Televizijos bokštas




Nella foto: la "Torre della televisione" di Vilnius. Alta 326,5 metri, fu ultimata nel 1980. Il 13 Gennaio 1991, dopo la proclamata indipendenza della Lituania, le truppe sovietiche ne presero il controllo. La popolazione tentò di insorgere e negli scontri morirono 14 civili, un soldato russo e in 700 rimasero feriti.

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lunedì 31 marzo 2008

Notizie -Politica - Pescara .Volantini proibiti


Vorrei segnalare un fatto di modesta importanza, ma che rivela verità grandi.
Diverse aziende per cui ho lavorato sono state multate per aver apposto volantini sui tergicristalli delle automobili.
Questa forma di pubblicità, molto in voga a Pescara, è stata stroncata a suon di multe dai Vigili Urbani che hanno sbandierato una recente legge comunale.
Siamo in campagna elettorale, e i politici seguono molte strade per pubblicizzarsi.
Una di queste è l'uso di volantini, messi proprio sui tergicristalli.
Dapprima adottata con moderazione, negli ultimi giorni questa prassi si è fatta sempre più incalzante, e la città ne è piena.
Non c'è bisogno dunque di addurre molte foto come prova, sebbene io ne abbia scattate parecchie: i cittadini stessi sono i primi testimoni.
Mi chiedo ora: verranno applicate le sanzioni dai vigili? O è questa un'ulteriore dimostrazione che la legge non è uguale per tutti?

sabato 29 marzo 2008

Attualità - Anche a Pescara c'è la moda dei lucchetti

(Articolo del 28/3/2008)
Già da alcuni anni, a Roma, ha preso piede la moda dei lucchetti posti attorno ai lampioni.
Dopo la pubblicazione del romanzo di Federico Moccia "Tre metri sopra il cielo" e del relativo film, il fenomeno è aumentato di dimensioni : a Ponte Milvio, nella capitale, grandi quantità di lucchetti rubano prepotentemente la vista ai passanti, con un risultato estetico, al di là del romanticismo del gesto, non sempre positivo.

Anche a Pescara, da qualche mese, sono spuntate catene e lucchetti su Ponte Risorgimento e su quello parallelo di Via Alcide De Gasperi.
Simboleggiano un amore che non deve rompersi, come se l'atto materiale di apporre un sigillo e buttare la chiave nel fiume possa fungere da rituale magico o beneaugurante per la coppia che lo segue.

Chissà quanti amori sopravviveranno alle intemperie della vita, dopo il compimento del rito dei lucchetti.
Abbiamo chiesto ai passanti che cosa ne pensano di questa nuova moda raccogliendo le impressioni più disparate:

"Sono giovani, è un gesto esemplicativo della gioventù; è un atto di entusiasmo, una cosa bella" afferma Maria, pensionata di Pescara.

Rosa, in abito da ufficio, da donna in carriera pragmatica, ha un altro approccio al tema:
"Certo, il romanticismo è sempre una cosa bella, dubito però che l'amore abbia bisogno di questo.
Ci vuole ben altro. A vederli così, i lucchetti danno ancora un colpo d'occhio piacevole; speriamo che non diventino troppi, la vista non sarebbe delle migliori."

Gianfranco, commerciante:
"Mi ricorda i tempi andati, quando, una trentina di anni fa, adolescente, facevo tante cose simili; probabilmente, se fossi ancora ragazzo, farei anche questo, ma la vita ci cambia.

Da giovani avevamo la stessa illusione: l'idea di poter veramente essere padroni in tutto della nostra vita, e di poter dare agli eventi la direzione voluta per i decenni avvenire. Come se una scritta sul muro, al pari dei lucchetti, potesse porre una firma indelebile a ciò che sentivamo".

A chi gli fa notare, tra i passanti, che un lampione è caduto per l'eccesso di queste catene, risponde: no, probabilmente era già usurato il lampione, non è possibile".
I lucchetti sono sicuramente un simbolo di forza, poichè sono fatti d'acciaio: difficili da forzare, resistenti ai deterioramenti dovuti alla pioggia o ad altri fattori, rappresentano una volontà forte, che si autocostringea fare qualcosa, ovvero a prendere un impegno che responsabilizzi chi lo fa.

Fanno venire in mente anche coercizioni, schiavitù del vivere quotidiano: anche l'amore, sebbene non lo si voglia, può diventare una prigione, e di tale status esistenziale queste specie di "ex voto"
laici ne sono una simbologia calzante, sia pure indirettamente. C'è chi scrive sui muri, chi mostra messaggi su lenzuoli, e chi aggiunge lucchetti a ringhiere e lampioni.

