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martedì 1 novembre 2022

Come si è permesso Berlusconi di dire quello che pensa?


"Sapete come è avvenuta la cosa della Russia? Russia e Ucraina stipulano un accordo di pace, gli Ucraini violano gli accordi e si arriva a 6-7000 morti. Arriva Zelensky, triplica gli attacchi e si arriva a 16000 morti. I delegati delle due Repubbliche vanno a Mosca, parlano con le radio, le televisioni, riescono a farsi ricevere da Putin e gli chiedono di difenderli. Putin è riluttante, poi si decide...(..) incontra una inaspettata resistenza con gli Ucraini che ricevono miliardi di armi dall'Occidente. Sul presidente Zelensky meglio che io non mi esprima (applausi dei politici presenti). Se avesse voluto trattare non si sarebbe giunti alla situazione presente".

Questo è un estratto dell'audio di un discorso pronunciato circa due settimane fa dal noto politco e imprenditore Silvio Berlusconi, che ha fatto iul giro del mondo.

Reazioni immediate sono partite dalla stessa Presidente del Consiglio e alleata Giorgia Meloni e dalle opposizioni. Pochi giorni fa Berlusconi ha ribadito una versione simile in una intervista propedeutica al libro di Bruno Vespa.

Benché i media italiani vogliano far suonare quello che Berlusconi ha detto come una eresia, tali parole, anche secondo alcuni sondaggi, sono lo specchio di quello che pensa la maggioranza del paese con sfumature varie e distinguo del caso.

Premetto che io sono solidale con il popolo Ucraino e spero nella loro salvezza e integritá nazionale, così come la auguro alla povera popolazione del Donbass e di tutte le vittime di guerra della megalomania dei politici.

Tuttavia, non si capisce perché dobbiamo essere a tutti i costi nemici della Russia quando in questo conflitto non ci sono buoni e cattivi, i governi Ucraini recenti non hanno fatto nulla per evitare la guerra, l'Ucraina non é una nazione democratica ed é in mano ad un gruppo di estremisti filonazisti che hanno soppresso media e partiti di opposizione fino a mettere la firma sull'omicidio di chi dissentiva.

Gli idrocarburi che importiamo in buona parte provengono da entitá non democratiche e altrettanto criminali, l'Europa non é sotto attacco, non lo sono i nostri valori né tantomeno l'Ucraina rappresenta i nostri valori occidentali (che sono anch'essi pieni di sfumature).

Avrei gradito una dichiarazione del genere da nuovo governo: "Siamo disponibili ad aiutare l'economia Ucraina durante la ricostruzione, abbiamo accolto e accoglieremo i profughi, ma al contempo, a guerra finita, chiederemo fatti e prove al governo Ucraino del ripristino delle garanzie e dei valori democratici all'interno del paese".

venerdì 28 agosto 2015

Tim Geithner conferma il complotto ai danni dell'Italia nel 2011

Tim Geithner, ex Ministro del Tesoro dell'amministrazione Obama, ha fatto rivelazioni-shock sul complotto che avvenne per destituire Silvio Berlusconi e rimpiazzarlo con Monti. Non è una notizia nuova, ma forse si è approfondita troppo poco questa vicenda di golpe mascherato.

Berlusconi, sia per chi lo amava sia per chi lo detestava, era un Presidente del Consiglio il cui potere derivava dall'esito delle urne elettorali. Monti no. Peccato che poi Berlusconi si alleò con chi lo aveva defenestrato dando vita alle "larghe intese".








Geithner: «Nel 2011 una trama europea per far cadere Berlusconi» L’ex ministro Usa: avvicinato in piena crisi dell’euro da funzionari europei, rifiutai. Brunetta: «Confermato il golpe. Serve una commissione d’inchiesta»


Un «complotto» europeo, in piena crisi del debito e della moneta unica, per far cadere il premier italiano Silvio Berlusconi. Ne parla l’ex segretario al Tesoro Usa Tim Geithner nel suo libro di memorie «Stress Test. Riflessioni sulla crisi finanziaria» appena pubblicato negli Stati Uniti. Nell’autunno del 2011, sono i giorni dello spread oltre quota 500, «alcuni funzionari europei» non meglio precisati avvicinarono l’allora super ministro economico di Obama proponendogli un piano per promuovere l’uscita di scena di Berlusconi, secondo quanto riporta «La Stampa» in un’anticipazione di alcuni passaggi del libro. Geithner pur condividendo la necessità del ricambio in uno dei paesi in quel momento più a rischio in Europa, declinò l’invito e informò dell’accaduto il presidente degli Stati Uniti. «Non possiamo avere il suo sangue sulle nostre mani», sostenne il ministro con Obama. Mario Monti che sostituì di lì a poco Berlusconi al governo, Geithner viene poi definito «un economista che proiettava competenza tecnocratica», e la Spagna elesse Rajoy. «Il Parlamento indaghi» «Chiediamo con ogni forza, solennità e urgenza l’istituzione di una Commissione di indagine parlamentare, dotata dei più ampi poteri che la Costituzione le assegna. E siamo francamente meravigliati che nessuna Procura della Repubblica abbia aperto un fascicolo dinanzi all’evidenza di un attentato contro la Costituzione dello Stato» chiede ora il capogruppo FI alla Camera, Renato Brunetta. «Dall’America di Obama arriva la prova decisiva del golpe europeo contro l’Italia per abbattere Silvio Berlusconi. La democrazia dopo quei fatti del 2011 è sospesa. E la estromissione politico-giudiziaria del leader di Forza Italia è il coronamento di quella trama - insiste Brunetta - Napolitano e Renzi silenti. Il Parlamento indaghi». «Non possiamo avere il suo sangue sulle nostre mani» «Ad un certo punto, in quell’autunno, alcuni funzionari europei ci contattarono con una trama per cercare di costringere il premier italiano Berlusconi a cedere il potere; volevano che noi rifiutassimo di sostenere i prestiti Fmi all’Italia, fino a quando non se ne fosse andato», scrive Geithner. L’Amministrazione Usa, tuttavia, respinse ogni coinvolgimento nell’eventuale iniziativa, puntando piuttosto sul presidente della Bce Mario Draghi per salvare l’ Eurozona. «Parlammo al presidente Obama di questo invito sorprendente - scrive ancora Geithner - ma per quanto sarebbe stato utile avere una leadership migliore in Europa, non potevamo coinvolgerci in un complotto come quello. “Non possiamo avere il suo sangue sulle nostre mani”, io dissi». «I mercati stavano scappando dall’Italia e la Spagna, settima e nona economia più grande al mondo», ricostruisce l’ex segretario partendo dagli scossoni del 2010, quando già aveva consigliato, riporta «La Stampa» ai colleghi europei di essere prudenti: «Se volevano tenere gli stivali sul collo della Grecia, dovevano anche assicurare i mercati che non avrebbero permesso il default dei paesi e dell’intero sistema bancario». Geithner non torna sul piano Fmi (poi ritirato) da 80 miliardi proposto nel novembre del 2011 al G20 tenuto Cannes, un prestito di cui diede notizia in quei giorni il «Financial Times». E sul quel vertice nel sud della Francia si limita a riferire: «Non facemmo progressi sul firewall europeo o le riforme della periferia, ma ebbi colloqui promettenti con Draghi sull’uso di una forza schiacciante».

Barbara Pica

Corriere.it

http://www.corriere.it/economia/14_maggio_13/geithner-nel-2011-trama-europea-far-cadere-berlusconi-9fae6c54-da81-11e3-87dc-12e8f7025c68.shtml