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venerdì 4 settembre 2015

Avanspettacolo al Consiglio Comunale di Pescara



(Foto: ilpescara.it)

Doveva essere un rendez vous con la cittadinanza e un'opportunità per il sindaco Marco Alessandrini di spiegare alcune cose importanti alle 150-200 persone che hanno riempito la platea destinata ai non addetti ai lavori.


Si è trasformata invece in una pagliacciata, che porta ulteriore sfregio alla bella città di Pescara dopo la vicenda dei liquami nel fiume e dei bagnanti che si sono immersi nel mare inquinato.

Riepilogo della vicenda

Per chi non lo sapesse, il 27, 28 e 29 Luglio c'è stata una rottura delle condutture fognarie non lontano dalla foce del fiume Aterno-Pescara. Per sciogliere questi 30 000 metri cubi di feci l'Azienda Comprensoriale Acquedottistica ha versato nel fiume 450 litri di acido peracetico, noto anche come Oxystrong.

Il sindaco ha omesso la cosa e non ha promulgato il divieto di balneazione. In una successiva riunione della Commissione Ambiente, ha candidamente ammesso: "Non ho detto nulla ai cittadini per non creare allarmismi".

Ieri, 3 Settembre, era prevista una seduta del Consiglio Comunale in cui l'opposizione avrebbe dovuto chiedere spiegazioni al sindaco. Erano inoltre previsti gli interventi di alcuni esperti e di una decina di cittadini che avevano chiesto la parola.

Come già spiegato in precedenza, la sala del Consiglio era caratterizzata da un viavai continuo di cittadini che facevano capolino per informarsi su una vicenda importante per loro.

Non pochi di loro erano inferociti per ciò che è avvenuto. Sebbene vi sia una fonte ospedaliera che sostiene che i ricoveri derivanti dalla balneazioni siano stati nella norma in quei giorni, un pool di avvocati sta raccogliendo delle prove su casi clinici riportati in seguito al bagno nelle acque del mare in quei giorni (specialmente bruciature sulla pelle e gastroenteriti).

La seduta "farsa" del Consiglio Comunale. Alcuni gridano "buffoni".

Fatto l'appello, il Presidente del Consiglio Comunale Antonio Blasioli ha subito fatto sospendere la seduta, perchè i rappresentanti del Centrodestra hanno esibito delle magliette bianche con la scritta: Alessandrini dimettiti. Esortati da Blasioli a togliersela per proseguire i lavori, i protagonisti di questa coreografica protesta hanno rifiutato. 

Si sono avute così diverse sospensioni e in pratica, dalle 16:30 alle 20 non si è andati avanti perchè  i vari Masci, Fiorilli, Mascia, Antonelli ed altri ancora non volevano togliersi le magliette. Alle 20 Blasioli ha rinviato la seduta ad una data da decidere.

Durante queste 3 ore e mezza fatte sostanzialmente di interruzioni e da brevi botta e risposta dei consiglieri, molti cittadini presenti hanno inveito contro di loro. La parola più gettonata è stata "buffoni", indirizzata talora al centrosinistra, talora al centrodestra.

Tra i due fuochi si è trovata Enrica Sabatini, Capogruppo del Movimento 5 stelle. La sua parte politica è anch'essa all'opposizione ed aspettava dei chiarimenti in questa sessione. Ha cercato di mediare tra le varie posizioni in campo.

La rabbia della gente. Ci saranno le dimissioni del sindaco?


Da un lato c'è il sindaco Marco Alessandrini, messo sotto accusa da gran parte della cittadinanza ormai. In città si è parlato molto dei liquami nel fiume e nel mare e del sindaco che non ha avvertito la cittadinanza). L'indignazione è stata raramente così alta in città.

Alcuni residenti di origine russa ci hanno confessato: "Pensavamo che queste cose succedessero solo da noi, ai tempi dell'Unione Sovietica".

Quello che ci chiediamo è: cosa deve fare di più grave un sindaco per poi provare rimorso e rassegnare le dimissioni?

Precedenti illustri

Nel 2011 il Barone Karl Theodor Zu Guttenberg, Ministro della Difesa Tedesco, si dimise perchè  si scoprì che aveva copiato la tesi di dottorato all'Università.

