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domenica 12 aprile 2026

Elezioni Ungheresi: primo aggiornamento delle ore 20

 https://youtube.com/shorts/h9le0ivXBJ0?is=niWQLJkZ4W9HLDaU

Appuntamento dalle 20:00 in poi per aggiornamenti sulle elezioni Ungheresi

Da stasera in poi, su questo sito e sul canale https://www.youtube.com/@AndreaRusso2025

riceverete continui aggiornamenti sulle elezioni Ungheresi

qui da Budapest. Cercheremo anche di raccogliere le opinioni della gente del posto.





sabato 11 aprile 2026

Pescara-Sampdoria 1-2: una grandiosa partita da ambo le parti


Nella figurina: Antonio Di Nardo, autore anche oggi di una rete (su rigore). Di Nardo è a quota 14 nella classifica dei marcatori


Il Pescara parte forte davanti a uno stadio gremito e ad un pubblico impagabile, ma deve cedere ad una Sampdoria con tante individualità, che ha trovato la chiave della vittoria nel finale, con la tattica del contropiede.


Le azioni salienti

Parte forte il Pescara, che si propone in avanti con due sortite di Insigne e Valzania al 5' e al 16'.

La Sampdoria va vicina al vantaggio in seguito con un lancio di profondità per Brunori, che si scontra con Saio.

Al 25' Di Nardo colpisce la traversa con un colpo di testa.

Al 44' Olzer cade in area sgambettato, dopo un controllo al Var l'arbitro Piccinini convalida.

Si affaccia sul dischetto Di Nardo, che spiazza il portiere: 1 a 0 per il Pescara e quattordicesimo goal in campionato per l'attaccante degli Abruzzesi.

La partita è combattuta ed equilibrata anche nel secondo tempo, con occasioni da una parte e dall'altra.

Al 74', dopo una spizzata di testa in verticale di Brugman, in velocità e braccato da due difensori, Meazzi si trova lo specchio della porta libero, ma calcia di poco fuori, a sinistra. Si tratta di una palla-goal nitida, ma anche in virtù di una leggera spinta regolare di un avversario, al trequartista manca la freddezza giusta, pur non calciando male.

Con un sapiente utilizzo del contropiede, i Blucerchiati la ribaltano: grande percussione di Abildgaard, che supera due avversari liberando spazi per i compagni: nel proseguimento dell'azione Conti, vicinissimo alla porta, insacca il pallone. 1 a 1.

Il Pescara si getta in avanti con generosità, non accontentandosi del pareggio.

Ottimi sono gli spunti di Insigne e Brugman per servire i compagni, ma i Biancazzurri si scoprono attaccando e vengono infilati ancora, con una azione in velocità conclusa da Depaoli.


Conclusioni

È stata una gara bellissima, con le squadre molto concentrate e le difese molto brave a neutralizzare i reciproci potenziali offensivi.

Il Delfino ha provato a dominare la partita e non ha mai abiurato alla sua mentalità offensiva.

Il tecnico Gorgone questa volta ha effettuato i cambi per tempo, ai primi segni di stanchezza.

I liguri hanno vinto la gara con un minimo di astuzia tattica: nel finale gli avversari si gettavano in avanti con molto cuore ma lasciando inevitabilmente degli spazi aperti; con il classico catenaccio e contropiede gli uomini di Lombardo hanno chiuso la partita.

Entrambe le squadre si dimostrano rafforzate dopo il mercato invernale.

Se la Samp con questa vittoria si tira fuori in maniera abbastanza decisiva dalla lotta salvezza, il Pescara rimane nelle ultime posizioni, ma ha quattro partite per sperare.

Elezioni in Ungheria: ultime notizie, pronostici, considerazioni

Dopo quattro anni difficili, l'Ungheria torna al voto: pesano molto le tensioni internazionali, l'economia e la politica energetica.



Viktor Orban e Peter Magyar: due personalità si confrontano sul ring della politica Magiara. I due leaders hanno storie molto diverse.

La storia di Viktor Orban


Viktor Mihaly Orban, nato nel 1963 nella regione di Fejer da una famiglia della borghesia Calvinista, si è formato all'ombra di un comunismo decadente e agli albori di una nuova era capitalista e occidentale.

Ha compiuto studi giuridici e politici. 

È tra i fondatori ed è il presidente di Fidesz - Fiatal Demokraták Szövetsége (1988), che si traduce come Associazione dei Giovani Democratici.

