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domenica 7 novembre 2021

"Frontiere", la trasmissione Pro Vax che piace a governo, a Big Pharma e al re Hammurabi

Tecniche di comunicazione Rai:screditamento della controparte e informazione filogovernativa; si analizzano le opinioni ma "casualmente" l'ultima parola spetta a chi dà ragione alle istituzioni


Premesse

Incominciata con un paio di domande retoriche, quasi a mantenere la "giusta distanza" prescritta dall'ABC dei giornalisti, la trasmissione di Franco Di Mare "Frontiere" è sembrato un correttivo d'ufficio alla botta di verità e di coraggio del giornalismo di Sigfrido Ranucci. 

Il conduttore è andato in onda in replica subito dopo Frontiere con "Report", programma col quale ha rovesciato un vaso di incongruenze sui vaccini Pfizer e sulla gestione pandemica, dimostrando di non avere paura dei colossi farmaceutici.

Coraggio, è questa la parola chiave. Franco Di Mare è stato perfino canonizzato da una fiction Rai. Lui, l'impavido giornalista che narrava la guerra nei Balcani, tra uno sparo di cecchino e un campo minato.

Ieri il buon Franco non ha avuto il coraggio di cercare la verità con un po' più di pervicacia, appiattendosi alla visione che solo per combinazione, non sia mai detto il contrario, è quella del governo.

Del resto il Nostro lavora alla Rai, dove il dissenso su certi argomenti negli ultimi due anni è stato di fatto cosa rara.

Non stupiamoci se poi i giornali non si vendono più e si reggono sui fondi pubblici e se la sede della tv nazionale vede raccogliersi sotto i propri uffici centinaia di manifestanti.

Nella trasmissione si dà spazio prima alle ragioni di chi esprime critiche e dubbi sul green pass e sui vaccini, per poi convocare ospiti in studio che hanno il compito di riortopedizzare il pubblico alla verità di cui essi sono i depositari, che guarda caso (ma è solo un caso, per carità), è quella del governo.


Alfonso Celotto: "Il Green pass non discrimina"



Nella foto: il Giurista Alfonso Celotto

L'avvocato e costituzionalista Alfonso Celotto giudica il cartellino verde legittimo e contemperante degli interessi di tutti:

"Il Green Pass è inclusivo, giacchè racchiude tutte le categorie" - asserisce il docente di Castellamare di Stabia -: "i vaccinati, coloro che hanno recuperato dal virus e coloro che vogliono fare il tampone. Non vuoi fare il tampone? E' affare tuo, è come uno che non vuole prendere l'autobus. Io sono un "no autobus", sono libero di non prenderlo, ma poi vado a piedi. Non posso pretendere che lo stato mi paghi la benzina".

A ciò però si può ribattere che il tampone costa almeno 15 euro ogni 48 ore e che deve spendere sulle 200 euro almeno circa per lavorare, ragion per cui la misura non è affatto inclusiva, come il cattedratico sostiene, ma è discriminatoria. 

Rilievi giuridici sulle affermazioni di Celotto

Non c'è bisogno di una laurea in legge per sapere che l'articolo 4 del testo costituzionale recita: La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto"

Tutti poi conoscono l'articolo 1. L'Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro.

L'articolo 3 invece, non si concilia con la coesistenza di due categorie in regime di apartheid: vaccinati e non vaccinati. Esso infatti recita: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Per quanto riguarda la salute, l'ultima riga dell'articolo 32, che riporto in grassetto pone una pietra tombale sulle aspirazioni sadiche di qualcuno: 

"La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge.

La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana".

Ebbene io ritengo che forzare anche indirettamente al vaccinarsi con un siero di cui in maniera inoppugnabile non si conoscono effetti a medio e lungo termine sia non rispettoso della persona umana.


La legge UE 2021/953 sul Green Pass, nata per regolare gli spostamenti in ambito comunitario, fa riferimento ai punti 6-7-11-14-20-26-33-36-42-44-48-62 precedenti all'articolo 1 a principi di non discriminatorietà e di proporzionalità.

Occhio per occhio, dente per dente. Non ti vaccini? Ti paghi le cure mediche. Il viaggio involutivo dalla Costituzione Italiana del 1946 al Codice di Hammurabi.

La rozzezza del discorso del professor Celotto non mi ha più stupito quando ho appreso quanto da lui scritto sull'Huffington Post: 

“Si potrebbe pensare di introdurre la sanzione di far pagare le cure a chi non si vaccina e si ammala di Covid”.

https://www.huffingtonpost.it/entry/la-sanzione-per-chi-non-si-vaccina_it_6128f391e4b06e5d80cca7d7

Il rispetto alla persona del signor Celotto su queste pagine e da parte mia ci sarà sempre. Ciò non mi può tuttavia esimere dal definire tali parole una "bestialità" indegna di uno stato di diritto moderno e dell'anno di grazia 2021.

Non difformi dal mio pensiero in merito sono le parole di un costituzionalista ben più illustre di Alfonso  Celotto, Michele Ainis: Mi ha fatto saltare sulla sedia leggere Ilaria Capua che ha detto 'il no vax si paga le cure ospedaliere se si ammala'. Questo è abnorme, c'è bisogno di attestarsi su una linea mediana per bilanciare diritti e sensibilità in gioco"


Paradossi della discriminazione verso i non vaccinati


Se tale principio dovesse passare, chi fuma e poi si ammala di cancro dovrebbe pagarsi le cure.

A questo punto lo stesso principio si dovrebbe applicare a chi da ubriaco provoca un incidente stradale e finisce in coma lui stesso.

Lo si potrebbe estendere a qualsiasi forma di criminale, giacchè egli danneggia gli altri e spesso anche sè stesso.

Il non vaccinato che non rinuncia alla salute ma vuole decidere sulla sua integrità fisica e sulla sua prevenzione (come conseguenza la tesi Celotto-Capua) sarebbe trattato peggio di un delinquente, perchè per il secondo il diritto alle cure c'è e per il primo no.

