Televizijos bokštas




Nella foto: la "Torre della televisione" di Vilnius. Alta 326,5 metri, fu ultimata nel 1980. Il 13 Gennaio 1991, dopo la proclamata indipendenza della Lituania, le truppe sovietiche ne presero il controllo. La popolazione tentò di insorgere e negli scontri morirono 14 civili, un soldato russo e in 700 rimasero feriti.

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domenica 30 maggio 2010

Novatunesimo minuto

Uno dei protagonisti del match di oggi a Pescara è sicuramente Samuele Olivi: nel finale del secondo tempo ha salvato un pallone destinato in rete al termine di una delle poche azioni degne di nota della Reggiana.
"E' il mio mestire evitare i goals, qualche volta ci riesco, qualche volta no. Sto bene, sia di testa che di gambe, come il resto della squadra".

Ganci, che impone sempre di più in campo, partita dopo partita, la sua personalità, esalta la grande concentrazione della compagine biancoazzurra: "E' merito del mister Di Francesco, abbiamo reso tutti molto con lui, di certo qualche punto per strada lo abbiamo perso e si poteva evitare, ma oggi come negli ultimi mesi abbiamo fatto un lavoro di cui andare fieri. Il Verona è una bella squadra e non dobbiamo pensare di partire favoriti per la finale: dobbiamo giocarcela fino in fondo anche contro di loro".

De Cecco scherza su di lui: "Gli avevo promesso la mia macchina se fosse arrivato a quota 12 goals: è a 10 ora, quasi quasi spero che non segni ancora".
Noi speriamo invece che il presidente tra quindici giorni abbia un'automobile in meno e magari conceda anche un navigatore satellitare, a patto di poter festeggiare in piazza il ritorno in B.

Stadio Adriatico: prove tecniche per la serie B. I biancoazzurri si scatenano e infliggono una pesante lezione alla Reggiana.

Un Pescara sontuoso, quello visto oggi allo stadio Giovanni Cornacchia nella semifinale dei play-off.
Supportati da un pubblico che ha gremito ogni ordine di posti (escluso, per ragioni di sicurezza, il settore ospite) e da una coreografia di bandiere e striscioni commovente, gli Adriatici hanno fatto strazio di una Reggiana apparsa nettamente inferiore: il 2 a 0 finale, seguito allo 0-0 dell'andata, è il loro biglietto di viaggio per la finale di andata a Verona.

Gli ospiti non sfigurano troppo nel primo tempo, pur subendo l'iniziativa martellante della squadra di casa, e non proponendo una controffensiva degna di nota. Ma già al 17' Ganci va a segno, grazie alla sua capabietà e ad un'azione ben costruita. Imbeccato da Sansovini con un passaggio rasoterra, l'attaccante nativo di Milano esplode un violento tiro che piega le mani a Tomasig; l'estremo difensore reggiano non blocca, errore plausibile in serie C1, ma pur sempre un intervento imperfetto; la palla si impenna e finisce alle sue spalle, l'attaccante esulta sotto la curva. Già si presagisce che la partita sarà a senso unico.

Nel secondo tempo fanno il tiro a segno Dettori (che al 4' supera il portiere ma poi si defila troppo e non trova la porta), Ganci al 15', Soddimo allo scadere con un paio di iniziative.

Senza tralasciare ovviamente, lo splendido goal su azione personale di Zizzari, che subentrato a Sansovini si invola sulla fascia sinistra ed esplode un diagonale pieno di rabbia. E' un calcio alle critiche subite per il suo precedente stato di forma non sempre smagliante. L'unica grande oportunità della Reggiana passa per gli scarpini di Alessi ma Olivi salva a pochi centimetri dalla linea di porta.

Al termine della gara si contano 13 conclusioni del Pescara, di cui 8 nello specchio della porta, contro due tiri in porta dei granata.
Il Pescara è in grande forma fisica, a testimoniarlo paradossalmente ci sono i 18 falli motivati più che da reale necessità, da un'eccesso di vigore agonistico; e a fine gara i ragazzi di Di Francesco sembravano avere ancora birra in corpo.

Adesso ci sono 180 minuti di passione nella doppia finale con il Verona, ma tra gli abruzzesi c'è ottimismo: se il Delfino gioca come oggi, saranno davvero poche le chances per gli scaligeri di spuntarla.
Andrea Russo

mercoledì 26 maggio 2010

9 province rischiano la cancellazione

Le nuove indiscrezioni riguardanti la manovra del governo per scongiurare la crisi prevedono la soppressione di 9 province in sette regioni italiane.

