua di rubinetto inquinata.

Ci fu anche chi denunciò delle nomine di natura politica .

A Gennaio 2015 poi, scoppiò lo scandalo delle tangenti Aca.

La procura si è mossa.

Il 13 Agosto la Procura di Pescara ha chiesto all'Arta, un ente che rileva la balneabilità delle acque, di fornire una documentazione ufficiale sulla vicenda.

Cosa avverrà ora?

Si dimetterà il sindaco Marco Alessandrini?  

Si dimetteranno i vertici dell'Aca?

Pagherà qualcuno per aver fatto fare ai migliaia di persone il bagno nelle deiezioni e nell'acido?

Mazzocca: le colpe sono da trovare nel passato





Intanto, nel silenzio generale di molti nomi importanti di Sel, Mario Mazzocca dice la sua. Era tenuto a farlo prima o poi, in qualità di Assessore Regionale all'Ambiente. 

"Cosa hanno fatto loro in 5 anni affinché la Regione predisponesse i progetti ?" - tuona Mazzocca - "Nulla o poco più! Che il sistema depurativo regionale fosse in condizioni di elevata criticità, prima di me, lo sanno benissimo sia Febbo che Sospiri; 

così come sanno che sin dagli inizi del 1012 la Regione dispone di oltre 100 mil di euro per intervenire radicalmente sul sistema fognario e depurativo. 

E che ha fatto il centrodestra di Chiodi negli ultimi due anni e mezzo per spendere i soldi e realizzare opere per migliorare fogne e depuratori? Assolutamente nulla! Appena diventati governo regionale, ci caricammo responsabilmente sulle spalle questa situazione critica, figlia di un diffuso menefreghismo. 



(Nella foto: Gianni Chiodi)

Sottoponemmo gli uffici, fin da subito, ad importanti e sostenuti carichi di lavoro al fine di provare a recuperare il tempo colpevolmente perso. 

In un solo anno abbiamo rimediato al nulla dei precedenti lunghissimi 66 mesi di governo grazie al lavoro dei tecnici ed all'impegno diretto, assiduo ed autorevole del Presidente D'Alfonso, a rendere cantierabili i progetti e ad incrementare i fondi di 70 milioni di euro provenienti dallo Sblocca Italia, facendo salire il totale a 170 milioni e giungere al via degli interventi entro la prima metà del prossimo mese di novembre. 

Questo, atti alla mano, la dice lunga sulle responsabilità politiche del pessimo stato del sistema idrico integrato regionale e, più in generale, del nostro territorio. Conoscere cosa ha fatto questa Giunta Regionale in un solo anno sul tema della depurazione è operazione agevolmente riscontrabile;

è strano che sia sfuggito anche al consigliere Pettinari, proprio a lui sempre così solerte ed attento a rintracciare atti, documenti e notizie: a tal riguardo ha, probabilmente, navigato ad intermittenza sul sito web della Regione Abruzzo.

´Anche lui, insieme a Febbo e Sospiri, avrebbe agevolmente individuato la genesi delle “responsabilità politiche” ".

Il fiume è inquinato da decenni, tanto con la destra che con la sinistra



(Nella foto: Ottaviano Del Turco)


Ci sarebbe una constatazione da fare in merito: se bisogna affondare le radici nel passato, come dice Mazzocca, allora c'è da dire anche che durante la giunta di Centrosinistra di Ottaviano Del Turco, dal 22 Aprile 2005 al 17 Luglio 2008 il fiume Aterno-Pescara era comunque inquinatissimo, tanto da risultare secondo alcune fonti il fiume più inquinato d'Italia e secondo Focus uno dei primi sette.

Inoltre già allora Goletta Verde campionava dati di inquinamento allarmanti  sulle foci dei fiumi Abruzzesi e sul litorale.

Le cose non sono cambiate durante i cinque anni di governo regionale Chiodi (centrodestra).

(Nella foto: il Presidente in carica della Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso)

Altrettanto, si può dire che le criticità delle acque in questione siano rimaste tali anche durante l'ultimo anno e due mesi di giunta D'Alfonso (centrosinistra).


Si potrebbe andare più lontano nel tempo, ma per ora ci fermiamo qui.

