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domenica 30 agosto 2026

Notte horror per il Pescara: sei goal dal Forlì!

Nella foto: Elia Petrelli del Forlì

Quando tra la fine degli anni '80 e il principio degli anni '90 Italia 1  aveva carica innovativa e lo sguardo rivolto ai giovani, nacquero i programmi Venerdì con Zio Tibia e Notte Horror.

Stavolta abbiamo assistito a un revival per gli amanti del genere.

Notevoli sono state le numerose gaffe dei due portieri, nonchè le varie disattenzioni nel far filtro a centrocampo e nella reattività delle difese.

Il Pescara ha dato fondo al peggio del suo repertorio, mancando di concentrazione e di forma fisica, al cospetto di un rispettabile ma modesto Forlì.

Quando poi sembrava aver ripreso la partita per il capelli, il Delfino si è inabissato di nuovo, in maniera definitiva e catastrofica.


Le azioni

Al 14' Meazzi penetra in area incontrastato e ruba il pallone al portiere Veliaj, che potrebbe tentare di coprire meglio lo specchio ma prende il goal.

Il Pescara sembra andare forte, ormai pronto al decollo dopo la vittoria nella partita precedente.

Invece dopo due minuti una disattenzione della difesa e del portiere Saio consentono il pareggio con Munaretti, di testa. Siamo al 16' minuto soltanto.

Dopo soli 4 minuti, al 20', Petrelli supera il disattento Saio, complice la difesa Adriatica: 2 a 1.

Al 24' Macrì con un tiro da fuori conclude per il 3 a 1.

Pellacani inoltre si fa espellere per una manata quasi alla Loris Stecca a Petrelli, al 33', lasciando gli ospiti in 10.

Nella ripresa il Pescara parte spingendo e basta quel poco di pressione per pareggiare i conti prima con Ferraris, di testa, (dopo una disattenzione generale della difesa su un cross),

poi con Guccione su rigore.

La gara sembra totalmente aperta ma il Delfino va a picco: cross da lontano sulla destra di Farinelli, sponda di testa di Petrelli e tocco di Coveri in rete: siamo all'85'.

Un doppio fallo di mano Pescarese genera il rigore trasformato da Petrelli al 95': 5 a 3.

Su un tiro dalla distanza di Farinelli privo di troppe pretese, al 100' Saio respinge di bagher, come nella pallavolo; Petrelli ribadisce in rete a pochi metri dalla porta: 6 a 3. 


Conclusioni

Il Forlì è sembrato più pronto atleticamente e più concentrato, mentre il Pescara ha mostrato una involuzione preoccupante rispetto alla prima sfida di campionato con la Vis Pesaro. Non abbiamo visto doti come il recupero del pallone, la grinta e la reattività, mentre la difesa ha sofferto i cross e le palle alte.

Punti di riferimento della squadra come Merola e Meazzi sono apparsi sottotono, mentre il portiere Saio, che aveva tenuto la scena bene in serie B per tutto il girone di ritorno, esce ridimensionato dal piccolo stadio Tullo Morgagni.

L'impianto Romagnolo, dotato di 3466 posti a sedere, stasera (Sabato 29 Agosto) era animato da un pubblico di casa amorevole e infine soddisfatto, nonostante le tribune poco gremite: un totale di 920 anime hanno dato calore all'evento.

domenica 23 agosto 2026

Buona la prima. Un Pescara scattante annienta la Vis Pesaro: 2 a 0

Nelle foto: Davide Merola e Michele D'Ausilio

Il Delfino parte bene, mostrando di avere idee di gioco chiare e facendo affidamento sui suoi palleggiatori: Merola, D'Ausilio, Meazzi e Vitali.

Grande sorpresa ha costituito l'esordio di Michele D'Ausilio, classe 1999: è arrivato solo due giorni fa ed è stato subito schierato, entrando in partita dal primo minuto, dialogando senza problemi coi compagni negli scambi corti e segnando anche il secondo goal che ha chiuso la partita.

Viene dall'Iraklis di Salonicco di Mazzarri, militante nella serie A Greca. Ci è rimasto solo un mese e ha chiesto subito di andare a Pescara, che lo aveva cercato. Di lui il tecnico Buscè ha raccontato che si è presentato con il sorriso esclamando: "Non vedevo l'ora di venire al Pescara".

Le azioni

Il Delfino fa capire da subito chi comanda: colleziona almeno 7-8 occasioni da rete nei primi venti minuti, con Merola in grande spolvero.

Per notare un pericolo da parte della Vis Pesaro, bisogna attendere il 23' quando Giorgini raccoglie un cross e colpisce di testa mandando la palla sul palo sinistro, dopo una azione ben coordinata in velocità.

A quel punto Merola decide di rompere gli indugi, con un bel tiro dalla distanza calciato col suo proverbiale piede sinistro: 1 a 0 quando il timer conta 28 minuti.

Al 41' si apre un varco nella mediana del Pescara e gli ospiti penetrano in velocità, ma Saio è bravo ad uscire e ad anticipare la conclusione dell'attaccante.

Il Delfino chiude i conti al 54', quando Vitali ruba un pallone a centrocampo e lancia in verticale D'Ausilio, che  con un tiro dalla distanza spedisce la palla nel sacco nonostante una deviazione del portiere Guarnone.

