Avvertenza
Ogni mercoledì, ore 19:00 - Ne riparliamo a Budapest
sabato 7 giugno 2025
Stasera c'è Pescara-Ternana, finale dei play off di serie C
lunedì 2 giugno 2025
Domate le "Fere" nella loro tana: 0-1. Ma ora c'è il ritorno all' "Adriatico"
Al 16' è Squizzato a compiere un fallo quasi della stessa violenza, venendo ammonito.
Dopo pochi minuti il centrocampista biancazzurro deve uscire zoppicando per via del calcio subito in precedenza. Al suo posto subentra Kraja.
Si contano due azioni da goal particolarmente nette da parte delle due squadre: al 5' Ferrante in corsa, a tu per tu con Plizzari, si lascia respingere il pallone.
Al 24' è invece il Pescara ad avere una occasione abbastanza nitida, con Bentivegna che a porta quasi sguarnita non centra il bersaglio.
Mentre le compagini rientrano in campo dopo l'intervallo, sembrano esserci dei litigi tra le due squadre che coinvolgono lo stesso Liverani, ma tutto viene superato rapidamente.
Secondo tempo
At 57' Letizia inventa una magia: da distanza siderale scaglia un tiro a spiovente che supera l'estremo difensore Umbro Vannucchi.
Si continua con la Ternana che in minoranza numerica bada a non prenderle, pur tentando qualcosa in avanti e il Pescara che produce qualche azione in velocità, senza strafare.
Finisce 0-1 per il Pescara davanti a uno stadio Libero Liberati di Terni gremito anche da una discreta rappresentanza di supporters ospiti.
I giochi sembrano ancora aperti per il ritorno, tenendo conto delle risorse tecniche di entrambe le compagini.
Tuttavia il Delfino tra cinque giorni avrà un discreto vantaggio, con un goal in più e con lo stadio di casa a incitarlo.
***
Argomenti: Pescara, calcio, Delfino, Fere, Ternana, play off, serie C
Nella foto: Gaetano Letizia. Fonte: pescaracalcio.com
mercoledì 21 maggio 2025
Splendido Pescara, sei in semifinale!
Nella foto: Andrea Ferraris con il Presidente Sebastiani. Fonte: pescaracalcio.com
Il Pescara regola con autorità la Vis Pesaro nel doppio confronto dei play off (vittorie per 2-4 e 2-0). Tra pochi giorni si gioca a Cerignola.
Baldini chiedeva una partita attenta e così è stato. Nel calcio se ti rilassi anche le rimonte più incredibili possono accadere.
I volenterosi Marchigiani non hanno mai dato l'impressione di poter compiere l'impresa di ribaltare i conti dell'andata e anche le energie sembrano essere venute un po' meno dopo vari impegni ravvicinati in questo torneo.
Primo tempo
La Vis Pesaro prova a spingersi in area avversaria ma con le idee confuse e vengono ben contenuti dalla retroguardia biancazzurra.
Brosco al 19' viene rilevato da Lancini che è contento di fare la sua parte e non sfigura.
Il Pescara punge di più.
1-0 del Pescara. Al 45' Riccardo Tonin ha infierito sulla gravosa impresa dei Marchigiani, che avevano bisogno di vincere questo incontro con tre goal di scarto per passare il turno. Il bel tiro del centravanti Pescarese passa sotto le gambe del portiere. Il ragazzo di Vicenza, che a Gennaio ha compiuto 24 anni, ha faticato a segnare durante la stagione regolare ma nelle ultime tre partite ha collezionato due goal molto belli.
Durante il recupero Nicastro pareggia, ma il Var annulla e si becca anche un cartellino giallo: fallo di mano.
Secondo tempo
Nel secondo tempo gli ospiti non riescono ad incidere e le gambe si fanno un po' molli per la stanchezza. Tuttavia Nicastro, ben servito al 46' si mangia un goal a porta vuota, intercettando un cross ma sparando alto.
Il Pescara controlla la gara ed è più pericoloso. Merola sfiora il goal più volte e mostra come al solito giocate di talento. Anche lui appare recuperato da alcune settimane dopo un periodo sbiadito.
2-0 del Pescara. All'84' Merola coglie il palo ma Andrea Ferraris (subentrato nel 46' insieme a Bentivegna in luogo di Tonin e Cangiano) ribatte in rete. Il Torinese "scuola Juve", ha recuperato la forma come un po' tutta la squadra e dalla partita col Gubbio il 13 Aprile ha incatenato una serie di goal considerevole, mostrando anche doti tecniche notevoli.
