Televizijos bokštas




Nella foto: la "Torre della televisione" di Vilnius. Alta 326,5 metri, fu ultimata nel 1980. Il 13 Gennaio 1991, dopo la proclamata indipendenza della Lituania, le truppe sovietiche ne presero il controllo. La popolazione tentò di insorgere e negli scontri morirono 14 civili, un soldato russo e in 700 rimasero feriti.

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lunedì 24 novembre 2008

Riflessioni - Sul senso di appartenenza

Molte volte mi capita di sentire, soprattutto tra i giovani: "Sono stanco di sentire: "La mia casa, la mia famiglia, la mia terra... io sono cittadino del mondo, mi sento a casa dove pare a me, vivrò dove pare a me".
Nulla da eccepire.

Ognuno fa quello che vuole; il discorso però è un altro.

Non si può negare però che l'uomo vive nello spazio e nel tempo.
Non decide lui da chi nasce, nè il luogo, nè la nazionalità, nè la sua condizione sociale originaria. Da questo punto di partenza, che coincide col primo vagito, all'età della ragione e delle prese di coscienza, passano anni di esperienze.
Ovviamente, si può cambiare, si può addirittura rinnegare il passato, fare delle scelte, vivere altrove.
C'è chi addirittura cambia sesso, o colore della pelle, o i lineamenti del proprio viso.

Non si può però fuggire da se stessi, nè si può cambiare tutto.

Se sei italiano, qualcosa dell'italiano ti rimarrà sempre.
Ti alzerai la mattina e vedrai la gente intorno bere l'espresso e il cornetto, piuttosto che bacon e uova.

Vuoi cambiare paese? bene, con grande sforzo dovrai impararne lingua, costumi, e dovrai farti accettare, trovare un lavoro, rifarti una vita.

Mai però, potrai dire di essere trasversale, e non essere ricondotto a delle categorie, perchè non avrebbe senso.

Il tuo lavoro,il tuo status sociale, la tua famiglia, i tuoi amici, la tua nazione, la tua etnia, la tua residenza, ti associeranno ad un gruppo piuttosto che a un altro.

Ci sarà sempre qualcosa che ti associerà ad altre persone, e guai se così non fosse.

Se siamo parte di una nazione è bene partecipare alla vita pubblica, e relazionarci agli altri, confrontarci, essere della partita.
Se non rispetti le regole del tuo paese rischi la galera, se non ti conformi un minimo al modo di vivere comune, sei un eremita, isolato dalla società. Partecipare alla vita in comune non vuol dire rinunciare alle proprie idee, vuol dire saper stare al mondo. Il mondo non sarà mai tutto come lo vogliamo. E meno male, perchè nessuno di noi è infallibile.

C'è chi vuole combattere il razzismo negando le differenze, o addirittura cancellandole.
Personalmente, sarei inquietato da un mondo così globalizzato e multietnico in ogni nazione.

Le conseguenze sarebbero un appiattimento culturale e una vitalità ridotta dell'essere umano mai viste prima.
Il mondo è bello nella sua varietà.
Se vado in Giappone e vedo che tutto è diventato uguale all'Italia, che cosa ci vado a fare?

giovedì 20 novembre 2008

Notizie- Pescara. Resti dell'antica Roma a Pescara

Pescara cela, sotto i suoi edifici e le sue strade, una notevole quantità di vestigia romane, che attendono solo di essere riportate alla luce.

Nel sottoscala del palazzo della ex-stazione ferroviaria (ora sede dell'Icranet) si celano della arcate, che in pratica sostengono l'edificio e che in passato erano occultate da una falda acquifera.

"Prosciugati i locali", spiega Aniello Izzo, uno dei fondatori dell'Icranet) "si ci è resi conto che le mura e il soffitto risalivano ai tempi dell'antica Roma. C'era anche una caldaia (ovviamente di età più recente) che era stata installata per riscaldare il piano superiore, dove c'era il corridoio della stazione ferroviaria. La falda acquifera esiste ancora, ed è stata deviata verso due vasche che si trovano ai lati dell'edificio, e la sua acqua viene utilizzata a scopi di normale utilità".

