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giovedì 16 aprile 2026

Péter Magyar invita il Presidente della Repubblica a dimettersi


Nella foto: Péter Magyar e Tamas Sulyok


Nella giornata di ieri il Presidente della Repubblica Tamas Sulyok ha convocato i leaders dei tre partiti che comporranno il nuovo parlamento (Péter Magyar di Tisza, Viktor Orbán di Fidesz e László Toroczkai di Mi Házank per un primo colloquio dopo le elezioni). 

Prima di entrare nel Palazzo Presidenziale, Magyar ha detto che Sulyok deve cooperare per una formazione rapida del governo e subito dopo dimettersi. 

"Non è idoneo né degno di essere il garante dello stato di diritto in Ungheria, né di essere un esempio morale e un punto di riferimento per il popolo ungherese", 

ha affermato. 

Sono parole durissime e insolite per un neoeletto al Parlamento, il cui mandato da Capo del Governo deve essere ratificato proprio da colui che è oggetto dei suoi strali. 

Tamas Sulyok, da parte sua, si è detto fiducioso che in un mese circa tutto sarà pronto perchè il nuovo governo sia pronto ad iniziare il suo lavoro. Non meno importante è stata la sua dichiarazione di voler affidare l'incarico di Primo Ministro a Péter Magyar. 

Non si è espresso invece sulle sue dimissioni. 

Viktor Orbán, nella serata di oggi, intervistato dalla web tv Pátriota, ha criticato le parole di Magyar: 

"È inaccettabile esprimersi così nei confronti del Capo dello Stato, che legalmente non è tenuto a dimettersi".

L'intervista si è rivelata molto interessante, visto che è la prima sortita pubblica dell'ex capo del governo dopo la sconfitta di domenica. Rispondendo a una domanda postagli sulle sue prime reazioni, ha ammesso di aver provato "Un senso di dolore e di vuoto". 

Secondo Orbán una maggiore velocità nella costruzione del gasdotto Pàks avrebbe aiutato l'Ungheria a performare meglio economicamente e avrebbe ridotto il malcontento. Ha fatto notare inoltre come 

"i nostri attivisti abbiano dato un contributo incredibile ed entusiastico per una causa in cui credevano, erano persone di tutte le età. I giovani hanno dato un contributo notevole nonostante tanti coetanei li provocassero". 

Visto l'incalzare delle domande dell'intervistatrice che insistevano sugli errori della sua parte politica e sui motivi della sconfitta, Orbán è andato in contropiede: 

"Non bisogna solo guardare ai nostri errori, perché comunque due milioni e mezzo di persone anche questa volta hanno appoggiato quanto abbiamo fatto in questi sedici anni:potrei contare almeno 10 scelte epocali che abbiamo intrapreso e che prima non esistevano: i prestiti sotto il 3% di interesse per esempio, benefits per le famiglie, per i bambini, il tax credit.. sono cose che sono servite, servono e saranno necessarie per il futuro.."

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