A 24 anni sta crescendo dal punto di vista tecnico ed il merito è anche di Mister Baldini che ne ha saputo dosare l'utilizzo senza bruciarlo.
Conclusioni
I 13 000 dell'Adriatico hanno potuto godersi una bella serata, dimostrando che quando ci sono i risultati lo stadio si riempie di persone, bandiere e colori. Mai, in questa stagione, l'Adriatico aveva registrato tale numero di spettatori.
Il Pescara ha mostrato una qualità di gioco e una forza mentale, in queste cinque partite dei play off come nelle tre gare precedenti, quasi impensabili fino a un mese fa.
Il Delfino, tra andata e ritorno, ha dimostrato una certa superiorità con ben quattro goals di differenza.
Il prossimo avversario sarà il Cerignola, seconda classificata del girone C di serie C.
domenica 27 aprile 2025
Il Pescara chiude in scioltezza: tre goal al Campobasso
Il 3-0 contro i Molisani permette al Delfino di mantenere lo status di migliore quarta dei tre gironi di C. Ora il focus è sui play off.
Nelle foto: Accursio Bentivegna (in alto) e Giuseppe Saccomanni. Fonte: pescaracalcio.com
Animi distesi all'Adriatico. Come migliore quarta squadra classificata dei tre gironi di serie C, il Pescara avrà alcuni vantaggi nelle prime partite dei play off.
La vittoria odierna in casa contro il Campobasso è stata dunque utile.
I rapporti di forza sono stati chiari fin dal principio: Al quarto minuto, con un tiro a colpo sicuro di Merola su assist di Bentivegna al centro dell'area i biancazzurri si portano avanti.
Passano solo tredici minuti e il tabellone ritocca il risultato: il portiere Filippo Neri (omonimo del Santo) non trattiene un facile pallone e Bentivegna di rapina ne approfitta con un tiro di piatto: 2 a 0.
Al 39' ancora Bentivegna si fa strada: porta avanti il pallone e al limite dell'area lascia partire un tiro potente che assesta il risultato sul 3 a 0.
Nel secondo tempo entrambe le squadre non premono troppo sull'acceleratore ma sono i padroni di casa a sfiorare più volte il quarto centro, colpendo anche il palo. Il Campobasso si mette in evidenza con una conclusione di Bifulco negli ultimi minuti.
Il classe 2006 biancazzurro Giuseppe Saccomanni ha finalmente fatto il suo esordio nel finale di partita.
Conclusioni
Il Campobasso di Fabio Prosperi (subentrato in corsa) ha avuto una buona stagione, centrando l'obiettivo più realistico, ovvero la permanenza in C, con una settimana di anticipo. Oggi la squadra, forse, aveva la testa già un po' in vacanza.
Il Pescara invece chiude la stagione a quota 67: è il miglior risultato in termini di punti delle quattro ultime stagioni in serie C.
I ragazzi di Baldini ci tenevano oggi a chiudere bene con la terza vittoria consecutiva, creando un buon clima per gli spareggi play off.
Ci danno appuntamento al 7 Maggio all'Adriatico, contro un avversario ancora da conoscere.
***
Argomenti: Pescara, Campobasso, calcio, Giuseppe Saccomanni, Accursio Bentivegna, play off, serie C
domenica 6 aprile 2025
È il Pescara migliore degli ultimi quattro anni? Ecco cosa dicono i numeri
Il Pescara di quest'anno, dopo quasi tutto il girone di andata in testa alla classifica, è quarto e con una partita da recuperare a 58 punti.
Da quando è retrocessa in terza serie, abbiamo avuto i seguenti risultati:
2021-2022 - Quinto posto con 65 punti, Auteri disputò un discreto campionato sostituito nelle ultime partite alla guida tecnica da Luciano Zauri, con risultati mediocri anche ai play off.
Il Delfino era nel girone B.
Squadre forti: Modena e Reggiana.
2022-2023 - Finora è da considerare il miglior campionato degli utlimi quattro. Il Pescara partì bene con Colombo, sostituito da Zeman a una manciata di partite da fine campionato. Il Boemo rivitalizzò la squadra, che giocò bene ai play off perdendo in semifinale col Foggia. 65 punti anche in quella stagione per un buon terzo posto.
Pesarono nonostante le buone prestazioni alcune scelte disastrose di Zeman specialmente nella gara di ritorno a Pescara.
