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martedì 20 ottobre 2026

Caro Buscè, l'unica risposta alle critiche è la vittoria

Nessuno tra gli addetti ai lavori ha messo in dubbio la professionalità del Mister e dei ragazzi. L'unica medicina è la vittoria: è ciò che vogliono tutti a Pescara


Chi è familiare alle dottrine di coaching che studiano come essere efficienti nel lavoro e il più possibile vincenti nello sport, conosce una regola ben chiara.

Il vincente non trova scuse negli altri o nella sorte avversa per le sue sconfitte o per le aspettative disattese: riconosce gli errori, identifica i propri punti deboli e va avanti, rispondendo con i risultati.

Da un  paio di settimane il tecnico Pescarese Antonio Buscè, forse sentendosi sulla graticola e leggendo e ascoltando i media che davano per possibile un suo esonero, 

ha iniziato ad avere una comunicazione aggressiva nei confronti della stampa, oltre ad elencare una serie di giustificazioni per i risultati che non arrivavano: 

dagli episodi sfortunati alla negatività dell'ambiente, alle scorie nel morale dei giocatori derivanti dalla retrocessione precedente, fino al ridimensionamento del fatto che il Pescara abbia seri problemi in alcuni meccanismi di gioco.

Ieri, senza nessuna sollecitazione da parte dei giornalisti, li ha attaccati duramente, abbandonando anche una intervista condotta da Rete 8, per poi presentarsi in sala conferenze con uno sfogo di una decina di minuti. 

-Nelle ultime tre partite abbiamo fatto sette punti, abbiamo vinto a Livorno e nemmeno quello andava bene. Abbiamo pareggiato col Guidonia in casa: non si aspettava altro, evvai con le altre critiche! (...) si va sul personale, si è scesi alle offese sulla mia persona. Sono un padre di famiglia, ho 50 anni, sono nel calcio da 35 anni (..)

Non sono venuto a Pescara a farmi prendere per il c. (...)

Addirittura ci sono dei giornalisti che fanno interviste ad altri allenatori per avere un parere su come deve giocare il Pescara e questo vi fa capire che persone sono.

Veniamo trattati, io e i ragazzi, come degli scappati di casa e questo non va bene (..) Non ho mai visto nessuna squadra metterci sotto sul piano del gioco -

Caro Buscè, proprio i numeri a cui ti appelli non sono opinabili. Il Pescara ha 15 punti su 10 partite ed ha un organico tra i più forti in assoluto sia del suo girone B che dell'intera categoria, che conta 60 squadre.

I risultati, lo riconosci anche tu, sono al di sotto delle aspettative.

Il punto è che il Pescara è troppo lungo sul campo, la difesa difende spesso troppo bassa (tranne forse ieri e con la Vis Pesaro), il centrocampo quasi sempre non fa filtro, i meccanismi offensivi sono prevedibili.

Rarissimamente abbiamo visto quest'anno scambi di prima tra gli attaccanti, con le difese avversarie che hanno quasi sempre il tempo di schierarsi.

Seguo più o meno tutti gli streaming e le trasmissioni locali: tra i giornalisti tutti, eccetto uno di cui non faccio il nome, hanno sempre avuto toni pacati nei tuoi confronti e della squadra.

Nessuno di loro comunque ha attaccato la tua persona. 

Fare domande ad altre persone del calcio, inclusi allenatori, è totalmente legittimo: sono persone competenti che possono esprimere la loro opinione, se espressa con garbo e così hanno fatto. A chi bisognerebbe chiedere una opinione su come gioca una squadra, al salumiere?

Ci sono poi alcuni streaming gestiti da tifosi, che non sono giornalisti: a maggior ragione la loro opinione, che può essere anche arguta, va vista alla luce del loro ruolo.

In una di queste trasmissioni web, che forse hai modo di aver visto, Mister, 

è stato di recente interpellato Giuseppe Pillon, tecnico di lungo corso che ha guidato il Pescara per una stagione e mezza. Pillon non è entrato nelle tue scelte, ma ha parlato del bisogno di continuità di risultati per portare entusiasmo nei ragazzi che giocano e nell'ambiente.

I giornalisti hanno tutto il diritto di criticare se vedono un gioco che non convince. 

