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28 Aprile live, ore 19:15

domenica 26 aprile 2026

sabato 25 aprile 2026

Il Pescara non sa più vincere: solo un punto con la Juve Stabia




Un Pescara generoso ma poco pungente impatta tra le mura amiche con le Vespe guidate da Abbate.

Il tecnico ex calciatore della Nazionale e del Milan conosce bene il Delfino (avendolo affrontato l'anno scorso con la Ternana) e ha preso buone contromisure per neutralizzarlo.

Il pari è molto meno gradito ai padroni di casa, sia per il fattore campo che per la necessità di salvarsi. 

Dopo una serie di risultati importanti, però, nelle ultime tre partite la squadra di Gorgone ha rimediato solo una sconfitta e due pareggi, nonostante il  calendario sia stato agevole già da un pezzo (e lo sarà anche nei prossimi confronti). 

Se il primo tempo, come da prassi, è risultato essere una fase di studio e di colpi di fioretto, nella seconda frazione si è passati alla sciabola e ad un atteggiamento da dentro o fuori.

Le due contendenti hanno giocato per vincere, in un match sempre più avvincente, certificato dalla marcatura di Insigne al 51' su punizione e dalla risposta di Correia in velocità al 61'.

Nel primo caso, il trequartista biancazzurro ha  calibrato una punizione ad effetto verso il primo palo: il portiere Confente, ingannato dal sole e da un rimbalzo, ha intercettato male il pallone, entrato in porta in maniera improbabile.

Il pareggio invece è giunto grazie alla velocità e alla prepotenza fisica di un affondo di Okoro, che ha messo al centro per Correia: dal limite dell'area l'attaccante Stabiese ha fatto centro a colpo sicuro. 

Evidenti  sono state le manchevolezze della difesa Biancazzurra: marcature saltate, centrocampo che non fa filtro, spazi generosi lasciati agli avversari.

Il Pescara si sta di nuovo ridimensionando: riemergono i vecchi limiti in difesa, manca la cattiveria giusta per aggiudicarsi i tre punti.

Le Vespe invece continuano a sognare i play off. 

lunedì 20 aprile 2026

Ogni Mercoledì: Ne riparliamo a Budapest

Appuntamento con la settima puntata, lascerò un post e una finestra video. 

Segui e iscriviti, se ti va:

https://youtube.com/@andrearusso2025?si=ILrpBEcaPfZ4nCVn



andrearusso.net: un blog nostalgico

 




domenica 19 aprile 2026

L'amico immaginario, di Nico D'Alessandria

 


Tra i film indipendenti Italiani, da tanti anni ho nel cuore una piccola gemma metropolitana, girata con pochi mezzi ma con mestiere e contenuti.

Mi riferisco a "L'amico immaginario", di Nico D'Alessandria, del 1994, con Victor Cavallo protagonista.

La Rai lo ha proposto ad orari notturni almeno una o forse più volte.

Amici sinceri, poeti non solo nella forma ma nella vita, D'Alessandro e Cavallo in questo lavoro mostrano affiatamento e unità d'intenti.

Non a caso si tratta di un lavoro intimamente autobiografico. L'attore Romano incarna i dubbi e la quotidiana battaglia interiore di un uomo solo, debole, che si rifugia nel sogno e nei ricordi per non far fronte a una realtà dura.

Nel suo peregrinare per le strade della capitale e con poche figure di riferimento nella vita privata, non gli resta che immaginare il conforto di un amico prima partito per tanti viaggi e poi venuto a mancare.

Il commento poetico che accompagna le immagini è raffinato e toccante, accompagnato da una colonna sonora valida in stile Jazz.

Buona visione.



Il Pescara strappa un punto a Carrara: 2-2, ma ora servono vittorie


L'appuntamento coi tre punti del Delfino è rinviato. 

È stata una partita giocata a viso aperto, con tante occasioni da una parte e dall'altra. Tra le due compagini, quella che aveva più bisogno di punti era quella Abruzzese, che ora resta a una lunghezza dai play out e a quattro dalla salvezza diretta.

Le azioni salienti

Al 3' Cagnano conclude dalla distanza, ma il colpo è fiacco e il portiere Bleve neutralizza.

All'8' gli risponde Di Stefano con un affondo in area, ma poi sciupa tutto: tiro centrale, Saio blocca.

Gli va meglio al 19': dopo un pallone rubato alla difesa, dopo due passaggi in velocità la palla giunge proprio a Di Stefano che con la porta sguarnita e vicina ha molta facilità a battere Saio.

Al 35', sulla sinistra, a quasi trenta metri dalla porta, Letizia lascia partire un tiro potente ad effetto che si infila all'incrocio dei pali opposto: è un goal fantastico, degno di altri palcoscenici. 1 a 1.

Al 61'Insigne dentro al limite sinistro dell'area di rigore supera palla al piede due avversari, mette in mezzo, Di Nardo lascia passare il pallone sotto alle gambe per farla giungere ad Acampora, che a breve distanza insacca. 1-2, partita ribaltata.

Il Pescara potrebbe chiuderla con un bel tiro alla distanza di Meazzi che colpisce il palo alla sinistra del portiere. Siamo al 75'.

Gli ospiti sembrano ormai pronti al colpaccio in trasferta, ma a sette minuti dalla fine, su calcio d'angolo dalla sinistra, Bouah salta più in alto di tutti e pareggia i conti.

La Carrarese si dimostra squadra combattiva e ben organizzata. Con pochi soldi e molte idee la società Apuana ha allestito un collettivo solido che si è attestato a metà del ranking e che è ancora in corsa per i play off.

