Avvertenza

È consentito riportare e linkare gli articoli di questo sito, a patto che vengano riportati nome, cognome e fonte. L'autore si avvale della facoltà di tutelare i contenuti qui pubblicati nelle sedi e nei modi che riterrà più opportuni.
Il blog di Andrea Russo è un sito di opinione e di intrattenimento. Non è, nè intende, essere una testata giornalistica e non ne ha le caratteristiche (redazione, periodicità fissa, registrazione presso un tribunale, et cetera).
È pertanto dispensato dalle regole riguardanti la stampa nei periodi elettorali.

domenica 1 marzo 2026

Quattro anni dopo: la guerra, le narrazioni e il ruolo della diplomazia Vaticana

A quattro anni dall’inizio dell’operazione militare russa in Ucraina, il conflitto continua a segnare l’Europa non solo sul piano militare, ma anche su quello diplomatico e culturale. In queste ore, mentre nelle capitali occidentali si moltiplicano dichiarazioni e commemorazioni, la diplomazia della Santa Sede si conferma uno dei pochi canali ancora attivi di dialogo tra Mosca e Kiev. 

In una riflessione inviata alle testate giornalistiche, l’ambasciatore della Federazione Russa presso la Santa Sede, Ivan Soltanovsky, invita a considerare una cronologia più ampia della crisi. “La guerra in Ucraina non è iniziata quattro anni fa”, afferma il diplomatico, sostenendo che ricondurre tutto al 24 febbraio 2022 “non aiuta a comprenderne tutta la vera cronologia”. 

Nel documento, Soltanovsky richiama gli eventi del 2014, la situazione nel Donbass e in Crimea, e i tentativi diplomatici che hanno preceduto l’attuale fase del conflitto. Secondo la lettura russa, per anni la popolazione civile avrebbe vissuto “combattimenti, bombardamenti e paura quotidiana”, in un quadro di tensioni mai realmente risolte. Una parte significativa della riflessione è dedicata alla dimensione umanitaria e religiosa. 

L’ambasciatore richiama la condizione della popolazione russofona e le difficoltà incontrate dalla Chiesa ortodossa ucraina (UOC), citando procedimenti giudiziari, controversie su proprietà ecclesiastiche e la normativa sulle organizzazioni religiose “legate alla Russia”, che — secondo Mosca — solleverebbe interrogativi sul piano della libertà religiosa. 

Il testo affronta inoltre il dossier dei minori ucraini trasferiti in territorio russo. Soltanovsky propone una lettura alternativa rispetto alla narrazione prevalente, sostenendo che i casi concreti sarebbero oggetto di verifiche dirette tra le parti, talvolta con il coinvolgimento della Santa Sede in ambito umanitario. 

Sul piano politico, il diplomatico insiste sulla necessità di una soluzione negoziata. “Un semplice cessate il fuoco non basta”, afferma, perché senza un serio percorso politico-diplomatico il rischio sarebbe quello di una tregua fragile, destinata a una nuova escalation. È proprio su questo punto che il ruolo del Vaticano assume un rilievo particolare. 

La Santa Sede, pur non avendo strumenti di pressione militare o economica, continua a svolgere una funzione di mediazione morale e diplomatica. Le missioni del cardinale Matteo Zuppi, i contatti riservati e le iniziative umanitarie rappresentano tentativi concreti di mantenere aperti canali di comunicazione in un contesto di crescente polarizzazione.

Negli anni scorsi Papa Francesco ha invitato a riflettere non solo sugli effetti del conflitto, ma anche sulle sue cause profonde. In una dichiarazione che suscitò ampio dibattito, il Pontefice parlò dell’“abbaiare della NATO alle porte della Russia”, richiamando l’attenzione sul tema della sicurezza percepita e sugli equilibri europei dopo la fine della Guerra Fredda. 

Un’espressione che non intendeva giustificare l’uso della forza, ma sollecitare un’analisi meno schematica delle dinamiche geopolitiche. Riflessioni che, al di là delle diverse valutazioni politiche, invitano a un confronto più ampio sulle responsabilità collettive nella crisi europea. Il conflitto ucraino ha infatti riaperto la questione dell’architettura di sicurezza europea. 