I tifosi, invece, sono abbastanza concordi nel dire che la squadra rende al di sotto del suo potenziale e che l'allenatore non li convince.

 Ovviamente ci sono anche pareri diversi ma quello appena scritto è quello maggiormente ricorrente.

Rispettabile e competente Mister Buscè: la vittoria è l'unica medicina. 

Vinci e verrai portato in trionfo, tu e i ragazzi. Da Pescaresi non vogliamo altro che questo. 


lunedì 19 ottobre 2026

Pescara-Ostiamare 2-0: Buscè più saldo sulla panchina

Buscè vince e mantiene la panchina, con una prestazione convincente ma anche grazie a un vantaggio numerico


Nella foto al centro: Antonio Buscè, tecnico del Pescara, con il Presidente Sebastiani a sinistra e il DS Pasquale Foggia.


Aveva bisogno di una vittoria per rimanere in panchina e dare entusiasmo ai suoi ragazzi: è giunta in casa in 11 contro 10 per buona parte del tempo e contro il non eccelso ma rispettabile Ostiamare.

Antonio Buscè salva la panchina, dunque, con una coda di dichiarazioni polemiche da parte sua nel post partita, nei confronti della stampa locale.

Oltre che rispetto, una storia come quella della squadra Capitolina, genera sicuramente simpatia. Ostia è sostanzialmente il lido di Roma e il suo quartiere che affaccia sul mare. In altre città la parte vicina al mare sarebbe il cuore pulsante. A Roma invece equivale ad una periferia che, oltre a interessanti scorci naturalistici, storici e archeologici, mostra tanto cemento e palazzine edificate in fretta.

L'Ostiamare ha dominato la precedente stagione di serie D e si è affacciato per la prima volta nel professionismo calcistico, grazie anche all'apporto di dirigenti come Daniele De Rossi e il tecnico David D'Antoni.

Ieri la partita ha conosciuto un suo equilibrio fino al 27', sebbene dopo i primi 8 minuti il Pescara stesse spingendo maggiormente. A quel punto infatti, D'Andrea si è fatto espellere per un fallo di reazione, reagendo a una carica di Capellini con un calcio da terra.

Al secondo minuto di recupero del primo tempo i padroni di casa si sono portati avanti con un affondo di D'Ausilio, che ha recuperato un pallone prima della linea di centrocampo e si è portato il pallone fino a pochi metri dalla porta, superando facilmente il portiere Vertua.

Al 54' il Delfino ha cristallizzato il risultato sul 2 a 0 con una serpentina del centrocampista Erradi.

Col passare dei minuti i Biancazzurri hanno esibito una caratura tecnica superiore e sono sembrati sempre più fiduciosi.

Abbiamo assistito così anche a colpi di tacco e a giocate di fino. Anche a livello di fiato gli uomini di Buscè hanno proseguito la partita con maggiore smalto e costringendo gli avversari nella loro trequarti. Ovviamente la superiorità numerica ha avuto il suo peso.

Ora i Biancazzurri sono solo a cinque punti dal secondo posto, con lo Spezia capolista quasi irraggiungibile e col Pescara tredici punti indietro.

lunedì 12 ottobre 2026

Pescara, non basta Parigi: 1-1 col Guidonia all'Adriatico

L'aveva sbloccata il centravanti, l'acquisto costoso di fine mercato. La torsione di Parigi con la difesa schierata è stata l'ennesimo gioiello del mattatore Biancazzurro. 

A metà del secondo tempo Il Delfino era riuscito ad abbattere il muro difensivo erto dal Guidonia.

Con un goal di vantaggio, con una partita in controllo tra le mura amiche, in seguito ad una vittoria in trasferta, sembrava che una buona stella avesse iniziato a sorridere ai Biancazzurri.

La voragine creatasi nel finale di gara e il goal di Borghini hanno riportato alla realtà gli Adriatici.

Se la partita si è risolta negli ultimi venticinque minuti, bisogna dire che prima il Pescara ha avuto una manovra prevedibile, nonostante i buoni spunti dei singoli giocatori. 

Il Guidonia è venuto in Abruzzo con un atteggiamento roccioso ed ha conseguito un punto prezioso.