Il Pescara per la seconda partita di fila non riesce a gestire il risultato. Mancavano pochi minuti al triplice fischio finale.

Sarebbe bastato tenere il pallone e scoprirsi un po' meno per portare a casa almeno il pareggio con la Sampdoria e la vittoria oggi.

In difesa il Pescara ha pecche abbastanza evidenti: soffre molto le palle alte per esempio. La sporadica presenza di Altare aveva messo una toppa a questo buco, ma oggi non è stato schierato. Mister Gorgone del resto vede i ragazzi in allenamento in settimana e sa chi è più in forma.

Le prestazioni del Delfino comunque negli ultimi mesi sono ottime.

Adesso però occorre vincere e non ci sarà spazio per steccare, visto che mancano solo tre partite: Pescara- Juve Stabia, Padova-Pescara e Pescara-Spezia.

Due partite sono in casa e abbordabili. Una vittoria contro lo Spezia e una col Padova soprattutto sarebbero doppiamente utili perché si tratta di una due dirette concorrenti per la salvezza.

Calcoli non se ne possono fare, bisogna puntare a vincerle tutte e tre e poi alla fine si tireranno le somme.

venerdì 17 aprile 2026

Il vero uomo in più del Pescara è il pubblico


Nel video: i tifosi del Delfino prima della finale dei play off di serie C con la Ternana


Quest'anno, nonostante il campionato catastrofico per la squadra e poi in parte riabilitato, i tifosi del Delfino non hanno mai avviato una contestazione pesante, dando sempre il supporto necessario ai propri beniamini.

Con l'arrivo di Insigne, Brugman e altri a fine gennaio-inizio Febbraio, si è scatenato un entusiasmo irrazionale che ha alimentato la rimonta del Pescara: da squadra ormai staccata all'ultimo posto, ora la compagine Adriatica è in piena corsa per la salvezza, con una media punti molto alta nelle ultime dieci partite e prestazioni notevoli.

L'Adriatico si è riempito, tra canti e sciarpe colorate. Le trasferte sono state memorabili, con centinaia, a volte migliaia di tifosi in viaggio, fin quando non sono state vietate

In molti altri casi tra proteste e recriminazioni del pubblico si sarebbe creata un'atmosfera pesante che avrebbe influito negativamente sui risultati sportivi, peggiorando le cose.

Mancano quattro partite alla fine del campionato di serie B e non sappiamo come andrà, ma loro, i ragazzi della curva Nord, hanno già vinto.

Gasperini scoppia a piangere in conferenza stampa


Si conclude con un pianto e con un calcio alla porta la conferenza stampa di Gian Piero Gasperini prima di Roma Atalanta.

Il vero  motivo di tanta tensione, al di là dei contenuti dell'incontro stesso, sta nei risultati deludenti della squadra capitolina nella stagione in corso e nei rapporti tesi tra Gasperini e il dirigente Claudio Ranieri.

Che Gasperini abbia un carattere "permalosetto" lo ricordava affettuosamente Galeone, che di lui aveva ricordi intensi come giovane calciatore. All'epoca Gasperini aveva già tante idee e fungeva da "allenatore in campo".

In sintesi, Gasperini rivendica che avrebbe voluto giocatori diversi, Ranieri dal canto suo si è sentito attaccato, entrambi hanno espresso il proprio malcontento ai microfoni dei giornalisti.

Mi si consenta una breve critica in tre punti:

1 Nel calcio bisogna accettare stagioni sotto le aspettative. La vittoria a tutti i costi tradisce lo spirito dello sport e la natura del calcio, che è un gioco. Bisogna sapere aspettare e ragionare a lungo termine. 

Se avessero ragionato in questa maniera al Manchester United, Sir Alex Ferguson non sarebbe stato il manager-allenatore dei Red Devils dal 1986 al 2013.

2: Far volare gli stracci non è mai una buona idea. Gasperini e Ranieri si chiariscano. La Roma ha bisogno di entrambi.

3: Verrebbe da dire: anche i ricchi piangono. Rispetto Gasperini, anche se fa un mestiere che sognano milioni di persone è comprensibile che abbia dei momenti di sconforto e delle situazioni difficili.

Tuttavia sia noi che facciamo giornalismo e divulgazione, sia l'intero ambiente calcistico, dovremmo aiutare lui e gli addetti ai lavori a togliere elettricità dall'aria che respiriamo.

Si tratta di calcio: è una passione sana, un divertimento, è il sogno dei maschi Italiani fin da bambini (e ora quello di tante donne, vista la bravura delle ragazze di oggi col pallone tra i piedi).

La stragrande maggioranza di noi, che ha problemi pratici e non guadagna sette milioni all'anno dovrebbe piangere e dare pugni sui muri ogni giorno, in caso contrario

I problemi veri sono altri. Cerchiamo di prendere la parte buona di questo sport, che ha bisogno un po' di più di quella folle leggerezza presente, in parte, nel Regno Unito.

giovedì 16 aprile 2026

Péter Magyar invita il Presidente della Repubblica a dimettersi


Nella foto: Péter Magyar e Tamas Sulyok


Nella giornata di ieri il Presidente della Repubblica Tamas Sulyok ha convocato i leaders dei tre partiti che comporranno il nuovo parlamento (Péter Magyar di Tisza, Viktor Orbán di Fidesz e László Toroczkai di Mi Házank per un primo colloquio dopo le elezioni). 

