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mercoledì 11 giugno 2025

Žverynas, un quartiere verde e variegato

Camminando fino alla fine della Prospettiva Gediminas, a Vilnius, in direzione opposta alla Cattedrale, si giunge al Ponte di Žverynas. Da lì incomincia l'omonimo quartiere, il cui nome significa "Posto degli animali". "Žvėrys" infatti vuol dire "bestia" o "animale". 

Nel quartiere vivono circa 11000 persone, in uno spazio di 2,6 chilometri quadrati. Fino al alla fine del XIX secolo, ovvero la fine del 1800, era una riserva di caccia privata. Successivamente l'area è diventata un posto di villeggiatura e sono sorte le caratteristiche case di legno decorato. 

Nel 1901 Žverynas venne ufficialmente integrato nel territorio del comune di Vilnius e dal 1990 in poi, con l'indipendenza, è diventato uno dei quartieri più prestigiosi della capitale.

Pur essendo una zona residenziale, è infatti piuttosto vicino al centro, in particolare alla Prospettiva Gediminas e al Parlamento.

Inoltre è adiacente al fiume e un ponte lo collega al parco Vingis, una riserva di verde enorme nel cuore della città con alberi imponenti, dove si svolgono anche eventi all'aperto.

A Žverynas c'è molto altro: superato il ponte omonimo troviamo la Chiesa della Nostra Signora del Segno (Ortodossa), mentre nei pressi del Ponte Vingis c'è una cappella Ortodossa. Inoltre ci sono alcune ambasciate (tra cui quella Italiana), un bel percorso per bici e pedoni sul lungofiume, tanto verde, le già citate case storiche di legno colorate, una chiesa cattolica risalente al primo Novecento, alcune ville in stile Modernista tra cui la Casa dei compositori, un prestigioso liceo Ginnasio Ebraico e un moderno Business Center.

Vi è inoltre da menzionare la piccola chiesa di religione Caraita. I Caraiti, detti anche Karaimi, sono una minoranza di origine Turca Crimeana che professa una variante dell'Ebraismo come religione. 

Si riconoscono etnicamente come Turchi e sono censiti in un numero molto esiguo: solo 2700 persone circa, sparse in Ucraina, Lituania, Israele, Stati Uniti, Polonia e Russia principalmente.

Nel quartiere esiste anche qualche palazzo di edilizia popolare sovietica e negli ultimi anni si sono aggiunte anche palazzine in stile moderno-scandinavo.

Guardando verso il ponte Vingis dal lato di Zverynas si ha un colpo d'occhio notevole: sulla sponda opposta del fiume Neris si scorge una imponente foresta di alte conifere. 

È una gran cosa il fatto che esistano simili spazi verdi non lontano dal centro cittadino. 

In definitiva Žverynas è una perla urbanistica, per la sua varietà di culture, di strati sociali e di testimonianze storico-architettoniche che possiede. Possiamo definirlo un posto unico, che custodisce i suoi tesori senza squilli di tromba, non rinunciando al verde.





La chiesa Ortodossa di Nostra Signora del segno



Il ponte di Žverynas











Il tempio dei Karaimi







La cappella Ortodossa (1871)
 


Il Ponte Vingis


   La Chiesa cattolica di  Žverynas

Consigli di viaggio in Lituania: cosa visitare a Vilnius?

Nella foto: "L'Angelo" di Užupis.

Oggi inauguriamo una serie di articoli volti a far conoscere la Lituania, un paese dalle mille sorprese, dotato di una natura incontaminata e che ha caratteri simili a quelli scandinavi per alcuni versi.

Guardandolo da un'altra prospettiva invece, il paese ha un passato comune a quello che noi definiamo come Est Europeo.

La sua Storia ha molto in comune con vari paesi del resto d'Europa e dell'Italia stessa. La stessa Bona Sforza fu un personaggio importante, membro dalla famiglia regnante locale. 