Andrea Russo


sabato 15 agosto 2015

Il sogno di molti: la Delorean Dmc 12

Robots umanoidi

L'attore Nello Mascia e lo schiaffone di Eduardo De Filippo


Vi riporto un bellissimo racconto di vita dell'ottimo attore Nello Mascia, tratto dal sito: "Le voci di dentro. Eduardo 1984-2014".


(....)«“Sindaco del rione Sanità”. Ho poco più di vent’anni. Sono stato appena scritturato dalla Compagnia di Eduardo. E sono timido e tremante. Nel “Sindaco del rione Sanità” interpreto “’O Nait”. Un giovane malavitoso. 

‘O Nait ha sparato ‘O Palummiello, un suo pari grado, per piccoli screzi. Ma ha sparato nel territorio del Sindaco, senza averne chiesto l’autorizzazione. Ha il dovere di scusarsi e giustificare l’insubordinazione. 

Il Sindaco, dopo lunga attesa, lo riceve. ‘O Nait racconta, con il rispetto dovuto, le ragioni che lo hanno spinto a aprire il fuoco a insaputa del Sindaco. Lo supplica di perdonare la sciocchezza e gli garantisce che per il futuro la cosa non si ripetera più. Il Sindaco è compiaciuto delle parole sincere di ‘O Nait. 

Gli fa cenno di avvicinarsi. ‘O Nait si avvicina. Il Sindaco con estrema lentezza si toglie un anello dal dito della mano destra. Poi, improvvisamente, stampa sulla guancia del Nait un sonorissimo schiaffone, ‘O Nait è sorpreso. Ma subito dopo gli sale il sangue al cervello. È una testa calda, ‘O Nait. 

E gli schiaffi non li digerisce. Manco se vengono dal Padreterno. Manco se vengono dal Sindaco. E allora, da giovane guappo impavido, sfila una pistola dalla tasca. E la punta contro il Sindaco. Il Sindaco irride quella reazione spavalda. Si gira di spalle. Mette un piede su una seggiola. 

E, incurante, si allaccia lentamente una scarpa. Assolutamente indifferente a ciò che avviene. È un attimo di tensione fortissima. ‘O Nait sta per sparare. Ma fanno prima le guardie del corpo del Sindaco. Si avventano sul giovane. 

Lo disarmano. E lo portano via. Questa la scena. Una bella scena. Significativa. Per me poi, giovanissimo, avere una scena con Eduardo è il massimo della vita. Di più. E' un onore. Avere un contatto carnale Eduardo è un godimento. Anche se è uno schiaffone. Anche se fa male. Anche se fa male assai. E’ un godimento. 

Sono proprio fiero di ricevere quella sberla da Eduardo. È una cresima teatrale che mi inorgoglisce. Ma dopo qualche recita, succede qualcosa di inspiegabile. Durante quella scena, io, ‘O Nait, mi scuso col Sindaco. Il Sindaco – come sempre - mi fa cenno di avvicinarmi. Io mi avvicino. Il Sindaco – come sempre - si toglie lentamente l’anello dal dito destro. 

 Poi… Mi sfiora leggermente il mento con i polpastrelli delle dita. Niente più schiaffo! La reazione successiva di ‘O Nait diviene a quel punto quasi spropositata. Immotivata. Sono disperato. Eduardo non mi dà più lo schiaffo. Niente. Perché? Se non mi dà lo schiaffone non mi vuole più bene? Sono disperato. 

Chiedo consiglio a Mario Scarpetta, mio compagno di camerino. Lui lo conosce Eduardo meglio di me. Può aiutarmi a capire. Ma neanche Mario riesce a trovare un motivo a quel cambiamento. “L’unica cosa che puoi fare è questa. Vaglielo a chiedere.” Fa Mario. 

È ‘na parola! E chi ce l’ha il coraggio di andare a parlare con Eduardo! Eduardo. Il grande Eduardo. Il Mito. Il Monumento vivente del Teatro. Il grande Eduardo che non rivolge la parola a nessuno. Il grande Eduardo che non si vede mai. Sempre chiuso nel camerino. 

Che esce solo per andare in palcoscenico. “Vaglielo a chiedere. Qualcosa ti dirà!”. Mi faccio capace che è davvero l’unica cosa da fare. Così mi metto nelle mani di Gennaro Sommella, indimenticabile direttore di scena. Il quale mi illustra la prassi per essere ammesso alla presenza di Eduardo. Mi consiglia di presentarmi il giorno appresso, a teatro un paio d’ore prima del dovuto. 