I cittadini Italiani pagano imposte dirette e indirette altissime che finanziano anche il sistema sanitario. Le pagano praticamente tutti, visto che quando compriamo qualcosa paghiamo l'Iva o imposizioni simili come le accise su tabacco e benzina.

Facciamo un esempio: un non vaccinato che lavora e paga una percentuale del suo reddito allo stato ha diritto alle cure alla pari di un vaccinato che non lavora, dato che oltre a pagare le tasse ha anche un diritto sancito dalla costituzione.


Nella foto: Re Hammurabi, il protagonista assoluto e vincitore morale di questa vicenda

Il discorso del professore, di una rozzezza sconcertante, ricorda il codice di Hammurabi. Nato in Mesopotamia, nella terra dei Babilonesi, è il primo testo normativo della storia dell'uomo a quasi 4000 anni fa. Leggiamone alcuni passi:

14. "Qualora qualcuno rubi il figlio minorenne di un altro, sia messo a morte. 15. Qualora qualcuno prenda uno schiavo della corte maschio o femmina o uno schiavo maschio o femmina di un uomo liberato fuori dalle porte della città, sia messo a morte. 195. Qualora un figlio colpisca suo padre, gli siano troncate le mani. 196. Qualora un uomo cavi un occhio ad un altro, gli sia cavato un occhio. 197. Qualora un uomo rompa un osso ad un altro, gli sia rotto un osso. 198. Qualora cavi l'occhio di un uomo liberato o rompa l'osso di un uomo liberato, pagherà una mina.

Occhio per occhio, dente per dente dunque. Non ti vaccini col siero sperimentale? Devi soffrire l'imposizione di una pena e pagare.

Evidentemente il signor Celotto ha studiato talmente bene le leggi da aver assimilato alla grande anche lo spirito del Codice di Hammurabi. Congratulazioni.

Il dibattito tra i Costituzionalisti


Nella foto: Daniele Trabucco, Giurista

Concludo il discorso facendo menzione che i costituzionalisti sono tutt'altro che concordi in merito. Oltre ai rilievi del già citato Michele Ainis, vi sono le nette critiche alla tessera verde di Giovanni Guzzetta, Daniele Trabucco, Vincenzo Baldini. Trabucco in un articolo sostiene: 

"dato che è evidente che il cosiddetto Green Pass non è in grado di escludere il contagio e la trasmissione dell'agente Sars-Cov 2 viene meno il mezzo rispetto al fine" e fa riferimento all'articolo 3 della Costituzione in merito ai principi di "ragionevolezza" e di proporzionalità"

Lo screditamento della oncologa Patrizia Gentilini. Prima le chiedono la sua opinione e poi la fanno a pezzi verbalmente



Nella foto: Patrizia Gentilini, Oncologa

"C'è chi resiste, impermeabile ad ogni ragionamento e a ogni sollecitazione": già dalla presentazione si comprende quale sia la opinione di Franco di Mare.

La oncologa Patrizia Gentilini  dice la sua: ho 72 anni, sto bene, non ho nessuna malattia, non mi sono vaccinata perchè ho più paura degli effetti del vaccino rispetto al Covid. Se avessi paura delle malattie non avrei fatto il medico. 

Uso le precauzioni che tutti devono usare (mascherine et cetera) ma sono tranquilla perchè so che ci sono cure efficaci. Non mi sento una egoista perchè se contraggo la malattia sviluppo una immunità più duratura e più ampia di chi è vaccinato, contribuendo efficientemente ad un processo di immunizzazione collettiva 

-"Il danno che crea una persona del genere laureata oncologa nella popolazione confusa è enorme"-

getta così la maschera Franco di Mare. Gli fa eco la sua ospite immunologa Stefania Salmaso: "Sembra che questa persona non abbia vissuto su questa terra nel 2020".

La oncologa ha dubbi sulla vaccinazione per i bambini, che sono poco esposti, dati alla mano, ai danni da Covid, ma anche qui il duo Salmaso-Di Mare dissente.

Si arriva poi a delle risatine ironiche nel commentare le cure elencate da Patrizia Gentilini, tra cui il farmaco Ivermectina.

"E' un antiparassitario, è un farmaco per mucche e cavalli" sostiene la Salmaso". Costei sa benissimo che è usato da decenni anche in ambito umano, al di là della efficienza sul Covid o meno.



Ecco un paio di fonti: https://humanitas.it/enciclopedia/principi-attivi/farmaci-dellapparato-gastrointestinale/ivermectina/

https://reference.medscape.com/drug/stromectol-ivermectin-342657

(in quest'ultimo si specificano le dosi in ambito adulto e pediatrico).

Una cosa è certa. Una trasmissione tv come questa strapperebbe gli applausi di: management di case farmaceutiche produttrici di sieri-vaccini Covid; governo italiano e partiti di destra e sinistra che vi partecipano; re Hammurabi, che offrirebbe un posto da consulente ad Alfredo Celotto, che già lo è stato per vari ministri della Repubblica Italiana.

mercoledì 3 novembre 2021

La libertà non è da dare per scontata, l'Era Draghi lo insegna

Il sindaco Roberto Dipiazza in un bagno di folla, tra baci e abbracci, tre settimane fa alla Barcolana di Trieste. Fino a metà Ottobre ha tenuto comizi con migliaia di persone. 

Lui e il Presidente della Regione Fedriga sostengono che le proteste dei portuali di Trieste abbiano prodotto nuovi contagi, sulla base di "autodichiarazioni" (esistono prove documentate, possibilmente  in merito? Quanti sono gli autodichiaranti?)

Logica vuole, allora anche i comizi di Dipiazza con Fedriga presente potrebbero aver prodotto nuovi contagi. 

Viviamo in un'epoca strana. I valori politici di trent'anni fa si sono totalmente ribaltati. Abbiamo sinistre predominanti che vanno a braccetto col capitale e destre che perorano, più che altro nei comizi, le cause del lavoro e dei problemi delle masse popolari.

Di certo negli ultimi anni ho imparato una cosa: la libertà non è una conquista permanente e immutabile.

Il senso di libertà va inteso non solo come indipendenza da qualcuno che regola la tua vita, ma come affrancamento dall'indigenza.

