Avvertenza
lunedì 23 marzo 2026
domenica 22 marzo 2026
Empoli - Pescara 4-2, Biancazzurri in 10 dal 13'
La gestione dei cambi oggi ha pesato quasi quanto l'inferiorità numerica
Una partita che inizia in salita, con un goal di svantaggio e uno della squadra che si fa cacciare dopo pochi minuti, è difficile da recuperare.
Se il gesto ingenuo commesso dal singolo giocatore potrebbe essere quello determinante, il vero rammarico per il Delfino è un altro.
Al 65' il Delfino era sul 2-2 e stava anche mettendo in difficoltà l'avversario, ma diversi dei suoi, come Insigne, Valzania e Letizia erano visibilmente stanchi.
I cambi sono giunti col contagocce, in maniera tardiva e questo elemento è stato determinante.
Il terzo e quarto goal sono chiaramente figli della stanchezza: i metri concessi e i falli commessi sono aumentati propiziando il nuovo vantaggio Empolese.
Infine l'errore di lucidità di Letizia ha chiuso i conti.
Per la precisione, i cambi del Pescara sono giunti al 66' (Berardi per Calligara), al 71' (Olzer per Valzania), all'81' (Russo per Di Nardo, Gravillon per Letizia)
I cambi dell'Empoli: Haas per Degli Innocenti al 28' per infortunio, Fila e Ghion per Yepes e Popov al 46', Bianchi per Saporiti al 65', Ignacchiti per Shpendi all'85'.
Le azioni salienti
L'Empoli comincia bene: un colpo di testa di Shpendi lo manda in vantaggio al 9'.
Al 13' un avversario si fa incontro ad Acampora, che salta col piede teso. L'arbitro Rapuano prima dà il giallo, poi si consulta col Var ed estrae il cartellino rosso.
Il Delfino non sembra affatto scoraggiato e Gorgone è sagace nel non snaturare il gioco dei suoi.
Dopo il raddoppio al 34' di Lovato,
Di Nardo al 41' accorcia e poi pareggia al 48'. Con questa doppietta sale a 13 reti stagionali e si consolida tra i migliori marcatori in cadetteria.
Il goal del 2-1 è frutto di una azione insistita dell'attaccante, mentre quello del pari giunge su una ribattuta.
Al 61' Bettella colpisce un palo, a portiere battuto, con uno stacco di testa al centro dell'area.
Il Pescara regge bene fino al 65', poi le forze vengono meno, i cambi giungono tardi e i Toscani dilagano:
3-2 con Shpendi,
4-2 con Letizia che sbaglia un passaggio al portiere e Fila, con il campo aperto e solo davanti al portiere, non sbaglia.
Considerazioni finali
In definitiva: l'Empoli è una squadra viva anche se proviene da un periodo negativo in termini di risultati. Si dimostra una compagine valida e con individualità importanti.
Il Pescara si è dimostrato eroico fino a quando le forze lo hanno sostenuto.
Acampora ha commesso un errore, ma può accadere e non è certo questo che cambia il valore di un giocatore o i destini di un campionato.
Gorgone è stato bravo nell'impostare il gioco della sua squadra ma non è la prima volta in cui tarda ad effettuare i cambi e perdipiù decide di non utilizzare tutti i cinque innesti disponibili:
in una partita come quella di oggi tale scelta ha inciso pesantemente in negativo.
Detto questo, bisogna fargli i complimenti per aver rivitalizzato una squadra che era in difficoltà e che ora, nonostante la sconfitta odierna, si sta giocando bene le sue carte per rimanere in cadetteria.
venerdì 20 marzo 2026
Predominio Usa, Venezuela, Iran: Ha senso essere Sovranisti oggi? Parliamone con Vincenzo Scarano, Lorenzo Valloreja e Stefano D'Andrea
giovedì 19 marzo 2026
Le varie piazze di Budapest
Tra cortei oceanici e piazze gremite, fervono i preparativi per le elezioni del 12 Marzo. L'entusiasmo degli Ungheresi per la politica e la loro partecipazione civica sono palpabili.
Gli Ungheresi, soprattutto dopo il recupero della loro indipendenza nazionale negli anni '90, hanno ravvivato il loro orgoglio nazionale e il loro senso di patriottismo.
La Festa del 15 Marzo (in commemorazione dei moti indipendentisti del 1848) è stata propedeutica per i leaders politici di contare gli aderenti alle loro schiere.
Secondo l'Agenzia Turistica Ungherese, in virtù dei rilevamenti fatti con tecnologia mobile, la piazza a favore di Orban contava 180 000 partecipanti contro i 150 000 del suo sfidante Peter Magyar.
