Un Pescara generoso ma poco pungente impatta tra le mura amiche con le Vespe guidate da Abbate.
Il tecnico ex calciatore della Nazionale e del Milan conosce bene il Delfino (avendolo affrontato l'anno scorso con la Ternana) e ha preso buone contromisure per neutralizzarlo.
Il pari è molto meno gradito ai padroni di casa, sia per il fattore campo che per la necessità di salvarsi.
Dopo una serie di risultati importanti, però, nelle ultime tre partite la squadra di Gorgone ha rimediato solo una sconfitta e due pareggi, nonostante il calendario sia stato agevole già da un pezzo (e lo sarà anche nei prossimi confronti).
Se il primo tempo, come da prassi, è risultato essere una fase di studio e di colpi di fioretto, nella seconda frazione si è passati alla sciabola e ad un atteggiamento da dentro o fuori.
Le due contendenti hanno giocato per vincere, in un match sempre più avvincente, certificato dalla marcatura di Insigne al 51' su punizione e dalla risposta di Correia in velocità al 61'.
Nel primo caso, il trequartista biancazzurro ha calibrato una punizione ad effetto verso il primo palo: il portiere Confente, ingannato dal sole e da un rimbalzo, ha intercettato male il pallone, entrato in porta in maniera improbabile.
Il pareggio invece è giunto grazie alla velocità e alla prepotenza fisica di un affondo di Okoro, che ha messo al centro per Correia: dal limite dell'area l'attaccante Stabiese ha fatto centro a colpo sicuro.
Evidenti sono state le manchevolezze della difesa Biancazzurra: marcature saltate, centrocampo che non fa filtro, spazi generosi lasciati agli avversari.
Il Pescara si sta di nuovo ridimensionando: riemergono i vecchi limiti in difesa, manca la cattiveria giusta per aggiudicarsi i tre punti.
Le Vespe invece continuano a sognare i play off.

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