Nel 2012 Chris Huhne, ex Ministro dell'Ambiente molto rispettato nel partito liberaldemocratico britannico, dovette ritirarsi per via di una multa per eccesso di velocità e per aver dichiarato, mentendo, che alla guida c'era sua moglie.

Il Ministro dell'Economia Giapponese Yoshio Hachiro, dopo essere stato a Fukushima ed averla definita "una città di morte", si lasciò andare ad uno scherzo. Strofinando la giacca contro un giornalista, infatti, gli disse: "Ti passo un po' di radiazioni". L'opposizione e la stampa ad essa legata colsero la palla al balzo e lui lasciò la poltrona dopo una settimana.

Proprio come in Italia vero?

Mai più scene del genere

Dall'altra parte della barricata, non possiamo non rimarcare in negativo l'atteggiamento del Centrodestra Pescarese, che dopo aver richiesto esso stesso la riunione del Consiglio Comunale, ha negato alla cittadinanza già inferocita l'opportunità di chiedere spiegazioni su tematiche molto serie.

Si consideri inoltre il fatto che tali sedute hanno un costo per le tasche dei contribuenti: se dobbiamo pagare i nostri rappresentanti politici non sprechino soldi mandando a monte tutto.

Per ogni seduta c'è un gettone di presenza e i Pescaresi ne pagheranno uno in più a tutti i consiglieri partecipanti, che, salvo aggiornamenti nel regolamento degli enti locali, dovrebbe essere di 36,15 euro a consigliere.

Quello di ieri in Municipio è stato uno spettacolo poco bello da vedere e speriamo che ci sia più rispetto in futuro per i cittadini.

Andrea Russo

lunedì 17 agosto 2015

Liquami nel fiume: l'acido aumenta a 595 litri. Mazzocca: le colpe hanno radici nel passato.


(Nella foto: Bartolomeo Di Giovanni, Direttore Generale dell'Aca. Fonte: ilmessaggero.it)


Il quadro generale

I fatti: il 27, 28 e 29 Luglio, in seguito alla rottura di una conduttura fognaria, sono stati versate nel fiume Pescara, non lontano dalla foce e dal mare, enormi quantità di liquami.

Il sindaco Marco Alessandrini ha taciuto, ammettendolo in seguito. 

Non ha di fatto imposto il divieto di balneazione per le decine di migliaia di bagnanti, tra locali e turisti, che affollano chilometri di spiaggia circostante.

Dopo la versione molto rassicurante di un primario dell'Ospedale di Pescara, il sindaco ha chiesto al direttore locale della Asl la creazione di un "osservatorio epidemiologico" sulla vicenda e una comparazione con i dati dell'anno scorso.

Nel frattempo un gruppo di avvocati sta raccogliendo dati su problemi di salute che avrebbero affetto alcune persone che hanno fatto il bagno in mare nei giorni dello sversamento.

Responsabilità e contraddizioni dell'Azienda Comprensoriale Acquedottistica

L'Aca (Azienda Comprensoriale Acquedottistica) in merito ha fornito dati contrastanti. All'inizio si parlava di 25 000 metri cubi di liquami e 350 litri di Oxystrong (acido peracetico) per discioglierli.

Successivamente l'Aca ha corretto i dati: i litri sarebbero stati 450 e i liquami avrebbero avuto un volume di almeno 30 000 metri cubi, L'Aca però si è contraddetta ancora: ha fornito ancora ulteriori dati, parlando di 35 litri di Oxystrong all'ora per 17 ore e non per 10 ore come aveva fatto sapere in precedenza.

Se l'aritmetica non è una opinione, i litri sversati in mare sarebbero dunque 595.

E' una deduzione ovvia che facciamo in seguito ad una confusione allarmante creata dai dati dell'azienda acquedottistica. Spetta ad essa smentirli eventualmente, facendo chiarezza una volta per tutte in merito.

Le altre rotture delle fognature. Quante altre ce ne sono state negli ultimi anni?

Bisogna fare un passo indietro però: tra Aprile e Maggio 2015 vi sono state 11 rotture nel sistema fognario  con conseguenti sversamenti in mare. Le cifre riguardanti i liquami e l'Oxystrong utilizzato hanno bisogno di un quadro di ricostruzione degli eventi più chiaro e aggiornato.

In primavera fatti simili passarono nel silenzio sia della politica che di molti media.

Ora c'è bisogno di fare chiarezza.

