Nessuno tra gli addetti ai lavori ha messo in dubbio la professionalità del Mister e dei ragazzi. L'unica medicina è la vittoria: è ciò che vogliono tutti a Pescara
Chi è familiare alle dottrine di coaching che studiano come essere efficienti nel lavoro e il più possibile vincenti nello sport, conosce una regola ben chiara.
Il vincente non trova scuse negli altri o nella sorte avversa per le sue sconfitte o per le aspettative disattese: riconosce gli errori, identifica i propri punti deboli e va avanti, rispondendo con i risultati.
Da un paio di settimane il tecnico Pescarese Antonio Buscè, forse sentendosi sulla graticola e leggendo e ascoltando i media che davano per possibile un suo esonero,
ha iniziato ad avere una comunicazione aggressiva nei confronti della stampa, oltre ad elencare una serie di giustificazioni per i risultati che non arrivavano:
dagli episodi sfortunati alla negatività dell'ambiente, alle scorie nel morale dei giocatori derivanti dalla retrocessione precedente, fino al ridimensionamento del fatto che il Pescara abbia seri problemi in alcuni meccanismi di gioco.
Ieri, senza nessuna sollecitazione da parte dei giornalisti, li ha attaccati duramente, abbandonando anche una intervista condotta da Rete 8, per poi presentarsi in sala conferenze con uno sfogo di una decina di minuti.
-Nelle ultime tre partite abbiamo fatto sette punti, abbiamo vinto a Livorno e nemmeno quello andava bene. Abbiamo pareggiato col Guidonia in casa: non si aspettava altro, evvai con le altre critiche! (...) si va sul personale, si è scesi alle offese sulla mia persona. Sono un padre di famiglia, ho 50 anni, sono nel calcio da 35 anni (..)
Non sono venuto a Pescara a farmi prendere per il c. (...)
Addirittura ci sono dei giornalisti che fanno interviste ad altri allenatori per avere un parere su come deve giocare il Pescara e questo vi fa capire che persone sono.
Veniamo trattati, io e i ragazzi, come degli scappati di casa e questo non va bene (..) Non ho mai visto nessuna squadra metterci sotto sul piano del gioco -
Caro Buscè, proprio i numeri a cui ti appelli non sono opinabili. Il Pescara ha 15 punti su 10 partite ed ha un organico tra i più forti in assoluto sia del suo girone B che dell'intera categoria, che conta 60 squadre.
I risultati, lo riconosci anche tu, sono al di sotto delle aspettative.
Il punto è che il Pescara è troppo lungo sul campo, la difesa difende spesso troppo bassa (tranne forse ieri e con la Vis Pesaro), il centrocampo quasi sempre non fa filtro, i meccanismi offensivi sono prevedibili.
Rarissimamente abbiamo visto quest'anno scambi di prima tra gli attaccanti, con le difese avversarie che hanno quasi sempre il tempo di schierarsi.
Seguo più o meno tutti gli streaming e le trasmissioni locali: tra i giornalisti tutti, eccetto uno di cui non faccio il nome, hanno sempre avuto toni pacati nei tuoi confronti e della squadra.
Nessuno di loro comunque ha attaccato la tua persona.
Fare domande ad altre persone del calcio, inclusi allenatori, è totalmente legittimo: sono persone competenti che possono esprimere la loro opinione, se espressa con garbo e così hanno fatto. A chi bisognerebbe chiedere una opinione su come gioca una squadra, al salumiere?
Ci sono poi alcuni streaming gestiti da tifosi, che non sono giornalisti: a maggior ragione la loro opinione, che può essere anche arguta, va vista alla luce del loro ruolo.
In una di queste trasmissioni web, che forse hai modo di aver visto, Mister,
è stato di recente interpellato Giuseppe Pillon, tecnico di lungo corso che ha guidato il Pescara per una stagione e mezza. Pillon non è entrato nelle tue scelte, ma ha parlato del bisogno di continuità di risultati per portare entusiasmo nei ragazzi che giocano e nell'ambiente.
I giornalisti hanno tutto il diritto di criticare se vedono un gioco che non convince.
I tifosi, invece, sono abbastanza concordi nel dire che la squadra rende al di sotto del suo potenziale e che l'allenatore non li convince.
Ovviamente ci sono anche pareri diversi ma quello appena scritto è quello maggiormente ricorrente.
Rispettabile e competente Mister Buscè: la vittoria è l'unica medicina.
Vinci e verrai portato in trionfo, tu e i ragazzi. Da Pescaresi non vogliamo altro che questo.

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