Le azioni

Tonetto al 7' di testa insacca e porta in vantaggio il Guidonia, ma il giudice di gara, Zoppi di Firenze, annulla per fuorigioco.

Al 28' Valzania serve un pallone filtrante per Ferraris, che non riesce a realizzare.

Seguono tre parate di Fiorillo: al 29' (strepitoso intervento coi piedi), al 35' e al 37' su Murgia e Ferraris.

Al 75', su azione coordinata del Pescara, Parigi, seppure marcato, intercetta la palla di testa, con un bel salto in torsione: bellissimo goal dalla distanza ed esplosione di gioia in curva Nord.

Il Pescara sembra avere ingranato la quarta e cinge d'assedio l'area avversaria.

Tuttavia all'89' Vertainen si libera di un difensore, spingendolo, ma nello sviluppo dell'azione le marcature saltano ed è troppo facile per Borghini spedirla in rete.


Conclusioni

Il Pescara nel secondo tempo ha recuperato Merola dopo una lunga serie di infortuni: si è inserito bene ma si è mangiato un paio di goal almeno.

Borghini si è fatto molto notare tra gli ospiti: ha difeso e attaccato con molta personalità, trovando anche il goal.


sabato 3 ottobre 2026

Il Pescara vince in extremis a Livorno: 0-1 all' Armando Picchi

 


Nella foto: Fiorillo oggi in azione a Livorno. Fonte: Pescara calcio


Partita molto combattuta e fisica.  San Vincenzo Fiorillo salva il risultato nel finale.

Torna dopo diversi anni e dopo una lunga preparazione a campionato iniziato, gioca dal primo minuto e si dimostra decisivo, classe 1990, a 36 anni ha ancora la zampata del leone e riallaccia i rapporti con una squadra che non avrebbe mai lasciato e alla quale aveva giurato amore. La retrocessione in serie C di cinque anni fa però e l'offerta dalla serie A della Salernitana lo convinsero a pensare alla propria carriera.

Oggi la partita è stata di lotta e di governo, con il tecnico degli Abruzzesi Buscè che si giocava la panchina.

Le squadre si sono annullate nel primo tempo, con un gioco maschio, tanti calci e pochi tiri in porta precisi.

Nel secondo tempo le occasioni sono state più nitide, fino al rocambolesco finale.


Le azioni

Dopo un paio di conclusioni al volo di Parigi al 4' e al 17', Il Livorno risponde con una azione coordinata e segna, ma l'arbitro annulla per un evidente fuorigioco.

Inizia il secondo tempo e al 48' Rizza sfiora il vantaggio per i padroni di casa di testa.

All'80, a due passi dalla porta, in una azione fatta di tanti rimpalli in area, Gabbiani calcia vicinissimo alla porta ma Fiorillo compie due ottimi interventi e salva il risultato. 

Nei minuti successivi si scatena la bagarre: Meazzi serve Sardo che colpisce di testa, mancando il bersaglio di poco; gli risponde Malotti con un bel diagonale, Fiorillo ci mette una mano ed evita la capitolazione.

Nonostante il recupero deciso fosse di 5 minuti, altri episodi avvenuti nel frattempo spingono il direttore di gara ad andare avanti e al 97' Letizia calcia una punizione, Sardo devia di testa e il Pescara inaspettatamente la spunta.

Onestamente un pareggio sarebbe stato più giusto.

Il Delfino è sempre il solito: i reparti sono distanti, la squadra è lunga. Gli avversari arrivano fino in area, dove vengono murati abbastanza bene, ma questo è un modus operandi rischioso. Sempre in virtù di questo assetto lungo, il centrocampo deve correre avanti e indietro a supportare gli altri reparti e l'attacco viene servito in modo prevedibile.

Gli Amaranto sono una squadra meno tecnica rispetto al Pescara, ma sono dotati di grandi doti agonistiche e probabilmente renderanno la vita dura a tutte le avversarie quest'anno. Il centrocampista classe 2003 Malagrida, da subentrante, ha inciso molto nella ripresa.

Ormai i giovani sono risorse importanti nella terza serie e quasi tutte le squadre si affidano a loro.