Il partito di governo Fidesz ha organizzato molti autobus, mentre Magyar conta sostenitori a Budapest, dove le forze alternative a Orban sono leggermente in maggioranza. Nel resto del paese, invece, il consenso verso il Presidente del Consiglio resta alto.
Ha avuto anche una sua piazza più piccola il capo di Mi Hàzank (La nostra casa), partito di estrema destra con a capo László Torockai, che ha detto:
I leaders del 1848 inseguivano la democrazia, le libere elezioni, l'Indipendenza dell'Ungheria, la libertà. I nostri nemici sanno che il prossimo parlamento sarà con tre partiti e le loro paure sono giustificate perchè ogni patrioita si muoverà per un miglior futuro possibile.
Orban ha affermato che nelle elezioni del 12 Marzo ci sarà una scelta tra guerra come frutto di uno sconsiderato sostegno allo sforzo bellico Ucraino o la pace.
Peter Magyar ha detto che Orban è un "traditore" e che ha reso l'Ungheria il paese più povero dell'Europa.
mercoledì 18 marzo 2026
È un Pescara Brasiliano: goal e spettacolo contro l'Entella
Nella foto: Lorenzo Insigne
Il 3-0 casalingo rilancia il Delfino verso la salvezza diretta
Il Pescara continua a fare punti, superando un Entella niente affatto arrendevole, che è sceso in campo attaccando con intelligenza.
Una volta però trovato il goal con due conclusioni di precisione, i padroni di casa sono stati nel pieno controllo della gara.
Nonostante l'iniziativa fosse ad appannaggio dell'Entella, gli Adriatici sono stati bravi a colpire in contropiede, usando i propri palleggiatori per sfruttare gli spazi che si aprivano per loro.
Le grandi vittorie passano pure per gli episodi: le porte girevoli degli eventi possono avere il proprio peso. L'Entella ha iniziato bene, con azioni in profondità, passaggi filtranti e soluzioni creative per cercare di bucare la difesa Adriatica. In più i Liguri partivano con un pressing alto che ha creato qualche grattacapo agli avversari.
Le azioni salienti
Dopo una punizione dal limite e una occasione da goal di Dalla Vecchia per gli ospiti,
su una azione manovrata Insigne mette in mezzo un bel pallone per Cagnano, che nonostante lo schermo di un difensore venutogli incontro, tira con precisione. Il portiere Colombi riesce a toccare la sfera, ma non basta.
Al 32' Guiu si inserisce bene, provando la palombella, ma la conclusione è fuori misura, col pallone a lato della porta.
Al 42' ancora un assist di Insigne rimpingua il bottino: Calligara raccoglie un suo suggerimento e con fredda lucidità spara il pallone sull'angolo basso, alla sinistra del portiere Lituano Siaulys, che ha appena avvicendato l'infortunato Colombi.
Al 56' i Dannunziani chiudono i conti: lancio lungo di Calligara, Insigne a correre col pallone in campo aperto, dribbling ai danni di un avversario, pallonetto: un secondo difensore devia la sfera, Siaulys a questo punto non può fare nulla: 3-0.
Seguono alcune azioni imprecise da una parte e dall'altra, ma il risultato non cambia: vittoria meritata del Pescara, che ora è a soli due punti dalla salvezza diretta.
Conclusioni
Insigne oggi ha messo a referto due assist e un goal: la sua presenza in campo infonde coraggio ai compagni.
Il Pescara ha concluso la terza partita senza prendere goals: per una squadra che aveva una media di due reti al passivo per ogni partita, è tanto.
In più, nel giro di tre partite (il 4 a 0 col Bari, lo 0 a 0 a Bolzano e il 3 a 0 di stasera) ha migliorato di sette goals la differenza reti.
Il team di Gorgone ha il sesto migliore attacco della categoria con 41 marcature, mentre ha la peggiore difesa con 54 reti al passivo.
La squadra da almeno sette partite però è in netta crescita.
L'Entella dal canto suo ha mantenuto a lungo una posizione di classifica tranquilla e ultimamente sta scivolando nei bassifondi.
Ora nella zona retrocessione ci sono sei squadre nell'arco di due punti e anche quelle sopra sono poco distanti: i giochi, a sette partite dalla fine della stagione, sono aperti e imprevedibili.
domenica 15 marzo 2026
Il Pescara strappa un buon punto a Bolzano : 0-0 col Südtirol
Il Pescara ottiene un buon risultato contro una squadra ostica e fisica, all'indomani di un lungo viaggio in treno e al termine di una buona prestazione.
I biancazzurri hanno dominato nel primo tempo, raccogliendo diverse palle-goal nitide, al contrario degli avversari che non sono mai riusciti ad inquadrare lo specchio della porta o comunque a creare veri pericoli.
