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Nella foto: Gianluca Lapadula, attaccante dello Spezia, che ha militato nel Pescara dieci anni fa
Era iniziata bene la serata del Delfino: goal di Faraoni all'Adriatico e di Verrengia al Ceravolo in Catanzaro-Bari. La rimonta del Galletti, di slancio, ha messo la parola fine alle ambizioni di Pescara e Spezia e ha ammutolito lo stadio già al 60'.
Per la cronaca, l'1 a 1 si è determinato con la già citata marcatura di Faraoni dopo un calcio d'angolo e uno scambio in area avversaria, bilanciata dalla risposta di Artistico al 73', dopo una azione insistita e una svista della difesa biancazzurra.
Il paradosso c'è stato quando, tra le urla di rabbia dagli spalti e le lacrime in campo, Lapadula, anche lui commosso, ha fatto un intero giro di campo per salutare il suo vecchio pubblico, che lo ha applaudito.
L'Italo-Peruviano fu protagonista a Pescara, con trenta goal tra campionato regolare e play out, di una promozione in serie A. Era la stagione 2015-2016.
La partita è stata anche gradevole per larghi tratti, con buone giocate di Insigne e Brugman e con la presenza di tanti giocatori validi anche nello Spezia.
Tuttavia a un certo punto del confronto, vista la ormai chiara retrocessione, le due compagini hanno giocato in un clima surreale e con il cuore in subbuglio per quasi quaranta minuti, fino al fischio finale al 97'
Pescara e Spezia terminano il campionato ultime, con 35 punti, scavalcate anche dalla Reggiana, vittoriosa 1 a 0 con la Sampdoria, tra le mura amiche.
I motivi principali della retrocessione Pescarese sono tre:
1 gli acquisti effettuati tardivamente sia in estate che nella finestra di mercato invernale,
2 gli infortuni di lungo corso dei nuovi arrivati Tsadjout e Altare, nonché del veterano Merola,
3 la mancanza di furbizia e di cattiveria nelle ultime 7-8 partite, in cui sarebbero bastata una gestione delle partite più avveduta per centrare addirittura la salvezza diretta.
Non sono bastati gli innesti di Cagnano, Bettella, Lamine Fanne, Acampora, Russo e soprattutto Brugman e Insigne.
Per circa otto partite c'era stata una rimonta, ma poi i ragazzi di Gorgone si sono persi di nuovo.
La dirigenza del Delfino dimostra di non aver imparato dai propri errori, che sono in parte gli stessi di cinque anni fa, ai tempi dell'ultima retrocessione.
Non si può sperare nella fortuna quando fai la preparazione male, senza un ritiro in altura, con acquisti tardivi, tanti calciatori arrivati fuori forma, investimenti economici scarsi e una programmazione quasi inesistente.
I tecnici che si sono succeduti, Vivarini e Gorgone, hanno avuto entrambi una media-punti bassa fino all'arrivo di Insigne e Brugman. Loro non hanno responsabilità particolari.
A Giorgio Gorgone, che è stato comunque bravo a motivare il gruppo, si può imputare qualche errore frutto forse della inesperienza: difesa a 4 schierata dopo quattordici partite, gestione dei cambi carente in alcuni casi, mancato senso tattico nelle varie partite in cui la sua squadra era in vantaggio nel secondo tempo.
Il Pescara torna in C. Non è facile risalire dalla terza serie. La società però percepirà i fondi del "paracadute" destinati alle squadre retrocesse, che saranno d'aiuto e rifondare una squadra competitiva.
Il presidente Sebastiani e il direttore sportivo Pasquale Foggia sono due persone calcisticamente competenti e hanno i mezzi per organizzare il nuovo anno calcistico 2026-2027.
Pescara e Spezia sono due realtà troppo grandi per storia, tradizioni sportive, numero di tifosi e potenziale economico: difficilmente resteranno in terza serie a lungo, perchè quella non è la loro dimensione.
Oggi si piange, domani già sarà tempo di rimettersi al lavoro.
Il Pescara parte piano nel primo tempo, domina nel secondo. Fallisce un rigore e prende un palo ma si fa infilare negli ultimi minuti. Si tratta di un copione ricorrente nelle ultime partite. La mancata gestione dei risultati quasi acquisiti in campo probabilmente costerà la retrocessione.
Per giocare i play out il Delfino dovrà: vincere la prossima gara in casa con lo Spezia, sperare che il Bari perda e che l'Entella non vinca.
Vi lascio un commento video, la genesi della partita ormai conta poco. Iniziamo a tirare le somme di una stagione partita male, in cui la società, per forza di cose, dovrà ammettere i propri errori di progettazione. Purtroppo si tratta degli stessi passi falsi commessi in varie annate precedenti.
Buona visione.
Nella foto: Gianluca Caprari
Domani, Primo Maggio, Festa dei lavoratori, i calciatori di serie B onoreranno la ricorrenza svolgendo il proprio lavoro.
Il Padova ospita il Delfino dopo lo 0-1 corsaro dell'andata; fu la seconda partita di Giorgio Gorgone alla guida degli Adriatici, subentrando a Vivarini.
Tutte le squadre giocheranno alle 15:00, come ai vecchi bei tempi.
Tra le concorrenti per la salvezza, il Bari ospiterà l'altra pericolante Entella, lo Spezia ha il suo bus prenotato per la costa opposta, in laguna, dove lo aspettano coi piedi caldi i rivali primi in classifica del Venezia, la Reggiana andrà a battersi nella gabbia dei Canarini del Modena in un derby regionale, la Sampdoria ospiterà i Bolzanini del Südtirol e infine l'Empoli ospiterà i Lupi Irpini dell'Avellino.
Tra gli ex della partita spicca Gianluca Caprari, classe 1993, che ha raggiunto due promozioni storiche in serie A col Pescara e che ha alle spalle una carriera di tutto rispetto tra la massima serie e il campionato cadetto.
Se il Padova ha una certa possibilità, non matematica ma fondata, di salvarsi anche con due pareggi in questa fine di campionato, Insigne e compagni hanno bisogno di vincere le ultime due gare per avere la certezza di disputare i play out.
Probabili formazioni
Padova (3-1-4-2):
Sorrentino
Pastine, Villa, Belli,
Crisetig,
Favale, Varas, Fusi, Capelli,
Caprari, Bortolussi
All. Breda
Pescara (4-3-2-1):
Saio,
Cagnano, Bettella, Capellini, Faraoni,
Valzania, Brugman, Lamine Fanne,
Insigne, Meazzi (Olzer),
Di Nardo
All. Gorgone