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mercoledì 25 marzo 2026

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martedì 24 marzo 2026

Foto del giorno: Pak Doo-Ik





Sembra una star del cinema in questo fotogramma. Pak Doo-Ik, colui che fece goal all'Italia nel 1966, eliminandola, dopo aver giocato a calcio fu insegnante di educazione fisica e allenatore della Nazionale della Corea del Nord alle Olimpiadi del 1978 di Montreal.

Classe 1943, è ancora tra noi, speriamo per tanto tempo ancora.

Si disse all'epoca che svolgesse il mestiere di dentista ma questa sembra ormai una delle tante informazioni false che lo riguardano. Sembra che abbia conseguito da giovane un diploma da tipografo e che appunto, come detto prima, si sia dato allo sport come istruttore.

 

C'è chi crede al racconto e chi a quello che vede

Quando l'evidenza smonta la narrazione e le idee precostituite, c'è chi continua a credere ai racconti e non a quello che vede.

Esempio numero 1: Lo youtuber e la leggenda metropolitana dei Nord Coreani internati dopo i bagordi notturni.



C'è uno youtuber di calcio bravo e simpatico. Il suo nome è Francesco Vitale. Il suo canale si chiama Lo chiamavano calcio - Storie romantiche. Ve lo raccomando.

A volte però a mio avviso, questo appassionato di sport pecca nelle ricostruzioni storiche. Non sono il primo a contestarglielo. Capita, il suo lavoro di ricerca non è facile.

Quantomeno, a differenza di alcuni "professionisti dell'informazione", Vitale mostra passione e onestà intellettuale.

Un errore che gli contesto è quello di credere ancora alle voci, dalle fonti fumose e poco supportate da prove, riguardanti i calciatori Coreani vittime del regime. Il video in questione si chiama 

"Mondiale '66: Fabbri e l'incredibile eliminazione per mano della Korea del Nord"

La Corea del Nord in quella occasione fu la prima squadra Asiatica a superare il girone di qualificazione e a giungere ai quarti di finale.

La tesi dei gulag

I ragazzi di Mister Myung-Rye-Hyun persero 3 a 0 con l'Urss, pareggiarono 1 a 1 col Cile e vinsero 1 a 0 contro l'Italia con la famosa rete di Pak Doo Ik.

Si arresero ai quarti contro il Portogallo di Eusebio, dandogli filo da torcere e perdendo 5 a 3.

La gente di Middlesbrough, dove risiedettero durante le partite del girone, li prese in simpatia e tifò per loro, così come avvenne a Liverpool, dove incontrarono i Lusitani.

E qui parte la leggenda metropolitana. O meglio: tante leggende metropolitane che si sovrappongono

Gli atleti Coreani avrebbero organizzato un festino con fiumi di alcool e donne. Per questo motivo, al ritorno in casa sarebbero stati internati in campi di lavoro, tranne Pak Doo Ik che non avrebbe partecipato ai bagordi per un malore di stomaco.

Una versione simile è data dall'esule Nord Coreano Kang Chol Kwan, nato nel 1968  (quindi due anni dopo il Mondiale Inglese)  e imprigionato per anni, che la espose nel suo libro autobiografico.

Nel testo scriveva di aver incontrato in prigione il calciatore Pak Seun Zin, che avrebbe passato in detenzione non meno di dodici anni e sarebbe stato dedito a mangiare scarafaggi.

Ve ne sarebbero altre di storie come queste, riguardanti anche Pak Doo Ik.


Il documentario di Gordon: vivi, vegeti, allegri e in buona salute




Nel 2002 fu pubblicato un documentario inglese di Daniel Gordon, The game of their lives, in cui gli autori visitavano alcuni protagonisti di quella splendida avventura calcistica, incluso l'allenatore.

Il regista Britannico si recò a Pyongyang e raccolse le loro testimonianze. Questi sette ex atleti ormai anziani vestivano con orgoglio le proprie divise militari pluridecorate e sembravano sereni e invecchiati piuttosto bene.