Lui frattanto annuncerà a Eduardo la mia richiesta di colloquio. Faccio come mi dice Sommella. Alle cinque sono al San Ferdinando. Sommella mi rassicura. Tutto a posto. Ha detto a Eduardo che io desidero parlargli. 

Eduardo sa. Ora si tratta di attendere. Verrà lui Sommella nel mio camerino a dirmi quando posso andare. Aspetto un tempo infinito. Poi Sommella mi annuncia che è il momento. Scendo dal terzo piano e mi presento alla porta del camerino di Eduardo. Chiuso. Faccio un gesto di sconforto a Sommella. “E mo che faccio?”. 

“E bussa!” . Fa cenno Sommella. Due tocchi. Resto in attesa. Silenzio. Poi una voce fleblile: “Chi èèè?” “Direttore, sono … ehm …Mascia” “Ah, trasite e chiurite ‘a porta!” Eduardo era seduto davanti allo specchio. E lentamente si truccava per andare in scena. Io non parlavo. E che vuoi parlare! 

Io ero paralizzato dal terrore. E non parlavo. Ma manco lui parlava. Niente. Silenzio. Secondi. Minuti che passavano. Silenzio. Poi Eduardo si girò verso di me e disse: “E allora?”. Presi coraggio. E tremante dissi le ragioni di quel colloquio. Che tra l’altro mi ero preparato prima parola per parola e avevo imparato a memoria. “Direttore, prima la scena era diversa. 

Voi mi chiamavate. Io mi avvicinavo. Voi vi toglievate l’anello. E poi mi davate uno schiaffone bello pesante. Uno schiaffone così forte che mi facevate alzare da terra. Adesso voi mi chiamate. Io mi avvicino. Voi vi togliete l’anello. E lo schiaffone non me lo date più. Mi sfiorate solo il mento con le dita. 

E ve ne andate. Direttore ci sono rimasto male. Sono venuto qui a chiedervi perchè non lo fate più. Io ci tengo assai a quello schiaffone. Voi lo schiaffone me lo dovete dare.” Silenzio. Eduardo continua lentamente a truccare quel meraviglioso viso scarno. Silenzio. “Mo è il momento che me ne caccia dalla compagnia”. Penso io fra le tante cose che penso. 

Silenzio. Poi finalmente Eduardo si volta verso di me. E parla. “Sentite Mascia. Voi siete ‘O Nait, un guappetiello di quart’ordine. Io sono il Sindaco del Rione Sanità. Alla fine della scena io vi faccio cenno di venire e voi venite. Poi io mi levo l’anello. E poi vi dò lo schiaffo. Da qualche giorno, non so perché, quando io vi faccio cenno di venire, voi venite. Ma vi fermate un passo indietro. Io continuo a togliermi l’anello. 

Ma non posso fare di più di quello che faccio. Per darvi lo schiaffone bello pesante che volete voi, dovrei fare un passo verso di voi. Ora vi pare mai possibile che il Sindaco del Rione Sanità fa un passo verso di voi che siete un guappetiello di quart’ordine?” Credo che questo episodio rappresenti la sintesi della grande lezione di teatro di Eduardo. 

Da allora mi sono avvicinato sempre alla distanza giusta. E ogni sera mi arrivava uno schiaffone bello pesante che mi riempiva di felicità».

Da un articolo di Laura Fioravanti

giovedì 13 agosto 2015

Un, due, tre...stella!

Liquami nel fiume Pescara: si aggravano i dati del disastro. Intanto nelle news del sito dell'Aca questa vicenda non c'è.

Per aggiustare la condotta di Via Raiale, fonte dello sversamento nei liquami nel fiume,  ci sarebbero volute 19 ore e non 12 e mezza, come era trapelato all'inizio.

I metri cubi di feci sarebbero stati 30 000 e non 25 000.


I litri di Oxystrong usati per sciogliere tale massa sarebbero 450 e non 350. Era stato usato anche a Maggio, in occasione di un altra rottura.


Le rotture, dal 6 aprile al 28 Maggio sono state addirittura 11.


Lo ha dichiarato stamattina, in una riunione presso il comune di Pescara il Vice direttore e direttore tecnico dell'Aca Bartolomeo Di Giovanni.