Il girone B quest'anno, comunque, ha molti talenti e tante belle squadre, a dispetto della narrazione di decadenza tecnica che ascoltiamo e leggiamo nei media.


domenica 27 settembre 2026

Spezia corsaro a Pescara: 1-2



Nella foto: Massimo Zilli, attaccante, classe 2002, autore del goal della vittoria


I Biancazzurri continuano a lasciare troppi spazi e a difendere troppo bassi. Quando si gioca all'attacco, la squadra deve essere più corta.

Quando un atleta è in una fase della sua carriera in cui è pienamente cosciente dei propri mezzi, non ha bisogno che i risultati gli diano ragione. 

Sa già cosa deve fare, ha già la fame e la cattiveria per raggiungere l'obiettivo. Solo un altro avversario altamente motivato come lui può impensierirlo, ma sudando non poco.

Stasera abbiamo assistito ai soliti difetti nel Delfino: generoso in avanti, con varie individualità pronte al sacrificio e a dare il loro apporto qualitativo; sbarazzino a centrocampo, dove non si fa filtro a dovere;

troppo basso in difesa, dove si lasciano troppi metri agli avversari. Quando ti ritrovi di fronte lo Spezia, che ha qualità e attacca con parecchi uomini, è facile soccombere.

Diamo il giusto tributo ai liguri: la compagine di mister Turati è forte, con una rosa completa, piena di talenti, già concentrata e con un gioco coerente nel suo sviluppo.

Tuttavia il Pescara ha dato l'impressione di poter reggere l'urto e di poter anche vincere, schierato in maniera diversa.

Al 19' Mazzocchi colpisce di testa, ma il portiere di casa Saio è attento e respinge.

Al 24' Ferraris vede la sua conclusione murata dalla difesa, Vitali sopraggiunge e ribatte alto.

Al 36' Parigi raccoglie un bel cross dalla sinistra e deposita di piatto in rete, ma si trova in fuorigioco.

Al 46', nella prima azione del secondo tempo, il Pescara perde palla e subisce una azione ficcante degli ospiti: cross al centro per Kevin Bright e palla nel sacco. L'atleta Italiano di padre Ivoriano mette il sigillo a quello che ha mostrato nella prima parte di gara e nel prosieguo di gara, dando il suo apporto in tutto il campo.

Passano nove minuti e Parigi, servito da D'Ausilio, conclude con un tiro a rete, superando Micai: 1 a 1.

Segue una fase avvincente con proiezioni offensive da una parte e dall'altra.

Il biancazzurro Gaetano Letizia si segnala per qualità e generosità, difendendo e spingendosi in avanti. In una azione difensiva fa tutto da solo: recupera il pallone e salta vari avversari.

Al 72' Saio respinge da cortissima distanza un tiro di Cardinali, compiendo uno splendido intervento.

Al 77' gli ospiti portano a casa la gara col subentrato Zilli, che da pochi passi tira una fucilata che spedisce il pallone sotto la traversa: Saio non può farci nulla.

Le due squadre continuano a giocarsela a viso aperto fino alla fine, ma il risultato non cambia. 

Lo Spezia è primo, meritatamente.

Il Delfino ancora non ha trovato la sua identità, ed è un peccato perchè getta alle ortiche gli ottimi spunti visti anche oggi per esempio da Meazzi, Letizia, Parigi, Vitali e dallo stesso Saio, che si sta riscattando dalla partita di Rimini.


domenica 20 settembre 2026

È un bel Pescara: 0-1 a Sestri Levante col Vado



Nella foto: Gaetano Letizia (36 anni) esulta dopo aver realizzato il rigore


I Dannunziani hanno mostrato grinta e voglia di soffrire, imponendo il proprio gioco

Diciamocela tutta: il Vado non era un grande test per misurare le ambizioni del Delfino. Tuttavia, oggi abbiamo visto una squadra decisa, motivata a difendere con attenzione e ad imporre il proprio gioco.

Era stato preannunciato un cambio di modulo e così è stato: Mister Buscè ha lavorato in settimana su un 4-2-3-1, che probabilmente è il modulo più adatto, vista la grande presenza di attaccanti in rosa, soprattutto di trequartisti e seconde punte. 