E' chiaro ormai che le "elite" globali, quelle che hanno piani ambiziosi di ridefinire lo stile di vita, i rapporti di forza e i modelli economici e produttivi del pianeta hanno deciso che le masse occidentali hanno vissuto secondo standard troppo alti. Bisogna prendersi molto di più e lasciare alla plebe le briciole.

È il momento per le lobby di sferrare una offensiva. Gli stati nazionali sono la fabbrica delle leggi. Le leggi permettono al più debole di non essere schiacciato dal più forte. Come dunque aggirare l'ostacolo? Creando organismi sovranazionali che scavalchino i governi legittimamente eletti.

Nel caso italiano si è reso ininfluente il voto, grazie anche a una Costituzione parzialmente desueta, che ha permesso a persone votate da nessuno di sedere sulla poltrona di Capo del Governo e di inquilino del Campidoglio senza passare dalla approvazione dei cittadini.


I governi tecnici sono una realtà da alcuni decenni in Italia e sono retti spesso da maggioranze non volute da nessuno. I cittadini oggi votano per un parlamento con liste bloccate, senza preferenza possibile per il singolo candidato (fatta eccezione per i collegi dei residenti all'estero).

Dopodichè, una volta eletto il parlamento, esso dà vita ad alleanze e maggioranze che non rispecchiano il volere dell'elettore (destra e sinistra insieme, finti populisti insieme a finti post-socialisti).

 

Insensato inseguimento di un corridore solitario in mascherina sulla spiaggia di Pescara, che si candida ad essere la scena più idiota del millennio.

La distopia è tutta qui: arriva il liquidatore fallimentare con l'aura del professore universitario a smantellare le aziende pubbliche.

Persone come Mario Monti e Mario Draghi, provenienti dalle banche, sono stati salutati come salvatori della patria.

Per preparare il terreno sono proliferate alcune crisi fasulle e indotte. Viviamo in una shock economy ed uno stato di perenne emergenza, che và a giustificare poi l'avvento del grande leader. Costui, in nome del  nostro bene e della nostra sicurezza ci toglierà benessere e diritti.

La crisi post 2008 è stata ingigantita dalle misure deflattive e di austerity che hanno messo ancora più in ginocchio industria e lavoratori.


È seguito poi lo spread, che mai era stato un problema in regime di sovranità monetaria e che è servito a fare altra macelleria sociale.

Il quadro global-virale degli ultimi due anni, invece, è lievitato con una martellante propaganda mediatica al fine di comprimere libertà individuali, in una escalation inimmaginabile in precedenza.

Ma che bello scenario: persone chiuse a casa, obbligate a mettere uno straccio su naso e bocca anche in ambienti urbani e campestri deserti, multate pesantemente con centinaia se non migliaia di euro se non obbediscono;

economia distrutta; autopsie non effettuate che rendono difficile conoscere eventuali errori medici e di procedura; funerali proibiti.

Divieti di sciopero e di assemblea con la scusa del morbo invisibile, mentre i politici si incontrano nei G8/G20 e si sfidano nelle elezioni autunnali del 2021. 


E allora sì, le piazze possono affollarsi anche per applaudire Conte, che mostra sui social  migliaia di supporters radunarsi per lui. Poco importa che Conte li abbia rinchiusi per mesi.

La pandemia, in definitiva, c'è ancora.

Tuttavia il morbo sembra non frequentare comizi e proteste grate ai partiti filogovernativi (vedi manifestazioni CGIL, DDL ZAN).

Il Primo Novembre il sindaco di Trieste Dipiazza ha chiesto provvedimenti "al limite della legalità" (parole sue) per fermare le proteste in corso dei portuali "No Green Pass".


Tali assembramenti avrebbero portato ad un aumento dei contagi, secondo lui, il Prefetto di Trieste Valerio Valenti e il Presidente della regione Massimiliano Fedriga. Pertanto tale Prefetto ha vietato manifestazioni nel capoluogo Giuliano fino al 31 dicembre.


Due settimane fa Dipiazza dispensava abbracci e baci tra la folla in campagna elettorale. Tre settimane fa altrettanto espansivamente abbracciava e baciava i potenziali elettori alla famosa "Barcolana".

Ora vuole imporre a tutti la mascherina e vuole vietare il diritto di pubblica assemblea sancito costituzionalmente.

In tutto questo marasma chi ha il coraggio di dissentire o di porre dubbi e perplessità viene immediatamente attaccato dalla stampa di destra e sinistra, mai come ora tutta "di governo", salvo rare eccezioni.

L' opposizione da parte dei partiti si limita a pochi partiti di opposizione. La loro azione non è forse abbastanza decisa e intransigente. L'involuzione coercitiva e reazionaria attuale richiederebbe tutte le armi che la Costituzione e lo stato di diritto offrono, usate con intelligenza. 

Quasi 900 professori hanno firmato un documento contro il green pass, criticando l'obbligo del tampone a pagamento di controllo o del vaccino per lavorare e per svolgere altre attività.

Ma no, secondo il giornalista Aldo Grasso sono tutti professori sconosciuti e di non grande importanza.


Fidiamoci di lui,che conosce tutte le Università e le branche dello scibile umano.

I filosofi Giorgio Aganben, Massimo Cacciari e Diego Fusaro criticano la gestione epidemica? Devono essere screditati ad ogni costo.

Lo Storico Barbero esprime dubbi sulla Tessera Verde? Giù attacchi e bastonate verbali anche a lui. Improvvisamente il divulgatore più amato d'Italia diventa addirittura un sessista per una dichiarazione innocente di pochi giorni fa.

Gli scienziati Tarro e il premio Nobel Montagnier vanno controcorrente? Ma no, sono vecchi rincitrulliti dagli anni.

Invece il supertelevisivo e presente al red carpet di Venezia Roberto Burioni ha sempre ragione. Ipse dixit. La verità è sua e ne è il depositario fin quando sarà in linea col governo.

Questa Giunta tecnosanitaria targata Draghi è finora servita a rottamare Alitalia, ad aumentare le bollette dell'energia del 40% e a terminare la svolta autoritaria dell'esecutivo Conte Bis.