Sul sito dell'Aca, ente che si occupa della gestione delle condutture idriche a Pescara c'è una sezione: Aca comunica. Ci sono le news, i bandi di concorso, avvertenze alla cittadinanza sul funzionamento del servizio idrico.


Perchè di tutta questa vicenda non c'è scritta una sola riga?




Liquami nel fiume Pescara, "Sinistra ECOLOGIA e libertà" tace. Due anni fa parlava di cassonetti maleodoranti.

Nel trambusto creato negli ultimi giorni dalla vicenda delle condutture fognarie rotte e dell'inquinamento di fiume e mare, un partito di nome Sel, ovvero Sinistra ECOLOGIA e libertà non ha una linea ufficiale. I suoi esponenti sono nella maggioranza e nella giunta insieme al sindaco Marco Alessandrini.

Cosa deve indignare tali esponenti politici al punto di dimettersi dagli incarichi di giunta e ritirare l'appoggio a un sindaco che ha taciuto ai cittadini una situazione pericolosa per la salute dei cittadini?

Sel era però molto più solerte quando stava all'opposizione e in giunta c'era il centrodestra.

Ecco una notizia dell'11 Settembre 2013:

Ulisse e l'ombra, Ettorre e i cassonetti

Certa parte della sinistra era implacabile un tempo sui temi dell'ecologia contro il centrodestra e lo marcava stretto come nella storia di Ulisse e l'ombra.
"PESCARA – Sinistra Ecologia Libertà, tramite il suo coordinatore Ettorre, denuncia il grave stato di degrado dei cassonetti per la raccolta differenziata dell’umido. “Sul Lungomare nord” – spiega Ettorre – “la situazione dei cassonetti per l’umido é assolutamente vergognosa: strati di liquami sotto di essi, marciapiedi macchiati e odori nauseabondi”. 

“La presenza dei tanti ristoranti sulla riviera richiederebbe una manutenzione costante dei casonetti, specie quelli dell’umido, attenta e minuziosa. Invece” – prosegue il coordinatore comunale di Sel -” i cassonetti sono addirittura rotti in alcuni punti, punti dai quali i liquami fuoriescono”. 


“Serve una manutenzione ordinaria piú attenta da parte di Attiva e una disinfenzione costante” conclude Ettorre, che afferma polemicamente di aver anche ” fatto un’apposita segnalazione da diversi giorni sullo stato dei cassonetti attraverso l’applicazione MyPescara, da poco attivata dal Comune, senza tuttavia aver ricevuto alcuna risposta da parte dell’amministrazione”."


L'articolo virgolettato è tratto dal sito  "News Abruzzo":

www.newsabruzzo.it/articolo/lungomare-matteotti-denuncia-di-sel-liquami-maleodoranti-sotto-i-cassonetti/34234.htm


Melilla molto attivo nel 2013: dov'è oggi?

Una ventina di giorni prima Gianni Melilla, deputato di Sel, chiedeva le dimissioni del commissario del Commissario per il fiume Aterno-Pescara Adriano Goio per l'inquinamento delle acque.

https://www.youtube.com/watch?v=gydODx_lXME

Era l'Agosto del 2013.

Cosa pensa Melilla della situazione attuale? 

Il sito di Sel: manca qualcosa?

Neanche dal sito di Sel-Pescara emerge nulla. Zero. La vicenda del fiume inquinato è come se non esistesse, almeno fino all'ultimo articolo dell'11 Agosto 2015.

Insomma, Sel si attivava per dei cassonetti e del fiume quando era all'opposizione. Del recente disastro ecologico del fiume e del mare Pescarese invece non parla, eppure è nella giunta e nella maggioranza consiliare.

mercoledì 12 agosto 2015

Nasce un nuovo comitato per la tutela del fiume Pescara

Stiamo organizzando un comitato per la salvaguardia del fiume Aterno-Pescara e per la tutela della salute dei cittadini. Raccoglieremo documentazioni e organizzeremo iniziative volte a sensibilizzare la cittadinanza in merito.

Potete contattarmi all'indirizzo email: andrearusso1979@hotmail.it

Liquami nel fiume Pescara, ecco cosa è successo

domenica 9 agosto 2015

Un pool di avvocati denuncia Alessandrini: "Sapeva degli scarichi fognari in mare"



(Nella foto: il Sindaco di Pescara Marco Alessandrini)

Liquami delle fogne in mare

Il 27, 28 e 29 Luglio c'è stato uno sversamento nel fiume Pescara di liquami fognari, accidentale, di cui il sindaco Alessandrini avrebbe ammesso, durante una riunione successiva, di esserne al corrente. Non avrebbe denunciato il fatto per non darne l'allarme.

