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domenica 14 settembre 2025
Birkir Bjarnason si ritira: un augurio speciale al Vichingo del calcio Italiano
Birkir Bjarnason giunse in Italia nel 2012, ingaggiato dal Pescara neopromosso in serie A. La stagione non andò tanto bene, ma l'Islandese si fece segnalare per la sua versatilità: dava una mano in difesa, correva molto, costruiva il gioco e si inseriva in avanti, spesso di testa, realizzando qualche goal.
L'anno dopo, metà del cartellino fu ceduto alla Sampdoria per un milione di euro. La Sampdoria non fu completamente convinta delle sue prestazioni, a mio avviso sbagliando.
Si andò alle "buste", una sorta di asta con cui si decideva all'epoca a chi dovesse spettare l'altra metà del cartellino.
La Sampdoria scrisse: 0 nella sua offerta, il Pescara 320 000 euro.
In pratica, il Delfino si riprese la metà del cartellino che aveva venduto a un milione di euro per 320 000 euro, registrando una plusvalenza di 640 000 euro.
Fu così che il centrocamposta tornò in Abruzzo, dove nella stagione 2014-2015 sfiorò la promozione in serie A: nella doppia finale la spuntò il Bologna con due pareggi, in virtù del miglior posizionamento in classifica durante la stagione regolare.
Militò in vari altri clubs in giro per il mondo: Basilea, Aston Villa, Al-Arabi, Brescia, Adana Demispor, Viking e infine ancora Brescia.
Prima della prima esperienza in Italia, invece, militò nel Viking, nel Bodø/Glimt e nello Standard Liegi.
Bjarnason ha fatto parte delle migliori formazioni della Nazionale Islandese fino ad oggi: quelle tra il 2014 e il 2018, che si qualificarono al primo campionato Europeo e al primo mondiale della loro storia.
Agli Europei del 2016 in particolare, i ragazzi di Lars Lagerbäck raggiunsero i quarti di finale arrendendosi soltanto alla Francia, paese ospitante della competizione.
Il Vichingo con la maglia del suo paese ha collezionato in tutto 113 presenze e 15 reti.
Dopo aver smentito il suo ritiro alcune settimane fa, annunciato da varie testate, il biondo centrocampista ha forse dovuto prendere atto che le offerte giuntegli a trentasei anni non sono ai livelli che lui vorrebbe e trovandosi svincolato a campionati già avviati, ha preferito dire basta sul serio.
A mio parere avrebbe potuto calcare i campi di serie A qualche anno in più durante la sua carriera, misurandosi maggiormente in una competizione tra le più prestigiose del mondo.
Tuttavia ha dimostrato nelle coppe europee per club, agli Europei e ai mondiali di essere un giocatore di prima fascia.
Auguri a lui per i suoi futuri progetti. Adattarsi ad una vita diversa dopo quella agonistica non è facile, ma se l'uomo possiede nella vita la grinta che dimostra in campo, se la caverà egregiamente.
I tifosi del Brescia e del Pescara già stanno esprimendo il proprio affetto e i propri auguri.
In bocca al lupo, biondo Vichingo.
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Argomenti: Birkir Bjarnason, calcio, Islanda
L'intervento di Saviano su Charlie Kirk
Roberto Saviano non ha perso l'occasione di dire la sua sulla morte violenta di Charlie Kirk, freddato con un colpo di fucile alla gola, in un post apparso su facebook.
Lo fa anche con una vera contraddizione logica:
"Non ho alcuna empatia con Charlie Kirk, disprezzo ciò che ha detto, ciò che ha fatto, non riesco ad accodarmi al coro morale, che pur rispetto, che dice che qualsiasi vita umana va rispettata, anche quella di un individuo che ha cercato in tutti i modi di sabotare il diritto all'aborto..."
Quindi Saviano non rispetta la vita di chi cerca di salvare vite umane, piccole creature che vogliono diventare bambini e nascere. Già qui emerge l'assurdità del suo discorso.