In realtà tale progetto è frutto di una deroga al criterio che tutti i capoluoghi con un comprensorio con meno di 220 000 abitanti non debbano più esistere.

C'è una specificazione, nel provvedimento, che fa in modo che la maggior parte delle province interessate dal provvedimento si salvino.

Vengono infatti esentate dalla disposizione tutte le province che confinano con altri stati (che sono tutte a nord), e le regioni a statuto speciale, tra cui la Sicilia e la Sardegna. Cosa rimane? solo 9 territori:
Biella (187 mila abitanti); Massa Carrara (203 mila abitanti); Ascoli Piceno(212 mila), Fermo(176 mila) Rieti (159 mila);la già citata Isernia(88 mila); Matera (203 mila); Crotone(173 mila), Vibo Valentia(167 mila).
Se la "ratio" della nuova legge sarebbe quello di risparimiare, ha veramente poco senso colpire solo 9 capoluoghi su 110.

Si rischia il caos, perchè non si sa ancora quale sarà il criterio di riaccorpamento ad altri territori dei capoluoghi soppressi . Per alcuni di essi formatisi di recente, come ad esempio Vibo Valentia, è lecito pensare che i territori tornino alle province a cui erano state sottratte porzioni di territorio nel momento della loro nascita. Per altre, di costituzione più antica, il discorso è meno semplice.
Si prevedono vibrate proteste da parte degli amministratori locali e da parte delle popolazioni interessate. Si tratta di processi di cambiamento drammatici perchè si rischia di fare danno all'economia locale. Una soluzione potrebbe essere il mantenimento dello status di provincia, accoppiandola ad un'altra confinante: la provincia di Vibo Valentia-Catanzaro, ad esempio, piuttosto che l'assoggettamento della prima alla seconda. Resta inoltre da capire perchè non vengano toccate le province delle regioni "a statuto speciale": Se tale denominazione fa rima con "Regione privilegiata", è giustificato dunque il malcontento di altri.

Artisti in rivolta per i tagli del Governo: da Carla Fracci a Elio Germano, ecco il punto della situazione.

Elio Germano viene insignito della Palma d'oro a Cannes in ex-aequo con Javier Bardem. Nel ricevere il premio, lo dedica agli italiani "che non meritano questa classe dirigente".

Pochi giorni prima, in un clima da Inquisizione, i sindacati si riuniscono con i precari dello spettacolo nel Teatro dell'Opera Roma. Carla Fracci entra danzando con un giovane collega, con un effetto un po' psicotico, avanzando a passi di walzer verso la prima fila dove si accomoda.

Durante il dibattito Gianni Alemanno, sindaco di Roma, prende la parola schierandosi a favore dei precari.

Subito dopo l'intervento, la Fracci si alza di scatto e si dirige verso il sindaco, seduto poco più in là in prima fila: lo accusa di non averlo mai voluto ricevere in due anni, nella sua veste di direttrice dell'ente lirico di Roma.

Il risentimento della Fracci è dovuto al fatto che non le è stata rinnovata tale carica, detenuta per dieci anni. Il suo posto a luglio sarà preso dal noto coreografo Micha Von Hoecke. Il risentimento di molti artisti, tra cui probabilmente lo stesso Germano, è dovuto invece al fatto che il governo sta riducendo i fondi per gli spettacoli.


In primis: lo stato italiano non è un ente di beneficenza, tanti soldi sono stati sprecati per opere anche di scarso interesse. Prendiamo ad esempio, il mondo del cinema: Tantissime pellicole sono state finanziate con fondi pubblici diversi milioni di euro ognuna.

Cosa faceva spesso il produttore? Intascava i soldi per fare il film, e poi non lo distribuiva nelle sale, magari guadagnando il surplus avanzato e rendendo tutto inutile, visto che pochi fortunati soltanto avevano in qualche modo la possibilità di vedere l'opera.

Un intervento del governo ha stabilito che metà dell'importo dovesse essere utilizzato per la realizzazione del film, l'altra metà per la distribuzione.

Secondo: gli artisti non possono pensare che tutto gli sia dovuto, che possano campare parassitariamente alle spalle dello stato e della comunità.

