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mercoledì 23 aprile 2025

Il Pescara va a ritmo di samba: 1-3 al Legnago e quarto posto blindato



Foto: Davide Merola. Fonte: Pescara calcio


Una partita divertente, aperta fino alla fine e con molti capovolgimenti di fronte

È un Delfino che gioca in scioltezza quello delle ultime due partite, in cui è andato a bottino pieno. Il Legnago di oggi era e rimane nei bassifondi della classifica, è vero, ma ha sfoderato un'ottima prestazione, soprattutto nella prima frazione di gara.

Nel primo tempo in effetti si è visto molto spettacolo, con occasioni da parte e dall'altra. Tuttavia Ferraris al 14'  ha calciato un bel tiro ad effetto che ha garantito il vantaggio agli ospiti.

Il secondo tempo è invece iniziato più in sordina, pur non risultando noioso. 

Sul finale, però, sono iniziati i fuochi d'artificio: al temporaneo pareggio di Spalluto di testa al minuto 84, ha replicato immediatamente Merola, 

prima con uno splendido colpo di tacco e poi ancora con un pallonetto che ha scavalcato il pur ottimo portiere Veneto Perucchini. 


Conclusioni

1 a 3 è il risultato finale. Il Legnago ha buone individualità, come Spalluto, Perucchini e Leoncini; se avesse giocato sempre come oggi, starebbe tranquillamente a metà classifica. Peccato che si sia svegliato tardi.

Il Pescara con i suoi alti e bassi è in una fase di scalata: gioca con l'intenzione di esaltare la tecnica dei singoli e di divertirsi, a differenza di qualche settimana fa.

Ferraris è a quota dieci goal, Merola è in crescita e nel finale, con la sua doppietta, ha dimostrato di essere un'arma letale.

Il quarto posto è in ghiaccio ma non è matematico. Nella prossima e ultima gara del campionato il Pescara dovrà ancora dare battaglia. 

In casa contro il Campobasso, Domenica 27 Aprile alle 16:30, sarà necessario almeno un pareggio: 

in tal modo manterrà la sua posizione in classifica e andrà ai play off in una posizione di discreto vantaggio.

domenica 13 aprile 2025

Uno squarcio di sole a Pescara: due goal al Gubbio e tanta qualità




I fuochi d'artificio del primo tempo sono bastati a regolare il Gubbio.


Qualche volta nella vita, di tanto in tanto, ci sono giorni in cui le preoccupazioni si alleggeriscono fino a svanire e tutto sembra girare per il verso giusto; 

ci sentiamo pieni di energia e liberi di progettare con coraggio quello che in precedenza, soverchiati dalle difficoltà quotidiane, non tentavamo di fare.

È quanto successo oggi al Pescara, che, di tanto in tanto, dimentica tutti i suoi freni mentali e inizia a giocare un po' come ai vecchi tempi della promozione in serie A con Zeman (ovviamente i valori tecnici attuali, in serie C, sono minori).

Il Pescara ci ha abituati a queste fasi alterne negli ultimi quattro anni di serie C, come una luce che si accende e si spegne.

È per questo che abbiamo lasciato, in alcuni articoli precedenti, su queste pagine online, uno spiraglio di opportunità a portata di mano, anche quando le prestazioni da commentare erano scialbe.

Ai play off il Pescara può diventare principessa o cenerentola;

tutto dipenderà dagli umori e dalle frontiere mentali che si aprono nelle teste dei giocatori e del troppo impulsivo mister (sia pur bravo).


Primo tempo

Con Silvio Baldini squalificato per l'ennesima volta, un Pescara senza la sua guida tecnica a bordo campo ha messo in ghiaccio il risultato nel primo tempo.

Due traverse colpite da Cangiano e da Pellacani hanno aperto la strada ai goal di testa di Ferraris (in tuffo) e di Brosco (in elevazione).

Nel secondo tempo il Delfino ha gestito con rilassatezza il risultato, reggendo l'urto di un discreto Gubbio e non rinunciando ad attaccare.

Anzi, nel brillante finale il Pescara ha sfiorato più volte il terzo goal (è da segnalare una rovesciata sontuosa di Bentivegna a servire Arena, che ha colpito la terza traversa per il Delfino all'85').


Gubbio ordinato ma impreciso

Il Gubbio ha una buona organizzazione di gioco e ha prodotto delle buone conclusioni a rete sia nel primo che nel secondo tempo. Forse sono mancate un po' di precisione e di prepotenza fisica negli ultimi metri del campo avversario. 

Durante il secondo tempo gli Umbri non si sono arresi. Col passare dei minuti, però, si sono demoralizzati quando hanno visto che non riuscivano ad accorciare il doppio svantaggio.


Promossi

Pellacani, (monumentale), Brosco, Bentivegna, Cangiano, Arena e Meazzi.


Rimandati

Merola è ancora scarico e denuclearizzato. Basta poco, tuttavia, per vedere un giocatore rinascere. Uno come lui, ai play off, è un missile RS-28 Sarmat.


Conclusioni

Vittoria meritata dei biancazzurri, che vogliono mantenere il quarto posto in classifica e che aspettano i play off, dove, come già abbiamo scritto tante volte, il campionato può essere stravolto.

Insomma, in attesa di tempi più decisivi, ci godiamo la primavera e il clima mite; 

i pori della pelle si allargano e respirano, mentre il Pescara, grazie alla bella vittoria in scioltezza di oggi, ci farà andare a dormire con un leggero sorriso sulle labbra.


***

Argomenti: notizie, Pescara, calcio, Silvio Baldini, Delfino, Merola, Ferraris, traversa




lunedì 25 novembre 2024

Il Pescara stecca ancora: la colpa è solo sua, ma la classifica gli sorride


Nella foto: Alessandro Plizzari. In moltissime gare ha fatto la differenza in positivo, oggi è avvenuto un po' l'inverso.