Fu infatti schierato D'Aniello, praticamente inutilizzato per tutto il campionato, al posto del rodato Plizzari in porta.
Inoltre il Foggia pareggiò due volte in extremis del Foggia al 97' e al 114' per mancata capacità dei biancazzurri di gestire il vantaggio. I Satanelli passarono ai rigori
Girone: C
Squadre forti: Catanzaro e Crotone
2023-2024 - Zeman partì bene, poi la squadra ebbe un calo e poi per via di malori piuttosto gravi, il Boemo dovette lasciare il posto a Bucaro, presto a sua volta rimpiazzato da Cascione.
Il Delfino terminò il campionato a 55 punti, sesto
Girone: B
Squadre forti: Cesena
2024-2025 - eccoci ad oggi.
A quattro partite dalla fine, Il Pescara dovrebbe guadagnare almeno 7 punti e terminare a quota 65 per stare al passo con l'annata di Auteri e Zauri e soprattutto quella di Colombo e Zeman.
Molto conterà dall'esito dei play off
Girone: B
Squadre forti: Entella (Il campionato di quest'anno sembra un po' più facile degli anni scorsi)
Conclusioni
Quest'anno il Pescara è stato abbastanza deludente, superiore probabilmente solo a quello di Zeman, Bucaro e Cascione di 12 mesi fa.
Ha l'opportunità di far saltare il banco solo in caso di vittoria dei play off.
Di certo fino a quando parleremo di serie C, si tratterà pur sempre di un medioevo o di un purgatorio sportivo, aspettando di tornare ai livelli che la città e che la tradizione sportiva del club meritano.
***
Argomenti: Pescara, calcio, serie C, Bucaro
sabato 30 novembre 2024
Pescara corsaro in terra Umbra: 1-2 sul Gubbio in una gara dominata
Nella foto: Roberto Taurino, trainer del Gubbio
Di sicuro la partita ha seguito un percorso in discesa per gli ospiti, quando, al 47', su un fallo da tergo di Proietti su Crialese, il direttore di gara Mastrodomenico ha estratto il cartellino rosso, lasciando gli Eugubini in dieci.
C'è da dire però che anche nel primo tempo il Pescara ha imposto il suo gioco, pur mostrtando il suo solito problema di scarsa cattiveria sottoporta.
Le ottime azioni combinate messe a frutto nel secondo tempo dai preziosi trequartisti Pescaresi sono una delle dimostrazioni della caratura del Delfino, che ha dominato il gioco fino alla fine, chiaramente rilassandosi poi nel subire un goal evitabile nel finale di partita.
Tra le tante operazioni nitide dei biancazzurri si conta anche una traversa dopo il temporaneo 0 a 2.
Merola al 60', Ferraris al 72' e Rocchi col goal della bandiera del Gubbio al 92', hanno dunque cristallizzato il risultato sull'1 a 2.
Gli Umbri da parte loro hanno condotto una gara ordinata e arcigna, chiudendo gli spazi e riucendo in alcuni casi a coompletare qualche azione degna di rilievo. Fino alla fine non hanno mai dato l'impressione di essere in debito di ossigeno.
Dopo il triplice fischio, i Rossoblu di Taurino rimangono comunque a metà classifica anche se la maggior parte delle altre squadre giocherà tra domani e lunedì.
Il Pescara conferma il primo posto e potrebbe incrementare il vantaggio di tre punti sulla Ternana se i rossoverdi dovessero impattare o perdere domani col Milan Futuro.
Argomenti: Gubbio, Pescara, Calcio, Delfino, Serie C, girone B
mercoledì 13 novembre 2024
Baldini, l'uomo che ha riportato il sorriso alla gente di Pescara
Spontaneo, verace, a volte fin troppo ruspante, ma anche filosofo e leader motivatore: Silvio Baldini racchiude tutte caratteristiche.
Nessuno credeva che il calcio potesse risorgere proprio quest'anno a Pescara, mentre durante il lungo calciomercato estivo illustri sconosciuti rifiutavano di venire a giocare nella città del Vate.
Nessuno tranne lui.
Il Delfino prendeva porte in faccia a destra e a manca da giocatorini anonomi e modesti, forse anche per questioni di poche decine di migliaia di euro di ingaggio.
I tifosi facevano cortei di protesta e Pescara intera si apprestava a vivere solo dei ricordi dei tempi magici di Galeone, Zeman e Oddo.
