BLOG DI ANDREA RUSSO
Giornalista, Addetto Stampa. Sito disponibile anche come: www.andrearusso.net
Avvertenza
lunedì 23 febbraio 2026
È giunto il portiere Norvegese. Finalmente un giocatore... Brøndbo
domenica 22 febbraio 2026
Complimenti per il Pescara sui media e sui social da parte dei Veneziani
Il Venezia la spunta con la Cenerentola Pescara, ma quanta fatica!
Un Venezia di categoria superiore ma con dei momenti di amnesia supera un Pescara molto motivato e in salute.
Bisogna dirla fino in fondo: tante, troppe sono state le prestazioni in cui il Delfino ha giocato bene, senza raccogliere punti. Di sicuro alcune decisioni arbitrali e alcuni episodi avversi hanno avuto il loro peso sulla classifica deficitaria dei Biancazzurri, che potrebbero tranquillamente avere 6 o 7 punti in più, lanciandosi verso prospettive diverse.
Nel primo tempo di ieri, i lagunari padroni di casa si sono sorpresi nel trovare una compagine avversaria particolarmente intraprendente che li ha messi in difficoltà.
Dopo il primo goal di Di Nardo, Meazzi ha sciupato una ghiotta occasione per raddoppiare.
Tuttavia i padroni di casa hanno saputo reagire e ribaltare il risultato, portandosi col 2-1 con Adorante e Yeboah.
Tuttavia Di Nardo, al 59' ha pareggiato i conti: al termine di una azione ficcante che ha sguarnito la difesa Veneta, la punta adriatica ha raccolto un passaggio al centro, sgettandosi in scivolata nella porta insieme al pallone.
Non era finita però, perchè il Venezia non si è accontentato e ha cristallizzato il risultato sul 3 a 2 con Hainaut.
Alla fine dei conti, il Venezia si è confermata squadra piena di talenti e in grado di non perdere la bussola se messa sotto stress. Il Pescara dal canto suo, dimostra di essere molto insidioso e capace di mettere in difficoltà chiunque, ma paga le sue pecche difensive.
Al termine della partita si vagliano i commenti degli addetti ai lavori sui media e dei tifosi sui social: si ribadisce il valore del Venezia, ma spuntano tanti complimenti sia ai tifosi del Pescara, giunti con oltre 600 rappresentanti in Laguna, sia per la squadra. Lo stesso tecnico Veneziano Stroppa, pur biasimando i suoi per qualche errore di troppo, non si è esentato dal riconoscere che il Pescara ora sembra una squadra viva e rinforzata dai nuovi acquisti.
domenica 15 febbraio 2026
Delfino corsaro in Irpinia: 0-1 al termine di una partita solida
La sblocca Brugman con una sorta di tiro al volo
Un Pescara solido, concentrato e determinato espugna il Partenio, prevalendo nel gioco e nel numero di occasioni, pur peccando in termini di cattiveria sotto la porta.
Nel primo tempo i Biancazzurri mettono subito le cose in chiaro: attaccano, mettono alle corde l'avversario, che riesce a reagire nel finale di primo tempo grazie a due uscite incerte del portiere Ivan Saio, subentrato a Desplanches dopo un infortunio.
Per la cronaca, Saio, che non giocava da parecchi mesi, è riuscito poi ad entrare in partita.
Gli ospiti, tra le varie sortite, hanno avuto occasioni nitide al 25' e soprattutto al 31', quando Meazzi ha servito di Nardo che non ha agganciato la palla per pochi centimetri, finendo dentro la porta col corpo.
Nel secondo tempo i ritmi sono calati ma non sono mancate le emozioni. L'Avellino ha provato a inserire attaccanti di spessore come Luca Pandolfi e Roberto Insigne. Nel Delfino, invece, hanno ben figurato i nuovi innesti subentrati nel finale Berardi e Gravillon.
Tuttavia è stato Gaston Brugman, subentrato e metà del primo tempo per l'infortunio di Calligara, ad essere decisivo. Ha fornito palloni preziosi per Meazzi, Olzer e Di Nardo e alla fine ha segnato un goal pesante, bello, difficile da eseguire.
