Televizijos bokštas




Nella foto: la "Torre della televisione" di Vilnius. Alta 326,5 metri, fu ultimata nel 1980. Il 13 Gennaio 1991, dopo la proclamata indipendenza della Lituania, le truppe sovietiche ne presero il controllo. La popolazione tentò di insorgere e negli scontri morirono 14 civili, un soldato russo e in 700 rimasero feriti.

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sabato 21 novembre 2015

Pescara-Avellino 3-2: i commenti post-partita

Pubblicato su Calcioweb.eu

Oddo è raggiante quando si presenta in sala stampa dopo il successo contro l’Avellino: 

“Oggi la mia squadra ha giocato alla grande, abbiamo puntato sulla tecnica e sul gioco a differenza della precedente sfida con Como. Per migliorare c’è sempre margine, ad esempio sul 2-1 abbiamo sofferto. Sull’ultimo passaggio spesso abbiamo sbagliato ingenuamente. 

Nel complesso però il risultato ci va stretto, perchè abbiamo prodotto tante azioni da goal e potevamo tranquillamente segnarne altri. 

Certo, si soffre quando gli altri accorciano le distanze e rimangono solo di un goal sotto, ma noi siamo andati avanti e mostrato un gioco migliore. L’Avellino è una buona squadra e ci ha dato filo da torcere. 

Teniamo presente che i nostri avversari oggi avevano diversi assenti in difesa, quindi possono essere ancora più forti. Loro sulle palle alte con giocatori come Mokulu ci hanno messo in difficoltà, perchè noi non abbiamo persone altre come Vatussi in squadra". 

Tesser ha visto un buon Avellino in campo: 

“Ce la siamo giocata fino alla fine, nel primo tempo abbiamo concesso poco spazio al Pescara, fatta eccezione per il goal. Nel secondo tempo abbiamo subito il raddoppio, poi però siamo venuti fuori bene, abbiamo accorciato le distanze con Zito. C’è stato poi un quarto d’ora in cui loro stavano soffrendo la nostra iniziativa. Siccome le partite cambiano a seconda di singoli episodi anche, devo dire che in quel frangente c’è stato un fallo di mano in area del Pescara. C’era un netto rigore, che tra l’altro era uguale al penalty assegnato al Pescara. Il rigore non ci è stato dato, poi non è detto che lo avremmo realizzato, ma doveva essere dato. Avremmo potuto pareggiare e la partita sarebbe stata sicuramente diversa. Dopo due minuti, invece, il Pescara ha segnato il terzo, bellissimo goal, con Caprari”. 

A chi gli rimprovera di aver fatto entrare tardi Zito, che ha segnato un goal e creato grandi grattacapi alla retroguardia biancazzurra, Tesser non si scompone: 

“Abbiamo vinto diverse gare con e senza Zito, che è un giocatore dalle doti tecniche indiscutibili. Non è per il mancato impiego dall’inizio di Zito che abbiamo perso”. 

Qualcuno gli fa notare una coincidenza: ha segnato proprio Verre, inseguito dalla società Irpina nel mercato estivo: “Il Pescara ha possibilità economiche superiori alle nostre, ha giovani dal tasso tecnico elevato, l’Avellino non ha potuto permettersi di ingaggiarlo. 

Gli viene poi chiesto un commento sul grande supporto del pubblico avellinese: ieri c’erano ben 750 sostenitori dei lupi, che hanno creato bellissime coreografie con sciarpe e bandiere e nonostante la sconfitta, hanno applaudito i propri beniamini a fine gara. 

“Avellino ha un grande pubblico, i tifosi ci sostengono sempre con molto affetto e questo non è da tutti. Ci dispiace di non avergli dato la gioia di un risultato positivo oggi”. 

William Jidayi, Ravennate classe 1994, con padre Nigeriano e madre italiana, è arrivato ad Avellino verso la fine del calciomercato ma ora ha acquisito ritmo e continuità. Lucida è anche la sua analisi della partita: 

“Potevamo essere un po’ più grintosi nel primo tempo, è mancato un po’ di coraggio anche. Sottolineo però che il Pescara è una grande squadra, che si avvicina per qualità molto al Cagliari. Loro giocano palla a terra, hanno elementi di grande tecnica, ma non voglio giustificarmi col valore dell’avversario. Dobbiamo pensare noi a trovare il modo di dare qualcosa di più”. 

Le assenze contano, ma fino a un certo punto, per Jidayi: “Siamo un gruppo di 25 giocatori, anche se mancano giocatori importanti qualche volta ci sono dei ragazzi molto determinati che si fanno trovare pronti a sostituirli”.

Andrea Russo


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