La valorizzazione del reparto migliore (non solo in termini numerici) si è rivelata una mossa vincente per il tecnico Biancazzurro.

Il potenziale offensivo visto oggi e nelle precedenti giornate è imponente, con numerose conclusioni a rete. Tuttavia la precisione sottoporta è ancora carente e gli schemi di gioco sembrano affidati più alla velocità e al talento dei singoli che a movimenti coordinati che colgano di sorpresa gli avversari.

Il nuovo modulo dovrebbe garantire un maggiore filtro a centrocampo e un recupero palla più tempestivo, che oggi però non si sono visti molto. 

Piuttosto in fase difensiva la differenza l'ha fatta la determinazione della squadra e il timore di non vincere verso il finale, visto che il risultato è rimasto fermo sullo 0-1.

La paura dei biancazzurri si è rivelata un carburante nobile: almeno stavolta si è avvertito il senso del pericolo che era mancato in precedenza. Si può dire che i compagni abbiano risposto a capitan Valzania, che aveva detto otto giorni fa: "Non giochiamo ancora da squadra". Oggi invece abbiamo visto unità di intenti.


Le azioni

Gli ospiti partono con decisione e prendono l'iniziativa, schiacciando il Vado nella propria metà campo. 

Al 4' Lezzerini respinge con il braccio aperto un tiro avversario in area: rigore netto. La panchina Ligure non chiede nemmeno il controllo dell'RVS (il Var della serie C).

Letizia prende in mano il pallone e si avvia verso il dischetto, spiazzando il portiere Bellocci: 0-1 per il Pescara.

Al 15' gli risponde Vita, che manda a lato di poco un tiro da fuori area.

Poco dopo un inserimento interessante di Sardo, che sfiora il raddoppio, al 35' Vitali taglia in due la difesa avversaria, corre per  quaranta metri, scavalca il portiere con un pallonetto laterale ma manda il pallone fuori.

Lo spumeggiante Vitali si mette in mostra per un'altra percussione in cui supera ben tre avversari, per poi farsi atterrare al limite dell'area: il conseguente calcio di punizione dalla distanza è senza esiti rilevanti.

Pochi minuti dopo ancora, Valzania conclude alto.

Tra le tante conclusioni del Pescara, c'è anche un palo preso da Ferraris su un tiro basso.

Nel secondo tempo continua il monologo Abruzzese, con una sola incursione di Lezzerini da poter annotare per i padroni di casa.

Ferraris si vede ribattere un pallone molto insidioso a due passi dalla porta, 

mentre il centravanti Parigi scheggia il palo.

Passano pochissimi minuti e Parigi ancora, di rapina, ruba il pallone a un difensore e muovendosi un po' a zig zag calcia fuori dallo specchio della porta.

Al 77', come già citato, Lezzerini si fa apprezzare per l'azione più pericolosa del Vado in tutta la partita: Raccoglie un lancio basso da sinistra a dieci metri dalla porta, con una buona visuale, scaglia un tiro che si spegne di poco a lato della porta Pescarese.


Conclusioni

La partita è stata divertente, col Pescara a prevalere nel gioco ma col Vado che ha tentato il contropiede e ha giocato a ritmi elevati. Vitali e Ferraris hanno corso moltissimo e hanno messo letteralmente in crisi la difesa avversaria. Il primo dei due soprattutto è riuscito a saltare diverse volte i difensori spingendosi a fondo campo e crossando. 

Il Vado ora ha solo 4 punti su 6 partite. Ha cambiato la guida tecnica da pochi giorni, con il viceallenatore Annoni promosso sul campo. Il tecnico è stato un roccioso centrocampista in serie A col Torino e ha giocato anche col Pescara.

La sua dirigenza meditava di non partecipare alla serie C, avendo un campo di gioco non omologato. Alla fine ha risolto il problema trovando ospitalità a Sestri Levante, dove il comune gli ha messo a disposizione lo stadio Giuseppe Sivori, con 1500 posti a sedere.

mercoledì 16 settembre 2026

È un delfino a metà: 1-1 col Gubbio, un pari che sa di sconfitta

Il Pescara è partito con ambizioni di vertice ma dopo cinque partite è a otto punti dalla capolista



Nella foto: Luca Valzania, centrocampista del Pescara, classe 1996


Così non si và da nessuna parte. Negli ultimi sei anni il Pescara ha disputato, incluso quello corrente, cinque campionati di serie C.