Ciò che sorprende è come tali mura abbiano retto al passare dei secoli, all'acqua, alle vibrazioni prodotte dai treni.

Oggi, complice il restauro portato a termine con molto buon gusto, esse rappresentano un bell'esempio di tecnica costruttiva, quell'opus cementicium che ritroviamo in tante opere risalenti a migliaia di anni fa appartenenti alla civiltà romana.


Altri ritrovamenti
Tale sito, riportato alla luce e gestito con scrupolo,
non è certo l'unica testimonianza dell'epoca presente nel capoluogo adriatico.

Sono conservate, di fronte alla cattedrale di San Cetteo, sotto due lastroni di vetro leggermente appannati, le basi di due grandi colonne che lasciano immaginare la presenza, sul posto , di una costruzione di dimensioni rilevanti.

Alcuni anni fa, nelle vicinanze del fiume, vennero scoperte delle maioliche, in seguito a degli scavi. Gli esperti e gli amministratori locali si posero un dilemma: o lasciarle lì, utilizzando un sistema di manutenzione costoso che le avrebbe preservate, oppure estrarle, (ma non si sarebbe potuto evitare di spezzarle) per conservarle in qualche museo abruzzese. Si scelse una terza strada, la più assurda: risotterrarle. Adesso, in pratica, tali pietre giacciono sotto una colata di cemento.

Sempre a Pescara, nei pressi dei Gesuiti, vennero ritrovati cocci e utensili vecchi di millenni. Anche di essi non si è più saputo nulla, nonostante si fosse coscienti che , scavando, sarebbero venuti fuori altre importanti oggetti.

Evidentemente a Pescara non c'è interesse per testimonianze antichissime e di un certo valore.




martedì 18 novembre 2008

Notizie - Abruzzo. Francavilla - Spiaggia sempre più ai minimi termini

E' in fase di costruzione un albergo sulla spiaggia a Francavilla.
Contemporaneamente, due chilometri più a sud, è in corso la costruzione di un porto turistico, sempre a spese della spiaggia.
Queste due novità fanno il terno con la ristrutturazione e l'ampliamento del pontile in zona "Sirena", che però non è un'opera invasiva.
Suscitano invece dubbi le nuove due iniziative, perchè, anche se ormai Francavilla si è ormai sviluppata da decenni a spese della spiaggia, è discutibile occultare il mare ulteriormente ai passanti e porre cemento nelle immediate vicinanze delle zonse di balneazione.
Il turismo se ne avvantaggia o ci perde?


Notizie - Abruzzo Politica - Il psi presenta i suoi candidati alle regionali.

Il Psi presenta i suoi candidati alle regionali.
Cuzzi: "Col Pd, ma con senso critico".

-Condividere un progetto assieme non vuol dire essere d'accordo su tutto-. In questa frase di Gaetano Cuzzi (Psi) c'è la sintesi degli intenti dei socialisti abruzzesi.
Il Psi presenta ufficialmente i propri candidati al consiglio regionale abruzzese in supporto di Carlo Costantini, non nascondendo la sorprendente vitalità del dibattito interno che lo percorre.
Gaetano Cuzzi, coordinatore regionale del partito socialista, esprime delle posizioni molto decise: -Ribadisco il nostro appoggio al Partito Democratico e a Carlo Costantini, ma al momento necessario tutti noi esporremo i nostri punti di vista che potranno non coincidere con quelle dei nostri alleati.

Vorrei poi esprimere il mio appoggio morale a Donato Di Matteo, alla cui candidatura i vertici romani della coalizione hanno opposto un secco rifiuto, perchè indagato (per presunto avvelenamento delle falde acquifere, ndr).
Lo stesso sentimento di solidarietà vorrei esprimerlo a Riccardo Padovano, il cui capo di imputazione non è nemmeno così grave e riguarda un semplice concorso in abuso di ufficio.
Ci sono candidati in questa tornata elettorale su cui gravano accuse ben più pesanti, e questo l'ho già fatto presente a Carlo Costantini.
Sul piano dei programmi, invece, sottolinea:
-Poniamo l'attenzione sull'esigenza che ha l'Abruzzo di potenziare i propri scali portuali, l'aeroporto di Pescara (che ha raggiunto la quota di 400 000 passeggeri l'anno) e il collegamento ferroviario Pescara-Roma, che è di grande utilità oltre che di grande importanza strategica.
Sulla costruzione di termovalorizzatori, invece, mi sono espresso già ampiamente a favore in passato, e ne ho fatto una mia battaglia personale-

In molti hanno delle proposte e dei sassolini nella scarpa da togliersi, e i candidati non si fanno sfuggire l'occasione di esternare il proprio pensiero al senatore Labellarte, giunto a Pescara per dare man forte ai suoi.