Nella foto: veduta panoramica di Vilnius

Non mancarono infine gli architetti Italiani che dettero il loro contributo alla grande bellezza di alcuni scorci della capitale.

La Lituania è un paese che, dal momento della sua indipendenza nei primi anni '90 fino ad oggi, ha seguito dei percorsi di innovazione sul piano economico e ha visto stravolgere il funzionamento di ogni settore produttivo.

Dopo un periodo di crisi, dovuto alla inopinatamente brusca chiusura delle attività economiche pubbliche di età Sovietica e da una mancata transizione studiata e graduale, il paese si è risollevato un poco alla volta ma a ritmo costante.


Nella foto: il municipio


Negli anni '90 proliferavano la borsa nera e la criminalità organizzata. Tuttavia il consolidarsi di una economia di mercato, il giungere di investimenti esteri attratti dalla manodopera a basso costo e gli aiuti finanziari dell'Unione Europea hanno prodotto interessanti realtà nel settore dei servizi e delle aziende IT.

Si pensi per esempio a Nord Vpn e a Vinted come marchi noti.

La capitale Vilnius ha un centro storico ricco di elementi Barocchi, pienamente rinnovato e classificato come "patrimonio dell'umanità dell'Unesco.

Nei pressi del centro storico, su una collinetta bizzarra circondata da un parco, sorge il castello medievale, una sorta di rocca fortificata da cui si gode un notevole panorama, che può essere ammirato anche dal giardino circostante.


Nella foto: la cattedrale 

Adiacente allo stesso parco si trova la collina delle Tre Croci.

Nei pressi del centro storico, detto "Senamiestis", ovvero città vecchia, sorge il piccolo quartiere di Užupis, incastonato tra dolci colline verdi, con uno splendido ruscello e caratterizzato dall'architettura di un villaggio bohemienne.

È il quartiere degli studenti e degli artisti. Ha anche una sua Costituzione simbolica, affissa in varie lingue su un muro.

Ai piedi della collinetta in cui sorge la città vecchia c'è la bianca cattedrale con le sue colonne classicheggianti e la sua torre campanaria.



Nella foto: la torre della tv

Di fronte ad essa c'è la prospettiva Gediminas, un ampio viale con negozi e palazzi storici. 

Anche nei dintorni di questa strada si possono trovare palazzi storici.

Un altro posto dove palazzi antichi e moderni convivono è il quartiere, abbastanza centrale, denominato Naujamiestis (Città nuova).

A Vilnius vi sono molti altri quartieri e qui e là si trovano altri luoghi di interesse e anche chiese storiche.

Un luogo degno di una visita è sicuramente Žverynas, dove si può apprezzare una interessante mescolanza di architetture.

Lì noterete case di legno colorate, case in cemento di età sovietica, chiese e luoghi sacri ortodossi, ville, eleganti ambasciate, la chiesa del misterioso gruppo etnico-religioso dei Karaimi, molto verde, un bel percorso sul lungofiume e un ponte che porta alle fitte e alte conifere del Vyngio parkas.



Nella foto: panorama dalla torre della tv

Altro luogo interessante è la torre della televisione, costruita nel 1980 e alta oltre 300 metri, con ristorante-bar panoramico e una vista incredibile, specialmente nelle giornate di cielo sereno.

Per la nicchia sempre più nutrita degli amanti del brutalismo sovietico, quartieri come Pasilaiciai e soprattutto Fabijoniskes possono soddisfare la vostra curiosità. 


Nella foto: sirenetta ad Užupis

Sebbene di giorno non siano posti particolarmente pericolosi, è consigliata una visita in orario appunto diurno e possibilmente non da soli.

A Fabijoniskes è stato girato un film su Chernobyl abbastanza recente.

