Avvertenza

È consentito riportare e linkare gli articoli di questo sito, a patto che vengano riportati nome, cognome e fonte. L'autore si avvale della facoltà di tutelare i contenuti qui pubblicati nelle sedi e nei modi che riterrà più opportuni.
Il blog di Andrea Russo è un sito di opinione e di intrattenimento. Non è, nè intende, essere una testata giornalistica e non ne ha le caratteristiche (redazione, periodicità fissa, registrazione presso un tribunale, et cetera).
È pertanto dispensato dalle regole riguardanti la stampa nei periodi elettorali.

Ogni mercoledì, ore 19:00 - Ne riparliamo a Budapest

venerdì 9 maggio 2025

Habemus papam: un film senza filo logico ne' scopo

Ritengo che questo sia il periodo migliore per recensire un film che avevo in mente da un bel po' di tempo per qualche spunto interessante.

L'idea di realizzare un film su un papa appena eletto in crisi, che non si sente pronto, era una idea interessante, soprattutto nel 2011, prima che Ratzinger si dimettesse e prima che nascessero varie serie televisive in stile Netflix.

Il problema è che questa opera di Nanni Moretti  non va in nessuna direzione.

Ci sono  degli spunti interessanti che vengono però abbandonati e si perdono nel nulla.

C'è un nuovo papa eletto in conclave che inizialmente rifiuta la nomina, ma non si capice bene il perchè e per tutto il film il protagonista non trova chiarezza ne' pace.

C'è uno psicologo che dovrebbe aiutare a sbloccare la matassa ma non sortisce nessun effetto, se non quello di organizzare un torneo di pallavolo tra i cardinali, trovata di per sè carina visivamente ma pur sempre fine a sè stessa.

C'è addirittura una seconda psicologa ma anche lei non conclude nulla. 

Nei primi film Moretti era fissato con i dolci e la cioccolata, poi è apparso spesso come psicologo anche nelle opere di altri registi. Nell'ultimo "Il sol dell'avvenire" lo psicologo lo fa a fare un altro ma tale personaggio è un anziano professionista in fase avanzata di rincoglionimento.

Ci sono attimi di ironia e di rilassatezza (e quindi sei portato a pensare che il film finalmente viri sulla commedia). 

Ci sono attimi di sconcerto (e pensi che ormai evolva un dramma). 

Il neopapa fugge per la città e si aggrega in segreto ad una compagnia di teatro, sua vecchia passione, fino a salire sul palco anche lui in una rappresentazione. A quel punto tu pensi che il film evolva verso una soluzione "fantasy" in cui coraggiosamente il personaggio si libera di panni così ingombranti per seguire le sue passioni e il suo vero io. Macchè.

Il neopapa si reca di nuovo in Vaticano, esce  per il primo saluto alla folla in Piazza San Pietro e annuncia una seconda volta, definitivamente, che lui rinuncia. Il film dunque si conclude con un cardinale che fa una smorfia di dolore. Dovrebbe essere un gesto di profondo sconforto ma sembra più un tifoso dell'Inter che si lamenta del rigore sbagliato da Beccalossi.

Da vecchio comunista rosso (sia pure sbiancato parecchio fino a un rosa quasi impercettibile) ci si aspettava forse una coraggiosa critica della Chiesa (e lì ci sarebbero stati molteplici spunti da utilizzare).

Moretti sceglie di non farlo, anzi, dipinge i cardinali con una certa simpatia e perbenismo.

Scelta legittima, la sua, ma poi, in definitiva, il film non da un senso compiuto allo sconforto e ai dubbi che vorrebbe porre.

Non basta un sempre ottimo Nanni Moretti come attore, un Jean Michel Piccoli sempre carismatico ma ormai imbolsito dagli anni e un contorno di ottimi interpreti noti al cinema italiano.

Peccato perchè Habemus Papam è a tratti gradevole e grazioso, ma da un artista come Moretti ci siamo abituati a ben altro. Anche la colonna sonora di Fabio Piersanti non convince con il suo scontato stile altezzoso, polifonico ed epico.

Affidarsi al solito Nicola Piovani come in tante avventure precedenti sarebbe stato quasi al cento per cento più proficuo.