Prima di entrare nel Palazzo Presidenziale, Magyar ha detto che Sulyok deve cooperare per una formazione rapida del governo e subito dopo dimettersi. 

"Non è idoneo né degno di essere il garante dello stato di diritto in Ungheria, né di essere un esempio morale e un punto di riferimento per il popolo ungherese", 

ha affermato. 

Sono parole durissime e insolite per un neoeletto al Parlamento, il cui mandato da Capo del Governo deve essere ratificato proprio da colui che è oggetto dei suoi strali. 

Tamas Sulyok, da parte sua, si è detto fiducioso che in un mese circa tutto sarà pronto perchè il nuovo governo sia pronto ad iniziare il suo lavoro. Non meno importante è stata la sua dichiarazione di voler affidare l'incarico di Primo Ministro a Péter Magyar. 

Non si è espresso invece sulle sue dimissioni. 

Viktor Orbán, nella serata di oggi, intervistato dalla web tv Pátriota, ha criticato le parole di Magyar: 

"È inaccettabile esprimersi così nei confronti del Capo dello Stato, che legalmente non è tenuto a dimettersi".

L'intervista si è rivelata molto interessante, visto che è la prima sortita pubblica dell'ex capo del governo dopo la sconfitta di domenica. Rispondendo a una domanda postagli sulle sue prime reazioni, ha ammesso di aver provato "Un senso di dolore e di vuoto". 

Secondo Orbán una maggiore velocità nella costruzione del gasdotto Pàks avrebbe aiutato l'Ungheria a performare meglio economicamente e avrebbe ridotto il malcontento. Ha fatto notare inoltre come 

"i nostri attivisti abbiano dato un contributo incredibile ed entusiastico per una causa in cui credevano, erano persone di tutte le età. I giovani hanno dato un contributo notevole nonostante tanti coetanei li provocassero". 

Visto l'incalzare delle domande dell'intervistatrice che insistevano sugli errori della sua parte politica e sui motivi della sconfitta, Orbán è andato in contropiede: 

"Non bisogna solo guardare ai nostri errori, perché comunque due milioni e mezzo di persone anche questa volta hanno appoggiato quanto abbiamo fatto in questi sedici anni:potrei contare almeno 10 scelte epocali che abbiamo intrapreso e che prima non esistevano: i prestiti sotto il 3% di interesse per esempio, benefits per le famiglie, per i bambini, il tax credit.. sono cose che sono servite, servono e saranno necessarie per il futuro.."

mercoledì 15 aprile 2026

Oggi alle 19:00 appuntamento dal vivo: Vivere e lavorare in Ungheria

 Potrete assistere alla diretta e formulare le vostre domande. Vi aspetto



L'onestà non è un programma politico



Ho sempre diffidato di chi, nel suo programma politico ed elettorale, mette nero su bianco fatui progetti di moralizzazione e di lotta alla corruzione.

È successo con i Grillini per esempio. Non abbocco facilmente e già prima della costituzione del partito vero è proprio, non ritenevo produttivo partecipare al "vaffa" day.


Tutti sono capaci di parlare e di enunciare frasi generiche del tipo "sono contro la mafia", "le guerre devono finire" o "la classe politica è corrotta" e mandare tutti quelli che non ci piacciono a fare in...

Sebbene il Movimento 5 Stelle non si sia segnalato per gravi scandali di corruzione ed abbia messo in atto alcune delle cose prefisse, come ad esempio il taglio del numero dei parlamentari, buona parte della sua ideologia e del suo programma sono andati a finire nel cestino.

I Grillini furono determinanti con i loro 14 voti nel parlamento Europeo per nominare Ursula Von Der Leyen Presidente della Commissione Europea.

La VDL è quanto più diverso da quanto loro dicevano di essere: antieuropeisti, antieuro, giustizialisti.

La VDL è stata al centro di vari scandali, poi se l'è sempre cavata, anche quando era ancora coinvolta nella politica nazionale tedesca. 

È il contrario dell'uno vale uno e della idea del cittadino comune che sale al potere. Figlia di un ministro e moglie di un membro dell'elite Tedesca, ha stanziato soldi del pnrr a un ente gestito dal marito per esempio. Nel 2015 la Piattaforma Voni Plag Wiki dimostrò che tante parti della sua tesi di laurea copiavano paro paro altri testi.

Ha concluso gli accordi con Pfizer via sms, cancellando poi questi messaggini.

Oggi, il nuovo Primo Ministro Ungherese Peter Magyar propone un piano di moralizzazione del paese, di lotta alla corruzione, con la creazione per giunta di istituzioni che vigilino sulla libertà di stampa e sulla indipendenza della magistratura.

Magyar è uno che ha creato la sua carriere politica su registrazioni senza consenso alla moglie, che avrebbero svelato gravi ingerenze del Ministero della Giustizia sulla magistratura ma che poi di fatto non hanno portato a nulla di più concreto.

Dopo questa azione, si è proposto lui come moralizzatore. Il ragionamento era: siccome io ho vissuto tanti anni e ho fatto carriera insieme a mia moglie negli apparati del governo, traendone vantaggio, sono in grado di propormi come smascheratore e moralizzatore dei costumi attuali.

Ovviamente lui lo fa solo per servire il paese e non per vantaggio personale.

Beninteso: Non ho preconcetti su Magyar, lo aspetto alla prova dei fatti. Se governerà bene, sarò il primo a riconoscerlo.

Le parole sono parole però, i fatti sono concretezza.