Altra attrattiva sono sicuramente i grattacieli, circondati da qualche palazzo di età sovietica e soprattutto dal quartiere di Šnipiškės, con tante case in legno caratteristiche ma spesso mal messe, dove vive parecchia povera gente. In Kalvarju gatve c'è una piccola chiesa antica in stile Bizantino. 


Nella foto: il quartiere di Fabijoniskes


Vi consiglio di visitare Šnipiškės solo di giorno e con guide locali.

Tra i musei consigliare il MO (arte moderna) a Pylimo gatve, il museo del denaro (a ingresso gratuito) a Gediminas prospektas, la prigione di Lukiskes ora adibita a museo e a centro eventi/concerti, 



Nella foto: due dei grattacieli di Vilnius

il museo della dell'energia e della tecnica, il museo nazionale vicino alla cattedrale, il museo delle illusioni visive in Vokiečių gatve (divertente e interattivo) e molti altri, di cui vi lascio un link

https://www.tripadvisor.it/Attractions-g274951-Activities-c49-Vilnius_Vilnius_County.html

martedì 31 dicembre 2024

Vilnius - Cattedrale veduta del castello, della Collina delle Tre Croci e della Prospettiva Gediminas









Le foto sono state scattate da me. È possibile utilizzarle a parte che si riporti la dicitura: Andrea Russo - andrearusso.net


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Argomenti: Lituania, Vilnius





 

mercoledì 27 novembre 2024

Una canzone per le elezioni Lituane


Alle recenti elezioni Lituane del 13 e del 27 Ottobre, un giovane candidato ha pensato di promuoversi in un modo originale.

Tadas Vinokuras ha infatti composto ed eseguito un pezzo pop stile anni '80, orecchiabile, che rimane facilmente in testa. Gli Inglesi lo definirebbero "catchy".

Lo stile del batterista che connette il braccio e le stecche con l'universo, novello "Statua della Libertà", danno un ulteriore tocco di bellezza e di originalità al videoclip.

Sullo sfondo dei palazzi sovietici Brutalisti si erge con i suoi oltre 300  metri la torre della tv di Vilnius. Costruita nel 1980 e disponibile tuttora per varie attività, fu al centro di un episodio storico della lotta di indipendenza Lituana, con scontri tra la popolazione e i militari Sovietici.

Home - TV Tower

Nelle immagini è ravvisabile il poster col programma politico.

Tadas è membro del partito Socialdemocratico.

Si è candidato a Lazdynai (pronuncia: Lazdìnei, con la z "lene" come in zanzara)  quartiere e circoscrizione di Vilnius. Infatti il suo brano si chiama: "Mi innamoro a Lazdynai".

Ha studiato Scienze Politiche e pubblica interessanti discettazioni filosofiche su youtube.

Il suo programma consisteva in: 

1 Case a prezzo accessibile per gli studenti.

2 Migliore gestione del verde pubblico in collaborazione con il Comune di Vilnius.

3 Riorganizzazione delle pensioni, con maggiore scelta su quando ritirare i propri soldi e smettere di metterli da parte.

4 Rinnovamento di massa degli appartamenti vecchi con una copertura dei costi fino al  50 percento da parte dello Stato. Questo avrebbe aumentato l'efficienza energetica e il risparmio.

5 Aumento fino al triplo dei fondi per la istruzione dei bambini con adeguamento automatico al costo della vita.

6 Settimana lavorativa di quattro giorni per lavori particolarmente stressanti, come operatori sociali e infermieri.

7 Mensa gratuita in tutte le scuole.

Non entro in considerazioni sul programma.

A mio giudizio però Tadas si esprime in maniera chiara sia con la musica che con il suo sito tadasvinokuras.lt

Tuttavia non è entrato in parlamento, visto il confronto impari nella sua circoscrizione con l'ex Presidente del Consiglio (detto "Ministro Presidente") Saulius Skvernelis, leader del partito Unione dei democratici per la Lituania.


