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mercoledì 28 gennaio 2026

Lorenzo Insigne torna a Pescara: sembrava impossibile!


Da qualche tempo Lorenzo Insigne, Campione d'Italia con il Napoli e d'Europa con la Nazionale Azzurra, era svincolato. Qualcuno a Pescara aveva notato questa cosa e sognava il suo ritorno, ma non ci sperava troppo.

Invece, ieri mattina è circolato un articolo di Enrico Giancarli su "Il Centro", quotidiano Abruzzese, e rapidamente si sono avvicendate varie conferme e indiscrezioni.

Oggi si attende la firma. La società biancazzurra è stata brava a tenere segreta la trattativa e probabilmente la presenza di Verratti come socio ha avuto la sua funzione persuasiva.

Il giocatore dovrebbe restare in biancazzurro almeno sei mesi, con opzione di rinnovo di un altro anno in caso di salvezza.

Insigne, che ora ha 35 anni, fu protagonista insieme allo stesso Marco Verratti e a Ciro Immobile dello splendido primo posto con promozione diretta in serie A nella stagione 2011-2012.

Un trequartista di tali doti tecniche può fare la differenza anche giocando solo mezz'ora a partita in cadetteria. Il Delfino si sta finalmente muovendo sul mercato, col ritorno del difensore centrale Bettella e di un centrocampista di qualità, l' Uruguagio Gaston Brugman.

Dopo questi colpi potrebbero essere incoraggiati a raggiungere Pescara anche alcuni giocatori in trattativa, come almeno uno tra Giacomo Corona e il Ceco Daniel Fila, entrambi attaccanti.

martedì 27 gennaio 2026

Due Carabinieri in servizio all'Ambasciata Italiana minacciati da un soldato dell'IDF

Il fatto si è verificato Domenica 25 Gennaio.
Sky TG 24 ricorda anche che lo scorso Novembre tre volontari Italiani e una Canadese, impiegati nel soccorso ai civili, erano stati malmenati e derubati da dieci coloni, con l'invito a non tornare mai più





 Si complica la mezza crisi diplomatica aperta tra Italia e Israele dopo la dichiarazione dell’Idf che è stato “un soldato” e non un colono, civile per quanto armato, a fermare i due carabinieri domenica scorsa nelle vicinanze di Ramallah in Cisgiordania, costringendoli a inginocchiarsi sotto la minaccia di un fucile mitragliatore per poi rilasciarli, intimando loro di non ripresentarsi da quelle parti. Per Roma, che ha reagito convocando alla Farnesina l’ambasciatore Jonathan Peled, sarebbe “ancora più grave” se ad agire fosse stato un militare. Ma il governo di Tel Aviv per ora nega, rimane sulla promessa di accertamenti fatta lunedì da Peled. Ora però il nostro ministero degli Esteri sta interloquendo anche con l’addettanza militare dell’ambasciata israeliana a Roma. 

Il Fatto Quotidiano


Secondo quanto ricostruito, due carabinieri in servizio al Consolato generale di Gerusalemme sono stati "fatti inginocchiare sotto il tiro di un fucile mitragliatore e interrogati" da un soldato e non da un colono come inizialmente emerso, mentre facevano un sopralluogo vicino a Ramallah. Immediata la protesta del governo italiano (...) 

La protesta del governo italiano è stata praticamente immediata, con la premier Giorgia Meloni che ha fatto filtrare la forte irritazione per un fatto ritenuto "inaccettabile". E' scattato subito un colloquio telefonico con Tajani per concordare la convocazione dell'ambasciatore israeliano, Jonathan Peled. Ed il rappresentante dello Stato ebraico ha espresso rincrescimento per l'accaduto, indicando che il suo governo effettuerà le opportune indagini. 

Lo stesso Tajani ha chiesto di convocare l'ambasciatore di Israele in Italia per chiedere chiarimenti e confermare la dura protesta, condivisa dall'opposizione, dal Pd a M5s, da Avs e Iv. Solamente lo scorso novembre, dieci coloni a volto coperto avevano fatto irruzione all'alba nella comunità di Ein al-Duyuk sorprendendo nel sonno tre volontari italiani e una canadese, arrivati in Cisgiordania per fornire assistenza ai civili palestinesi. 