All'85', mentre il Pescara continuava a premere grazie a contropiedi ben articolati, Valzania dalla destra ha avuto una idea folle: ha fatto partire una sorta di passaggio-tiro piuttosto forte e rasoterra per l'Uruguagio, che si è coordinato di prima e da oltre venticinque metri ha esploso un proiettile che ha infilato a mezz'altezza Daffara.
Brugman ha finalizzato il lavoro di fatica della sua squadra con una bella gemma, regalandole tre punti importantissimi. Il Pescara non riusciva più a vincere e vedeva la propria motivazione messa a dura prova.
Oggi si è riavvicinato a tutte le squadre che ha davanti, visto che tra le ultime, solo la Reggiana ha raccolto un punto in questo turno di campionato.
Ora gli Abruzzesi sono a 18 punti, quasi agganciando il Bari a 21 punti.
I prossimi tre incontri saranno contro tre squadre di vertice, ad iniziare dal Venezia, che ospiterà ii biancazzurri in casa, il prossimo Sabato 21 Febbraio alle 15:00.
Intanto Gorgone rinsalda la sua posizione in panchina. Biancolino invece, alla quinta sconfitta consecutiva con gli Irpini, rischia seriamente l'esonero.
Una nota di merito particolare la meritano Lamine Fanne e Meazzi. Il primo ha dato muscoli e tecnica al centrocampo. Si tratta di un ottimo acquisto di Gennaio. Meazzi invece ha tecnica e verve ed è stato il migliore in campo.
Altre annotazioni: finalmente il Pescara è apparso solido in difesa, grazie anche alla disposizione a quattro ma anche grazie alla prestazione gagliarda di Bettella, Letizia, Capellini e Cagnano. Anche di testa tanti palloni sono stati intercettati.
Una bella notizia ancora: finalmente il Pescara ha un terzino sinistro di ruolo come Cagnano.
La prestazione dell'Avellino è stata dignitosa, ma probabilmente dopo le precedenti quattro partite su cinque perse in precedenza avrebbe dovuto giocarsela con più sacrificio e motivazione.
La salvezza resta comunque a portata di mano.
Il Pescara vede finalmente un raggio di sole irrorare le gote dei suoi giovani atleti. Hanno dimostrato di non voler mollare e di stare dalla parte di Mister Gorgone, che, pur con qualche errore compiuto (ci volevano tredici partite per provare la difesa a 4?) ha sempre infuso il suo spirito guerriero ai ragazzi.
Con Gorgone il Pescara si è sempre spinto in avanti e nelle ultime gare abbiamo visto tanti recuperi di palla e pressing alto, con una supremazia territoriale e di possesso. Oggi finalmente abbiamo smesso di seguire una difesa colabrodo e abbiamo visto serenità e concentrazione.
Il Pescara è vivo e ora il tasso tecnico si sta effettivamente alzando grazie ai nuovi arrivati a Gennaio-Febbraio.
Alle 19:30 c'è Avellino-Pescara: Abruzzesi in crisi, i Lupi..pure!
Entrambi i Mister oggi si giocano la panchina oggi. Biancolino, reduce da quattro sconfitte nelle ultime cinque gare, rischia vedere compromessi i sogni di alta classifica dei neopromossi biancoverdi.
Gorgone invece, dal lato-Pescara, non è riuscito a risollevare le sorti del Delfino dopo l'esonero di Vivarini, collezionando lo stesso numero di partite (dodici) ed un punto in meno: solo sette.
Oggi il Pescara dovrebbe cambiare modulo di gioco, con un 4-3-2-1 al posto del solito 3-5-2, che invece rimarrà il solito modulo dell'Avellino.
In difesa gli Adriatici recupereranno Bettella dal primo minito, con ballottaggi a centrocampo (Calligara-Brugman) e in attacco (Di Nardo-Russo).
Lorenzo (Pescara) e Roberto Insigne (Avellino), fratelli schierati nelle squadre opposte, potrebbero entrare nel secondo tempo.
Gli Irpini si dovrebbero intanto affidare in avanti al tandem Patierno-Biasci.