Il sito dell'Aca, tanto solerte in altri casi a segnalare rotture e lavori di ripristino in tante zone di sua competenza, tace su molte delle vicende recenti riguardanti il fiume. A questo si accompagna la sopra citata danza sugli sversamenti di liquami ed acido.

Il passato dell'Aca

L'Aca non è nuova ad episodi che hanno suscitato polemiche. Secondo molte fonti, gli Abruzzesi avrebbero bevuto per molto tempo acqua di rubinetto inquinata.

Ci fu anche chi denunciò delle nomine di natura politica .

A Gennaio 2015 poi, scoppiò lo scandalo delle tangenti Aca.

La procura si è mossa.

Il 13 Agosto la Procura di Pescara ha chiesto all'Arta, un ente che rileva la balneabilità delle acque, di fornire una documentazione ufficiale sulla vicenda.

Cosa avverrà ora?

Si dimetterà il sindaco Marco Alessandrini?  

Si dimetteranno i vertici dell'Aca?

Pagherà qualcuno per aver fatto fare ai migliaia di persone il bagno nelle deiezioni e nell'acido?

Mazzocca: le colpe sono da trovare nel passato





Intanto, nel silenzio generale di molti nomi importanti di Sel, Mario Mazzocca dice la sua. Era tenuto a farlo prima o poi, in qualità di Assessore Regionale all'Ambiente. 

"Cosa hanno fatto loro in 5 anni affinché la Regione predisponesse i progetti ?" - tuona Mazzocca - "Nulla o poco più! Che il sistema depurativo regionale fosse in condizioni di elevata criticità, prima di me, lo sanno benissimo sia Febbo che Sospiri; 

così come sanno che sin dagli inizi del 1012 la Regione dispone di oltre 100 mil di euro per intervenire radicalmente sul sistema fognario e depurativo. 

E che ha fatto il centrodestra di Chiodi negli ultimi due anni e mezzo per spendere i soldi e realizzare opere per migliorare fogne e depuratori? Assolutamente nulla! Appena diventati governo regionale, ci caricammo responsabilmente sulle spalle questa situazione critica, figlia di un diffuso menefreghismo. 



(Nella foto: Gianni Chiodi)

Sottoponemmo gli uffici, fin da subito, ad importanti e sostenuti carichi di lavoro al fine di provare a recuperare il tempo colpevolmente perso. 

In un solo anno abbiamo rimediato al nulla dei precedenti lunghissimi 66 mesi di governo grazie al lavoro dei tecnici ed all'impegno diretto, assiduo ed autorevole del Presidente D'Alfonso, a rendere cantierabili i progetti e ad incrementare i fondi di 70 milioni di euro provenienti dallo Sblocca Italia, facendo salire il totale a 170 milioni e giungere al via degli interventi entro la prima metà del prossimo mese di novembre. 

Questo, atti alla mano, la dice lunga sulle responsabilità politiche del pessimo stato del sistema idrico integrato regionale e, più in generale, del nostro territorio. Conoscere cosa ha fatto questa Giunta Regionale in un solo anno sul tema della depurazione è operazione agevolmente riscontrabile;

è strano che sia sfuggito anche al consigliere Pettinari, proprio a lui sempre così solerte ed attento a rintracciare atti, documenti e notizie: a tal riguardo ha, probabilmente, navigato ad intermittenza sul sito web della Regione Abruzzo.

´Anche lui, insieme a Febbo e Sospiri, avrebbe agevolmente individuato la genesi delle “responsabilità politiche” ".

Il fiume è inquinato da decenni, tanto con la destra che con la sinistra



(Nella foto: Ottaviano Del Turco)


Ci sarebbe una constatazione da fare in merito: se bisogna affondare le radici nel passato, come dice Mazzocca, allora c'è da dire anche che durante la giunta di Centrosinistra di Ottaviano Del Turco, dal 22 Aprile 2005 al 17 Luglio 2008 il fiume Aterno-Pescara era comunque inquinatissimo, tanto da risultare secondo alcune fonti il fiume più inquinato d'Italia e secondo Focus uno dei primi sette.

Inoltre già allora Goletta Verde campionava dati di inquinamento allarmanti  sulle foci dei fiumi Abruzzesi e sul litorale.

Le cose non sono cambiate durante i cinque anni di governo regionale Chiodi (centrodestra).

