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venerdì 20 marzo 2026

Predominio Usa, Venezuela, Iran: Ha senso essere Sovranisti oggi? Parliamone con Vincenzo Scarano, Lorenzo Valloreja e Stefano D'Andrea







In streaming stasera, alle 20:45 parleremo di Sovranismo, Giustizia e Medioriente 

con il giornalista Lorenzo Valloreja, laureato in Scienze Politiche, Filosofia e Teologia



e con i professori universitari: 




Stefano D'Andrea, docente di Diritto Civile presso l'Università dell'Insubria










e Vincenzo Scarano, Docente di Diritto Ue presso l' Università Guglielmo Marconi.

Lo streaming apparirà su questo post. Se non appare subito, fate un refresh della pagina

giovedì 19 marzo 2026

Le varie piazze di Budapest


Nella foto: Péter Magyar e László Torockai


Tra cortei oceanici e piazze gremite, fervono i preparativi per le elezioni del 12 Marzo. L'entusiasmo degli Ungheresi per la politica e la loro partecipazione civica sono palpabili.

Gli Ungheresi, soprattutto dopo il recupero della loro indipendenza nazionale negli anni '90, hanno ravvivato il loro orgoglio nazionale e il loro senso di patriottismo.

La Festa del 15 Marzo (in commemorazione dei moti indipendentisti del 1848) è stata propedeutica per i leaders politici di contare gli aderenti alle loro schiere.

Secondo l'Agenzia Turistica Ungherese, in virtù dei rilevamenti fatti con tecnologia mobile, la piazza a favore di Orban contava 180 000 partecipanti contro i 150 000 del suo sfidante Peter Magyar.

Il partito di governo Fidesz ha organizzato molti autobus, mentre Magyar conta sostenitori a Budapest, dove le forze alternative a Orban sono leggermente in maggioranza. Nel resto del paese, invece, il consenso verso il Presidente del Consiglio resta alto.



Ha avuto anche una sua piazza più piccola il capo di Mi Hàzank (La nostra casa), partito di estrema destra con a capo László Torockai, che ha detto: 

I leaders del 1848 inseguivano la democrazia, le libere elezioni, l'Indipendenza dell'Ungheria, la libertà. I nostri nemici sanno che il prossimo parlamento sarà con tre partiti e le loro paure sono giustificate perchè ogni patrioita si muoverà per un miglior futuro possibile.

Orban ha affermato che nelle elezioni del 12 Marzo ci sarà una scelta tra guerra come frutto di uno sconsiderato sostegno allo sforzo bellico Ucraino o la pace.

Peter Magyar ha detto che Orban è un "traditore" e che ha reso l'Ungheria il paese più povero dell'Europa.



mercoledì 18 marzo 2026

È un Pescara Brasiliano: goal e spettacolo contro l'Entella


 Nella foto: Lorenzo Insigne


Il 3-0 casalingo rilancia il Delfino verso la salvezza diretta

Il Pescara continua a fare punti, superando un Entella niente affatto arrendevole, che è sceso in campo attaccando con intelligenza.

Una volta però trovato il goal con due conclusioni di precisione, i padroni di casa sono stati nel pieno controllo della gara.

Nonostante l'iniziativa fosse ad appannaggio dell'Entella, gli Adriatici sono stati bravi a colpire in contropiede, usando i propri palleggiatori per sfruttare gli spazi che si aprivano per loro.

Le grandi vittorie passano pure per gli episodi: le porte girevoli degli eventi possono avere il proprio peso. L'Entella ha iniziato bene, con azioni in profondità, passaggi filtranti e soluzioni creative per cercare di bucare la difesa Adriatica. In più i Liguri partivano con un pressing alto che ha creato qualche grattacapo agli avversari. 


Le azioni salienti

Dopo una punizione dal limite e una occasione da goal di Dalla Vecchia per gli ospiti,

su una azione manovrata Insigne mette in mezzo un bel pallone per Cagnano, che nonostante lo schermo di un difensore venutogli incontro, tira con precisione. Il portiere Colombi riesce a toccare la sfera, ma non basta.

Al 32' Guiu si inserisce bene, provando la palombella, ma la conclusione è fuori misura, col pallone a lato della porta.

Al 42' ancora un assist di Insigne rimpingua il bottino: Calligara raccoglie un suo suggerimento e con fredda lucidità spara il pallone sull'angolo basso, alla sinistra del portiere Lituano Siaulys, che ha appena avvicendato l'infortunato Colombi.