Poi la scintilla: dopo poche partite ci si rende conto che la squadra gioca con la testa leggera, libera di pensieri.
La condizione atletica è ottima, la difesa è solida e a centrocampo si vedono anche i muscoli, caratteristica quasi sempre assente nel gioco biancazzurro.
Le squadre più forti sulla carta come Ternana, Torres ed Entella vengono subito messe in riga e il Delfino sembra già staccare tutti.
Il merito è soprattutto di Baldini, quasi un filosofo prestato al calcio che ci parla di sogni e di magia e non vuole solo la serie B, ma anche la A in due anni. Lui ci crede e iniziamo a crederci anche noi.
Vi lascio anche un mio video di approfondimento
Buona visione.
Sostienici per allargare il tuo sguardo sul mondo
https://it.tipeee.com/andrea-russo
mercoledì 22 maggio 2024
Pescara calcio: come sarà la prossima stagione?
C'è un po' di rassegnazione in città ma anche la fiducia di cambiare rotta in un futuro non lontano
Chi segue le pagine del mio blog, sa bene cosa ho scritto ad inizio campionato.
In sintesi sostenevo che la squadra si era indebolita, che non era capace di risalire in serie B e che questi giovani promettenti e inesperti avrebbero preso schiaffi.
In più specificai, quando venne deciso che il Delfino avrebbe giocato nel girone B di serie C anzichè in quello C, che era andata di lusso, vista la maggior competitività di quest'ultimo.
Mi sembra che i pronostici siano stati rispettati ma non era difficile comprenderlo.
Il presidente Sebastiani sembra motivato a cedere ancora una volta a gli elementi migliori per ringiovanire ulteriormente la squadra.
Di questo passo, nella stagione 2024/2025 il Pescara rischia di finire a metà classifica nella migliore delle ipotesi e nella peggiore di retrocedere in serie D.
Il progetto economico c'è: In terza serie chi fa giocare i giovani intasca premi di valorizzazione basati sul minutaggio, oltre ai margini di rivendita e altri business che si possono fare con i giocatori dotati di prospettive di crescita.
Parte della tifoseria fino a una-due stagioni fa difendeva ancora Sebastiani perché comunque aveva portato in serie A la squadra qualche anno prima e aveva ottenuto buoni piazzamenti quasi sempre.
Qualche campionato storto poteva anche starci, con la prospettiva di risalire subito in B, come era sempre successo.
La terza mancata promozione in B ha rotto ulteriormente gli equilibri
Il Pescara infatti, non gioca quattro stagioni di serie C consecutive da ben 50 anni.
Ormai la dimensione degli Adriatici era questa: per la grandezza e l'importanza della città e per le possibilità economiche che sorreggevano normalmente il club, i biancazzurri avevano sviluppato una solida tradizione in serie B, con qualche assaggio della massima serie.
Stare perlomeno in B a Pescara è un motivo di orgoglio anche per chi non segue il calcio.
Quando un sodalizio raggiunge la massima serie la pubblicità per la città da cui proviene è assicurata.
Ricordo che nel 2016 incontrai un Hare Krishna per strada a Budapest. Mi disse: "Certo che conosco Pescara. E ha anche una bella squadra, fa un gioco divertente!"
La città cresce, il pallone vuole tenere il passo
Tra tre anni entrerà in vigore quanto deciso dal referendum sulla Grande Pescara: la città ingloberà i vicini centri di Montesilvano (centro di quasi 60 000 abitanti) e Spoltore (quasi 20 000 abitanti).
La culla di Gabriele D'Annunzio, di Federico Caffè e di Flaiano è già per molti versi il centro urbano più importante in Abruzzo, una regione con una popolazione pari a un piccolo stato come L'Estonia (1 milione e 300 000 abitanti).
Con l'accorpamento Pescara acquisirà sicuramente maggiore peso strategico, politico ed economico, giungendo a 200 000 abitanti.
La squadra deve stare al passo.
Sebastiani sarebbe in cerca di acquirenti, ma a quanto pare questi ultimi non ci sono. Nessuno si fa avanti da anni, quantomeno alle condizioni di vendita del presidente attuale.
È comunque difficile che Daniele Sebastiani possa andare avanti a lungo: il pubblico allo stadio è sempre più scarso, le entrate non sono floride, la contestazione degli ultras è forte e nel migliore dei casi sfocerà nella indifferenza.