Sono ormai materia di costume, studiata dai sociologi: gesti di emotività che rubano un sorriso a chi vi passa di fronte.

venerdì 28 marzo 2008

Arte - L'opera di Natalie Shau


Natalie Shau è un'astro nascente dell'arte contemporanea.
Ventitreenne, risiede e lavora a Vilnius, in Lituania. I suoi lavori, elaborati al computer, sono delle opere di notevole impatto, che suscitano già forte interesse da parte della critica.
L'artista unisce sapientemente tecnica e contenuto.
Horror, fantasy e atmosfere manga si fondono nelle sue realizzazioni digitali, e chi guarda rimane piacevolmente sorpreso: il suo è un horror che non fa paura, quasi tranquillizzante. Figure giovani di donna vivono in esse questa estrema contraddizione: il rifiorire del loro corpo e nel contempo un'atmosfera ultraterrena diventano un tutt'uno.
Fiabe come la Sirenetta, Alice nel paese delle meraviglie, vengono rifiltrate dall'occhio di Natalie, che forse, più che comunicare inquietudine, ha voglia di giocare con le stanze della mente, in cui immagini si uniscono ai nostri stati d'animo. Lei però fa un'ulteriore passo: le ibrida, creando un effetto di mistero e contraddizione.

Arte - Natalie Shau


Arte - Natalie Shau


sabato 22 marzo 2008

Cronaca - E' morto Capitan Findus


E' morto, il 16 marzo, John Hewer, alias Capitan Findus. Aveva 86 anni. Era nato a Leyton, vicino Londra, il 13 gennaio 1922. Risiedeva in una casa di riposo per artisti.

In patria era noto come Captain Bird's eye (Capitan occhio d'uccello), e la sua grande fama, anche all'estero, era dovuta alla pubblicità dei filetti di merluzzo, che aveva interpretato per ben 31 anni, ovvero dal 1967 al 2008. Ha lavorato per il cinema,per il teatro e per programmi televisivi, anche all'estero, vantando partecipazioni a film come The boy friend, con Julie Andrews.

mercoledì 19 marzo 2008

Riflessioni - Sulla malizia

Alcuni scelgono un atteggiamento malizioso come stile di vita. Attaccano le altre persone, o le dileggiano, colpendo il loro lato debole. Altri invece amano il particolare un po' piccante, o crudo, o credono che essere in cattiva fede significhi essere più realisti, che non andare troppo per il sottile sia il giusto atteggiamento, e che il loro giudizio non necessiti una accurata riflessione per essere espresso.
Ho visto persone adulte dileggiare gli altri e fare commenti proprio come fanno i ragazzini, oppure altri ricorrere al mezzuccio, alla bugia, alla calunnia e alla slealtà senza che ce ne fosse reale bisogno.
Io ritengo invece che l'essere smaliziati sia un segnale di saggezza. La malizia è propria del ragazzino che, superata l'innocenza dell'infanzia, inizia a notare i lati un po' più crudeli della vita, e assume un atteggiamento più aggressivo, cercando un proprio spazio nel mondo. Ma l'essere "s-maliziati" è un passo ancora più in avanti. E' la fase successiva in cui l'avventatezza giovanile cede il passo alla maturità, in cui una valutazione più realistica e serena delle cose smussa gli angoli e rende la trasgressione priva di significato.
Lo scandalo è frutto della malizia degli altri, più dell'evento a cui è associato. Come dice la bibbia, è "negli occhi di chi guarda". Chi possiede naturalezza perde anche il senso di vergogna, i tabù saltano, e si diventa meno condizionati socialmente.
Lo smaliziato sa meglio distinguere ciò che è giusto o sbagliato; è una persona che ha recuperato la propria spontaneità e naturalezza, in seguito a fasi della sua vita più agitate.
Più apollineo che dionisiaco, fa della sua armonia un punto forte.

martedì 18 marzo 2008

Donne del Cinema - Bo Derek: che fine ha fatto?

Bo Derek era, negli anni '80, l'incarnazione di una bellezza raffinata e sensuale al tempo stesso.
La ricordo in particolare in un film, "Ten", in cui un improbabile Gene Wilder riusciva a sedurla, finendo poi sul cornicione di un palazzo in vestaglia, ripreso dalle telecamere della tv nazionale.
Appena un'attimo prima c'era stata la famosa frase: "Serviti il tuo pasto, cowboy!"