I tre erano stati derubati e picchiati, con l'avvertimento ad andarsene e non tornare più. Anche in quella circostanza il ministro Tajani aveva parlato di un fatto "gravissimo", lanciando un appello al governo di Israele perché si imponesse per frenare "la prosecuzione di queste violenze, che non servono alla realizzazione del piano di pace per il quale tutti quanti stiamo lavorando".

Sky Tg 24

Nella foto: la Trade Tower di Tel Aviv, dove risiede l'unica Ambasciata d'Italia in Israele

La Giornata della Memoria e il suo uso strumentale: quando la propaganda stride con la realtà




Squarciamo il velo dell'omertà in Italia: chi cerca un posto al sole, nei salotti buoni della politica, del jet set, del business e del giornalismo, spesso ha paura di parlare e soprattutto di muovere una critica alle classi dirigenti Israeliane e ai poteri finanziari di origine Ebraica.

Riflettiamoci: se qualcuno critica una persona importante Italiana noi lo percepiamo come un insulto razzista e una discriminazione verso il nostro paese?

Se un Giapponese o un Africano denuncia le connessioni mafiose tra i gangli della nostra alta burocrazia, i servizi segreti e parte della politica e della finanza del Belpaese, gli diamo del razzista?

Il nostro paese ha bombardato i Balcani in spregio alla propria stessa Costituzione;

ha inviato gli aerei da guerra sui cieli dela Libia, quindici anni fa, 

senza una valida ragione che non fossero gli interessi materiali e strategici in ballo;

se un cittadino del Bhutan o della Mongolia ci facesse notare queste verità piuttosto solide, cosa faremmo? 

Parleremmo di complotto nazista in salsa Asiatica verso la stirpe degli Italiani -brava gente-? 

La risposta la conoscete già: No.

Eppure se critichi la violenza estrema di Israele nei confronti di vari soggetti politici e soprattutto dei civili inermi sei un razzista e un antisemita, per chi sa stare dalla parte del più forte.

Il discorso dunque cambia quando bisogna criticare il Sionismo, che è una forma di nazionalismo Ebraico, suprematista, aggressivo e violento. 

Lo stesso dicasi se si denunciano le azioni del Mossad, che è il servizio di spionaggio Israeliano.

Chi vuole far carriera ha paura di denunciare certi crimini.

Piuttosto, spesso cerca di blandire il potere Sionista.

In questo quadro si inserisce tutta l'attenzione mediatica verso la Giornata della Memoria.

Ricordare le vittime è un atto dovuto. Ogni tipo di violenza va condannato. Sui crimini legati alla Shoah a maggior ragione la stragrande maggioranza della popolazione mondiale è concorde e ferma nella condanna

Cionondimeno il modo cieco e univoco in cui buona parte dell'estabilishment occidentale vi ottempera nasconde soltanto sottomissione e tentativi di compiacimento.

Criticare la barbarie dell'Idf non è antisemitismo. 

Condannare il blocco di cibo, acqua, medicine ed elettricità, i proiettili verso civili inermi, inclusi i bambini è solo un atto di umanità.

Se la finanza Sionista ha un peso politico ed economico in Europa,  esistono inoltre cerchie di persone spietate: 

l'intelligence Israeliana da decenni va ad uccidere a domicilio i propri nemici, evitando tribunali e processi: è successo dopo la Seconda Guerra Mondiale, dopo gli attacchi terroristici alle Olimpiadi di Monaco, dopo il sequestro della nave da crociera Achille Lauro.

Il governo Isreliano, tramite il suo esercito, sta compiendo ancora in queste ore un genocidio verso una popolazione di due milioni di abitanti, costretta a vivere recintata nel proprio territorio di 45 chilometri quadrati.  Da parecchi anni non possono uscire da lì. 

Gruppi di coloni invadono i territori destinati ai Palestinesi dai trattati, si impossessano delle loro case.

Si vive nell'odio.

Non va giustificato il terrorismo, come tutti gli uomini di buona volontà anche io auspico la pace, in ogni dove.

Tuttavia è un dato di fatto che se gli Ashkenaziti non avessero sottratto agli Arabi di Palestina la propria patria, un pezzo alla volta, la spirale immensa di conflitti che ne è seguita non esisterebbe.

