Televizijos bokštas




Nella foto: la "Torre della televisione" di Vilnius. Alta 326,5 metri, fu ultimata nel 1980. Il 13 Gennaio 1991, dopo la proclamata indipendenza della Lituania, le truppe sovietiche ne presero il controllo. La popolazione tentò di insorgere e negli scontri morirono 14 civili, un soldato russo e in 700 rimasero feriti.

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giovedì 4 maggio 2017

Piccoli consigli "climatici" per sopravvivere a Budapest



Quando ho trovato l'opportunità di lavoro che mi ha spinto a trasferirmi a Budapest, una delle considerazioni che ho fatto è che il clima continentale non mi dispiace affatto. D`estate avrei potuto trovare un po` di sollievo e non patire il caldo afoso tipico dell`Adriatico.

Sono giunto qui a fine Agosto e la temperatura media, tutto sommato, non era molto diversa da quella delle mie parti. Inoltre la cattiva sorpresa fu che in molti centri commerciali l'aria condizionata era pressochè inutilizzata.

Ho maturato la convinzione che agli Ungheresi piace il caldo: nelle stagioni tiepide e quando fa freddo, ti capita di entrare in un bar o in un ufficio e devi rapidamente rimuovere cappotto e/o altri indumenti pesanti e maglione per la corrente sahariana che parte dagli impianti di climatizzazione.

I trasporti pubblici sono pieni di persone che si reca in ufficio e lavora con maglietta e calzoncini,
benchè molti di loro dispongano di moderni impianti di aereazione, chissà perchè sottoimpiegati.

Un mio amico che vive qui da dieci anni e ormai sà il fatto suo, mi ha invitato a prendere qualcosa in un bar.

Appena entrati nel locale, si è tolto il cappotto invernale, sciarpa e berretto ed è rimasto con una semplice t shirt, come se fossimo in piena estate.

Bisogna tenere conto di questi fattori quando si va a Budapest per non prendersi o produrre sudate memorabili, che tutto sommato fanno anche bene, fatta eccezione per alcuni contesti in cui si vuole essere eleganti.

Personalmenteil mio vissuto a Budapest ha tra le sue componenti il sudore. Non manca mai una bella camminata tra un tram e l`altro da prendere, specialmente quando vado di corsa in ufficio al mattino.

Le ultime stagioni poi sono state più calde della media ed io il freddo vero e proprio non l`ho visto. Qualcuno mi aveva parlato di temperature che raggiungevano i -20 gradi celsius, ma non ho potuto partecipare a questa piacevole esperienza fornita dagli elementi elementi terrestri.

Nel periodo più freddo, quando il Danubio si è ghiacciato tra Dicembre e Gennaio, sono stato altrove.

L`Inverno è entrato in classe, ha fatto l`appello e mi ha trovato assente.

"Sarà per il 2018".

A Febbraio e Marzo la pioggia è stata ben poca e di scarsa intensità e c`è stato anche quelche giorno di sorprendente tepore.

L`esperienza predice però  che probabilmente nei prossimi anni il freddo non si farà desiderare.

A me, francamente, il clima del nord è cosa grata, per cui un po` di fresco e anche di neve non farebbero male.

L`aria di Budapest è mediamente piuttosto inquinata, come può esserlo quello di una metropoli. Qui ho avuto per la prima volta una tosse molto secca "da inquinamento".

Il corpo ha le sue difese e le vie respiratorie anche. Le mie si erano riempite di una sostanza asciutta e ci sono volute 6 settimane abbondanti per far passare la tosse.

Budapest ha meno automobili delle capitali dell`ovest, nelle sue strade. Gli ottimi servizi pubblici smaltiscono il traffico di molto, ma le auto che circolano sono in maggioranza vecchi carcassoni che inquinano per tre.

E` per tale ragione che un po` di neve o di vento in più non sarebbero sgraditi in una città come questa.

domenica 30 aprile 2017

Occhio al borsellino e alle fragature a Budapest



Budapest, come ho giá accennato nei post precedenti, é una cittá dai tanti pregi e difetti, in cui tutto sommato i primi prevalgono sui secondi. Ultimamente ho riscoperto Buda, la parte piú bella forse della cittá ( e anche la piú  pulita probabilmente ). A questo si aggiunge una certa quantitá di verde e una qualitá dell'aria migliore che a Pest.

Tra le note dolenti da segnalare c'é la quantitá di fregature che sono sempre in agguato.

