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venerdì 6 marzo 2026

"Mai senza mia figlia!" (1991). Storia di un film tragicomico, suo malgrado

Quando ero ragazzino, ricordo di aver visto varie volte in tv un film che parlava dell'Iran. Erano gli anni in cui gli Americani dovevano spalare me.. beh diciamo ketchup sui paesi non graditi, un tanto al chilo.

Siccome all'epoca e anche per parecchi anni successivi non circolavano facilmente informazioni più approfondite, la mia idea della Persia si è cristallizzata su certe scene del film come la mia concezione di Turchia si improntò su Fuga di Mezzanotte, altra pellicola esagerata, tra l'altro piena di comprovate invenzioni.

Essendo da poco finiti gli anni '80, gli autori mantenevano lo stile diretto, sparato ed eccessivo di quegli anni. Certo, "Mai senza mia figlia!" non raggiungeva le vette dei film di Schwarzenegger e di Stallone, ma era comunque una americanata travestita da film di denuncia.

La pellicola venne prodotta dalla Metro Goldwin Meyer (allibisco: una casa di produzione Ebraica che fa un film anti Iraniano, che strano!)

La storia prendeva origine da fatti realmente accaduti e tratti dal libro del 1987 di Betty Lover Mahmoody.

I fatti narrati furono contestati dal marito Iraniano e vi furono critiche sulla narrazione del paese mediorientale mosse da esperti e commentatori vari.


Chiaramente il film e il libro costituiscono un punto di vista unico, parziale, che è quello dell'autrice.


Le violenze, le discriminazioni, il fanatismo religioso, le leggi teocratiche sono un dato abbastanza assodato, nella terra che fu di Ciro e di Serse. Ciò però non vuol dire che bisogna accettare come vero tutto quello che ci viene propinato.

Non è tutto così negativo e tragico come ci si vorrebbe far credere. Sotto alcuni aspetti per esempio, le donne godono di un certo grado di emancipazione: studiano, lavorano e coprono ruoli di responsabilità.


La trama

La malcapitata si sposa con un Iraniano ormai residente negli States da vent'anni, apparentemente moderno, amorevole con lei e con la figlioletta ancora bambina.

I due fanno una vacanza in Persia dalla famiglia di lui. Inizialmente sono tutti sorrisi, bacini e bacioni.

Dopodiché lui decide di rimanere lì. Lei non vuole, ma lui ha il potere di trattenere la figlia a Teheran in virtù delle leggi locali, per cui l'uomo è il capo e la donna non conta nulla.

Dopo essersi scontrata contro un muro di gomma fatto di gente arretrata, familiari retrograde, donne intabardate in tanti veli neri in famiglia, la povera malcapitata trova qualche persona progressista e di mentalità aperta che la aiuterà a fuggire con la bambina.

Fantastica è la trasformazione in Mr Hyde del marito che di botto, senza preavviso, si trasforma da padre e marito amorevole in un orco segregatore.Tra l'altro traspaiono la solarità e l'accento dell'attore di origine Italo-Spagnola Alfred Molina.

I familiari sono degli esaltati con cui non si può avere un confronto e anche per strada di gente normale se ne vede poca, fatti salvi i due che tentano di aiutare la protagonista.

In Iran tante donne non portano il velo (e nessuno le obbliga a portarlo)

L'apoteosi nel film giunge in una scena ben precisa: madre americana e figlia si vestono con il chador e lenzuoli vari. Sporgono piccoli ciuffi di capelli dalle fronti di entrambe.


La mamma tiene in braccio la figlia e giocano a soffiare sui capelli.

Una macchina si ferma e ne esce una donna col lenzuolo nero e un kalashnikov in mano che le minaccia, giacchè il gesto non era gradito. Ecco la scena:


Oggi ho compreso che questa era una voluta esagerazione, che faceva comodo alla propaganda americana. 

Anche oggi si fa un gran parlare del velo in Iran e i costumi ai tempi del film, lì, non erano molto diversi da quelli attuali.

Nel primo dei due video, diverse ragazze sembrano proprio sbattersene del velo. Nel secondo anche vediamo donne a capo scoperto.

https://youtube.com/shorts/LFUfDvNRjUM?si=CsogZAJiGAGpa9iK





Il carico da novanta

Il problema della propaganda occidentale è che anche riguardo a regimi feroci, illiberali, retrogradi come quello Iraniano, deve metterci il carico su, come nella briscola.

La Turchia di Fuga di Mezzanotte non era e non è nemmeno oggi un regime vero e proprio, mentre ancora oggi tanti fatti inventati vengono dati per certi: tutte le donne in Iran sono costrette a portare il velo (falso).

Kim Jong Un (che non ha certo bisogno di invenzioni per essere giudicato come dittatore)
fa uccidere la sua ex fidanzata (che poi riappare in pubblico)  e fa giustiziare il ministro Hyon Yong Chol, reo di essersi addormentato durante un suo discorso, con un cannone antiaereo in piazza, davanti a centinaia di persone. Fonte: l'intelligence Sud Coreana (insomma, come chiedere a un gerarca Cubano informazioni sugli Stati Uniti)

Immaginatevi il cannone anti aereo che viene usato contro una persona, in una piazza pubblica di Pyongyang, nota per i suoi spazi larghi. Pensate al cratere che si crea con una cannonata. Si rovina l'arredo urbano, si forma un fosso nella pavimentazione o si va a colpire magari una macchina che passa o il palazzo di fronte.

Pensiamo di vivere in sfavillanti democrazie, di essere socialmente tanto superiori, ma abbiamo una propaganda più o meno come quella che rimbomba tra i blocchi sovietici del Kazakistan o nei peggiori bar di Caracas.

Questo vi dovevo.

Vi consiglio il film perché per chi è smaliziato e sa discernere, diventa addirittura spassoso e c'è una ottima Sally Field, dolcissima, materna e dalla carriera attoriale ricca e di prestigio.


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