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martedì 30 gennaio 2024

Il caso Russel Brand, un uomo scomodo

    

Russel Brand è un attore Inglese noto anche ad Holliwood. Forse è meno conosciuto in Italia rispetto ad altri nomi, ma ha una fama internazionale ben solida. Io l`ho visto in un  remake di Arturo, pellicola del 1981 con Dudley Moore e Liza Minnelli.

Nell`Arturo del 2011 anche Brand era piuttosto folle nel suo ruolo di un giovane ricco e viziato. Al suo fianco c`era Greta Gerwig, brava e bella nei panni di una ragazza semplice che con i suoi problemi veri apre gli occhi ad Arturo sulla vita.

Da alcuni anni Brand fa furore con un videoblog su youtube con milioni di iscritti. Di fatto fa concorrenza alle reti televisive. Nei suoi video parla molto appassionatamente e velocemente, tocca molti temi e lancia accuse ben circostanziate e documentate.

Prende di mira numerose lobbies politico-finanziarie, esprime idee controcorrente in tema di pandemia e guerre.

E` un personaggio scomodo. Uno di quelli da mettere nei guai con la solita scusa dello scandalo sessuale, perchè ha pestato troppi piedi.

Ecco dunque che, in una forma di squadrismo mediatico vero e proprio, ben due media, il 16 Settempre 2023, il Sunday Times e Channel 4, hanno riportato di diverse donne che avrebbero subito abusi da lui tra il 2006 e il 2013. Nessuna donna, delle cinque coinvolte, ha voluto rivelare la propria identità. Una di loro avrebbe fatto sesso non consensuale con lui quando aveva solo sedici anni.

La ragazza, che ora ha parecchi anni di più, ha parlato davanti alla telecamera senza mostrare il volto, con un cappuccio in testa e a distanza di parecchi anni e di diversi mesi dal suo video, non ha denunciato Brand.

Inoltre sono spuntate delle presunte chat tra lui e la ragazza, ma in una parte della conversazione si notano caratteri diversi e più grandi rispetto agli altri. In molti quindi hanno avanzato il sospetto che quella parte della conversazione potrebbe essere stata alterata.

Siamo a fine Gennaio 2024. Nessuna delle donne anonime e accusatrici ha sporto denuncia. Nessuna ci ha messo la faccia. Channel 4 e il Sunday Times hanno deciso di rovinare la reputazione di una persona fino a prova contraria onesta senza lo straccetto della benchè misera prova.

Il risultato del resto è stato raggiunto: reputazione dell`attore scalfita almeno in parte, un grande polverone, un sospetto che durerà per tutta la vita.

Il canale di youtube di Russel Brand nel frattempo è stato demonetizzato e il suo libro che doveva essere distribuito è stato tenuto in sospeso. Lui si è creato nel frattempo un account anche su Rumble, protestando contro il modo di agire di alcune piattaforme, che lui considera poco libere e chiaramente schierate.

E` bello vedere comunque come l`attore Britannico abbia reagito con forza a tutte le accuse e continui ad andare in streaming seguito ancora da milioni di spettatori



Uomini vittime di donne: tre articoli recenti. Ma in Italia c`è il Patriarcato

Non voglio soffermarmi molto su questo argomento, giacchè ho scritto altri post anche di recente in merito e perchè chi ha un minimo di senso critico certe cose le capisce da solo. A parti invertite, per queste notizie ci sarebbero stati mesi di talk shows, di approfonmdimenti giornalistici, di prime pagine e molto altro.

In Italia, su 23 paesi Europei l`Italia era al ventesimo posto in un sondaggio di pochi anni fa, quando la campagna di criminalizzazione verso gli uomini in generale era già iniziata

Ecco il primo link: Omicidio a Martinengo, Diego Rota ucciso a coltellate dalla moglie Caryl Menghetti. La donna era a casa dopo una visita in Psichiatria (ilgiorno.it)



Ecco invece il link sull`omicidio di Acerra:

Napoli, tramortito e poi bruciato vivo nella sua auto: arrestati l'ex moglie e il convivente. L'aggressione con la figlia in casa | Corriere.it




Questo invece è il pezzo del Corriere Adriatico. La storia è perfino intrigante. Adescava gli uomini sui siti di incontri, poi li drogava e li derubava. 

