Il Pescara si aggiudiuca i tre punti, ma quanta sofferenza!
Le vittorie più belle sono quelle più sofferte, si dice a volte. Forse sarà per questo che Massimo Oddo è andato ad abbracciare il suo portiere alla fine della gara, dopo che ha compiuto un autentico miracolo salvando il risultato.
Nel primo tempo le due squadre hanno pensato a risparmiare energie, non si sono scomposte più di tanto e i tiri in porta sono stati pochi. Al Modena, va detto, è stato annullato un goal per un fuorigioco inesistente, anche se era questione di centimetri e l'errore arbitrale non è clamoroso.
Nel secondo tempo il Pescara si è svegliato e nei primi venti minuti ha messo sotto i canarini, passando in vantaggio con una invenzione di Lapadula, che all'altezza della mezzaluna, spalle alla porta si è girato e ha trovato una bel tiro sull'angolo destro, imparabile.
E' stata una giravolta degna di un primo ballerino moscovita. La bravura sta nel fatto che l'italo-peruviano ha trovato, in una frazione di secondo, un varco tra tre difensori, concludendo con precisione.
Dopo la rete, è arrivata la sfuriata degli ospiti.
Ad essi va ascritta una traversa, un salvataggio sulla linea di Campagnaro dopo una parata di Aresti e un altro miracolo dello stesso portiere Aresti, che con un piede ha respinto un bellissimo colpo di testa di Marzorati.
Il Modena avrebbe meritato il pareggio, ma stavolta la scelta di Oddo di difendere il vantaggio e di non continuare ad attaccare troppo, ha pagato.
La chiave della partita è proprio questa: molto spesso il Pescara va in vantaggio, ma poi si fa rimontare, fino addirittura a perdere, come è successo ad Ascoli.
Il suo tecnico, allora, ha preso l'abitudine di innervare il centrocampo, sacrificando una punta (ieri è stato il turno dell'ottimo Sansovini).
Ieri abbiamo visto un Pescara un po' più brutto del solito perchè per mezz'ora si è dovuto chiudere in difesa, ma anche più concreto perchè ha mantenuto il risultato.
Si tratta dunque, di una evoluzione.
Il Modena di Hernan Crespo ha avuto la pecca di essersi svegliato soltanto dopo il goal e nonostante tre clamorose occasioni nel finale, non sempre basta giocare bene mezz'ora per recuperare una partita.
I migliori in campo per il Pescara sono stati Lapadula Campagnaro e Aresti. Gianluca Lapadula ha fatto vedere numeri d'alta scuola e probabilmente l'anno prossimo giocherà in serie A o, perchè no, in un analogo campionato straniero.
Hugo Campagnaro ha dato sicurezza alla difesa, nelle ultime due gare, dopo che un infortunio lo aveva messo ai margini. Esperienza, leadership e forza fisica sono il bagaglio di un giocatore di 35 anni che pochi anni fa ha giocato i mondiali con l'Argentina.
Simone Aresti, in teoria, sarebbe il secondo portiere del Pescara e il vice di Fiorillo, ma solo in teoria, perchè sta dimostrando grandi doti pari a quelle del suo ottimo compagno.
Ieri, con due interventi prodigiosi, ha salvato il risultato e ha contribuito molto ai tre punti della sua squadra.
Tra gli uomini di Crespo ha fatto molto bene Luppi, che ha messo ordine in campo, servendo buoni palloni agli attaccanti; bene anche Belingheri, Galloppa e Stanco. Non ha sfigurato però quasi nessuno, tra gli emiliani, che tra l'altro avevano assenze importanti come quella di Granoche.
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giovedì 24 dicembre 2015
domenica 13 dicembre 2015
Il Pescara batte la Virtus Entella e scaccia la crisi: 2-0
Il Pescara ora è più compatto, grazie all'innesto dei giocatori fisicamente più forti
(Nella foto: Gordan Bunoza)
Massimo Oddo, tecnico del Pescara, l'aveva detto: "Non siamo in crisi". Ieri lo ha dimostrato, mettendo in campo una squadra più muscolare rispetto alle ultime tre prestazioni che avevano convinto poco. Oddo ha schierato Bruno al fianco di Memushaj, un mediano di contenimento, sin dall'inizio, creando un centrocampo un po' più solido.