Liliana Segre si è sempre guardata bene dal condannare con forza quello che hanno fatto Nethanyau e i suoi soldati negli ultimi anni, chiamando la loro strage per nome: genocidio.

Se hai vissuto le stesse torture, la stessa privazione del cibo, lo stesso tentativo di cancellazione del tuo popolo e poi non ammetti che nel 2026 la Storia si ripete, ad opera di coloro che rappresentano la tua gente e la tua cultura a livello politico, allora c'è un problema.

Il discorso in tal caso si fa irrilevante, inconcludente e irrispettoso verso una intera popolazione martoriata e privata della propria patria.

domenica 25 gennaio 2026

Gli Stati Uniti non hanno nulla da insegnarci


Nelle foto: Alex Pretti e Renee Good


In Minnesota continua la barbarie. Ieri un altro dimostrante, Alex Pretti, di 37 anni, è stato ucciso dagli agenti dell'Ice senza un motivo apparente

Alle 9:05 del mattino a Minneapolis, mentre si susseguivano le proteste contro la presenza degli agenti anti immigrazione, questi ultimi hanno sparato a bruciapelo su un altro manifestante, dopo l'omicidio di Renee Good. 

Si tratta di Alex Jeffrey Pretti, trentasettenne come Renee, incensurato, descritto dalle persone a lui vicine come persona pacifica e caritatevole. Svolgeva la professione di infermiere.

Circolano vari video e foto. In uno di essi si vede chiaramente Pretti filmare la macchina degli agenti anti immigrazione col telefonino. 

Gli agenti hanno attaccato lui e altre persone con lo spray al peperoncino e li hanno immobilizzati. 

Negli istanti successivi si vedono i manifestanti che cercano di divincolarsi. Ad un tratto un agente col passamontagna estrae una pistola e spara a Pretti a bruciapelo vari colpi. 

La donna che riprende la scena col suo telefonino urla e l'immagine si sposta, ma si sentono altri colpi ancora e quando riesce a riprendere di nuovo la scena è visibile anche un secondo agente, a volto scoperto, con la pistola puntata verso il manifestante a terra.

Gli agenti dell'Ice stanno compiendo azioni senza mandato nelle abitazioni per catturare presunti residenti irregolari. Spesso si rendono conto poi di aver prelevato cittadini Americani e li riportano a casa.



Le bugie del governo sui due omicidi a Minneapolis

Il 7 Gennaio hanno sparato in volto a Renee Good a bruciapelo, mentre si allontanava con la sua automobile al termine di una breve conversazione con gli agenti.

L'Ice ed anche esponenti del governo Statunitense come Il Presidente Trump, la Procuratrice Generale Pam Bondi e il Vicepresidente JD Vance hanno mentito nonostante l'evidenza di un filmato: sostengono che Renee Good stesse per investire i poliziotti con la sua automobile ma non è vero e chiunque può verificarlo.

Lo stesso tipo di menzogne è stato prodotto dall'Ice per Alex Pretti: "Aveva una pistola, ha cercato di uccidere gli agenti". 

Trump ha commentato: "È un terrorista domestico".



This is America

Se in Italia gli immigrati clandestini hanno ampio margine di manovra e i rimpatri sono pochi, negli States si eccede nel senso opposto. 

Quello che avviene in questi giorni oltre oceano è la dimostrazione che da quelle parti il Far West non sia mai terminato, ma è uno stato d'animo che riaffiora spesso in una bella fetta della popolazione. 

Tante armi girano, troppi pistoleri predicano il loro "Verbo" del secondo emendamento. Questi sono gli Stati Uniti: se  vuoi stare sicuro ti riempi la casa di armi d'assalto, se ti ammali e hai pochi soldi sei spacciato, il welfare è un concetto per fannulloni buoni a nulla, la prevenzione del crimine non esiste, la repressione è durissima.


Donald Trump dovrebbe affrontare gli enormi squilibri interni, anzichè dare lezioni di vita a mezzo mondo

Trump, che ha creato questo suo esercito male addestrato a suon di decine di miliardi di dollari di finanziamenti, si permette di fare la morale agli altri paesi.