L’allargamento dell’Alleanza Atlantica, il fallimento degli Accordi di Minsk, la progressiva erosione della fiducia reciproca tra Mosca e l’Occidente sono elementi che, nella lettura russa, hanno contribuito a creare una spirale di tensione culminata nell’attuale fase bellica. Ignorare questa dimensione significherebbe, secondo diversi osservatori, ridurre la complessità del quadro a una narrazione esclusivamente morale, incapace di produrre soluzioni durature. 

Dopo quattro anni di combattimenti, appare sempre più evidente che una pace stabile non potrà nascere da una vittoria totale di una parte sull’altra, ma da un nuovo equilibrio capace di garantire sicurezza, dignità e riconoscimento reciproco. È una prospettiva che richiede pazienza, pragmatismo e coraggio politico. 

Nelle conclusioni del suo testo, Soltanovsky definisce la pace una “strada lunga, fragile, spesso impopolare”, ma l’unica via “degna dell’Europa e rispettosa della sofferenza” già imposta dal conflitto a troppe persone. 

In un contesto segnato da contrapposizioni ideologiche e da una crescente radicalizzazione del discorso pubblico, la diplomazia vaticana continua a muoversi su un terreno discreto ma decisivo: quello del dialogo. E proprio mentre il quarto anniversario riporta al centro le divisioni, il lavoro silenzioso della Santa Sede ricorda che nessuna guerra può chiudersi senza un ritorno alla politica. 

Lorenzo Valloreja
Presidente dell'Associazione degli Italiani amici della Russia

È un Delfino da urlo! Insigne e Meazzi stendono il Palermo


Nelle foto: Lorenzo Insigne e Lorenzo Meazzi

Il Pescara a zona è più presente in difesa, rischia ma fa valere i suoi assi offensivi


Le serie sono fatte per essere interrotte

Le serie positive sono fatte per essere interrotte. A Pescara lo sanno bene. Qualcuno probabilmente ricorderà ancora la gara del 21 Dicembre del 2005. Era il ventunesimo turno di serie B e sulle rive Adriatiche giunse il Mantova primo in classifica e imbattuto.

Finì 2-1 per gli Abruzzesi. 

Fino ad oggi, invece, il Palermo proveniva da una serie di quindici risultati utili consecutivi.


Un poker d'assi

La piazza ci credeva, i giocatori anche, e c'è anche un fattore in più:

un tris d'assi come non si vedeva da tempo.

Anzi, un poker.

Con le sostituzioni, per ora i figli del Vate hanno quattro uomini su cui contare in avanti, che ti danno la forza per essere spavaldo e per perdonarti le tue pecche in difesa: nonostante le incertezze, sai che lanciando la palla in avanti qualcosa può succedere.

Parliamo di Di Nardo, Insigne, Russo e del subentrato Meazzi, che completano una rosa ormai coesa e con ricambi validi, in grado di giocarsela con tutte le avversarie della categoria.

Oggi il Delfino si è schierato a zona, anche in difesa senza il solito pressing, un po' alla Galeone. Un 4-3-3 classico.

Questo gli ha permesso di far allungare l'avversario, pur regalandogli campo e correndo qualche rischio. Tuttavia la squadra ha risparmiato energie preziose e ha permesso ai suoi attaccanti di fare solo il loro mestiere e non ripiegare troppo.

Il Palermo nel primo tempo è entrato in campo un po' frastornato, poi è cresciuto, senza fare faville, sbagliando anche abbastanza sottoporta soprattutto nel primo tempo.

Nella seconda frazione, sebbene le occasioni ci siano state da entrambe le parti, i biancazzurri per ampi tratti hanno costretto i rosanero nella loro metà campo, sostenuti da un pubblico fantastico, che non ha smesso per un attimo di cantare festosamente nemmeno dopo lo 0-1 ospite.


Breve cronistoria della partita

Dopo 8 minuti Johnsen va vicino al goal.

La difesa del Pescara, sebbene meglio piazzata in area del solito, traballa non poche volte ma col passare dei minuti guadagna fiducia nei propri mezzi.