Il Delfino ha avuto così due centrocampisti che facevano filtro e l'albanese non è rimasto l'unico a fare il lavoro di copertura. Dietro, c'è stata la scelta forzata di Bunoza al posto di Fornasier, infortunato. Gordan Bunoza, difensore Bosniaco classe 1988, ha fatto tanta panchina negli ultimi due anni a Pescara.
Ieri all'inizio ha un po' arrancato, poi è venuto fuori, disputando una bella prestazione. E' comprensibile, visto che gioca poco e ha bisogno di abituarsi alla concentrazione e ai ritmi degli incontri di campionato. La difesa biancazzurra ha traballato meno del solito, complice anche una Virtus Entella non irresistibile.
Si è rivisto dall'inizio lo statuario Andrea Cocco, che quest'anno non era ancora al meglio; ieri però ha offerto una discreta prestazione ed è andato vicino al goal nel primo tempo, con un bel colpo di testa stampatosi sul palo. Anche con Cocco, mister Oddo ha voluto confermare l'esigenza di mettere giocatori più forti fisicamente in campo.
Inoltre Cocco, può offrire più soluzioni nel gioco aereo, visto che gli ottimi ma bassi Caprari e Lapadula non possono dare un grande apporto in questo senso. Il Pescara ha comandato il gioco ed il risultato è veritiero. Inoltre, una volta tanto, non ha preso goals e non ha rischiato, come fa quasi sempre quando è in vantaggio, di farsi rimontare.
Sono giunti così il goal di testa di Memushaj sul primo palo nel primo tempo dopo un cross dalla destra di Caprari; la difesa dell'Entella non è stata perfetta in questo caso; non lo è stata, a dire il vero, neanche nell'occasione del secondo goal, ma almeno lì è stata giustificata dalla stanchezza e dall'esigenza di scoprirsi e rischiare un po' di più in una situazione di svantaggio.
Dicevamo appunto della seconda rete del Pescara: su un cross in profondità di Bruno, Lapadula ha colpito di taglio il pallone, creando un tiro in diagonale a spiovente che è terminato in rete. A prima vista è sembrato un eurogoal, ma rivedendo bene le immagini nei video del dopopartita, si comprende che l'attaccante probabilmente voleva smorzare un pallone difficile da gestire;
ne è scaturito invece un bel goal, complice il portiere ligure Iacobucci che era venuto incontro a Lapadula, lasciando sguarnita la porta. L'Entella ha interrotto una lunga serie di dodici risultati utili consecutivi.
Ieri hanno deluso un po' tutti tra i liguri e soprattutto l'attacco è stato impalpabile con i vari Costa, Cutolo, Caputo e Masucci (subentrato al 43') che non hanno graffiato.
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Pescara-Virtus Entella 2-0: il dopopartita
Oddo: "Abbiamo evitato i soliti errori". Aglietti: "Noi sottotono e poco reattivi"
Nella foto: il presidente del Pescara Daniele SebastianiIl tecnico del Pescara Massimo Oddo ha espresso soddisfazione per una gara vinta meritatamente, che scaccia gli spettri di una crisi:
"Avevo paura che i miei giocatori avessero troppa ansia di vincere, mentre dovevamo giocarcela tranquillamente, consci dei nostri mezzi. Non è stato così, abbiamo comandato noi la gara e abbiamo subito poco in difesa.
Nel secondo tempo ho detto ai miei ragazzi di non incappare nei soliti errori che compiono quando vanno in vantaggio, ma altrettanto di ricordarsi delle loro doti. Mi hanno ascoltato. Bunoza non giocava dalla prima partita di campionato, oggi è stato bravo e siccome è un ragazzo intelligente si è adattato a coprire più ruoli in campo.
Cocco era già disponibile da tempo, faceva delle belle prestazioni in allenamento, ma l'avevo messo in panchina perchè, sfortunatamente per lui, c'erano altri due attaccanti che erano in una forma strepitosa. Oggi ha giocato bene e ci sarà sicuramente utile in futuro"
L'allenatore della Ternana Alfredo Aglietti esprime il suo rammarico:
"Siamo partiti bene nella prima metà del primo tempo, abbiamo avuto due o tre palle goal per andare in vantaggio, poi il Pescara è andato in vantaggio. Dopo il primo goal siamo stati poco reattivi e gli avversari hanno saputo gestire il pallone in modo da evitare la nostra rimonta. E' anche vero che il Pescara oggi ha fatto una grande prestazione".