Parla di diritti umani in Europa, in Venezuela (dove ha compiuto raid contro le navi, contro Caracas e ha rapito Maduro con metodi da gangster), in Iran (dove pure gli Usa smuovono le rivolte lasciando i manifestanti soli a subire la reazione del regime).

Potremmo continuare a lungo ricordando di come Trump sta cooperando con Nethanyau durante il  genocidio in Medioriente,

di come bullizza i suoi stessi alleati Europei e Canadesi, di come ignora il diritto internazionale.

La politica Americana di oggi ha uno stile cafone e psicopatico, che gli sta attirando antipatie e che sta addirittura compattando l'Unione Europea, che ora vede il pericolo giungere da Ovest, altro che da Levante.

Trump pensi alle enormi disparità sociali nel suo paese, ai quartieri ghetto delle sue città dove la polizia ha paura di mettere piede, ai centomila morti di Fentanyl all'anno che sono frutto di una storia collettiva di abbandono e di degrado. 

Tale ferita si cura prendendosi in carico i problemi dei propri cittadini, non andando a bombardare le navi di presunti trafficanti senza uno straccio di prova, non sequestrando petroliere in mare aperto e soprattutto non andando a dire agli altri popoli come devono vivere.

Molte delle attuali dittature sono ex colonie occidentali, che avrebbero ora maggiore democrazia, stabilità e benessere senza le guerre scatenate da Europei e Statunitensi e dalle loro secolari ruberie.

martedì 13 gennaio 2026

"Mamma, butta la pasta!" Si festeggia il compleanno di Dan




Il 9 Gennaio ha spento 90 candeline Daniel Lowell Peterson, in arte Dan.

In Italia questo nome non ha bisogno di presentazioni. Tuttavia è d'obbligo ripercorrere le tappe della vita straordinaria di un uomo che ha creduto nei suoi sogni e li ha regalati a noi Italiani.

Dan ha sempre ragionato fuori dagli schemi e questo gli ha permesso di avere grandi intuizioni e di precorrere i tempi. 

La sua apertura mentale l'ha portato a rendere possibile ciò che per gli altri era oggetto di scherno e a cimentarsi in ambiti diversi e cionondimeno a dimostrare di saper uscire vincente anche dalle nuove sfide.

Mentre oggi figure come il mental coach sono frequenti nello sport a supporto degli atleti, i suoi metodi di lavoro contengono molte delle nozioni del coaching. 

Tale area di competenza è trasversale, travalica i confini dello sport e offre soluzioni per essere più produttivi ed efficaci.

Scriveva Gianfranco Civolani su "Giganti del basket" (un periodico sportivo) nel 1973: 

"Il piccolo Dan mi fa l'effetto di un ballerino di tip-tap o magari di un entertainer da night. Metri uno e sessanta con tacchetto pretenzioso, capelli lunghi alla paggio, occhi chiari, lineamenti da bambino stizzoso".

Le origini

Dan Peterson nacque a Evanston, una città che oggi conta quasi 80 000 abitanti, alle porte di Chicago. 




Già a fine anni '50 iniziò ad accumulare importanti esperienze e studi da allenatore, per poi affermarsi nel decennio successivo nei campionati Universitari, che sono da sempre la porta verso il professionismo, negli U. S. A. 



Dal 1971 al 1973 allenò la nazionale Cilena, che sotto la sua guida fece progressi tangibili. 

1983-1987: gli anni in cui ha scritto la storia del basket Italiano. 




Nel '73 iniziò la sua esperienza a Bologna, dove conquistò un Campionato e una Coppa Italia. Dopo qualche anno passò all' Olimpia Milano, con la quale vinse quattro scudetti, due Coppe Italia, Una Coppa Korac e una Coppa dei Campioni

Proprio con questo trofeo, nel 1987, chiuse in bellezza la sua carriera, salve un ritorno all'Olimpia nel 2011: fu una esperienza di pochi mesi, di scarso successo, che lo vide lasciare la panchina a campionato in corso. 

Erano anni in cui lasciarono la propria impronta sui parquet grandi talenti come Dino Meneghin e Bob Mcadoo. 