(Nella foto: il Presidente in carica della Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso)

Altrettanto, si può dire che le criticità delle acque in questione siano rimaste tali anche durante l'ultimo anno e due mesi di giunta D'Alfonso (centrosinistra).


Si potrebbe andare più lontano nel tempo, ma per ora ci fermiamo qui.

Andrea Russo


giovedì 13 agosto 2015

Liquami nel fiume Pescara: si aggravano i dati del disastro. Intanto nelle news del sito dell'Aca questa vicenda non c'è.

Per aggiustare la condotta di Via Raiale, fonte dello sversamento nei liquami nel fiume,  ci sarebbero volute 19 ore e non 12 e mezza, come era trapelato all'inizio.

I metri cubi di feci sarebbero stati 30 000 e non 25 000.


I litri di Oxystrong usati per sciogliere tale massa sarebbero 450 e non 350. Era stato usato anche a Maggio, in occasione di un altra rottura.


Le rotture, dal 6 aprile al 28 Maggio sono state addirittura 11.


Lo ha dichiarato stamattina, in una riunione presso il comune di Pescara il Vice direttore e direttore tecnico dell'Aca Bartolomeo Di Giovanni.


Sul sito dell'Aca, ente che si occupa della gestione delle condutture idriche a Pescara c'è una sezione: Aca comunica. Ci sono le news, i bandi di concorso, avvertenze alla cittadinanza sul funzionamento del servizio idrico.


Perchè di tutta questa vicenda non c'è scritta una sola riga?




mercoledì 12 agosto 2015

domenica 9 agosto 2015

Un pool di avvocati denuncia Alessandrini: "Sapeva degli scarichi fognari in mare"



(Nella foto: il Sindaco di Pescara Marco Alessandrini)

Liquami delle fogne in mare

Il 27, 28 e 29 Luglio c'è stato uno sversamento nel fiume Pescara di liquami fognari, accidentale, di cui il sindaco Alessandrini avrebbe ammesso, durante una riunione successiva, di esserne al corrente. Non avrebbe denunciato il fatto per non darne l'allarme.

Inoltre l'Aca, ovvero il consorzio acquedottistico abruzzese, avrebbe sversato in mare 350 litri di varechina per schiarire l'acqua.

Questo giustificherebbe le lesioni riscontrate sulla pelle di alcuni bagnanti.  

Se confermata, la vicenda avrebbe dei contorni agghiaccianti e vi sarebbero dunque delle responsabilità criminali da parte di importanti dirigenti locali.

Reazioni politiche

“Il 31 luglio scorso il sindaco Alessandrini ha avuto tra le mani l’esito delle analisi sulla balneazione che gli hanno dato la conferma matematica che le acque del mare erano contaminate dai colifecali e streptococchi; dopo ventiquattro ore, il primo agosto, ha firmato l’ordinanza per vietare la balneazione, ma, contravvenendo alle previsioni della legge 116 del 2008, ha deciso di non dare attuazione a quella ordinanza, ovvero non l’ha divulgata alla popolazione né ha fatto installare i cartelli per vietare la balneazione. Anzi, ha permesso che i cittadini continuassero per giorni a farsi il bagno nell’acqua sporca di feci. Lo ha confessato quest’oggi lo stesso sindaco Alessandrini, nel corso della riunione congiunta delle Commissioni Ambiente e Vigilanza e Garanzia, una confessione in piena regola che ha fatto scendere il gelo".

Così si sono espressi gli esponenti del centrodestra e dell'associazione "Pescara Mi Piace" Berardino Fiorilli e Armando Foschi.

Il commento di Patricia Fogaraccio

Ancora più dura, nel suo blog, è Patricia Fogaraccio, addetto stampa della precedente giunta di centrodestra guidata dall'ex sindaco Luigi Albore Mascia:


"Inquinamento del mare: il sindaco Alessandrini sapeva tutto. Sapeva che il 28 luglio (o forse il 27 luglio, non lo sapremo mai) si è rotta la condotta fognaria di via Raiale. Sapeva che si stavano sversando nel fiume, ossia nel mare, 25mila metri cubi di liquami e feci. Sapeva che l’Aca, per ridurre l’impatto di quelle feci sull’acqua del mare, stava sversando, a sua volta, 350 litri di Oxystrong, o acido peracetico, ovvero varechina, direttamente nella fogna, per dare un aspetto più pulito e meno maleodorante, a quelle feci. Sapeva che il mare era inquinato, avendo ricevuto le analisi dell’Arta il 31 luglio, e infatti il primo agosto ha firmato (o così dice lui) l’ordinanza per vietare la balneazione a Pescara, la numero 413, ma ha scelto di tacere e di non divulgarla. Non ha fatto un comunicato stampa, non ha fatto mettere i cartelli di divieto di balneazione previsti dalla legge sul litorale, per dare modo ai bagnanti di leggere e informarsi. 