Di tutte le cinque stagioni in terza serie, la rosa a disposizione di Mister Buscè è di gran lunga quella più forte.

Eppure i sei goal presi dal Forlì, la sconfitta con l'Atalanta U23 e lo striminzito pareggio odierno riconducono ad una realtà mesta e operaia.

I Dannunziani hanno un attacco potente e anche oggi si è visto. Tuttavia mancano determinazione, idee e velocità di esecuzione in avanti.


Le azioni

Al 7' Valzania con un buon tiro dalla distanza sfiora la rete.

Al 21' una incursione sulla fascia destra di Minta mette in crisi la retroguardia di casa.

Passano tre minuti e Minta affonda ancora, mettendo in mezzo per Podda, che è libero di battere a rete: 0-1.

Al 28' Erradi si inserisce bene e sfiora il pareggio: il pallone percorre in diagonale tutto lo specchio della porta e si deposita a lato del palo.

Al 56' Sardo, subentrato ad Erradi, sfiora il palo.

Il Pescara va ancora vicino al goal con Ferraris, ma all'80' concretizza: mezza rovesciata da trenta metri di Parigi, che supera in altezza il portiere Bagnolini e si insacca: 1 a 1.

Poco dopo con un bolide dalla distanza Sardo colpisce la traversa.

Al 93' Ferraris si trova in una mischia a tu per tu con Bagnolini, ma il suo tiro viene ribattuto


Conclusioni

Ivan Saio ha sostituito all'ultimo momento Ujkai, infortunatosi durante il riscaldamento.

Ha compiuto vari interventi di peso, riscattando l'infausta serata di Forlì. Per completezza e onestà va detto che quattro giorni fà, a Bergamo, anche Ujkai aveva dato una ottima prestazione.

Con tutto il rispetto, il modesto Gubbio era facilmente superabile oggi e lo si è visto quando veniva messo sotto pressione  nella sua area.

Mister Buscè non manca di intuizioni interessanti. Tuttavia sta esaurendo le card per sedere su una panchina di prestigio, con ambizioni di promozione. Un pareggio del genere, nella sua posizione, equivale a una sconfitta. 

Tra pochi giorni c'è la trasferta a Vado ligure: potrebbe essere un giorno di duri bilanci. I nodi stanno venendo al pettine.

sabato 12 settembre 2026

Atalanta U23 - Pescara 2-1: i Nerazzurri, compatti e tonici, vincono e convincono




Nella foto: Siren Diao, autore del primo goal Atalantino



Ancora un altro capitombolo del Pescara, stavolta in terra Lombarda, contro un'Atalanta ben messa fisicamente, tatticamente e a livello di tecnica individuale.

Il Delfino se l'è giocata e a tratti ha dato l'impressione di poter far suo il match, ma ha lasciato troppo campo ai padroni di casa, bravi a colpire di rimessa.


Le Azioni

Nel primo tempo non ci sono azioni degne di nota, con le squadre ben attente in difesa.

Si segnala solo un bel tiro di Valzania, servito da Vitali.

Nella seconda frazione la musica cambia: Erradi, subentrato a Vitali, lascia partire un gran tiro ed impegna il poriere Orobico Anelli.

D'Ausilio poi prende la traversa e Anelli blocca la ribattuta al 57'.

Il Pescara cresce e prende il comando del gioco, passando anche in vantaggio:

Al 63' un tiro di Guccione si stampa sulla traversa ma Valzania è lesto a recuperare la sfera e a depositarla in rete da pochi passi.

La gioia degli ospiti dura poco: si apre un varco enorme in difesa e Diao supera tutti in velocità, mandando la sfera a lato dell'incolpevole portiere Ujkai. Il portiere cerca anche di distendersi e di intercettare il pallone con una gamba, ma non può fare molto.

Il Pescara dal canto suo crea occasioni, ma si espone alle ripartenze dei Bergamaschi e Ujkai respinge una doppia conclusione prima con le mani e poi coi piedi: un grande doppio intervento dell'Italo Albanese.