Esiste una parolina magica che nel mondo dell'arte hanno scoperto persino in Russia (e non si tratta certo di un paese noto in fatto di liberalità e liberismo): sponsor.

Il coinvolgimento dei privati, tra l'altro, già avviene per esempio nei films dove viene mostrata un' auto di una certa marca piuttosto che di un'altra, una bevanda piuttosto che un'altra.

Terzo: Carla Fracci ha una lunga carriera alle spalle e dopo dieci anni di ente lirico, che non ha la connotazione di "posto di lavoro a vita", può benissimo farsi da parte, visto che non è l'unica persona in grado di dirigerlo.

Quarto: E' vero, almeno di una parte della classe dirigente è da sostituire. E' anche vero però che la popolazione non può essere distinta dai politici, come se avessero un altro dna. Si tratta di centinaia di migliaia di persone tra amministratori comunali, provinciali, regionali e nazionali, che rappresentano ampie fasce della società.

Chi chiede loro aiuti e favori cercando di scavalcare tutti gli altri? Chi evade le tasse? Chi non regolarizza le badanti o i propri dipendenti sul posto di lavoro? Una buona fetta degli Italiani, denominato "popolo di santi, poeti e navigatori", ma si sa che è solo un modo di dire.

Non siamo gli unici ad avere una classe politica poco amata: in tutto il mondo è così. Gli italiani e i politici italiani sono, nè più, ne' meno, come quelli degli altri popoli.

Niente di nuovo dunque sotto il sole di fine Maggio.

Quello che induce a una riflessione ben meno scontata, è il fatto che il buon Elio Germano sia l'attore di punta, attualmente, della scuola cinematografica Italiana.

Germano, 29 anni, ha già un buon curriculum, è un buon attore, ma niente di più.
Ricordiamoci però che noi siamo la terra che ha dato i natali a Gassmann, ad Alberto Sordi, Monica Vitti, Totò, i De Filippo, Albertazzi....
Avere ora come fiore all'occhiello Elio Germano, quello sì che dovrebbe far riflettere: in che condizione è ridotto il cinema italiano?

I produttori e gli addetti ai lavori hanno colpa di questo?
C'è in loro un senso di sacrificio pari a quello delle vecchie generazioni?

Oggi si considerano "grandi attrici" Giovanna Mezzogiorno e Laura Chiatti". Secondo me basta una Eleonora Giorgi presa a caso (definita a suo tempo un'attricetta e ora rimpianta), per farle arrossire professionalmente.

Se proprio si devono concedere soldi per enti e progetti artistici, (e in alcuni casi è giusto e inderogabile), non bisogna certo commuoversi di fronte alle proteste di un Massimo Ranieri o di una Mariangela Melato, che possono anche esser bravi, ma hanno un conto in banca rassicurante. Bisogna avere attenzione, semmai, per quegli orchestrali che hanno studiato anni e anni e fanno la fame, o quegli attori che non hanno relazioni di amicizia importanti e che rimangono ai margini del jet-set.

sabato 22 maggio 2010

Manovra del Governo: 24 miliardi di euro in due anni

Roma, 25 mag. - (Adnkronos) - Dalla regolarizzazione degli immobili fantasma alla tracciabilità dei pagamenti, dall'innalzamento dell'età pensionabile per le donne nel pubblico impiego allo stop degli aumenti per gli stipendi dei dipendenti pubblici, fino alle misure per Roma capitale. Ecco le principali misure contenute nella manovra approvata al Consiglio dei ministri, che potrebbe comunque subire modifiche con successive intese per il perfezionamento del testo.


- CASA: La regolarizzazione degli immobili fantasma dovrà avvenire entro il 31 dicembre 2010. La sanatoria sarà possibile anche su interventi edilizi che abbiano determinato una variazione della cubatura.


- MANAGER Pa: Taglio del 5-10% per gli stipendi oltre i 90.000 e oltre i 130.000 euro.


- MAGISTRATI: stipendio decurtato del 10% nella parte eccedente gli 80.000 euro, anche per i magistrati del Csm.


- TRACCIABILITA': Scende la soglia che obbliga a utilizzare sistemi di pagamento diversi dal contante, passando dagli attuali 12.500 euro a 7.000 euro.


- COSTI POLITICA: i tagli ai costi della politica che decideranno il Quirinale, il Senato, la Camera e la Corte Costituzionale serviranno a finanziare la cassa integrazione.


