Avvertenza

È consentito riportare e linkare gli articoli di questo sito, a patto che vengano riportati nome, cognome e fonte. L'autore si avvale della facoltà di tutelare i contenuti qui pubblicati nelle sedi e nei modi che riterrà più opportuni.
Il blog di Andrea Russo è un sito di opinione e di intrattenimento. Non è, nè intende, essere una testata giornalistica e non ne ha le caratteristiche (redazione, periodicità fissa, registrazione presso un tribunale, et cetera).
È pertanto dispensato dalle regole riguardanti la stampa nei periodi elettorali.

Ogni mercoledì, ore 19:00 - Ne riparliamo a Budapest

Visualizzazione post con etichetta serie B. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta serie B. Mostra tutti i post

lunedì 1 settembre 2025

Finale di mercato con tante novità. Ecco il nuovo Pescara


Nella foto: l'Italiano di origini Camerunensi Tsadjout. Fonte: uscremonese.it


"Niente Lapadula" ma l'organico è completo


Non sono arrivati i Rafia e i Lapadula che i tifosi sognavano.

A dire il vero due grossi calibri come loro avrebbero stravolto la squadra in positivo, proiettandola verso altre ambizioni.

Tuttavia desta curiosità una campagna acquisti/cessioni oculata, molto ragionata, fatta senza fretta e con un occhio a non sforare il budget.  Nelle ultime ore di mercato due sono stati gli obiettivi:

trovare gli uomini giusti per i ruoli rimasti scoperti e alzare la qualità dell'organico. Come al solito Sebastiani e Foggia hanno puntato non sui "grossi nomi" ma su elementi funzionali e in grado di migliorarsi ancora.

Com'è la squadra e che ruolo può svolgere in serie B? Possiamo puntare play off o dobbiamo sperare solo di salvarci?

Su queste pagine online non ci sbilanceremo e il motivo è molto semplice: durante la gestione quasi ventennale ormai di questa dirigenza, ci siamo abituati a tanti nuovi illustri sconosciuti che poi hanno reso oltre le aspettative.

L'anno scorso una squadra apparentemente anonima ci ha stupiti prima con un avvio di stagione e un girone di andata folgoranti, poi con una fase di ridimensionamento e infine ancora con un risorgimento inaspettato che è culminato con la conquista della serie B.

Nella prima fase del mercato abbiamo notato giovani promettenti come il portiere Desplanches, il jolly Oliveri e il trequartista Olzer.

Oggi sono giunti Corazza per la difesa, Caligara per il centrocampo, mentre l'attacco è stato irrobustito dalla acquisizione di 
Okwonkwo e Tsadjout.

Tra le partenze, invece, Ferraris è andato alla Salernitana e Tunjov ha rescisso il contratto.

Non se n'è fatto nulla invece per Sardo, per il quale il Delfino ha avuto un ripensamento al momento della firma, in quanto, forse anche su indicazione del tecnico Vivarini, si è virato sul già citato Caligara che ha più esperienza. 

Ha infatti alle spalle oltre 150 partite tra i professionisti, quasi tutte in serie B, con qualche sporadica apparizione in C e nella massima serie.

Il Direttore Sportivo Foggia ha rivelato che da domani cercherà tra gli svincolati un altro difensore.

Alla luce di questo finale di mercato pieno di suggestioni, il Pescara sembra ora più completo, più dotato fisicamente e i profili scelti hanno in generale un minimo di esperienza.

I tifosi, dopo le prime due partite perse, chiedevano rinforzi. La difesa ha balbettato un po' e il centrocampo a tratti non ha fatto filtro a dovere. Ora però si può dire quantomeno che i ruoli siano coperti.

Ora bisogna dare due o tre settimane di tempo a Vivarini per lavorare con calma ed assemblare un gruppo costruito con un po' di ritardo.

La mia reazione al nuovo allestimento è di grande curiosità. Secondo me il Pescara col passare delle partite migliorerà e vedremo giocate interessanti.

Tutti avremmo voluto i vari Lapadula, Coda e Rafia che i dirigenti avevano inseguito ma che si sono rivelati fuori portata. Tuttavia non è detto che con i ragazzi a disposizione non si possa vedere un gioco divertente e risultati apprezzabili.

Settembre è giunto, le suggestioni e il caldo gradualmente ci lasciano. Da adesso in poi parlerà il campo.

***

Argomenti: mercato, Pescara, serie B, Sebastiani, Foggia, Tsadjout, Okwonkwo

domenica 8 giugno 2025

Superplizzari manda il Pescara in B: tre rigori parati. Pescara in dieci per settanta minuti.

Parte bene la Ternana con un primo tempo sontuoso. Il Pescara approccia meglio il secondo tempo, poi Dagasso si fa espellere.
Si arriva ai rigori e Plizzari fa la differenza: Pescara in B.