Inoltre l'Aca, ovvero il consorzio acquedottistico abruzzese, avrebbe sversato in mare 350 litri di varechina per schiarire l'acqua.

Questo giustificherebbe le lesioni riscontrate sulla pelle di alcuni bagnanti.  

Se confermata, la vicenda avrebbe dei contorni agghiaccianti e vi sarebbero dunque delle responsabilità criminali da parte di importanti dirigenti locali.

Reazioni politiche

“Il 31 luglio scorso il sindaco Alessandrini ha avuto tra le mani l’esito delle analisi sulla balneazione che gli hanno dato la conferma matematica che le acque del mare erano contaminate dai colifecali e streptococchi; dopo ventiquattro ore, il primo agosto, ha firmato l’ordinanza per vietare la balneazione, ma, contravvenendo alle previsioni della legge 116 del 2008, ha deciso di non dare attuazione a quella ordinanza, ovvero non l’ha divulgata alla popolazione né ha fatto installare i cartelli per vietare la balneazione. Anzi, ha permesso che i cittadini continuassero per giorni a farsi il bagno nell’acqua sporca di feci. Lo ha confessato quest’oggi lo stesso sindaco Alessandrini, nel corso della riunione congiunta delle Commissioni Ambiente e Vigilanza e Garanzia, una confessione in piena regola che ha fatto scendere il gelo".

Così si sono espressi gli esponenti del centrodestra e dell'associazione "Pescara Mi Piace" Berardino Fiorilli e Armando Foschi.

Il commento di Patricia Fogaraccio

Ancora più dura, nel suo blog, è Patricia Fogaraccio, addetto stampa della precedente giunta di centrodestra guidata dall'ex sindaco Luigi Albore Mascia:


"Inquinamento del mare: il sindaco Alessandrini sapeva tutto. Sapeva che il 28 luglio (o forse il 27 luglio, non lo sapremo mai) si è rotta la condotta fognaria di via Raiale. Sapeva che si stavano sversando nel fiume, ossia nel mare, 25mila metri cubi di liquami e feci. Sapeva che l’Aca, per ridurre l’impatto di quelle feci sull’acqua del mare, stava sversando, a sua volta, 350 litri di Oxystrong, o acido peracetico, ovvero varechina, direttamente nella fogna, per dare un aspetto più pulito e meno maleodorante, a quelle feci. Sapeva che il mare era inquinato, avendo ricevuto le analisi dell’Arta il 31 luglio, e infatti il primo agosto ha firmato (o così dice lui) l’ordinanza per vietare la balneazione a Pescara, la numero 413, ma ha scelto di tacere e di non divulgarla. Non ha fatto un comunicato stampa, non ha fatto mettere i cartelli di divieto di balneazione previsti dalla legge sul litorale, per dare modo ai bagnanti di leggere e informarsi. 

Lo ha ammesso oggi, non senza imbarazzo, la voce che veniva a mancare, tra alti forzati e bassi fuggitivi, nel corso della seduta congiunta delle Commissioni Ambiente e Vigilanza convocata in Comune. Il sindaco Alessandrini sapeva tutto quello che stava accadendo a Pescara, ne conosceva la gravità, ma ha scelto di tacere". 

Riguardo al vicesindaco Luigi Del Vecchio Fogaraccio aggiunge:

"proprio il 31 luglio aveva diramato un comunicato stampa per ufficializzare che il 27 sera c’era stata la rottura di una condotta importante, ma di non preoccuparsi, perché lui personalmente aveva risolto il problema. 

Già: peccato che in quel comunicato rassicurasse tutti circa la balneabilità della costa, mentre tra le mani sue e del sindaco c’erano già i risultati delle analisi condotte il 29 luglio, due giorni prima, dall’Arta che aveva ufficializzato la ‘non conformità’ delle acque, ossia a Pescara non si poteva fare il bagno perché in acqua c’erano i liquami della fogna".