Nella prima frazione, si segnalano due punizioni di Insigne e Brugman, respinte discretamente da un attento Adamonis. Soprattutto, segnaliamo sul finale un affondo di Berardi, che ha angolato la palla bene verso destra: in questo caso il portiere Lituano della compagine Bolzanina ha mostrato ottime doti, allungandosi e deviando in angolo molto bene.
Il secondo tempo è stato più equilibrato, con i padroni di casa che hanno prevalso per venti minuti, poi le squadre si sono equivalse.
Il Südtirol ha perso Tait al '73 per un fallo da rosso diretto. Il Pescara è andato vicino al goal negli ultimissimi minuti con Di Nardo, ma il risultato non si è sbloccato.
Immagini della Nemzeti ünnep, Festa Nazionale Ungherese del 15 Marzo.
Il 15 Marzo in Ungheria si festeggia l'indipendenza nazionale, con riferimento ai moti del 1848-1849 anti Austriaci.
Dai quei fatti si creò l'impero Austro - Ungarico, su una base di parità tra le due nazioni.
L'impero comprendeva anche altri territori e popolazioni, come quelli di Croazia e Romania.
sabato 14 marzo 2026
Il senso della democrazia oggi: siamo sicuri di averlo compreso?
Nelle foto in basso: Alcide De Gasperi, Enrico Berlinguer, due poster affissi durante le elezioni politiche del 1948, Tina Anselmi, Pietro Ingrao
Talvolta le cose che abbiamo sotto il naso, le diamo per scontate. Non diamo loro importanza. La nostra concezione di esse è cristallizzata. Non ci viene in mente di mettere in discussione fatti, comportamenti e meccanismi che ci circondano ogni giorno e che riguardano anche le nostre stesse azioni.
Al contrario, siamo pronti a dare giudizi tagliati con l'accetta verso quello che appare distante da noi. Sembra di sentire il suono del martello del giudice che chiude la sentenza, quando liquidiamo un paese straniero bollandolo con qualche aggettivo poco piacevole.

La nostra percezione dell'Iran
Diamo per scontato che in Iran viga un regime retrogrado, antidemocratico e oppressivo. In buona parte è vero, almeno secondo i nostri criteri, anche se non è vero, come si dice, che sia la dittatura dei pochi a svantaggio dei tanti perchè in tantissimi vi hanno aderito e ancora vi aderiscono liberamente.
Poi continuiamo il nostro discorso: le donne non hanno libertà lì, sono escluse dalla vita pubblica, non possono studiare, non possono lavorare, sono chiuse in casa, sono obbligate a mettere il velo. E qui ci dobbiamo fermare: quanto appena detto è quasi interamente falso.
Le donne Iraniane hanno il tasso di istruzione universitaria tra i più alti al mondo, lavorano, fanno politica, ricoprono ruoli di importanza e in molte non mettono il velo e nei fatti almeno buona parte di loro non viene costretta a coprirsi il capo. Spesso anche chi lo fa, mette un foulard sulla nuca lasciando la testa scoperta o lascia il cappuccio di una felpa leggermente alzato.
Non mi metterò ad argomentare oltre sulla Persia attuale. Scavate nelle verità. Oggi esistono internet, i programmi di traduzione online e le vpn che ci consentono di navigare su siti esteri non raggiungibili da noi. Informatevi, mettete in dubbio le vostre certezze. Io per primo ho tanto ancora da imparare, io prima di voi.
Il punto è un altro: quando giudichiamo gli altri, guardiamo prima noi stessi.
Franco Battiato una volta, interpellato in una intervista sull'estremismo islamico, fece notare che è solo una questione di punti di vista: anche noi abbiamo i nostri estremisti in occidente, come i violenti organizzati per gli stadi che sono pronti a volte anche a uccidersi in nome di una fede calcistica.
Estenderei il discorso di Battiato a questo punto anche agli scontri in piazza, dove gli studenti si prendono a calci, pugni o peggio con altri ragazzi uguali a loro, che non conoscono e che hanno semplicemente idee diverse.
Il termine "democrazia"
Qual è il vero significato della parola democrazia?
Questo termine nacque in senso spregiativo nell'antica Grecia: Demos (popolo)+ kratia (dittatura). Dittatura del popolo. Gli aristocratici si sentivano superiori al resto del popolo e ritenevano di dover prendere loro le decisioni perché si sentivano più colti ed evoluti.
Siamo tutti d'accordo che oggi il senso letterale della democrazia sia potere del popolo, non dittatura.
