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sabato 25 maggio 2024

"Una donna in carriera": un film benvoluto, forse anche troppo



Premessa

Ci sono molte realizzazioni degli anni '80 e non solo, che reggono al peso degli anni apparendo ancora moderne e tutto sommato attuali.

Del resto gli artisti di qualche anno fa avevano più chiaro il concetto di lasciare una traccia di sé nei secoli successivi tramite la propria opera.

Il regista Mike Nichols, lo sceneggiatore Kevin Wade e gli altri partecipanti ed autori del film stanno vincendo questa scommessa.

Confesso di non aver trovato nemmeno una recensione decisamente negativa di "Una donna in carriera", titolo Italiano di Working Girl (ragazza che lavora).

Eppure i punti deboli ci sono e benchè l'opera sia a tratti gradevole, è giusto farli venir fuori una volta per tutte.

Il contesto

Erano gli anni in cui il cinema ci proponeva gli Yuppies, ovvero giovani rampanti, che, spesso senza particolari doti o titoli di studio, raggiungevano il successo con datori di lavoro vogliosi di dargli tutto non si sa bene per quale oscuro motivo.

È il caso di: "Il segreto del mio successo", in cui la chiave di tutto era nel fatto che Michael J Fox si appropinquava una parente (non è chiaro se fosse acquisita o meno). 

In "Wall Street" Charlie Sheen entrava nelle grazie del suo capo Michael Douglas, che, senza un motivo valido e razionale, gli dava soldi, gli faceva fare carriera e perfino lo faceva affiancare da una donna a sua disposizione. 

Finiva male. 

In "Risky business" uno studentello di liceo impersonato da un giovane Tom Cruise si improvvisava magnaccia, rubando giovani escort a un mafiosetto altrettanto imberbe. 

Senza svelare troppo, finiva a tarallucci e vino, col gangster che gli diceva: "Per questa volta non ti ammazzo perchè mi stai simpatico" (glielo diceva mentre si riprendeva le mignotte e altro ancora, portandosi via tutto a bordo di un camion). 

Ce ne sono anche altri di film così ma soprassediamo.

La trama del film

Tess (Melanie Griffith) è una dolce ragazza povera, priva di istruzione universitaria.

Trova il suo ragazzo a letto con un'altra, ma dopo poco sarebbe disposta anche a perdonarlo.
Cambia vari lavori da segretaria, tra una molestia sessuale ricevuta e una reazione troppo impulsiva.

Finisce a lavorare in una ennesima holding come assistente di Katharine, impersonata da Sigourney Weaver. 

Tess fa le scarpe a Katharine
(apparentemente molto più qualificata) in tre modi:

rubandole il fidanzato (prima inconsapevolmente, poi a ragion veduta) ricco e potente; 

rubandole anche l'identità dopo aver inizialmente solo millantato di essere una donna di affari;

trovando una idea di business vincente venutale in mente leggendo un periodico. 

Tuttavia Katharine dal canto suo non è una santa, giacchè tenta di rubarle l'idea.

La Griffith deve per forza sembrare quella buona, la Weaver quella antipatica e misera.

A dire il vero è più il contrario a conti fatti.

Niente da fare dunque: alla fine, nonostante la Weaver sia una manager che si suppone con tanto di laurea e master e che ha lavorato anni spalla a spalla con i capi, viene licenziata con un calcio nel sedere;

la Griffith invece si ritrova di colpo a fare la dirigente, in un grattacielo con tanto di pareti a vetro.

Personaggi ed elementi del film

Questa mancanza di realismo non si spiega nemmeno lombrosianamente. Si sa che nei film si asseconda l'estetica. 

Tuttavia, se Melanie ha quel faccino che buca lo schermo, una linea morbida del corpo, la snella Sigourney, educata ed elegante, la buttiamo forse via?

Di contorno abbiamo un Harrison Ford spaesato che sembra dire: "Chi sono, dove mi trovo e che ci faccio qui?", tirato da una parte e dall'altra da due giovani e avvenenti donne (e chiamalo scemo).

Riconosciamo anche un ancora poco noto Alec Baldwin nella parte del fidanzato fedifrago, suscettibile e buono a nulla, che si sorprende se una non lo vuole sposare pochi giorni dopo essere stato trovato a letto con un'altra.