Poco importa che in 80 piazze Italiane si protesti una o due volte a settimana con milioni di persone dissenzienti. Mai nella storia Italiana si sono viste mobilitazioni così ampie.

Bisogna resistere e dare un contributo, ognuno nel proprio piccolo. Non si può indurre la popolazione a vaccinarsi controvoglia per lavoro e servizi, perdipiù con vaccini sperimentali dagli effetti avversi già riscontrati.

Ci troviamo in una apartheid che mette contro vaccinati e non vaccinati.

Ma la sinistra Pd almeno in parte non era quella pro aborto, pro eutanasia, quella femminista del " corpo è mio e me lo gestisco io"?

C'è il silenzio di tanti giuristi, della Corte costituzionale, delle procure. Gli artisti famosi sono quasi tutti "non pervenuti". Del resto molti di loro lavorano tramite le trasmissioni televisive e le fiction prodotte dalla Rai. Dietro la Rai ci sono i partiti. Non sia mai che una mezza dichiarazione adiri i rispettivi "santi patroni". 

Per contro c'è un popolo spaccato. Una parte è favorevole al governo, una fetta è dubbiosa, un'altra ancora si rivela menefreghista.

Resta poi una minoranza consistente di milioni di individui indignati che và ascoltata.

Nessun patto può essere fatto contro questo assetto di potere. Draghi deve dimettersi e presentarsi alle elezioni se vuole governare.

Le Big Pharma, le banche e gli enti dell'energia devono fare affari senza andare in conflitto con gli interessi della comunità.

Non regge più la scusa di uno stato autoritario che deve proteggerci.

La stessa scusa fu usata dal Fascismo negli anni '20 dopo un paio anni di rivolte operaie filobolsceviche (la rivoluzione di Ottobre in Russia era fresca di realizzazione).

L'odio verso chi dissente deve finire.

"Riders, sputate nei piatti dei no vax" (David Parenzo)

“La scena più ridicola, questi Rosari in mano. Usando un passo di Primo Levi: Dio sputa in terra le vostre preghiere” (Ciro Pellegrino, giornalista di Fan Page sui portuali di Trieste che pregavano seduti). 

“Propongo una colletta per pagare ai novax gli abbonamenti Netflix per quando dal 5 agosto saranno agli arresti domiciliari chiusi in casa come dei sorci”,(Roberto Burioni) 

"Convincere a vaccinarsi chi ancora non lo abbia fatto. Il Green pass obbligatorio, anche per respirare, credo sia la via più efficace e dai costi più accettabili" (Pier Luigi Lopalco, epidemiologo). 


"Spingeremo perchè sia stabilito che il peso di eventuali nuove restrizioni gravi su coloro che non sono vaccinati, perchè sono dei disertori - Se questa è una guerra, in una guerra c'è chi ha paura, non combatte, viene messo al muro e fucilato. Qui non fuciliamo nessuno, ma il peso di eventuali nuove restrizioni deve gravare esclusivamente su questi disertori, che mettono a rischio la salute di tutti. La pazienza è finita. (Michelangelo Agrusti, presidente Alto Adriatico Confindustria).

Occorre buonsenso, soprattutto da parte delle persone in vista del nostro paese, che non sembrano all'altezza della situazione. Occorrerebbe rassicurare, comprendere, aiutarsi a vicenda. Invece...



Ecco il risultato di tanto terrorismo mediatico




lunedì 12 aprile 2021

Pescara calcio, dov'è ora il supporto ai nostri ragazzi, nel momento della verità?


Nella foto: Daniele Dessena dopo il goal di Brescia. Foto: Massimo Mucciante, Pescaracalcio.com

Striscioni, litigi, brutte parole. La squadra però è sola.

Diverse volte, quest'anno, si sono visti striscioni anonimi in città per spingere il Delfino a fare meglio. C'è stato un confronto, quasi violento, presso il campo di allenamento del Poggio degli Ulivi, con l'intervento "di stimolo" da parte di alcuni cosiddetti tifosi che evidentemente non conoscono troppo la filosofia Zen.

Si agisce spesso con la forza della negatività per pungolare i nostri beniamini.

Adesso la squadra ha bisogno di aiuto. La città che ama il calcio deve starle vicina. Non è il tempo delle critiche. Una vittoria in casa col Pisa, un bel pareggio contro un Monza che ha giocato benissimo, un pareggio di carattere col Brescia hanno tracciato il varco.

Ora ci sono tre scontri diretti contro Entella, Cosenza e Reggiana. Vincere contro i diretti avversari vorrebbe dire guadagnare tre punti su di essi e sarebbe preziosissimo. 

Sarà un finale di campionato interessante e siamo sicuri che i nostri se la giocheranno con grande tempra.

giovedì 8 aprile 2021

Piove sui nostri volti silvani, piovono multe. Viaggiano a trenta all'ora





*Attenzione: questo post ha una pubblicazione programmata, decisa precedentemente. Note: the time and day of posting for this article has been set in advance, by automatic mechanism. 

15 500 verbali in un mese su un totale di 120000 abitanti. Con limiti di 30 all'ora in discesa. Il Comune stracci le multe: in qualità di creditore, può farlo. E magari chieda scusa. 

Piove in questi giorni su Pescara. Dopo un anticipo di primavera avanzata, con temperature quasi da spiaggia, la Natura si è ripresa il suo spazio e ha bilanciato i conti. 

L'ultimo colpo di coda dell'inverno è tornato, quasi come se fosse per legge o come qualcosa che non si può evitare. Ormai i cittadini Italiani e Pescaresi sono già abituati ad alcuni colpi che non si possono evitare. 

E con furbizia Mefistofelica sorgono divieti surrettizi e un senso del rispetto delle regole che maschera il desiderio di fare cassa. Non si contano ormai le restrizioni alla libertà e alla circolazione degli esseri umani. 

La regola e la legge diventano non più misure per difendere i cittadini ma scuse sottili per vessarli. La scena video ridicola in cui due poliziotti rincorrevano un podista solitario con tanto di mascherina in una spiaggia deserta, per intenderci, è avvenuta a Pescara.