E qui giunge la domanda: il popolo italiano decide per sè? Stabilisce davvero qualcosa di importante per sé stesso, sia pure con la mediazione della rappresentanza politica?
Certo, non abbiamo una forma di democrazia diretta, come nella Polis Ateniese. I cittadini decidevano in prima persona. Gli schiavi no, non avevano propriamente lo status di persone vere e proprie, intestatarie di libertà e diritti.
Oggi gli schiavi non ci sono, ma votiamo per i nostri rappresentanti, che poi decideranno per noi, seguendo le nostre indicazioni di base, espresse appunto tramite le elezioni e qualche volta i referendum e le proposte di iniziativa popolare.
Possono ascriversi come indicazioni verso i politici anche gli scioperi e le manifestazioni di piazza.
La democrazia in Italia (e le sue limitazioni)
Andiamo a vedere dunque quanta democrazia abbiamo oggi:
Possiamo votare per il nostro deputato o senatore preferito? No. Votiamo per delle liste.
Possiamo scegliere il nostro Presidente del Consiglio? No. E infatti abbiamo avuto in tale veste Mario Monti e Mario Draghi, con una carriera nelle banche, che non si erano mai presentati prima al vaglio della cittadinanza candidandosi alle elezioni.
Possiamo scegliere il Presidente della Repubblica? No, lo nomina il parlamento.
I risultati dei referendum vengono rispettati?
A volte sì, a volte no, a seconda delle convenienze.
I referendum del 1986 e del 2012 sul nucleare hanno riscontrato un rispetto in termini di operatività conseguenziale da parte della politica.
Il referendum sul finanziamento pubblico ai partiti no. Fu rimosso per far posto a nuove disposizioni sui rimborsi elettorali. Si è fatto insomma entrare dalla porta ciò che era uscito dalla finestra.
il referendum del 2012 sull'acqua pubblica è stato rispettato? No, in tanti casi é stata data in affidamento ai privati e tanti saluti alla democrazia.
Il voto tradito, le promesse non mantenute. Votiamo programmi di governo, puntualmente disattesi
Ok, non possiamo votare direttamente per candidati singoli, ma votiamo per i partiti e per le coalizioni di governo. Bene.
Tuttavia, i partiti che abbiamo votato, rispettano il programma politico che ci hanno proposto?
Se la maggioranza sceglie una fazione piuttosto che un'altra, per mettere in campo determinati progetti in termini di economia, immigrazione, libertà individuali, temi di costume, gestione della giustizia, ammortizzatori sociali, limitazione delle ingerenze di grandi gruppi finanziari e sovrastutture esterne come Nato, Stati Uniti e Unione Europea...
e poi i partiti di maggioranza non fanno quanto promesso, decidiamo noi o decidono le oligarchie?
Libertà di opinione
Siamo tanto bravi a dileggiare la mancanza di libertà in altri paesi ma non ci rendiamo conto che in Italia di democrazia non ce n'è così tanta come pensiamo.
Prova a fare il cantante, l'attore o il direttore d'orchestra e a dichiararti di destra. Prova a fare il giornalista e a criticare i politici Ucraini e Israeliani e poi vediamo se fai carriera, almeno tra le grandi major discografiche e tra i grandi media.
Certo, quasi sempre possiamo dire la nostra opinione. Scrivo "quasi sempre" perchè in alcuni casi o i grandi media ignorano del tutto o quasi alcune posizioni condivise da milioni di Italiani.
In altri casi invece, quando una persona che gode di prestigio e notorietà esprime pareri scomodi, i grandi media gli scatenano una campagna di stampa feroce volta a distruggerne l'immagine.
In definitiva: come cittadino comune, sei libero di esprimere quello che pensi, ma la tua opinione non conta nulla o quasi.
Democrazia o oligarchia?
Possiamo denunciare lo strapotere delle banche e gli extra profitti delle compagnie energetiche.
Possiamo dirlo, ma nessuno farà niente.
Giorgia Meloni, la corrente Presidente del Consiglio e leader del primo partito del nostro nobile e amato paese, aveva promesso di rimuovere le tasse sulle transazioni bancarie e di tassare i guadagni delle compagnie energetiche a seguito delle speculazioni seguenti al conflitto Russo-Ucraino.
Lo aveva promesso ma non lo ha fatto. E perché?
Perché ha voluto evitare lo scontro verso potenziali avversari troppo forti.
Giorgia Meloni era anti Unione Europea e anti Euro.
La vediamo invece andare a braccetto con Ursula Von Der Leyen e promettere massima collaborazione. Del ritorno alla lira invece non se ne parla proprio più.
Il discorso è sempre lo stesso: perché imbarcarsi un una guerra contro una entità così potente?
