Il Pescara a zona è più presente in difesa, rischia ma fa valere i suoi assi offensivi
Le serie sono fatte per essere interrotte
Le serie positive sono fatte per essere interrotte. A Pescara lo sanno bene. Qualcuno probabilmente ricorderà ancora la gara del 21 Dicembre del 2005. Era il ventunesimo turno di serie B e sulle rive Adriatiche giunse il Mantova primo in classifica e imbattuto.
Finì 2-1 per gli Abruzzesi.
Fino ad oggi, invece, il Palermo proveniva da una serie di quindici risultati utili consecutivi.
Un poker d'assi
La piazza ci credeva, i giocatori anche, e c'è anche un fattore in più:
un tris d'assi come non si vedeva da tempo.
Anzi, un poker.
Con le sostituzioni, per ora i figli del Vate hanno quattro uomini su cui contare in avanti, che ti danno la forza per essere spavaldo e per perdonarti le tue pecche in difesa: nonostante le incertezze, sai che lanciando la palla in avanti qualcosa può succedere.
Parliamo di Di Nardo, Insigne, Russo e del subentrato Meazzi, che completano una rosa ormai coesa e con ricambi validi, in grado di giocarsela con tutte le avversarie della categoria.
Oggi il Delfino si è schierato a zona, anche in difesa senza il solito pressing, un po' alla Galeone. Un 4-3-3 classico.
Questo gli ha permesso di far allungare l'avversario, pur regalandogli campo e correndo qualche rischio. Tuttavia la squadra ha risparmiato energie preziose e ha permesso ai suoi attaccanti di fare solo il loro mestiere e non ripiegare troppo.
Il Palermo nel primo tempo è entrato in campo un po' frastornato, poi è cresciuto, senza fare faville, sbagliando anche abbastanza sottoporta soprattutto nel primo tempo.
Nella seconda frazione, sebbene le occasioni ci siano state da entrambe le parti, i biancazzurri per ampi tratti hanno costretto i rosanero nella loro metà campo, sostenuti da un pubblico fantastico, che non ha smesso per un attimo di cantare festosamente nemmeno dopo lo 0-1 ospite.
Breve cronistoria della partita
Dopo 8 minuti Johnsen va vicino al goal.
La difesa del Pescara, sebbene meglio piazzata in area del solito, traballa non poche volte ma col passare dei minuti guadagna fiducia nei propri mezzi.
Tornato a distanza di quattordici anni nella squadra dove si era consacrato come un calciatore di alto livello, Lorenzo Insigne, ad ogni tocco palla, fa intendere di essere un giocatore di un altro pianeta ed ispira la conclusione di Di Nardo con un tocco delizioso.
La punta -ex Campobasso tenta il pallonetto a pochi metri dalla porta ma non riesce a segnare. Siamo negli ultimi minuti del primo tempo.
Nella seconda frazione, al 47', Pohjanpalo, su azione in velocità, porta in vantaggio il Palermo, confermandosi come attaccante puro e spietato.
Gli risponde Insigne, al 55', ben servito in profondità di Nardo, che supera la difesa semisguarnita avversaria e dalla distanza batte il portiere Siculo Joronen.
Il Pescara scatena l'inferno, grazie anche ai passaggi illuminanti di Insigne con varie occasioni da rete nitide e svariati calci d'angolo.
Quando Meazzi rileva Insigne attorno al 70', completa l'opera di demolizione. Al termine di una bella progressione all'87' tira dalla distanza: la difesa devia e il portiere resta spiazzato.
Lo stadio impazzisce, incredulo.
Quanto è cresciuto l'ex Entella dall'inizio della scorsa stagione! Sembrava un esile trequartista diligente, si è rivelato mano a mano un giocatore di grande tempra e tecnica.
Conclusioni
Il tecnico Palermitano Filippo Inzaghi aveva chiarito da una settimana di non voler sottovalutare la trasferta Abruzzese e fin dal fischio d'inizio è sembrato preoccupato. Non ha risparmiato indicazioni ai suoi, con tante urla.
Tuttavia i suoi ragazzi oggi erano leggermente scarichi.
A parte un buon impegno collettivo, qualche affondo di Pierozzi e il goal di Pohjianpalo, si tratta di una domenica da archiviare presto per una squadra che sta lottando con autorità per raggiungere la massima serie.
Dal lato-Delfino, buona è stata la prestazione di Flavio Russo, vera punta di tecnica, altezza e forza, in grado di fare belle giocate, tirare in maniera potente e proteggere il pallone quando è necessario.
Lorenzo Berardi, proveniente del vivaio biancazzurro, sta trovando spazio a suon di prestazioni maestose e può giocare sia come mezz'ala che come attaccante esterno.
Stoico e statuario è il difensore Adriatico Davide Bettella.
Valzania è un guerriero dai piedi buoni e in vena di idee folli per rendere l'ultimo passaggio sempre imprevedibile.
Il portiere Ivan Saio ha qualche incertezza ancora, ma si vede che ha talento. Non gioca da un anno, può solo migliorare.
Insigne, finalmente in campo dal primo minuto, si è preso l'abbraccio e il calore del popolo Dannunziano.
E questa squadra sarebbe ultima in classifica? Ma no, mi state prendendo in giro, è uno scherzo. Ho già intravisto Marco Balestri dietro a una colonna...
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