E cosa potremmo dire altrimenti dei limiti di velocità imposti a 30 kmh su strade in discesa, dove la multa con i dispositivi elettronici scatta anche solo a 32kmh, almeno stando ai racconti dei multati? É notizia recente quella delle 15 500 multe dal 22 Febbraio al 28 Marzo, nella città del Vate, su un totale di 119.455 abitanti (dati di un censimento recente). 

Tolti i bambini e coloro che non guidano l'automobile, giungiamo ad una proporzione di un cittadino multato su cinque. Come potremmo descrivere questo capolavoro di cattiveria? Come dorme chi lo ha ideato? 

E qual è il ruolo ormai dei corpi di polizia locale? Servono essi la legge, l'ordine o le casse comunali? Pescara è una città basata sul commercio, già provata dalle recessioni degli ultimi decenni, dall'euro e dalla crisi del 2008 (da cui non ci siamo mai ripresi). 

É giunta poi la pandemia che si è abbattuta come una alluvione divina sui nostri crani e specificamente sulle fronti degli esercenti. Non è retorica. 

I commercianti oggi chiudono, si suicidano, sono ridotti alla fame, non sono spesso in grado di provvedere ai bisogni delle proprie famiglie. Già gabelle dalle reminiscenze Aragonesi e assurde li affliggevano: tasse sull'ombra (sulle tende per l'esattezza) sull'insegna, sulla tv presente in negozio e chi più ne ha piú ne metta. 

Ascolta. Piove dalle nuvole sparse. Piove su le tamerici salmastre ed arse, piove su i pini scagliosi ed irti, piove su i mirti divini, su le ginestre fulgenti di fiori accolti, su i ginepri folti di coccole aulenti, piove su i nostri volti silvani, piove su le nostre mani ignude, su i nostri vestimenti leggieri, su i freschi pensieri che l'anima schiude novella, su la favola bella che ieri t'illuse, che oggi m'illude, o Ermione. 

Pescara era un tempo una città ariosa, con poche automobili, case in stile liberty generalmente non più alte di due o tre piani, strade ampie e viali alberati. Era un posto che produceva bellezza. 

"La pioggia nel Pineto" appena citata, scritta dal Pescarese D'Annunzio si riferiva ad altri luoghi ma potrebbe essere stata ambientata tranquillamente nelle distese di pini aghiformi che abbondavano all'epoca. Ora la pioggia che cade a tratti in questi giorni è una doccia che nasconde le lacrime; 

è il tentativo di un lavaggio impietoso dei nostri peccati e delle nostre miserie. L'economia è al collasso, in tanti fanno la fila alla mensa dei poveri, altri si trincerano dietro una dignitosa apparenza. 

Il Comune di Pescara faccia un passo indietro e ammetta l'errore. Se servono soldi si riducano i compensi dei politici e di tutto ciò che direttamente o indirettamente ruota attorno all'incarico pubblico, incluse le consulenze inutili, quelle eventuali, quelle presenti e quelle future. 

Il Comune è alla stregua di un cittadino; è un soggetto giuridico che vanta crediti. In quanto creditore, può stracciare le multe e rinunciare a riscuoterle. Le annulli. Le cancelli. Ponga rimedio e non lo faccia più. Metta una toppa a colore a questo cappotto vergognosamente logoro. Possibilmente, con un gesto di intelligenza, chieda anche scusa, senza se e senza ma. 

Questo smacco, questa indecente offesa ai cittadini fa bene il paio con il bagno fatto fare dal precedente sindaco nei liquami. Alcuni anni fa, precisamente il 27 Luglio 2015, si ruppero alcune condutture, che sversarono nell'arco di tre giorni nel fiume 25000 metri cubi di liquami ed escrementi. Alcuni tecnici incaricati versarono 350 litri di acido peracetico "Oxy Strong" per sciogliere tale materiale organico. 

Morale: il fiume è vicino alla spiaggia e i bagnanti nuotarono nelle feci e nell'acido. Il Primo Cittadino di allora ammise di aver taciuto l'emergenza e di non aver imposto il divieto di balneazione in tempo. Per me questi episodi (quello delle 15 500 multe in un mese e quello del bagno nella m.) pari sono, a fronte di una classe politica di tutti gli schieramenti le cui azioni si rivelano inadeguate e provinciali. 

Che il Cielo protegga Pescara, che la pioggia la depuri, che il sole le dia un sorriso e la asciughi.

mercoledì 7 aprile 2021

Dopo Monza, il ritiro di una squadra che può vincere ancora


Damir Ceter. Foto: Massimo Mucciante, Pescaracalcio.com


*Attenzione: questo post ha una pubblicazione programmata, decisa precedentemente. Note: the time and day of posting for this article has been setted in advance, by automatic mechanism.

Bene, bene, bene.

Siamo reduci da una trasferta in terra Lombarda in cui il Pescara ha mostrato un calcio pieno di bollicine, brillante. É stata una partita da serie A, in termini di qualità e spettacolo.

Tralasciamo il racconto pedissequo della gara. Ve lo hanno già fatto. Vi hanno già abbuffato di commenti tecnici e di immagini con replay e non.

No, non è di questo che volevo parlarvi, cari malati del Delfino.

Qualcuno, sono sicuro pochissime persone che rappresentano lo 0.1% della tifoseria, ha piazzato uno striscione ingiurioso nei confronti di giocatori e società, qualche giorno fa.

Ma che bravi. Proprio in un momento in cui la lotta per non retrocedere è aperta e i nostri beniamini avrebbero bisogno di incoraggiamento.

L'unico scopo di costoro sarebbe di supportare la squadra, visto che si prendono così sul serio da ritenere di avere un qualche potere e di svolgere un vero e proprio lavoro in tal senso, dimenticando che il pallone è un gioco.

Ecco che la squadra poi se ne infischia, vince col Pisa e centra uno splendido pareggio contro il Monza; i Brianzoli hanno in organico gente che ha fatto i mondiali e ha giocato le coppe europee per club: Boateng era in campo, Balotelli è comunque in organico, Paletta lo conosciamo tutti.