Eppure aveva fatto delle promesse. Promesse non mantenute. Non solo da lei, ovviamente, non è la prima come politico a farlo.
Ma allora: se noi votiamo, scegliamo perché ci sono state promesse cose specifiche e ciò non avviene, dov'è il potere del popolo?
Chi di noi aveva votato per vedere destra e sinistra che si alleano e mettono al governo un banchiere, come nelle esperienze di Monti e di Draghi?
Nessuno, eppure è successo.
Riforme necessarie
Qualcuno dirà: "Ma le elezioni -nomine del Presidente della Repubblica e del Presidente del Consiglio sono disciplinate dalla Costituzione Italiana (articoli 83, 84 e 85 per il primo, articolo 92 per il secondo).
Ebbene: la Costituzione sbaglia, o meglio: è desueta. Al tempo si volevano evitare i personalismi del Fascismo e gli uomini forti soli al comando, allora vennero ideati tanti contrappesi istituzionali. Oggi tali bilanciamenti, a cui se ne sono aggiunti altri, ostacolano e paralizzano la democrazia.
Ciò che è legale non è necessariamente giusto. Io voglio votare il mio Presidente della Repubblica e il mio capo del governo. E se decadono, si torna a votare. Il popolo torna a votare, non il parlamento.
Conclusioni
In definitiva, possiamo esprimere opinioni liberamente e possiamo dare indicazioni alla politica tramite un voto limitato ma tali direttive vengono disattese a vantaggio dei potenti.
Inoltre in alcuni ambienti se non la pensi in un certo modo le tue possibilità di carriera si ridurranno di molto.
Democrazia, dunque, non vuol dire solo svolgere elezioni e votare.
Lo si fa anche in Russia. Lo si fa anche negli Stati Uniti, dove i poliziotti sparano in faccia ai propri cittadini senza motivo e dove gli ultimi (i poveri, i malati, i tossicodipendenti) vengono letteralmente abbandonati al loro destino (100 000 decessi per uso di Fentanyl all'anno).
Piuttosto mi convincerò che nella mia amata Italia ci sarà democrazia quando vedrò che di tanto in tanto si faranno leggi per limitare lo strapotere dei più forti,
quando verrà garantita una esistenza dignitosa a tutti, quando tutti avranno davvero pari opportunità di partenza e quando la politica dimostrerà di agire effettivamente nell'interesse del popolo.
venerdì 13 marzo 2026
Di Nardo, bomber a sorpresa
Le sue doti le conoscevamo, ma non era scontato che sfondasse anche in serie B
Di Nardo è uno che ha fame, che ha un obiettivo in testa. Lo si vede dall'impegno che profonde, sul campo di allenamento come su quello da gioco.
Rincorre gli avversari, dà una mano coi compagni, si invola rapidamente verso la porta.
Lui non è nato con una tecnica eccezionale, non ha avuto l' opportunità di calcare i grandi palcoscenici per almeno un paio di anni per poi magari campare di rendita, come è successo a tanti talenti non appieno sfruttati del calcio Italiano.
Cresciuto nelle giovanili della Sampdoria, che ne ha mantenuto per diversi anni la proprietá del cartellino, ha militato in prestito presso altre compagini, girando l'Italia: Latina, Arezzo, Pesaro, Lucca, Sona, Vasto, Campobasso e infine Pescara.
La sua carriera è stata una scalata.
Eppure, tre anni fa, ci fu un momento in cui si ritrovò in serie D, alla Vastese, con la quale ottenne una retrocessione in Eccellenza.
Dalla prospettiva di calcare i campi della quinta divisione tuttavia lo tolse il Campobasso. Da allora ha trascorso due stagioni fatte di sacrificio, goals e crescita individuale.
Se però le annate 2023/2024 e 2024/2025 hanno costituito una splendida tappa per la carriera di Di Nardo, la vera svolta è giunta questa estate.
Nella foto: Di Nardo esulta dopo un goal con la maglia del Campobasso
Il Pescara, che ci aveva giocato contro in Serie C ed approdato dopo quattro anni di purgatorio nella serie cadetta, lo chiama, tramite il direttore sportivo Pasquale Foggia, ad innervare l'attacco.
Per Di Nardo si apre l'opportunità, dopo tanti anni, di giocare in una squadra con un passato importante, che ha partecipato alla serie A e ha annoverato giocatori illustri come Tita, Dunga, Borgonovo, Junior e tanti altri.