Due di loro hanno rischiato la vita
Attenti, maschietti, quando andate su Tinder!

Pare che questa donna Cubana somministrasse con l`inganno degli antidepressivi. Un tassista ha preso un caffè e un bicchiere d`acqua ed è stato derubato di seicento euro. Si erano dati appuntamenti sul sito di incontri Nirvam.




Nella stessa zona è stata condannata a sedici anni e cinque mesi di reclusione Tiziana Morandi. 

Dal cognome penseremmo che lei canti o dipinga quadri. 
No, non proprio. In compenso ha drogato e narcotizzato nove uomini, almeno secondo la sentenza di primo grado del Tribunale di Monza.
Si tratta di eventi drammatici che in realtà andrebbero trattati con delicatezza e senza fanatismo. 

Delinquono gli uomini, delinquono anche le donne. L`importante è non strumentalizzare i fatti. Non è vero che c`è più maschilismo oggi, semmai è il contrario. Non è vero che tutti gli uomini devono sentirsi colpevoli. Non è vero che la violenza degli uomini oggi è maggiore di venti o quarant`anni fa, è esattamente l`opposto. 

Detto questo, è giusto perseguire i colpevoli, è giusto attuare misure preventive.

Di sicuro la soluzione non è la proposta idiota di tre ministri sulla Educazione Sentimentale nelle scuole, anche perchè Gustave Flaubert purtroppo non è più tra noi da un bel pezzo.

sabato 27 gennaio 2024

Mai più la Supercoppa Italiana all`estero

In questa scena di pochi secondi si sostanzia lo scontro tra due mondi: da un lato un uomo che rinunciò a fiumi di danaro per essere fedele ad alcuni principi, dall`altra un paese come l`Italia, svenduta perfino nel suo calcio. La finale di Supercoppa è stata tolta ai veri tifosi delle squadre Italiana per darla agli Arabi, a cui piace il bel calcio ma che, almeno in parte, non rispettano nemmeno le nostre tradizioni, i nostri valori, e soprattutto la morte di un essere umano di valore che solo poche ore prima era ancora vivo. Che non si ripeta mai più. Mai più competiozioni italiane all`estero, mai più i nostri valori esposti al pubblico ludibrio. Non parlo di tutti gli Arabi, ma quelli che hanno fischiato sono dei beduini sottosviluppati. Non credo che al funerale di un loro parente avrebbero gradito un trattamento simile.

Strumentalizzazione della Shoah e della Giornata della Memoria


Basterebbe lo sproloquio avvenuto al minuto 13:00 di questo video per sintetizzare tutto quello che vorrei esprimere, ma vado avanti. Non si tratta del singolo giornalista in questione ma di un discorso molto ampio.

Gli individui e le comunità di origine Ebraica hanno diritto allo stesso rispetto e riconoscimento rispetto a tutti gli altri gruppi etnici, religiosi e alle istituzioni che ne fanno riferimento.

Sarebbe bello che si organizzassero più convegni, programmi televisivi ed eventi che parlino della cultura storica ebraica, delle loro usanze, delle loro canzoni, della loro letteratura, del loro cibo, dei loro vestiti, delle loro tradizioni.

Ogni essere umano ha diritto ad empatia e rispetto. Tutti gli uomini hanno pari dignità e sono degni della mia amicizia e del mio rispetto.  Conoscere altre culture è una forte di arricchimento che abbatte i pregiudizi.

Detto questo, mi tocca anche questa volta rilevare come l`ideologia rovini i rapporti tra gli esseri umani.

L`argomento della Shoah viene usato sia dalle istituzioni Israeliane sia dai loro lacchè per giustificare qualsiasi nefandezza prodotta dalle lobby finanziarie ebraiche e dai governi Israeliani.

