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venerdì 13 giugno 2025

Pescara calcio: si pianifica il futuro

Molto bolle in pentola per il Pescara, tra mercato e partnership societaria. Conte intanto racconta: "Ho allenato la Juve grazie a Baldini"


Nella foto: Daniele Sebastiani e Marco Verratti


Verratti abile a arruolato

Il Pescara ha appena terminato di festeggiare il ritorno in serie B ma ci sono già delle novità importanti.

La prima è l'ingresso nella proprietà di Marco Verratti. Lo avevamo preannunciato ma ora è ufficiale. Il talento di Manoppello ha infatti acquistato il 50% delle azioni del presidente Daniele Sebastiani e insieme hanno costituito una società, la Delfino Capital srl, che gestirà a sua volta l'84% delle quote totali.

Questo rafforzamento sul piano aziendale, che sicuramente sta avendo la sua eco, potrebbe attrarre altri investimenti.

A questo punto ci attendiamo, tra un paio di anni, Verratti in campo in biancazzurro.


Il mercato

Nella foto: Kees De Boer. Fonte: Ternana calcio.


Sul fronte del calciomercato, si parla del ritorno di Leonardo Mancuso (38 presenze e 10 goal quest'anno in serie B col Mantova).

L'attaccante ha militato nel Delfino tra il 2017 e il 2019, totalizzando 69 presenze e 28 goal. Memorabile fu la seconda annata, in cui, con Pillon alla guida, giunse in semifinale ai play off.

Circola la voce di un altro ritorno: Vincenzo Fiorillo, che è molto legato alla città del Vate.

Un altro nome che è stato speso tra il serio e il faceto è quello dell'Olandese Kees De Boer, in forza alla Ternana nell'ultimo anno e autore di un goal proprio contro il Pescara nella recente finale di ritorno dei play off.


Baldini e il consiglio illuminante per Conte


Nella foto: Antonio Conte e Silvio Baldini, primo e ultimo da sinistra.

Conte nel frattempo ha menzionato il tecnico del Pescara in una intervista recente a Sky Sport : 

"Mi arriva una telefonata di Baldini, oggi al Pescara. Con Adani due settimane prima erano venuti a Siena a vedere un mio allenamento. Non avevamo tutto questo rapporto anche se si era creata una buonissima empatia. 

Silvio mi saluta e mi dice, ma tu vuoi allenare la Juve? Io gli dico ma cosa centra? Tu devi fare come Guardiola, lui aggiunge: vai da Agnelli e parlagli. Se vai tu diventi allenatore della Juve. Io chiudo la telefonata e il primo pensiero che mi viene in mente è: questo è matto? Ma in senso buono. Cosa mi ha suggerito?, penso. Lungo il tragitto però mi aveva lasciato quel qualcosa in testa e mi chiedo: come faccio a parlare con Agnelli?" 

In sintesi, Conte seguì il consiglio di  Silvio Baldini, si propose alla Juventus tramite Giraudo quando ancora allenava il Siena in serie B e dopo alcuni mesi il suo sogno si concretizzò.


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Argomenti: Pescara, calcio, notizie, Silvio Baldini, Antonio Conte, serie B, Vincenzo Fiorillo, Leonardo Mancuso, Kees De Boer

giovedì 12 giugno 2025

Video del giorno

"To the end of the world" è una sorta di flusso di coscienza. È una riflessione che parte in maniera pacata e con i pensieri in ordine, per poi intensificarsi e scatenare una forte energia. Nel culmine delle forze innescate irrompe il tuono. Subito dopo la pioggia lava le scorie e spegne il fuoco, tranquillizzando l'atmosfera.

È un brano complesso, adatto alla meditazione e allo studio, che mostra la bravura compositiva di Pat Metheny e il virtuosismo sugli strumenti suo e dei suoi compagni della band.


Pat Metheny, un artista visionario e fuori dagli schemi

Pat Metheny, classe 1954, è un artista di quelli che vive essenzialmente per la sua musica. Non si ferma mai, con tappe e concerti in tutto il mondo. Vanta una produzione discografica fiorente, ha conseguito una fama internazionale e ha venduto milioni di dischi. L'Italia, insieme al Giappone, è uno dei paesi in cui Pat Metheny ha avuto il maggior successo commerciale. Del resto nel Belpaese come nel Sol Levante, da alcuni decenni la scena musicale jazz e quella fusion hanno una grande vitalità.