Il presidente del Pescara Daniele Sebastiani è raggiante e orgoglioso: "Il Pescara è tornato ad essere quello che conosciamo. Siamo forti e nessuna formazione della cadetteria è superiore alla nostra. Se giochiamo con lo spirito giusto possiamo vincere contro chiunque, come possiamo perdere contro chiunque se non abbiamo la testa a posto. Cocco ha giocato bene, nonostante abbia sbagliato qualche conclusione vicino alla porta. Rimarrà a Pescara, è un giocatore importante e ce lo teniamo. Allo stesso modo, anche Lapadula resterà con noi dopo il mercato invernale. E' un grande giocatore e siamo stati bravi a portarlo a Pescara"
Andrea Cocco è tornato a giocare dopo un lungo periodo di stop: "Non ero in cattiva forma, ero pronto a giocare già da tanto tempo. Purtroppo quando non giochi anche le motivazioni vengono meno. Al mercato non penso, alle voci che mi danno in partenza a Gennaio non rispondo. Io penso a giocare e a guadagnarmi la fiducia dell'allenatore".
A Memushaj un giornalista chiede che tipo di giocatori possono servire come rinforzi a Gennaio: "Io di mercato conosco solo quello della frutta", risponde. E continua:
"Pensare agli acquisti non è compito mio, la squadra è forte e noi giocatori pensiamo a lavorare bene e a migliorarci. Oggi siamo contenti per la gara fatta, ma già pensiamo al Lanciano. Giocheremo la partita in trasferta e i nostri avversari ci affronteranno con grinta, perchè la partita con noi è molto sentita. (è una specie di derby regionale tra due compagini abruzzesi, ndr) .
Inoltre loro sono in fondo alla classifica e hanno bisogno di fare punti, quindi dovremo impegnarci. Sarà difficile come col Cesena e col Brescia. Io leader della squadra? Non so, forse, ma non ci sono solo io come possibile punto di riferimento, ed è bene che ci sia più di un giocatore con la giusta esperienza e personalità".
domenica 6 dicembre 2015
Pescara-Spezia 2-2: il punto sulla partita
Pescara sprecone, il combattivo Spezia ne approfitta
Nel calcio fare un bel gioco, a volte, non basta. Sono necessarie anche doti di intuito, di interpretazione delle fasi della partita, senso tattico e un po' di furbizia.
E' avvenuto così che un brillante Pescara, che era riuscito a trovare un varco nel fortino dell'arcigno Spezia, ha trovato anche la rete del raddoppio ma poi si è fatto raggiungere ingenuamente.
Fornasier ha segnato di testa, dopo un'altra zuccata di Mandragora ribattuta dal portiere Zola. Lapadula ha poi gonfiato la rete avversaria con un bel tiro dalla distanza dopo una azione in velocità, ma poi un intervento scorretto del portiere adriatico Fiorillo su un diagonale non irresistibile e un rigore molto contestato hanno regalato agli ospiti un pareggio inaspettato.
Il Pescara però non può cercare scusanti, nemmeno nella sfortuna. E' vero: Lapadula ha preso un palo, mentre i suoi compagni Verre e Sansovini hanno battezzato la traversa.
E' anche vero però che dal 2-0 in poi il Pescara ha dimostrato, ancora una volta, di non saper tenere palla e farla girare e in definitiva, di non saper gestire un risultato di vantaggio senza soffrire oltre il lecito.
E' un peccato, visto che il "Delfino" ha giocatori giovani e validi, che regalano numeri di alta scuola. Splendida, anche oggi, è stata la prestazione di Gianluca Lapadula, capocannoniere del campionato con nove reti. Ottima la prova anche di Caprari, che ha dato tutto ed è uscito prima della fine per crampi.
