Televizijos bokštas




Nella foto: la "Torre della televisione" di Vilnius. Alta 326,5 metri, fu ultimata nel 1980. Il 13 Gennaio 1991, dopo la proclamata indipendenza della Lituania, le truppe sovietiche ne presero il controllo. La popolazione tentò di insorgere e negli scontri morirono 14 civili, un soldato russo e in 700 rimasero feriti.

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domenica 28 settembre 2008

I sindacati talvolta fanno l'interesse dei lavoratori, talvolta no.

Con la loro visione statalista e con la prassi sistematica del ricorso agli umori poco razionali delle folle in piazza, i sindacati sono uno dei principali ostacoli alla produttività.
Nessuno nega che essi svolgano una lodevole attività negli interessi dei lavoratori, a mio avviso non tanto nelle grandi trattative collettive, quanto nelle vertenze di tanti inermi lavoratori che si rivolgono a loro.
Ma i sindacati sono qualcosa di più complesso; in molti usano il sindacato come un trampolino di lancio per la politica (vedi Del Turco, Cofferati e D'Antoni), in molti fanno capo ad interessi di partito.
Organismi come la Cgil, la Cisl, la Uil, l'Ugl, hanno delle chiare aderenze politiche.
Diversa cosa sono i sindacati corporativi, che tutelano singole categorie di professionisti.
La visione dell'economia e della politica dei sindacati spinge, in ogni singola battaglia che conduce, verso uno statalismo a senso unico, che va a danno degli stessi cittadini.
Mantenere milioni di dipendenti al servizio dello stato va a danno dei cittadini stessi: ci sono tanti cittadini che lavorano, col comodo posto statale, ma tutto questo ha dei costi, che gravano su loro stessi.
Più dipendenti pubblici, più tasse, più economia ingessata, il fare impresa viene scoraggiato. Nessuno, al giorno d'oggi, vuole un modello sovietico o vetero-cinese, uno stato in cui tutti lavorano e hanno una casa ma muoiono letteralmente di fame e di stenti.
Io, personalmente, non voglio più la dittatura delle minoranze, in cui anche solo 100 persone che scendono in piazza condizionano dinamiche che riguardano il paese intero.

Riporto integralmente, nel prossimo post, un'intervista ad un noto docente universitario italiano che risiede negli USA.

Alitalia, privatizzazione non trasparente

La sinistra voleva dare a tutti i costi la nostra scalcinata compagnia di bandiera ai francesi.
Non ci è riuscito, sebbene abbia avuto due anni e mezzo di tempo, per il crollo del governo Prodi.
Giunge Berlusconi, che da uomo di affari pragmatico, allestisce una nuova cordata, sicuramente più italiana ma anche più vicina ai suoi interessi.
Cerca di concludere in fretta la trattativa, ma i piloti, più di tutti gli altri, sono poco propensi a farsi forzare la mano perdendo parte dei loro compensi. Il sindacato dei piloti e la Cgil, dunque si impuntano, ma per motivi diversi che non sono un mistero.
La Cgil, infatti, braccio sindacale del Pd, obbedisce a ordini di scuderia. Dopo l'iniziale fallimento della trattativa, che comportava il rischio di fallimento e che avrebbe mandato tutti a casa, gli esponenti del Pd chiedono l'ingresso di Air France nella cordata che rileverà Alitalia. Berlusconi li accontenta,e, come per magia, la Cgil firma. Altro che interessi dei lavoratori.
Dobbiamo evitare, da bravi cittadini, ora, il solito dualismo buoni e cattivi, destra e sinistra: la destra supporta compagnie sull'orlo del fallimento come Airone, e il Pd ha una simpatia tutta particolare per i francesi, ai quali hanno già strizzato l'occhio in passato per la privatizzazione delle nostre risorse energetiche.

giovedì 18 settembre 2008

Calcio_ Juventus- Zenit S. Pietroburgo 1-0


Con una bella prova di forza la Juventus ha superato lo Zenit di San Pietroburgo, squadra rivelazione degli ultimi mesi. Una grande invenzione di Del Piero decide una contesa accesissima.
Una punizione da circa trenta metri, in diagonale. La palla si insacca dove il portiere Malafeev nulla può, in alto a destra.
Ma l' urlo liberatorio del capitano, sempre più bandiera della squadra, a dispetto di chi lo da continuamente per finito, giunge al termine di una partita difficile.
Si era parlato ampiamente in questi giorni degli avversari, che in qualche modo destano simpatia, per la freschezza del gioco che esprimono, veloce e divertente, fatto di rapidi e spettacolari scambi.
Si parlava anche del rush finale che li ha portati, l'anno scorso, a vincere dieci partite su 11 rimanenti e a laurearsi campioni di russia, della cittoria della coppa Uefa a danni di clubs molto più blasonati e della vittoria recente della supercoppa contro il Manchester.
Un astro nascente del firmamento calcistico internazionale che dietro cela, come proprietario, il colosso energetico Gazprom.
Anche i giocatori che schiera non sono dei bluff, come Arshavin, Danny e l'ucraino Timoshuk.Ma l'intera rosa è composta da elementi interessanti (e costosi) che fanno comprendere come questo club rappresenti la nuova Russia in cui c'è anche del capitalismo di alto livello.
I tifosi di san Pietroburgo sognano dunque, e ne hanno ben donde. Non hanno potuto farlo ieri, di fronte ad una Juve di rango.