Gli dà poi del razzista, del fascista, gli dice di spargere bugie, precisa che Kirk ha accumulato cifre immense (come se lui non avesse fatto soldi a palate con Gomorra, con i suoi libri, tra una reprimenda contro le destre italiane e conferenze sui palchi con il terrorista Adriano Sofri)
La chiosa dello scrittore Campano non necessita commenti:
"Questo individuo, che diffondeva violenza, non poteva che aspettarsi violenza".
Saviano paragona l'omicidio dell'opinionista Statunitense all'incendio del Reichstag, con conseguenze che permetteranno a Donald Trump di prosperare.
Poteva infatti mancare la solita reductio ad Hitlerum degli intellettuali di sinistra? Lo scrittore di Gomorra non ce l'ha voluta risparmiare.
Per la cronaca, sui proiettili l'attentatore Tyler Robinson aveva scritto: "Bella ciao", "Fascist", "Catch this" (Prendi questo).
Insomma, per Saviano non merita empatia quel "fascista" di Kirk, si preoccupa che invece Trump ne uscirà rafforzato.
Pare che ci si sia già scordati che una manciata di mesi fa lo stesso Trump si salvò per miracolo da un altro colpo di fucile e rischiò di fare la stessa fine del giovane influencer.
Facciamo dunque una summa di quello che sostengono Saviano e quelli che la pensano come lui:
quando la vittima è di destra, è lui che semina odio.
Quando la violenza proviene da destra e le vittime sono di sinistra, è la destra che semina odio invariabilmente.
Qualcosa non torna.
Anche Saviano, come Odifreddi e come molti altri a sinistra, non hanno speso nessuna o quasi nessuna parola di condanna per il folle attentatore. Non si sono adoperati ad analizzare i possibili motivi che lo hanno spinto a fare ciò che ha fatto, non c'é stata una condanna su migliaia e migliaia di persone che hanno letteralmente esultato per questa morte.
È il mondo all'incontrario: chi parla ed esprime idee, si confronta radunando migliaia di studenti e stimolando il loro senso critico è un delinquente.
Un pazzo maniaco che spara per alcuni è quasi un eroe invece, mentre altri come Saviano normalizzano indirettamente la sua azione perchè la persona uccisa "seminava odio" (e non è nemmeno vero) e la vittima fascista e spregevole non meritava compassione; dando retta a questo ragionamento cosa penseranno in molti? Che tutto sommato un soggetto del genere non aveva diritto a vivere.
Questa è la disumanizzazione della sinistra, inclusiva e antirazzista solo se la pensi come lei.
È uno schema già oliato: quando fu scagliata la statuetta del duomo in faccia a Berlusconi, tra i post comunisti e i loro accoliti si disse che il gesto era una conseguenza delle sue parole.
Quando il premier Slovacco Robert Fico beccò delle pallottole in pancia i discorsi fatti dai tg e da molti opinionisti in Italia furono gli stessi.
Bolsonaro fu accoltellato durante la campagna elettorale ma ora se lo sono già scordato quasi tutti. Lo stesso dicasi per Shinzo Abe.
Si tratta di un doppio standard dal fiato corto di quella parte che si dice "progressista" ma che non vuole fare autocritica e che poi si lamenta se vincono le destre.
Pescara calcio: il punto della situazione dopo la terza giornata.
Nella foto: Julian Brandes con la casacca dell'Ajax, la squadra in cui è cresciuto calcisticamente
Ieri pomeriggio il Pescara ha impattato 2 a 2 in casa contro la corazzata Venezia. Nella città del Vate in molti considerano il risultato una mezza vittoria, vista l'apparente scarsa ambizione con cui è stata avviata la stagione.
Parecchi giocatori sono stati presi a pochi giorni dall'inizio del campionato ed alltri all'ultimo giorno di mercato, il Primo Settembre Due difensori, Capellini e Gravillon, sono stati ingaggiati da svincolati alcuni giorni fa (per il secondo sta slittando la ufficializzazione per via di beghe burocratiche).
La società rivendica che questo agire in "zona Cesarini" sia servito a prendere giocatori che altrimenti non sarebbero venuti a Pescara, ma, rimasti ormai senza alternative, avrebbero accettato di abbassare le pretese.