Non possiamo tralasciare Joan Cusack, che fece colpo sul pubblico, nella parte di amica e complice della protagonista, mostrando un taglio di capelli e una recitazione abbastanza sopra le righe.

Nei titoli di coda abbiamo anche una canzone che all'epoca piacque molto: "Let the river run", di Carly Simon, una sorta di gospel squillante ed allegro.

Era un brano passabile, ma anch'esso, come il film, un po' sopravvalutato.

Accoglienza del pubblico e della critica

Questa commedia, leggera, metropolitana, romantica quanto basta, incassò grandi cifre al botteghino.  Perfino la critica, che in genere spacca il capello in quattro ed eccede nella condanna di dettagli superabili, fu all'uscita ed è ancora oggi, stranamente morbida.  

Risultato: 

un Oscar vinto per la migliore canzone,

un Golden Globe a Melanie Griffith come migliore attrice protagonista, 

un Boston Society film of Critics a Melanie Griffith come attrice protagonista e uno a Joan Cusack come miglior attrice non protagonista.

Considerazioni finali

Il film regge abbastanza bene agli urti del tempo e lo vediamo ancora trasmesso dalle tv Italiane.

Tuttavia sarebbe il caso di collocare "Working girl" nelle giuste caselle della storia della settima arte, avendo raccolto molto con una bonaria versione (una tra le tante) del giovincello in carriera.

Si soddisfa il pubblico nelle sue esigenze di avventura amorosa e di successo. 

C'è molto mestiere e furbizia, la seducente immediatezza dei prodotti commerciali degli anni '80, con i limiti che ne conseguono: mancanza di uno stile personale e di raffinatezza unite al gusto dell'esagerazione. 

Tante sono le approssimazioni narrative, troppa è la semplificazione del sentimento, della psicologia delle persone e del mondo della finanza. 

Per di più si fa ricorso a qualche battuta e a qualche scena un po' puerile come captatio benevolentiae, che se come espedienti hanno anche funzionato, riducono le ambizioni artistiche.

In sintesi: il film è carino, leggero, piacevole, ma è stato trattato come un capolavoro ed ogni cosa ha la sua dimensione, altrimenti una 128 è come una Thema e la pensione Maria Rosaria Junior diventa l'hotel Sheraton.

giovedì 23 maggio 2024

La mia partecipazione odierna a Senza Riguardo, 23 Maggio 2024

Ranieri salva il Cagliari e chiude (o quasi) la sua carriera


Dopo un avvio difficilissimo di campionato, il Cagliari di Claudio Ranieri è riuscito a rimontare e a salvarsi con una giornata di anticipo, festeggiando la permanenza in Serie A.

A Febbraio aveva rassegnato le dimissioni, ma sono stati i suoi stessi giocatori a pregarlo di rimanere. 

Hanno fatto finalmente come diceva lui e i risultati sono giunti.

Ranieri non ha vinto tantissimo ai massimi livelli, ma ha fatto comunque cose importanti: una Premier League vinta con una squadra outsider come il Leicester, vero miracolo sportivo; un secondo posto eroico con la Roma nel 2010; una supercoppa Europea vinta col Valencia e altri traguardi non certo trascurabili.

Ranieri è una persona di valore al di là del risultato sportivo. In Inghilterra si era ambientato bene imparando un ottimo inglese;

nei confronti con i giornalisti Italiani spesso inappropriati e incuranti della tensione post-partita è sempre stato costruttivo ed elegante.

Il tecnico Romano non deve dimostrare nulla, adesso, nel 2024. Si è distinto prima come giocatore nelle massime categorie del calcio Italiano e poi seduto in panchina a bordo campo.

Pochi giorni fa ha annunciato di lasciare parzialmente il calcio: si dice disposto ad allenare solo una Nazionale, forse perchè è un impegno di prestigio e meno stressante del lavoro in un club.

Una persona così in un calcio urlato e pieno di storture è preziosa.

Gli faccio i migliori auguri.

Tovarisch Gorbaciov - Midnight Moscow, 1987

Follia pura. Un grammelot senza un vero significato in finto Russo, che coinvolse il tenore Romano Emili, sotto la firma di Andrea Mingardi.