Non sono rari (anche se sono comunque una minoranza) i commercianti che ti danno il resto sbagliato, o che ti indicano un prezzo maggiore per la merce, quando il cartellino del prezzo é esposto li'  in bella mostra.

Se é possibile contate i soldi prima di portare un oggetto alla cassa e di dare al cassiere l'importo esatto senza bisogno di resto. Se notate senza ombra di dubbio che il venditore  ha preso piú soldi del dovuto pronunciate la parola magica rendőrség (polizia) e capirá. La pronuncia piú o meno corretta é rendorsceeg.

Se siete stranieri e non pronunciate nemmeno una parola in ungherese, siete tra le principali "vittime".

Episodi del genere li ho riscontrati nei bar, nelle pizzerie ma anche in un ristoranti di buon livello e in un negozio di  alta bigiotteria del centro.

Se non siete sicuri del valore in euro del vostro acquisto, controllate con calma e senza fretta da voi la quotazione del fiorino su internet. Non chiedetelo al negoziante.

Magari tornate un'ora piú tardi o il giorno dopo, per non sbagliarvi,

Al cambiavalute contate i soldi davanti all'operatore, chiedetegli  prima quanti euro o fiorini vi dá in cambio dei soldi che gli portate.

Oltre ad evitare le fregature, questo serve a capire quale é il piú conveniente dei cambiavalute senza dover fare calcoli complicati, destreggiandovi tra il cambio che vi offrono e la commissione per il servizio.

I fattori da controllare infatti sono due: il cambio che vi offrono per la vostra valuta che gli portate e la commissione per il servizio. Se chiedete quanti soldi in cambio della valuta che gli offrite, in quella cifra vi sará sicuramente il calcolo definitivo, oltre il quale non ci sono piú costi nascosti.

Alcuni negozi vi consentono di pagare in euro ma valutano la nostra moneta 250 fiorini anziché i 305-310 sulle cui valutazioni fluttua ultimamente. Il piú delle volte almeno vi avvertono di questa differenza, specialmente nei supermercati, ma non sempre.

All'aeroporto, la prima volta che sono arrivato, l'operatrice mi ha chiesto lamentosamente di cambiare piú soldi ("in cittá ti faranno condizioni peggiori", ha affermato).

Io per sapevo come stavano le cose e non l'ho ascoltata. Controllate le tariffe applicate alla vostra carta di credito prima di partire.

Non per ultimo, c'e' la questione furti. Per quanto riguarda gli oggetti dimenticati, mi é capitato di perderne diversi e quasi sempre mi sono stati restituiti.

Tenete peró presente che vi troverete in una cittá di circa due milioni di abitanti, piena di senzatetto.


domenica 23 aprile 2017

La mia impressione su Budapest e sull`Ungheria dopo 8 mesi

Sono arrivato qui praticamente per caso, mandando curricula in giro per l'Europa. A dire il vero il mio obiettivo principale non era andare qui.

Sapevo abbastanza poco dell`Ungheria, eppure quando sono giunto, ci ho messo poco ad ambientarmi.

La ragione di questo è che qui ci sono molti italiani e numerosi stranieri bendisposti a fare amicizia, trovandosi anche loro in un posto nuovo.

Per quanto concerne gli Ungheresi, dopo i primi mesi in cui, chissà perchè, mi imbattevo in parecchi cafoni, i rapporti con la gente locale sono parecchio migliorati e ogni giorno trovo persone divertenti e dalla mentalità aperta.

Gli Ungheresi si lamentano troppo, a volte. A Budapest, è un dato di fatto, si trova lavoro in poco tempo, e per chi conosce le lingue ci sono buone sistemazioni.

Anche negli uffici pubblici chi ha una buona istruzione ha parecchie chances.

Gli Ungheresi, o meglio, gli abitanti della capitale, non sono contenti lo stesso. Faccio a loro notare che la situazione in Italia è parecchio peggiorata con il lavoro.

Uno di loro, un manager di una delle tante aziende che prosperano qui, mi ha fatto notare che, stando alle statistiche, sono ancora molti di più gli Ungheresi che vanno a vivere in Italia che il contrario.

Sarà anche vero, però per esperienza diretta ho parlato con parecchi Magiari che hanno tentato la fortuna nel nostro paese per poi tornare indietro.

La motivazione?

 "Ormai lo stipendio che prendevo in Italia era più o meno lo stesso che percepivo in Ungheria, tanto valeva tornare a casa. Inoltre non c`erano tante opportunità di lavoro. Molti lavorano stagionalmente, ma poi ci sono lunghe pause".