Cronaca - donne famose That's amore


La moglie di Paul Mc Cartney, Heather Mills, ha ottenuto 24,3 milioni di sterline (30. 9 milioni di euro) come liquidazione per il divorzio. E poi dicono che il matrimonio non è un contratto.

domenica 16 marzo 2008

Politica - Rinascimento Napoletano

Avrei voluto accostare questa foto a quella di una Certa Persona "Rinascimentale".
Avrei poi messo il titolo: Aguzzate la vista, per trovare i sette piccoli particolari differenti.
Alcuni dicono "Berlusconi mafioso" senza averne le prove. Ma in Campania da tanti anni ormai c'è il centrosinistra.

Pescara - Piazza Salotto com'era prima


Piazza Salotto è stata rinnovata. Ma il suo arredo originario, quando era in buono stato, era molto più bello

giovedì 13 marzo 2008

Pescara e dintorni - Passerella a Francavilla


Questa invece è la famosa passerella sul mare di Francavilla

Foto Abruzzo - La bella addormentata (Gran Sasso)



Questa foto e quella seguente, invece, sono un regalo che faccio a me e a voi, sicuro che ve le gusterete fino in fondo. Per chi non è Abruzzese: guardate bene la forma della montagna: sembra una donna distesa, che dorme. Da qui il nome "La bella addormentata".

Pescara - L'incrocio pericoloso


Questo è lo svincolo tra Via San Francesco e Viale D'Annunzio, a pochi metri dalla caserma dei Vigili del fuoco. Per chi proviene da Viale D'Annunzio, il semaforo non è attivo. Stesso dicasi per chi viene dalla direzione opposta, da Viale Pindaro. Il problema è questo: la strada è molto ampia e c'è anche una curva. Chi sbuca con l'auto dalla strada secondaria (che, nella foto qui sopra, è a sinistra), per attraversare, è spesso costretto a fermarsi in mezzo alla strada.
Chi viene da Viale Pindaro e procede a più di 40 km/h, rischia di non vedere in tempo la macchina che sta attraversando la strada, anche perchè il semaforo da quel lato è spento.
Avviene dunque spesso che ci siano incidenti su quel tratto di strada, e che molte volte l'urto sia solo sfiorato, come mi è capitato di vedere appena due giorni fa.
Lancio un appello a chi di dovere perchè si prendano provvedimenti.


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venerdì 7 marzo 2008

Musica - La mia piccola "ragazza cinese"


A quanto pare, David Bowie ha avuto, e penso che l'abbia ancora, una "piccola ragazza cinese".
A chiamarsi così però non sarebbe una ragazza con gli occhi a mandorla, ma la cocaina che gli viene venduta, probabilmente raffinata in Cina.
Questa voce circolava negli anni '80, al tempo di una sua famosa canzone, che parlava d'amore sì, ma per una sostanza.

L'affezione sbandierata per gli stupefacenti pare che sia sempre stata di moda tra gli artisti. Non si contano le lodi e gli inni al vino e all'alcool, dagli autori Greci a quelli Romani, da Bukowski a Goran Kuzminac.
Di qualche anno fa solo le note di "La mia signorina" di Neffa, che sarebbe stata dedicata (siamo ancora sul "si dice") alla marijuana.
Chi fa uso di sostanze le difende e le ama, anche contro l'evidenza.

E' capitato anche a me, col caffè.
La carica del caffè mi era diventata indispensabile, tanto che ne bevevo in maniera spropositata.
Poi, per colpa della caffeina, ho iniziato a sentirmi male, e ho dovuto chiudere con questa bevanda.
Nel culmine dell'entusiasmo, ero arrivato persino a scrivere una poesia sul caffè, che ora, a distanza di diversi anni, i miei mi esortano a pubblicare, neanche si trattasse della Divina Commedia.

Riguardo alle canne, ci sono tanti aprezzamenti di parte: " Non fa male", "Mi fa stare bene", "Mi rilassa".
C'è chi addirittura sostiene che dalla cannabis si può ottenere un carburante per le auto.
Ma ve le immaginate le macchine che vanno a cannabis?
La città si riempirebbe di fumo stupefacente, riducendo tutti ad uno stato di ilare ebetismo.

A lungo andare il pianeta si riempirebbe di questo gas e dall' "effetto serra" si passerebbe all' "effetto Rasta", con gli alberi dalle foglie lisce che si arricciano a mò di permanente.
A volte al cuore non si comanda, ma non sempre il cuore ha ragione.


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