Per lo Spezia sono da segnalare lo spirito di sacrificio di Catellani, una punta che non si lamenta se i compagni non lo servono ma torna a centrocampo a dare una mano alla squadra e a conquistarsi i palloni. Bravo anche Terzi, che oltre ad essere un difensore roccioso ha dimostrato di saper realizzare anche i rigori.
Buone cose ha fatto anche il portiere Zola, che però si è macchiato di un gesto poco bello e antisportivo: in seguito ad un leggerissimo contatto con Lapadula, ha simulato platealmente un infortunio, sperando forse che il temibile attaccante fosse espulso.
L'arbitro Pairetto, figlio d'arte del più noto Pierluigi, non si è però fatto ingannare.
Nel calcio fare un bel gioco, a volte, non basta. Sono necessarie anche doti di intuito, di interpretazione delle fasi della partita, senso tattico e un po' di furbizia.
E' avvenuto così che un brillante Pescara, che era riuscito a trovare un varco nel fortino dell'arcigno Spezia, ha trovato anche la rete del raddoppio ma poi si è fatto raggiungere ingenuamente.
Fornasier ha segnato di testa, dopo un'altra zuccata di Mandragora ribattuta dal portiere Zola. Lapadula ha poi gonfiato la rete avversaria con un bel tiro dalla distanza dopo una azione in velocità, ma poi un intervento scorretto del portiere adriatico Fiorillo su un diagonale non irresistibile e un rigore molto contestato hanno regalato agli ospiti un pareggio inaspettato.
Il Pescara però non può cercare scusanti, nemmeno nella sfortuna. E' vero: Lapadula ha preso un palo, mentre i suoi compagni Verre e Sansovini hanno battezzato la traversa.
E' anche vero però che dal 2-0 in poi il Pescara ha dimostrato, ancora una volta, di non saper tenere palla e farla girare e in definitiva, di non saper gestire un risultato di vantaggio senza soffrire oltre il lecito.
E' un peccato, visto che il "Delfino" ha giocatori giovani e validi, che regalano numeri di alta scuola. Splendida, anche oggi, è stata la prestazione di Gianluca Lapadula, capocannoniere del campionato con nove reti. Ottima la prova anche di Caprari, che ha dato tutto ed è uscito prima della fine per crampi.
Per lo Spezia sono da segnalare lo spirito di sacrificio di Catellani, una punta che non si lamenta se i compagni non lo servono ma torna a centrocampo a dare una mano alla squadra e a conquistarsi i palloni. Bravo anche Terzi, che oltre ad essere un difensore roccioso ha dimostrato di saper realizzare anche i rigori.
Buone cose ha fatto anche il portiere Zola, che però si è macchiato di un gesto poco bello e antisportivo: in seguito ad un leggerissimo contatto con Lapadula, ha simulato platealmente un infortunio, sperando forse che il temibile attaccante fosse espulso.
Pescara-Spezia 2-2, le dichiarazioni del dopo-partita
Oddo: "Noi ingenui". Di Carlo: "Siamo stati bravi e fortunati"
Domenico Di Carlo, allenatore dello Spezia, si dichiara soddisfatto per la buona prestazione dei suoi, in seguito ad un periodo difficile sotto il profilo dei risultati:
"Abbiamo sofferto contro un'ottima squadra, dai grandi valori tecnici. Noi però, con forza d'animo e qualche giocatore che fa la differenza, siamo riusciti a raddrizzare la partita.
Un po' di fortuna c'è stata ma noi siamo stati bravi. Il rigore dato a noi non so se ci fosse, ma quando si entra in scivolata è difficile per l'arbitro fare valutazioni. C'era però prima un rigore su Catellani non assegnato"
Massimo Oddo, trainer del Pescara, valuta in questo modo la gara:
"Nel primo tempo abbiamo giocato solo noi, loro si sono chiusi, lo hanno fatto bene, ma hanno rinunciato a giocare. Nella seconda frazione di gara abbiamo fatto quello sforzo in più che ci ha consentito di sbloccare la partita.
Abbiamo segnato il secondo goal e poi è andata come è andata. Il rigore che ha dato il secondo goal allo Spezia non c'era, ma io mi arrabbio coi miei, perchè prima del presunto rigore tre giocatori nostri si sono fatti superare".