Dall'altro lato si stanno perdendo verosimilmente dei punti preziosi giacché la squadra sta stentando ad amalgamarsi e necessiterà ancora di diverse settimane per mostrare il meglio.
Giungono in soccorso della causa biancazzurra le due pause del campionato di B per via degli impegni delle Nazionali: una è appena trascorsa e la prossima ci sarà a Ottobre.
Inoltre l'allenatore è nuovo e pratica un gioco diverso da quello del suo predecessore Baldini. Questo fattore giustifica la necessità di tempo per la assimilazione degli schemi e degli insegnamenti del Mister ai giocatori.
Nella partita contro i Lagunari il Delfino si è trovato a perdere con due goal di scarto fino a metà del secondo tempo, per poi recuperare anche grazie all'incitamento del pubblico di casa che non è mai mancato.
Olzer ha segnato per la terza volta in tre partite (anche se il goal di Mantova viene ufficialmente considerato una autorete per via di una deviazione del portiere), Di Nardo da subentrante ha dato buone impressioni, Tsadjout ha confermato le impressioni avute nei giorni precedenti mostrando sacrificio e condizione atletica.
La mia personale impressione è che la squadra giocherebbe bene con il 4-2-3-1, avendo tante seconde punte e trequartisti in organico.
Tuttavia Vivarini sa il fatto suo ed è un allenatore esperto e sta virando decisamente sul 3-4-2-1.
Al di là del modulo si notano dei miglioramenti ma il campionato è lungo e tutto è ancora possibile.
Sono molti ancora i ragazzi in organico di cui non conosciamo ancora il potenziale, tra cui il mediano di contenimento Julian Brandes.
Vedremo.
sabato 13 settembre 2025
Pescara vs Venezia: le probabili formazioni
Sarà forse la giornata dell'esordio di Frank Tsadjout, punta centrale di grande forza fisica e di sacrificio. Negli allenamenti il classe 1999 nato a Perugia è sembrato già in grande forma.
Formazione di partenza del Pescara (3-4-2-1):
Desplanches,
Brosco, Corbo e Pellacani;
Valzania, Squizzato, Dagasso e Olivieri;
Olzer e Sgarbi;
Tsadjout.
Venezia:(3-5-1-1)
Stankovic;
Schingtienne, Korac e Franjic;
Hainaut, Doumbia, Duncan, Busio e Bjarkason;
Compagnon;
Adorante.
Pescara-Venezia: Le dichiarazioni dei tecnici Vivarini e Stroppa
Vivarini: Il Venezia ha un alto tasso tecnico. Per noi è il momento di far scattare la scintilla. Stroppa: è sempre bello tornare a Pescara, ho ottimi ricordi
Appare tranquillo Vincenzo Vivarini. Il periodo di sosta dovuto alle partite della Nazionale con Estonia e Israele ha consentito al Pescara di recuperare il terreno sul piano della forma fisica e dell'assimilamento delle idee di gioco.
Il tecnico, nato nel 1966 ad Ari (provincia di Chieti, a poch e decine di chilometri da Pescara) ha avuto così due settimane di tempo per conoscere meglio il gruppo e per cambiare il suo modo di giocare.
"Nel gruppo vi sono elementi di lungo corso, come per esempio Brosco, Pellacani e Cangiano. Il Delfino è abituato a giocare con un 4-3-3 e sta affrontando la transizione al 3-4-2-1, che comporta movimenti molto diversi.
Mister Stroppa tende a far allargare le squadre avversarie per trovare spazi in avanti. Siccome ha elementi di grande spessore tattico ha la possibilità di fare questo. Loro tra l'altro vengono dalla Serie A e hanno una rosa importante.
Occorre molta intensità da parte nostra.
Per quanto riguarda noi, sono contento che il mercato sia finito. Sono appena arrivati due buoni elementi che completano la rosa in difesa (Capellini e Gravillon, ndr) visto che eravamo un po' scoperti in quel reparto.
Per il resto sono contento di poter ora lavorare con un buon gruppo al completo. Dobbiamo essere bravi a far scattare la scintilla, il pubblico capisce che il nostro avvio è stato difficile , visto che Pescara è una città matura dal punto di vista calcistico. Noi della squadra abbiamo la possibilità coi risultati di portare entusiasmo tra i tifosi.