È un'occasione persa perchè si poteva affrontare la sfida di trattare un tema complesso.

Questo Habemus Papam ricorda i film recenti su Andreotti, Craxi e Berlusconi in cui si evita di affrontare i personaggi nella complessità della loro esperienza di ascesa, consolidamento e declino e ci si sofferma invece solo su alcuni aspetti.

Quando affronti il Real Madrid ti prepari bene per fare una bella figura, altrimenti perdi cinque a zero.

Moretti ha scelto la seconda opzione.


***

Categorie: recensione, cinema, Nanni Moretti

giovedì 8 maggio 2025

Il nuovo papa è Robert Prevost: cosa dobbiamo aspettarci?




Dopo il  Papa Sudamericano, ecco quello made in Usa, che si è dato il nome di Papa Leone XIV. 

Nato a Chicago il 14 Settembre 1955, ha avuto la sua ascesa durante l'era Bergoglio: nominato Vescovo nel 2014, Papa Francesco lo ha ordinato Cardinale meno di due anni fa.

Ha vissuto a più riprese in Perù con svariati incarichi.

Dal 1999 al 2013 è tornato a Chicago dopo la sua nomina a "Provinciale della provincia Agostiniana" locale.

In tale periodo ha dovuto gestire alcuni scandali su abusi sessuali operati da membri della Chiesa.

Tutti ora attendono di constatare quale tipo di continuità ci sarà con l'operato di Papa Bergoglio, su temi come ad esempio le coppie separate e divorziate, l'omosessualità, l'emigrazione irregolare.

I suoi trascorsi in America Latina lasciano supporre che la sua concezione del socialismo e degli ideali tradizionali della sinistra non sia così ostile come quella di Wojtyla ma piuttosto si avvicini a quella di Bergoglio.



È il Catania il prossimo avversario del Pescara



I dettagli sono ancora da definire, come orario e terna arbitrale. Tuttavia i sorteggi hanno determinato che l'11 a e il 14 di Maggio Catania e Pescara si incontreranno con ritorno in Abruzzo.

In caso di parità di goal nell'arco delle due partite, il Pescara supererà il turno in virtù della sua migliore posizione di classifica nella stagione regolare.

Già nei commenti odierni e dei giorni scorsi si evince come le società e le tifoserie si temano a vicenda. Si  tratta infatti di due compagini dalla buona tradizione calcistica e con alle spalle città abbastanza grandi e tifoserie numerose.

Il tasso tecnico in campo sarà abbastanza alto e si preannuncia un doppio confronto spettacolare, con 15000-20000 spettatori sia in Sicilia che tre giorni dopo in Abruzzo.


mercoledì 7 maggio 2025

Pescara, prima missione completata. 2-1 alla Pianese e avanti col secondo livello.


Nella foto: Edoardo Pierozzi. Fonte: Pescara calcio


Il Pescara sbriga la pratica Pianese in sedici minuti e va avanti con accresciuto entusiasmo nei play off di serie C.

Pierozzi sblocca la partita con un tiro di piatto dopo sei minuti, su calcio d'angolo. Passano dieci minuti e Merola raddoppia con una conclusione dalla distanza.

Il Delfino è padrone del gioco, attacca e subisce azioni da goal poco incisive. Soprattutto si rende pericoloso in contropiede: per almeno tre volte, con Merola, Bentivegna e Ferraris, a tu per tu col portiere e su azioni in velocità va vicino alla terza marcatura.

Le occasioni per i biancazzurri però continuano e viene centrato anche un palo al 34' da Dagasso.

Nel secondo tempo i padroni di casa decidono di risparmiare le energie. Gli ospiti dall'altra parte riescono a creare qualche pericolo in più e accorciano le distanze al 78' minuto con Bacchin.

Il centrocampista dei Toscani riceve un pallone in profondità e con un bel tiro approfitta degli spazi eccessivi lasciati dalla difesa locale.

Il forcing degli uomini di Formisano continua per altri sei o sette minuti ma poi le energie finiscono e il risultato rimane cristallizzato sul 2-1.

Il Pescara passa il turno vincendo, anche se un pareggio sarebbe bastato in virtù del regolamento e della migliore posizione in classifica.