Tornato a distanza di quattordici anni nella squadra dove si era consacrato come un calciatore di alto livello, Lorenzo Insigne, ad ogni tocco palla, fa intendere di essere un giocatore di un altro pianeta ed ispira la conclusione di Di Nardo con un tocco delizioso.

La punta -ex Campobasso tenta il pallonetto a pochi metri dalla porta ma non riesce a segnare. Siamo negli ultimi minuti del primo tempo.

Nella seconda frazione, al 47', Pohjanpalo, su azione in velocità, porta in vantaggio il Palermo, confermandosi come attaccante puro e spietato.

Gli risponde Insigne, al 55', ben servito in profondità di Nardo, che supera la difesa semisguarnita avversaria e dalla distanza batte il portiere Siculo Joronen.

Il Pescara scatena l'inferno, grazie anche ai passaggi illuminanti di Insigne con varie occasioni da rete nitide e svariati calci d'angolo.




Quando Meazzi rileva Insigne attorno al 70', completa l'opera di demolizione. Al termine di una bella progressione all'87'  tira dalla distanza: la difesa devia e il portiere resta spiazzato.

Lo stadio impazzisce, incredulo.

Quanto è cresciuto l'ex Entella dall'inizio della scorsa stagione! Sembrava un esile trequartista diligente, si è rivelato mano a mano un giocatore di grande tempra e tecnica.


Conclusioni

Il tecnico Palermitano Filippo Inzaghi aveva chiarito da una settimana di non voler sottovalutare la trasferta Abruzzese e fin dal fischio d'inizio è sembrato preoccupato. Non ha risparmiato indicazioni ai suoi, con tante urla.

Tuttavia i suoi ragazzi oggi erano leggermente scarichi.

A parte un buon impegno collettivo, qualche affondo di Pierozzi e il goal di Pohjianpalo, si tratta di una domenica da archiviare presto per una squadra che sta lottando con autorità per raggiungere la massima serie.

Dal lato-Delfino, buona è stata la prestazione di Flavio Russo, vera punta di tecnica, altezza e forza, in grado di fare belle giocate, tirare in maniera potente e proteggere il pallone quando è necessario.

Lorenzo Berardi, proveniente del vivaio biancazzurro, sta trovando spazio a suon di prestazioni maestose e può giocare sia come mezz'ala che come attaccante esterno.

Stoico e statuario è il difensore Adriatico Davide Bettella. 

Valzania è un guerriero dai piedi buoni e in vena di idee folli per rendere l'ultimo passaggio sempre imprevedibile.

Il portiere Ivan Saio ha qualche incertezza ancora, ma si vede che ha talento. Non gioca da un anno, può solo migliorare.

Insigne, finalmente in campo dal primo minuto, si è preso l'abbraccio e il calore del popolo Dannunziano.

E questa squadra sarebbe ultima in classifica? Ma no, mi state prendendo in giro, è uno scherzo. Ho già intravisto Marco Balestri dietro a una colonna...

lunedì 23 febbraio 2026

È giunto il portiere Norvegese. Finalmente un giocatore... Brøndbo


Scopriamo alcune curiosità sul nuovo arrivato. Dopo le avventure dei vichinghi Bjarnason, Nielsen e Odegaard, ecco un altro Scandinavo presso il sodalizio del presidente Sebastiani


(In Alto: Brøndbo. A sinistra: Matt Damon)

Magnus Brøndbo è giunto a Pescara. Durante il trasferimento aereo sarebbe stato smarrito il suo bagaglio. Nato il 2 Marzo del 2005, proveniente dal Bodø Glimt, squadra della sua città natale (Bodø appunto), il portiere Norvegese si è svincolato da pochi giorni e dovrebbe sottoscrivere un contratto fino a fine stagione. 

Potrebbe rivelarsi un futuro investimento per il sodalizio biancazzurro, che ha già un prospetto in gamba come Saio e potrebbe creare una giovane accoppiara di giovani estremi difensori. 