Gerardo Labellarte, classe 1956, originario di Melfi ed eletto senatore nelle circoscrizioni della regione Lazio, indirizza i suoi strali verso due direzioni: la prima è il governo Berlusconi, la seconda sono i suoi alleati.

Sul governo: -E' chiaro che l'amministrazione di centrodestra sta dimostrando una arroganza senza pari, e non condivido il loro trionfalismo: il mondo della scuola, la gente scesa in piazza sono chiari segnali di dissenso, e ci sono cittadini napoletani che mi segnalano che nelle loro zone di residenza l'immondizia nelle strade è ricomparsa-.
Sul Pd : -Io sono per la "non disciplina". Non passi l'idea che per il solo fatto di avere aderito ad una coalizione, noi ci dobbiamo allineare su tutto. Non dobbiamo celare il nostro malcontanto, anzi dobbiamo esprimerlo vivacemente-.
Labellarte ha una visione originale sul centro copernicano della sinistra: -La sinistra è il socialismo. Sono due parole inscindibili, come dimostra la storia di tanti paesi europei e del mondo, e ancora adesso, in stati democratici e dittatoriali, la presenza dei socialisti non si dissocia da questo binomio.
Non siamo noi ad aderire al Pd, ma è il Pd che si lega a noi, veri detentori della tradizione di sinistra-.
Andrea Russo

Notizie -Politica - Pescara. Intervento di Gianni Teodoro sulla sanità pescarese

Teodoro incalza il sindaco: "Più risorse per il pronto soccorso".
Gianni Teodoro lancia un monito al sindaco ed alla Asl per un servizio più efficiente

Trecento minuti d'attesa per ricevere le prime cure. Lunghe file in sala d'aspetto per persone vittime di incidenti di vario tipo.Le difficoltà dei medici preposti all'accoglienza degli infortunati nel gestire un reparto dell'Ospedale Civile che richiede sacrificio oltre al normale espletamento del proprio compito lavorativo.
Sono questi i temi su cui batte il consigliere GianniTeodoro (della lista che da lui prende il nome), indignato da tale situazione d'indigenza.
Si rivolge soprattutto al sindaco, che "Sebbene non abbia la diretta competenza nella gestione della Asl e delle strutture ospedaliere, è il sindaco della città dove il Pronto Soccorso in questione è collocato, ed ha quindi il dovere di interessarsi con decisione per trovare le soluzioni migliori, mettendosi in contatto con il manager della Asl Antonio Balestrino".
Il pronto soccorso dell'ospedale ha delle procedure che danno la precedenza ai casi più gravi, per cui anche se qualcuno è in fila da molto tempo, si vede sorpassato nella lista di attesa da un paziente in condizioni più gravi.
Bisogna ottimizzare il servizio, e ciò lo si fa in due modi: in primis assumendo nuovi medici e personale paramedico nel Pronto Soccorso (e a tal proposito, da cittadino, ringrazio l'eroico impegno dei medici di quel reparto, che va oltre le loro normali mansioni). In secondo luogo, bisogna prendere ad esempio gli Stati Uniti, dove chi ha bisogno di cure urgenti subisce tutti gli accertamenti del caso nell'arco di pochi metri, con la sala operatoria anch'essa posta nelle immediate vicinanze.
In Italia, invece, il paziente viene mandato da un reparto all'altro, con grande perdita di tempo, quel tempo che non c'è a disposizione quando è in gioco una vita umana".
Il consigliere dell'opposizione, nell'esporre tali istanze, ribadisce quella che per lui è una cattiva condotta da parte del Primo Cittadino Luciano D'Alfonso: "Sono queste che ho appena elencato le necessità primarie della cittadinanza. Luciano D'Alfonso, invece, non ha fatto altro, nei cinque anni del suo primo mandato,e nei primi mesi del secondo,(ovvero tutto il tempo in cui è stato in carica) che pensare all'arredo urbano, rifare marciapiedi, ricoprire di asfalto nuovo le strade. La gestione di una città non si limita a questo, e spero che se ne renda conto presto".
Andrea Russo