Il Pescara fa da solo le sue sfortune di fronte ad un Adriatico discretamente gremito e partecipe, al cospetto di un discreto Pineto.

Dopo due ottime occasioni fallite da Merola e Vergani e  un primo tempo in cui il team di casa ha dominato il gioco, l'espulsione del portiere Plizzari ha cambiato le sorti della gara.

Una uscita scomposta e pericolosa col piede alto su un avversario ha prodotto la sua espulsione e il rigore contro.

Bruzzaniti ha realizzato per gli ospiti.

Nel secondo tempo un'altra occasione importante per Pellacani non è bastata a risollevare le sorti della gara.

Il Pescara nel palleggio è sembrato di molto superiore agli avversari e anche in dieci nel secondo tempo ha creato pericoli per la difesa Pinetese.

Tuttavia quando sei attaccante e vuoi avere ambizioni, non puoi fallire come è successo nel primo tempo e delle tre occasioni clamorose avute almeno una era da concretizzare.

Al Pescara manca una punta che possa garantire qualche goal in più, ma non è un giocatore che può cambiare i destini di una stagione intera. 

Mister Silvio Baldini si è fatto sentire coi giocatori a fine gara, sottolineando anche altri aspetti tattici

Tutto sommato niente di grave è successo: il Delfino è ancora primo, a tre punti da Ternana ed Entella e il campionato è lungo.


Categorizzazione argomenti trattati: Pescara calcio, calcio, Silvio Baldini, Plizzari, Vergani, Merola, Bruzzaniti

mercoledì 22 maggio 2024

Pescara calcio: come sarà la prossima stagione?

C'è un po' di rassegnazione in città ma anche la fiducia di cambiare rotta in un futuro non lontano

Chi segue le pagine del mio blog, sa bene cosa ho scritto ad inizio campionato.

In sintesi sostenevo che la squadra si era indebolita, che non era capace di risalire in serie B e che questi giovani promettenti e inesperti avrebbero preso schiaffi. 

In più specificai, quando venne deciso che il Delfino avrebbe giocato nel girone B di serie C anzichè in quello C, che era andata di lusso,  vista la maggior competitività di quest'ultimo.

Mi sembra che i pronostici siano stati rispettati ma non era difficile comprenderlo.

Il presidente Sebastiani sembra motivato a cedere ancora una volta a gli elementi migliori per ringiovanire ulteriormente la squadra.

Di questo passo, nella stagione 2024/2025 il Pescara rischia di finire a metà classifica nella migliore delle ipotesi e nella peggiore di retrocedere in serie D.

Il progetto economico c'è: In terza serie chi fa giocare i giovani intasca premi di valorizzazione basati sul minutaggio, oltre ai margini di rivendita e altri business che si possono fare con i giocatori dotati di prospettive di crescita.

Parte della tifoseria fino a una-due stagioni fa difendeva ancora Sebastiani perché comunque aveva portato in serie A la squadra qualche anno prima e aveva ottenuto buoni piazzamenti quasi sempre.

Qualche campionato storto poteva anche starci, con la prospettiva di risalire subito in B, come era sempre successo.

La terza mancata promozione in B ha rotto ulteriormente gli equilibri

Il Pescara infatti, non gioca quattro stagioni di serie C consecutive da ben 50 anni.

Ormai la dimensione degli Adriatici era questa: per la grandezza e l'importanza della città e per le possibilità economiche che sorreggevano normalmente il club, i biancazzurri avevano sviluppato una solida tradizione in serie B, con qualche assaggio della massima serie.

Stare perlomeno in B a Pescara è un motivo di orgoglio anche per chi non segue il calcio.

Quando un sodalizio raggiunge la massima serie la pubblicità per la città da cui proviene è assicurata.

Ricordo che nel 2016 incontrai un Hare Krishna per strada a Budapest. Mi disse: "Certo che conosco Pescara. E ha anche una bella squadra, fa un gioco divertente!"

La città cresce, il pallone vuole tenere il passo





Tra tre anni entrerà in vigore quanto deciso dal referendum sulla Grande Pescara: la città ingloberà i vicini centri di Montesilvano (centro di quasi 60 000 abitanti) e Spoltore (quasi 20 000 abitanti).

La culla di Gabriele D'Annunzio, di Federico Caffè e di Flaiano è già per molti versi il centro urbano più importante in Abruzzo, una regione con una popolazione pari a un piccolo stato come L'Estonia (1 milione e 300 000 abitanti).

Con l'accorpamento Pescara acquisirà sicuramente maggiore peso strategico, politico ed economico, giungendo a 200 000 abitanti.

La squadra deve stare al passo.

Sebastiani sarebbe in cerca di acquirenti, ma a quanto pare questi ultimi non ci sono. Nessuno si fa avanti da anni, quantomeno alle condizioni di vendita del presidente attuale.

È comunque difficile che Daniele Sebastiani possa andare avanti a lungo: il pubblico allo stadio è sempre più scarso, le entrate non sono floride, la contestazione degli ultras è forte e nel migliore dei casi sfocerà nella indifferenza.

Tutti noi concittadini del Vate, tra gli addetti ai lavori e i tifosi, speriamo in un ritorno del Pescara calcio ai livelli che competono alla sua storia e al prestigio della città.

Del resto non è irrealistico un progetto per portare il Pescara in B e anche in A, con la partecipazione attiva delle menti migliori di questa piccola perla Adriatica.

Nelle foto: gli attaccanti Davide Merola e Luigi Cuppone, autori di una bella stagione a suon di goal. Sono tra coloro che non hanno deluso i tifosi, in una squadra al di sotto delle aspettative.