Chi ha paura del serpente?


Ricordo di aver assistito ad un suo concerto negli anni '80, alla villa comunale di Isernia (probabilmente era il 1984).

Avevo cinque anni circa.

Andrea Mingardi portava un taglio "estivo", con capelli più corti tirati all'indietro, barba da mandrillo sciupafemmine e piccolo codino dietro alla nuca.

Ci fece cantare il refrain: "Chi ha paura del serpente, ha paura della gente", con la base musicale che andava ad oltranza -Una volta andammo avanti così per quarantacinque minuti- incalzò.

Poi concluse con "E la radio va", altro pezzo importante della sua produzione.

Ero piccolo, ma ricordo abbastanza.

E come scordare, tra le tante sue canzoni piene di contenuti, la leggera e commerciale: Tavarisch Gorbaciov Dasvidanja?

Un bellissimo brano nonsense e molto accattivante.

Atalanta superlativa, schianta il Bayer Leverkusen e scrive la Storia.


Nella foto: Ademola Lookman

Il Nigeriano Lookman ha segnato tre reti per un perentorio 3 a 0: troppo bello per essere vero


Nonostante il suo lungo, ultracentenario e glorioso passato, i nerazzurri di Bergamo non avevano mai vinto un campionato Italiano, ne' una coppa Europea.

Già da diversi anni il club del presidente Percassi, grazie ad un ambiente laborioso e sereno, aveva lanciato nuovi talenti e fatto rendere onesti professionisti più del loro precedente valore, aiutando alcuni di loro a diventare finalmente dei campioni.

L'allenatore Gian Piero Gasperini, che già da calciatore si interessava molto dell'aspetto tattico, stando alle testimonianze di compagni ed allenatori, sta dimostrando da diversi anni di avere un talento enorme.

Gli mancava la definitiva consacrazione, dopo il terzo posto in serie A con la Dea di tre anni fa e alcuni premi individuali.

Da bambino, ricordo bene l'annata 1987-1988: i nerazzurri erano retrocessi in B l'anno prima ma avevano vinto la Coppa Italia. Si ritrovarono dunque a giocare in serie cadetta e allo stesso posto lottare per la Coppa delle Coppe. Risultato: quarto posto, promozione in serie A ed eliminazione in semifinale nella prestigiosa competizione europea.

Che bei tempi quelli di Glenn Stromberg,  Domenico Progna, Eligio Nicolini, Daniele Fortunato, Ivano Bonetti e molti altri giocatori degni di monumenti in piazza.

Non era una casualità se in panchina sedeva una persona splendida come Emiliano Mondonico.

Ieri una tripletta di Lookman ha messo la ciliegina sulla torta sul lavoro di uno sfavillante collettivo che ha scritto una pagina importante del calcio Italiano. È una medaglia per tutte le realtà di provincia come Bergamo che tengono testa ai giganti metropolitani.

mercoledì 22 maggio 2024

Crosetto ancora in ospedale per pericardite. Nel 2021 scrisse dei suoi "effetti avversi"


Secondo ricovero per pericardite per il Ministro della Difesa Guido Crosetto, dopo una prima degenza a metà Febbraio di quest'anno. Ad Aprile 2021 rivelò di avere effetti avversi da vaccino.

Faccio delle premesse: auguro a Crosetto tutto il meglio e di tornare in piena salute.

Inoltre non esporrò tesi sulla pandemia e sui vaccini. Ognuno ha le sue opinioni e se le tiene. Del resto dopo le numerose assurdità avvenute in tutto il mondo nel biennio del Covid, se per qualcuno la gestione pandemica è stata gestita normalmente di certo non cambierà idea ora.

Un commento su Twitter del ministro gigante, datato 15 Aprile 2021 recitava:" Io ho avuto e sto avendo delle reazioni avverse, ma non le segnalo...."


Aggiungo solo che avrebbe fatto meglio a segnalarle.