Diciamoci la verità: qualcuno ha invidia per il presidente Daniele Sebastiani. É un uomo di successo, che si è imposto con le sue forze come imprenditore e ha portato il Pescara in serie A due volte, guadagnandoci pure qualche soldo.

E a chi dice che il merito della sua prima promozione fu di De Cecco, ricordo che il magnate della pasta si fece da parte quell'anno, il Seba rilevò le sue quote mettendo denaro fresco dalle sue tasche e pagò gli stipendi, le trasferte, le tasse e i ritiri per tutta la stagione, oltretutto occupandosi del mercato di gennaio.

Chi non è nessuno, si sa, dà la colpa delle sue sconfitte agli altri e cova invidia sociale. Ora qualche omuncolo delle frange teppiste rimpiange Scibilia, che fu  cacciato da Pescara con la violenza da lui e dai suoi simili. E allora lo dicano che non gli sta bene niente e che se anche dovesse venire un emiro a fare le fortune della squadra, essi lo bersaglierebbero alla prima sconfitta. 

Tornando al Pescara, che è fatto da elementi dai piedi buoni e con qualcuno a cui auguro ogni bene, come Odgaard, Ceter e lo stesso Capone (bentornato tra noi, tra i vincenti che danno il massimo e che sanno imporsi!) siamo in piena lotta per non retrocedere, stiamo giocando benissimo, la vittoria non può sfuggirci.

Tanto per dirne una su quanto una minoranza rumorosa di supporters non meriti uno come Sebastiani, egli ha affittato per cinque giorni, sei se contiamo la mattina del 10 aprile, albergo e campo di allenamento a Brescia. Il capolugo Orobico infatti non dista molto da Monza. 

Per far concentrare meglio i ragazzi evitando un doppio viaggio Monza-Pescara, Pescara-Brescia, il dirigente paga hotel per 35 40 persone almeno e la pigione delle strutture sportive. Un esborso di parecchie migliaia di euro solo per non fare stancare gli atleti.

Il Pescara a Brescia va a prendersi una vittoria che vuole, che ormai desidera e su cui ormai è focalizzata.

Allo U Power stadium non ci siamo stati anche per via delle porte chiuse, ma la nostra presenza è stata tangibile. Il nostro cuore e i nostri occhi, il nostro respiro si facevano sentire vicini alla squadra.

E ci siamo divertiti, eccome. Abbiamo giocato alla grande. Abbiamo creato trame di gioco brillanti, abbiamo fatto il tiro a segno con la porta di Di Gregorio, abbiamo sofferto a tratti la manovra avversaria ma sempre a testa alta.

Avanti così e sono sicuro che a Brescia vedremo un bel Pescara.

domenica 21 marzo 2021

Pescara calcio: la situazione a 8 partite dalla fine del campionato





E' un bel po' di tempo che non si gioisce, sulle sponde Dannunziane. La già difficile situazione sanitaria ed economica che attanaglia del resto tutto lo stivale non trova consolazione nelle vicende calcistiche.

L'anno scorso il Delfino ha acciuffato la serie B per i capelli, con una doppia finale dei play out.

Quest'anno le cose sembrano andare ancora peggio: nonostante il fatto che le dirette avversarie vadano piano, ma veramente piano, i biancazzurri faticano a vincere: solo 5 en plein su 30 gare. 

Adesso mancano 8 partite alle fine, alcuni sono scontri diretti. Per centrare i play out bisognerebbe agganciare Reggiana e Cosenza a 29 punti. Davanti c'é anche l'Ascoli a 28, il Pescara è a 23, sotto c'è solo l'Entella a 21.

Ciò che preoccupa è lo stato d'animo dei ragazzi. Martedì c'è stata la partita persa in casa con l'Ascoli. Il Pescara ha giocato in 10 per tutto il secondo tempo, al termine di una prestazione  coraggiosa in cui il goal della beffa è arrivato al 92'.

La mazzata è stata evidente ma ciò che non è giustificabile è la prestazione successiva. Ieri infatti il Delfino  è sceso scarico sul campo di un modesto Vicenza. Il gruppo sembra avere già mollato, fatta eccezione forse per Dessena, Masciangelo e pochi altri.

I ragazzi non sono in grado di reggere la pressione e lo stress accumulato. I cambi di allenatore con Breda e Grassadonia hanno prodotto pesanti carichi di lavoro, nel tentativo di risanare un avvio di campionato disastroso (7 gare su 9 perse con Oddo in panchina).

Grassadonia dice che sta sottoponendo i suoi ad allenamenti durissimi, allora forse è proprio qui il punto: potrebbe essere meglio giocare con un po' di incoscienza, all'attacco, con la testa leggera come se le cose fossero già compromesse e con l'idea che non c'è nulla da perdere. Un atteggiamento più fanciullesco gioverebbe: giocare per il gusto di farlo, cercare di vincere perché il calcio è un gioco e chi gioca si diverte se prevale.

Sempre meglio di questa valle di lacrime che tira giù inevitabilmente e giustamente le critiche dei giornalisti e il malcontento dei tifosi. Una vecchia canzone diceva: "All'inferno delle verità io mento col sorriso".

E sulla via della positività possiamo tutti noi Pescaresi rilassarci e vada come vada. Il calcio da noi continuerà anche in serie C e la storia locale ci ha già mostrato che dopo qualche anno di crisi ci sono state risalite spesso esaltanti.

lunedì 15 marzo 2021

"Complichiamoci la vita", il nuovo lavoro di Foma Fomic



In tempi in cui l'arte viene percepita come inessenziale e secondaria rispetto ad altre esigenze umane, la figura dell'artista continua ad affascinarmi. Il suo valore aggiunto in una società che altrimenti non potrebbe progredire nemmeno in altri campi, è il fatto che questa categoria di persone vede il mondo per come potrebbe essere; costoro non si lasciano troppo condizionare dai limiti individuali e collettivi che rischiano di ingabbiare tutti in una realtà triste.

