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domenica 18 ottobre 2009

Royksopp


Un ruolo importante nel panorama dell'elettronica degli ultimi anni spetta di diritto ai Royksopp. Ormai non è una bestemmia collocarli a fianco dei Kraftwerk, a ragione considerati i padri della techno, o dei Chemical Brothers.
Sebbene il duo scandinavo, come quello britannico, non abbia il merito di aver creato un nuovo genere e non possiede la stessa carica rivoluzionaria dei Kraftwerk, il talento e la raffinatezza non si discutono.
Torbjorn Brundtland (sintetizzatori e vocoder) e Svein Berge (sintetizzatori, batteria elettronica e voce) si conobbero ai tempi del liceo, ed ebbero modo di condividere la passione per la musica, sperimentando e studiando assieme quel tipo di musica d'avanguardia su cui hanno plasmato col tempo il loro stile.
Il Primo disco è del 2001, Melody A M, a cui sono seguiti The understanding (2005), Royksopp, night out (dal vivo, del 2006), Back to mine(2007), Junior (2009).

Particolarità dei Royksopp è quella di mutare il proprio suono con estrema disinvoltura, e probabilmente anche un loro estimatore spesso non è in grado di riconoscerli, al solo ascolto di un brano nuovo.
La costante ad ogni modo è sempre la strumentazione elettronica.

La musica dei Royksopp si presta a molte variazioni di tema, e infatti si contano molti remix dei loro brani. I djs hanno esaltato le proprie doti, grazie a loro.
Non c'è da stupirsi, visto che anche la dance è ormai frutto di un lavoro su strumentazioni elettroniche, campionatori, sintetizzatori, computers, macchine per il missaggio e la post-produzione.
Ecco alcuni brani scelti del repertorio del duo scandinavo:

Sparks, bellissima canzone dall'atmosfera notturna e rarefatta.




What else is there, con un video nordico e dal fascino sinistro, raro esempio di clip musicale in cui gli effetti speciali sono usati con buon gusto e non a sproposito


Eple



Poor Leno

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