Tutti noi concittadini del Vate, tra gli addetti ai lavori e i tifosi, speriamo in un ritorno del Pescara calcio ai livelli che competono alla sua storia e al prestigio della città.
Del resto non è irrealistico un progetto per portare il Pescara in B e anche in A, con la partecipazione attiva delle menti migliori di questa piccola perla Adriatica.
Nelle foto: gli attaccanti Davide Merola e Luigi Cuppone, autori di una bella stagione a suon di goal. Sono tra coloro che non hanno deluso i tifosi, in una squadra al di sotto delle aspettative.
lunedì 26 febbraio 2024
Sebastiani, fine di un`era. Una presidenza ricca di successi ormai diretta verso un vicolo cieco
Daniele Sebastiani è di fronte ad un bivio. La contestazione non è immotivata, ma un giorno il tempo sarà galantuomo con lui. Del resto anche Scibilia è stato rivalutato
La contestazione verso Daniele Sebastiani di Sabato, in cui il presidente non si è nemmeno recato allo stadio nella propria città, la dice lunga sulla situazione in corso.
Girava voce che i tifosi, che non sono entrati sugli spalti per tutto il primo tempo, volessero dirigersi verso la tribuna per contestare a muso duro e da vicino il numero uno del sodalizio biancazzurro.
Non stupisce dunque che Sebastiani non si sia presentato.
Diciamoci la verità: il Delfino negli ultimi anni ha avuto un progetto finanziario, ma non tecnico. La dirigenza è stata brava a scovare, valorizzare e rivendere giovani talenti, tenendo le casse e i dividendi in attivo.
I risultati sportivi inizialmente lusinghieri con due promozioni in serie A (una da subentrante a metà stagione e la seconda costruita e studiata seguendo le proprie convinzioni) hanno visto poi il declino sportivo della dirigenza attuale.
Dopo uno scampato pericolo nella finale dei play out di cinque anni fa, è giunta la retrocessione in terza serie dei biancazzurri.
Il Pescara è al terzo anno di serie C e la città diserta lo stadio. Sia la tifoseria organizzata che gli altri appassionati del Delfino hanno perso l`entusiasmo.
Il Pescara negli ultimi decenni ha gravitato per di più in serie B, con qualche puntata nella massima serie. Ci sono state delle retrocessioni in terza serie ma sono state allestite squadre combattive, capaci di risalire in pochi anni.
I Pescaresi non hanno fiducia nella squadra attuale, perchè è troppo giovane e mancante della giusta cattiveria per vincere, nonostante il non disprezzabile sesto posto in classifica.
In pochi ci credono, perchè per tre anni la squadra è stata stravolta, anzichè mantenere almeno alcuni dei più forti ed esperti ed aggiungere gradualmente altri pezzi pregiati, ovvero uomini di talento e carisma.
Quest'anno la rosa è più scarsa rispetto alla fine del campionato scorso. Se Delle Monache e Rafia erano talmente forti, giovani e promettenti da non poter essere trattenuti, il maturo e non costoso Lescano, che aveva segnato più di venti goal l'anno scorso, poteva rimanere o quantomeno essere sostituito adeguatamente.
In serie C non ci sono grandi introiti. Chi vuole salire in B deve investire soldi freschi, magari una piccola parte di quelli intascati con le cessioni eccellenti e multimilionarie degli anni scorsi (Verratti, Torreira, Lapadula, Di Matteo et cetera).
Non vogliamo sostituirci al presidente, giacchè sappiamo che fare l`imprenditore è difficile.
I clienti però, che sono i tifosi, vogliono il risultato sportivo. Se questo manca non comprano il biglietto dello stadio, l`interesse verso la squadra viene meno, gli sponsors si ritirano, gli incassi si riducono.
I tifosi si sentono molto più che clienti. Per loro il calcio è sogno, sentimento, gioia, sofferenza.
Ci vuole un giusto punto di incontro tra le possibilità imprenditoriali dei dirigenti e le aspettative dei tifosi.
Se ciò non è possibile è meglio che il nocchiero molli il timone e che il capitano di tante avventure e tante cacce alla balena bianca chiamata serie A si faccia da parte.
La vita è fatta di cicli, prima o poi un nuovo acquirente con voglia di fare e progetti nella mente arriverà.