Appuntamento allo Stadio Partenio alle ore 19:30, arbitrerà Andrea Calzavara di Varese.
martedì 10 febbraio 2026
Pescara Catanzaro 0-2: vittoria facile per le Aquile
Nella foto: la "terza maglia" utilizzata oggi dal Catanzaro in trasferta, che offre un divertente abbinamento tra nero con motivi e verde fluorescente
Un primo tempo giocato a calci più che a calcio, un secondo più divertente, dove gli ospiti si prendono tutto il bottino senza nemmeno faticare troppo.
Il Delfino infatti è stato veramente pericoloso solo in un paio di occasioni, poi ha replicato il possesso palla e la supremazia territoriale sterili viste a Cesena.
Dopo due occasioni divorate rispettivamente da Iemello e Di Francesco, il Pescara si fa sotto con un doppio tiro di Olzer e Gravillon al 22'.
Al 30' però Iemmello si sblocca: lasciato solo in area, su passaggio filtrante ha lo specchio della porta libero ed è facile per lui insaccare il pallone.
La gara tuttavia rimane in equilibrio fino alla fine.
Nel secondo tempo il Delfino è più attento in difesa, si avvale degli innesti di Berardi e Meazzi, ma subisce il contropiede del 2 a 0 con Aresi che trova davanti a sè pratierie in stile vecchio west.
A nulla serve l'ingresso di Insigne all'80'.
Il Pescara ora, oltre che modesto tecnicamente, sembra anche demotivato.
Gravillon, sebbene non impeccabile, ci ha messo l'anima e ha tentato di dare una mano in avanti, anche se ora servirebbe una maggiore copertura difensiva.
È entrato bene Meazzi nella seconda frazione di gioco.
Gorgone purtroppo non ha saputo porre rimedio alle lacune difensive della squadra, che subisce anche più che ai tempi di Galeone e di Zeman, quando, per contro, c'erano in compenso attacchi pirotecnici.
Mancano 14 partite alla fine del campionato e sicuramente la panchina non può reggere l'urto di altre prestazioni disastrose del genere.
Il vero problema ora è motivare la squadra nonostante la situazione e convincerla a giocare e a divertirsi: alla fine come andrà andrà.
mercoledì 28 gennaio 2026
Lorenzo Insigne torna a Pescara: sembrava impossibile!
Da qualche tempo Lorenzo Insigne, Campione d'Italia con il Napoli e d'Europa con la Nazionale Azzurra, era svincolato. Qualcuno a Pescara aveva notato questa cosa e sognava il suo ritorno, ma non ci sperava troppo.
Invece, ieri mattina è circolato un articolo di Enrico Giancarli su "Il Centro", quotidiano Abruzzese, e rapidamente si sono avvicendate varie conferme e indiscrezioni.Oggi si attende la firma. La società biancazzurra è stata brava a tenere segreta la trattativa e probabilmente la presenza di Verratti come socio ha avuto la sua funzione persuasiva.
Il giocatore dovrebbe restare in biancazzurro almeno sei mesi, con opzione di rinnovo di un altro anno in caso di salvezza.
Insigne, che ora ha 35 anni, fu protagonista insieme allo stesso Marco Verratti e a Ciro Immobile dello splendido primo posto con promozione diretta in serie A nella stagione 2011-2012.
Un trequartista di tali doti tecniche può fare la differenza anche giocando solo mezz'ora a partita in cadetteria. Il Delfino si sta finalmente muovendo sul mercato, col ritorno del difensore centrale Bettella e di un centrocampista di qualità, l' Uruguagio Gaston Brugman.
Dopo questi colpi potrebbero essere incoraggiati a raggiungere Pescara anche alcuni giocatori in trattativa, come almeno uno tra Giacomo Corona e il Ceco Daniel Fila, entrambi attaccanti.
martedì 27 gennaio 2026
Due Carabinieri in servizio all'Ambasciata Italiana minacciati da un soldato dell'IDF
La Giornata della Memoria e il suo uso strumentale: quando la propaganda stride con la realtà
Squarciamo il velo dell'omertà in Italia: chi cerca un posto al sole, nei salotti buoni della politica, del jet set, del business e del giornalismo, spesso ha paura di parlare e soprattutto di muovere una critica alle classi dirigenti Israeliane e ai poteri finanziari di origine Ebraica.