Al 77' Steffanoni, con un tiro dalla distanza, raddoppia: 2 a 1. 

Gli Adriatici fanno entrare Inglese e Ferraris al posto di Guccione e D'Ausilio. Schierano insomma tutta l'artiglieria possibile (Meazzi aveva già rilevato Guccione al 62').

Creano diversi grattacapi alla difesa Orobica, con le incursioni di Meazzi (sempre sul pezzo).

Inglese sciupa una occasione tirando alle stelle da pochi metri in una azione convulsa, quando ormai il cronometro batte 93 minuti.


Conclusioni

Dell'Atalanta U 23 abbiamo già detto il necessario: ha giocatori di talento, bravi nel recupero, cinici, dotati di tecnica e organizzazione tattica, grazie al Mister Nicola Beati.

I Dannunziani devono recriminare sui propri errori: quando si gioca con il 4-3-3, la difesa deve essere alta, recuperare lontano dalla porta e non concedere metri, soprattutto nel secondo tempo quando il fiato manca e la squadra tendenzialmente si sbilancia.

Il capitano Valzania, intervistato dalla tv locale, dà la colpa alla mentalità sbagliata: "Una volta andati in vantaggio abbiamo pensato che fosse tutto più facile e ci siamo rilassati. Non ragioniamo ancora come una squadra vera".


Note di colore

Si è giocato in un impianto piccolo e molto bello, con una sola tribuna a Caravaggio, a una trentina di chilometri da Bergamo. La struttura sembra molto curata. Sugli spalti si sentivano solo i tifosi ospiti, visto che i Bergamaschi sono una squadra B e sono perlopiù seguiti da pochi cultori, amici e parenti.

domenica 6 settembre 2026

Un buon Pescara impatta col Ravenna "Grandi Firme": finisce 0-0.


Nella foto: Giacomo Parigi. Fonte: Pescara calcio

Pescara compatto in difesa anche grazie al giovane Nardin, il Ravenna reclama un goal annullato

Una prestazione tonica di entrambe le compagini e un goal annullato. Può essere riassunta così la gara dell'Adriatico.

La cornice di pubblico è stata discreta e il clima caldo del tardo pomeriggio si è fatto sentire.


Le azioni

Al 4' Valzania conclude male un cross di D'Ausilio.

Al 7' Motta scende in percussione a sinistra, serve Parigi,  ma l'attaccante Aretino in forza ai Biancazzurri spara alto.

Si segnalano due traverse poi: una di Viola su punizione al 12' e una di Guccione allo scadere della prima frazione, col pallone spedito sul legno direttamente dalla bandierina del calcio d'angolo.

Nel mezzo ci sono una bella girata di Parigi al 34' e un colpo di testa in tuffo del Bolzanino Fischnaller.

Nella seconda parte del match le squadre rimangono concentrate in difesa fino alla fine, non rinunciando a giocarsela.

Al 62' Viola segna su punizione diretta, ma l'arbitro annulla. Sia Zaro che Tenkorang sembrano essere in fuorigioco.  Tuttavia Viola, ai microfoni di Rete 8, sostiene che l'arbitro ha motivato la sua decisione in luce di una spinta in area.

Negli ultimi minuti gli ospiti creano qualche pericolo in più, ma la partita non si sblocca.


Conclusioni

Il Delfino gioisce per aver trovato, almeno a giudicare dal suo esordio, un difensore centrale coi fiocchi. Il diciannovenne Nardin, che non ha mai giocato coi più grandi, ha dimostrato personalità, ha sventato dei pericoli importanti e un paio di volte ha recuperato il pallone salendo palla al piede.

Ujkai non ha convinto tra i pali, al posto di Saio: nel caso del goal annullato poteva uscire o quantomeno reagire meglio a un tiro conclusosi al centro della rete, mentre una manciata di minuti dopo ha respinto in maniera incerta un tiro da lontano centrale e non particolarmente insidioso.

Siamo ancora agli inizi del campionato e forse avrà occasione per rifarsi.

Il Ravenna ha da parte sua tanta qualità in ogni reparto: Viola, Fischnaller, Tenkorang, Rabbi non sono gente di passaggio e l'intera rosa sembra solida e competitiva.