L'onestà non si dice, si fa. La si dimostra con le proprie azioni. Nessuno o quasi ti verrà a dire: io sono disonesto, io rubo, io penso solo al mio vantaggio. Le persone oneste silentemente agiscono e si aspettano che siano gli altri semmai a notare quanto di buono fanno. Anzi, a volte non lo pretendono nemmeno, questo riconoscimento. Lo fanno perchè, senza proclami e con rispetto della propria intimità, dentro si sentono a posto con la propria coscienza.

* Articolo scritto precedentemente e programmato per le ore 9:24 del 15 Aprile 2026

martedì 14 aprile 2026

Appuntamento alle 19:00 per parlare del dopo Orban

 

Nuovi scenari si aprono non solo per l'Ungheria, ma anche nel contesto Europeo. iL nuovo Presidente Magyar non ha mai ricoperto cariche politico-elettive, per cui il suo approccio al governo e alla gestione dei rapporti esteri è un mistero. Discutiamone insieme con la chat live. Ti basta rimanere su questa pagina o andare su:




https://www.youtube.com/@AndreaRusso2025



lunedì 13 aprile 2026

Il video del giorno

Ma Orban non era un dittatore?


Tanti commentatori televisivi e della carta stampata bombardavano l'ignaro spettatore Italico su quanto fosse illiberale e antidemocratica l'Ungheria del dittatore Viktor Orban.

Per tre lustri abbiamo assistito a una demonizzazione sistematica e quotidiana del leader Ungherese.

La stessa Unione Europea lo definiva dittatore. Perfino Jean Claude Juncker, visibilmente ubriaco durante le strette di mano con i capi di Stato, tra uno schiaffo e l'altro lo appellava, sia pur giocosamente, con tale epiteto.

Potremmo aprire un database sconfinato con queste tesi e qualche link lo lascerò in calce a questo post.

Orban controlla la magistratura, Orban controlla i media, Orban trucca il risultato elettorale, Orban discrimina i gay, Orban decide quando c'è il sole o deve piovere.

Ebbene ieri si è votato, in un solo giorno, con le urne chiuse alle 19 (con estensione temporale per quelli rimasti in coda).

Il leader di opposizione ha vinto sonoramente: 53,1% contro 38,4%, 136 seggi contro 56.

Di colpo nel paese di Attila è tornata la democrazia. Semplicemente, bastava votare per un candidato più convincente. Non c'è stata una repressione poliziesca, non ci sono stati dati manipolati.

Il grande dittatore in soli 4 minuti di discorso ha accettato la sconfitta, ha ringraziato il suo popolo e si è congratulato con l'avversario.

Quando gli eventi sono graditi alla sinistra europeista, tutto di colpo torna normale e paesi come l'Ungheria tornano ad essere pacifici, puliti, con le strade adornate di fiori primaverili.






Orban vs Magyar: uno scontro generazionale

Una nuova era si apre da oggi: quella del dopo Orban e di una Ungheria ormai matura nella sua esperienza democratica e nella sua crescita socioeconomica.

Appare definitivamente terminata l'epoca del leader carismatico che è stato di ispirazione per le destre europee, forte di ben cinque elezioni, quattro dal 2010 ad oggi più una quinta 1998.

Se Orban ha avuto consensi ed è stato scelto per ben cinque volte, qualcosa di buono avrà fatto.

I tempi cambiano, le nuove generazioni vogliono aprirsi all'Unione Europea e dopo tanti anni di governo sono fisiologici sia la voglia di voltare pagina della popolazione che i motivi di malcontento.

Il progetto Magyar è stato un maquillage della sinistra, che, conscia del fatto che alcuni suoi valori sono rigettati dal popolo Ungherese, ha cercato di cambiare faccia, a costo di mandare al potere una persona non propriamente di sinistra.

L'importante è che sia fedele a Bruxelles, magari con un programma come quello presentato che si propone l'adesione all'Euro entro il 2030.

Non è un mistero che l'avvocato di Budapest abbia avuto come base di voti e come estabilishment di supporto quantomeno morale il mondo della sinistra

Ci aveva provato con Marki Zai quattro anni fa e non era andata bene.

Oltre alla già nota frattura tra Budapest (pro sinistra) e provincia (pro Fidesz), che in parte si è ricomposta ieri sera,

abbiamo assistito, comunque,  a uno scontro tra generazioni: chi ha circa vent'anni ha trascorso la maggior parte della sua vita vuole finalmente incidere, scegliendo un candidato diverso.

Perfino nei cantanti sui palcoscenici e tra il pubblico dei comizi abbiamo notato la differenza:

Età mediamente un po' più altra tra i sostenitori di Fidesz, con cantanti molto in gamba ma attempati a intrattenerli,

e folle di ragazzi ad assistere ai rappers sul palco nei convegni di Magyar.

Hanno voluto l'Europa e adesso si accorgeranno con chi avranno a che fare a Bruxelles. I ragazzi devono fare le proprie scelte del resto, anche a costo di sperimentare quello che abbiamo constatato noi in Italia. 

Benvenuti nel club, noi Italiani abbiamo già dato a Ursula e company, ora tocca a voi.

domenica 12 aprile 2026

In diretta da Budapest

Ore 10:16: Tisza mantiene un vantaggio del 13%. Prossimo aggiornamento dopo la mezzanotte con le interviste in piazza.

Caroselli di auto e urla Spagnolesche per le strade di Budapest. Mancano solo poche ore per l'ufficializzare Peter Magyar come nuovo Primo Ministro dell'Ungheria.