Di Nardo veste la maglia numero 9, cogliendo l'eredità di tanti giocatori che hanno regalato emozioni sulle sponde dell'Adriatico: Marco Sansovini (a più riprese, tra il 2009 e il 2016), Mauro Esposito (2000-2001),
Fabrizio Cammarata (1997/1998), Dario Di Giannatale (1996/1997), Andrea Carnevale (1993/1994), Blaz Sliskovic (1992/1993), Stefano Borgonovo (1992/1993), Edi Bivi (1991/1992), Paolo Monelli (1990/1991), Massimo Silva (1979/1980), Corrado Serato (1974/1975), Mario Tontodonati (1941/1942) Tontodonati per giunta era un ottimo attaccante e giocò a Pescara per diversi anni anche con altre maglie; con 120 reti segnate con la maglia del Pescara è il miglior realizzatore della storia del club).
Nonostante il rendimento negativo della squadra per buona parte della stagione 2025/2026, Di Nardo è riuscito a mettere a segno diverse reti, con una accelerazione netta nelle ultime partite. Cosa è successo? Il Pescara, nel mercato invernale si è dotata di calciatori dai piedi educati: Cagnano, Brugman, Insigne.
Proprio dai piedi dei primi due sono partiti due deliziosi lanci nell'ultimo match col Bari, con cui Di Nardo ha centrato la porta.
In tutto ha collezionato, nel campionato in corso, 11 reti e 5 assist, senza mai tirare un rigore.
Di Nardo si sta facendo finalmente un nome anche in cadetteria, marchiando i goals con la sua tipica esultanza alla Batman.
Ora si preannuncia un finale di campionato interessante per il Pescara: nonostante l'ultimo posto la squadra ha iniziato a vincere e a rimontare punti sulle dirette concorrenti e mancano nove partite. Il gioco tra l'altro si è fatto brillante, con giocate sopraffine di diversi giocatori dai piedi buoni.
Insomma, il bottino di reti portato a casa da Mr. Di Nardo è probabilmente destinato a rimpinguarsi.
martedì 10 marzo 2026
È giallo sulla portaerei Lincoln, mentre la Iris Dena è affondata
Il Primo Marzo hanno affermato, in una dichiarazione riportata dai media Iraniani:
"La portaerei statunitense Lincoln è stata colpita da quattro missili balistici" (...) "La terra e il mare diventeranno sempre più il cimitero degli aggressori terroristici".lunedì 9 marzo 2026
Zelensky minaccia Orban di morte, la Ue lo riprende
domenica 8 marzo 2026
Il Pescara strapazza i Galletti: 4 a 0 in scioltezza
Nella foto: Antonio Di Nardo, con la sua tipica esultanza stile "Litfiba"
Insigne arringa i tifosi a fine gara: "Crediamoci"
Scena finale: Insigne e tutti i suoi compagni festeggiano sotto la curva a fine gara. Non era affatto scontato.
Ultima e penultima si scontravano per tre punti importantissimi in chiave-salvezza, ci si aspettava i Biancorossi col coltello tra i denti.
Sono bastati invece dieci minuti per sbriciolare la retroguardia Pugliese e per lasciare intuire quale era la musica nella playlist della serata.
Il Pescara bello di notte ha segnato due goal per tempo, ispirato dai bei passaggi di Insigne (e non solo i suoi), dalla fame di goal del sorprendente bomber Di Nardo e da un pubblico speciale, che ci crede nonostante l'ultimo posto. Si registrano 10 000 presenze nonostante il divieto di trasferta imposto dal Prefetto di Pescara Luigi Carnevale, per fondati motivi di ordine pubblico.
Le azioni salienti
Al 10' Antonio Di Nardo, servito da uno splendido lancio millimetrico di Cagnano (ottimo acquisto del mercato invernale).
Il Barese Moncini ha una bella occasione per pareggiare, gli si aprono gli spazi e si trova senza interferenze, davanti al portiere, ma spara il pallone alto.
Al 40', arriva il primo rigore della stagione per il Pescara. Valzania viene messo giú irregolarmente, capitan Insigne trasforma: e sono due.
Si va al riposo con due goal di vantaggio e per gli Abruzzesi questa è una situazione insolita.
A differenza della gara di mercoledì di Frosinone, questa volta la rimonta non si fa.
I biancazzurri la chiudono con un po' di cinismo che era mancato pochi giorni prima.
Servito da un ottimo lancio in profondità di Brugman, Di Nardo si infila in velocità, supera il portiere, vince la resistenza di vari avversari e segna in scivolata.
La chiuda Valzania, solo davanti al portiere.
Nel mezzo del terzo e quarto goal, c'è tempo per ammirare il "tiro a giro" di Insigne, splendido, dalla distanza, deviato da un ottimo intervento del portiere Cerofolini.
