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domenica 19 aprile 2026

L'amico immaginario, di Nico D'Alessandria

 


Tra i film indipendenti Italiani, da tanti anni ho nel cuore una piccola gemma metropolitana, girata con pochi mezzi ma con mestiere e contenuti.

Mi riferisco a "L'amico immaginario", di Nico D'Alessandria, del 1994, con Victor Cavallo protagonista.

La Rai lo ha proposto ad orari notturni almeno una o forse più volte.

Amici sinceri, poeti non solo nella forma ma nella vita, D'Alessandro e Cavallo in questo lavoro mostrano affiatamento e unità d'intenti.

Non a caso si tratta di un lavoro intimamente autobiografico. L'attore Romano incarna i dubbi e la quotidiana battaglia interiore di un uomo solo, debole, che si rifugia nel sogno e nei ricordi per non far fronte a una realtà dura.

Nel suo peregrinare per le strade della capitale e con poche figure di riferimento nella vita privata, non gli resta che immaginare il conforto di un amico prima partito per tanti viaggi e poi venuto a mancare.

Il commento poetico che accompagna le immagini è raffinato e toccante, accompagnato da una colonna sonora valida in stile Jazz.

Buona visione.



Il Pescara strappa un punto a Carrara: 2-2, ma ora servono vittorie


L'appuntamento coi tre punti del Delfino è rinviato. 

È stata una partita giocata a viso aperto, con tante occasioni da una parte e dall'altra. Tra le due compagini, quella che aveva più bisogno di punti era quella Abruzzese, che ora resta a una lunghezza dai play out e a quattro dalla salvezza diretta.

Le azioni salienti

Al 3' Cagnano conclude dalla distanza, ma il colpo è fiacco e il portiere Bleve neutralizza.

All'8' gli risponde Di Stefano con un affondo in area, ma poi sciupa tutto: tiro centrale, Saio blocca.

Gli va meglio al 19': dopo un pallone rubato alla difesa, dopo due passaggi in velocità la palla giunge proprio a Di Stefano che con la porta sguarnita e vicina ha molta facilità a battere Saio.

Al 35', sulla sinistra, a quasi trenta metri dalla porta, Letizia lascia partire un tiro potente ad effetto che si infila all'incrocio dei pali opposto: è un goal fantastico, degno di altri palcoscenici. 1 a 1.

Al 61'Insigne dentro al limite sinistro dell'area di rigore supera palla al piede due avversari, mette in mezzo, Di Nardo lascia passare il pallone sotto alle gambe per farla giungere ad Acampora, che a breve distanza insacca. 1-2, partita ribaltata.

Il Pescara potrebbe chiuderla con un bel tiro alla distanza di Meazzi che colpisce il palo alla sinistra del portiere. Siamo al 75'.

Gli ospiti sembrano ormai pronti al colpaccio in trasferta, ma a sette minuti dalla fine, su calcio d'angolo dalla sinistra, Bouah salta più in alto di tutti e pareggia i conti.

La Carrarese si dimostra squadra combattiva e ben organizzata. Con pochi soldi e molte idee la società Apuana ha allestito un collettivo solido che si è attestato a metà del ranking e che è ancora in corsa per i play off.

Il Pescara per la seconda partita di fila non riesce a gestire il risultato. Mancavano pochi minuti al triplice fischio finale.

Sarebbe bastato tenere il pallone e scoprirsi un po' meno per portare a casa almeno il pareggio con la Sampdoria e la vittoria oggi.

In difesa il Pescara ha pecche abbastanza evidenti: soffre molto le palle alte per esempio. La sporadica presenza di Altare aveva messo una toppa a questo buco, ma oggi non è stato schierato. Mister Gorgone del resto vede i ragazzi in allenamento in settimana e sa chi è più in forma.

Le prestazioni del Delfino comunque negli ultimi mesi sono ottime.

Adesso però occorre vincere e non ci sarà spazio per steccare, visto che mancano solo tre partite: Pescara- Juve Stabia, Padova-Pescara e Pescara-Spezia.

Due partite sono in casa e abbordabili. Una vittoria contro lo Spezia e una col Padova soprattutto sarebbero doppiamente utili perché si tratta di una due dirette concorrenti per la salvezza.

Calcoli non se ne possono fare, bisogna puntare a vincerle tutte e tre e poi alla fine si tireranno le somme.

venerdì 17 aprile 2026

Il vero uomo in più del Pescara è il pubblico


Nel video: i tifosi del Delfino prima della finale dei play off di serie C con la Ternana


Quest'anno, nonostante il campionato catastrofico per la squadra e poi in parte riabilitato, i tifosi del Delfino non hanno mai avviato una contestazione pesante, dando sempre il supporto necessario ai propri beniamini.

Con l'arrivo di Insigne, Brugman e altri a fine gennaio-inizio Febbraio, si è scatenato un entusiasmo irrazionale che ha alimentato la rimonta del Pescara: da squadra ormai staccata all'ultimo posto, ora la compagine Adriatica è in piena corsa per la salvezza, con una media punti molto alta nelle ultime dieci partite e prestazioni notevoli.