Dal canto suo, la Juve quest'anno è una squadra molto interessante.
Ha introdotto nella rosa giocatori bravi, ma non altisonanti, e sta dando spazio a giovani del vivaio che stanno confermando le aspettative.
Ieri la gara è iniziata a ritmi elevatissimi.
Lo Zenit, rapidissimo ma più intento a fermare Del Piero e Trezeguet che a imporsi in avanti, fornisce una bella organizzazione di gioco e un paio di scambi pericolosi in avanti. La juve forse fa qualcosina di più, ma il pari è giusto.
nel secondo tempo la Juve legittima la sua supremazia con un Del Piero mai domo, nonostante Timoshuk lo tartassi con colpi proibiti.
L'ucraino è "cattivo" e, dopo l'ennesimo fallo al capitano bianconero, gli nega anche la stretta di mano.
Quasi uno stimolo per il campione Juventino che, dopo una fase di crescita e di supremazia della juve, firma un goal da cineteca ed esulta con una capriola : meglio di hugo sanchez.

martedì 16 settembre 2008

Compagnie telefoniche- L'hanno fatto apposta?

E' il 12 settembre. cerco di telefonare sfruttando la mia tariffa, che, con un forfait pagato in anticipo, mi consente di chiamare cellulari wind e telefoni fissi.
Ho ancora a disposizione 165 minuti da sfruttare entro il 13. Faccio presente il problema ad un addetto del 155 che mi dice che devo fare una ricarica per poterlo utilizzare, giacchè ho meno di 50 cent di traffico telefonico.
Prima ancora che io faccia in tempo a fare la ricarica, la wind mi manda un messaggio: mi vengono scalate 6 euro per il rinnovo del piano tariffario (con un giorno di anticipo)
Morale della favola: 165 minuti adieu.
Non contenti, mi mandano un messaggio telefonico automatico che chiedeva di esprimere un gradimento, premendo dei tasti, del servizio di assistenza a cui mi ero rivolto.
Come a dire: io ti do uno schiaffo, e due giorni dopo, con tono serio ti chiedo: ti è piaciuto?

sabato 13 settembre 2008

Mark Kostabi 2


Mark Kostabi


Pittore americano molto furbo, anima le dirette di Telemarket fornendo le interpretazioni dei suoi quadri. Quando c'è kostabi col suo fare malizioso, il suo zampettare da un lato all'altro dell'inquadratura e il suo accento americano, le trasmissioni di Telemarket diventano spassosissime.
Una volta ha riprodotto una natività, con madonna, san giuseppe, bue, asinello, tutti senza volto.
Al posto del bambinello c'era un sacco col simbolo del dollaro. "Ecco, questo è il nuovo Dio che c'è oggi": così ha spiegato il significato del quadro.
Un altro quadro raffigura un uomo portato a spalla da due pescatori, completamente ubriaco.
Sullo sfondo, la spiaggia dell'isola di Ponza. Tutti e tre gli uomini, come nei quadri di De Chirico, non hanno volto. "Questo moltho significativo perchè, nonostante lui molto ubriacho, decide di tornare nela bela isola di Phonza"
Più in là, c'è un quadro che lui non commenta, ma la telecamera lo inquadra ugualmente: c'è lo stesso uomo ubriaco, portato a spalla dagli stessi pescatori, che viene portato in una falegnameria. Mi piacerebbe conoscere il significato anche di quel quadro.

martedì 9 settembre 2008

Il calcio ottuso dei giganti

Li vedo spesso in giro, mentre , approfittando del poco tempo libero, camminano per la città.
Sono calciatori in trasferta delle squadre avversarie del Pescara,dei tornei under 21 o di altre competizioni che si svolgono a poca distanza dalla mia città occasionalmente.
Sono alti. Troppo alti. Mi sembrano marziani, e mi danno molto da pensare.
Il calcio li vuole sempre più fatti così: alti, piazzati fisicamente. Meglio se poco fantasiosi e più ligi alle dottrine tattiche.
Il calcio scolastico, quello bionico e delle sostanze è il Verbo in Italia.
Anche sulla crescita fisica spropositata dei calciatori adolescenti mi viene molto da pensare.
Esistono infatti ormoni che sviluppano la crescita e che possono essere somministrati per creare atleti più forti.
Il calcio però non è solo un fatto di fisico. Nessuno sport lo è se ci riflettiamo.
Il fisico, quando si tratterà di fare una serpentina, un passaggio o un lancio preciso, un tiro in porta, una punizione, non li aiuterà, come anche le pasticche non fanno la qualità nel mondo del pallone.
Ci siamo forse scordati che Maradona era sull'1 e 68 e forse anche di meno, Baggio più o meno come Maradona, Rivera 1,70, Pelè 1,70.
In italia il calcio muscolare vince e la nazionale muscolare ha vinto anche i mondiali.
D'altro canto c'è però da dire che tante squadre dalle caratteristiche diverse hanno vinto in tempi recenti: la Spagna con un gioco fatto di fraseggi e tanti tocchi, il Liverpool con una squadra schierata a "testuggine", coriacea ma non certo fatta di giganti.
Il caso di Borgnovo, affetto da sclerosi laterale ameotrofica non è il primo, si innesta in una lunga serie di ex calciatori che si ammalano.
Non può essere un caso se giocatori professionisti si ammalano in buon numero dopo alcuni anni dalla fine della carriera.
Cannavaro, che era stato filmato con una flebo di fosfocreatina nelle vene, pochi giorni fa ha detto: "Bisogna analizzare la situazione, e fare qualcosa".
Ecco come secondo la convenvienza del momento, per gli eroi del calcio moderno, il vento cambia.
Il calcio è ormai la quintessenza di come i valori dello sport, a livello agonistico, siano calpestati.
Ma si ricordino i tecnici e i coloro che reggono le fila di questo sport che le giocate di un giovane di talento non le darà nessuna pasticca. La fantasia, la giocata fuori dagli schemi, è uno schiaffo alla loro idiozia che, purtroppo, (dato che fa vincere le partite) qualche volta salva la loro panchina.