Al 56' i Dannunziani chiudono i conti: lancio lungo di Calligara, Insigne a correre col pallone in campo aperto, dribbling ai danni di un avversario, pallonetto: un secondo difensore devia la sfera, Siaulys a questo punto non può fare nulla: 3-0.

Seguono alcune azioni imprecise da una parte e dall'altra, ma il risultato non cambia: vittoria meritata del Pescara, che ora è a soli due punti dalla salvezza diretta.


Conclusioni

Insigne oggi ha messo a referto due assist e un goal: la sua presenza in campo infonde coraggio ai compagni.

Il Pescara ha concluso la terza partita senza prendere goals: per una squadra che aveva una media di due reti al passivo per ogni partita, è tanto.

In più, nel giro di tre partite (il 4 a 0 col Bari, lo 0 a 0 a Bolzano e il 3 a 0 di stasera) ha migliorato di sette goals la differenza reti.

Il team di Gorgone ha il sesto migliore attacco della categoria con 41 marcature, mentre ha la peggiore difesa con 54 reti al passivo.

La squadra da almeno sette partite però è in netta crescita.

L'Entella dal canto suo ha mantenuto a lungo una posizione di classifica tranquilla e ultimamente sta scivolando nei bassifondi.

Ora nella zona retrocessione ci sono sei squadre nell'arco di due punti e anche quelle sopra sono poco distanti: i giochi, a sette partite dalla fine della stagione, sono aperti e imprevedibili.


domenica 15 marzo 2026

Il Pescara strappa un buon punto a Bolzano : 0-0 col Südtirol


Il Pescara ottiene un buon risultato contro una squadra ostica e fisica, all'indomani di un lungo viaggio in treno e al termine di una buona prestazione. 

I biancazzurri hanno dominato nel primo tempo, raccogliendo diverse palle-goal nitide, al contrario degli avversari che non sono mai riusciti ad inquadrare lo specchio della porta o comunque a creare veri pericoli.

Nella prima frazione, si segnalano due punizioni di Insigne e Brugman, respinte discretamente da un attento Adamonis. Soprattutto, segnaliamo sul finale un affondo di Berardi, che ha angolato la palla bene verso destra: in questo caso il portiere Lituano della compagine Bolzanina ha mostrato ottime doti, allungandosi e deviando in angolo molto bene.

Il secondo tempo è stato più equilibrato, con i padroni di casa che hanno prevalso per venti minuti, poi le squadre si sono equivalse.

Il Südtirol ha perso Tait al '73 per un fallo da rosso diretto. Il Pescara è andato vicino al goal negli ultimissimi minuti con Di Nardo, ma il risultato non si è sbloccato.

Immagini della Nemzeti ünnep, Festa Nazionale Ungherese del 15 Marzo.

Il 15 Marzo in Ungheria si festeggia l'indipendenza nazionale, con riferimento ai moti del 1848-1849 anti Austriaci.

Dai quei fatti si creò l'impero Austro - Ungarico, su una base di parità tra le due nazioni.

L'impero comprendeva anche altri territori e popolazioni, come quelli di Croazia e Romania.


sabato 14 marzo 2026

Il senso della democrazia oggi: siamo sicuri di averlo compreso?





Nelle foto in basso: Alcide De Gasperi, Enrico Berlinguer, due poster affissi durante le elezioni politiche del 1948, Tina Anselmi, Pietro Ingrao


Talvolta le cose che abbiamo sotto il naso, le diamo per scontate. Non diamo loro importanza. La nostra concezione di esse è cristallizzata. Non ci viene in mente di mettere in discussione fatti, comportamenti e meccanismi che ci circondano ogni giorno e che riguardano anche le nostre stesse azioni.

Al contrario, siamo pronti a dare giudizi tagliati con l'accetta verso quello che appare distante da noi. Sembra di sentire il suono del martello del giudice che chiude la sentenza, quando liquidiamo un paese straniero bollandolo con qualche aggettivo poco piacevole.








La nostra percezione dell'Iran

Diamo per scontato che in Iran viga un regime retrogrado, antidemocratico e oppressivo. In buona parte è vero, almeno secondo i nostri criteri, anche se non è vero, come si dice, che sia la dittatura dei pochi a svantaggio dei tanti perchè in tantissimi vi hanno aderito e ancora vi aderiscono liberamente.