Gianluca Lapadula, capocannoniere del campionato che anche oggi ha segnato, si esprime in questo modo:
"Sono molto arrabbiato, ancora non capisco come abbiamo fatto a farci rimontare in questo modo. Dovremo parlarci, tra noi giocatori e capire come dobbiamo fare per evitare queste rimonte che subiamo ormai troppo spesso. Ho segnato un bel goal? Non m'importa, voglio vincere."
Domenico Di Carlo, allenatore dello Spezia, si dichiara soddisfatto per la buona prestazione dei suoi, in seguito ad un periodo difficile sotto il profilo dei risultati: "Abbiamo sofferto contro un'ottima squadra, dai grandi valori tecnici. Noi però, con forza d'animo e qualche giocatore che fa la differenza, siamo riusciti a raddrizzare la partita.
Un po' di fortuna c'è stata ma noi siamo stati bravi. Il rigore dato a noi non so se ci fosse, ma quando si entra in scivolata è difficile per l'arbitro fare valutazioni. C'era però prima un rigore su Catellani non assegnato"
Massimo Oddo, trainer del Pescara, valuta in questo modo la gara:
"Nel primo tempo abbiamo giocato solo noi, loro si sono chiusi, lo hanno fatto bene, ma hanno rinunciato a giocare. Nella seconda frazione di gara abbiamo fatto quello sforzo in più che ci ha consentito di sbloccare la partita.
Abbiamo segnato il secondo goal e poi è andata come è andata. Il rigore che ha dato il secondo goal allo Spezia non c'era, ma io mi arrabbio coi miei, perchè prima del presunto rigore tre giocatori nostri si sono fatti superare".
Gianluca Lapadula, capocannoniere del campionato che anche oggi ha segnato, si esprime in questo modo:
"Sono molto arrabbiato, ancora non capisco come abbiamo fatto a farci rimontare in questo modo. Dovremo parlarci, tra noi giocatori e capire come dobbiamo fare per evitare queste rimonte che subiamo ormai troppo spesso. Ho segnato un bel goal? Non m'importa, voglio vincere."
domenica 29 novembre 2015
Cesena-Pescara 1-0: alcune riflessioni
Un ottimo Cesena conquista i tre punti e si candida alla serie A. Il Pescara come Reykiavik: non pervenuto
Una ventina di anni fa, quando le comunicazioni non erano così semplici come oggi, le temperature nel bollettino del meteo giungevano incomplete e di qualche luogo, magari isolato nella morsa del freddo si diceva: non pervenuto.
Il Pescara può definirsi tale, in virtù di una prestazione troppo brutta per essere vera, il cui demerito va ascritto interamente al tecnico Massimo Oddo.
Il Cesena, da parte sua, ha condotto una gara impeccabile e solo la sfortuna e le parate di Aresti non gli hanno permesso di dilagare. Tra l'altro, i Romagnoli recriminano, giustamente, per un rigore non dato nel finale di gara.
Il Cesena è in buona forma Bravi tutti, tra i bianconeri. in particolare, si sono messi in luce i centrocampisti Sensi e Kessie, nonchè l'autore del goal ed ex pescarese Ragusa. Segnaliamo inoltre Magnusson, che ha fatto alcune chiusure spettacolari sui pericolosi folletti avversari.
La prestazione del Pescara è frutto dell'approccio sbagliato dell'allenatore
Dicevamo della pessima prestazione del Pescara. Innanzitutto escludiamo gli unici due che hanno giocato bene: il portiere Aresti e l'attaccante Gianluca Caprari. Per il resto, anche gli altri calciatori del Delfino che hanno interpretato male la gara devono essere dispensati da critiche troppo accese.
Il team abruzzese è sembrato in buona forma fisica e si sono viste nel primo tempo buone trame di gioco, prima del calo nella ripresa.
Nonostante questo, i giocatori di Oddo sono giunti sempre secondi sul pallone, per via di una disposizione in campo troppo allungata. I biancazzurri erano troppo distanti gli uni dagli altri e andavano a coprire parti del campo inutili durante lo sviluppo del gioco;
La difesa è stata troppo bassa (ovvero troppo vicina al portiere) e la costruzione del gioco è stata affidata a lanci e passaggi lunghi che hanno portato i sia pur buoni piedi di gente come Mandragora e Verre ad essere imprecisi;
nondimeno, il controllo Caprari e Lapadula che ricevevano quei lanci risultava imperfetto, perchè i suddetti attaccanti non erano messi in condizione di gestire al meglio il pallone.