Ho avuto modo di assistere ad una partita del Ferencvaros.

Lo stadio Groupama Arena e` bellissimo, con tribune vip dotate di uffici e ristoranti.

Per quanto riguarda il calcio giocato invece, la loro serie A e` equivalente alla nostra serie C.

Vivere in centro e` proibitivo per chi ha uno stipendio nella media, ma fuori vi sono delle buone sistemazioni in quartieri dignitosissimi. Devo dire che finora, io che sono un turista delle periferie sovietiche, non ho trovato un distretto particolarmente degradato.

Nelle periferie il verde e` curato ed i blocchi sovietici sono rimessi continuamente a nuovo.

Prima o poi dovro` trovare il tempo di vedere altre citta` come Debrecen, Seghedino o Gyor.

Il lago Balaton, si dice, è una meta turistica ambita, ma l`acqua non è cristallina.

La zona dei locali della capitale mi interessa poco. Ci sono turisti giovani che popolano gli ostelli in tutti i periodi dell' anno, ma con il loro bere e urlare di notte insieme ai figli di papà dell' "Erasmus" non mi sono molto simpatici.

Il presidente Viktor Orban ha chiuso l` Università  degli studenti danarosi americani del Ceu.

Accusa infatti il suo fondatore, George Soros, di finanziare con le sue onlus l`immigrazione. Soros, insomma, dietro la sua immagine da filantropo, nasconderebbe doppi fini.

Del magnate Magiaro-Statunitense si è parlato molto. Francamente non mi è passato minimamente per la testa di andare a protestare in difesa sua e di sbarbatelli con la strada spianata e con la carta di credito piena.

Tra l'altro le proteste post-chiusura sono state organizzate dai socialisti ungheresi, relegati all`opposizione da tempo per via dei loro grandi scandali di corruzione.

Un doppio "Chi se ne frega", dunque, rallegrera` la mia giornata.

Non per niente al sud si risponde alle offese con un bel "A te e Soros!"

giovedì 30 marzo 2017

Considerazioni finali sul Pescara di quest'anno

Con la retrocessione ormai scontata, dopo l'unica fiammata contro il Genoa di alcune settimane fa, é tempo di bilanci in casa Delfino.

Il presidente Sebastiani ormai ha fatto capire di non volere cedere le redini della societá, ma semmai di fare entrare altri soci. Ci sono voci in tal senso dal Sudamerica e dalla Russia.

Daniele Sebastiani é stato l'unico dirigente  nella storia del club adriatico a centrare due promozioni, ma quest'anno sono affiorati anche i limiti della sua gestione.

Due serie A per lui fatte al risparmio, con lauti compensi per i diritti televisivi, corposi incassi con le vendite dei vari Verratti, Caprari (rimasto in prestito) e Lapadula.

Occorreva investire di piú, magari con i soldi dei dividendi incassati  negli ultimi anni e non piú nelle casse societarie.

Il paracadute, ovvero il meccanismo che regala svariati milioni di euro per anni ai clubs che retrocedono dalla serie B, é un disincentivo a rischiare e ad allestire una squadra competitiva.

I giocatori per centrare la salvezza costano e c'é il rischio di retrocedere senza i lauti surplus che garantisce una squadra fatta al risparmio.

Tanto se si torna in cadetteria ci sono i soldi del paracadute e si spende poco, con i giovani di Milan, Inter, Roma e Juve che  vengono dati in prestito.

I sogni dei tifosi sono infranti e per ravvivarli occorrerebbe il cosiddetto rischio imprenditoriale, quel pensare in grande che consentirebbe di tentare un salto di qualitá.

Un acculturato amico inglese mi chiese una volta se il Pescara fosse come il suo Norwich, ovvero uno yo-yo team, che rimbalza dalla prima alla seconda serie. Purtroppo adesso non avrei dubbi nel rispondergli.

mercoledì 1 marzo 2017

domenica 19 febbraio 2017

Pescara-Genoa 5-0, un breve commento



Sono passati cosí pochi giorni...

Le due auto del presidente incendiate, la presa di posizione degli Ultras che hanno comunicato la loro assenza dallo stadio fino alla fine del campionato (infatti oggi non c'erano, in curva).

Il capolavoro di oggi apre uno squarcio di luce nell'atmosfera cupa degli ultimi giorni. 5 goals ad un Genoa che versava giá un po' in uno stato di debolezza, ma che é stato un cambiamento incredibile, se si pensa che il Pescara non aveva mai vinto quest'anno.