lunedì 10 novembre 2008

Barack Obama presidente: Evento storico, ma ora seguano i fatti

Il nuovo presidente degli Stati Uniti è già molto amato; non è ancora entrato in carica (lo farà il venti Gennaio), ma raccoglie simpatie trasversali in patria e all'estero; è giovane (47 anni portati alla grande), è carismatico, ha un bell'eloquio.

Ha una particolarità in più: è il primo presidente nero della storia. Per meglio dire, non proprio nero: la madre bianca, il padre kenyota. E' cresciuto con i nonni alla Hawaii, ha studiato, è diventato senatore, e poi, quasi inaspettatamente, ha riscosso tali consensi da poter puntare alla casa bianca. Il suo sogno, come quello di molti americani, si è realizzato.

Non di sogni, però, vive la Politica.
Gli americani hanno assistito ad una lungo e tumultuoso regime di campagna elettorale: prima le primarie dei due partiti, finanziate dagli industriali e dalla gente comune, poi le elezioni politiche, combattute a suon di spot televisivi, di comizi in tutti gli oltre cinquanta stati U.S.A.
La campagna elettorale, in america come all'estero, è ormai basata, i buona parte, sulle apparenze: il costo dei vestiti di Sarah Palin, per molti, ha contato meno dei fatti o dei propositi espressi.

Ora gli americani hanno votato il loro presidente; c'è secondo me un entusiasmo eccessivo, per un uomo che non ha ancora avuto esperienze significative di governo, e che non ha ancora avuto la possibilità di mettersi alla prova.
Lo giudico un entusiasmo eccessivo soprattutto per coloro che, vivendo all'estero, sanno ancora meno di lui o mettono in relazione la vittoria del Partito Democratico americano con le sorti dei partiti di casa propria.

Stucchevole è stata la dichiarazione dei leaders del PD italiano: "Abbiamo vinto anche noi" .
La sinistra americana è molto diversa dalla sinistra italiana: loro non sono mai stati nè comunisti, nè socialisti, nè ora, nè 15 anni fa, quando si passò dal Pc al Pds.
L'America intera, visceralmente, è sempre stata avversaria del comunismo. Lo ha combattuto, a torto o a ragione, in Corea, in Vietnam , e durante la guerra fredda.
E' singolare notare come proprio coloro che più, sotto sotto, disprezzano o disprezzavano gli Stati Uniti e i suoi valori ora siano i più interessati alla loro vicende e siano in prima linea a fare il tifo con l'ingenuità della gente della strada per il nuovo presidente.

Bisogna aspettare i fatti, e vedere cosa sarà in grado di fare, Barack Obama, trovandosi di fronte alla crisi economica e a dinamiche di portata mondiale.
Visto che dai destini degli Stati Uniti dipendono in buona parte quelli del mondo intero, tutti ci auguriamo che egli sia una guida illuminata per il suo paese.

Politica - Risultati elettorali in Lituania



BORSE - Leaderboard


Da pochi giorni si sono concluse le elezioni politiche in Lituania.
Il risultato è stata la vittoria della coalizione liberale, a danno dei partiti del governo uscente.
A Gediminas Kirkilas succede Andrius Kubilius, che il 28 Ottobre ha ricevuto dal Presidente della Repubblica Valdas Adamkus il mandato di formare il governo.

Il sistema elettorale lituano prevede il sistema a "doppio turno" ovvero si vota due volte a distanza di 15 giorni.
Queste elezioni hanno visto la comparsa sulla scena di un nuovo partito, fatto di attori e personaggi televisivi.