E' stata l'impostazione tattica di Oddo a creare tutto questo: così come non abbiamo lesinato complimenti al giovane tecnico adriatico in passato, oggi gli attribuiamo in pieno le responsabilità di una prestazione molto scarsa della squadra.
Anche nell'intervallo, quando avrebbe potuto porre dei rimedi, non ci sono stati cambi nell'assetto tattico e nonostante il centrocampo fosse praticamente inesistente, il mister lo ha reso ancor più evanescente, passando da un 4-3-3 ad uno stucchevole 4-2-4 in cui i palloni hanno fatto ancora più fatica a raggiungere gli attaccanti.
Così vengono spiegati anche i ritardi sul pallone dei biancazzurri; così si giustifica anche la doppia ammonizione e l'espulsione nel finale di un ottimo elemento come Torreira.
Andrea Russo
Pubblicato su Calcioweb.eu
Una ventina di anni fa, quando le comunicazioni non erano così semplici come oggi, le temperature nel bollettino del meteo giungevano incomplete e di qualche luogo, magari isolato nella morsa del freddo si diceva: non pervenuto.
Il Pescara può definirsi tale, in virtù di una prestazione troppo brutta per essere vera, il cui demerito va ascritto interamente al tecnico Massimo Oddo.
Il Cesena, da parte sua, ha condotto una gara impeccabile e solo la sfortuna e le parate di Aresti non gli hanno permesso di dilagare. Tra l'altro, i Romagnoli recriminano, giustamente, per un rigore non dato nel finale di gara.
Il Cesena è in buona forma Bravi tutti, tra i bianconeri. in particolare, si sono messi in luce i centrocampisti Sensi e Kessie, nonchè l'autore del goal ed ex pescarese Ragusa. Segnaliamo inoltre Magnusson, che ha fatto alcune chiusure spettacolari sui pericolosi folletti avversari.
La prestazione del Pescara è frutto dell'approccio sbagliato dell'allenatore
Dicevamo della pessima prestazione del Pescara. Innanzitutto escludiamo gli unici due che hanno giocato bene: il portiere Aresti e l'attaccante Gianluca Caprari. Per il resto, anche gli altri calciatori del Delfino che hanno interpretato male la gara devono essere dispensati da critiche troppo accese.
Il team abruzzese è sembrato in buona forma fisica e si sono viste nel primo tempo buone trame di gioco, prima del calo nella ripresa.
Nonostante questo, i giocatori di Oddo sono giunti sempre secondi sul pallone, per via di una disposizione in campo troppo allungata. I biancazzurri erano troppo distanti gli uni dagli altri e andavano a coprire parti del campo inutili durante lo sviluppo del gioco;
La difesa è stata troppo bassa (ovvero troppo vicina al portiere) e la costruzione del gioco è stata affidata a lanci e passaggi lunghi che hanno portato i sia pur buoni piedi di gente come Mandragora e Verre ad essere imprecisi;
nondimeno, il controllo Caprari e Lapadula che ricevevano quei lanci risultava imperfetto, perchè i suddetti attaccanti non erano messi in condizione di gestire al meglio il pallone.
E' stata l'impostazione tattica di Oddo a creare tutto questo: così come non abbiamo lesinato complimenti al giovane tecnico adriatico in passato, oggi gli attribuiamo in pieno le responsabilità di una prestazione molto scarsa della squadra.
Anche nell'intervallo, quando avrebbe potuto porre dei rimedi, non ci sono stati cambi nell'assetto tattico e nonostante il centrocampo fosse praticamente inesistente, il mister lo ha reso ancor più evanescente, passando da un 4-3-3 ad uno stucchevole 4-2-4 in cui i palloni hanno fatto ancora più fatica a raggiungere gli attaccanti.
Così vengono spiegati anche i ritardi sul pallone dei biancazzurri; così si giustifica anche la doppia ammonizione e l'espulsione nel finale di un ottimo elemento come Torreira.
Andrea Russo
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