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Argomenti trattati:

Elezioni politiche, Lituania, Tadas Vinokuras, Saulius Skvernelis, Torre della Tv, Vilnius, Lazdznai

domenica 22 novembre 2015

Tragicommedia a Vilnius: un balordo sfugge ai poliziotti e ruba un Kalashnikov.



Nelle foto: Igor Molotkov e la polizia al suo inseguimento
(delfi.lt)


3000 poliziotti mobilitati a causa di una leggerezza

E' successo Giovedì scorso, attorno alle 19-20: dei poliziotti arrestano un balordo a Vilnius per un reato minore, non è dato sapere quale. La capitale della Lituania è piena di semi-innocui ubriaconi e gente simile, ma non ha una grande criminalità da combattere.

Dopo i fatti di Parigi, sono stati assegnati i poliziotti della capitale dei mitra kalashnikov. I poliziotti in questione chiudono nel retro della macchina il balordo, dunque, e lasciano un mitra sul sedile anteriore del passeggero. 

In seguito diranno che avevano messo le manette al malfattore, ma questo probabilmente non è vero.

Ebbene il teppista in questione, un tossicodipendente di nome Igor Molotkov, classe 1991, prende l'arma ed esce dalla macchina. Fugge mentre i poliziotti sono fuori a fare chissà cosa.

Parte una caccia all'uomo con tremila poliziotti, mezzi blindati, cani addestrati, elicotteri.

"Chissà come è pericoloso questo tossicomane, chissà cosa combinerà ora che ha un Ak-47", pensano tutti.





E invece il disgraziato si mette la mitraglietta sotto la giubba, prende il pulman, nessuno si accorge di niente e lui torna a casa. Prima però deve attraversare il cortile, dove i poliziotti sono lì di presidio ed hanno già perquisito la sua abitazione. 

Ebbene cosa fa Molotkov? Attraversa tutto il cortile con nonchalance e nessuno lo ferma. Va a casa e sta lì fino a quando, dopo circa cinque ore dall'inizio della vicenda, i poliziotti lo trovano e lo arrestano senza che lui faccia resistenza. Per la precisione, lo trovano al quinto piano della sua palazzina mentre si nasconde in un bagno comune. 

Tutto è bene quel che finisce bene, ma la polizia lituana non ci ha fatto di certo una bella figura.

Il ministro dell'interno lituano Saulius Skvernelis ha definito laconicamente la situazione: "Patetica!".

Si è poi dovuto dimettere il giorno dopo, a causa di questa incresciosa vicenda in cui, forse, paga colpe non sue.

Sembra inoltre che l'uso dei nuovi mitragliatori non sia proprio familiare a tutti i difensori dell'ordine: otto giorni fa, infatti, uno di loro ha ferito accidentalmente un senzatetto ad una gamba, a causa di una raffica di colpi partita involontariamente.

Una curiosità

Dicevamo del braccaggio di Molotkov in un bagno comune. Alcune palazzine periferiche di Vilnius, in genere abitate dai più poveri, hanno infatti un bagno ed una cucina per piano, da condividere tra tutti i coinquilini di quel settore.

Questo era un vecchio modo di concepire le abitazioni in età sovietica. Dopo l'indipendenza della Lituania e il crollo del comunismo, dagli anni '90 in poi iniziarono molti restauri e gran parte di questi spazi in comune sparirono.

martedì 18 agosto 2015

Un posto dove sognare: La Repubblica di Uzupis



Il Primo Aprile del 2000 un gruppo di intellettuali lituani creò, in un quartiere di Vilnius in prossimità del fiume Vilnia (detto anche o Vilnele), una simbolica repubblica indipendente: la Repubblica di Uzupis.

La zona di Uzupis era già individuata come il quartiere degli studenti e dei bohemienne. In essa vi sono ostelli, case belle ma spesso non troppo rimodernate e lo scenario attorno è molto romantico, col fiume e la natura a fare da contorno. D'estate non lontano da lì è possibile ammirare colline verdissime e giù il centro storico in stile barocco.