Si partiva dallo 0-1 della finale di andata, con la Ternana in dovere di rimontare questo svantaggio. È
 stata una partita vera, dura, dove il valore degli uomini coinvolti non è mancato. È stata anche la conclusione di una sequela di match che ha visto consumarsi l'esaurimento delle energie dei calciatori. I play off sono stati lunghi, specialmente per il Pescara che ha giocato nove partite in poco tempo.
Il Delfino non è sembrato brillante come al solito soprattutto nel primo tempo, quando la freschezza atletica avrebbe potuto propiziare un goal che avrebbe dato un vantaggio enorme ai biancazzurri.

Nel secondo tempo, invece, quando la Ternana sembrava essere entrata in riserva di carburante e la squadra locale tentava con più efficacia la via del goal, Dagasso ha fatto quanto realizzato a parti invertite da Vallocchia nella gara precedente: 

piede a martello contro l'avversario in scivolata, cartellino rosso diretto.

Il primo tempo

Diciamola tutta: nella prima frazione si è vista solo la Ternana. Il  Delfino non è riuscito a mettere in atto le sue solite combinazioni rapide che hanno messo in crisi tante difese quest'anno.


La Ternana ha avuto le azioni più nitide, ma non ha sfondato, complice un grande Plizzari, che in un paio di occasioni ha salvato il risultato, precisamente su tiro di Cianci al 29' e su un colpo di testa al 31'.

Per il Pescara si registrano solo un paio di affondi palla al piede, uno con Bentivegna, l'altro con Meazzi, fermati a pochi metri dalla porta.
Il primo spinge molto e nonostante la difesa rocciosa Umbra, crea  scompiglio.

Il secondo, in posizione più arretrata, palleggia, difende, produce occasioni in avanti. 

Il secondo tempo

La Ternana sembra rallentare e non poco, il Pescara non è che dia gas chi sa quanto ma ha una buonissima occasione con Ferraris, anticipato all'ultimo secondo.

Poi c'è l'episodio chiave di questa partita: al 62' Dagasso entra in scivolata contro un avversario e ottiene un cartellino rosso. 

A quel punto il Pescara spenderà oltre 70 minuti, tra tempi regolamentari, tempi supplementari e recuperi, in dieci uomini.

Baldini corre ai ripari e schiera il Pescara col 4-4-1.

Al 76' il subentrato De Boer viene servito al centro e di collo pieno scaglia un tiro dalla distanza che supera Plizzari. 1-0.

I tempi supplementari

Si va ai tempi supplementari, dove entrambi gli allenatori opereranno un sesto cambio previsto dal regolamento.

In sostanza, dai tempi supplementari fino alla fine dei 120 minuti + recuperi vari, la Ternana ha l'iniziativa del gioco e le occasioni migliori.

Il Pescara sia pure in 10 ha qualche buona ripartenza. Un grandissimo Letizia dà un enorme aiuto in difesa a prevenire le incursioni avversarie.

Al 107' su un bel tiro ad effetto di Damiani, Plizzari vola e si infortuna.

A quel punto  la Ternana tenta il tiro ogni volta che può, cercando di sfruttare l'infortunio del portiere. Tuttavia Plizzari continua a parare, la difesa tiene e il Pescara alleggerisce di quando in quando in contropiede.


I rigori

Si arriva ai rigori e i tifosi del Pescara temono per la tenuta del proprio portiere, che si regge in piedi a malapena.

A quel punto la valigia dell'impossibile si apre: 

Tira Tonin, che segna. 
Tira Ferrante per la Ternana a sinistra, Plizzari si tuffa e para
Tira Moruzzi: la giovane età potrebbe tradirlo per la troppa emozione, lui invece realizza.
Tira Millico: palla a destra, portiere a sinistra. 
Tira Kraja: Gianmarco Vannucchi para il penalty. 
Tira Casasola a destra, Plizzari para ancora, per la terza volta. 
Tira De Marco: goal.
 Donnarumma tira, para Plizzari

Tre rigori parati da Plizzari, che preso da crampi fortissimi sembrava non potersi reggere in piedi.

La gioia dei ventimila Pescaresi allo stadio esplode, così come quella della città intera.

Dopo quattro anni di purgatorio il Pescara torna in serie B, ovvero la categoria dove ha militato per gran parte della sua storia.


***

Nella prima foto: Alessandro Plizzari. Fonte: pescaracalcio.com.
Nella seconda foto: i tifosi del Pescara in festa.

***
Argomenti: Pescara, Ternana, serie B, Alessandro Plizzari, Letizia

mercoledì 13 novembre 2024

Baldini, l'uomo che ha riportato il sorriso alla gente di Pescara

Spontaneo, verace, a volte fin troppo ruspante, ma anche filosofo e leader motivatore:  Silvio Baldini racchiude tutte caratteristiche.

Nessuno credeva che il calcio potesse risorgere proprio quest'anno a Pescara, mentre durante il lungo calciomercato estivo illustri sconosciuti rifiutavano di venire a giocare nella città del Vate.

Nessuno tranne lui.