 

E' per questo che Foma Fomic, nome d'arte di Giovanni D'Avanzo, continua il suo percorso di creatività e di stimolo, non curandosi dell'attualità bigia, sebbene sia destinata presto a rischiararsi. Già pochi mesi fa il preavviso di ciò che bolliva in pentola si intravedeva: il divertentissimo video, colorato e tecnologico, di "Vendo canzone inedita", per esempio, si fa beffe dell'esigenza della donna e dell'uomo di musica di pubblicizzarsi e di "farsi mercato", ovvero di diventare l'essenza del commercio; per l' arte batte il cuore, di fantasia sono fatti i sogni, di guadagni materiali l'uomo si alimenta. Ed è da qui che parte il gioco della pubblicità: te la scrivo io la tua canzone di successo, accattivante, al passo coi tempi, arpeggiata, rockeggiante, elettronica, pandemico negazionista, romantica,in stile dichiarazione d'amore...funeral party, tanto tutto sta andando a tr..

 

E che dire di "Cercasi Stalker"? Consiglio di cercarla su youtube, è puro divertimento. E' questo l'iter che poi porta all'ultimo lavoro di Foma Fomic, "Complichiamoci la vita". In questo periodo il nostro postsovietico di Tallinn sembra insistere molto su una realtà su misura, ovvero su quello che gli americani chiamano i "silver bullet", quei proiettili di argento che consentono di colpire nel segno e di dare quello che manca alla tua routine.


In tale fusione scintillante al sole si incastona la perla "Personal Cribbio", chiaro omaggio ai Depeche Mode. Nel frattempo il "nostro" si sta dedicando alla radio e medita la vendetta e la ribalta dell'audioromanzo, forma di espressione antica e nobile della nostra radio nazionale, che tuttavia funge da seguito coerente agli spettacoli musical-teatrali a cui Foma ci ha ampiamente abituati.

 

Anche "Complichiamoci la vita", oltre ad essere disponibile come prodotto musicale new media su Bandcamp.com, promette di essere una lunga scia di spettacoli teatrali da attuare in ogni dove, sperimentando location nuove e in linea col periodo pandemico.

 

 

Su Spotify.com è inoltre rinvenibile il podcast "Radio Fomic", con il racconto dei concerti fomici più belli degli ultimi anni

 

Da qui ci riallacciamo ad un altro progetto parallelo e molto prossimo: "Foma Fomic nello spazio", scritto da Foma e Giacomo Fava (che è anche il regista) in cui ci sarà la sempre gradita e incontenibile partecipazione di Rubynia Reubens.

 

CREDITS Hanno collaborato e partecipato a Complichiamoci la vita": Luca Verde (nelle vesti di chitarrista, arrangiatore e produttore), Gabriele Bruno (nelle vesti di corista e pianista), Marcello Pardieri (in arte Ugo Pard, autore e co-interprete del brano "Contro" e co-autore del brano "Il calendario del manager"), Elena C. Patacchini (co-autrice dei brani "Cercasi stalker", "Il postino scaltro" e "Milanograd"), Stefano Mora (nelle vesti di bassista, arrangiatore e produttore), Stefano Tedesco (batteria), Matteo "Grigo" Grigolini (chitarra classica), Marina Ladduca (cori), Samuele Rampani (arrangiatore e produttore del brano "Cuore e amore", per il quale sono intervenuti come coristi anche Maya Pristeri, Sabrina De Cristofano e Carlo De Cristofano) e Marco Barusso (che ha curato la masterizzazione del brano "Vendo canzone inedita").


 

martedì 8 settembre 2020

Riflessioni sparse sul Covid 19 e sulla sua gestione in Italia e all'estero

In questi lunghi mesi che intercorrono oggi e Febbraio, da quando l'incubo del Coronavirus é diventato internazionale e si è esteso all'Italia, non ho pubblicato una mia opinione in merito.

Ho preferito aspettare, in primis perché oberato da altri impegni lavorativi.

In seconda battuta, ho cercato di metabolizzare l'enorme mole di informazioni parallele ma piú spesso divergenti in merito.

Ricordo che mi suscitò molta impressione il  Decreto presidenziale che bloccò i confini della Lombardia, per poi estendersi rapidamente a tutta la nazione.

Bisogna premettere che nessuno Stato si é fatto trovare pronto per questa emergenza. Il Covid 19 era qualcosa di nuovo e inaspettato, di cui non si conoscevano bene né dinamiche né cure.

Si é deciso in Italia di chiudere gran parte delle attività pubbliche e private, quasi sul modello Cinese.

Tale scelta è stata disastrosa per l'economia e per di piú non si sono prese misure sufficienti per attutire il grosso impatto finanziario che c'è stato sulla popolazione.

Gli aiuti europei sono stati tardivi e parzialmente legati a condizioni che indebitano gli Italiani. Questi fondi ancora non vengono utilizzati per il momento.

Era necessario chiudere la popolazione a casa per piú di due mesi?

Secondo me no. In casa, una famiglia di quattro o cinque persone costrette a stare vicine per tutto il giorno, il virus si diffonde molto di più che in situazioni dinamiche come camminare per strada o prendere un caffè all'aperto. 

In molti casi è stata vietata addirittura la vendita da asporto per ristoranti e bars. Una mazzata tremenda per gli esercenti, quando sarebbe bastato assicurarsi che i lavoratori usassero appropriatamente guanti e mascherine. Tra l'altro buona parte del cibo da asporto può essere scaldato a casa, per ulteriore sicurezza contro virus e batteri.

In Ungheria in tutto questo periodo di Covid invernale ho visto molti giovani e non solo andare in giro in comitive e non si sono viste conseguenze disastrose.

Il lockdown è stato molto più parziale e il presidente Orban ha chiesto il permesso al parlamento per attuarle, ritirando i poteri speciali dopo due mesi.

In Italia il premier Conte ha agito principalmente per decreto, mettendo in fuorigioco il parlamento, che è il centro di una Repubblica come la nostra ""parlamentare", dove la vera rappresentanza del popolo  costituita dalle due camere. 

