Nella foto: Siren Diao, autore del primo goal Atalantino
Ancora un altro capitombolo del Pescara, stavolta in terra Lombarda, contro un'Atalanta ben messa fisicamente, tatticamente e a livello di tecnica individuale.
Il Delfino se l'è giocata e a tratti ha dato l'impressione di poter far suo il match, ma ha lasciato troppo campo ai padroni di casa, bravi a colpire di rimessa.
Le Azioni
Nel primo tempo non ci sono azioni degne di nota, con le squadre ben attente in difesa.
Si segnala solo un bel tiro di Valzania, servito da Vitali.
Nella seconda frazione la musica cambia: Erradi, subentrato a Vitali, lascia partire un gran tiro ed impegna il poriere Orobico Anelli.
D'Ausilio poi prende la traversa e Anelli blocca la ribattuta al 57'.
Il Pescara cresce e prende il comando del gioco, passando anche in vantaggio:
Al 63' un tiro di Guccione si stampa sulla traversa ma Valzania è lesto a recuperare la sfera e a depositarla in rete da pochi passi.
La gioia degli ospiti dura poco: si apre un varco enorme in difesa e Diao supera tutti in velocità, mandando la sfera a lato dell'incolpevole portiere Ujkai. Il portiere cerca anche di distendersi e di intercettare il pallone con una gamba, ma non può fare molto.
Il Pescara dal canto suo crea occasioni, ma si espone alle ripartenze dei Bergamaschi e Ujkai respinge una doppia conclusione prima con le mani e poi coi piedi: un grande doppio intervento dell'Italo Albanese.
Al 77' Steffanoni, con un tiro dalla distanza, raddoppia: 2 a 1.
Gli Adriatici fanno entrare Inglese e Ferraris al posto di Guccione e D'Ausilio. Schierano insomma tutta l'artiglieria possibile (Meazzi aveva già rilevato Guccione al 62').
Creano diversi grattacapi alla difesa Orobica, con le incursioni di Meazzi (sempre sul pezzo).
Inglese sciupa una occasione tirando alle stelle da pochi metri in una azione convulsa, quando ormai il cronometro batte 93 minuti.
Conclusioni
Dell'Atalanta U 23 abbiamo già detto il necessario: ha giocatori di talento, bravi nel recupero, cinici, dotati di tecnica e organizzazione tattica, grazie al Mister Nicola Beati.
I Dannunziani devono recriminare sui propri errori: quando si gioca con il 4-3-3, la difesa deve essere alta, recuperare lontano dalla porta e non concedere metri, soprattutto nel secondo tempo quando il fiato manca e la squadra tendenzialmente si sbilancia.
Il capitano Valzania, intervistato dalla tv locale, dà la colpa alla mentalità sbagliata: "Una volta andati in vantaggio abbiamo pensato che fosse tutto più facile e ci siamo rilassati. Non ragioniamo ancora come una squadra vera".
Note di colore
Si è giocato in un impianto piccolo e molto bello, con una sola tribuna a Caravaggio, abbastanza lontano da Bergamo. La struttura sembra molto curata. Sugli spalti si sentivano solo i tifosi ospiti, visto che i Bergamaschi sono una squadra B e sono perlopiù seguiti da pochi cultori, amici e parenti.

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