Ci sono 10-11 punti da recuperare all'Empoli (variano a seconda dell'esito del secondo scontro diretto). Visto che i toscani non sembrano in grande spolvero e che probabilmente faranno un girone di ritorno non all'altezza del primo, una piccola speranza c'é.

La luce é diventata un po' meno fioca dopo i 5 lampi dell'aurora boreale odierna.


(foto: forzapescara.com)


mercoledì 15 febbraio 2017

Arriva Zeman, l'arma a doppio taglio



Arriva Zeman e ci riporta in serie A, dove prenderemo 4 goals a partita

Forse (e solamente forse) giá da domani potrebbe giungere nella cittá del Vate Zdenek Zeman, che ha giá portato la squadra locale in serie A con un'annata esaltante.

Il presidente Daniele Sebastiani e il boemo si sono incontrati oggi a Roma e domani il tecnico scioglierá la riserva.

Il Pescara é ormai e spacciato e nemmeno l'arrivo in contemporanea di Messi e Mourinho lo salverebbe dalla retrocessione. Bisognerebbe rimontare uno score di 13 punti (14, a meno di una vittoria con goleada nel match di ritorno) all'Empoli quart'ultimo.

Dunque perché arriva Zeman a campionato in corso?

Per dare una scossa alla piazza e galvanizzare i tifosi. Il cambio d'allenatore rimotiva in genere i calciatori e almeno Il Delfino potrebbe concludere il campionato dignitosamente, magari vincendo due o tre partite di quelle restanti e prendendosi qualche piccola soddisfazione.

L'anno prossimo si ripartirá dalla serie B. Qui le cose si fanno complicate.

Ripartire con Oddo, che ha ancora due anni di contratto? Ripartire col Boemo?

Entrambi fanno un bel gioco offensivo, che in serie B funziona, visto che il Pescara puó permettersi giocatori di categoria. Entrambi hanno portato i biancazzurri in serie A.

Zeman ha raggiunto delle salvezze importanti con Foggia e Lecce, nella massima serie. Ha affrontato peró anche retrocessioni e grossi capitomboli.



L'offensivismo non paga, per le squadre deboli

Una regola non scritta del calcio, che deriva dall'esperienza e dai casi concreti, dice che la squadra piú debole nel calcio deve difendersi, soprattutto quando le differenze tecniche e fisiche sono molto grandi (come nel caso del Pescara di quest'anno).

Quello che prevedo é quanto avvenuto nel 1992, con Galeone, nel 2012 dopo Zeman e quest'anno con Oddo.

Il Pescara stravince il campionato di B con un bel "calcio champagne", magari con ottimi giovani che Juve, Inter, Milan e Roma a noi biancazzurri danno molto volentieri, perché li valorizziamo.


Arriviamo in serie A, schieriamo la stessa modesta difesa dell'anno prima, non rinforziamo la squadra a dovere e soprattutto attacchiamo a testa bassa. Risultato: ne prendiamo 4 a partita e alla 14a giornata per noi il campionato é giá finito.


Ricordiamoci che il Foggia dei miracoli spese 36 miliardi in serie A e anche il  Lecce Zemaniano aveva fior di giocatori. Il Pescara di Galeone del '92 oggi sarebbe fortissimo, per i valori tecnici di oggi: Righetti, Dunga, Borgonovo, Pagano, Massara et cetera.... eppure retrocesse lo stesso.

Come si dice spesso nel calcio: "Prima non prenderle"! Per il Pescara é un cambio di mentalitá auspicabile, almeno nelle prossime stagioni in serie A.




martedì 14 febbraio 2017

Pescara calcio, il punto della situazione.



In casa Delfino Pescara ancora non si é stilato un piano chiaro di cosa sará il futuro, ma ben presto i dirigenti, che stanno confrontandosi intensamente negli ultimi giorni, faranno sapere qualcosa di piú alla stampa e alla cittá.

Esonerato Oddo, urge un traghettatore. Sulla panchina per ora siede Luciano Zauri, ex giocatore del Delfino e con trascorsi nella Lazio.

Si é fatto il nome di Ivo Iaconi, tecnico con una storia in B e in C, anche col Delfino, ma con una grande esperienza. Inoltre non ha vissuto l'aria ammalata di tristezza degli ultimi mesi che si é respirata in societá.

Iaconi insomma porterebbe esperienza ed entusiasmo nel misurarsi con la massima serie e accetterebbe di buon grado di restare solo fino a giugno.

Altri nomi che si fanno, come Gigi De Canio o altri, sono piú improbabili.

Massimo Oddo ha ancora due anni di contratto e sarebbe una mossa probabilmente vincente riportarlo in panchina nel prossimo campionato di serie B.

Riposatosi negli ultimi mesi di campionato, ritroverebbe probabilmente le energie e l'entusiasmo per ricominciare nella sua cittá.

Altro nome che circola é quello di Fabio Liverani, altro ex giocatore della Lazio come Zauri e Oddo con esperienze in panchina nel Genoa e nel piccolo Leyton Orient, nella terza serie Inglese.


Pescara calcio, tempo di addii.

Il Pescara ormai é come un modello che sfila tanto per farsi vedere, in questo campionato di serie A 2016/2017.

Giunto ormai alla 24a giornata, appare ormai spacciato con soli nove punti e ad una distanza siderale dalla quart'ultima in classifica.

Il problema adesso é che restano 14 partite da giocare e la squadra dá l'impressione di non essere in grado di vincerne nemmeno una.

La societá sta dunque prendendo decisioni per concludere la categoria con dignitá, dopo le cinque sberle prese dal Torino, all'ombra della Mole domenica scorsa, addolcite parzialmente dai tre goals segnati nel secondo tempo a giochi giá fatti.

Oggi pomeriggio é stato esonerato il tecnico Massimo Oddo in data odierna, dopo che solo ieri era stata data la notizia della sua conferma.

Oddo é di Pescara, come lo é Sebastiani e buona parte di chi lavora all'interno della societá Pescara Calcio.

Sia il comunicato di esonero della societá sportiva, sia il suo saluto su un social network, hanno lasciato trasparire una certa commozione.

Il presidente Sebastiani é molto grato ad Oddo per ció che ha ottenuto l'anno scorso e nel finale di quello precedente:

"La Delfino Pescara 1936 dopo i confronti avvenuti nella giornata di ieri, ed un ulteriore confronto svolto quest’oggi tra il presidente Daniele Sebastiani il tecnico Massimo Oddo alla presenza del direttore sportivo Luca Leone, giunge a malincuore alla decisione di sollevare l’allenatore dalla guida tecnica biancazzurra insieme al suo secondo Marcello Donatelli, con la speranza che questo ulteriore sacrificio possa responsabilizzare l’attuale gruppo di calciatori affinchè non si ripetano mai più prestazioni come quelle offerte. La società ringrazia il tecnico Massimo Oddo per il lavoro fin qui svolto e le splendide soddisfazioni insieme regalate alla tifoseria tutta e augura allo stesso le migliori fortune sportive"..

Questo é il comunicato ufficiale sul sito dei biancazzurri.

Oddo ha replicato cosí su Facebook:

Il calcio spesso regala grandi gioie, momenti indimenticabili e intense emozioni. Un mix di sentimenti che ci porta ad amare questo sport e a viverlo con grande passione. In questi anni a Pescara ho avuto la fortuna di vivere tutto questo. Di gioire con la mia città, con la mia gente, ma anche di soffrire con loro. Un percorso bellissimo iniziato con una promozione sfiorata, proseguito poi con una stagione straordinaria che ci ha portato meritatamente in Serie A, a confrontarci con grandi realtà e grandi squadre. Un percorso che termina oggi, dopo mesi difficili, durante i quali avrei voluto fortemente aiutare questa squadra a raggiungere l’obiettivo prefissato. Non ci sono riuscito e per questo chiedo scusa alla Città e ai pescaresi che, nonostante tutto, non hanno mai fatto mancare il proprio sostegno alla Squadra. Voglio ringraziare di cuore il mio Staff, tutti i giocatori con i quali ho condiviso questa avventura e tutte le persone che lavorano con grande professionalità e dedizione ogni giorno all’interno del Pescara Calcio. Infine voglio ringraziare il presidente Sebastiani per avermi dato la possibilità di iniziare una nuova carriera, quella di allenatore, ma soprattutto per avermi regalato la gioia immensa di guidare la mia squadra del cuore.

Oddo ha comunque altri due anni di contratto, per cui potrebbe ritornare anche in tempo brevi, chissá, sulla panchina biancazzurra, visto che in serie B ha fatto ottime cose.

Lo stesso presidente potrebbe vendere una parte delle quote al socio di minoranza Danilo Iannascoli, ma quella é una partita che si preannuncia ancora aperta e lunga.