Vanno fatti i complimenti al giovane Alessandro Formisano, trentaquattrenne che, subentrando al buon Fabio Prosperi a dicembre, è riuscito a condurre una squadra neopromossa ben oltre l'obiettivo della salvezza. 

Domani alle 12:30 si conosceranno gli abbinamenti in virtù dei risultati acquisiti in questo turno dei play off.

Tra le squadre più blasonate che sono ancora in gioco ci sono Catania e Crotone.


***

Argomenti: Calcio, play off, serie C, Pescara, Pianese, Silvio Baldini, Alessandro Formisano

venerdì 2 maggio 2025

"Il ragazzo dal kimono d'oro": un film discreto che non sfigura con "Karate kid"




É giunto il momento di rimettere le cose a posto: troppe volte "Il ragazzo dal kimono d'oro" è stato recensito con un pizzico di scherno e visto soltanto come la brutta copia del più noto "Karate Kid". 

In questa sede non prenderemo in considerazione i sequel sia dell'uno che dell'altro. Seppure il film originale non avesse un budget altissimo (8 milioni di dollari) è facile dedurre che il "non ufficiale" remake italiano sia costato molto meno. 

Tuttavia al regista John Avildsen e agli attori Ralph Macchio e Pat Morita, la produzione italiana rispondeva con dei giovanissimi Kim Rossi Stuart e Ken Watanabe, truccato incredibilmente da anziano come maestro di vita e di arti marziali. 





Questi ultimi due sono diventati in seguito degli eccellenti attori, impegnati in opere di ben altro spessore autoriale. 

Tuttavia stiamo scrivendo di due film riusciti in termini di intrattenimento. Le storie che raccontano "reggono" e affascinano un pubblico eterogeneo. 

Il regista, produttore e sceneggiatore Fabrizio De Angelis, sia pure riproponendo qualcosa di già visto,

ha voluto ambientare la storia in una location esotica come le Filippine. 

Con qualche passo falso nel copione del tipo "si vede che sei cresciuto con le vitamine giuste" e con mezzi quasi artigianali, il ragazzo dal Kimono d'oro è comunque un film che funziona e che diverte. 

Perfino nella scena del mercato e nelle altre con la gente del posto, la ripresa leggermente mossa dona un senso di realismo quasi documentaristico allo spettatore.

Il trucco eseguito su Watanabe, che potrebbe sembrare strano oggi, era l'outfit tipico dei film di kung fu.

Anche una trovata come "il colpo del drago" con tanto di scossa elettrica, era alla fin fine ascrivibile a quel repertorio fatto di fantasia e di effetti speciali che in altre pellicole andavano ben oltre.

Per il resto gli elementi sono piuttosto standard: il ragazzo che reagisce contro i bulli, un sottobosco di malavita, un maestro filosofo, una storia d'amore giovanile, un contesto familiare da rimettere a posto e gesti di generosità vari. 

Soprattutto c'è quel messaggio di ribellione alle ingiustizie che qui è ben sviluppato ed è insito nell'indole di alcune persone. Perfino il padre del protagonista Anthony, da giornalista, è finito nei guai per aver combattuto persone molto potenti.




Janet Agren copre il ruolo della madre. Negli anni precedenti si era già fatta una esperienza solida nel nostro cinema ed è tuttora ricordata con piacere in Italia.

Come spesso accade in questi film "di genere" la colonna sonora è molto meglio del film stesso. 




Il motivetto elettronico che parte durante gli allenamenti nella foresta o nelle fasi più tranquille del film ha un che di avvolgente e di vagamente asiatico, così come il tema sonoro durante le scene di combattimento ha la tensione giusta e non sfigura affatto con quelli di produzioni da decine di milioni di dollari.

Del resto il curriculum del musicista Simon Boswell non lascia adito ad equivoci.

Il film è online, ve lo consiglio.

Buon divertimento.

***

Argomenti: cinema, recensione, Il Ragazzo dal Kimono d'oro, Kim Rossi Stuart, Ken Watanabe, Fabrizio De Angelis

domenica 27 aprile 2025

Quando Papa Francesco incontrò l'Uomo Ragno



Ci sono foto apparentemente bizzarre che nascondono significati e gesti profondi.