- MINISTERI: taglio alla spesa del 10% ma su formazione o missioni si arriva al dimezzamento della spesa. Giro di vite sulle auto blu.


- PENSIONI: Le donne del pubblico impiego andranno in pensione a 65 annni, nel 2016 e non nel 2018 come previsto finora. E' previsto che dal primo gennaio 2010 il requisito anagrafico sia fissato a 62 nel luglio 2011 a 63 nel gennaio 2013 a 64 nel luglio 2014 e 65 nel gennaio 2016.


- DIPENDENTI PUBBLICI: Stop agli aumenti degli stipendi gia' da quest'anno e per quattro anni, fino al 2013.


- ROMA CAPITALE: Arriva un contributo di soggiorno di 10 euro per i turisti che alloggiano negli alberghi di Roma. Per ripianare il debito della capitale si prevede anche la possibilità di un aumento del 4 per mille dell'Ici per le seconde case non in affitto. Previsto anche un fondo di 200 milioni per contribuire al rientro del debito.


- RISCOSSIONE: L'avviso di accertamento e la cartella di pagamento diventano un'unica cosa, accorciando così i tempi per la riscossione. Il superamento della cartella esattoriale nella prima fase riguarderà solo l'accertamento, ma in futuro il nuovo meccanismo potrebbe essere esteso anche ad altre somme che lo stato deve riscuotere.


- ENTI INUTILI: Vengono soppressi Ipsema, Ispel e Ipost, oltre all'Isae, all'Ice e l'Ente italiano Montagna. Addio anche a Comitato Sir e Rel. In totale salta o viene ridotto il finanziamento a 72 enti. Le risorse andranno al finanziamento delle missioni di pace.


- SOCIETA' PUBBLICHE: Per quelle in perdita non sarà possibile effettuare aumenti di capitale.


- COMUNI: Andrà nelle casse degli enti il 33% delle risorse reperite ogni anno dalla lotta all'evasione.


- FONDI IMMOBILIARI: Cancellati i vantaggi fiscali per i fondi immobiliari esteri. Attualmente la tassazione agevolata e' al 20%.


- AUTOSTRADE: Viene spostato al 31 luglio 2010 il termine per l'avvio delle gare di concessione autostradale.


- RISPARMIO: Addio ai libretti al portatore di poste e banche.


- ARRIVA BANCOMAT PA: arriva la carta elettronica istituzionale per effettuare i pagamenti da parte delle P.a.


- INVALIDITA': Sale all'80% il requisito per accedere all'assegno di accompagno per gli invalidi, per le domande presentate dal primo gennaio 2011.


- PROTEZIONE CIVILE: le ordinanze con cui viene dichiarato lo stato d'emergenza saranno emanate di concerto con il ministero dell'Economia.


- PEDAGGI SU RACCORDI AUTOSTRADE: diventa possibile il pedaggio su strade di raccordo con i tratti autostradali.

Michele Santoro incassa e non ringrazia: dieci milioni di euro per sospendere il suo programma.

Santoro prende dieci milioni di buonuscita dal servizio pubblico Rai e sbatte anche la porta. Insulta alcuni membri di quello che definisce "il suo partito", ovvero il Pd, che lo ha fatto candidare ed eleggere come parlamentare europeo (che brutto esilio!) nel periodo nero in cui era stato allontanato dalla Rai. Il segretario dei Democratici di Sinistra Bersani lo ringrazia, ma dice anche che "Da anni ci stava facendo perdere voti, anzichè perorare la nostra causa". La decisione di lasciare la trasmissione è sua, probabilmente perchè sapeva di essere scomodo e che il successo del format non sarebbe potuto durare a lungo. Non aveva risparmiato qualche bordata ai suoi, col suo carattere spigoloso.

Santoro procurava al servizio pubblico milioni di euro in sponsors, visto l' audience che catalizzava.

Dopo una trattativa di mesi col direttore della Rai Mauro Masi, che con altri dirigenti lo aveva invitato a restare, si fatto dare una buonuscita di ben 10 milioni di euro.

Se gli incassi relativi al suo programma vengono meno, c'è una perdita di denari ingente: perchè dunque ricompensarlo? Tale vicenda ricorda quasi quegli accordi criminali in cui si paga qualcuno per stare zitto.