Il suo rapporto con la chitarra iniziò a dodici anni, quando comprò la prima Gibson ES-40.

Precoce nel talento e nella preparazione, già nei primi anni '70 insegnò al Berklee college sotto la guida del noto vibrafonista Gary Burton.

Nel 1974 ebbe inizio anche la sua carriera discografica.

Ha suonato con buona parte dei maggiori esponenti della scena jazz e fusion contemporanea, oltre a nomi come David Bowie e Joni Mitchell.

Ha avuto il merito di produrre il secondo disco di Noa (che ha come titolo il nome della cantante). Noa è una interprete Israeliana di origine Yemenita tra le più raffinate nella discografia internazionale, venuta alla ribalta a cavallo tra la metà degli anni '90 e i primi anni 2000.

"Il Pat Metheny Group" invece, è un progetto che viene portato avanti insieme ad altre attività.

Sotto questo nome, che comprende collaboratori fissi ed altri estemporanei, emerge nella maniera più compiuta la concezione di musica del compositore Statunitense.

Non è infine da dimenticare, inoltre, una cooperazione a metà degli anni '90 con Pino Daniele, con svariati concerti in Italia e altrove.

Il mio primo incontro con Pat Metheny fu attorno ai sedici anni quando ascoltai per la prima volta un suo cd: "We live here". Alla fine del disco, vagliate attentamente tutte le tracce, non riuscii a comprendere se mi piacesse o meno.

Mi resi conto di trovarmi di fronte a qualcosa di nuovo e apparentemente indecifrabile.

Dopo aver fatto suonare il cd varie volte, iniziai a comprendere la struttura e la logica dei brani e ad apprezzarne la modernità e l'originalità.

Oggi posso dire che Pat Metheny è, assieme a Battiato e a pochi altri, colui che ha aperto la mia mente verso nuovi percorsi musicali, dove la ricerca e la complessità sono un fattore di arricchimento.









mercoledì 11 giugno 2025

Žverynas, un quartiere verde e variegato

Camminando fino alla fine della Prospettiva Gediminas, a Vilnius, in direzione opposta alla Cattedrale, si giunge al Ponte di Žverynas. Da lì incomincia l'omonimo quartiere, il cui nome significa "Posto degli animali". "Žvėrys" infatti vuol dire "bestia" o "animale". 

Nel quartiere vivono circa 11000 persone, in uno spazio di 2,6 chilometri quadrati. Fino al alla fine del XIX secolo, ovvero la fine del 1800, era una riserva di caccia privata. Successivamente l'area è diventata un posto di villeggiatura e sono sorte le caratteristiche case di legno decorato. 

Nel 1901 Žverynas venne ufficialmente integrato nel territorio del comune di Vilnius e dal 1990 in poi, con l'indipendenza, è diventato uno dei quartieri più prestigiosi della capitale.

Pur essendo una zona residenziale, è infatti piuttosto vicino al centro, in particolare alla Prospettiva Gediminas e al Parlamento.

Inoltre è adiacente al fiume e un ponte lo collega al parco Vingis, una riserva di verde enorme nel cuore della città con alberi imponenti, dove si svolgono anche eventi all'aperto.

A Žverynas c'è molto altro: superato il ponte omonimo troviamo la Chiesa della Nostra Signora del Segno (Ortodossa), mentre nei pressi del Ponte Vingis c'è una cappella Ortodossa. Inoltre ci sono alcune ambasciate (tra cui quella Italiana), un bel percorso per bici e pedoni sul lungofiume, tanto verde, le già citate case storiche di legno colorate, una chiesa cattolica risalente al primo Novecento, alcune ville in stile Modernista tra cui la Casa dei compositori, un prestigioso liceo Ginnasio Ebraico e un moderno Business Center.

Vi è inoltre da menzionare la piccola chiesa di religione Caraita. I Caraiti, detti anche Karaimi, sono una minoranza di origine Turca Crimeana che professa una variante dell'Ebraismo come religione. 

Si riconoscono etnicamente come Turchi e sono censiti in un numero molto esiguo: solo 2700 persone circa, sparse in Ucraina, Lituania, Israele, Stati Uniti, Polonia e Russia principalmente.

Nel quartiere esiste anche qualche palazzo di edilizia popolare sovietica e negli ultimi anni si sono aggiunte anche palazzine in stile moderno-scandinavo.

Guardando verso il ponte Vingis dal lato di Zverynas si ha un colpo d'occhio notevole: sulla sponda opposta del fiume Neris si scorge una imponente foresta di alte conifere. 