Il Bari ha prodotto solo qualche conclusione imprecisa e un tiro deviato dal portiere Pescarese e rimbalzato sulla traversa. Davvero troppo poco per una compagine che deve salvarsi.
Conclusioni
Il Delfino finalmente ha una vittoria netta, un po' come quella di inizio campionato con l'Empoli.
Ha ottenuto il suo primo rigore del 2025/2026, a fronte di molti altri inspiegabilmente negati. L'ultimo tiro dal dischetto concessogli risaliva addirittura a 12 mesi fa! (Febbraio 2025).
Il Pescara ora ha 25 punti, è a tre punti dal Bari (penultimo), a quattro punti dai Play Out e a cinque punti dalla salvezza diretta.
Da quando Brugman e Insigne sono entrati in forma, con l'aiuto anche di innesti invernali, la squadra del Vate si è messa a correre: 10 punti nelle ultime 5 partite. Una media da promozione.
In più, ha affrontato già le prime del campionato, quindi la aspettano alcuni incontri (come quello di oggi) contro squadre più abbordabili (anche se nel calcio nulla è scontato).
Purtroppo le sue dirette avversarie per la salvezza hanno iniziato a fare punti, ma se il Pescara vince gli scontri diretti, il percorso in salita diventerà pianeggiante.
Tutto pronto per il fischio di inizio. Pescara e Bari si giocano la salvezza
venerdì 6 marzo 2026
"Mai senza mia figlia!" (1991). Storia di un film tragicomico, suo malgrado
Quando ero ragazzino, ricordo di aver visto varie volte in tv un film che parlava dell'Iran. Erano gli anni in cui gli Americani dovevano spalare me.. beh diciamo ketchup sui paesi non graditi, un tanto al chilo.
Siccome all'epoca e anche per parecchi anni successivi non circolavano facilmente informazioni più approfondite, la mia idea della Persia si è cristallizzata su certe scene del film come la mia concezione di Turchia si improntò su Fuga di Mezzanotte, altra pellicola esagerata, tra l'altro piena di comprovate invenzioni.
Essendo da poco finiti gli anni '80, gli autori mantenevano lo stile diretto, sparato ed eccessivo di quegli anni. Certo, "Mai senza mia figlia!" non raggiungeva le vette dei film di Schwarzenegger e di Stallone, ma era comunque una americanata travestita da film di denuncia.
La pellicola venne prodotta dalla Metro Goldwin Meyer (allibisco: una casa di produzione Ebraica che fa un film anti Iraniano, che strano!)
La storia prendeva origine da fatti realmente accaduti e tratti dal libro del 1987 di Betty Lover Mahmoody.
I fatti narrati furono contestati dal marito Iraniano e vi furono critiche sulla narrazione del paese mediorientale mosse da esperti e commentatori vari.
Chiaramente il film e il libro costituiscono un punto di vista unico, parziale, che è quello dell'autrice.
In Iran tante donne non portano il velo (e nessuno le obbliga a portarlo)
L'apoteosi nel film giunge in una scena ben precisa: madre americana e figlia si vestono con il chador e lenzuoli vari. Sporgono piccoli ciuffi di capelli dalle fronti di entrambe.
La mamma tiene in braccio la figlia e giocano a soffiare sui capelli.
Una macchina si ferma e ne esce una donna col lenzuolo nero e un kalashnikov in mano che le minaccia, giacchè il gesto non era gradito. Ecco la scena:
Oggi ho compreso che questa era una voluta esagerazione, che faceva comodo alla propaganda americana.
Anche oggi si fa un gran parlare del velo in Iran e i costumi ai tempi del film, lì, non erano molto diversi da quelli attuali.
Nel primo dei due video, diverse ragazze sembrano proprio sbattersene del velo. Nel secondo anche vediamo donne a capo scoperto.
https://youtube.com/shorts/LFUfDvNRjUM?si=CsogZAJiGAGpa9iK
mercoledì 4 marzo 2026
Iran: il regime non è caduto e non sembra vacillare. Cosa succederà nei prossimi mesi?
Il cattivo gusto dei balletti, mentre 165 bambine muoiono
Nelle tv e nei media nazionali si ripetono, anche un po' troppo, video di Iraniani che ballano festeggiando i bombardamenti contro i propri cari e compatrioti.
La ragione sarebbe che questo processo di guerra potrebbe portare alla fine del regime degli Ayatollah: un evento che, alla prova dei fatti, sembra ancora lontano.
Ognuno ha il diritto di pensare quello che vuole: costoro, come i fan occidentalisti che giustificano le operazioni di Trump e Nethanyau, ritengono che queste morti nei raid degli ultimi giorni siano degli effetti collaterali necessari per ottenere un bene maggiore:
la liberazione del proprio paese da un regime che miete comunque tante vittime.
