Avvertenza

È consentito riportare e linkare gli articoli di questo sito, a patto che vengano riportati nome, cognome e fonte. L'autore si avvale della facoltà di tutelare i contenuti qui pubblicati nelle sedi e nei modi che riterrà più opportuni.
Il blog di Andrea Russo è un sito di opinione e di intrattenimento. Non è, nè intende, essere una testata giornalistica e non ne ha le caratteristiche (redazione, periodicità fissa, registrazione presso un tribunale, et cetera).
È pertanto dispensato dalle regole riguardanti la stampa nei periodi elettorali.

Ogni mercoledì, ore 19:00 - Ne riparliamo a Budapest

Visualizzazione post con etichetta Brescia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Brescia. Mostra tutti i post

domenica 14 settembre 2025

Birkir Bjarnason si ritira: un augurio speciale al Vichingo del calcio Italiano




Birkir Bjarnason giunse in Italia nel 2012, ingaggiato dal Pescara neopromosso in serie A. La stagione non andò tanto bene, ma l'Islandese si fece segnalare per la sua versatilità: dava una mano in difesa, correva molto, costruiva il gioco e si inseriva in avanti, spesso di testa, realizzando qualche goal.

L'anno dopo, metà del cartellino fu ceduto alla Sampdoria per un milione di euro. La Sampdoria non fu completamente convinta delle sue prestazioni, a mio avviso sbagliando.

Si andò alle "buste", una sorta di asta con cui si decideva all'epoca a chi dovesse spettare l'altra metà del cartellino.

La Sampdoria scrisse: 0 nella sua offerta, il Pescara 320 000 euro.

In pratica, il Delfino si riprese la metà del cartellino che aveva venduto a un milione di euro per 320 000 euro, registrando una plusvalenza di 640 000 euro.

Fu così che il centrocamposta tornò in Abruzzo, dove nella stagione 2014-2015 sfiorò la promozione in serie A: nella doppia finale la spuntò il Bologna con due pareggi, in virtù del miglior posizionamento in classifica durante la stagione regolare.

Militò in vari altri clubs in giro per il mondo: Basilea, Aston Villa, Al-Arabi, Brescia, Adana Demispor, Viking e infine ancora Brescia.

Prima della prima esperienza in Italia, invece, militò nel Viking, nel Bodø/Glimt e nello Standard Liegi.

Bjarnason ha fatto parte delle migliori formazioni della Nazionale Islandese fino ad oggi: quelle tra il 2014 e il 2018, che si qualificarono al primo campionato Europeo e al primo mondiale della loro storia. 

Agli Europei del 2016 in particolare, i ragazzi di Lars Lagerbäck raggiunsero i quarti di finale arrendendosi soltanto alla Francia, paese ospitante della competizione.

Il Vichingo con la maglia del suo paese ha collezionato in tutto 113 presenze e 15 reti.

Dopo aver smentito il suo ritiro alcune settimane fa, annunciato da varie testate, il biondo centrocampista ha forse dovuto prendere atto che le offerte giuntegli a trentasei anni non sono ai livelli che lui vorrebbe e trovandosi svincolato a campionati già avviati, ha preferito dire basta sul serio.

A mio parere avrebbe potuto calcare i campi di serie A qualche anno in più durante la sua carriera, misurandosi maggiormente in una competizione tra le più prestigiose del mondo.

Tuttavia ha dimostrato nelle coppe europee per club, agli Europei e ai mondiali di essere un giocatore di prima fascia.

Auguri a lui per i suoi futuri progetti. Adattarsi ad una vita diversa dopo quella agonistica non è facile, ma se l'uomo possiede nella vita la grinta che dimostra in campo, se la caverà egregiamente.

I tifosi del Brescia e del Pescara già stanno esprimendo il proprio affetto e i propri auguri.

In bocca al lupo, biondo Vichingo.