Insomma, il documentarista riuscì a riportare alla luce dei riflettori almeno sette degli eroi del Mondiale Inglese. Degli altri non si sa molto. Tuttavia dal 1966 al 2002 erano già passati 36 anni, mentre oggi ne sono trascorsi ben 60.

Qualcuno di loro nel film mostra la propria casa, piuttosto decorosa.

Tra loro c'è anche Pak Seun Zin che smentisce le voci sul suo conto.

Dopo la divulgazione e il successo del documentario, gli ex calciatori si recarono in Inghilterra, accolti con tanti onori.

Attorno ai minuti 50-55 si vedono anche Mazzola e Rivera che parlano di quella esperienza, in Italiano, sottotitolati. 

Documentario vs narrazione: le conclusioni dello youtuber

Di fronte a questa testimonianza importante, che smentisce decenni di leggende propagandistiche, tale youtuber cita il documentario, cita i protagonisti del documentario riapparsi vivi e vegeti in salute, uscendosene con un: "Raccontano di essere tornati e di essere stati trattati da eroi, ma chi torna in Corea del Nord dicendo il contrario?".

Eppure nel documentario dal 1:15:00 vengono mostrati l'accoglienza e i titoli trionfalistici dei giornali






Insomma, invece di prendere atto di un fatto che rompe le sue vecchie convinzioni e magari cominciare a porsi delle domande, persiste nella narrazione priva di riscontri per trarre delle conseguenze.

Il documentario con i calciatori vivi e vegeti è una prova concreta che stabilisce almeno alcuni punti,

mentre le storie riportate di loro mancano da decenni di fatti e documenti a supporto.

Lo youtuber in questione è bravo e simpatico, lo ripeto, ma tutti sbagliamo e su questo tema non mi trovo d'accordo con lui.


Esempio numero 2:  Martina Colombari si accorge che il vaccino non funziona. Invece di criticarlo e cambiare idea, lo esalta. Nascita della locuzione: "Funzionicchia".



L'ex modella Martina Colombari, qualche anno fa, in epoca di Green pass, si sottopose a vaccinazione contro il Covid 19.

Solo in seguito, dopo essersene andata in giro per palestre e luoghi pubblici, scoprì di essersi infettata del noto virus.

Inizialmente, le notizie predominanti nel mainstream ci assicuravano che i vaccini erano efficaci al 98%. Poi scesero al 91%, poi iniziarono davvero a dare i numeri al lotto. 

Di fronte a tanti vaccinati ammalatisi, l'infettivologo Massimo Galli (che poi contrasse il Covid 19 anche lui) ammise in tv: "Funzionicchia".

Diede così vita a un neologismo che tuttora perdura e piace a molti, che lo applicano alle situazioni più disparate.

La Colombari si premurò di andare in tv a dare la sua testimonianza di infettata nonostante il vaccino. La sua conclusione fu: "Meno male che mi sono vaccinata, se no mi sarei ammalata ancora di più".


Un po' di logica

A me qualcosa non torna: ti sei vaccinata e il vaccino non ha funzionato. Questo è il fatto saliente.

Senza il vaccino ti saresti infettata di più: dove sono le prove?

Anche qui: si ignora un dato di fatto che dovrebbe farci cambiare opinione e si rilancia una tesi che crolla di fronte alle evidenze.


Esempio numero 3: Le ragazze del calcio Iraniano "nemiche" del regime


Giungiamo alle ragazze del football Iraniane. Prima di un match di Coppa d'Asia non hanno cantato l'inno nazionale e un commentatore televisivo, tale Mohammad Reza Shabazi, le avrebbe definite "traditrici di tempi di guerra".

Per ora nessuno si è dato noia in Italia di portare prove che tale affermazione sia stata realmente pronunciata. Può anche darsi di sì, ma intanto sarebbe bene verificare.

Le parole di un uomo della tv contano fino a un certo punto.

Quante volte i nostri stessi calciatori della nazionale non hanno cantato l'inno? Erano degli eversivi anche loro?