1987 - fine anni '90: Commentatore della Wrestling - Mania: la seconda vita professionale di Dan Peterson. 




Dan Peterson ha avuto il merito di far conoscere agli Italiani il wrestling, grazie a una conduzione semplice, squillante, divertente. 

Il coach (e ormai personaggio televisivo) comprese che non si poteva raccontare il wrestling come uno sport puro, ma come uno spettacolo di intrattenimento. 

In questo era aiutato da una serie di lottatori esilaranti e ben caratterizzati. 

Nel corso dei decenni successivi ha partecipato a programmi televisivi di sport e ha vergato le pagine di giornali e magazine del settore. 

Negli ultimissimi anni, col proliferare dei videoprogrammi sulle piattaforme web come youtube, ha rilasciato interessanti interviste raccontando molti retroscena, spiegando anche alcuni concetti  di basket e di sport. 

Forse era un fatto già noto ad alcuni ma ha destato stupore il suo racconto di Berlusconi che gli propose di allenare il Milan, nonostante la sua estraneità al calcio. 

Dopo il suo rifiuto, il magnate Milanese optò per Arrigo Sacchi, un altro innovatore. 

Erano gli anni di massima visionarietà di Silvio Berlusconi, che introduceva elementi nuovi anche in tv: programmi per giovani, film in lingua originale e tanto altro. 

Dan's legacy

L'insegnamento di Dan è anche questo: l'arte di guardare tante discipline in maniera non convenzionale, il cimentarsi in ambiti diversi imponendo le proprie idee. 

Le sue celebri frasi rimarranno sulla bocca di tanti: "Mamma, butta la pasta", "Time out per me e time out per voi", "Per me.. numero uno". 

Perfino la famosa serie di sue pubblicità per una nota marca di tè ha colpito la fantasia di molti ed è un ricordo indelebile. 

Dan è una figura gradita più o meno a tutti: a 90 anni è ormai un Italiano di lunga data, lucido, che non perde il pragmatismo e la schiettezza Americana. 

È entrato nei cuori perchè è sè stesso, non interpreta un ruolo. Ha talento, ha una personalità forte, dice cose non banali e non ha paura di esprimere il suo pensiero. 

Non è certo poco. 

I due cestisti nella foto con Dan sono Mike D'Antoni (a sinistra) e Bob Mcadoo. 


sabato 10 gennaio 2026

Il Pescara non molla: il 2-2 di Castellammare di Stabia gli va stretto





È  un Delfino mai domo, quello visto pochi minuti fa nella prospera e costiera Castellammare di Stabia. 

Dopo un primo tempo e un inizio di secondo tempo ad appannaggio degli ospiti, che sono andati al riposo in vantaggio, i padroni di casa hanno avuto una ventina di minuti di sopravvento, in cui hanno ribaltato il risultato. 

Tuttavia nei dieci minuti di recupero gli Adriatici hanno assaltato all'arma bianca la porta avversaria, pareggiando e rischiando di vincerla. Si è andati a casa con un 2-2 spettacolare, in cui le due compagini hanno fatto bella figura di fronte ai propri sostenitori. 

Sorpresona: nella seconda frazione le Vespe hanno messo in mostra il neoacquisto Dos Santos, che non molto tempo fa giocava in eccellenza. 

Altra sorpresa: nel corso della partita il ventenne Lorenzo Berardi ha esordito nel Delfino: è un esterno scattante, con buoni tempi per la scelta del passaggio.

Nell'azione del primo goal giallonero, Correia ha ricevuto il pallone apparentemente sul braccio, prima di scagliarlo in rete sul lato destro della porta da breve distanza. Per il Var è regolare. 

Il rigore che ha dato il vantaggio alla Juve Stabia è da rivedere: in una mischia in area l'arbitro ha visto qualcosa ma non si capisce bene cosa abbia effettivamente rilevato. 

Andando con ordine dunque: Olzer ha aperto le marcature per i biancazzurri al 35', penetrando la densità di uomini e tirando sul collo del piede di Giorgini: la deviazione ha spiazzato il portiere Confete. 