Beninteso, gli Ebrei hanno diritto ad una loro nazione ed essere ricchi, ebrei, italiani, asiatici o africani, non è una colpa di per sè.

Diversa questione però si profila quando una qualsiasi critica verso i massacri condotti dai governi Israeliani negli ultimi decenni o le manovre poco trasparenti di magnati come George Soros vengono denunciate.

Subito parte la caccia all`antisemita.

Questa è la classica tecnica del politically correct: se non  la pensi come me devi essere criminalizzato; sei un razzista, un maschilista, un omofobo e il Cielo solo sa cos`altro.

C`è gente che conoscendo queste dinamiche rinuncia ad esprimere la propria opinione, temendo di essere linciato verbalmente, talora anche dai media ed in ambito nazionale. Questa diventa dunque una pratica antidemocratica: ridurre al silenzio chi non la pensa come la vuole una certa intelighenzia del terzo millennio.

I media e i politici che leccano i piedi a qualsiasi forma di potere forte, sapendo della ricchezza dello Stato di Israele e del potere detenuto dai loro servizi segreti e dai loro estabilishment finanziari sono corsi ai ripari  nel 2024. 

Sapendo che quest`anno con la strage di Gaza la giornata della Memoria sarebbe stata accolta fisiologicamente in maniera diversa, hanno indetto "Le due settimane della memoria"

I grandi media, che hanno tutti una linea politica, hanno iniziato a parlarne due settimane prima, trasmettendo approfondimenti, dibattiti, film, reclame dei film da proiettare dieci o quindici giorni dopo sull`Olocausto.

E` normale che se mentre si festeggia il Giorno della Memoria trentamila Palestinesi vengono uccisi a Gaza e le forze di polizia Israeliane torturano i prigionieri Palestinesi la popolazione mette in correlazione le due cose.

Non basteranno mesi e anni di propaganda per lobotomizzare le masse.

Israele, le sue lobby e i suoi lacchè si prendano le loro responsabilità e non si nascondano dietro la Shoah.

Si parla di Giorno della Memoria per ricordare e per evitare che certi eventi non si ripetano in futuro: questo è così vero che  lo Stato di Israele  sta adottando le stesse pratiche dei Nazisti.

- Bisogna distruggere Gaza, bisogna cancellare Gaza- . Questo è ripetuto da politici, ambasciatori, conduttori televisivi Israeliani.





Non è giustificabile, per punire i terroristi, attuare un genocidio contro una intera popolazione.

Per questo il Giorno della Memoria è già visto come divisivo e ottiene lo scopo 
contrario di quello che si prefigge.

Si ricordano bene certe cose avvenute negli anni `40 e non altre che succedono oggi.

Non ho visto lo stesso impegno e la stessa energia da parte dei governi occidentali per mediare e per portare la pace a Gaza e in Palestina. 

Non vedo centinaia di film su altre vicende atroci della storia: gli stermini degli Indiani Pellirossa, dei Curdi, pochissimi film sulle esplosioni delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki.

Questo è il classico doppiopesismo di chi deve compiacere gli stati Uniti e i loro amici.

martedì 23 gennaio 2024

Gigi Riva, eroe di un calcio che non c`è più

Gigi Riva ha rappresentato qualcosa di più del semplice campione sportivo. 
E` stato un uomo che ha dimostrato dei valori umani molto profondi. La sua è stata la storia di una riscossa di un fanciullo a cui sono venuti a mancare in poco tempo entrambi i genitori, una delle sorelle e che ha avuto un`altra sorella gravemente ammalata.
Immaginate di vivere una giovinezza così. Immaginate un ragazzo che a 18 anni viene mandato in Sardegna, quella degli anni `60 molto più arcaica e povera di quella di oggi.

Questo ragazzo fu adottato dalla popolazione del posto, che gli ha voluto bene, che lo ha invitato a casa, gli ha aperto le porte.

Gigi, soprannominato da Gianni Brera Rombo di Tuono per la sua forza fisica, non ha mai più abbandonato la Sardegna.