Le vittorie servono molto a portare morale a una squadra giovane che ha bisogno di conferme".
Giovanni Stroppa, che ha allenato il Pescara in serie A quasi ad inizio carriera, si è così espresso:
"Ho ottimi ricordi del Pescara. Fui io a dimettermi, le cose non andavano troppo bene, purtroppo dopo di me andarono peggio. Ho comunque vissuto una buona esperienza, Pescara è una città e un ambiente straordinario per fare calcio. Io venivo dal Sud Tirol in serie C e per me fu una grande opportunità, dopo la quale ho dovuto fare un passo indietro e ricominciare dal basso".
Sul mercato: Sono soddisfatto del mercato, dobbiamo migliorare la condizione e mi aspetto che con la forma fisica si alzi il livello tecnico.
Sulle avversarie candidate alla promozione:
"In questo campionato equilibrato e difficile, dove tanti giocatori che dovevano andare in A sono rimasti, chiunque può balzare in testa alla classifica. Il problema è restarci, lavorare, diventare forti, avere continuità e resistere fino alla fine".
venerdì 12 settembre 2025
Chi era davvero Charlie Kirk?
Sul profilo facebook di Repubblica campeggia da ieri l' illuminante (si fa per dire) discorso di Massimo Basile.
Ormai come da prassi, quando si spara ad una persona nota che non sia in linea con le idee di sinistra, non si fa una analisi e una condanna delle azioni e del pensiero del criminale che spara. Piuttosto si infanga la vittima.
Su queste pagine online abbiamo analizzato tale fenomeno durante l'attentato a Robert Fico in Slovacchia.
Tuttavia potremmo menzionare le reazioni di giubilo per la morte di Berlusconi, della Thatcher e di Gianluca Buonanno.
Kirk viene definito razzista, omofobo, misogino e tanto altro ancora in questo minuto e mezzo di follia prodotto da Massimo Basile, che aggiunge pure: "Chissà, se si fosse salvato si sarebbe avviato un processo di beatificazione di Charlie Kirk, verso un futuro alla Casa Bianca".
E quindi? Hanno fatto bene ad eliminarlo? Non una parola é stata spesa da Basile in questo intervento contro l'insano gesto.
Non una parola che esprima rispetto per la morte.
Un ragazzo di trentun anni, nel pieno delle forze e delle facoltà mentali, è stato strappato alla vita. Una moglie e due figli piccoli sono rimasti senza di lui.
Numerosi sono anche i commenti sui social di persone piccole piccole che ironizzano o si dicono "indifferenti" con il leitmotiv del: "Visto che rivendicava il diritto a possedere armi, se l'è cercata".
Al di là di qualche provocazione di questo noto opinionista Americano, vi invito a seguire i suoi video, soprattutto se comprendete la lingua Inglese.
In questi confronti, postati su youtube e sui social, quasi sempre vedi Kirk che contrappone il buonsenso a discorsi sciroccati:
tra i suoi interlocutori, c'è chi vuole sentirsi un giorno uomo, altro donna, un altro giorno qualcos'altro ancora, al di là della realtà dei fatti;
altri promuovono l'aborto a cuor leggero;
in un altro confronto un ragazzo chiede risarcimenti per gli Afroamericani oggi per le condizioni di schiavitù in cui tale categoria versava centocinquanta anni fà.
Al di là delle opinioni di ognuno e della condivisibilità delle idee di questo influencer Statunitense, i suoi confronti nei campus universitari erano scambi sempre educati, civili e tutto sommato simpatici e innocui.
Qualcuno gli ha sparato da un tetto e con un colpo solo, da duecento metri, lo ha stroncato.
Un giovane, Tyler Robinson, si sarebbe consegnato alla polizia e avrebbe già confessato.
Attenderemo conferme.
Intanto altri interventi completamente fuori dalla luce della ragione sono stati raccolti dal mainstream, come per esempio quello di Piergiorgio Odifreddi, scienziato ormai diventato opinionista a tutto tondo, che ha scatenato la reazione delle persone in studio:










