BLOG DI ANDREA RUSSO
Giornalista, Addetto Stampa. Sito disponibile anche come: www.andrearusso.net
Avvertenza
lunedì 9 marzo 2026
Zelensky minaccia Orban di morte, la Ue lo riprende
domenica 8 marzo 2026
Il Pescara strapazza i Galletti: 4 a 0 in scioltezza
Nella foto: Antonio Di Nardo, con la sua tipica esultanza stile "Litfiba"
Insigne arringa i tifosi a fine gara: "Crediamoci"
Scena finale: Insigne e tutti i suoi compagni festeggiano sotto la curva a fine gara. Non era affatto scontato.
Ultima e penultima si scontravano per tre punti importantissimi in chiave-salvezza, ci si aspettava i Biancorossi col coltello tra i denti.
Sono bastati invece dieci minuti per sbriciolare la retroguardia Pugliese e per lasciare intuire quale era la musica nella playlist della serata.
Il Pescara bello di notte ha segnato due goal per tempo, ispirato dai bei passaggi di Insigne (e non solo i suoi), dalla fame di goal del sorprendente bomber Di Nardo e da un pubblico speciale, che ci crede nonostante l'ultimo posto. Si registrano 10 000 presenze nonostante il divieto di trasferta imposto dal Prefetto di Pescara Luigi Carnevale, per fondati motivi di ordine pubblico.
Le azioni salienti
Al 10' Antonio Di Nardo, servito da uno splendido lancio millimetrico di Cagnano (ottimo acquisto del mercato invernale).
Il Barese Moncini ha una bella occasione per pareggiare, gli si aprono gli spazi e si trova senza interferenze, davanti al portiere, ma spara il pallone alto.
Al 40', arriva il primo rigore della stagione per il Pescara. Valzania viene messo giú irregolarmente, capitan Insigne trasforma: e sono due.
Si va al riposo con due goal di vantaggio e per gli Abruzzesi questa è una situazione insolita.
A differenza della gara di mercoledì di Frosinone, questa volta la rimonta non si fa.
I biancazzurri la chiudono con un po' di cinismo che era mancato pochi giorni prima.
Servito da un ottimo lancio in profondità di Brugman, Di Nardo si infila in velocità, supera il portiere, vince la resistenza di vari avversari e segna in scivolata.
La chiuda Valzania, solo davanti al portiere.
Nel mezzo del terzo e quarto goal, c'è tempo per ammirare il "tiro a giro" di Insigne, splendido, dalla distanza, deviato da un ottimo intervento del portiere Cerofolini.
Il Bari ha prodotto solo qualche conclusione imprecisa e un tiro deviato dal portiere Pescarese e rimbalzato sulla traversa. Davvero troppo poco per una compagine che deve salvarsi.
Conclusioni
Il Delfino finalmente ha una vittoria netta, un po' come quella di inizio campionato con l'Empoli.
Ha ottenuto il suo primo rigore del 2025/2026, a fronte di molti altri inspiegabilmente negati. L'ultimo tiro dal dischetto concessogli risaliva addirittura a 12 mesi fa! (Febbraio 2025).
Il Pescara ora ha 25 punti, è a tre punti dal Bari (penultimo), a quattro punti dai Play Out e a cinque punti dalla salvezza diretta.
Da quando Brugman e Insigne sono entrati in forma, con l'aiuto anche di innesti invernali, la squadra del Vate si è messa a correre: 10 punti nelle ultime 5 partite. Una media da promozione.
In più, ha affrontato già le prime del campionato, quindi la aspettano alcuni incontri (come quello di oggi) contro squadre più abbordabili (anche se nel calcio nulla è scontato).
Purtroppo le sue dirette avversarie per la salvezza hanno iniziato a fare punti, ma se il Pescara vince gli scontri diretti, il percorso in salita diventerà pianeggiante.
Tutto pronto per il fischio di inizio. Pescara e Bari si giocano la salvezza
venerdì 6 marzo 2026
"Mai senza mia figlia!" (1991). Storia di un film tragicomico, suo malgrado
Quando ero ragazzino, ricordo di aver visto varie volte in tv un film che parlava dell'Iran. Erano gli anni in cui gli Americani dovevano spalare me.. beh diciamo ketchup sui paesi non graditi, un tanto al chilo.
Siccome all'epoca e anche per parecchi anni successivi non circolavano facilmente informazioni più approfondite, la mia idea della Persia si è cristallizzata su certe scene del film come la mia concezione di Turchia si improntò su Fuga di Mezzanotte, altra pellicola esagerata, tra l'altro piena di comprovate invenzioni.
Essendo da poco finiti gli anni '80, gli autori mantenevano lo stile diretto, sparato ed eccessivo di quegli anni. Certo, "Mai senza mia figlia!" non raggiungeva le vette dei film di Schwarzenegger e di Stallone, ma era comunque una americanata travestita da film di denuncia.
La pellicola venne prodotta dalla Metro Goldwin Meyer (allibisco: una casa di produzione Ebraica che fa un film anti Iraniano, che strano!)
La storia prendeva origine da fatti realmente accaduti e tratti dal libro del 1987 di Betty Lover Mahmoody.
I fatti narrati furono contestati dal marito Iraniano e vi furono critiche sulla narrazione del paese mediorientale mosse da esperti e commentatori vari.
Chiaramente il film e il libro costituiscono un punto di vista unico, parziale, che è quello dell'autrice.
In Iran tante donne non portano il velo (e nessuno le obbliga a portarlo)
L'apoteosi nel film giunge in una scena ben precisa: madre americana e figlia si vestono con il chador e lenzuoli vari. Sporgono piccoli ciuffi di capelli dalle fronti di entrambe.
La mamma tiene in braccio la figlia e giocano a soffiare sui capelli.
Una macchina si ferma e ne esce una donna col lenzuolo nero e un kalashnikov in mano che le minaccia, giacchè il gesto non era gradito. Ecco la scena:
Oggi ho compreso che questa era una voluta esagerazione, che faceva comodo alla propaganda americana.
Anche oggi si fa un gran parlare del velo in Iran e i costumi ai tempi del film, lì, non erano molto diversi da quelli attuali.
Nel primo dei due video, diverse ragazze sembrano proprio sbattersene del velo. Nel secondo anche vediamo donne a capo scoperto.
https://youtube.com/shorts/LFUfDvNRjUM?si=CsogZAJiGAGpa9iK
mercoledì 4 marzo 2026
Iran: il regime non è caduto e non sembra vacillare. Cosa succederà nei prossimi mesi?
Il cattivo gusto dei balletti, mentre 165 bambine muoiono
Nelle tv e nei media nazionali si ripetono, anche un po' troppo, video di Iraniani che ballano festeggiando i bombardamenti contro i propri cari e compatrioti.
La ragione sarebbe che questo processo di guerra potrebbe portare alla fine del regime degli Ayatollah: un evento che, alla prova dei fatti, sembra ancora lontano.
Ognuno ha il diritto di pensare quello che vuole: costoro, come i fan occidentalisti che giustificano le operazioni di Trump e Nethanyau, ritengono che queste morti nei raid degli ultimi giorni siano degli effetti collaterali necessari per ottenere un bene maggiore:
la liberazione del proprio paese da un regime che miete comunque tante vittime.
Al di là della fallacia di questo discorso (che stride coi fatti) è di cattivissimo gusto ballare ed esultare per la morte di innocenti.
Il regime tiene
165 bambine hanno perso la vita a Minab in una scuola, in seguito ai raid Israelo-Statunitensi decisi da Donald Trump e da Benjamin Nethanyau
Ieri, 3 Marzo 2026, migliaia di persone si sono riunite nella cittadina del sud ovest Persiano per piangere tali perdite, gridando: "Non ci arrenderemo" e prendendo posizione contro Stati Uniti e Israele.
Il Primo Marzo, invece, una folla oceanica si è accalcata a Teheran per piangere la scomparsa del Presidente Khamenei, ucciso dai bombardamenti insieme ad alcuni suoi familiari.
Tanti altri eventi con fiumi di persone si sono succeduti in tutto il paese, anche di notte, nonostante il rischio dei bombardamenti.
La verità è che il regime Iraniano, che ci piaccia o meno, gode di supporto vasto nonostante le violenze e le restrizioni.
Si tratta di un'altra cultura e sbaglieremmo a vagliarla con i nostri occhi.
Diamo per scontato che i popoli del medioriente vogliano diventare come noi: consumisti, grassi, materialisti. Siamo immersi in una società in cui principi devono cedere di fronte all'interesse economico.
In altre culture come quella Persiana il successo del singolo è subordinata al progresso di una nazione.
Soprattutto, i Persiani non vogliono vivere sotto lo schiaffo degli Statunitensi, facendosi derubare delle loro risorse come avveniva un tempo.
Cosa aspettarsi adesso?
La guerra continuerà al massimo per qualche altra settimana, Trump avrà ottenuto il risultato di distrarre la sua popolazione dalle vicende Epstein, in cui, al di là delle responsabilità penali o meno, lui stesso è coinvolto. Inoltre avrà dimostrato di aver pagato dazio ai suoi finanziatori di origine Ebraica. Israele domina dall'interno l'estabilishment Americano.
Non sono pochi i contribuenti Americani scontenti del fatto che le cure mediche e il Welfare costino caro, con centomila morti di Fentanyl ogni anno, mentre la megalomania della classe dirigente spende e spande in costosissime armi.
Come nel blitz in Venezuela, in Iran ci sono un aggredito e un aggressore. Chi aggredisce, senza un motivo e nel bel mezzo di negoziati tra le due parti, è l'alleanza Sionista a stelle e strisce.
La rimonta del Frosinone: 2-2 contro un Pescara rigenerato
Nella foto: lo stadio Benito Stirpe di Frosinone
Il Pescara sembra ormai una squadra di vertice, rinforzato dai nuovi arrivi, con vari elementi della vecchia guardia recuperati fisicamente.
Gli Adriatici sono trascinati dagli attaccanti Meazzi e Di Nardo che non perdono un colpo.
Il Frosinone si conferma squadra solida fisicamente e tatticamente. Questi ragazzi non mollano mai e di fatti sono diventati esperti in rimonte.
Il pareggio tutto sommato ci può stare, nonostante gli Abruzzesi abbiano prodotto più palle goal. Il calcio non è fatto solo di occasioni, ma di gestione psicologica e tattica.
Un po' deconcentrati dalla insolita (per loro) situazione di trovarsi avanti di due reti, hanno iniziato a sbagliare qualche passaggio in più e a sprecare occasioni facili sottoporta. Poteva davvero finire tre a zero a un certo punto, ma il rigore procurato e la espulsione di Altare hanno cambiato le sorti della partita.
Il difensore biancazzurro ha peccato di ingenuità ma probabilmente se la sua squadra fosse stata più sul pezzo anche lui si sarebbe risparmiato tale intervento.
Rigore realizzato, 1-2 e poi 2-2, con i Ciociari rincuorati nel finale.
Le reti sono state di Di Nardo (colpo da biliardo in diagonale dopo nemmeno un minuto e raddoppio al 33', approfittando di una distrazione avversaria), mentre Calò ha realizzato il rigore all'85' e Raimondo ha pareggiato al 94' tirando a due passi dalla porta, dopo una serie di passaggi in velocità.
Una nota: ben 800 tifosi Pescaresi sono giunti in Ciociaria a seguire i propri beniamini, in un Mercoledì sera, nel mezzo di una settimana lavorativa. Potevano dar vita a una lunga contestazione questi ragazzi, ma si stanno rivelando l'arma in più per tentare una scalata alla salvezza che ora pare possibile.
domenica 1 marzo 2026
Quattro anni dopo: la guerra, le narrazioni e il ruolo della diplomazia Vaticana
È un Delfino da urlo! Insigne e Meazzi stendono il Palermo
Il Pescara a zona è più presente in difesa, rischia ma fa valere i suoi assi offensivi
Le serie sono fatte per essere interrotte
Le serie positive sono fatte per essere interrotte. A Pescara lo sanno bene. Qualcuno probabilmente ricorderà ancora la gara del 21 Dicembre del 2005. Era il ventunesimo turno di serie B e sulle rive Adriatiche giunse il Mantova primo in classifica e imbattuto.
Finì 2-1 per gli Abruzzesi.
Fino ad oggi, invece, il Palermo proveniva da una serie di quindici risultati utili consecutivi.
Un poker d'assi
La piazza ci credeva, i giocatori anche, e c'è anche un fattore in più:
un tris d'assi come non si vedeva da tempo.
Anzi, un poker.
Con le sostituzioni, per ora i figli del Vate hanno quattro uomini su cui contare in avanti, che ti danno la forza per essere spavaldo e per perdonarti le tue pecche in difesa: nonostante le incertezze, sai che lanciando la palla in avanti qualcosa può succedere.
Parliamo di Di Nardo, Insigne, Russo e del subentrato Meazzi, che completano una rosa ormai coesa e con ricambi validi, in grado di giocarsela con tutte le avversarie della categoria.
Oggi il Delfino si è schierato a zona, anche in difesa senza il solito pressing, un po' alla Galeone. Un 4-3-3 classico.
Questo gli ha permesso di far allungare l'avversario, pur regalandogli campo e correndo qualche rischio. Tuttavia la squadra ha risparmiato energie preziose e ha permesso ai suoi attaccanti di fare solo il loro mestiere e non ripiegare troppo.
Il Palermo nel primo tempo è entrato in campo un po' frastornato, poi è cresciuto, senza fare faville, sbagliando anche abbastanza sottoporta soprattutto nel primo tempo.
Nella seconda frazione, sebbene le occasioni ci siano state da entrambe le parti, i biancazzurri per ampi tratti hanno costretto i rosanero nella loro metà campo, sostenuti da un pubblico fantastico, che non ha smesso per un attimo di cantare festosamente nemmeno dopo lo 0-1 ospite.
Breve cronistoria della partita
Dopo 8 minuti Johnsen va vicino al goal.
La difesa del Pescara, sebbene meglio piazzata in area del solito, traballa non poche volte ma col passare dei minuti guadagna fiducia nei propri mezzi.
Tornato a distanza di quattordici anni nella squadra dove si era consacrato come un calciatore di alto livello, Lorenzo Insigne, ad ogni tocco palla, fa intendere di essere un giocatore di un altro pianeta ed ispira la conclusione di Di Nardo con un tocco delizioso.
La punta -ex Campobasso tenta il pallonetto a pochi metri dalla porta ma non riesce a segnare. Siamo negli ultimi minuti del primo tempo.
Nella seconda frazione, al 47', Pohjanpalo, su azione in velocità, porta in vantaggio il Palermo, confermandosi come attaccante puro e spietato.
Gli risponde Insigne, al 55', ben servito in profondità di Nardo, che supera la difesa semisguarnita avversaria e dalla distanza batte il portiere Siculo Joronen.
Il Pescara scatena l'inferno, grazie anche ai passaggi illuminanti di Insigne con varie occasioni da rete nitide e svariati calci d'angolo.
Quando Meazzi rileva Insigne attorno al 70', completa l'opera di demolizione. Al termine di una bella progressione all'87' tira dalla distanza: la difesa devia e il portiere resta spiazzato.
Lo stadio impazzisce, incredulo.
Quanto è cresciuto l'ex Entella dall'inizio della scorsa stagione! Sembrava un esile trequartista diligente, si è rivelato mano a mano un giocatore di grande tempra e tecnica.
Conclusioni
Il tecnico Palermitano Filippo Inzaghi aveva chiarito da una settimana di non voler sottovalutare la trasferta Abruzzese e fin dal fischio d'inizio è sembrato preoccupato. Non ha risparmiato indicazioni ai suoi, con tante urla.
Tuttavia i suoi ragazzi oggi erano leggermente scarichi.
A parte un buon impegno collettivo, qualche affondo di Pierozzi e il goal di Pohjianpalo, si tratta di una domenica da archiviare presto per una squadra che sta lottando con autorità per raggiungere la massima serie.
Dal lato-Delfino, buona è stata la prestazione di Flavio Russo, vera punta di tecnica, altezza e forza, in grado di fare belle giocate, tirare in maniera potente e proteggere il pallone quando è necessario.
Lorenzo Berardi, proveniente del vivaio biancazzurro, sta trovando spazio a suon di prestazioni maestose e può giocare sia come mezz'ala che come attaccante esterno.
Stoico e statuario è il difensore Adriatico Davide Bettella.
Valzania è un guerriero dai piedi buoni e in vena di idee folli per rendere l'ultimo passaggio sempre imprevedibile.
Il portiere Ivan Saio ha qualche incertezza ancora, ma si vede che ha talento. Non gioca da un anno, può solo migliorare.
Insigne, finalmente in campo dal primo minuto, si è preso l'abbraccio e il calore del popolo Dannunziano.
E questa squadra sarebbe ultima in classifica? Ma no, mi state prendendo in giro, è uno scherzo. Ho già intravisto Marco Balestri dietro a una colonna...
lunedì 23 febbraio 2026
È giunto il portiere Norvegese. Finalmente un giocatore... Brøndbo
Scopriamo alcune curiosità sul nuovo arrivato. Dopo le avventure dei vichinghi Bjarnason, Nielsen e Odegaard, ecco un altro Scandinavo presso il sodalizio del presidente Sebastiani








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