Matteo Villardita ha speso buona parte della sua giovinezza in ospedale per una malformazione congenita ad una gamba.

Ha pensato dunque di svolgere una attività di animazione per i bambini ricoverati, vestito da Uomo Ragno, di cui è sempre stato un appassionato.

Lo fa da volontario, negli spazi liberi che riesce a ritagliarsi al di fuori del suo lavoro a tempo pieno come impiegato a Vado Ligure, in provincia di Savona.

Il 23 Giugno 2021 è stato ricevuto da Papa Bergoglio nell'ambito di una udienza generale, dando vita a delle foto curiose che a prima vista potrebbero far pensare a un fotomontaggio.

Oggi ha 32 anni e continua la sua vita ispirato dai valori della solidarietà e della vicinanza a chi soffre.




Il Pescara chiude in scioltezza: tre goal al Campobasso

Il 3-0 contro i Molisani permette al Delfino di mantenere lo status di migliore quarta dei tre gironi di C. Ora il focus è sui play off.



Nelle foto: Accursio Bentivegna (in alto) e Giuseppe Saccomanni. Fonte: pescaracalcio.com


Animi distesi all'Adriatico. Come migliore quarta squadra classificata dei tre gironi di serie C, il Pescara avrà alcuni vantaggi nelle prime partite dei play off.

La vittoria odierna in casa contro il Campobasso è stata dunque utile.

I rapporti di forza sono stati chiari fin dal principio: Al quarto minuto, con un tiro a colpo sicuro di Merola su assist di Bentivegna al centro dell'area i biancazzurri si portano avanti.

Passano solo tredici minuti e il tabellone ritocca il risultato: il portiere Filippo Neri (omonimo del Santo) non trattiene un facile pallone e Bentivegna di rapina ne approfitta con un tiro di piatto: 2 a 0.

Al 39' ancora Bentivegna si fa strada: porta avanti il pallone e al limite dell'area lascia partire un tiro potente che assesta il risultato sul 3 a 0.

Nel secondo tempo entrambe le squadre non premono troppo sull'acceleratore ma sono i padroni di casa a sfiorare più volte il quarto centro, colpendo anche il palo. Il Campobasso si mette in evidenza con una conclusione di Bifulco negli ultimi minuti.

Il classe 2006 biancazzurro Giuseppe Saccomanni ha finalmente fatto il suo esordio nel finale di partita.


Conclusioni

Il Campobasso di Fabio Prosperi (subentrato in corsa)  ha avuto una buona stagione, centrando l'obiettivo più realistico, ovvero la permanenza in C, con una settimana di anticipo. Oggi la squadra, forse, aveva la testa già un po' in vacanza.

Il Pescara invece chiude la stagione a quota 67: è il miglior risultato in termini di punti delle quattro ultime stagioni in serie C.

I ragazzi di Baldini ci tenevano oggi a chiudere bene con la terza vittoria consecutiva, creando un buon clima per gli spareggi play off.

Ci danno appuntamento al 7 Maggio all'Adriatico, contro un avversario ancora da conoscere.


***

Argomenti: Pescara, Campobasso, calcio, Giuseppe Saccomanni, Accursio Bentivegna, play off, serie C

mercoledì 23 aprile 2025

Il Pescara va a ritmo di samba: 1-3 al Legnago e quarto posto blindato



Foto: Davide Merola. Fonte: Pescara calcio


Una partita divertente, aperta fino alla fine e con molti capovolgimenti di fronte

È un Delfino che gioca in scioltezza quello delle ultime due partite, in cui è andato a bottino pieno. Il Legnago di oggi era e rimane nei bassifondi della classifica, è vero, ma ha sfoderato un'ottima prestazione, soprattutto nella prima frazione di gara.

Nel primo tempo in effetti si è visto molto spettacolo, con occasioni da parte e dall'altra. Tuttavia Ferraris al 14'  ha calciato un bel tiro ad effetto che ha garantito il vantaggio agli ospiti.

Il secondo tempo è invece iniziato più in sordina, pur non risultando noioso. 

Sul finale, però, sono iniziati i fuochi d'artificio: al temporaneo pareggio di Spalluto di testa al minuto 84, ha replicato immediatamente Merola, 

prima con uno splendido colpo di tacco e poi ancora con un pallonetto che ha scavalcato il pur ottimo portiere Veneto Perucchini. 