La Repubblica di Uzupis nacque come il luogo dell'accoglienza e della tolleranza. Da allora ha un presidente che presiede il governo simbolico nel bar di Via Uzupio 2. C'è anche una Costituzione, intrisa di ironia semi-innocente e di garbata modestia che è una delle più belle doti della tradizione lituana.

C'è anche una bandiera che cambia colore a seconda delle stagioni, con al centro una mano bucata, per indicare il concetto che: "Uzupis si può amare, carezzare, sentire ma non si può possedere".

Ecco la costituzione di Uzupis:



1. Tutti hanno diritto di vivere vicino al fiume Vilnia e il fiume ha diritto di scorrere 

2. Tutti hanno il diritto all'acqua calda, al riscaldamento d'inverno d'inverno e a un tetto 

3. Tutti hanno il diritto di morire ma non e' un obbligo 

4. Tutti hanno il diritto di fare errori 

5. Tutti hanno il diritto di essere unici 

6. Tutti hanno il diritto di amare 




(Nella foto: il bar di Uzupis)

7. Tutti hanno il diritto di non essere amati 

8. Tutti hanno il diritto di essere mediocri e sconosciuti 

9. Tutti hanno il diritto di oziare 

10. Tutti hanno diritto di amare un gatto e prendersi cura di lui 

11. Tutti hanno il diritto di badare al cane fino a quando uno dei due muore 

12. Il cane ha diritto di essere un cane 

13. Il gatto non e' obbligato ad amare il suo padrone, ma deve essere di aiuto nei momenti di necessita' 

14. A volte si ha il diritto di essere inconsapevoli dei propri doveri 

15. Tutti hanno il diritto di avere dei dubbi, ma non e' obbligatorio 

16. Tutti hanno il diritto di essere felici 

17. Tutti hanno il diritto di essere infelici 

18. Tutti hanno il diritto di stare in silenzio 

19. Tutti hanno il diritto di avere fede 

20. Nessuno ha il diritto di usare violenza 

21. Tutti hanno il diritto di apprezzare la propria scarsa importanza 

22. Nessuno ha il diritto di avere un progetto per l'eternita' 


23. Tutti hanno il diritto di comprendere 

24. Tutti hanno il diritto di non capire 

25. Tutti hanno il diritto di appartenere a qualunque nazionalita' 

26. Tutti hanno il diritto di celebrare o non celebrare il proprio compleanno 

27. Tutti devono ricordare il proprio nome 

28. Tutti hanno il diritto di dividere cio' che posseggono 

29. Nessuno puo' dividere cio' che non possiede 

30. Tutti hanno il diritto di avere fratelli, sorelle e parenti 

31. Tutti possono essere indipendenti 

32. Tutti sono responsabili della propria liberta' 




(Nella foto: la sirenetta visibile da un ponte nei pressi del bar Uzupis)

33. Tutti devono poter piangere 

34. Tutti hanno il diritto di essere fraintesi 

35. Nessuno ha il diritto di dichiarare colpevole il prossimo 

36. Tutti hanno il diritto all'individualita' 

37. Tutti hanno il diritto di non avere diritti 

38. Tutti hanno il diritto di non avere paura 

39. Non deludere 

40. Non combattere 

41. Non cedere

domenica 19 luglio 2015

Rimosse le statue "sovietiche" sul ponte verde



In queste ore si sta procedendo alla rimozione delle statue sovietiche del Ponte Verde a Vilnius.

Esse rappresentano operai, soldati e contadini, figure care alla propaganda dell'ex Urss.

La giustificazione ufficiale è che devono essere rimosse per essere restaurate, ma sono in molti a pensare che non torneranno al loro posto.

Tali opere in bronzo, di grande rilievo artistico, sono state negli ultimi decenni al centro di una querelle ideologica che non si è mai placata.