Le sostituzioni non cambiano l'inerzia della gara. Nella Vis entrano Nina, Gambino, poi Lari e Carnaroli ed infine Ascione. Nel Pescara trovano spazio l'esterno Motta, il centrocampista di struttura D'Errico, poi Zeppieri e Graziani.

Conclusioni

Il Pescara ha creato un numero industriale di palle-goal, con un rapporto di tiri totali di 26 a 8.

I suoi trequartisti hanno dato spettacolo, mentre il centrocampo ha lasciato qualche buco.

La Vis Pesaro ha provato un calcio propositivo con un 4-3-3 ma ha pressato poco a centrocampo e ha mostrato meno corsa rispetto agli avversari,

rimanendo spesso schiacciata nella sua porzione di campo e creando pochi pericoli.

Ciononostante ha esibito buone individualità come il pungente incursore Nicastro ed il giovane Bailo.

Intanto, nello stesso girone B, in Liguria Il Vado ha regolato l'Atalanta U23 per 2 a 0 e il Guidonia ha gestito il Gubbio tra le mura amiche con un agile 3 a 0.

Il Pescara sarà di scena a Forlì, il 29 Agosto, alle 21:00.

mercoledì 27 maggio 2026

Ne riparliamo a Budapest del 27 Maggio 2026

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mercoledì 20 maggio 2026

mercoledì 13 maggio 2026

domenica 10 maggio 2026

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venerdì 8 maggio 2026

Pescara e Spezia salutano la B: 1-1 tra proteste e lacrime



Nella foto: Gianluca Lapadula, attaccante dello Spezia, che ha militato nel Pescara dieci anni fa


Era iniziata bene la serata del Delfino: goal di Faraoni all'Adriatico e di Verrengia al Ceravolo in Catanzaro-Bari. La rimonta del Galletti, di slancio, ha messo la parola fine alle ambizioni di Pescara e Spezia e ha ammutolito lo stadio già al 60'.

Per la cronaca, l'1 a 1 si è determinato con la già citata marcatura di Faraoni dopo un calcio d'angolo e uno scambio in area avversaria, bilanciata dalla risposta di Artistico al 73', dopo una azione insistita e una svista della difesa biancazzurra.

Il paradosso c'è stato quando, tra le urla di rabbia dagli spalti e le lacrime in campo, Lapadula, anche lui commosso, ha fatto un intero giro di campo per salutare il suo vecchio pubblico, che lo ha applaudito.

L'Italo-Peruviano fu protagonista a Pescara, con trenta goal tra campionato regolare e play out, di una promozione in serie A. Era la stagione 2015-2016.

La partita è stata anche gradevole per larghi tratti, con buone giocate di Insigne e Brugman e con la presenza di tanti giocatori validi anche nello Spezia.

Tuttavia a un certo punto del confronto, vista la ormai chiara retrocessione, le due compagini hanno giocato in un clima surreale e con il cuore in subbuglio per quasi quaranta minuti, fino al fischio finale al 97'

Pescara e Spezia terminano il campionato ultime, con 35 punti, scavalcate anche dalla Reggiana, vittoriosa 1 a 0 con la Sampdoria, tra le mura amiche.

I motivi principali della retrocessione Pescarese sono tre: 

1 gli acquisti effettuati tardivamente sia in estate che nella finestra di mercato invernale, 

2 gli infortuni di lungo corso dei nuovi arrivati Tsadjout e Altare, nonché del veterano Merola, 

3 la mancanza di furbizia e di cattiveria nelle ultime 7-8 partite, in cui sarebbero bastata una gestione delle partite più avveduta per centrare addirittura la salvezza diretta.

Non sono bastati gli innesti di Cagnano, Bettella, Lamine Fanne, Acampora, Russo e soprattutto Brugman e Insigne.

Per circa otto partite c'era stata una rimonta, ma poi i ragazzi di Gorgone si sono persi di nuovo.

La dirigenza del Delfino dimostra di non aver imparato dai propri errori, che sono in parte gli stessi di cinque anni fa, ai tempi dell'ultima retrocessione.

Non si può sperare nella fortuna quando fai la preparazione male, senza un ritiro in altura, con acquisti tardivi, tanti calciatori arrivati fuori forma, investimenti economici scarsi e una programmazione quasi inesistente.

I tecnici che si sono succeduti, Vivarini e Gorgone, hanno avuto entrambi una media-punti bassa fino all'arrivo di Insigne e Brugman. Loro non hanno responsabilità particolari.

A Giorgio Gorgone, che è stato comunque bravo a motivare il gruppo, si può imputare qualche errore frutto forse della inesperienza: difesa a 4 schierata dopo quattordici partite, gestione dei cambi carente in alcuni casi, mancato senso tattico nelle varie partite in cui la sua squadra era in vantaggio nel secondo tempo.

Il Pescara torna in C. Non è facile risalire dalla terza serie. La società però percepirà i fondi del "paracadute" destinati alle squadre retrocesse, che saranno d'aiuto e rifondare una squadra competitiva.

Il presidente Sebastiani e il direttore sportivo Pasquale Foggia sono due persone calcisticamente competenti e hanno i mezzi per organizzare il nuovo anno calcistico 2026-2027.

Pescara e Spezia sono due realtà troppo grandi per storia, tradizioni sportive, numero di tifosi e potenziale economico: difficilmente resteranno in terza serie a lungo, perchè quella non è la loro dimensione.

Oggi si piange, domani già sarà tempo di rimettersi al lavoro.