Poi continuiamo il nostro discorso: le donne non hanno libertà lì, sono escluse dalla vita pubblica, non possono studiare, non possono lavorare, sono chiuse in casa, sono obbligate a mettere il velo. E qui ci dobbiamo fermare: quanto appena detto è quasi interamente falso.

Le donne Iraniane hanno il tasso di istruzione universitaria tra i più alti al mondo, lavorano, fanno politica, ricoprono ruoli di importanza e in molte non mettono il velo e nei fatti almeno buona parte di loro non viene costretta a coprirsi il capo. Spesso anche chi lo fa, mette un foulard sulla nuca lasciando la testa scoperta o lascia il cappuccio di una felpa leggermente alzato.

Non mi metterò ad argomentare oltre sulla Persia attuale. Scavate nelle verità. Oggi esistono internet, i programmi di traduzione online e le vpn che ci consentono di navigare su siti esteri non raggiungibili da noi. Informatevi, mettete in dubbio le vostre certezze. Io per primo ho tanto ancora da imparare, io prima di voi.

Il punto è un altro: quando giudichiamo gli altri, guardiamo prima noi stessi.

Franco Battiato una volta, interpellato in una intervista sull'estremismo islamico, fece notare che è solo una questione di punti di vista: anche noi abbiamo i nostri estremisti in occidente, come i violenti organizzati per gli stadi che sono pronti a volte anche a uccidersi in nome di una fede calcistica.

Estenderei il discorso di Battiato a questo punto anche agli scontri in piazza, dove gli studenti si prendono a calci, pugni o peggio con altri ragazzi uguali a loro, che non conoscono e che hanno semplicemente  idee diverse.


Il termine "democrazia"

Qual è il vero significato della parola democrazia?

Questo termine nacque in senso spregiativo nell'antica Grecia: Demos (popolo)+ kratia (dittatura). Dittatura del popolo. Gli aristocratici si sentivano superiori al resto del popolo e ritenevano di dover prendere loro le decisioni perché si sentivano più colti ed evoluti.




Siamo tutti d'accordo che oggi il senso letterale della democrazia sia potere del popolo, non dittatura.

E qui giunge la domanda: il popolo italiano decide per sè? Stabilisce davvero qualcosa di importante per sé stesso, sia pure con la mediazione della rappresentanza politica?

Certo, non abbiamo una forma di democrazia diretta, come nella Polis Ateniese. I cittadini decidevano in prima persona. Gli schiavi no, non avevano propriamente lo status di persone vere e proprie, intestatarie di libertà e diritti.

Oggi gli schiavi non ci sono, ma votiamo per i nostri rappresentanti, che poi decideranno per noi, seguendo le nostre indicazioni di base, espresse appunto tramite le elezioni e qualche volta i referendum e le proposte di iniziativa popolare. 

Possono ascriversi come indicazioni verso i politici anche gli scioperi e le manifestazioni di piazza.


La democrazia in Italia (e le sue limitazioni)

Andiamo a vedere dunque quanta democrazia abbiamo oggi:

Possiamo votare per il nostro deputato o senatore preferito? No. Votiamo per delle liste.

Possiamo scegliere il nostro Presidente del Consiglio? No. E infatti abbiamo avuto in tale veste Mario Monti e Mario Draghi, con una carriera nelle banche, che non si erano mai presentati prima al vaglio della cittadinanza candidandosi alle elezioni.

Possiamo scegliere il Presidente della Repubblica? No, lo nomina il parlamento.

I risultati dei referendum vengono rispettati?

A volte sì, a volte no, a seconda delle convenienze. 

I referendum del 1986 e del 2012 sul nucleare hanno riscontrato un rispetto in termini di operatività conseguenziale da parte della politica.




Il referendum sul finanziamento pubblico ai partiti no. Fu rimosso per far posto a nuove disposizioni sui rimborsi elettorali. Si è fatto insomma entrare dalla porta ciò che era uscito dalla finestra.

il referendum del 2012 sull'acqua pubblica è stato rispettato? No, in tanti casi é stata data in affidamento ai privati e tanti saluti alla democrazia.


Il voto tradito, le promesse non mantenute. Votiamo programmi di governo, puntualmente disattesi

Ok, non possiamo votare direttamente per candidati singoli, ma votiamo per i partiti e per le coalizioni di governo. Bene. 