C'è una buona parte della Lituania che ha sentimenti ancora molto negativi verso tutto ciò che riguarda la Russia.

I Lituani sono stati annessi per decenni dall'Unione Sovietica, da cui si sono liberati nei primi anni '90.

Le statue che rappresentavano più marcatamente il regime sovietico sono già state rimosse da tempo, sia a Vilnius che nelle altre città: i vari Marx, Lenin e Stalin di bronzo sono stati posti in un parco nella ridente e verde città termale di Druskininkai, nel Gruto Parkas, dove un ingegnoso imprenditore, Viliumas Malinauskas, decise di conservare lì tante testimonianze dell'età sovietica, creando un vero e proprio museo.

Si era parlato di rimuoverle già in passato, per restaurarle. Altri invece ne volevano la rimozione e basta.

Un funzionario di nome Romas Pakalnis, l'equivalente del Sovrintendente ai beni culturali di Vilnius, si è dimesso l'11 Febbraio del 2015 in seguito alle pressioni di un ministro, per essersi opposto alla rimozione delle statue.

C'era chi sosteneva anche che tali bronzi avessero una funzione di bilanciamento per gli equilibri del ponte, e che le scosse create dall'opera di espianto avrebbe potuto causarne il crollo.

Vi è una parte della popolazione lituana, comunque, che pensa che i bronzi debbano rimanere, perchè hanno un valore storico e perchè la storia non si cancella, anche quella che per qualcuno è negativa.

Del resto in Italia migliaia di castelli e cattedrali sono state costruite da regimi tirannici, ma nessuno sogna di abbatterli. Perfino la Cattedrale di San Pietro fu il frutto di una chiesa corrotta, dotata di un potere regio, che costruì l'opera con la vendita delle indulgenze. 

Allo stesso modo i Lituani non si sognano nemmeno di abbattere molti edifici costruiti in età sovietica.

Ad ogni modo, le paure non infondate di una invasione della Lituania dopo l'annessione della Crimea da parte della Russia e la guerra nel Donbass, hanno riacceso le spinte nazionalistiche ed anti-Cremlino.

La paura mai sopita di un ritorno dei Russi ha trovato conferme quando questi ultimi hanno cominciato delle manovre militari sui confini baltici.

La Nato e la Ue, dopo tali episodi,  hanno rafforzato le difese nella zona e rassicurato i presidenti di Lituania, Lettonia ed Estonia.

E' così dunque che delle semplici statue non sono più testimonianze artistiche dei tempi che furono, ma sono ancora oggi strumenti di strategia politica.

sabato 6 dicembre 2008

Vilnius e Linz si preparano a diventare capitali europee della Cultura


A sinistra, uno scorcio di Vilnius; a destra, il "Fstival di strada" di Linz.
Il 2009 sarà l'anno di Vilnius e Linz: già da tempo, infatti, sono state nominate capitali europee della cultura.
Già fervono i preparativi. A Vilnius, (535.000 abitanti, capitale della Lituania), vi saranno ben 160 eventi tra musica, manifestazioni folkloristiche, culturali e tanto altro.

"Il nostro intento, ha affermato il sindacoJuozas Imbrazas, "è di coinvolgere il più possibile la popolazione e i visitatori".
A Linz (189.000 abitanti, capitale dell'Alta Austria), città dell'Ars electronica Center e dell'Orchestra Brucknerhaus, le celebrazioni, come a Vilnius, coincideranno con quelle del Capodanno: a partire dalla mezzanotte, infatti, ci saranno esibizioni corali, che si alterneranno il giorno del primo Gennaio con quelle orchestrali tipiche del primo gennaio, mentre il 2 Gennaio ci sarà l'apertura del già citato museo Ars electronica, dedicato alle arti elettroniche.
La scelta di Linz da parte dell'Unione Europea della cultura non è casuale, visto che poche città hanno mostrato, negli ultimi venti anni, una tale vitalità sia economica che culturale.

lunedì 31 dicembre 2007

Lituania - Lituania: elogio del silenzio


E' una fissazione che mi è entrata subdolamente. Guardando le immagini in televisione, seguendo la mia vena di espolratore di ciò che non è sulla cresta dell'onda, ma che va scoperto, individualmente, con la gelosia di chi non lo vuole condividere troppo con gli altri.