Il Delfino prendeva porte in faccia a destra e a manca da giocatorini anonomi e modesti, forse anche per questioni di poche decine di migliaia di euro di ingaggio.

I tifosi facevano cortei di protesta e Pescara intera si apprestava a vivere solo dei ricordi dei tempi magici di Galeone, Zeman e Oddo.

Poi la scintilla: dopo poche partite ci si rende conto che la squadra gioca con la testa leggera, libera di pensieri.

La condizione atletica è ottima, la difesa è solida e a centrocampo si vedono anche i muscoli, caratteristica quasi sempre assente nel gioco biancazzurro.

Le squadre più forti sulla carta come Ternana, Torres ed Entella vengono subito messe in riga e il Delfino sembra già staccare tutti.

Il merito è soprattutto di Baldini, quasi un filosofo prestato al calcio che ci parla di sogni e di magia e non vuole solo la serie B, ma anche la A in due anni. Lui ci crede e iniziamo a crederci anche noi.

Vi lascio anche un mio video di approfondimento

Buona visione.




Sostienici per allargare il tuo sguardo sul mondo

https://it.tipeee.com/andrea-russo


lunedì 26 febbraio 2024

Sebastiani, fine di un`era. Una presidenza ricca di successi ormai diretta verso un vicolo cieco


Daniele Sebastiani è di fronte ad un bivio. La contestazione non è immotivata, ma un giorno il tempo sarà galantuomo con lui. Del resto anche Scibilia è stato rivalutato


La contestazione verso Daniele Sebastiani di Sabato, in cui il presidente non si è nemmeno recato allo stadio nella propria città, la dice lunga sulla situazione in corso.

Girava voce che i tifosi, che non sono entrati sugli spalti per tutto il primo tempo, volessero dirigersi verso la tribuna per contestare a muso duro e da vicino il numero uno del sodalizio biancazzurro.

Non stupisce dunque che Sebastiani non si sia presentato.

Diciamoci la verità: il Delfino negli ultimi anni ha avuto un progetto finanziario, ma non tecnico. La dirigenza è stata brava a scovare, valorizzare e rivendere giovani talenti, tenendo le casse e i dividendi in attivo.

I risultati sportivi inizialmente lusinghieri con due promozioni in serie A (una da subentrante a metà stagione e la seconda costruita e studiata seguendo le proprie convinzioni) hanno visto poi il declino sportivo della dirigenza attuale. 

Dopo uno scampato pericolo nella finale dei play out di cinque anni fa, è giunta la retrocessione in terza serie dei biancazzurri.

Il Pescara è al terzo anno di serie C e la città diserta lo stadio. Sia la tifoseria organizzata che gli altri appassionati del Delfino hanno perso l`entusiasmo.

Il Pescara negli ultimi decenni ha gravitato per di più in serie B, con qualche puntata nella massima serie. Ci sono state delle retrocessioni in terza serie ma sono state allestite squadre combattive, capaci di risalire in pochi anni.

I Pescaresi non hanno fiducia nella squadra attuale, perchè è troppo giovane e mancante della giusta cattiveria per vincere, nonostante il non disprezzabile sesto posto in classifica.

In pochi ci credono, perchè per tre anni la squadra è stata stravolta, anzichè mantenere almeno alcuni dei più forti ed esperti ed aggiungere gradualmente altri pezzi pregiati, ovvero uomini di talento e carisma.

Quest'anno la rosa è più scarsa rispetto alla fine del campionato scorso. Se Delle Monache e Rafia erano talmente forti, giovani e promettenti da non poter essere trattenuti, il maturo e non costoso Lescano, che aveva segnato più di venti goal l'anno scorso, poteva rimanere o quantomeno essere sostituito adeguatamente.

In serie C non ci sono grandi introiti. Chi vuole salire in B deve investire soldi freschi, magari una piccola parte di quelli intascati con le cessioni eccellenti e multimilionarie degli anni scorsi (Verratti, Torreira, Lapadula, Di Matteo et cetera).

Non vogliamo sostituirci al presidente, giacchè sappiamo che fare l`imprenditore è difficile.

I clienti però, che sono i tifosi, vogliono il risultato sportivo. Se questo manca non comprano il biglietto dello stadio, l`interesse verso la squadra viene meno, gli sponsors si ritirano, gli incassi si riducono.

I tifosi si sentono molto più che clienti. Per loro il calcio è sogno, sentimento, gioia, sofferenza.

Ci vuole un giusto punto di incontro tra le possibilità imprenditoriali dei dirigenti e le aspettative dei tifosi.

Se ciò non è possibile è meglio che il nocchiero molli il timone e che il capitano di tante avventure e tante cacce alla balena bianca chiamata serie A si faccia da parte.

La vita è fatta di cicli, prima o poi un nuovo acquirente con voglia di fare e progetti nella mente arriverà.

Sebastiani, tanto criticato in questo momento, tra meno di dieci anni sarà rimpianto e rivalutato, come lo fu Pietro Scibilia.