L'episodio avviene in un quadro di guerra mediatica: da una parte ci sono i Floris, i Santoro, i programmi comici stile "Dandini". Dall'altra parte il centrodestra sta concentrando le sue truppe, soprattutto su Rai 1 e Rai 2 con trasmissioni di parte come "Pomeriggio sul due" di Monica Setta e "L'ultima parola" di Gianluigi Paragone, senza contare l'impronta filogovernativa del Tg1 e del tg2, telegiornali molto più moderati fino a un'annetto fa, ma che adesso fanno da vero e proprio contraltare all'aggressivo Tg3 di sinistra.

Disgustoso spettacolo di una televisione pubblica lottizzata dai partiti, con giornalisti che hanno due scelte: o sottomettersi o andarsene. A volte però questi ultimi scelgono a terza via: quella di fare gli zerbini dei potenti o di fare gli invasati credendosi cavalieri templari difensori di un'ideologia, in cui da una parte ci sono i buoni e dall'altra i cattivi.

http://www.ilgiornale.it/interni/il_pd_scarica_michele_da_mesi_trattava_laddio_non_lha_cacciato_rai/22-05-2010/articolo-id=447185-page=0-comments=1

lunedì 17 maggio 2010

Francesco De Gregori e il "processo" del Palalido

Articolo pubblicato sul Corriere della Sera del 3 Aprile 1976

MILANO-Una serie di gravi episodi di violenza e intimidazione sono avvenuti ieri sera al Palalido, allo spettacolo serale del cantautore Francesco De Gregori, che dopo essere stato più volte interrotto,e dopo che un gruppo di giovani aveva invaso il palco, è stato costretto ad uscire dal camerino dove si era ritirato alla fine del concerto, e a salire sul palco. Subito è stato sottoposto a un vero e proprio processo politico perchè accusato di percepire cachets troppo alti e di non destinarli alle lotte dei lavoratori. Un gruppo di giovani, alcuni dei quali hanno dichiarato di appartenere al sedicente movimento di "autonomia operaia", lo ha sottoposto a una serie di pesanti accuse e ingiurie, invitandolo tra l'altro a "suicidarsi subito, seguendo l'esempio di Majakovski", De Gregori è infine riuscito a raggiungere il camerino. "Forse non canterò mai più" ha dichiarato. Gli organizzatori da parte loro hanno comunicato che la lunga tournée del cantautore, iniziata l'altra sera a Pavia, è stata annullata. De Gregori si era esibito una prima volta nel pomeriggio davanti al "suo" pubblico (età media 16 anni) che non era mancato all'appuntamento con il mostro sacro della nuova canzone italiana, ma non aveva manifestato eccessivo entusiasmo per la più recente produzione del cantautore (Bufalo Bill, Disastro aereo sul Canale di Sicilia ecc.). Per la serata il Palalido era esaurito. Alle 21 gli organizzatori aprivano i cancelli e decidevano di far entrare gratis coloro che erano rimasti fuori (oltre un migliaio di giovani), proprio nel momento stesso in cui costoro si apprestavano a sfondare. Con la stessa tecnica con la quale circa due anni fa era stato interrotto il concerto dell'astro del rock decadente Lou Reed, un gruppo di giovani in formazione ha preso posizione dietro il palco, gratificando De Gregori con ingiurie e accusandolo di speculare con le canzoni politiche. Poco più tardi alcuni elementi, staccatisi dalla formazione principale, prendevano possesso del palco e, impadronitisi del microfono, leggevano, fra la confusione generale, un comunicato contro l'arresto, avvenuto a Padova, di un militante della sinistra extraparlamentare. Il concerto riprendeva in un clima di tensione, mentre fra il pubblico alcuni provocatori, gridando che "in sala ci sono più fascisti che compagni", scatenava la caccia al fascista che per fortuna si concludeva con qualche scazzottatura e senza gravi conseguenze. Venti minuti di interruzione e l'esibizione riprendeva. Verso le 22.30 circa, Francesco De Gregori concludeva fortunosamente il concerto e si ritirava. Un gruppo di facinorosi prende a questo punto d'assedio il camerino, "Esci - gli gridano - torna sul palco a parlare con noi o sfasciamo tutto", Le maschere e il servizio d'ordine cercano di arginare l'assalto, ma inutilmente. Dopo qualche minuto De Gregori esce. Al microfono si alternano volti lombrosiani e giovani che sembrano colti da raptus isterico. "Suona per i lavoratori, non ti mettere in tasca i soldi". "Quanto hai preso stasera?" urla un giovane. "Credo un milione e due... - sussurra con un filo di voce De Gregori -, ma poi c'è la SIAE...". "Se sei un compagno, non a parole ma a fatti, lascia qui l'incasso", ribattono. Prende la parola un uomo con la barba bianca, d'età indefinibile: "La rivoluzione non si fa con la musica. Prima si fa la rivoluzione, poi si potrà pensare alle arti o alla musica. Lo diceva anche Majakovski che era un vero rivoluzionario e si è suicidato. Suicidati anche tu!". De Gregori ascolta pallido e silenzioso. Con scarsa convinzione mormora al microfono: "Forse sono una vittima dell'industria...". La delirante farsa del "processo" continua: "Va a fare l'operaio e suona la sera a casa tua". Alcune ragazze piangono, altri oratori continuano sullo stile dei precedenti accusando tutti i presenti che han pagato l'ingresso di essere "una massa di c...". De Gregori riesce a raggiungere il camerino. Appare distrutto e conclude: "Non canterò mai più in pubblico. Stasera mancava solo l'olio di ricino, poi la scena sarebbe stata completa".
Mario Luzzatto Fegiz