Stiamo ai dati accertati.

Due calciatrici avrebbero chiesto asilo politico all'Australia e questo sembra essere un punto ormai verificato. Bisogna specificare però che chiedere asilo politico quando il tuo paese è sotto le bombe è normale anche in democrazia.

Le altre atlete Persiane, al termine della loro avventura sportiva, sono tornate in patria. Le hanno accolte i loro cittadini, i loro cari e le autorità.

Video e foto dimostrano una calda, calma e festosa accoglienza

Se dunque volevano essere eversive non cantando l'inno, tra i politici di Teheran nessuno se n'è accorto.


Il sito della tv Al Jazeera, oltre a riportare le voci dei dissidenti, pubblica anche tre dichiarazioni di parte opposta: 

Il presidente della federazione calcistica iraniana, 

(si legge in un articolo) 

Mehdi Taj, ha dichiarato sul palco: "Quel che è certo è che questi atleti sono leali alla patria, alla bandiera, al leader e alla rivoluzione" (..) 

Fatemeh Mohajerani, una delle donne più in vista della politica iraniana, ha detto ai membri del team: "Tutti gli iraniani vi stavano aspettando; benvenuti in Iran". (..) 

Ma Farideh Shojaei, una dirigente calcistica iraniana che si è recata in Australia, ha affermato che ai giocatori erano state offerte "case, automobili, denaro, promesse di contratti con club professionistici, nonché visti umanitari".

Una nota appare doverosa: due donne importanti, ovvero un politico e una dirigente calcistica rilasciano dichiarazioni. Ma le donne in Iran non erano tutte rinchiuse in casa?

Concludendo: calciatrici ribelli e maltrattate dal regime? Non mi sembra.

Avrebbero ricevuto pressioni e minacce per non chiedere asilo, come riportano i dissidenti?

Può darsi, ma dove sono le prove?

Nota finale

Troppe volte tutti noi ragioniamo in base a nozioni che diamo per certo da decenni e che non ci sogneremmo di mettere in dubbio.

Tuttavia una cosa sono gli aneddoti e i racconti, un'altra l'analisi dei fatti e delle evidenze: scopriamo così che anche quando si parla di regime non tutto quello che si dice è vero e soprattutto che poco sappiamo e poco di sostanziale ci viene detto dai media riguardo a tanti paesi del mondo.

La verità è variegata e piena di sfumature. Pensiamo che la propaganda sia altrove ma ce l'abbiamo in casa.

Diffidare e analizzare, dunque, ci aiutano a restare consapevoli.


domenica 22 marzo 2026

Empoli - Pescara 4-2, Biancazzurri in 10 dal 13'


La gestione dei cambi oggi ha pesato quasi quanto l'inferiorità numerica

Una partita che inizia in salita, con un goal di svantaggio e uno della squadra che si fa cacciare dopo pochi minuti, è difficile da recuperare. 

Se il gesto ingenuo commesso dal singolo giocatore potrebbe essere quello determinante, il vero rammarico per il Delfino è un altro.

Al 65' il Delfino era sul 2-2 e stava anche mettendo in difficoltà l'avversario, ma diversi dei suoi, come Insigne, Valzania e Letizia erano visibilmente stanchi.

I cambi sono giunti col contagocce, in maniera tardiva e questo elemento è stato determinante.

Il terzo e quarto goal sono chiaramente figli della stanchezza: i metri concessi e i falli commessi sono aumentati propiziando il nuovo vantaggio Empolese. 

Infine l'errore di lucidità di Letizia ha chiuso i conti.

Per la precisione, i cambi del Pescara sono giunti al 66' (Berardi per Calligara), al 71' (Olzer per Valzania), all'81' (Russo per Di Nardo, Gravillon per Letizia)

I cambi dell'Empoli: Haas per Degli Innocenti al 28' per infortunio, Fila e Ghion per Yepes e Popov al 46', Bianchi per Saporiti al 65', Ignacchiti per Shpendi all'85'.