Nella prima tornata l'affluenza è stata del 40% circa, nella seconda solo del 30%.
Il popolo lituano non fa un mistero di essere disgustato dalla politica, ma il fattore più preoccupante è la convinzione che c'è in tutti, anche nei giovani, di non poter cambiare le cose, e c'è una rassegnazione che va ben oltre il realismo e le possibilità di cui una democrazia può godere.
A distanza di 18 anni circa dal loro "strappo" con l'Unione Sovietica, i Lituani non hanno ancora piena coscienza della loro capacità di cambiare le sorti del proprio paese, anche con la partecipazione popolare alla vita politica. C'è ancora una testardo scoramento come ai tempi dell'ex Urss, e una lontananza dalla percezione di libertà e autonomia che come stato sovrano la Lituania gode.

Eppure non manca un forte senso di nazionalismo in una certa parte della popolazione.
E non mancano neppure dei segnali di cambiamento. Negli ultimi anni, l'economia capitalistica ha fatto capolino nel piccolo paese baltico, e recentemente, nel 2007, la Lituania è stata incoronata come il paese europeo con la crescita economica più alta (7,5%).
Questo exploit si spiega con due fattori principali: il primo è che c'è stato un certo afflusso di fondi da parte dell'Unione Europea, e in un paese di 3 milioni e mezzo di abitanti (una popolazione pari a quella di una regione italiana medio-grande a fronte di un territorio pari a 4 regioni circa), anche poche decine di milioni di euro si fanno sentire in maniera forte nel loro apporto all'economia.
Il secondo motivo è che molti, soprattutto i giovani, sono emigrati all'estero e il loro gettito fiscale è derivante dai guadagni ottenuti in altri paesi.

Dalla parte opposta , però, si tenga conto che molte persone in Lituania percepiscono uno stipendio di non oltre 400 500 euro al mese, cifra con cui a Vilnius, la capitale, a malapena si paga l'affitto. Questa disparità tra stipendi e costo della vita fotografa bene la situazione del paese.

Inoltre, negli ultimi mesi si è avuto un forte incremento dell'inflazione: sono aumentati i prezzi di tutti i prodotti, sia di quelli di uso quotidiano che dei beni più costosi.
C'è già inoltre, chi critica l'utilizzo dei fondi dati dall'Unione Europea: essi non verrebbero sfruttati al meglio da imprenditori che non sono ben abituati a confrontarsi con il libero mercato, e sono detentori di una mentalità spartana derivante dal passato sovietico: in poche parole, non ci sarebbe coraggio negli investimenti, e in alcune nuove attività, si continuerebbe, come prima, a comprare attrezzature già vecchie, senza guardare al futuro e senza la fiducia che un investimento più qualitativo possa portare migliori frutti.

Tracciato un quadro generale, ciò che è doveroso dire, al di là di tutto, è questo: è dannoso, per un paese ormai da parecchi anni affrancato dai regimi stranieri, non prendere coscienza della propria libertà e della capacità di cambiare il proprio destino.
Sono ancora molti i giovani che, sebbene cresciuti per buona parte nella Lituania libera, non credono al cambiamento.

Snobbare i politici con un silenzioso dissenso, più che dare loro un messaggio critico, comporta che le voci critiche si attutiscano ancora di più, e chi vuole la "cattiva politica", beneficiando di un disinteresse generale, può a maggior ragione delinquere e governare male perchè trova un terreno propizio.
Anche l'argomentazione che molti adducono: "Qui, in buona parte, governano ancora personaggi che comandavano ai tempi dell'Unione Sovietica", non può avere scusanti: spetta ai Lituani mandarli a casa e promuovere l'ascesa di politici di diversa caratura.

Hudson Reed



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domenica 2 novembre 2008

Notizie - Pescara- Strade riassestate


Come se il mio monito partito da queste righe il 12 Marzo scorso fosse stato ascoltato, noto con piacere che l'incrocio che collega Viale D'Annunzio a Viele Pindaro è stato riassestato, compresi i marciapiedi.

I cordoli di separazione delle corsie però, sono stati prolungati più del dovuto, e la strada, su Via San Francesco, si restringe troppo. Tali elementi diventano, su quel tratto di strada, più d'intralcio che d'aiuto, e l'automobilista, soprattutto di notte, quando la visibilità è scarsa, deve fare attenzione.