Desplanches, del resto, è sì il portiere titolare sulla carta, ma andrà via a fine stagione e per due mesi almeno sarà indisponibile per un infortunio. Brøndbo vanta una curiosa somiglianza con Matt Damon.

Pochi giorni prima di intavolare una trattativa col Delfino, Brøndbo aveva altri piani.

L'estremo difensore era in parola con il Wrexham, nella serie B Inglese, dove aveva speso due settimane.

Alla fine del periodo di prova, però, il club di Oltremanica ha ingaggiato Reuben Ryan Egan, Irlandese, anche lui ventenne, svincolato da tempo, che aveva avuto la sua ultima esperienza con il Tranmere Rovers in Quarta, Serie Britannica.

Brøndbo ha affermato che ci sono anche stati problemi con i documenti che hanno reso il passaggio dalla Norvegia al lavoro in Regno Unito più difficile.

Alla luce di quanto appena scritto, la tappa di Pescara per lui dovrebbe apparire più come un approdo temporaneo. Se però il giovane Scandinavo conquisterà i favori del club Adriatico, questa breve liaison di pochi mesi potrebbe trasformarsi in un rapporto più solido e duraturo.

Come effetto collaterale, Magnus potrebbe acclimatarsi, abbronzandosi presso le spiagge Abruzzesi e acquisando alcune usanze dello stile di vita Mediterraneo.

Alla vigilia della sua esperienza alla Roma Under 17, tre anni fa circa, si definì un portiere molto reattivo, che ama essere un leader in campo.

Vedremo.


Foto di Brøndbo risalente al 2022




domenica 22 febbraio 2026

Complimenti per il Pescara sui media e sui social da parte dei Veneziani





Il Delfino ha fatto bella figura a Venezia, a detta sia dei giornalisti che dei social. 

Dimitri Canello, sul Corriere del Veneto, apre così il suo articolo sulla partita: 

"Il Venezia fatica tantissimo per battere il Pescara. Alla fine missione compiuta, ma quanta fatica per matare la cenerentola della Serie B Sulla carta, la più classica delle bucce di banana. Prima contro ultima, cosa potrà mai andare storto? 

Il Venezia lo scopre a sue spese, faticando tantissimo per battere il Pescara. Alla fine missione compiuta, ma quanta fatica per matare la cenerentola della Serie B. Partita subito tosta, lo si capisce dai primi minuti. Dopo aver accarezzato il vantaggio con un tiro di Kike Perez sventato all''8' da Saio, il Venezia insiste, ma il Pescara replica colpo su colpo". 

I due giovani youtuber di Venezianewsofficial riconoscono che 

"Il Pescara si è rivelato un avversario più ostico di quanto pensassimo, del resto anche all'andata abbiamo pareggiato" 

Lo youtuber di "I fuoricampo" ammette che nonostante la superiorità tecnica del Venezia "Il Pescara è vivo e pericoloso" ed è "Una squadra in crescita" e nota che Di Nardo fa il Di Nardo quando segna ma col Venezia fa il Milito: tre goal e un assist tra andata e ritorno".

Su facebook emergono foto della bella cornice di pubblico del "Penzo". Gli Abruzzesi, nonostante l'ultimo posto, creano entusiasmo attorno ai propri beniamini, nonostante l'ultimo posto in classifica.

Un tifoso verosimilmente Veneziano sia per le sue informazioni di residenza sia per il suo cognome stesso, fa notare: 

"Ultimi in classifica,contro il loro presidente eppure 700 tifosi partiti da Pescara e gran tifo ,qualche altra squadra che annovera migliaia di tifosi in curva e si lavano la bocca ma dove la maggior parte dei presenti sono residenti dove c'è la partita dovrebbero inchinarsi di fronte ai pescaresi,chapeau!!!!" 

Ecco invece un altro commento: 

"Belli davvero!! ultimi in classifica più di mille km tra andata e ritorno...complimenti davvero!! E hanno fatto anche una bella partita" 

Un altro sportivo ricorda i limiti tra rispetto e sfottò tra avversari: 

"Ci siamo mandati affanc.... ma onestamente i pescaresi mi sono piaciuti per quanti sono venuti e per i vicentini spero che il prossimo anno abbiano di che divertirsi in B, se la meritano come squadra e come tifoseria". 