Riflettiamoci: se qualcuno critica una persona importante Italiana noi lo percepiamo come un insulto razzista e una discriminazione verso il nostro paese?
Se un Giapponese o un Africano denuncia le connessioni mafiose tra i gangli della nostra alta burocrazia, i servizi segreti e parte della politica e della finanza del Belpaese, gli diamo del razzista?
Il nostro paese ha bombardato i Balcani in spregio alla propria stessa Costituzione;
ha inviato gli aerei da guerra sui cieli dela Libia, quindici anni fa,
senza una valida ragione che non fossero gli interessi materiali e strategici in ballo;
se un cittadino del Bhutan o della Mongolia ci facesse notare queste verità piuttosto solide, cosa faremmo?
Parleremmo di complotto nazista in salsa Asiatica verso la stirpe degli Italiani -brava gente-?
La risposta la conoscete già: No.
Eppure se critichi la violenza estrema di Israele nei confronti di vari soggetti politici e soprattutto dei civili inermi sei un razzista e un antisemita, per chi sa stare dalla parte del più forte.
Il discorso dunque cambia quando bisogna criticare il Sionismo, che è una forma di nazionalismo Ebraico, suprematista, aggressivo e violento.
Lo stesso dicasi se si denunciano le azioni del Mossad, che è il servizio di spionaggio Israeliano.
Chi vuole far carriera ha paura di denunciare certi crimini.
Piuttosto, spesso cerca di blandire il potere Sionista.
In questo quadro si inserisce tutta l'attenzione mediatica verso la Giornata della Memoria.
Ricordare le vittime è un atto dovuto. Ogni tipo di violenza va condannato. Sui crimini legati alla Shoah a maggior ragione la stragrande maggioranza della popolazione mondiale è concorde e ferma nella condanna
Cionondimeno il modo cieco e univoco in cui buona parte dell'estabilishment occidentale vi ottempera nasconde soltanto sottomissione e tentativi di compiacimento.
Criticare la barbarie dell'Idf non è antisemitismo.
Condannare il blocco di cibo, acqua, medicine ed elettricità, i proiettili verso civili inermi, inclusi i bambini è solo un atto di umanità.
Se la finanza Sionista ha un peso politico ed economico in Europa, esistono inoltre cerchie di persone spietate:
l'intelligence Israeliana da decenni va ad uccidere a domicilio i propri nemici, evitando tribunali e processi: è successo dopo la Seconda Guerra Mondiale, dopo gli attacchi terroristici alle Olimpiadi di Monaco, dopo il sequestro della nave da crociera Achille Lauro.
Il governo Isreliano, tramite il suo esercito, sta compiendo ancora in queste ore un genocidio verso una popolazione di due milioni di abitanti, costretta a vivere recintata nel proprio territorio di 45 chilometri quadrati. Da parecchi anni non possono uscire da lì.
Gruppi di coloni invadono i territori destinati ai Palestinesi dai trattati, si impossessano delle loro case.
Si vive nell'odio.
Non va giustificato il terrorismo, come tutti gli uomini di buona volontà anche io auspico la pace, in ogni dove.
Tuttavia è un dato di fatto che se gli Ashkenaziti non avessero sottratto agli Arabi di Palestina la propria patria, un pezzo alla volta, la spirale immensa di conflitti che ne è seguita non esisterebbe.
Liliana Segre si è sempre guardata bene dal condannare con forza quello che hanno fatto Nethanyau e i suoi soldati negli ultimi anni, chiamando la loro strage per nome: genocidio.
Se hai vissuto le stesse torture, la stessa privazione del cibo, lo stesso tentativo di cancellazione del tuo popolo e poi non ammetti che nel 2026 la Storia si ripete, ad opera di coloro che rappresentano la tua gente e la tua cultura a livello politico, allora c'è un problema.
Il discorso in tal caso si fa irrilevante, inconcludente e irrispettoso verso una intera popolazione martoriata e privata della propria patria.

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