Le azioni salienti

L'Empoli comincia bene: un colpo di testa di Shpendi lo manda in vantaggio al 9'.

Al 13' un avversario si fa incontro ad Acampora, che salta col piede teso. L'arbitro Rapuano prima dà il giallo, poi si consulta col Var ed estrae il cartellino rosso.

Il Delfino non sembra affatto scoraggiato e Gorgone è sagace nel non snaturare il gioco dei suoi. 

Dopo il raddoppio al 34' di Lovato, 

Di Nardo al 41' accorcia e poi pareggia al 48'. Con questa doppietta sale a 13 reti stagionali e si consolida tra i migliori marcatori in cadetteria. 

Il goal del 2-1 è frutto di una azione insistita dell'attaccante, mentre quello del pari giunge su una ribattuta.

Al 61' Bettella colpisce un palo, a portiere battuto, con uno stacco di testa al centro dell'area. 

Il Pescara regge bene fino al 65', poi le forze vengono meno, i cambi giungono tardi e i Toscani dilagano:

3-2 con Shpendi,

4-2  con Letizia che sbaglia un passaggio al portiere e Fila, con il campo aperto e solo davanti al portiere, non sbaglia.

Considerazioni finali

In definitiva: l'Empoli è una squadra viva anche se proviene da un periodo negativo in termini di risultati. Si dimostra una compagine valida e con individualità importanti.

Il Pescara si è dimostrato eroico fino a quando le forze lo hanno sostenuto.

Acampora ha commesso un errore, ma può accadere e non è certo questo che cambia il valore di un giocatore o i destini di un campionato.

Gorgone è stato bravo nell'impostare il gioco della sua squadra ma non è la prima volta in cui tarda ad effettuare i cambi e perdipiù decide di non utilizzare tutti i cinque innesti disponibili: 

in una partita come quella di oggi tale scelta ha inciso pesantemente in negativo. 

Detto questo, bisogna fargli i complimenti per aver rivitalizzato una squadra che era in difficoltà e che ora, nonostante la sconfitta odierna, si sta giocando bene le sue carte per rimanere in cadetteria. 

venerdì 20 marzo 2026

Predominio Usa, Venezuela, Iran: Ha senso essere Sovranisti oggi? Parliamone con Vincenzo Scarano, Lorenzo Valloreja e Stefano D'Andrea







In streaming stasera, alle 20:45 parleremo di Sovranismo, Giustizia e Medioriente 

con il giornalista Lorenzo Valloreja, laureato in Scienze Politiche, Filosofia e Teologia



e con i professori universitari: 




Stefano D'Andrea, docente di Diritto Civile presso l'Università della Tuscia










e Vincenzo Scarano, Docente di Diritto Ue presso l' Università Guglielmo Marconi.

Lo streaming apparirà su questo post. Se non appare subito, fate un refresh della pagina

giovedì 19 marzo 2026

Le varie piazze di Budapest


Nella foto: Péter Magyar e László Torockai


Tra cortei oceanici e piazze gremite, fervono i preparativi per le elezioni del 12 Marzo. L'entusiasmo degli Ungheresi per la politica e la loro partecipazione civica sono palpabili.

Gli Ungheresi, soprattutto dopo il recupero della loro indipendenza nazionale negli anni '90, hanno ravvivato il loro orgoglio nazionale e il loro senso di patriottismo.

La Festa del 15 Marzo (in commemorazione dei moti indipendentisti del 1848) è stata propedeutica per i leaders politici di contare gli aderenti alle loro schiere.

Secondo l'Agenzia Turistica Ungherese, in virtù dei rilevamenti fatti con tecnologia mobile, la piazza a favore di Orban contava 180 000 partecipanti contro i 150 000 del suo sfidante Peter Magyar.

Il partito di governo Fidesz ha organizzato molti autobus, mentre Magyar conta sostenitori a Budapest, dove le forze alternative a Orban sono leggermente in maggioranza. Nel resto del paese, invece, il consenso verso il Presidente del Consiglio resta alto.