Aggiornamento, ore 21:25: Tisza in vantaggio di oltre il 12%

Ha votato quasi il 77% degli aventi diritto, un dato altissimo se si considera che si è svolto tutto in un giorno, con i seggi che hanno chiuso i battenti alle 19:00.

Il partito Tisza di Peter Magyar sembra ormai avviato verso la vittoria, con largo vantaggio nei confronti Tisza KDNP. Anche il terzo partito Mi Hazank dovrebbe entrare un parlamento, con un discreto risultato tra il 5 e il 7%.

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Argomenti: Elezioni, Ungheria, Peter Magyar, Viktor Orban


Elezioni Ungheresi: primo aggiornamento delle ore 20

 https://youtube.com/shorts/h9le0ivXBJ0?is=niWQLJkZ4W9HLDaU

Appuntamento dalle 20:00 in poi per aggiornamenti sulle elezioni Ungheresi

Da stasera in poi, su questo sito e sul canale https://www.youtube.com/@AndreaRusso2025

riceverete continui aggiornamenti sulle elezioni Ungheresi

qui da Budapest. Cercheremo anche di raccogliere le opinioni della gente del posto.





sabato 11 aprile 2026

Pescara-Sampdoria 1-2: una grandiosa partita da ambo le parti


Nella figurina: Antonio Di Nardo, autore anche oggi di una rete (su rigore). Di Nardo è a quota 14 nella classifica dei marcatori


Il Pescara parte forte davanti a uno stadio gremito e ad un pubblico impagabile, ma deve cedere ad una Sampdoria con tante individualità, che ha trovato la chiave della vittoria nel finale, con la tattica del contropiede.


Le azioni salienti

Parte forte il Pescara, che si propone in avanti con due sortite di Insigne e Valzania al 5' e al 16'.

La Sampdoria va vicina al vantaggio in seguito con un lancio di profondità per Brunori, che si scontra con Saio.

Al 25' Di Nardo colpisce la traversa con un colpo di testa.

Al 44' Olzer cade in area sgambettato, dopo un controllo al Var l'arbitro Piccinini convalida.

Si affaccia sul dischetto Di Nardo, che spiazza il portiere: 1 a 0 per il Pescara e quattordicesimo goal in campionato per l'attaccante degli Abruzzesi.

La partita è combattuta ed equilibrata anche nel secondo tempo, con occasioni da una parte e dall'altra.

Al 74', dopo una spizzata di testa in verticale di Brugman, in velocità e braccato da due difensori, Meazzi si trova lo specchio della porta libero, ma calcia di poco fuori, a sinistra. Si tratta di una palla-goal nitida, ma anche in virtù di una leggera spinta regolare di un avversario, al trequartista manca la freddezza giusta, pur non calciando male.

Con un sapiente utilizzo del contropiede, i Blucerchiati la ribaltano: grande percussione di Abildgaard, che supera due avversari liberando spazi per i compagni: nel proseguimento dell'azione Conti, vicinissimo alla porta, insacca il pallone. 1 a 1.

Il Pescara si getta in avanti con generosità, non accontentandosi del pareggio.

Ottimi sono gli spunti di Insigne e Brugman per servire i compagni, ma i Biancazzurri si scoprono attaccando e vengono infilati ancora, con una azione in velocità conclusa da Depaoli.


Conclusioni

È stata una gara bellissima, con le squadre molto concentrate e le difese molto brave a neutralizzare i reciproci potenziali offensivi.

Il Delfino ha provato a dominare la partita e non ha mai abiurato alla sua mentalità offensiva.

Il tecnico Gorgone questa volta ha effettuato i cambi per tempo, ai primi segni di stanchezza.

I liguri hanno vinto la gara con un minimo di astuzia tattica: nel finale gli avversari si gettavano in avanti con molto cuore ma lasciando inevitabilmente degli spazi aperti; con il classico catenaccio e contropiede gli uomini di Lombardo hanno chiuso la partita.

Entrambe le squadre si dimostrano rafforzate dopo il mercato invernale.

Se la Samp con questa vittoria si tira fuori in maniera abbastanza decisiva dalla lotta salvezza, il Pescara rimane nelle ultime posizioni, ma ha quattro partite per sperare.

Elezioni in Ungheria: ultime notizie, pronostici, considerazioni

Dopo quattro anni difficili, l'Ungheria torna al voto: pesano molto le tensioni internazionali, l'economia e la politica energetica.



Viktor Orban e Peter Magyar: due personalità si confrontano sul ring della politica Magiara. I due leaders hanno storie molto diverse.

La storia di Viktor Orban


Viktor Mihaly Orban, nato nel 1963 nella regione di Fejer da una famiglia della borghesia Calvinista, si è formato all'ombra di un comunismo decadente e agli albori di una nuova era capitalista e occidentale.

Ha compiuto studi giuridici e politici. 

È tra i fondatori ed è il presidente di Fidesz - Fiatal Demokraták Szövetsége (1988), che si traduce come Associazione dei Giovani Democratici.

Consenso

Il Premier ha dalla sua parte le esperienze pregresse nella gestione del paese e nei rapporti con i vari partners. I risultati non sono opinabili.

Partiamo dal consenso: Orban ha ottenuto un primo mandato vincendo le elezioni nel 1998, a 35 anni, con il suo partito Fidesz, che a fine anni '80 aveva sfidato il regime comunista ormai decadente.

Dopo la legislatura 1998-2002, tornò al timone del paese otto anni dopo, nel 2010, vincendo le elezioni per quattro volte di fila e servendo da primo ministro per sedici anni, fino ad oggi.