Un internauta reduce dalla partita seguita allo stadio chiosa: "Complimenti, presenza numerosa nonostante la situazione di classifica, si sono fatti sentire tra i migliori a Venezia quest anno"

Il Pescara in definitiva lotta ed è motivato da una splendida tifoseria. Ora attendiamo, soprattutto dopo i match con Palermo e Frosinone, i punti che gli permetteranno eventualmente di salvarsi. L'impresa è difficile ma non impossibile.

Il Venezia la spunta con la Cenerentola Pescara, ma quanta fatica!


Nella foto: John Yeboah, Ecuadoregno, centrocampista venticinquenne del Venezia


Un Venezia di categoria superiore ma con dei momenti di amnesia supera un Pescara molto motivato e in salute.

Bisogna dirla fino in fondo: tante, troppe sono state le prestazioni in cui il Delfino ha giocato bene, senza raccogliere punti. Di sicuro alcune decisioni arbitrali e alcuni episodi avversi hanno avuto il loro peso sulla classifica deficitaria dei Biancazzurri, che potrebbero tranquillamente avere 6 o 7 punti in più, lanciandosi verso prospettive diverse.

Nel primo tempo di ieri, i lagunari padroni di casa si sono sorpresi nel trovare una compagine avversaria particolarmente intraprendente che li ha messi in difficoltà.

Dopo il primo goal di Di Nardo, Meazzi ha sciupato una ghiotta occasione per raddoppiare.

Tuttavia i padroni di casa hanno saputo reagire e ribaltare il risultato, portandosi col 2-1 con Adorante e Yeboah.

Tuttavia Di Nardo, al 59' ha pareggiato i conti: al termine di una azione ficcante che ha sguarnito la difesa Veneta, la punta adriatica ha raccolto un passaggio al centro, sgettandosi in scivolata nella porta insieme al pallone.

Non era finita però, perchè il Venezia non si è accontentato e ha cristallizzato il risultato sul 3 a 2 con Hainaut.

Alla fine dei conti, il Venezia si è confermata squadra piena di talenti e in grado di non perdere la bussola se messa sotto stress. Il Pescara dal canto suo, dimostra di essere molto insidioso e capace di mettere in difficoltà chiunque, ma paga le sue pecche difensive.

Al termine della partita si vagliano i commenti  degli addetti ai lavori  sui media e dei tifosi sui social: si ribadisce il valore del Venezia, ma spuntano tanti complimenti sia ai tifosi del Pescara, giunti con oltre 600 rappresentanti in Laguna, sia per la squadra. Lo stesso tecnico Veneziano Stroppa, pur biasimando i suoi per qualche errore di troppo, non si è esentato dal riconoscere che il Pescara ora sembra una squadra viva e rinforzata dai nuovi acquisti.

domenica 15 febbraio 2026

Delfino corsaro in Irpinia: 0-1 al termine di una partita solida



La sblocca Brugman con una sorta di tiro al volo


Un Pescara solido, concentrato e determinato espugna il Partenio, prevalendo nel gioco e nel numero di occasioni, pur peccando in termini di cattiveria sotto la porta.

Nel primo tempo i Biancazzurri mettono subito le cose in chiaro: attaccano, mettono alle corde l'avversario, che riesce a reagire nel finale di primo tempo grazie a due uscite incerte del portiere Ivan Saio, subentrato a Desplanches dopo un infortunio.

Per la cronaca, Saio, che non giocava da parecchi mesi, è riuscito poi ad entrare in partita.

Gli ospiti, tra le varie sortite, hanno avuto occasioni nitide al 25' e soprattutto al 31', quando Meazzi ha servito di Nardo che non ha agganciato la palla per pochi centimetri, finendo dentro la porta col corpo.

Nel secondo tempo i ritmi sono calati ma non sono mancate le emozioni. L'Avellino ha provato a inserire attaccanti di spessore come Luca Pandolfi e Roberto Insigne. Nel Delfino, invece, hanno ben figurato i nuovi innesti subentrati nel finale Berardi e Gravillon.