Ad Agosto del 2021, affermava invece di aver preso la variante Delta nonostante avesse assunto due dosi di vaccino Pfizer e di essere guarito con le cellule monoclonali

Lo sfogo di Crosetto: "Io, vaccinato ma senza green pass" - ilGiornale.it


Sempre per restare in ambito politico, l'ex Ministro di Grazia e Giustizia Castelli affermava qualche tempo fa:

"Sono una vittima del vaccino Covid, ho una altissima probabilità di avere una trombosi" :

 

Per non farci mancare nulla, abbiamo scoperto pochi giorni fa che il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti è indagato per alterazione dei dati pandemici:


Intanto chi continua a porre dubbi e ad esprimere critiche sulle bugie e sulle malversazioni del potere in ambito di emergenza sanitaria viene definito complottista e no vax. 

Fate voi. 

Pescara calcio: come sarà la prossima stagione?

C'è un po' di rassegnazione in città ma anche la fiducia di cambiare rotta in un futuro non lontano

Chi segue le pagine del mio blog, sa bene cosa ho scritto ad inizio campionato.

In sintesi sostenevo che la squadra si era indebolita, che non era capace di risalire in serie B e che questi giovani promettenti e inesperti avrebbero preso schiaffi. 

In più specificai, quando venne deciso che il Delfino avrebbe giocato nel girone B di serie C anzichè in quello C, che era andata di lusso,  vista la maggior competitività di quest'ultimo.

Mi sembra che i pronostici siano stati rispettati ma non era difficile comprenderlo.

Il presidente Sebastiani sembra motivato a cedere ancora una volta a gli elementi migliori per ringiovanire ulteriormente la squadra.

Di questo passo, nella stagione 2024/2025 il Pescara rischia di finire a metà classifica nella migliore delle ipotesi e nella peggiore di retrocedere in serie D.

Il progetto economico c'è: In terza serie chi fa giocare i giovani intasca premi di valorizzazione basati sul minutaggio, oltre ai margini di rivendita e altri business che si possono fare con i giocatori dotati di prospettive di crescita.

Parte della tifoseria fino a una-due stagioni fa difendeva ancora Sebastiani perché comunque aveva portato in serie A la squadra qualche anno prima e aveva ottenuto buoni piazzamenti quasi sempre.

Qualche campionato storto poteva anche starci, con la prospettiva di risalire subito in B, come era sempre successo.

La terza mancata promozione in B ha rotto ulteriormente gli equilibri

Il Pescara infatti, non gioca quattro stagioni di serie C consecutive da ben 50 anni.

Ormai la dimensione degli Adriatici era questa: per la grandezza e l'importanza della città e per le possibilità economiche che sorreggevano normalmente il club, i biancazzurri avevano sviluppato una solida tradizione in serie B, con qualche assaggio della massima serie.

Stare perlomeno in B a Pescara è un motivo di orgoglio anche per chi non segue il calcio.

Quando un sodalizio raggiunge la massima serie la pubblicità per la città da cui proviene è assicurata.

Ricordo che nel 2016 incontrai un Hare Krishna per strada a Budapest. Mi disse: "Certo che conosco Pescara. E ha anche una bella squadra, fa un gioco divertente!"

La città cresce, il pallone vuole tenere il passo





Tra tre anni entrerà in vigore quanto deciso dal referendum sulla Grande Pescara: la città ingloberà i vicini centri di Montesilvano (centro di quasi 60 000 abitanti) e Spoltore (quasi 20 000 abitanti).

La culla di Gabriele D'Annunzio, di Federico Caffè e di Flaiano è già per molti versi il centro urbano più importante in Abruzzo, una regione con una popolazione pari a un piccolo stato come L'Estonia (1 milione e 300 000 abitanti).

Con l'accorpamento Pescara acquisirà sicuramente maggiore peso strategico, politico ed economico, giungendo a 200 000 abitanti.

La squadra deve stare al passo.

Sebastiani sarebbe in cerca di acquirenti, ma a quanto pare questi ultimi non ci sono. Nessuno si fa avanti da anni, quantomeno alle condizioni di vendita del presidente attuale.

È comunque difficile che Daniele Sebastiani possa andare avanti a lungo: il pubblico allo stadio è sempre più scarso, le entrate non sono floride, la contestazione degli ultras è forte e nel migliore dei casi sfocerà nella indifferenza.

Tutti noi concittadini del Vate, tra gli addetti ai lavori e i tifosi, speriamo in un ritorno del Pescara calcio ai livelli che competono alla sua storia e al prestigio della città.