Lituania come territorio personale, introspettivo. Lituania come intuizione poi riscontrata come pienamente veritiera.

Attratto da paesaggi strani, da fisionomie diverse, da donne bellissime, da uno spirito nordico ed est-europeo insieme, mi sono spinto fin lì.

Da solo. In un silenzio irreale.

La cosa strana è che mi sono trovato perfettamente a mio agio, come se conoscessi quei posti da sempre, ma senza che l'entusiasmo di vedere un mondo nuovo venisse minimamente intaccato.
Il silenzio come esperienza introspettiva. Il silenzio nelle strade, nel contegno della gente.

I Lituani si girano indispettiti se parli ad alta voce. Parlano piano, ma non sono nè poco socievoli, nè presuntuosi.

Non vi capiterà mai per strada di sentire: "Italiani mafiosi", come a me personalmente è successo in Irlanda; l'Italia è vista con grande stima e ammirazione, da quelle parti; non poche persone studiano l'italiano, moltissimi sono quelli che sono stati almeno una volta in Italia.
Il mio feeling con questa terra non poteva non nascere.

Sono rimasto positivamente sorpreso da tante altre cose: I locali notturni di Vilnius sono in gran parte molto belli, con uno stile artistico tangibile, e battono 5 a 0 tanti locali rinomati italiani.
In questi locali ho fatto facilmente amicizia con molte persone del posto. I ragazzi ti invitano a ballare con tutto il gruppo, le ragazze sono dolci e gentili. E sono più belle le ragazzine di 20 anni che ballano sulla pista di quelle che sono sul cubo.

Al ristorante si mangia molto bene e si paga poco.

Stare li', per gran parte da solo, non mi è pesato affatto. Anzi, il tempo passato da solo, e quello trascorso con un ragazzo di Roma conosciuto all'aeroporto e con la gente del posto è stato la giusta miscela per il mio modo di modo di intendere i viaggi.

Nell'epoca in cui c'è per molti il mito di Londra (giustificato non so bene da cosa), preferisco dieci volte posti come questo: una nazione piccola, di provincia, non intasata, fatta di gente silenziosa, ma socievole, e soprattutto senza la presunzione che molte persone hanno altrove.

Tornando a casa, all'aeroporto di Roma, ho riscontrato quanto siamo rumorosi noi italiani, a sproposito: prima ho dovuto superare lo svanire dell'incanto di vedere visi di donna bellissimi, nel momento in cui mi sono dovuto allontanare dal gruppo del mio aereo dove c'erano i lituani;

prese le valigie, mi sono imbattuto in una tutor che richiamava i bambini della sua colonia estiva: "Marcooo dov'è Marco , è indietrooo" ah è qui," e così via per ogni ragazzino, senza tener conto che i ragazzini erano costretti a passare per un varco obbligato;
ragion per cui non c'era motivo di urlare così. Un uomo sui 50 anni, solo per farsi spazio, ha iniziato a urlare con violenza: "Permesso! Permesso!" .

Visto che funzionava, dopo le prime volte ci ha preso gusto e ha iniziato a ripeterlo sempre, soddisfatto forse dalla sensazione di intimorire qualcuno.

Il silenzio, dunque, è un esercizio di estetica del vivere che in Italia non abbiamo ancora compreso, e non ce ne rendiamo nemmeno conto. E capita così che il pregiudizio di provenire da un posto meno arretrato rispetto a un altro subisce una dura battuta d'arresto.
Andrea Russo