È una gran cosa il fatto che esistano simili spazi verdi non lontano dal centro cittadino. 

In definitiva Žverynas è una perla urbanistica, per la sua varietà di culture, di strati sociali e di testimonianze storico-architettoniche che possiede. Possiamo definirlo un posto unico, che custodisce i suoi tesori senza squilli di tromba, non rinunciando al verde.





La chiesa Ortodossa di Nostra Signora del segno



Il ponte di Žverynas











Il tempio dei Karaimi







La cappella Ortodossa (1871)
 


Il Ponte Vingis


   La Chiesa cattolica di  Žverynas

Consigli di viaggio in Lituania: cosa visitare a Vilnius?

Nella foto: "L'Angelo" di Užupis.

Oggi inauguriamo una serie di articoli volti a far conoscere la Lituania, un paese dalle mille sorprese, dotato di una natura incontaminata e che ha caratteri simili a quelli scandinavi per alcuni versi.

Guardandolo da un'altra prospettiva invece, il paese ha un passato comune a quello che noi definiamo come Est Europeo.

La sua Storia ha molto in comune con vari paesi del resto d'Europa e dell'Italia stessa. La stessa Bona Sforza fu un personaggio importante, membro dalla famiglia regnante locale. 



Nella foto: veduta panoramica di Vilnius

Non mancarono infine gli architetti Italiani che dettero il loro contributo alla grande bellezza di alcuni scorci della capitale.

La Lituania è un paese che, dal momento della sua indipendenza nei primi anni '90 fino ad oggi, ha seguito dei percorsi di innovazione sul piano economico e ha visto stravolgere il funzionamento di ogni settore produttivo.

Dopo un periodo di crisi, dovuto alla inopinatamente brusca chiusura delle attività economiche pubbliche di età Sovietica e da una mancata transizione studiata e graduale, il paese si è risollevato un poco alla volta ma a ritmo costante.


Nella foto: il municipio


Negli anni '90 proliferavano la borsa nera e la criminalità organizzata. Tuttavia il consolidarsi di una economia di mercato, il giungere di investimenti esteri attratti dalla manodopera a basso costo e gli aiuti finanziari dell'Unione Europea hanno prodotto interessanti realtà nel settore dei servizi e delle aziende IT.

Si pensi per esempio a Nord Vpn e a Vinted come marchi noti.

La capitale Vilnius ha un centro storico ricco di elementi Barocchi, pienamente rinnovato e classificato come "patrimonio dell'umanità dell'Unesco.

Nei pressi del centro storico, su una collinetta bizzarra circondata da un parco, sorge il castello medievale, una sorta di rocca fortificata da cui si gode un notevole panorama, che può essere ammirato anche dal giardino circostante.


Nella foto: la cattedrale 

Adiacente allo stesso parco si trova la collina delle Tre Croci.

Nei pressi del centro storico, detto "Senamiestis", ovvero città vecchia, sorge il piccolo quartiere di Užupis, incastonato tra dolci colline verdi, con uno splendido ruscello e caratterizzato dall'architettura di un villaggio bohemienne.

È il quartiere degli studenti e degli artisti. Ha anche una sua Costituzione simbolica, affissa in varie lingue su un muro.

Ai piedi della collinetta in cui sorge la città vecchia c'è la bianca cattedrale con le sue colonne classicheggianti e la sua torre campanaria.



Nella foto: la torre della tv

Di fronte ad essa c'è la prospettiva Gediminas, un ampio viale con negozi e palazzi storici. 

Anche nei dintorni di questa strada si possono trovare palazzi storici.

Un altro posto dove palazzi antichi e moderni convivono è il quartiere, abbastanza centrale, denominato Naujamiestis (Città nuova).

A Vilnius vi sono molti altri quartieri e qui e là si trovano altri luoghi di interesse e anche chiese storiche.

Un luogo degno di una visita è sicuramente Žverynas, dove si può apprezzare una interessante mescolanza di architetture.

Lì noterete case di legno colorate, case in cemento di età sovietica, chiese e luoghi sacri ortodossi, ville, eleganti ambasciate, la chiesa del misterioso gruppo etnico-religioso dei Karaimi, molto verde, un bel percorso sul lungofiume e un ponte che porta alle fitte e alte conifere del Vyngio parkas.



Nella foto: panorama dalla torre della tv

Altro luogo interessante è la torre della televisione, costruita nel 1980 e alta oltre 300 metri, con ristorante-bar panoramico e una vista incredibile, specialmente nelle giornate di cielo sereno.