Consenso

Il Premier ha dalla sua parte le esperienze pregresse nella gestione del paese e nei rapporti con i vari partners. I risultati non sono opinabili.

Partiamo dal consenso: Orban ha ottenuto un primo mandato vincendo le elezioni nel 1998, a 35 anni, con il suo partito Fidesz, che a fine anni '80 aveva sfidato il regime comunista ormai decadente.

Dopo la legislatura 1998-2002, tornò al timone del paese otto anni dopo, nel 2010, vincendo le elezioni per quattro volte di fila e servendo da primo ministro per sedici anni, fino ad oggi.


Progressi economici

Durante gli anni della sua presidenza, notevoli sono stati i progressi economici: la sua politica di bassa tassazione verso le grandi imprese ha attratto capitali esteri ingenti.

Soprattutto a Budapest, è possibile notare una quantità impressionante di edifici moderni che ospitano grandi aziende. Ognuna di esse ha portato mediamente centinaia di nuovi posti di lavoro che prima non esistevano.

Per la prima volta nella storia le aziende Tedesche chiudono i battenti in patria. Sapete dove traslocano?

Nell'Ungheria di Orban. Audi, Bmw, Mercedes, Volkswagen..ci sono tutte.

Alcuni dei loro investimenti stanno crescendo. Nella terra di Attila i costi dell'energia sono nettamente inferiori rispetto alla Germania, il costo della manodopera è inferiore e il potere dei sindacati è modesto.

Se questi ultimi due fattori non permettono al lavoratore di guadagnare quanto un Tedesco o un Francese e di tutelare la stabilità della sua posizione lavorativa, è anche vero che lo stesso dipendente se n'è avvantaggiato. 

Ha trovato un impiego sotto casa senza dover più emigrare. 

In più molte delle succitate aziende provvedono alla sua formazione. 

Energia "low cost"

La politica energetica di Orban, sebbene lo avvicini a Russia e a Cina, ha consentito la costruzione di centrali nucleari e la fornitura di gas e petrolio a buon prezzo.

Le bollette in Ungheria per il singolo cittadino sono nettamente inferiori a quelle Italiane.

In un quadro internazionale dove Covid, guerre e crisi energetiche hanno messo in crisi importanti economie, l'Ungheria regge il colpo.


Non sottovalutate i Calvinisti

Orban come populista e sovranista. Lui però è in politica da molto tempo prima che questi termini venissero usati in maniera definita.

In realtà Orban è la versione ottimizzata del vecchio politico Democristiano. Difende i valori cristiani, da Calvinista di nascita sposato con una donna Cattolica.

I Cattolici più ferventi, tendenzialmente votano Fidesz. Papa Francesco era in piena sintonia col leader Magiaro e prima della sua scomparsa, negli ultimi anni lo ha incontrato ben tre volte, visitando Budapest tra ali di folla.

Questo è un fattore assolutamente centrale in Ungheria. Le minoranze protestanti nel paese Magiaro sono consistenti e ben organizzate, creano università, scuole, attività economiche. 

E votano, in maniera compatta. Altrettanto compattata su pochi principi è la loro mentalità politica: economia, famiglia, ordine e valori morali sono alla base delle loro priorità.

Non c'è posto, per loro, per le suggestioni della vita comunitaria Bohemienne, aperta a tipi di famiglie alternative, non si lasciano affascinare, come tanti giovani, dai cantanti bellocci schierati a sinistra.


Budapest vs resto dell'Ungheria

È dunque fisiologico che una città cosmopolita come Budapest sia schierata più a sinistra.

Le città piccole e medie e le campagne, invece, no.

Persino la numerosa minoranza Rom vota principlamente Fidesz, forse perchè comunque legata ad uno stile di vita arcaico e ancora di più perchè riceve benefit statali di vario tipo, non da ultimo quelli per il mantenimento dei figli.

Nella maggior parte degli anni in cui Orban ha governato, l'Ungheria ha avuto una crescita del Prodotto Interno Lordo, al netto dell'inflazione, di oltre il 4%, soffrendo comunque meno di altri paesi le crisi del Covid e del conflitto Ucraino.

La disoccupazione è scesa a livelli minimi. A Gennaio 2026 ammonta al 4,6% della forza lavorativa (Fonte: Trading Economics)

I rapporti con Trump e con Israele

Già durante il primo mandato di Trump Orban era stato accolto entusiasticamente alla Casa Bianca da Donald Trump, che lo rispetta. Questo ha determinato il beneplacito del tycoon e capo di Stato Newyorchese per una deroga alle sanzioni contro la Russia  espressamente ad appannaggio di Orban. Tale deroga è stato un indubbio successo economico per l'Ungheria.

