BLOG DI ANDREA RUSSO
Giornalista, Addetto Stampa. Sito disponibile anche come: www.andrearusso.net
Avvertenza
giovedì 16 aprile 2026
Péter Magyar invita il Presidente della Repubblica a dimettersi
mercoledì 15 aprile 2026
Oggi alle 19:00 appuntamento dal vivo: Vivere e lavorare in Ungheria
Potrete assistere alla diretta e formulare le vostre domande. Vi aspetto
L'onestà non è un programma politico
Ho sempre diffidato di chi, nel suo programma politico ed elettorale, mette nero su bianco fatui progetti di moralizzazione e di lotta alla corruzione.
È successo con i Grillini per esempio. Non abbocco facilmente e già prima della costituzione del partito vero è proprio, non ritenevo produttivo partecipare al "vaffa" day.
martedì 14 aprile 2026
Appuntamento alle 19:00 per parlare del dopo Orban
lunedì 13 aprile 2026
Ma Orban non era un dittatore?
Tanti commentatori televisivi e della carta stampata bombardavano l'ignaro spettatore Italico su quanto fosse illiberale e antidemocratica l'Ungheria del dittatore Viktor Orban.
Per tre lustri abbiamo assistito a una demonizzazione sistematica e quotidiana del leader Ungherese.
La stessa Unione Europea lo definiva dittatore. Perfino Jean Claude Juncker, visibilmente ubriaco durante le strette di mano con i capi di Stato, tra uno schiaffo e l'altro lo appellava, sia pur giocosamente, con tale epiteto.
Potremmo aprire un database sconfinato con queste tesi e qualche link lo lascerò in calce a questo post.
Orban controlla la magistratura, Orban controlla i media, Orban trucca il risultato elettorale, Orban discrimina i gay, Orban decide quando c'è il sole o deve piovere.
Ebbene ieri si è votato, in un solo giorno, con le urne chiuse alle 19 (con estensione temporale per quelli rimasti in coda).
Il leader di opposizione ha vinto sonoramente: 53,1% contro 38,4%, 136 seggi contro 56.
Di colpo nel paese di Attila è tornata la democrazia. Semplicemente, bastava votare per un candidato più convincente. Non c'è stata una repressione poliziesca, non ci sono stati dati manipolati.
Il grande dittatore in soli 4 minuti di discorso ha accettato la sconfitta, ha ringraziato il suo popolo e si è congratulato con l'avversario.
Quando gli eventi sono graditi alla sinistra europeista, tutto di colpo torna normale e paesi come l'Ungheria tornano ad essere pacifici, puliti, con le strade adornate di fiori primaverili.
Orban vs Magyar: uno scontro generazionale
Una nuova era si apre da oggi: quella del dopo Orban e di una Ungheria ormai matura nella sua esperienza democratica e nella sua crescita socioeconomica.
Appare definitivamente terminata l'epoca del leader carismatico che è stato di ispirazione per le destre europee, forte di ben cinque elezioni, quattro dal 2010 ad oggi più una quinta 1998.
Se Orban ha avuto consensi ed è stato scelto per ben cinque volte, qualcosa di buono avrà fatto.
I tempi cambiano, le nuove generazioni vogliono aprirsi all'Unione Europea e dopo tanti anni di governo sono fisiologici sia la voglia di voltare pagina della popolazione che i motivi di malcontento.
Il progetto Magyar è stato un maquillage della sinistra, che, conscia del fatto che alcuni suoi valori sono rigettati dal popolo Ungherese, ha cercato di cambiare faccia, a costo di mandare al potere una persona non propriamente di sinistra.
L'importante è che sia fedele a Bruxelles, magari con un programma come quello presentato che si propone l'adesione all'Euro entro il 2030.
Non è un mistero che l'avvocato di Budapest abbia avuto come base di voti e come estabilishment di supporto quantomeno morale il mondo della sinistra
Ci aveva provato con Marki Zai quattro anni fa e non era andata bene.
Oltre alla già nota frattura tra Budapest (pro sinistra) e provincia (pro Fidesz), che in parte si è ricomposta ieri sera,
abbiamo assistito, comunque, a uno scontro tra generazioni: chi ha circa vent'anni ha trascorso la maggior parte della sua vita vuole finalmente incidere, scegliendo un candidato diverso.
Perfino nei cantanti sui palcoscenici e tra il pubblico dei comizi abbiamo notato la differenza:
Età mediamente un po' più altra tra i sostenitori di Fidesz, con cantanti molto in gamba ma attempati a intrattenerli,
e folle di ragazzi ad assistere ai rappers sul palco nei convegni di Magyar.
Hanno voluto l'Europa e adesso si accorgeranno con chi avranno a che fare a Bruxelles. I ragazzi devono fare le proprie scelte del resto, anche a costo di sperimentare quello che abbiamo constatato noi in Italia.
Benvenuti nel club, noi Italiani abbiamo già dato a Ursula e company, ora tocca a voi.
domenica 12 aprile 2026
Ore 10:16: Tisza mantiene un vantaggio del 13%. Prossimo aggiornamento dopo la mezzanotte con le interviste in piazza.
Caroselli di auto e urla Spagnolesche per le strade di Budapest. Mancano solo poche ore per l'ufficializzare Peter Magyar come nuovo Primo Ministro dell'Ungheria.