***

Argomenti: Birkir Bjarnason, calcio, Islanda

martedì 8 dicembre 2015

Brescia-Pescara 2-0: le rondinelle girano a mille, i biancazzurri sono in crisi

Partita stellare del Brescia, il Pescara fa un bel gioco ma è poco cattivo




Nella foto: Carlos Embalo


Continua il momento magico del Brescia: ha regolato 4-0 il Cagliari appena dieci giorni fa, poi ha conseguito un discreto pareggio sul campo dell'Entella, e infine stasera ha fornito una grande prova contro un Pescara tutt'altro che dimesso. Non c'è stata partita: sin dall'inizio i giovani azzurri hanno corso a ritmi vertiginosi, mettendo in crisi le retrovie degli ospiti. 

Il Pescara ha reagito con delle buone azioni in profondità, ma dopo mezz'ora il risultato era già acquisito: 2 goal in 35 minuti, e non sarebbe più cambiato. 

Carlos Embalo è stato una spina nel fianco del Delfino: dai suoi piedi sono scaturiti gli assist a Geijo e Mazzitelli in occasione delle due marcature bresciane. La prima rete, in particolare, è nata da una sua azione in cui ha superato diversi avversari con una girata e un allungo palla al piede. Anche Mazzitelli è sembrato un diavoletto impazzito, così come il polacco Tomasz Kupisz.

E pensare che l'anno scorso il Brescia si era salvato all'ultima giornata, mentre quest'anno sta maturando piano piano ed oggi ha raggiunto il sesto posto, soffiandolo stasera proprio al Pescara. E' stato bravo il tecnico Roberto Boscaglia a far crescere nel rendimento un gruppo dall'età media piuttosto bassa. 

Il Pescara invece, dopo un buon avvio, sta perdendo terreno: ha perso giocando malissimo a Cesena; ha gettato poi via, venerdì scorso, una vittoria ormai acquisita in casa con lo Spezia, ed infine è uscito con le ossa rotte dal Rigamonti stasera. 

Questi stop fanno male agli abruzzesi perchè sono giunti proprio nel periodo in cui cercavano di fare un salto di qualità verso i primi posti in classifica. Gli uomini di Oddo si vedono al momento ridimensionati e c'è un serio rischio di un contraccolpo psicologico nell'intero collettivo. 

Lo stesso modo in cui sono maturati i goal è segno che la testa è altrove: si tratta infatti di due azioni (e non sono le uniche), in cui il Brescia ha macinato metri e passaggi senza un intervento dei mediani e poi della difesa a spezzare il gioco. 

Eppure Caprari e Lapadula sono in forma, diventano di partita in partita sempre più forti; inoltre il trentacinquenne Sansovini si fa trovare pronto, correndo e mettendo tutta la sua corsa e la sua personalità, completando un tris di attaccanti niente male. Oggi abbiamo visto proprio questi tre piccoletti schierati insieme, quando il Sindaco è entrato nella ripresa al posto di Verre. 

In panchina, inoltre, riposano i preziosi arti inferiori del centrale di difesa Hugo Campagnaro e del bomber Andrea Cocco. Entrambi dovrebbero essere ormai pronti per tornare in campo e dare personalità e presenza fisica ad una squadra che ne ha bisogno.

Oltre a questi ultimi due, al Delfino manca forse l'apporto di un altro mediano di contenimento in più, sacrificando talvolta o Mandragora o Verre. In realtà un elemento con tali caratteristiche c'è, ed è il trentaduenne Alessandro Bruno, che ormai sta incidendo un calco profondo sulla panchina. 

Forse, in alcune partite, sarà necessario introdurre delle marcature a uomo in una squadra che finora ha sempre giocato rigorosamente a zona.

Andrea Russo

sabato 6 dicembre 2008

Condannati gli assassini di Hina: 30 anni al padre, 17 ai cognati


La corte di assise d'appello di Brescia ha condannato gli assassini di Hina Saleem, la ragazza che era stata punita dai familiari per aver rinnegato i costumi di vita Pakistani ed essersi adattata allo stile di vita occidentale, vestendo come una ragazza italiana e con un fidanzato italiano. 30 anni al padre, Mohamed Saleem, l'esecutore materiale dell'omicidio, pena ridotta a 17 anni invece ai due cognati, complici dell'omicidio.

Confermata dunque la tesi della premeditazione del Pm Paolo Guidi: "I tre uomini attirarono la ragazza con la scusa fittizia di avere dei parenti francesi a casa, con dei regali per lei.