Al di là della fallacia di questo discorso (che stride coi fatti) è di cattivissimo gusto ballare ed esultare per la morte di innocenti.
Il regime tiene
165 bambine hanno perso la vita a Minab in una scuola, in seguito ai raid Israelo-Statunitensi decisi da Donald Trump e da Benjamin Nethanyau
Ieri, 3 Marzo 2026, migliaia di persone si sono riunite nella cittadina del sud ovest Persiano per piangere tali perdite, gridando: "Non ci arrenderemo" e prendendo posizione contro Stati Uniti e Israele.
Il Primo Marzo, invece, una folla oceanica si è accalcata a Teheran per piangere la scomparsa del Presidente Khamenei, ucciso dai bombardamenti insieme ad alcuni suoi familiari.
Tanti altri eventi con fiumi di persone si sono succeduti in tutto il paese, anche di notte, nonostante il rischio dei bombardamenti.
La verità è che il regime Iraniano, che ci piaccia o meno, gode di supporto vasto nonostante le violenze e le restrizioni.
Si tratta di un'altra cultura e sbaglieremmo a vagliarla con i nostri occhi.
Diamo per scontato che i popoli del medioriente vogliano diventare come noi: consumisti, grassi, materialisti. Siamo immersi in una società in cui principi devono cedere di fronte all'interesse economico.
In altre culture come quella Persiana il successo del singolo è subordinata al progresso di una nazione.
Soprattutto, i Persiani non vogliono vivere sotto lo schiaffo degli Statunitensi, facendosi derubare delle loro risorse come avveniva un tempo.
Cosa aspettarsi adesso?
La guerra continuerà al massimo per qualche altra settimana, Trump avrà ottenuto il risultato di distrarre la sua popolazione dalle vicende Epstein, in cui, al di là delle responsabilità penali o meno, lui stesso è coinvolto. Inoltre avrà dimostrato di aver pagato dazio ai suoi finanziatori di origine Ebraica. Israele domina dall'interno l'estabilishment Americano.
Non sono pochi i contribuenti Americani scontenti del fatto che le cure mediche e il Welfare costino caro, con centomila morti di Fentanyl ogni anno, mentre la megalomania della classe dirigente spende e spande in costosissime armi.
Come nel blitz in Venezuela, in Iran ci sono un aggredito e un aggressore. Chi aggredisce, senza un motivo e nel bel mezzo di negoziati tra le due parti, è l'alleanza Sionista a stelle e strisce.
La rimonta del Frosinone: 2-2 contro un Pescara rigenerato
Nella foto: lo stadio Benito Stirpe di Frosinone
Il Pescara sembra ormai una squadra di vertice, rinforzato dai nuovi arrivi, con vari elementi della vecchia guardia recuperati fisicamente.
Gli Adriatici sono trascinati dagli attaccanti Meazzi e Di Nardo che non perdono un colpo.
Il Frosinone si conferma squadra solida fisicamente e tatticamente. Questi ragazzi non mollano mai e di fatti sono diventati esperti in rimonte.
Il pareggio tutto sommato ci può stare, nonostante gli Abruzzesi abbiano prodotto più palle goal. Il calcio non è fatto solo di occasioni, ma di gestione psicologica e tattica.
Un po' deconcentrati dalla insolita (per loro) situazione di trovarsi avanti di due reti, hanno iniziato a sbagliare qualche passaggio in più e a sprecare occasioni facili sottoporta. Poteva davvero finire tre a zero a un certo punto, ma il rigore procurato e la espulsione di Altare hanno cambiato le sorti della partita.
Il difensore biancazzurro ha peccato di ingenuità ma probabilmente se la sua squadra fosse stata più sul pezzo anche lui si sarebbe risparmiato tale intervento.
Rigore realizzato, 1-2 e poi 2-2, con i Ciociari rincuorati nel finale.
Le reti sono state di Di Nardo (colpo da biliardo in diagonale dopo nemmeno un minuto e raddoppio al 33', approfittando di una distrazione avversaria), mentre Calò ha realizzato il rigore all'85' e Raimondo ha pareggiato al 94' tirando a due passi dalla porta, dopo una serie di passaggi in velocità.
Una nota: ben 800 tifosi Pescaresi sono giunti in Ciociaria a seguire i propri beniamini, in un Mercoledì sera, nel mezzo di una settimana lavorativa. Potevano dar vita a una lunga contestazione questi ragazzi, ma si stanno rivelando l'arma in più per tentare una scalata alla salvezza che ora pare possibile.


































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