Danni alla salute dei bagnanti: la denuncia e le documentazioni su facebook

Un pool di avvocati sta promuovendo una denuncia a carico del sindaco Marco Alessandrini per le già citate omissioni e sta raccogliendo prove, documentate anche su facebook, di eritemi e lacerazioni della pelle patite da alcuni bagnanti.

Due considerazioni:

1 L'inquinamento c'è da molti anni

Il fiume Pescara risulta essere molto inquinato da diversi anni. Vi sono montagne di prove documentarie che lo dimostrano. Un articolo di Focus, ad esempio, segnalò in pochi anni fa il fiume Pescara fosse uno dei sette fiumi più inquinati d'Italia.

Quanto alle patologie conseguenti ai bagni nel mare inquinato, posso testimoniare personalmente numerosi episodi frutto di inquinamento. Infezioni della pelle, labirintiti in seguito al contatto tra le parti interne dell'orecchio che regolano l'equilibrio e l'acqua sporca del mare.

Ricordo personalmente canotti a motore circolare illegalmente a pochi metri dalla riva con l'acqua che acquisiva l'odore di petrolio.

Ricordo inoltre buste, assorbenti e bottiglie di birra nell'acqua.

L'inquinamento c'è da molti anni. Cosa hanno fatto gli amministratori precedenti, oltre allo stesso Alessandrini, per combatterlo?

2 La politica Pescarese negli ultimi anni: cemento, palazzi, traffico paralizzato dalla pedonalizzazione, degrado del porto

Negli ultimi anni si è pensato a pedonalizzare sempre di più il centro, a costruire rotonde, a rifare marciapiedi e a dare permessi per costruire nuovi palazzi.

Il dragaggio mancato del fiume Pescara ha compromesso per lunghi periodi i collegamenti via traghetto con la Croazia e le Isole Tremiti e ha bloccato le attività dei pescatori.

Il Porto Canale non è un porto vero e manca di infrastrutture. Le barche dei pescatori sono nel fiume e negli ultimi venticinque anni circa vi sono state almeno tre esondazioni dell' Aterno-Pescara con le barche alla deriva.

Gli yachts nel porto turistico, intanto, sono al sicuro e ben protette. 

Questa è la realtà di Pescara, ma non diciamolo ai turisti: potrebbero non tornare più, vero?

Andrea Russo

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Approfondimenti: i dati di Legambiente pubblicati ai primi di Luglio 2015 e la denuncia del pool di avvocati.

http://ilcentro.gelocal.it/regione/2015/07/07/news/goletta-verde-nel-mare-abruzzese-troppi-inquinanti-dai-fiumi-1.11738351


http://ilcentro.gelocal.it/pescara/cronaca/2015/08/08/news/pescara-mare-alla-fogna-uno-staff-di-avvocati-contro-il-comune-1.11904155


sabato 8 agosto 2015

Il Parco dell'Infanzia nel degrado

Più volte Andrea D'Emilio ha segnalato il degrado del Parco dell'Infanzia in prossimità di Via Tavo 175 a Pescara. Si sono mossi anche dei consiglieri comunali, come Blasioli e Cuzzi, diversi media locali hanno riportato la notizia ma poi puntualmente è sceso di nuovo il silenzio.


Stasera verrà sgomberato il mercato senegalese a Pescara. Proposta: un padiglione per tutti gli ambulanti rispettando le regole



Nella foto: Il mercato senegalese nelle aree di risulta della stazione ferroviaria

Il Comune di Pescara ha emanato una delibera di sgombero del mercato senegalese nei pressi della stazione ferroviaria. Stasera è previsto il blitz dei vigili urbani e probabilmente anche delle altre forze dell'ordine per far rispettare l'ordinanza.

Gli stands sono in quel punto della città da vent'anni circa. Numerose volte sono state segnalate irregolarità varie correlate ad essi: esercenti privi di licenza, attacchi all'elettricità illeciti, merce contraffatta.

Così si esprimeva Nico Lerri, ex consigliere del centrodestra, ad inizio Febbraio 2013: 

"Non è corretta la strumentalizzazione a cui alcune forze politiche del territorio stanno sottoponendo il caso della contraffazione, imperante nel mercato etnico. Quello che oggi discutiamo è il rispetto dell’ordine e delle regole e non la discriminazione di cui, superficialmente, si vuole accusare Forza Nuova. Ciò che si contesta e condanna», prosegue Lerri, «è la differenza di trattamento tra i commercianti della città e quelli delle bancarelle del mercato etnico. Ritengo che non si possa più stare a guardare

mentre si consumano reati di cui tutti siamo a conoscenza e mentre i nostri commercianti vengono multati per aver iniziato una campagna di sconti prima della data prevista per i saldi. Il rispetto della legalità, dell’ordine e della sicurezza sono alla base della convivenza sana e civile".