In Svezia senza lockdown e mascherine si sono avute percentuali di contagi e morti inferiori a quelle del Belpaese e in questi ultimi giorni, mentre i casi di Covid 19 aumentano in tutta Europa, nel paese svandinavo la situazione è molto migliore.

Incomprensibile è stata la scelta di chiudere le scuole e le discussioni cervellotiche su come tornarvi a settembre, visto che i giovani sono poco colpiti dal morbo.

Incomprensibili sono state le spese speciali di sanificazione che i negozianti hanno dovuto pagare per riaprire il negozio, perchè tale pulizia non protegge le superfici dal virus già dall'ingresso del primo cliente.

Adesso il premier Conte dice che non ci possiamo permettere un altro lockdown così e che non ce ne saranno altri. Sia pure con delle attenuanti derivate dalla novità di questa pandemia, francamente poteva comprenderlo prima.

Un altro fattore che mi ha dato molto fastidio è stato il tentativo propagandistico del governo e della stampa ad esso consociata di esagerare il senso di paura per il virus.

In genere un governo tranquillizza il popolo e cerca di non creare l'allarme, come si ci aspetta nervi saldi da un buon padre di famiglia che detiene la leadership sui propri cari.

Abbiamo visto scene patetiche e ridicole. Runners solitari con tanto di mascherina, vecchietti che prendevano un po' di sole, spesso da soli, rincorsi o precettati dalle forze dell'ordine.

Mafiosi pericolosissimi scarcerati mentre la popolazione era forzatamente carcerata tra le mura domestiche, con scene fantozziane di canti collettivi sui balconi. Questo mi ha ricordato alcune carceri dove pure ci sono dei balconi transennati e dove i detenuti comunicano e talora cantano. Una visione tragicomica e tutt'altro che solidale, visto che in molti spiavano i vicini e li segnalavano alle autoritá per una passeggiata, peggio che nella DDR di memoria post bellica e comunista.

Per quanto riguarda l'origine del virus, erano noti studi in cui si riportava che a Wuhan, in Cina, si stavano compiendo già da anni esperimenti sui coronavirus detenuti dai pipistrelli.

In base a questo non è da escludere l'origine artificiale del virus.

Il fatto che poi ci sia chi, legittimamente o meno, sta facendo soldi sul Covid 19, é addirittura lapalissiano e non c'é nulla di complottistico.

Riguardo ai "negazionisti": il virus esiste, ma se si diffonde la paura oltre misura, le persone non si fidano più  dei governi e possono essere portate a credere addirittura all'inesistenza del patogeno e della malattia, sebbene abbiano strumenti per appurarla.

Sbagliato é stato negare l'autopsia di parte e i funerali per i parenti delle vittime. É stata una pratica poco trasparente.

Propagandistica, invece, é stata la sfilata dei camion coi presunti deceduti.

Indecenti, sono stati i dati gonfiati da fonti istituzionali che hanno calcolato come morti di Covid 19 molti soggetti che sono morti di tutt'altro, sia pure positivi al tampone. Questi fatti sono documentati ampiamente.

In definitiva, é sbagliato lanciare un allarme generale, recludere persone, chiudere attivitá e mandare a rotoli l'economia per proteggere il 2% della popolazione che potrebbe avere rischi gravi derivanti dal virus, che, sostanzialmente e senza paura di smentita, dati alla mano uccide poco più di una influenza.



venerdì 7 agosto 2020

Il Pescara ai Play Out: 180 minuti per salvare una stagione




La stagione regolare è terminata in maniera inaspettata per il Delfino: dopo aver sfiorato la finale play off un anno fa circa, la compagine adriatica si è trovata a lottare per non retrocedere in terza serie. A nulla è servito il cambio di tre allenatori: Zauri, Le Grottaglie e Sottil non sono riusciti a dare ad una squadra dai valori tecnici non disprezzabili quel po' di grinta che l'avrebbe fatta rendere per quello che è il suo potenziale.

Degli errori del presidente Daniele Sebastiani si è già parlato: rosa troppo ampia, allenatori inesperti per la categoria, mancato rimpiazzo di Jose Machin a Gennaio, mancato acquisto di una punta di spessore. 

Della sfortuna si è altrettanto fatta menzione: partite perse immeritatamente all'ultimo minuto, infortuni di pedine importanti. 

A questo punto però tocca ai giocatori dimostrare di avere quei valori umani che non stanno venendo fuori. L'ultima partita di campionato col Chievo era una vera e propria finale, che avrebbe potuto decretare la salvezza senza ulteriori complicazioni. E' stata persa in malo modo, senza letteralmente tirare in porta, con una sfilata di giocatori che si muovevano come "signorine grandi firme" per Via Montenapoleone. 

Una finale è una finale. Se ti giochi l'intera stagione ed una fetta della tua carriera personale, scendi in campo con una gamba sola. Se sei in ospedale perchè avevi le coliche sei ore prima scappi col grembiule da infermo e raggiungi lo stadio per giocartela. 

Adesso c'è la finale contro il Perugia, con andata e ritorno tra pochi giorni. Il Grifone è messo male come i biancazzurri. Sfiduciato, molle e confuso. E' ora di fare gli uomini, perchè una squadra svogliata non la raddrizza neppure Mourinho, se non si dà una mossa. E' forse giunta l'ora che essa si assuma le proprie responsabilità.

Anche per il singolo giocatore, far scivolare la propria squadra nella categoria inferiore o meglio essere uno degli artefici di siffatto capolavoro, inciderebbe sulla propria carriera significativamente.

La percezione del suo valore individuale ne risentirebbe. Anche a livello negoziale, rischierebbe di farsi ingaggiare per pochi soldi da un club di B (se gli va bene) pur di non rimanere  nelle sabbie mobili della serie C. 
E' una questione di rispetto verso i Pescaresi, da sempre attaccati al pallone.

Una squadra di calcio in Italia è parte integrante della cultura, degli usi e costumi e rappresenta una città sia in patria che nel mondo intero. Ancora oggi ci sono persone all'estero che conoscono Pescara per via dei trascorsi nel 2016 e nel 2017 in massima serie.