Del resto non è irrealistico un progetto per portare il Pescara in B e anche in A, con la partecipazione attiva delle menti migliori di questa piccola perla Adriatica.

Nelle foto: gli attaccanti Davide Merola e Luigi Cuppone, autori di una bella stagione a suon di goal. Sono tra coloro che non hanno deluso i tifosi, in una squadra al di sotto delle aspettative.


martedì 21 maggio 2024

Morte del Presidente Iraniano Raisi: incidente o sabotaggio?


Nelle foto: Raisi e Amir-Abdollahian



Ebrahim Raisi, presidente della Repubblica Iraniana, è stato ufficialmente dichiarato deceduto. Sono stati ritrovati i corpi e i pezzi carbonizzati dell'elicottero in cui viaggiava. 

Con lui sono periti vari membri di alto livello delle istituzioni, tra cui il ministro degli esteri Hossein Amir-Abdollahian e il governatore dell'Azerbaijan Orientale Malek Rahmati. 

Tutti ora si chiedono se si sia trattato di un incidente o se ci sia una mano nemica, che magari abbia potuto astutamente manomettere l'elicottero presidenziale. 

Da un lato si dice che l'elicottero in questione fosse vecchio e che le condizioni meteo non fossero buone. In effetti nei video dove si mostrano i soccorsi si nota una forte nebbia.

Gli errori umani e i guasti tecnici avvengono, anche in situazioni in cui vige scrupolo e di organizzazione.

Inoltre pare che gli Iraniani dovessero arrangiarsi e reperire per vie traverse i pezzi di ricambio degli elicotteri Bell a causa delle sanzioni Usa nei loro confronti. 

Dall'altro lato qualcosa non quadra. Appare difficile immaginare che un entourage presidenziale non mantenga in perfette condizioni meccaniche un elicottero che trasporta le massime cariche del paese e che chi predispone e guida il volo non sia cosciente delle condizioni meteo a cui va incontro.

Queste sono le basi di chiunque abbia un brevetto di volo. 

Chi ha perizia in materia avrebbe potuto scegliere un percorso più sicuro o consigliare di rinviare il volo.

Il modello di elicottero in questione, un Bell 212, sebbene sia di vecchia concezione, è in uso efficientemente in tutto il mondo. 

La versione per uso civile può contenere fino a 14 passeggeri e viaggiare ben oltre 200 km/h. 

In Italia il Bell 212 viene utilizzato in ambito civile e militare. Il Belpaese ne produce tuttora anche una versione anti-sommergibile. 


Dei tre elicotteri che trasportavano la delegazione reduce dall'Azerbaijan, è precipitato proprio quello del presidente. 

La tv Iraniana ha usato delle parole molto precise per le vittime: "Martiri" e "Martirizzati". 

Non sono parole che si usano di solito per chi muore per un guasto meccanico, quanto per chi perde la vita in nome di una religione o di una causa. 




Forse la verità non la conosceremo mai, ma sappiamo tutti che l'Iran è in forte tensione con Israele e che con esso si sono scambiati negli scorsi mesi veri atti di guerra: 

i lanci di missili, una ambasciata Iraniana distrutta in Siria, il rischio di escalation militare con possibili conseguenze globali. 

Se il governo di Gerusalemme accusa l'Iran di finanziare il terrorismo Palestinese, dall'altro Teheran punta il dito contro le stragi di Gaza. 

Quando dunque la dinamica dell'incidente non è ancora stata chiarita e forse mai lo sarà, in un contesto di guerra del genere contro una nazione nota per i suoi metodi di intelligence, in un momento in cui il terrorismo internazionale è quanto mai attivo, non è possibile escludere la matrice dolosa dell'evento. 

Le autorità Iraniane hanno però fatto già sapere che tutti i rilievi tecnici del caso verranno effettuati sul luogo dell'incidente e quindi si guardano bene dal dare una versione definitiva sulla natura dell'evento. 

Qualcuno ha rilevato che sarebbe utile coinvolgere la casa costruttrice nelle perizie, ma è da escludere che gli Iraniani facciano rilevare informazioni sensibili ad una azienda Texana.