Tuttavia è stato Gaston Brugman, subentrato e metà del primo tempo per l'infortunio di Calligara, ad essere decisivo. Ha fornito palloni preziosi per Meazzi, Olzer e Di Nardo e alla fine ha segnato un goal pesante, bello, difficile da eseguire.

All'85', mentre il Pescara continuava a premere grazie a contropiedi ben articolati, Valzania dalla destra ha avuto una idea folle: ha fatto partire una sorta di passaggio-tiro piuttosto forte e rasoterra per l'Uruguagio, che si è coordinato di prima e da oltre venticinque metri ha esploso un proiettile che ha infilato a mezz'altezza Daffara.

Brugman ha finalizzato il lavoro di fatica della sua squadra con una bella gemma, regalandole tre punti importantissimi. Il Pescara non riusciva più a vincere e vedeva la propria motivazione messa a dura prova. 

Oggi si è riavvicinato a tutte le squadre che ha davanti, visto che tra le ultime, solo la Reggiana ha raccolto un punto in questo turno di campionato.

Ora gli Abruzzesi sono a 18 punti, quasi agganciando il Bari a 21 punti.

I prossimi tre incontri saranno contro tre squadre di vertice, ad iniziare dal Venezia, che ospiterà ii biancazzurri in casa, il prossimo Sabato 21 Febbraio alle 15:00.

Intanto Gorgone rinsalda la sua posizione in panchina. Biancolino invece, alla quinta sconfitta consecutiva con gli Irpini, rischia seriamente l'esonero.

Una nota di merito particolare la meritano Lamine Fanne e Meazzi. Il primo ha dato muscoli e tecnica al centrocampo. Si tratta di un ottimo acquisto di Gennaio. Meazzi invece ha tecnica e verve ed è stato il migliore in campo.

Altre annotazioni: finalmente il Pescara è apparso solido in difesa, grazie anche alla disposizione a quattro ma anche grazie alla prestazione gagliarda di Bettella, Letizia, Capellini e Cagnano. Anche di testa tanti palloni sono stati intercettati.

Una bella notizia ancora: finalmente il Pescara ha un terzino sinistro di ruolo come Cagnano.

La prestazione dell'Avellino è stata dignitosa, ma probabilmente dopo le precedenti quattro partite su cinque perse in precedenza avrebbe dovuto giocarsela con più sacrificio e motivazione.

La salvezza resta comunque a portata di mano.

Il Pescara vede finalmente un raggio di sole irrorare le gote dei suoi giovani atleti. Hanno dimostrato di non voler mollare e di stare dalla parte di Mister Gorgone, che, pur con qualche errore compiuto (ci volevano tredici partite per provare la difesa a 4?) ha sempre infuso il suo spirito guerriero ai ragazzi.

Con Gorgone il Pescara si è sempre spinto in avanti e nelle ultime gare abbiamo visto tanti recuperi di palla e pressing alto, con una supremazia territoriale e di possesso. Oggi finalmente abbiamo smesso di seguire una difesa colabrodo e abbiamo visto serenità e concentrazione.

Il Pescara è vivo e ora il tasso tecnico si sta effettivamente alzando grazie ai nuovi arrivati a Gennaio-Febbraio.

Alle 19:30 c'è Avellino-Pescara: Abruzzesi in crisi, i Lupi..pure!


Entrambi i Mister oggi si giocano la panchina oggi. Biancolino, reduce da quattro sconfitte nelle ultime cinque gare, rischia vedere compromessi i sogni di alta classifica dei neopromossi biancoverdi.

Gorgone invece, dal lato-Pescara, non è riuscito a risollevare le sorti del Delfino dopo l'esonero di Vivarini, collezionando lo stesso numero di partite (dodici) ed un punto in meno: solo sette.

Oggi il Pescara dovrebbe cambiare modulo di gioco, con un 4-3-2-1 al posto del solito 3-5-2, che invece rimarrà il solito modulo dell'Avellino.

In difesa gli Adriatici recupereranno Bettella dal primo minito, con ballottaggi a centrocampo (Calligara-Brugman) e in attacco (Di Nardo-Russo).