Ecco invece il pensiero di natura opposta da parte di Maurizio Acerbo, di Rifondazione Comunista:

"Che il luogo non sia adatto è vero ma ricordo che quella collocazione ai senegalesi fu assegnata dall’allora assessore al commercio e oggi segretario cittadino del PD Moreno Di Pietrantonio che partecipò con Enzo Del Vecchio alla manifestazione del 2013.

La comunità senegalese è presente a Pescara da anni e con loro abbiamo lavorato dagli anni ’80 insieme a compagni come lo scomparso Alberto Ciaramella a costruire percorsi di integrazione. Probabilmente è una storia che non appartiene a chi governa oggi Pescara ma che di militanza nella sinistra ne ha fatta poca.

Nessuna ricerca di facile consenso giustifica il comportamento di questa giunta e la fissazione della data del blitz per lo sgombero – sabato 8 agosto a partire dalla mezzanotte secondo l’ordinanza che allego – è di gravità inaudita.

Se non ho parole per il sindaco e il PD debbo dire che anche i compagni di Sel dovrebbero spiegare cosa ci stanno a fare in una giunta del genere che si costituisce al Consiglio di Stato a favore di chi deve costruire sul mare e poi se la prende con i più deboli".

Il rischio di una escalation della criminalità

Per quanto riguarda chi vi scrive, ci sia consentita una considerazione: E' giusto sgomberare il mercato senegalese a condizione che vi sia un'altra collocazione dignitosa, di cui nemmeno si è parlato.

Per quanto riguarda le irregolarità commesse da alcuni commercianti africani, è compito delle istituzioni scoprirle e punirle.

Immaginiamo ora un possibile scenario: I senegalesi in questione sono già stati identificati e gli è stato riconosciuto dalle autorità il diritto di rimanere in Italia. 

Dopo lo sgombero, resteranno dunque qui. Se non si consente a loro di vendere i propri prodotti, l'unica strada che avranno per mantenersi sarà l'accattonaggio oppure furti, rapine e spaccio di stupefacenti.

E' questo che vuole la Giunta di Centrosinistra, che nel modo di agire, sta scavalcando a destra Forza Italia, avvicinandosi alle posizioni di Forza Nuova?


Non dimentichiamoci, inoltre, che pochi metri più in là, sotto la facciata della stazione, dormono ogni notte decine di senzatetto.

Una proposta: un padiglione permanente per tutti

Una buona idea sarebbe creare nelle aree di risulta un mercato permanente.


(Nella foto: il padiglione commerciale al Porto Turistico di Pescara)

Ci vorrebbe una struttura dall'aspetto gradevole e dotata di servizi, per tutti i commercianti che vogliano avere il proprio banco lì, di qualsiasi nazionalità e colore essi siano: un vero e proprio padiglione permanente stile expò.

Si potrebbe allestire una grande tenda come quella posta nella zona della stazione di Pescara durante il periodo natalizio.

Spendendo di più e facendo le cose meglio, però, si potrebbe creare una fiera permanente che potrebbe diventare il vanto della città e potrebbe attrarre turisti in tutto l'anno.

Alcuni buoni esempi li abbiamo in casa e non c'è bisogno di andare a cercare lontano: il nuovo padiglione del Porto Turistico e il mercato coperto di Via Cesare Battisti da poco restaurato.


(Nella foto: il mercato coperto di Via Cesare Battisti a Pescara)

Si dovrebbero però rispettare tutte le regole che vigono in questo genere di mercati: un affitto mensile dello spazio che includa il  osto di acqua e dell'energia (a costi sostenibili), registratori di cassa e regolari scontrini e fatture, rispetto delle norme igieniche e sanitarie, niente merce contraffatta o di non comprovata provenienza, documenti di ogni tipo in regola.

Andrea Russo



martedì 4 agosto 2015

Ivan - Fotonovela

Questa canzone è una mattonella importante della disco internazionale anni '80 e purtroppo è poco conosciuta in Italia.