La visita del vicepresidente Usa JD Vance pochi giorni fa è una ulteriore conferma dei buoni rapporti tra le due amministrazioni, ma il calo di popolarità degli Statunitensi dovuto ai bombardamenti Americani in Iran e al rapimento di Maduro potrebbe non essere un vantaggio per Orban.

Da rimarcare inoltre, è la politica coi guanti di seta attuata dal leader Ungherese verso le minoranze Ebraiche in Ungheria e coi governi Israeliani, compreso quello di Nethanyau. 

Peter Magyar, neofita della politica, riformatore dei costumi morali, gradito alla sinistra e alla Ue




Magyar è nato nel 1981 a Budapest. 

È il Presidente di Tisza, abbreviazione di Tisztelet és Szabadság Párt, ovvero "Partito del Rispetto e della Libertà".


Ha compiuto studi giuridici e come Orban ha il titolo di avvocato.

Ha cominciato la sua carriera politica due anni fa, quando pubblicò il contenuto di alcune telefonate con la sua ex moglie, al tempo Ministro della Giustizia, che dimostrerebbero, secondo lui, l'influenza del potere politico sull'apparato giudiziario.

Da lì è nato il suo progetto di creare organi a difesa della indipendenza della magistratura e della libertà di stampa.

Di lui possiamo dire ben poco, riassumibile in due brevi concetti: sputtanamento della consorte e propositi di renovatio morale del paese.

Il suo programma predica un allineamento enormemente maggiore alle direttive Ue, l'entrata nell'Euro entro il 2030, politiche a tutela della giustizia e dei media, interventi contro l'immigrazione molto dure (e questo potrebbe stridere con le simpatie Europeiste), più soldi per scuole e ospedali, una economia che punti meno sui grandi colossi e più sulle piccole e medie imprese

Non ha esperienze prettamente governative. Ha gestito consulenze legali per enti pubblici e privati e amministrato alcune aziende, non trascurando un certo attivismo civico, all'ombra della moglie, seduta allo scranno del dicastero della Giustizia e altresì impegnata in altri incarichi politici.

Sebbene Magyar rivendichi di essere un ex Fidesz, quasi nessuno si ricorda di lui come attivista di questo partito, in quanto non aveva compiti rilevanti al suo interno, ne' alcun peso specifico.



Astro nascente della politica: risultati elettorali a danno della sinistra (e in parte di Fidesz)

È di Budapest e lì ha la sua base di elettorato. La sua ascesa elettorale, sostanziatasi nelle elezioni Europee del 2024, consiste nel 29,60%  delle preferenze del suo partito Tisza, dietro al 44.82% di Fidesz e all'8.03% della Coalizione Democratica.

Rispetto alle precedenti Europee del 2019, la Coalizione Fidesz KDNP ha perso l'8% circa, la Coalizione Democratica il 24% circa, mentre Mi Hazank (di destra) ha guadagnato quasi l'1% e Tisza si è ritagliato lo spazio già succitato del 29.60%

Queste differenze fanno pensare che Tisza stia erodendo voti più al centrosinistra che a Fidesz stesso, che pure ha avuto un calo.

Sono però trascorsi due anni e le sorprese possono essere dietro l'angolo.

Parlando con le persone del posto, ho potuto riscontrare che Magyar riscuote entusiasmi tra le persone che votavano a sinistra. Non ho notato grande delusione da parte dei supporters di Orban. L'adunata per ricordare i moti del 1848 del 15 Marzo scorso ha dimostrato ancora un grande consenso, con il ponte Margit e la Piazza del Parlamento stracolme.

Tanti pullmann sono giunti da tutta l'Ungheria e la piazza era gremita più da gente forestiera che della capitale.

Più in là, pochi chilometri di distanza, a Piazza degli Eroi e ad Andrassy Ut, la folla di Peter Magyar era inferiore, sia pur consistente, nonostante fosse composta maggiormente da gente del posto che sicuramente aveva più facilità nel partecipare.

Certo, le piazze non sempre rispecchiano le urne.

Negli anni passati abbiamo assistito a grandi mobilitazioni della sinistra (ad esempio i tanti eventi a difesa della Università Ceu del magnate Soros), che poi si trasformavano in sonore sconfitte alle urne.