Tuttavia, i partiti che abbiamo votato, rispettano il programma politico che ci hanno proposto?



Se la maggioranza sceglie una fazione piuttosto che un'altra, per mettere in campo determinati progetti in termini di economia, immigrazione, libertà individuali, temi di costume, gestione della giustizia, ammortizzatori sociali, limitazione delle ingerenze di grandi gruppi finanziari e sovrastutture esterne come Nato, Stati Uniti e Unione Europea...

e poi i partiti di maggioranza non fanno quanto promesso, decidiamo noi o decidono le oligarchie?


Libertà di opinione

Siamo tanto bravi a dileggiare la mancanza di libertà in altri paesi ma non ci rendiamo conto che in Italia di democrazia non ce n'è così tanta come pensiamo.

Prova a fare il cantante, l'attore o il direttore d'orchestra e a dichiararti di destra. Prova a fare il giornalista e a criticare i politici Ucraini e Israeliani e poi vediamo se fai carriera, almeno tra le grandi major discografiche e tra i grandi media.

Certo, quasi sempre possiamo dire la nostra opinione. Scrivo "quasi sempre" perchè in alcuni casi o i grandi media ignorano del tutto o quasi alcune posizioni condivise da milioni di Italiani.

In altri casi invece, quando una persona che gode di prestigio e notorietà esprime pareri scomodi, i grandi media gli scatenano una campagna di stampa feroce volta a distruggerne l'immagine.

In definitiva: come cittadino comune, sei libero di esprimere quello che pensi, ma la tua opinione non conta nulla o quasi.


Democrazia o oligarchia?

Possiamo denunciare lo strapotere delle banche e gli extra profitti delle compagnie energetiche.

Possiamo dirlo, ma nessuno farà niente.

Giorgia Meloni, la corrente Presidente del Consiglio e leader del primo partito del nostro nobile e amato paese, aveva promesso di rimuovere le tasse sulle transazioni bancarie e di tassare i guadagni delle compagnie energetiche a seguito delle speculazioni seguenti al conflitto Russo-Ucraino.

Lo aveva promesso ma non lo ha fatto. E perché?

Perché ha voluto evitare lo scontro verso potenziali avversari troppo forti.

Giorgia Meloni era anti Unione Europea e anti Euro.

La vediamo invece andare a braccetto con Ursula Von Der Leyen e promettere massima collaborazione. Del ritorno alla lira invece non se ne parla proprio più.





Il discorso è sempre lo stesso: perché imbarcarsi un una guerra contro una entità così potente?

Eppure aveva fatto delle promesse. Promesse non mantenute. Non solo da lei, ovviamente, non è la prima come politico a farlo.

Ma allora: se noi votiamo, scegliamo perché ci sono state promesse cose specifiche e ciò non avviene, dov'è il potere del popolo?

Chi di noi aveva votato per vedere destra e sinistra che si alleano e mettono al governo un banchiere, come nelle esperienze di Monti e di Draghi?

Nessuno, eppure è successo.


Riforme necessarie

Qualcuno dirà: "Ma le elezioni -nomine del Presidente della Repubblica e del Presidente del Consiglio sono disciplinate dalla Costituzione Italiana (articoli 83, 84 e 85 per il primo, articolo 92 per il secondo).

Ebbene: la Costituzione sbaglia, o meglio: è desueta. Al tempo si volevano evitare i personalismi del Fascismo e gli uomini forti soli al comando, allora vennero ideati tanti contrappesi istituzionali. Oggi tali bilanciamenti, a cui se ne sono aggiunti altri, ostacolano e paralizzano la democrazia.



Ciò che è legale non è necessariamente giusto. Io voglio votare il mio Presidente della Repubblica e il mio capo del governo. E se decadono, si torna a votare. Il popolo torna a votare, non il parlamento.


Conclusioni

In definitiva, possiamo esprimere opinioni liberamente e possiamo dare indicazioni alla politica tramite un voto limitato ma tali direttive vengono disattese a vantaggio dei potenti. 

Inoltre in alcuni ambienti se non la pensi in un certo modo le tue possibilità di carriera si ridurranno di molto. 

Democrazia, dunque, non vuol dire solo svolgere elezioni e votare.

Lo si fa anche in Russia. Lo si fa anche negli Stati Uniti, dove i poliziotti sparano in faccia ai propri cittadini senza motivo e dove gli ultimi (i poveri, i malati, i tossicodipendenti) vengono letteralmente abbandonati al loro destino (100 000 decessi per uso di Fentanyl all'anno).