Conclusioni

1 a 3 è il risultato finale. Il Legnago ha buone individualità, come Spalluto, Perucchini e Leoncini; se avesse giocato sempre come oggi, starebbe tranquillamente a metà classifica. Peccato che si sia svegliato tardi.

Il Pescara con i suoi alti e bassi è in una fase di scalata: gioca con l'intenzione di esaltare la tecnica dei singoli e di divertirsi, a differenza di qualche settimana fa.

Ferraris è a quota dieci goal, Merola è in crescita e nel finale, con la sua doppietta, ha dimostrato di essere un'arma letale.

Il quarto posto è in ghiaccio ma non è matematico. Nella prossima e ultima gara del campionato il Pescara dovrà ancora dare battaglia. 

In casa contro il Campobasso, Domenica 27 Aprile alle 16:30, sarà necessario almeno un pareggio: 

in tal modo manterrà la sua posizione in classifica e andrà ai play off in una posizione di discreto vantaggio.

lunedì 21 aprile 2025

Papa Francesco ci ha lasciati: alcune riflessioni sul suo pontificato.



Quando ci fu la fumata bianca, il 13 Marzo 2013, buona parte del mondo, me compreso, vide per la prima volta il successore di Joseph Ratzinger in Vaticano.

Mi colpirono subito la sua solarità molto latina e la sua spontaneità. Del resto era Argentino con origini Italiane.

E rammento anche alcune delle sue prime parole, che sono andato a cercare di nuovo per avere maggiore esattezza:

"Voi sapete che il dovere del Conclave è di dare un Vescovo a Roma. Sembra che i miei fratelli cardinali sono andati a prenderlo quasi alla fine del mondo. Ma siamo qui..."


Ricordo anche che la sua richiesta alla piazza gremita di fedeli fu quella di pregare per lui, prima ancora che lui desse la prima benedizione.

Mi piaceva il suo modo di parlare in maniera non convenzionale, quel suo non porre esattamente l'altra guancia: "se tu mi offendi mia madre (la Madonna) io ti do un pugno!" detta per argomentare quanto successo negli attacchi terroristici a Charlie Hebdo: Francesco, sia pur condannando la violenza, rifiutò di riconocersi nell'operato dissacrante di quel giornale, pronto sempre a deridere i sentimenti religiosi.

In quei giorni ci fu la campagna mediatica furbescamente ideologica "Io sono Charlie Hebdo". 

Tuttavia il distinguo era giusto: si può condannare la violenza senza condividere le posizioni delle vittime, che non rispettavano molte delle sensibilità altrui.

Il suo papato è stato dalla vicinanza ai poveri e di sicuro si adoperò molto nelle opere caritatevoli.

Una volta lo fece in maniera discutibile, mandando il suo elemosiniere e un tecnico a rimuovere i sigilli per il blocco delle utenze in un palazzo di occupanti abusivi.

È indicato come il Papa che più si è adoperato per punire la pedofilia all'interno della Chiesa.

Ha mostrato vicinanza alle coppie divorziate e ai gay, evitando colpevolizzazioni nei loro confronti.

Si è espresso verso una politica migratoria molto disinvolta e mirata all'accoglienza a prescindere, a differenza del suo predecessore Ratzinger che non era contrario ad un contenimento e ad una azione di aiuto nelle nazioni di provenienza.

Su questo punto molti fedeli Italiani si sono divisi.

Ha modificato una parola del Padre nostro: "E non ci abbandonare in tentazione" al posto di "E non ci indurre in tentazione"

Sulla guerra in Ucraina, si è prodigato per la mediazione ed ha incontrato varie volte Viktor Orban, ringraziandolo per quanto fatto con i profughi di tale conflitto e al tempo stesso appoggiando in generale la sua difesa dei valori Cristiani.

Ha inoltre condannato il terrorismo di ogni tipo, incluso quello Palestinese ma ha anche puntato il dito contro il massacro di Gaza.

In definitiva, è stato un papa moderno, abbastanza al passo con i rapidi cambiamenti sociali del ventunesimo secolo ma senza stravolgere la dottrina cattolica.