Nella foto: lo stadio Benito Stirpe di Frosinone
Il Pescara sembra ormai una squadra di vertice, rinforzato dai nuovi arrivi, con vari elementi della vecchia guardia recuperati fisicamente.
Gli Adriatici sono trascinati dagli attaccanti Meazzi e Di Nardo che non perdono un colpo.
Il Frosinone si conferma squadra solida fisicamente e tatticamente. Questi ragazzi non mollano mai e di fatti sono diventati esperti in rimonte.
Il pareggio tutto sommato ci può stare, nonostante gli Abruzzesi abbiano prodotto più palle goal. Il calcio non è fatto solo di occasioni, ma di gestione psicologica e tattica.
Un po' deconcentrati dalla insolita (per loro) situazione di trovarsi avanti di due reti, hanno iniziato a sbagliare qualche passaggio in più e a sprecare occasioni facili sottoporta. Poteva davvero finire tre a zero a un certo punto, ma il rigore procurato e la espulsione di Altare hanno cambiato le sorti della partita.
Il difensore biancazzurro ha peccato di ingenuità ma probabilmente se la sua squadra fosse stata più sul pezzo anche lui si sarebbe risparmiato tale intervento.
Rigore realizzato, 1-2 e poi 2-2, con i Ciociari rincuorati nel finale.
Le reti sono state di Di Nardo (colpo da biliardo in diagonale dopo nemmeno un minuto e raddoppio al 33', approfittando di una distrazione avversaria), mentre Calò ha realizzato il rigore all'85' e Raimondo ha pareggiato al 94' tirando a due passi dalla porta, dopo una serie di passaggi in velocità.
Una nota: ben 800 tifosi Pescaresi sono giunti in Ciociaria a seguire i propri beniamini, in un Mercoledì sera, nel mezzo di una settimana lavorativa. Potevano dar vita a una lunga contestazione questi ragazzi, ma si stanno rivelando l'arma in più per tentare una scalata alla salvezza che ora pare possibile.

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