Piuttosto mi convincerò che nella mia amata Italia ci sarà democrazia quando vedrò che di tanto in tanto si faranno leggi per limitare lo strapotere dei più forti, 

quando verrà garantita una esistenza dignitosa a tutti, quando tutti avranno davvero pari opportunità di partenza e quando la politica dimostrerà di agire effettivamente nell'interesse del popolo.

venerdì 13 marzo 2026

Di Nardo, bomber a sorpresa


Fonte: pescaracalcio.com


Le sue doti le conoscevamo, ma non era scontato che sfondasse anche in serie B

Di Nardo è uno che ha fame, che ha un obiettivo in testa. Lo si vede dall'impegno che profonde, sul campo di allenamento come su quello da gioco.

Rincorre gli avversari, dà una mano coi compagni, si invola rapidamente verso la porta.

Lui non è nato con una tecnica eccezionale, non ha avuto l' opportunità di calcare i grandi palcoscenici per almeno un paio di anni per poi magari campare di rendita, come è successo a tanti talenti non appieno sfruttati del calcio Italiano.

Cresciuto nelle giovanili della Sampdoria, che ne ha mantenuto per diversi anni la proprietá del cartellino, ha militato in prestito presso altre compagini, girando l'Italia: Latina, Arezzo, Pesaro, Lucca, Sona, Vasto, Campobasso e infine Pescara.




La sua carriera è stata una scalata.

Eppure, tre anni fa, ci fu un momento in cui si ritrovò in serie D, alla Vastese, con la quale ottenne una retrocessione in Eccellenza.

Dalla prospettiva di calcare i campi della quinta divisione tuttavia lo tolse il Campobasso. Da allora ha trascorso due stagioni fatte di sacrificio, goals e crescita individuale.

Se però le annate 2023/2024 e 2024/2025 hanno costituito una splendida tappa per la carriera di Di Nardo, la vera svolta è giunta questa estate.

Nella foto: Di Nardo esulta dopo un goal con la maglia del Campobasso


Il Pescara, che ci aveva giocato contro in Serie C ed approdato dopo quattro anni di purgatorio nella serie cadetta, lo chiama, tramite il direttore sportivo Pasquale Foggia, ad innervare l'attacco.

Per Di Nardo si apre l'opportunità, dopo tanti anni, di giocare in una squadra con un passato importante, che ha partecipato alla serie A e ha annoverato giocatori illustri come Tita, Dunga, Borgonovo, Junior e tanti altri.

Di Nardo veste la maglia numero 9, cogliendo l'eredità di tanti giocatori che hanno regalato emozioni sulle sponde dell'Adriatico: Marco Sansovini (a più riprese, tra il 2009 e il 2016), Mauro Esposito (2000-2001),

Fabrizio Cammarata (1997/1998), Dario Di Giannatale (1996/1997), Andrea Carnevale (1993/1994), Blaz Sliskovic (1992/1993), Stefano Borgonovo (1992/1993), Edi Bivi (1991/1992), Paolo Monelli (1990/1991), Massimo Silva (1979/1980), Corrado Serato (1974/1975), Mario Tontodonati (1941/1942) Tontodonati per giunta era un ottimo attaccante e giocò a Pescara per diversi anni anche con altre maglie; con 120 reti segnate con la maglia del Pescara è il miglior realizzatore della storia del club).


Nella foto: Di Nardo. Il gesto che ricorda un po' i Litfiba in realtà rappresenta Batman.Fonte immagine: Pescara calcio - Instagram


Nonostante il rendimento negativo della squadra per buona parte della stagione 2025/2026, Di Nardo è riuscito a mettere a segno diverse reti, con una accelerazione netta nelle ultime partite. Cosa è successo? Il Pescara, nel mercato invernale si è dotata di calciatori dai piedi educati: Cagnano, Brugman, Insigne.


A sinistra: Di Nardo contagia Valzania nella sua esultanzaFonte: pescaracalcio.com


Proprio dai piedi dei primi due sono partiti due deliziosi lanci nell'ultimo match col Bari, con cui Di Nardo ha centrato la porta.

In tutto ha collezionato, nel campionato in corso, 11 reti e 5 assist, senza mai tirare un rigore.