Progressi economici

Durante gli anni della sua presidenza, notevoli sono stati i progressi economici: la sua politica di bassa tassazione verso le grandi imprese ha attratto capitali esteri ingenti.

Soprattutto a Budapest, è possibile notare una quantità impressionante di edifici moderni che ospitano grandi aziende. Ognuna di esse ha portato mediamente centinaia di nuovi posti di lavoro che prima non esistevano.

Per la prima volta nella storia le aziende Tedesche chiudono i battenti in patria. Sapete dove traslocano?

Nell'Ungheria di Orban. Audi, Bmw, Mercedes, Volkswagen..ci sono tutte.

Alcuni dei loro investimenti stanno crescendo. Nella terra di Attila i costi dell'energia sono nettamente inferiori rispetto alla Germania, il costo della manodopera è inferiore e il potere dei sindacati è modesto.

Se questi ultimi due fattori non permettono al lavoratore di guadagnare quanto un Tedesco o un Francese e di tutelare la stabilità della sua posizione lavorativa, è anche vero che lo stesso dipendente se n'è avvantaggiato. 

Ha trovato un impiego sotto casa senza dover più emigrare. 

In più molte delle succitate aziende provvedono alla sua formazione. 

Energia "low cost"

La politica energetica di Orban, sebbene lo avvicini a Russia e a Cina, ha consentito la costruzione di centrali nucleari e la fornitura di gas e petrolio a buon prezzo.

Le bollette in Ungheria per il singolo cittadino sono nettamente inferiori a quelle Italiane.

In un quadro internazionale dove Covid, guerre e crisi energetiche hanno messo in crisi importanti economie, l'Ungheria regge il colpo.


Non sottovalutate i Calvinisti

Orban come populista e sovranista. Lui però è in politica da molto tempo prima che questi termini venissero usati in maniera definita.

In realtà Orban è la versione ottimizzata del vecchio politico Democristiano. Difende i valori cristiani, da Calvinista di nascita sposato con una donna Cattolica.

I Cattolici più ferventi, tendenzialmente votano Fidesz. Papa Francesco era in piena sintonia col leader Magiaro e prima della sua scomparsa, negli ultimi anni lo ha incontrato ben tre volte, visitando Budapest tra ali di folla.

Questo è un fattore assolutamente centrale in Ungheria. Le minoranze protestanti nel paese Magiaro sono consistenti e ben organizzate, creano università, scuole, attività economiche. 

E votano, in maniera compatta. Altrettanto compattata su pochi principi è la loro mentalità politica: economia, famiglia, ordine e valori morali sono alla base delle loro priorità.

Non c'è posto, per loro, per le suggestioni della vita comunitaria Bohemienne, aperta a tipi di famiglie alternative, non si lasciano affascinare, come tanti giovani, dai cantanti bellocci schierati a sinistra.


Budapest vs resto dell'Ungheria

È dunque fisiologico che una città cosmopolita come Budapest sia schierata più a sinistra.

Le città piccole e medie e le campagne, invece, no.

Persino la numerosa minoranza Rom vota principlamente Fidesz, forse perchè comunque legata ad uno stile di vita arcaico e ancora di più perchè riceve benefit statali di vario tipo, non da ultimo quelli per il mantenimento dei figli.

Nella maggior parte degli anni in cui Orban ha governato, l'Ungheria ha avuto una crescita del Prodotto Interno Lordo, al netto dell'inflazione, di oltre il 4%, soffrendo comunque meno di altri paesi le crisi del Covid e del conflitto Ucraino.

La disoccupazione è scesa a livelli minimi. A Gennaio 2026 ammonta al 4,6% della forza lavorativa (Fonte: Trading Economics)

I rapporti con Trump e con Israele

Già durante il primo mandato di Trump Orban era stato accolto entusiasticamente alla Casa Bianca da Donald Trump, che lo rispetta. Questo ha determinato il beneplacito del tycoon e capo di Stato Newyorchese per una deroga alle sanzioni contro la Russia  espressamente ad appannaggio di Orban. Tale deroga è stato un indubbio successo economico per l'Ungheria.

La visita del vicepresidente Usa JD Vance pochi giorni fa è una ulteriore conferma dei buoni rapporti tra le due amministrazioni, ma il calo di popolarità degli Statunitensi dovuto ai bombardamenti Americani in Iran e al rapimento di Maduro potrebbe non essere un vantaggio per Orban.

Da rimarcare inoltre, è la politica coi guanti di seta attuata dal leader Ungherese verso le minoranze Ebraiche in Ungheria e coi governi Israeliani, compreso quello di Nethanyau. 

Peter Magyar, neofita della politica, riformatore dei costumi morali, gradito alla sinistra e alla Ue




Magyar è nato nel 1981 a Budapest. 

È il Presidente di Tisza, abbreviazione di Tisztelet és Szabadság Párt, ovvero "Partito del Rispetto e della Libertà".


Ha compiuto studi giuridici e come Orban ha il titolo di avvocato.

Ha cominciato la sua carriera politica due anni fa, quando pubblicò il contenuto di alcune telefonate con la sua ex moglie, al tempo Ministro della Giustizia, che dimostrerebbero, secondo lui, l'influenza del potere politico sull'apparato giudiziario.

Da lì è nato il suo progetto di creare organi a difesa della indipendenza della magistratura e della libertà di stampa.

Di lui possiamo dire ben poco, riassumibile in due brevi concetti: sputtanamento della consorte e propositi di renovatio morale del paese.