Lo ha ammesso oggi, non senza imbarazzo, la voce che veniva a mancare, tra alti forzati e bassi fuggitivi, nel corso della seduta congiunta delle Commissioni Ambiente e Vigilanza convocata in Comune. Il sindaco Alessandrini sapeva tutto quello che stava accadendo a Pescara, ne conosceva la gravità, ma ha scelto di tacere". 

Riguardo al vicesindaco Luigi Del Vecchio Fogaraccio aggiunge:

"proprio il 31 luglio aveva diramato un comunicato stampa per ufficializzare che il 27 sera c’era stata la rottura di una condotta importante, ma di non preoccuparsi, perché lui personalmente aveva risolto il problema. 

Già: peccato che in quel comunicato rassicurasse tutti circa la balneabilità della costa, mentre tra le mani sue e del sindaco c’erano già i risultati delle analisi condotte il 29 luglio, due giorni prima, dall’Arta che aveva ufficializzato la ‘non conformità’ delle acque, ossia a Pescara non si poteva fare il bagno perché in acqua c’erano i liquami della fogna".

Danni alla salute dei bagnanti: la denuncia e le documentazioni su facebook

Un pool di avvocati sta promuovendo una denuncia a carico del sindaco Marco Alessandrini per le già citate omissioni e sta raccogliendo prove, documentate anche su facebook, di eritemi e lacerazioni della pelle patite da alcuni bagnanti.

Due considerazioni:

1 L'inquinamento c'è da molti anni

Il fiume Pescara risulta essere molto inquinato da diversi anni. Vi sono montagne di prove documentarie che lo dimostrano. Un articolo di Focus, ad esempio, segnalò in pochi anni fa il fiume Pescara fosse uno dei sette fiumi più inquinati d'Italia.

Quanto alle patologie conseguenti ai bagni nel mare inquinato, posso testimoniare personalmente numerosi episodi frutto di inquinamento. Infezioni della pelle, labirintiti in seguito al contatto tra le parti interne dell'orecchio che regolano l'equilibrio e l'acqua sporca del mare.

Ricordo personalmente canotti a motore circolare illegalmente a pochi metri dalla riva con l'acqua che acquisiva l'odore di petrolio.

Ricordo inoltre buste, assorbenti e bottiglie di birra nell'acqua.

L'inquinamento c'è da molti anni. Cosa hanno fatto gli amministratori precedenti, oltre allo stesso Alessandrini, per combatterlo?

2 La politica Pescarese negli ultimi anni: cemento, palazzi, traffico paralizzato dalla pedonalizzazione, degrado del porto

Negli ultimi anni si è pensato a pedonalizzare sempre di più il centro, a costruire rotonde, a rifare marciapiedi e a dare permessi per costruire nuovi palazzi.

Il dragaggio mancato del fiume Pescara ha compromesso per lunghi periodi i collegamenti via traghetto con la Croazia e le Isole Tremiti e ha bloccato le attività dei pescatori.

Il Porto Canale non è un porto vero e manca di infrastrutture. Le barche dei pescatori sono nel fiume e negli ultimi venticinque anni circa vi sono state almeno tre esondazioni dell' Aterno-Pescara con le barche alla deriva.

Gli yachts nel porto turistico, intanto, sono al sicuro e ben protette. 

Questa è la realtà di Pescara, ma non diciamolo ai turisti: potrebbero non tornare più, vero?

Andrea Russo

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Approfondimenti: i dati di Legambiente pubblicati ai primi di Luglio 2015 e la denuncia del pool di avvocati.

http://ilcentro.gelocal.it/regione/2015/07/07/news/goletta-verde-nel-mare-abruzzese-troppi-inquinanti-dai-fiumi-1.11738351


http://ilcentro.gelocal.it/pescara/cronaca/2015/08/08/news/pescara-mare-alla-fogna-uno-staff-di-avvocati-contro-il-comune-1.11904155