Per la nicchia sempre più nutrita degli amanti del brutalismo sovietico, quartieri come Pasilaiciai e soprattutto Fabijoniskes possono soddisfare la vostra curiosità. 


Nella foto: sirenetta ad Užupis

Sebbene di giorno non siano posti particolarmente pericolosi, è consigliata una visita in orario appunto diurno e possibilmente non da soli.

A Fabijoniskes è stato girato un film su Chernobyl abbastanza recente.

Altra attrattiva sono sicuramente i grattacieli, circondati da qualche palazzo di età sovietica e soprattutto dal quartiere di Šnipiškės, con tante case in legno caratteristiche ma spesso mal messe, dove vive parecchia povera gente. In Kalvarju gatve c'è una piccola chiesa antica in stile Bizantino. 


Nella foto: il quartiere di Fabijoniskes


Vi consiglio di visitare Šnipiškės solo di giorno e con guide locali.

Tra i musei consigliare il MO (arte moderna) a Pylimo gatve, il museo del denaro (a ingresso gratuito) a Gediminas prospektas, la prigione di Lukiskes ora adibita a museo e a centro eventi/concerti, 



Nella foto: due dei grattacieli di Vilnius

il museo della dell'energia e della tecnica, il museo nazionale vicino alla cattedrale, il museo delle illusioni visive in Vokiečių gatve (divertente e interattivo) e molti altri, di cui vi lascio un link

https://www.tripadvisor.it/Attractions-g274951-Activities-c49-Vilnius_Vilnius_County.html

domenica 8 giugno 2025

Superplizzari manda il Pescara in B: tre rigori parati. Pescara in dieci per settanta minuti.

Parte bene la Ternana con un primo tempo sontuoso. Il Pescara approccia meglio il secondo tempo, poi Dagasso si fa espellere.
Si arriva ai rigori e Plizzari fa la differenza: Pescara in B.


Si partiva dallo 0-1 della finale di andata, con la Ternana in dovere di rimontare questo svantaggio. È
 stata una partita vera, dura, dove il valore degli uomini coinvolti non è mancato. È stata anche la conclusione di una sequela di match che ha visto consumarsi l'esaurimento delle energie dei calciatori. I play off sono stati lunghi, specialmente per il Pescara che ha giocato nove partite in poco tempo.
Il Delfino non è sembrato brillante come al solito soprattutto nel primo tempo, quando la freschezza atletica avrebbe potuto propiziare un goal che avrebbe dato un vantaggio enorme ai biancazzurri.

Nel secondo tempo, invece, quando la Ternana sembrava essere entrata in riserva di carburante e la squadra locale tentava con più efficacia la via del goal, Dagasso ha fatto quanto realizzato a parti invertite da Vallocchia nella gara precedente: 

piede a martello contro l'avversario in scivolata, cartellino rosso diretto.

Il primo tempo

Diciamola tutta: nella prima frazione si è vista solo la Ternana. Il  Delfino non è riuscito a mettere in atto le sue solite combinazioni rapide che hanno messo in crisi tante difese quest'anno.


La Ternana ha avuto le azioni più nitide, ma non ha sfondato, complice un grande Plizzari, che in un paio di occasioni ha salvato il risultato, precisamente su tiro di Cianci al 29' e su un colpo di testa al 31'.

Per il Pescara si registrano solo un paio di affondi palla al piede, uno con Bentivegna, l'altro con Meazzi, fermati a pochi metri dalla porta.
Il primo spinge molto e nonostante la difesa rocciosa Umbra, crea  scompiglio.

Il secondo, in posizione più arretrata, palleggia, difende, produce occasioni in avanti. 

Il secondo tempo

La Ternana sembra rallentare e non poco, il Pescara non è che dia gas chi sa quanto ma ha una buonissima occasione con Ferraris, anticipato all'ultimo secondo.

Poi c'è l'episodio chiave di questa partita: al 62' Dagasso entra in scivolata contro un avversario e ottiene un cartellino rosso. 

A quel punto il Pescara spenderà oltre 70 minuti, tra tempi regolamentari, tempi supplementari e recuperi, in dieci uomini.

Baldini corre ai ripari e schiera il Pescara col 4-4-1.

Al 76' il subentrato De Boer viene servito al centro e di collo pieno scaglia un tiro dalla distanza che supera Plizzari. 1-0.