sabato 8 maggio 2010

Il mito dell'efficienza straniera - 1

In Italia molte persone pensano che tutto vada male, e che basti varcare i nostri confini per riscoprire la civiltà.
Inauguro quindi una rubrica che offre delle smentite a questo luogo comune, documentandole.

Nelle elezioni appena svoltesi in Gran Bretagna, il sovraffollamento dei seggi non ha consentito a molti di votare. Ciò vuol dire che il governo uscente, colpevolmente, ha messo a disposizione poche circoscrizoni in proporzione al numero di abitanti. Un errore grossolano che era facile da evitare.
Addirittura un ragazzino di 14 anni (ma questo è un caso isolato) ha ricevuto la tessera elettorale e ha potuto votare. Il caso è finito all'attenzione degli organi giudiziari e di polizia. E' tuttavia strano il fatto che gli scrutatori non si siano accorti di nulla: si presenta un giovane di appena 14 anni, che consegna loro probabilmente non solo la tessera elettorale, ma anche quella d'identità. Probabilmente non si sono nemmeno degnati di leggere i documenti.

http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=28971&sez=HOME_NELMONDO&npl=&desc_sez=

Un'altra considerazione da fare è che i rapporti si sono invertiti: gli Inglesi fino a qualche anno fa ci schernivano per il fatto che i nostri governi duravano poco, spesso con elezioni anticipate. Il motivo era la frammentazione partitica che produceva instabilità.
Il risultato delle ultime elezioni inglesi, però, configura una situazione incerta in cui non si capisce se ci sono i numeri per governare, con uno scenario di tre partiti in cui nessuno prevale.

martedì 4 maggio 2010

Strada Valle Fuzzina liberata dai rifiuti. Attenzione però al doppio senso di marcia.




Forse qualche merito, anche con pochi mezzi, riesco a conseguirlo.


Era uscito su Abruzzoblog.it e in altre pagine telematiche locali un mio articolo sul degrado in Strada Valle Fuzzina. Nel corso degli anni sembra che, oltre alla mia, vi fossero state altre segnalazioni.
Mi piace pensare di aver contribuito, in parte, alla soluzione del caso. Cumuli di rifiuti facevano bella mostra ai lati della strada.
Ora invece, su intervento dei consiglieri comunali Marco Mambella e Salvatore Di Pino, sono stati prelevati gli oggetti ingombranti, le buste e le cartacce e questa strada residenziale, ma percorsa da centinaia di automobili ogni giorno, è stata restituita al decoro.
Rimane però il doppio senso di marcia, che in una strada così, stretta, in salita e con qualche curva, è un fattore di pericolo da non sottovalutare.

lunedì 3 maggio 2010

Dopopartita. Di Francesco : "No a cali di concentrazione". Edmondo: "Mi affido all'onestà della classe arbitrale"

Mister Di Francesco ha negli occhi la solita grinta di chi vuole vincere per la città in cui è cresciuto: "Qui a Pescara ci sono nato, c'è un progetto di vita oltre che calcistico". Accarezza il suo bambino mentre confida ai giornalisti: "Ero nervoso nel finale perchè non possiamo avere cali di concentrazione come quelli odierni. Abbiamo rischiato. Ora dobbiamo prima pensare a vincere a Marcianise e dopo gli ultimi 90 minuti guarderemo i risultati negli altri campi".