Lorenzo (Pescara) e Roberto Insigne (Avellino), fratelli schierati nelle squadre opposte, potrebbero entrare nel secondo tempo.

Gli Irpini si dovrebbero intanto affidare in avanti al tandem Patierno-Biasci.

Appuntamento allo Stadio Partenio alle ore 19:30, arbitrerà Andrea Calzavara di Varese.

 

martedì 10 febbraio 2026

Pescara Catanzaro 0-2: vittoria facile per le Aquile




Nella foto: la "terza maglia" utilizzata oggi dal Catanzaro in trasferta, che offre un divertente abbinamento tra nero con motivi e verde fluorescente


Un primo tempo giocato a calci più che a calcio, un secondo più divertente, dove gli ospiti si prendono tutto il bottino senza nemmeno faticare troppo.

Il Delfino infatti è stato veramente pericoloso solo in un paio di occasioni, poi ha replicato il possesso palla e la supremazia territoriale sterili viste a Cesena.

Dopo due occasioni divorate rispettivamente da Iemello e Di Francesco, il Pescara si fa sotto con un doppio tiro di Olzer e Gravillon al 22'.

Al 30'  però Iemmello si sblocca: lasciato solo in area, su passaggio filtrante ha lo specchio della porta libero ed è facile per lui insaccare il pallone.

La gara tuttavia rimane in equilibrio fino alla fine.

Nel secondo tempo il Delfino è più attento in difesa, si avvale degli innesti di Berardi e Meazzi, ma subisce il contropiede del 2 a 0 con Aresi che trova davanti a sè pratierie in stile vecchio west.

A nulla serve l'ingresso di Insigne all'80'.

Il Pescara ora, oltre che modesto tecnicamente, sembra anche demotivato. 

Gravillon, sebbene non impeccabile, ci ha messo l'anima e ha tentato di dare una mano in avanti, anche se ora servirebbe una maggiore copertura difensiva. 

È entrato bene Meazzi nella seconda frazione di gioco.

Gorgone purtroppo non ha saputo porre rimedio alle lacune difensive della squadra, che subisce anche più che ai tempi di Galeone e di Zeman, quando, per contro, c'erano in compenso attacchi pirotecnici.

Mancano 14 partite alla fine del campionato e sicuramente la panchina non può reggere l'urto di altre prestazioni disastrose del genere.

Il vero problema ora è motivare la squadra nonostante la situazione e convincerla a giocare e a divertirsi: alla fine come andrà andrà.

mercoledì 28 gennaio 2026

Lorenzo Insigne torna a Pescara: sembrava impossibile!


Da qualche tempo Lorenzo Insigne, Campione d'Italia con il Napoli e d'Europa con la Nazionale Azzurra, era svincolato. Qualcuno a Pescara aveva notato questa cosa e sognava il suo ritorno, ma non ci sperava troppo.

Invece, ieri mattina è circolato un articolo di Enrico Giancarli su "Il Centro", quotidiano Abruzzese, e rapidamente si sono avvicendate varie conferme e indiscrezioni.

Oggi si attende la firma. La società biancazzurra è stata brava a tenere segreta la trattativa e probabilmente la presenza di Verratti come socio ha avuto la sua funzione persuasiva.

Il giocatore dovrebbe restare in biancazzurro almeno sei mesi, con opzione di rinnovo di un altro anno in caso di salvezza.

Insigne, che ora ha 35 anni, fu protagonista insieme allo stesso Marco Verratti e a Ciro Immobile dello splendido primo posto con promozione diretta in serie A nella stagione 2011-2012.

Un trequartista di tali doti tecniche può fare la differenza anche giocando solo mezz'ora a partita in cadetteria. Il Delfino si sta finalmente muovendo sul mercato, col ritorno del difensore centrale Bettella e di un centrocampista di qualità, l' Uruguagio Gaston Brugman.

Dopo questi colpi potrebbero essere incoraggiati a raggiungere Pescara anche alcuni giocatori in trattativa, come almeno uno tra Giacomo Corona e il Ceco Daniel Fila, entrambi attaccanti.