Il suo programma predica un allineamento enormemente maggiore alle direttive Ue, l'entrata nell'Euro entro il 2030, politiche a tutela della giustizia e dei media, interventi contro l'immigrazione molto dure (e questo potrebbe stridere con le simpatie Europeiste), più soldi per scuole e ospedali, una economia che punti meno sui grandi colossi e più sulle piccole e medie imprese

Non ha esperienze prettamente governative. Ha gestito consulenze legali per enti pubblici e privati e amministrato alcune aziende, non trascurando un certo attivismo civico, all'ombra della moglie, seduta allo scranno del dicastero della Giustizia e altresì impegnata in altri incarichi politici.

Sebbene Magyar rivendichi di essere un ex Fidesz, quasi nessuno si ricorda di lui come attivista di questo partito, in quanto non aveva compiti rilevanti al suo interno, ne' alcun peso specifico.



Astro nascente della politica: risultati elettorali a danno della sinistra (e in parte di Fidesz)

È di Budapest e lì ha la sua base di elettorato. La sua ascesa elettorale, sostanziatasi nelle elezioni Europee del 2024, consiste nel 29,60%  delle preferenze del suo partito Tisza, dietro al 44.82% di Fidesz e all'8.03% della Coalizione Democratica.

Rispetto alle precedenti Europee del 2019, la Coalizione Fidesz KDNP ha perso l'8% circa, la Coalizione Democratica il 24% circa, mentre Mi Hazank (di destra) ha guadagnato quasi l'1% e Tisza si è ritagliato lo spazio già succitato del 29.60%

Queste differenze fanno pensare che Tisza stia erodendo voti più al centrosinistra che a Fidesz stesso, che pure ha avuto un calo.

Sono però trascorsi due anni e le sorprese possono essere dietro l'angolo.

Parlando con le persone del posto, ho potuto riscontrare che Magyar riscuote entusiasmi tra le persone che votavano a sinistra. Non ho notato grande delusione da parte dei supporters di Orban. L'adunata per ricordare i moti del 1848 del 15 Marzo scorso ha dimostrato ancora un grande consenso, con il ponte Margit e la Piazza del Parlamento stracolme.

Tanti pullmann sono giunti da tutta l'Ungheria e la piazza era gremita più da gente forestiera che della capitale.

Più in là, pochi chilometri di distanza, a Piazza degli Eroi e ad Andrassy Ut, la folla di Peter Magyar era inferiore, sia pur consistente, nonostante fosse composta maggiormente da gente del posto che sicuramente aveva più facilità nel partecipare.

Certo, le piazze non sempre rispecchiano le urne.

Negli anni passati abbiamo assistito a grandi mobilitazioni della sinistra (ad esempio i tanti eventi a difesa della Università Ceu del magnate Soros), che poi si trasformavano in sonore sconfitte alle urne.

Conclusioni

In sostanza, domani si fronteggeranno un politico navigato e dai risultati ben visibili contro un neofita più di bell'aspetto, sui 44 anni, più giovane e giovanile, sicuramente appoggiato dalla Ue e dai media correlati a livello inernazionale, ma senza alcuna esperienza politica.

Di certo ha catalizzato i favori dell'estabilishment progressista, usando le sue stesse armi: il mega concerto di piazza degli Eroi di ieri, Venerdì 10 Marzo, con tanti artisti noti e cantanti a supporto, è uno schema classico della sinistra che in Italia conosciamo bene, volto ad accattivarsi le simpatie e i voti dei giovani.


martedì 7 aprile 2026

lunedì 6 aprile 2026

Il Pescara continua la sua corsa: 1 a 3 a Reggio Emilia

 


Nella foto: Giacomo Olzer


I play out sono a due punti. Insigne e Brugman si confermano di categoria superiore, Olzer lascia il segno.

Il Delfino continua la sua corsa, contro la Reggiana, che per ora è alla ricerca di una identità. La cura Bisoli ancora non dà i suoi frutti e il tempo è poco. I Biancazzurri agganciano il terzultimo posto mettendosi alle spalle proprio i Granata e lo Spezia.


Le azioni salienti

Il primo tempo è a senso unico: al 21' i biancazzurri vanno già in vantaggio. Olzer calcia una punizione venticinque metri circa, la palla supera la barriera, l'intervento di Micai è imperfetto, la palla entra nell'angolino basso della porta.

Il Pescara và molto vicino al raddoppio almeno tre volte:

Insigne al 27' calcia a pochi metri dalla porta su azione coordinata: Micai respinge bene;

Al 35' Brugman calcia col destro e colpisce la traversa;

al 48' Di Nardo, ben servito da un lancio morbido di Insigne, non aggancia bene a pochi metri dalla porta e tira debolmente.

Al 50' Insigne raddoppia: passaggio in area di Olzer, il trequartista Partenopeo scivolando lascia partire un tiro a spiovente che supera Micai: 0-2.

La Reggiana cresce e la partita si fa più equilibrata.

Lambourde al 68' supera in velocità il portiere Saio con un bel tiro: 1 a 2.

Gli Emiliani ci credono e si portano in avanti, ma al 90' il subentrato Meazzi chiude i conti su un contropiede.

1 a 3, la squadra di casa viene contestata dai tifosi a fine gara, mentre il Pescara ora è terzultimo a due punti dai play out e a tre dalla salvezza diretta.


Un pensiero speciale per Federico Frusciante


Vi dirò la verità. Le prime volte che mi sono imbattuto, tramite le mie ricerche, nelle sue videorecensioni, Federico Frusciante mi ha dato l'impressione di uno che produceva minirecensioni di 3-5 minuti perchè aveva altre cose da fare e voleva ottimizzare i profitti. 

