Avvertenza

È consentito riportare e linkare gli articoli di questo sito, a patto che vengano riportati nome, cognome e fonte. L'autore si avvale della facoltà di tutelare i contenuti qui pubblicati nelle sedi e nei modi che riterrà più opportuni.
Il blog di Andrea Russo è un sito di opinione e di intrattenimento. Non è, nè intende, essere una testata giornalistica e non ne ha le caratteristiche (redazione, periodicità fissa, registrazione presso un tribunale, et cetera).
È pertanto dispensato dalle regole riguardanti la stampa nei periodi elettorali.

Ogni mercoledì, ore 19:00 - Ne riparliamo a Budapest

Visualizzazione post con etichetta Magnusson. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Magnusson. Mostra tutti i post

martedì 14 giugno 2016

Europei: occhio all'Islanda



Nella foto: Gylfi Sigurdsson


Questa sera, alle 21, ci sarà Portogallo-Islanda, nell'ambito della fase a girone dei campionati Europei di calcio.

Il Portogallo di Cristiano Ronaldo bene o male lo conosciamo. E' una discreta squadra che nelle ultime competizioni internazionali si è comportata con dignità. Stasera però sconterà il fatto che il giocatore madridista versa in condizioni molto scarse, per via di problemi muscolari. Questo lo si è già visto in occasione della finale di champions league contro L'Atletico Madrid.

Per quanto riguarda l'Islanda, la situazione è ben più interessante. Si tratta della prima volta in cui gli isolani giungono alla fase finale di una competizione tra nazioni.

La nazionale islandese attuale è probabilmente la più forte di tutti i tempi, se si tiene conto che tutta la nazione conta 321.000 abitanti, all'incirca come la città di Bari o come il Molise. Il territorio, però, è piuttosto vasto e per dimensioni corrisponde a poco più di un terzo di quello italiano.

E' un risultato storico, dunque, che la nazionale di Lars Lagerback e di Heimir Hallgrìmsson abbia disputato un ottimo girone di qualificazione fino a staccare il biglietto per Saint Etienne.

Nel girone A delle qualificazione Sigurdsson e compagni sono giunti secondi dietro la Repubblica Ceca e davanti a Turchia e Olanda (quest'ultima non si è qualificata).

I motivi di questo exploit risalgono agli anni'90, quando in tempi di ricchezza, la federazione locale potè dare luogo ad alcuni investimenti importanti: vennero costruiti sette campi regolamentari al coperto (visto che il clima rigido limitava le possibilità di giocare a calcio) e decine di campi sintetici di varie dimensioni. Inoltre si registrò un grande interesse per questo sport e si puntò molto sui settori giovanili. Oggi ci sono quasi settecento allenatori qualificati, uno ogni 500 abitanti. Il 7% degli islandesi risulta iscritto in una squadra di calcio.

Nella nazionale attuale vi sono diversi giocatori che disputano le serie A europee: il centrocampista Sigurdsson gioca con lo Swansea, in premier League, dopo aver militato anche per due anni nel Tottenham.

Il centrocampista Bjarnason ha lasciato ottimi ricordi in serie B a Pescara, dove ha dimostrato di meritare la serie A italiana, dove però ha trovato poco spazio due anni fa nella Sampdoria. Richiesto da varie squadre a luglio scorso, è andato a Basilea, dove ha disputato i preliminari di Champions e  anche la Coppa Uefa, in virtù dei meccanismi di qualificazione vigenti.

In Italia inoltre conosciamo abbastanza bene la mezz'ala Hallfredsson dell'Udinese e Magnusson del Cesena.

Il girone in questione non è dei più difficili: abbiamo già detto del Portogallo con Ronaldo "depotenziato", Austria e Ungheria potrebbero consentire all'Islanda di superare anche il girone di questa fase finale degli Europei.

Stasera vedremo se avremo avuto la vista lunga, azzardandoci ad indicare l'Islanda come rivelazione del torneo.

domenica 29 novembre 2015

Cesena-Pescara 1-0: alcune riflessioni

Un ottimo Cesena conquista i tre punti e si candida alla serie A. Il Pescara come Reykiavik: non pervenuto 


Una ventina di anni fa, quando le comunicazioni non erano così semplici come oggi, le temperature nel bollettino del meteo giungevano incomplete e di qualche luogo, magari isolato nella morsa del freddo si diceva: non pervenuto.

Il Pescara può definirsi tale, in virtù di una prestazione troppo brutta per essere vera, il cui demerito va ascritto interamente al tecnico Massimo Oddo. 

Il Cesena, da parte sua, ha condotto una gara impeccabile e solo la sfortuna e le parate di Aresti non gli hanno permesso di dilagare. Tra l'altro, i Romagnoli recriminano, giustamente, per un rigore non dato nel finale di gara. 

Il Cesena è in buona forma Bravi tutti, tra i bianconeri. in particolare, si sono messi in luce i centrocampisti Sensi e Kessie, nonchè l'autore del goal ed ex pescarese Ragusa. Segnaliamo inoltre Magnusson, che ha fatto alcune chiusure spettacolari sui pericolosi folletti avversari. 

La prestazione del Pescara è frutto dell'approccio sbagliato dell'allenatore

Dicevamo della pessima prestazione del Pescara. Innanzitutto escludiamo gli unici due che hanno giocato bene: il portiere Aresti e l'attaccante Gianluca Caprari. Per il resto, anche gli altri calciatori del Delfino che hanno interpretato male la gara devono essere dispensati da critiche troppo accese. 

Il team abruzzese è sembrato in buona forma fisica e si sono viste nel primo tempo buone trame di gioco, prima del calo nella ripresa. 

Nonostante questo, i giocatori di Oddo sono giunti sempre secondi sul pallone, per via di una disposizione in campo troppo allungata. I biancazzurri erano troppo distanti gli uni dagli altri e andavano a coprire parti del campo inutili durante lo sviluppo del gioco; 

La difesa è stata troppo bassa (ovvero troppo vicina al portiere) e la costruzione del gioco è stata affidata a lanci e passaggi lunghi che hanno portato i sia pur buoni piedi di gente come Mandragora e Verre ad essere imprecisi; 

nondimeno, il controllo Caprari e Lapadula che ricevevano quei lanci risultava imperfetto, perchè i suddetti attaccanti non erano messi in condizione di gestire al meglio il pallone. 

E' stata l'impostazione tattica di Oddo a creare tutto questo: così come non abbiamo lesinato complimenti al giovane tecnico adriatico in passato, oggi gli attribuiamo in pieno le responsabilità di una prestazione molto scarsa della squadra. 

Anche nell'intervallo, quando avrebbe potuto porre dei rimedi, non ci sono stati cambi nell'assetto tattico e nonostante il centrocampo fosse praticamente inesistente, il mister lo ha reso ancor più evanescente, passando da un 4-3-3 ad uno stucchevole 4-2-4 in cui i palloni hanno fatto ancora più fatica a raggiungere gli attaccanti. 

Così vengono spiegati anche i ritardi sul pallone dei biancazzurri; così si giustifica anche la doppia ammonizione e l'espulsione nel finale di un ottimo elemento come Torreira.

Andrea Russo

Pubblicato su Calcioweb.eu