Ha avuto anche una sua piazza più piccola il capo di Mi Hàzank (La nostra casa), partito di estrema destra con a capo László Torockai, che ha detto: 

I leaders del 1848 inseguivano la democrazia, le libere elezioni, l'Indipendenza dell'Ungheria, la libertà. I nostri nemici sanno che il prossimo parlamento sarà con tre partiti e le loro paure sono giustificate perchè ogni patrioita si muoverà per un miglior futuro possibile.

Orban ha affermato che nelle elezioni del 12 Marzo ci sarà una scelta tra guerra come frutto di uno sconsiderato sostegno allo sforzo bellico Ucraino o la pace.

Peter Magyar ha detto che Orban è un "traditore" e che ha reso l'Ungheria il paese più povero dell'Europa.



mercoledì 18 marzo 2026

È un Pescara Brasiliano: goal e spettacolo contro l'Entella


 Nella foto: Lorenzo Insigne


Il 3-0 casalingo rilancia il Delfino verso la salvezza diretta

Il Pescara continua a fare punti, superando un Entella niente affatto arrendevole, che è sceso in campo attaccando con intelligenza.

Una volta però trovato il goal con due conclusioni di precisione, i padroni di casa sono stati nel pieno controllo della gara.

Nonostante l'iniziativa fosse ad appannaggio dell'Entella, gli Adriatici sono stati bravi a colpire in contropiede, usando i propri palleggiatori per sfruttare gli spazi che si aprivano per loro.

Le grandi vittorie passano pure per gli episodi: le porte girevoli degli eventi possono avere il proprio peso. L'Entella ha iniziato bene, con azioni in profondità, passaggi filtranti e soluzioni creative per cercare di bucare la difesa Adriatica. In più i Liguri partivano con un pressing alto che ha creato qualche grattacapo agli avversari. 


Le azioni salienti

Dopo una punizione dal limite e una occasione da goal di Dalla Vecchia per gli ospiti,

su una azione manovrata Insigne mette in mezzo un bel pallone per Cagnano, che nonostante lo schermo di un difensore venutogli incontro, tira con precisione. Il portiere Colombi riesce a toccare la sfera, ma non basta.

Al 32' Guiu si inserisce bene, provando la palombella, ma la conclusione è fuori misura, col pallone a lato della porta.

Al 42' ancora un assist di Insigne rimpingua il bottino: Calligara raccoglie un suo suggerimento e con fredda lucidità spara il pallone sull'angolo basso, alla sinistra del portiere Lituano Siaulys, che ha appena avvicendato l'infortunato Colombi.

Al 56' i Dannunziani chiudono i conti: lancio lungo di Calligara, Insigne a correre col pallone in campo aperto, dribbling ai danni di un avversario, pallonetto: un secondo difensore devia la sfera, Siaulys a questo punto non può fare nulla: 3-0.

Seguono alcune azioni imprecise da una parte e dall'altra, ma il risultato non cambia: vittoria meritata del Pescara, che ora è a soli due punti dalla salvezza diretta.


Conclusioni

Insigne oggi ha messo a referto due assist e un goal: la sua presenza in campo infonde coraggio ai compagni.

Il Pescara ha concluso la terza partita senza prendere goals: per una squadra che aveva una media di due reti al passivo per ogni partita, è tanto.

In più, nel giro di tre partite (il 4 a 0 col Bari, lo 0 a 0 a Bolzano e il 3 a 0 di stasera) ha migliorato di sette goals la differenza reti.

Il team di Gorgone ha il sesto migliore attacco della categoria con 41 marcature, mentre ha la peggiore difesa con 54 reti al passivo.

La squadra da almeno sette partite però è in netta crescita.

L'Entella dal canto suo ha mantenuto a lungo una posizione di classifica tranquilla e ultimamente sta scivolando nei bassifondi.

Ora nella zona retrocessione ci sono sei squadre nell'arco di due punti e anche quelle sopra sono poco distanti: i giochi, a sette partite dalla fine della stagione, sono aperti e imprevedibili.