I tempi supplementari

Si va ai tempi supplementari, dove entrambi gli allenatori opereranno un sesto cambio previsto dal regolamento.

In sostanza, dai tempi supplementari fino alla fine dei 120 minuti + recuperi vari, la Ternana ha l'iniziativa del gioco e le occasioni migliori.

Il Pescara sia pure in 10 ha qualche buona ripartenza. Un grandissimo Letizia dà un enorme aiuto in difesa a prevenire le incursioni avversarie.

Al 107' su un bel tiro ad effetto di Damiani, Plizzari vola e si infortuna.

A quel punto  la Ternana tenta il tiro ogni volta che può, cercando di sfruttare l'infortunio del portiere. Tuttavia Plizzari continua a parare, la difesa tiene e il Pescara alleggerisce di quando in quando in contropiede.


I rigori

Si arriva ai rigori e i tifosi del Pescara temono per la tenuta del proprio portiere, che si regge in piedi a malapena.

A quel punto la valigia dell'impossibile si apre: 

Tira Tonin, che segna. 
Tira Ferrante per la Ternana a sinistra, Plizzari si tuffa e para
Tira Moruzzi: la giovane età potrebbe tradirlo per la troppa emozione, lui invece realizza.
Tira Millico: palla a destra, portiere a sinistra. 
Tira Kraja: Gianmarco Vannucchi para il penalty. 
Tira Casasola a destra, Plizzari para ancora, per la terza volta. 
Tira De Marco: goal.
 Donnarumma tira, para Plizzari

Tre rigori parati da Plizzari, che preso da crampi fortissimi sembrava non potersi reggere in piedi.

La gioia dei ventimila Pescaresi allo stadio esplode, così come quella della città intera.

Dopo quattro anni di purgatorio il Pescara torna in serie B, ovvero la categoria dove ha militato per gran parte della sua storia.


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Nella prima foto: Alessandro Plizzari. Fonte: pescaracalcio.com.
Nella seconda foto: i tifosi del Pescara in festa.

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Argomenti: Pescara, Ternana, serie B, Alessandro Plizzari, Letizia

sabato 7 giugno 2025

Stasera c'è Pescara-Ternana, finale dei play off di serie C



Appuntamento importante stasera all'Adriatico, alle 21:15.

La finale di ritorno dei play off di serie C vedrà affrontarsi Pescara e Ternana. I padroni di casa sono in vantaggio alla luce del risultato di 0-1 dell'andata. Diretta tv su Rai 2, Sky calcio/now, Fifa + 

Le formazioni

PESCARA (4-3-2-1) 

Plizzari; Pierozzi, Letizia, Lancini, Moruzzi; 

Meazzi, Kraja e Dagasso; 

Cangiano, Ferraris, Bentivegna. 

Allenatore: Silvio Baldini

IN PANCHINA: Saio, Profeta, Pellacani, Brosco, Crialese, Staver, Lonardi, Valzania, De Marco, Saccomanni, Tonin, Alberti, Arena. 

Indisponibili: Squizzato e Merola causa squalifica. 

TERNANA (3-4-2-1) Vannucchi; Donati, Capuano, e Martella; Casasola, Tito, Aloi, Damiani; Curcio, Ferrante, Cicerelli. Allenatore: Fabio Liverani 

IN PANCHINA: Vitali; Fazzi, Maestrelli, Valenti, Ciammaglichella, Corradini, De Boer, Romeo, Montenegro, Donnarumma, Cianci, Millico.

Indisponibili: Vallocchia, Brignola e Loiacono.

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argomenti: Pescara, calcio, Serie C

giovedì 5 giugno 2025

I video del giorno

Faye Webster è nata nel 1997 ad Atlanta, Georgia. Attiva come cantautrice già da giovanissima, ha pubblicato cinque albums. Appassionata di baseball, è tifosa degli Atlanta Braves. Kamauu invece è originario di Washington e risiede a New York. 

Esprime una filosofia interessante dal carattere naturalista e planetario. Si propone come uno studente per il suo pubblico, non come professore.

Ama farsi da parte e osservare il mondo, di cui si sente parte come entità fertile e in divenire, dove osserva crescere i semi che sono stati piantati nel passato per poi continuare lui stesso a creare. Adi Oasis, infine, è una artista Francese di origine Caraibica. 

In passato è stata una modella e una dj e in seguito ha acquisito una personalità creativa più cantautoriale.


 




Storia del ponte di Crimea: perchè è così importante?