L'Adriatico si è riempito, tra canti e sciarpe colorate. Le trasferte sono state memorabili, con centinaia, a volte migliaia di tifosi in viaggio, fin quando non sono state vietate

In molti altri casi tra proteste e recriminazioni del pubblico si sarebbe creata un'atmosfera pesante che avrebbe influito negativamente sui risultati sportivi, peggiorando le cose.

Mancano quattro partite alla fine del campionato di serie B e non sappiamo come andrà, ma loro, i ragazzi della curva Nord, hanno già vinto.

Gasperini scoppia a piangere in conferenza stampa


Si conclude con un pianto e con un calcio alla porta la conferenza stampa di Gian Piero Gasperini prima di Roma Atalanta.

Il vero  motivo di tanta tensione, al di là dei contenuti dell'incontro stesso, sta nei risultati deludenti della squadra capitolina nella stagione in corso e nei rapporti tesi tra Gasperini e il dirigente Claudio Ranieri.

Che Gasperini abbia un carattere "permalosetto" lo ricordava affettuosamente Galeone, che di lui aveva ricordi intensi come giovane calciatore. All'epoca Gasperini aveva già tante idee e fungeva da "allenatore in campo".

In sintesi, Gasperini rivendica che avrebbe voluto giocatori diversi, Ranieri dal canto suo si è sentito attaccato, entrambi hanno espresso il proprio malcontento ai microfoni dei giornalisti.

Mi si consenta una breve critica in tre punti:

1 Nel calcio bisogna accettare stagioni sotto le aspettative. La vittoria a tutti i costi tradisce lo spirito dello sport e la natura del calcio, che è un gioco. Bisogna sapere aspettare e ragionare a lungo termine. 

Se avessero ragionato in questa maniera al Manchester United, Sir Alex Ferguson non sarebbe stato il manager-allenatore dei Red Devils dal 1986 al 2013.

2: Far volare gli stracci non è mai una buona idea. Gasperini e Ranieri si chiariscano. La Roma ha bisogno di entrambi.

3: Verrebbe da dire: anche i ricchi piangono. Rispetto Gasperini, anche se fa un mestiere che sognano milioni di persone è comprensibile che abbia dei momenti di sconforto e delle situazioni difficili.

Tuttavia sia noi che facciamo giornalismo e divulgazione, sia l'intero ambiente calcistico, dovremmo aiutare lui e gli addetti ai lavori a togliere elettricità dall'aria che respiriamo.

Si tratta di calcio: è una passione sana, un divertimento, è il sogno dei maschi Italiani fin da bambini (e ora quello di tante donne, vista la bravura delle ragazze di oggi col pallone tra i piedi).

La stragrande maggioranza di noi, che ha problemi pratici e non guadagna sette milioni all'anno dovrebbe piangere e dare pugni sui muri ogni giorno, in caso contrario

I problemi veri sono altri. Cerchiamo di prendere la parte buona di questo sport, che ha bisogno un po' di più di quella folle leggerezza presente, in parte, nel Regno Unito.

giovedì 16 aprile 2026

Péter Magyar invita il Presidente della Repubblica a dimettersi


Nella foto: Péter Magyar e Tamas Sulyok


Nella giornata di ieri il Presidente della Repubblica Tamas Sulyok ha convocato i leaders dei tre partiti che comporranno il nuovo parlamento (Péter Magyar di Tisza, Viktor Orbán di Fidesz e László Toroczkai di Mi Házank per un primo colloquio dopo le elezioni). 

Prima di entrare nel Palazzo Presidenziale, Magyar ha detto che Sulyok deve cooperare per una formazione rapida del governo e subito dopo dimettersi. 

"Non è idoneo né degno di essere il garante dello stato di diritto in Ungheria, né di essere un esempio morale e un punto di riferimento per il popolo ungherese", 

ha affermato. 

Sono parole durissime e insolite per un neoeletto al Parlamento, il cui mandato da Capo del Governo deve essere ratificato proprio da colui che è oggetto dei suoi strali. 

Tamas Sulyok, da parte sua, si è detto fiducioso che in un mese circa tutto sarà pronto perchè il nuovo governo sia pronto ad iniziare il suo lavoro. Non meno importante è stata la sua dichiarazione di voler affidare l'incarico di Primo Ministro a Péter Magyar. 

Non si è espresso invece sulle sue dimissioni. 

Viktor Orbán, nella serata di oggi, intervistato dalla web tv Pátriota, ha criticato le parole di Magyar: 

"È inaccettabile esprimersi così nei confronti del Capo dello Stato, che legalmente non è tenuto a dimettersi".

L'intervista si è rivelata molto interessante, visto che è la prima sortita pubblica dell'ex capo del governo dopo la sconfitta di domenica. Rispondendo a una domanda postagli sulle sue prime reazioni, ha ammesso di aver provato "Un senso di dolore e di vuoto". 