Conclusioni

In sostanza, domani si fronteggeranno un politico navigato e dai risultati ben visibili contro un neofita più di bell'aspetto, sui 44 anni, più giovane e giovanile, sicuramente appoggiato dalla Ue e dai media correlati a livello inernazionale, ma senza alcuna esperienza politica.

Di certo ha catalizzato i favori dell'estabilishment progressista, usando le sue stesse armi: il mega concerto di piazza degli Eroi di ieri, Venerdì 10 Marzo, con tanti artisti noti e cantanti a supporto, è uno schema classico della sinistra che in Italia conosciamo bene, volto ad accattivarsi le simpatie e i voti dei giovani.


martedì 7 aprile 2026

lunedì 6 aprile 2026

Il Pescara continua la sua corsa: 1 a 3 a Reggio Emilia

 


Nella foto: Giacomo Olzer


I play out sono a due punti. Insigne e Brugman si confermano di categoria superiore, Olzer lascia il segno.

Il Delfino continua la sua corsa, contro la Reggiana, che per ora è alla ricerca di una identità. La cura Bisoli ancora non dà i suoi frutti e il tempo è poco. I Biancazzurri agganciano il terzultimo posto mettendosi alle spalle proprio i Granata e lo Spezia.


Le azioni salienti

Il primo tempo è a senso unico: al 21' i biancazzurri vanno già in vantaggio. Olzer calcia una punizione venticinque metri circa, la palla supera la barriera, l'intervento di Micai è imperfetto, la palla entra nell'angolino basso della porta.

Il Pescara và molto vicino al raddoppio almeno tre volte:

Insigne al 27' calcia a pochi metri dalla porta su azione coordinata: Micai respinge bene;

Al 35' Brugman calcia col destro e colpisce la traversa;

al 48' Di Nardo, ben servito da un lancio morbido di Insigne, non aggancia bene a pochi metri dalla porta e tira debolmente.

Al 50' Insigne raddoppia: passaggio in area di Olzer, il trequartista Partenopeo scivolando lascia partire un tiro a spiovente che supera Micai: 0-2.

La Reggiana cresce e la partita si fa più equilibrata.

Lambourde al 68' supera in velocità il portiere Saio con un bel tiro: 1 a 2.

Gli Emiliani ci credono e si portano in avanti, ma al 90' il subentrato Meazzi chiude i conti su un contropiede.

1 a 3, la squadra di casa viene contestata dai tifosi a fine gara, mentre il Pescara ora è terzultimo a due punti dai play out e a tre dalla salvezza diretta.


Un pensiero speciale per Federico Frusciante


Vi dirò la verità. Le prime volte che mi sono imbattuto, tramite le mie ricerche, nelle sue videorecensioni, Federico Frusciante mi ha dato l'impressione di uno che produceva minirecensioni di 3-5 minuti perchè aveva altre cose da fare e voleva ottimizzare i profitti. 

I suoi video infatti si aprivano con la menzione della persona che sponsorizzava il video.

Questo probabilmente era in parte vero, visto che alle sue spalle si intravedevano elementi che facevano pensare ad un negozio (e infatti gestiva una videoteca a Livorno).

Col passare del tempo però, non ho potuto fare a meno di notare che Federico era una persona competente, schietta e con un dono che manca a molti giornalisti e videoblogger: il coraggio di dire quello che pensava, senza la paura di scontentare qualcuno, dal pubblico in rete fino al diretto interessato.

Grazie a Federico, mi sono reso conto di avere carenze importanti nella conoscenza della  migliore cinematografia della Storia del cinema.

Se ho in programma, magari oggi stesso, di guardare "Il settimo sigillo" di Ingmar Bergman, per esempio, è anche grazie a lui.

La capacità di "fare sintesi" di Federico Frusciante è di grande utilità, grazie al suo lascito di una enorme quantità di video brevi, a quelle persone che non hanno tempo di perdersi in ore di dibattito, ma desiderano un rapido resoconto su un film e vogliono essere stimolati con qualche sagace riflessione, che li stimolerà a comprendere meglio ciò che guardano. 

Federico Frusciante è mancato improvvisamente per un infarto il 15 Febbraio 2026, a 52 anni, lasciando sorpresi un po' tutti quelli che lo seguivano in rete.

Sembra impossibile realizzare come una persona anche all'apparenza giovane e piena di energie possa venire a mancare così.

Grazie, Federico, i tuoi video continueranno ad essere utili a migliaia di persone. Hai contribuito alla divulgazione e alla promozione di contenuti culturali importanti e non è certo poco.

venerdì 3 aprile 2026

mercoledì 1 aprile 2026