Si tratta di un'opera colossale eretta in soli due anni. Il ponte di Kerch è il più lungo d'Europa e intende rappresentare l'unione fisica e spirituale della terra di Crimea e della maggior parte del suo popolo alla Russia



Già nel 1991, alla dissoluzione dell'Unione Sovietica, furono inaugurate delle trattative per connettere le due sponde dello stretto di Kerch al fine di facilitare commercio e comunicazioni.

Fin da allora, nel corso di quasi tre decenni di contatti tra le due parti, progetti, stime economiche e processi politici, non si giunse a nulla di concreto.

In seguito ad Euromaidan a Kiev si instaurò un nuovo corso politico anti-Russo. Le tensioni tra la popolazione Ucraina e quella di origine Russa in Crimea si accesero, come in varie parti del territorio.


Venne indetto un referendum, stravinto da chi propugnava l'annessione della Crimea alla Russia. Fonti occidentali denunciarono l'influenza del Cremlino in questa decisione, mentre quelle di parte opposta posero in evidenza il fatto che la parte Russa fosse fatta oggetto di vessazioni e reclamarono la validità del referendum.


A favore della tesi della validità del referendum vi è il dato di fatto che la maggioranza della popolazione fosse Russa come tradizione e lingua. La Crimea era infatti appartenuta alla Russia dall'800, per poi essere donata da Krushev all'Ucraina nel dopoguerra, quando entrambi gli stati appartenevano all'Unione Sovietica e quindi questo non comportava una grossa differenza.


L'inizio dei lavori e la inaugurazione




Subito dopo l'annessione, non riconosciuta dagli stati occidentali, Putin iniziò da un lato un piano di investimenti per l'economia della regione, dall'altra un adeguamento della stessa alla legislazione Russa.

La punta di diamante di questo progetto fu proprio il Ponte di Kerch (o di Crimea), volto a semplificare e a smaltire le comunicazioni tra le due parti dello stretto omonimo.

Fu un'opera di edificazione faraonica, ultimata in pochi anni. La struttura del ponte è molto solida alla base e lo dimostra il fatto che nonostante le cariche fatte saltare dagli Ucraini e dai loro accoliti alle sue fondamenta, essa  resiste piuttosto bene e il traffico viene limitato solo per poche ore o per pochi giorni.


La costruzione del ponte iniziò nel Febbraio 2016 e la sua apertura al traffico su ruote iniziò il 15 Maggio 2018, con Putin che si mise alla guida di un camion a velocità elevata, seguito da un gruppo di veicoli dello stesso peso, per testarne la tenuta.

Il 23 Dicembre del 2019 fu inaugurata la ferrovia e due giorni dopo vi fu la prima corsa ordinaria.

Il ponte della ferrovia misura 18.1 km e quello stradale 16.9.Da allora, quello di Kerch è il ponte più lungo d'EuropaCon questo sforzo di risorse materiali, di forza lavoro e di intelletto, Putin ha voluto rappresentare l'unione fisica e simbolica della penisola di Crimea alla Federazione Russa


Attacchi terroristici



Il 17 Luglio 2023 due esplosioni causarono la morte di una coppia e il ferimento della loro figlia quattordicenne, mentre attraversavano il ponte in automobile.

Il 12 Agosto 2023 il Ministero delle Difesa Russo ha riportato che tre missili S 200 diretti verso il ponte sono stati intercettati dalle forze aeree.

Il 3 Giugno 2025 una carica di 1100 kg di esplosivo ha danneggiato alcuni pilastri del ponte. Tuttavia il traffico è stato sospeso solo per poche ore.

Tali eventi sono dovuti agli attacchi Ucraini, messi in pratica con l'appoggio logistico e tecnologico di vari stati occidentali, come rivendicato in buona parte o del tutto dalle fonti di Kiev stesse e come emerso da informazioni riservate ma rese pubbliche dai Russi, come la nota videochiamata skype in cui alte cariche militari tedesche discutevano sui piani di attacco.



Risulta chiaro ormai che il ponte è un target strategico anche dal punto di vista militare, 

in quanto costituisce una infrastruttura importante già di per sé e considerando anche il passaggio di mezzi militari su di esso.


https://www.ilpost.it/2024/03/03/russia-intercettazione-germania/

https://www.rainews.it/maratona/2024/03/due-morti-negli-attacchi-di-droni-russi-in-ucraina-invasione-russa-giorno-738-94026630-a0dd-4e52-94e4-0c5bcef8b72f.html