I suoi video infatti si aprivano con la menzione della persona che sponsorizzava il video.

Questo probabilmente era in parte vero, visto che alle sue spalle si intravedevano elementi che facevano pensare ad un negozio (e infatti gestiva una videoteca a Livorno).

Col passare del tempo però, non ho potuto fare a meno di notare che Federico era una persona competente, schietta e con un dono che manca a molti giornalisti e videoblogger: il coraggio di dire quello che pensava, senza la paura di scontentare qualcuno, dal pubblico in rete fino al diretto interessato.

Grazie a Federico, mi sono reso conto di avere carenze importanti nella conoscenza della  migliore cinematografia della Storia del cinema.

Se ho in programma, magari oggi stesso, di guardare "Il settimo sigillo" di Ingmar Bergman, per esempio, è anche grazie a lui.

La capacità di "fare sintesi" di Federico Frusciante è di grande utilità, grazie al suo lascito di una enorme quantità di video brevi, a quelle persone che non hanno tempo di perdersi in ore di dibattito, ma desiderano un rapido resoconto su un film e vogliono essere stimolati con qualche sagace riflessione, che li stimolerà a comprendere meglio ciò che guardano. 

Federico Frusciante è mancato improvvisamente per un infarto il 15 Febbraio 2026, a 52 anni, lasciando sorpresi un po' tutti quelli che lo seguivano in rete.

Sembra impossibile realizzare come una persona anche all'apparenza giovane e piena di energie possa venire a mancare così.

Grazie, Federico, i tuoi video continueranno ad essere utili a migliaia di persone. Hai contribuito alla divulgazione e alla promozione di contenuti culturali importanti e non è certo poco.

venerdì 3 aprile 2026

mercoledì 1 aprile 2026

Gravina, Gattuso e Buffon si dimettono: chi li sostituirà?

Eliminati ai rigori: Azzurri ancora fuori dai Mondiali


Nella foto: Riccardo Calafiori


Il goal dopo pochi minuti del nostro Moise Kean, un uomo in meno dalla fine del primo tempo, almeno tre palle goal nitide fallite per andare sul 2 a 0, il pareggio di Tabakovic, infine la resa ai rigori.

Si può riassumere così la serata storta della Nazionale, che si è scontrata contro il grande cuore dei Bosniaci. Il pubblico del Blino Polje, nonostante la capienza ridotta e ulteriormente limitata per motivi di sicurezza, ha creato una atmosfera speciale e piena di fiducia. Alla fine della gara gran parte del pubblico è rimasto a festeggiare tra commoventi cori e balli.

Al 15' Kean ha sbloccato il risultato, lasciando pensare ad una serata secondo i pronostici: una gestione facile da parte degli Azzurri. Pressato da un nostro giocatore, il portiere slavo Vasilj rinvia male, regalando la palla agli avversari; è stato facile per Moise battere a rete a mezza altezza e insaccare il pallone con la difesa sguarnita.

L'espulsione di Bastoni al 44' non può essere derubricato ad un semplice episodio: Memic si invola e ha lo specchio della porta aperto davanti, con il solo Donnarumma come ultimo ostacolo: il difensore Italiano non ce la fa a raggiungerlo e lo atterra. Calcio di punizione e cartellino rosso diretto per fallo da ultimo uomo.

Forse sarebbe stato meglio lasciar segnare Memic: sull'1 a 1 ma in parità numerica la situazione sarebbe stata più favorevole all'Italia.

Nel secondo tempo la Bosnia cinge d'assedio Mancini e compagni, ma almeno tre contropiedi azzurri portano gli ospiti vicinissimi al raddoppio. L'episodio più clamoroso è l'affondo di Kean, che, raccogliendo un lungo lancio, si trova solo davanti al portiere, calciando alto, ben oltre la traversa.

Il cross e il pari con il goal di testa di Tabakovic all'80' lascia parecchi dubbi: ci sarebbero un fallo in attacco verso un nostro difensore e un tocco di mano nella mischia da parte di Dzeko.

L'arbitro Francese Clement Turpin, consultato il Var, convalida la marcatura.

Al 91' Demirovic viene abbracciato da Mancini, ma la sua caduta appare un po' teatrale, con tanto di saltino e braccia aperte. Il contatto c'è, ma il rigore forse è troppo. Turpin lascia correre.

Al 103' Palestra viene fermato con le cattive maniere da Muharemovic, vicino c'è Burnic che però è in ritardo e non ce la farebbe a intervenire: potrebbe essere un rosso per fallo da ultimo uomo, ma Turpin assegna solo il giallo, oltre alla punizione.

Ai rigori termina 5-2 per i padroni di casa, per una vittoria meritata e decisa genuinamente dal campo.

Senza l'espulsione di Bastoni, l'Italia ce l'avrebbe probabilmente fatta. Tuttavia Bastoni gioca con gli azzurri e il suo fallo da cartellino rosso fa parte della prestazione generale, oltre ad essere il frutto di una difesa sguarnita in una occasione in cui l'avversario aveva ottime possibilità di segnare.

Anche in 10, l'Italia ha probabilmente perso la partita nel momento in cui ha fallito il raddoppio per almeno tre volte.

Siamo ancora fuori dal mondiale, piangere non serve a nulla. Rimbocchiamoci le mani per il breve termine, con Gattuso, il suo staff e i ragazzi, sia a lungo termine con una migliore crescita dei giovani talenti.