Anche Maurzio Edmondo, azionista del club adriatico, dice la sua e nel caso di play off vuole le mettere in guardia sia dal Verona che dal Portogruaro: "Il Verona ha un peso politico maggiore, anche perchè ha alle spalle un grande città, uno stadio importante e una società solida.
Il Portogruaro però, attualmente è più in forma. Spero solo che non avvenga quello che qualcuno teorizza, ovvero l'intervento di poteri forti a favore di qualcuna delle squadre impegnate nella lotta alla serie B".

Due curiostà inerenti alla partita.
La prima è che in tribuna erano presenti Giovanni Galeone e Massimiliano Allegri, due bandiere del Pescara che hanno riscosso l'entusiasmo del pubblico: foto, abbracci e autografi si sono moltiplicati in onore dei beniamini del tifo locale.

La seconda ha riguardato, a gara finita, lo scambio di solidarietà tra i tifosi del Pescara e quelli del Potenza, di cui non è facile capire bene le motivazioni. Probabilmente i gruppi ultrà si sentono vittime del "Palazzo" della Lega Pro sia in qualità di tifosi che per le vicende legate alle loro società calcistiche.

Pescara calcio, 90 minuti ancora per sperare nella serie B

E' proprio vero che nel calcio non si può dare niente per scontato. La partita di Foggia, da cui il Delfino Pescara era uscito sconfitto, sembrava allontanare i bancazzurri dal primato in classifica.


E invece, ecco la concatenazione virtuosa di tre risultati.
In primis la "debacle" del Verona (in corso ormai da diversi mesi) si è materializzata di nuovo ieri con una sconfitta per 3 a 2 subita dal redivivo Real Marcianise.

Anche il Portogruaro non ha avuto quella marcia in più in casa contro un Cosenza determinato a mettere in cassaforte la salvezza: l' 1 a 1 mette ancora in discussione la promozione.

Infine, per ultimo, un fattore non meno importante: la vittoria degli abruzzesi contro un Potenza che, nonostante la spada di Damocle delle sentenze sportive che attende, sta onorando il campionato con una notevole rimonta: potrebbe giungere alla salvezza, almeno sul campo.

Ecco in sintesi quanto si è visto sul perimetro di gioco del "Giovanni Cornacchia". Nel primo tempo le squadre non si risparmiano, e le azioni si susseguono a ritmi piuttosto sostenuti.

Al 5' Sansovini fa sapere a tutti, a modo suo, di essere un giocatore ritrovato, raccogliendo un pregevole assist del carismatico Ganci e infilando il buon Della Corte con un preciso e angolato diagonale che fa insaccare il pallone alla sua sinistra. Il Potenza reagisce e si rende pericoloso in un paio d'occasioni, ma si va a riposo sull'1 a 0.

Le squadre tornano in campo addormentate; nel dormiveglia desta un sussulto il goal di Soddimo al 55'. L'esterno biancazzurro se la cava bene come punta dopo l'uscita di Sansovini per infortunio muscolare (niente di grave per lui, probabilmente sarà in campo a Marcianise). Il solito Ganci lo imbecca bene: l'assist lo raggunge all'altezza dei 22 metri e lui, spalle alla porta, è coperto da due avversari. Si gira d'istinto e fa partire uno splendido tiro, una stoccata che mette per la seconda volta fuori causa il portere lucano.

Ma evidentemente sulle sponde dell'Adriatico la vita facile non è apprezzata. Dopo il bel pallonetto di Catania al 60' infatti (di poco fuori) si accende il semaforo verde per De Simone, che dopo un tiro di Aquino ribattuto da Pinna, è lesto ad inserirsi e a ribadire in rete, con i difensori pescaresi in vacanza che fanno infuriare "mister" Di Francesco.

Finisce 2 a 1 e la morale della favola è: Portogruaro primo, a 56 punti. Verona e Pescara secondi a 55.

Alla luce del regolamento sulla classifica avulsa, il Pescara ha la possibilità di arrivare primo (e di accedere direttamente alla serie B) soltanto nel caso in cui vinca l'ultima partita di campionato col Marcianise e lo scontro al vertice Verona-Portogruaro termini in parità nella cornice di domenica prossima del Bentegodi.