Al 68' il già citato goal di Correia ha motivato la sua squadra, portatasi sul 2-1 su rigore all'89' grazie Candellone che ha realizzato: il portiere Desplanches c'era quasi arrivato. Il Pescara non si è arreso ed in una azione ficcante il subentrato Sgarbi ha segnato il suo primo goal in campionato al 93'. 

Nell'esultare, è andato dai suoi tifosi nel settore ospiti aggrappandosi al cancello. È  tornato in campo senza maglietta. Forse nell'entusiasmo se l'è tolta e l'ha data a qualcuno oltre l'inferriata. Ha rimediato una ammonizione. 

Tra i campani hanno ben figurato in molti, tra cui Cacciamani e Candellone. Tra gli ospiti abbiamo visto in grande spolvero Olzer, Calligara e Di Nardo. La difesa biancazzurra non ha sostanzialmente commesso errori rilevanti, mostrando passi avanti. Se i gialloneri rimangono a centro-classifica come è normale che sia, diversi commentatori si stupiscono di come il Pescara possa stare all'ultimo banco in cadetteria.

Il Pescara a Castellammare di Stabia: il Menti è un vero fortino

Il Pescara, che si è privato di Squizzato, uno dei giocatori più integri dal punto di vista fisico, incontra la Juve Stabia nella sua tana delle tigri.

Il sodalizio Campano non perde sul suo campo da ben 12 partite.

Le Vespe due anni fanno ha sbancato il girone C di serie C (di gran lunga il più ostico), giungendo prime, affrontando i play off di serie B l'anno scorso e attestandosi a metà classifica anche quest'anno.

Si tratta di una società con un progetto solido, come robusto è anche il suo assetto in campo, che esalta le doti di tonicità dei singoli. 

Il Delfino, che avrebbe dovuto, dall'apertura del mercato di riparazione, ormai 8 giorni fa, inserire elementi motivati e disposti al sacrificio, aspetta a piazzare colpi.

La squadra di per sè dimostra voglia di lottare, che però si scontra con i limiti tecnici della rosa.

Il campionato però è ancora lungo e tutto, o quasi, è possibile.




Nel team del presidente Mc Clory figurano volti abbastanza noti per la categoria come Cacciamani, Maistro e Candellone, che dovrebbero essere in campo.

Il Pescara ha tanti infortunati e dietro ci sono dei dubbi da parte di Mister Gorgone, mentre in attacco, oltre a Tonin e Di Nardo, darà una mano Giacomo Olzer, elemento che può fare la differenza.

Calcio d'inizio oggi , Sabato  Gennaio, alle 17:15

Nelle foto: Leonardo Candellone e Giacomo Olzer

venerdì 9 gennaio 2026

Yanjin, la città più stretta del mondo

Non so se l'appellativo che si è guadagnato questa città-Contea Cinese corrisponda con esattezza alla realtà. Di sicuro è un posto affascinante. Le palazzine moderne hanno alle spalle montagne piene di alberi e davanti un fiume affascinante e minaccioso al tempo stesso. "Ed io tra di voi", canta la città, che evidentemente conosce Aznavour.


  

giovedì 8 gennaio 2026

Il Mercato del Pescara: situazione di attesa, con alcuni obiettivi interessanti

Ceduto il centrocampista Squizzato all'Entella, potrebbe partire anche il giovane talento Matteo Dagasso: si parla di un milione e mezzo offerto dal Venezia, che vorrebbe convincere il forte attaccante Daniel Fila, giovane proveniente dalla Repubblica Ceca, a spendere sei mesi in Abruzzo per farsi le ossa.

Per il centrocampista biancazzurro il Cagliari arriverebbe a offrire due milioni, secondo alcune fonti.

Qualcuno parla di un possibile interesse per il grintoso attaccante del Venezia Bjarki Bjarkason, che ha militato nel Foggia lo scorso anno.


to nel 2005 e con qualche esperienza nel calcio professionistico. Ha alle sue spalle anche un serio infortunio al legamento collaterale laterale, che lo ha tenuto fuori dal 30 Gennaio 2025 all'1 Agosto 2025. 

Per il ruolo di punta-rifinitore sono sondati Corona del Palermo, Okoro della Juventus Next Generation, Crespi e Insigne dell'Avellino.



Nelle foto: Daniel Fila, Bjarki Bjarkason, Alessandro Della Valle