Sebastiani, tanto criticato in questo momento, tra meno di dieci anni sarà rimpianto e rivalutato, come lo fu Pietro Scibilia.
domenica 7 gennaio 2024
Juventus Next Generation - Pescara 4-3: un breve commento e considerazioni sul mercato invernale
Non c'è più divertimento a seguire questo Pescara senza ambizione
Il Pescara domina per 30 minuti nello stadio semideserto di Alessandria, poi mano a mano si sgonfia come un palloncino e cede.
Se all`intervallo i giochi erano ancora aperti e si era sull`1-1, in uno scoppiettante, spettacolare ma al tempo stesso mediocre secondo tempo la Juve ne ha fatti tre giungendo al Novantesimo sul 4-2, quando un giusto rigore concesso agli ospiti ha cristallizzato il pallottoliere sul 4-3.
I goals hanno portato un po' di divertimento e in effetti il gioco è stato abbastanza piacevole. Tuttavia si tratta di quello spettacolo che ci può essere tra due squadre modeste che più o meno si equivalgono, in un contesto di secondo piano in cui buoni gesti tecnici si alternano a marcature deboli ed erroracci di tattica scolastica.
Juve e Pescara sono squadre abbastanza giovani. Lo stadio Alessandrino della Juve era vuoto come spesso lo sono gli spalti nelle partite delle squadre primavera.
In definitiva la Juve ha meritato, è cresciuta negli ultimi mesi come consapevolezza dei propri mezzi e ha restituito il favore dell'andata, quando il Delfino prevalse 3-1 da padrone di casa.
Considerazioni a parte
Il Pescara si conferma una squadra molle, incapace di dare continuità al gioco e ai risultati. La società dichiara di avere qualche ambizione ma con questo organico di giovani non si può sognare.
Mettiamoci anche il fatto che negli ultimi anni la squadra viene costantemente rivoluzionata, senza mantenere i giovani che possono mettere in pratica la propria esperienza l'anno successivo e portare a risultati migliori.
Aggiungiamoci la non voglia della dirigenza di investire. Lo sanno anche i bambini che fu un errore lasciar partire Lescano in estate e che manca una punta vera, un uomo da ultimo passaggio freddo sottoporta, con un po' di esperienza e col fiuto del goal.
Sappiamo bene o male tutti che mancano almeno un paio di giocatori, soprattutto a centrocampo, che aiutino a trascinare la squadra e a darle la giusta cattiveria. Occorrono elementi di esperienza e di qualità, se si vogliono avere ambizioni in chiave play off.
Il Pescara sul mercato spesso incassa, ma investe su giocatori sempre meno di peso.
Di questo passo ci accingiamo a stare in serie C per chissà quanto tempo, a meno che non ci sia un cambio di passo.
Per ora le notizie fanno percepire che non ci saranno colpi veri di mercato a gennaio, se non in uscita.
Si criticava aspramente Auteri, due anni fa. Il Pescara di Auteri era molto più carismatico di questo e come singoli giocatori, presi uno ad uno, era sulla carta molto più forte. Certo, quelli attuali sono giovani e tra tre anni magari saranno in serie A, ma per ora in buona parte non incidono in serie C.
Questo è quanto, questo è quanto avevo già intuito alle primissime battute del mercato estivo e adesso a metà stagione confermo. Non mi aspetto grandi sorprese, purtroppo. Sarebbe bello vedere il Pescara almeno in serie B, nella dimensione che compete alla città e al suo prestigio calcistico.
Scibilia ebbe degli scivoloni, andò in C ma risalì con gente come Federico Giampaolo, con una quindicina di goal di Cecchini, con la grinta di Antonaccio, con l'estro dell'allora giovanissimo Calaiò.
Un altro livello, sia per qualità ed esperienza dei singoli che per investimenti.
Lo stadio del Pescara è sempre più vuoto. Chi continua ad andarci per amore dei colori biancazzurri, lo fa soffrendo
I tifosi si sentono molto più che semplici clienti. Uno che va al cinema e vede un brutto film se ne fa una ragione. Per chi ama una squadra invece lo sport è una passione, è sogno, riempie le giornate.
Come la clientela che compra un prodotto al supermercato vuole che il cioccolato sia buono, quegli acquirenti particolari chiamati tifosi vogliono il risultato sportivo. Se la voglia di ottenere tale risultato non c'è più, non vanno più allo stadio. Allo stesso modo se si investe su materie prime più scarse per il cioccolato gli acquirenti non lo mangiano più.
Tanto vale lasciare la fabbrica di cioccolato a un Willy Wonka che abbia passione e possibilmente soldi da investire.

.jpg)