Di Nardo si sta facendo finalmente un nome anche in cadetteria, marchiando i goals con la sua tipica esultanza alla Batman.

Ora si preannuncia un finale di campionato interessante per il Pescara: nonostante l'ultimo posto la squadra ha iniziato a vincere e a rimontare punti sulle dirette concorrenti e mancano nove partite. Il gioco tra l'altro si è fatto brillante, con giocate sopraffine di diversi giocatori dai piedi buoni.

Insomma, il bottino di reti portato a casa da Mr. Di Nardo è probabilmente destinato a rimpinguarsi.

martedì 10 marzo 2026

È giallo sulla portaerei Lincoln, mentre la Iris Dena è affondata

Due affermazioni da parte Iraniana, in parte controverse, si sono succedute ultimamente sulla portaerei Lincoln, che si è spostata ad inizio  2026 dal Mar Cinese Meridionale al Golfo Persico.

Il Primo Marzo hanno affermato, in una dichiarazione riportata dai media Iraniani:

"La portaerei statunitense Lincoln è stata colpita da quattro missili balistici" (...) "La terra e il mare diventeranno sempre più il cimitero degli aggressori terroristici".

Quattro giorni dopo, il 5 Marzo, la tv di Stato Iraniana ha riportato che la stessa nave ha subito un attacco con dei droni.

Sono due dichiarazioni probabilmente antitetiche: se quattro missili hanno centrato la nave quattro giorni prima, dovrebbe essere già affondata o quantomeno resa non operativa.

Gli Americani hanno smentito entrambi gli attacchi:

Secondo il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) si tratterebbe di notizie false. A seguito dei precedenti scontri non ci sarebbero stati attacchi andati a segno ne' con missili ne' con droni. La portaerei sarebbe dunque rimasta pienamente operativa e ha continuato le operazioni di volo nell'ambito delle sue missioni di routine nel Golfo di Oman e nel Mar Arabico.


È invece confermato da entrambe le parti l'affondamento della nave Iris Dena. In acque internazionali, nel Mar Indiano, un sottomarino Statunitense avrebbe colpito l'imbarcazione con un siluro Mk48.

Secondo fonti Persiane, si trattava di una nave scuola con molti cadetti disarmati, perché appunto tornavano da operazioni di addestramento.

32 marinai sono stati recuperati dalla Marina dello Sri Lanka, mentre sarebbero stati trovati in mare 87 corpi delle vittime.

Nella foto in alto: la portaerei Abraham Lincoln. Nella seconda foto: la fregata Iris Dena.


lunedì 9 marzo 2026

Zelensky minaccia Orban di morte, la Ue lo riprende


Nelle foto: Volodymyr Zelensky, Viktor Orban, Robert Fico

"Noi speriamo che una certa persona all'interno della Unione Europea non bloccherá i 90 miliardi (di euro) o la prima parte di essi e che i soldati Ucraini siano in grado di avere le loro armi. Altrimenti, noi daremo l'indirizzo di questa persona alle forze armate, cosi lo potranno chiamare e gli parleranno nella loro lingua". 

Con queste nemmeno tanto velate minacce di morte il Presidente Ucraino Volodymyr Zelensky si è espresso all'indirizzo del suo omologo Ungherese Viktor Orban. 




Non è mancato l'intervento della Ue:   

"Con riferimento specifico ai commenti fatti dal Presidente Zelensky, vogliamo spiegare con molta chiarezza, come Commissione Europea, che questo tipo di linguaggio non é accettabile. Non devono esserci minacce a membri degli stati Europei" 

Così si è espresso il portavoce della Commissione Europea Olof Gill Dalla Slovacchia, invece, è giunto un post tramite la piattaforma "X": 




"Reazione del Primo Ministro della Repubblica Slovacca, Robert Fico, al comportamento ricattatorio del Presidente Zelensky.

Esprimo piena solidarietà al Primo Ministro Ungherese, Se il presidente Ucraino continua così, potrebbe accadere che anche altri Stati membri dell'UE blocchino il prestito di 90 miliardi di dollari per l'Ucraina. 

E chiedo ufficialmente a tutti i massimi rappresentanti dell'Unione Europea, e sarò molto specifico: il Presidente della Commissione Europea,Von Der Leyen il Presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa e anche il cosiddetto responsabile degli affari esteri dell'UE, Kaja Kallas, di prendere le distanze da questo scandalose frasi ricattatorie del Presidente Zelensky".