Secondo Orbán una maggiore velocità nella costruzione del gasdotto Pàks avrebbe aiutato l'Ungheria a performare meglio economicamente e avrebbe ridotto il malcontento. Ha fatto notare inoltre come 

"i nostri attivisti abbiano dato un contributo incredibile ed entusiastico per una causa in cui credevano, erano persone di tutte le età. I giovani hanno dato un contributo notevole nonostante tanti coetanei li provocassero". 

Visto l'incalzare delle domande dell'intervistatrice che insistevano sugli errori della sua parte politica e sui motivi della sconfitta, Orbán è andato in contropiede: 

"Non bisogna solo guardare ai nostri errori, perché comunque due milioni e mezzo di persone anche questa volta hanno appoggiato quanto abbiamo fatto in questi sedici anni:potrei contare almeno 10 scelte epocali che abbiamo intrapreso e che prima non esistevano: i prestiti sotto il 3% di interesse per esempio, benefits per le famiglie, per i bambini, il tax credit.. sono cose che sono servite, servono e saranno necessarie per il futuro.."

mercoledì 15 aprile 2026

Oggi alle 19:00 appuntamento dal vivo: Vivere e lavorare in Ungheria

 Potrete assistere alla diretta e formulare le vostre domande. Vi aspetto



L'onestà non è un programma politico



Ho sempre diffidato di chi, nel suo programma politico ed elettorale, mette nero su bianco fatui progetti di moralizzazione e di lotta alla corruzione.

È successo con i Grillini per esempio. Non abbocco facilmente e già prima della costituzione del partito vero è proprio, non ritenevo produttivo partecipare al "vaffa" day.


Tutti sono capaci di parlare e di enunciare frasi generiche del tipo "sono contro la mafia", "le guerre devono finire" o "la classe politica è corrotta" e mandare tutti quelli che non ci piacciono a fare in...

Sebbene il Movimento 5 Stelle non si sia segnalato per gravi scandali di corruzione ed abbia messo in atto alcune delle cose prefisse, come ad esempio il taglio del numero dei parlamentari, buona parte della sua ideologia e del suo programma sono andati a finire nel cestino.

I Grillini furono determinanti con i loro 14 voti nel parlamento Europeo per nominare Ursula Von Der Leyen Presidente della Commissione Europea.

La VDL è quanto più diverso da quanto loro dicevano di essere: antieuropeisti, antieuro, giustizialisti.

La VDL è stata al centro di vari scandali, poi se l'è sempre cavata, anche quando era ancora coinvolta nella politica nazionale tedesca. 

È il contrario dell'uno vale uno e della idea del cittadino comune che sale al potere. Figlia di un ministro e moglie di un membro dell'elite Tedesca, ha stanziato soldi del pnrr a un ente gestito dal marito per esempio. Nel 2015 la Piattaforma Voni Plag Wiki dimostrò che tante parti della sua tesi di laurea copiavano paro paro altri testi.

Ha concluso gli accordi con Pfizer via sms, cancellando poi questi messaggini.

Oggi, il nuovo Primo Ministro Ungherese Peter Magyar propone un piano di moralizzazione del paese, di lotta alla corruzione, con la creazione per giunta di istituzioni che vigilino sulla libertà di stampa e sulla indipendenza della magistratura.

Magyar è uno che ha creato la sua carriere politica su registrazioni senza consenso alla moglie, che avrebbero svelato gravi ingerenze del Ministero della Giustizia sulla magistratura ma che poi di fatto non hanno portato a nulla di più concreto.

Dopo questa azione, si è proposto lui come moralizzatore. Il ragionamento era: siccome io ho vissuto tanti anni e ho fatto carriera insieme a mia moglie negli apparati del governo, traendone vantaggio, sono in grado di propormi come smascheratore e moralizzatore dei costumi attuali.

Ovviamente lui lo fa solo per servire il paese e non per vantaggio personale.

Beninteso: Non ho preconcetti su Magyar, lo aspetto alla prova dei fatti. Se governerà bene, sarò il primo a riconoscerlo.

Le parole sono parole però, i fatti sono concretezza.

L'onestà non si dice, si fa. La si dimostra con le proprie azioni. Nessuno o quasi ti verrà a dire: io sono disonesto, io rubo, io penso solo al mio vantaggio. Le persone oneste silentemente agiscono e si aspettano che siano gli altri semmai a notare quanto di buono fanno. Anzi, a volte non lo pretendono nemmeno, questo riconoscimento. Lo fanno perchè, senza proclami e con rispetto della propria intimità, dentro si sentono a posto con la propria coscienza.

* Articolo scritto precedentemente e programmato per le ore 9:24 del 15 Aprile 2026

martedì 14 aprile 2026

Appuntamento alle 19:00 per parlare del dopo Orban

 

Nuovi scenari si aprono non solo per l'Ungheria, ma anche nel contesto Europeo. iL nuovo Presidente Magyar non ha mai ricoperto cariche politico-elettive, per cui il suo approccio al governo e alla gestione dei rapporti esteri è un mistero. Discutiamone insieme con la chat live. Ti basta rimanere su questa pagina o andare su:




https://www.youtube.com/@AndreaRusso2025



lunedì 13 aprile 2026

Il video del giorno