Lui era quello che segnò il 3 a 2 nella storica partita Italia-Germania 4 a 3. Fu  la punta di diamante della Nazionale che vinse gli Europei del 1968. Fu uno dei principali artefici dell`unico scudetto della Sardegna e del Cagliari. Pensate a quale senso di riscatto si colleghi quell`evento con il comune sentire di una regione piena di problemi eppure bellissima, per la sua natura e la sua gente.

Rinunciò ad una corte serratissima e asfissiante della Juventus di Boniperti e di Agnelli, che gli offrivano il triplo dello stipendio di Cagliari e possibili vittorie molto più importanti.

Gigi Riva era una persona che sapeva dire di no, che non era in vendita, che aveva pudore nelle interviste di non rivelare alcune conversazioni nemmeno troppo segrete avute con colleghi ed amici.

Aveva un atteggiamento che non si vede più tanto tra le persone che ce l`hanno fatta.

Oggi invece abbiamo sportivi che lasciano una gloria sportiva molto più grande in nome dei petroldollari e di un calcio finto e confezionato, artificiale e in mano a dei balordi che non hanno rispetto nemmeno dei defunti.

mercoledì 10 gennaio 2024

Da Baggio a Haaland, da Trapattoni a Spalletti: il calcio si è evoluto negli ultimi tempi?

Il calcio continua ad essere uno sport seguitissimo in tutto il mondo anche nel 2024, anzi: conquista nuovi spettatori e nuovi mercati. In Cina negli ultimi decenni, di pari passo allo sviluppo delle attività imprenditoriali semi private, l'organizzazione di questo sport è cresciuta, gli stadi si sono riempiti ed i network televisivi si sono attrezzati.

A fronte di un esasperato sviluppo del business che spinge a far svolgere partite quasi ogni giorno e ad allungare campionati, coppe europee e competizioni delle nazionali, l'approccio allo sport più popolare del mondo è cambiato fin dalla educazione dei ragazzi, ovvero:

dalle scuole calcio con genitori invasati sugli spalti a montare il cervello dei ragazzini, come se fossero già dei piccoli professionisti, agli istruttori che mortificano il gesto tecnico individuale a vantaggio della preparazione fisica e dei movimenti collettivi.

Stavo quasi per scrivere che anche la tattica si è evoluta ed è diventata più complessa, ma è una mezza verità che diventa quasi una bugia. Di sicuro oggi si usano molti più schemi di gioco di quando ero bambino.

E' vero anche però che in Italia si è sviluppata, dopo un lungo periodo di difensivismo, una mentalità opposta volta all'attacco a prescindere. E' il trionfo del gioco offensivo fine a sè stesso, anche quando i risultati dicono il contrario.

Le marcature vengono applicate in maniera superficiale, durante i cross e i lanci i difensori guardano molto il pallone e poco l'attaccante, dimenticando che nel 99 per cento dei casi il pallone non va in porta da solo se nessuno lo intercetta, tranne che in qualche caso fortunoso.

Interpellati nel dopopartita su simili sgrammaticature difensive, illustri tecnici odierni difendono apertamente questa impostazione.


Un esempio: Cagliari-Frosinone 4-3

Pochi mesi fa si è arrivati al paradosso.

Il 29 ottobre 2023 il Frosinone conduce per 0-3 sul campo di un frastornato Cagliari al 64'. L'ottimo allenatore dei sardi Claudio Ranieri cambia tre giocatori: il Cagliari ne fa quattro al 72', al 76', al 94' e al 97'. 

Da 0-3 a 4-3 in venticinque minuti.

E tu, lettore, quando vinci per due o tre goal di scarto e mancano venti-trenta minuti alla fine, che fai?

Continui a scoprirti con gli attaccanti che iniziano a mancare di lucidità e con  diversi giocatori che col tuo gioco offensivo hanno già speso tante energie?

O forse è meglio non lasciare spazi all'avversario, applicare un paio di marcature su qualche giocatore pericoloso e poi approfittare delle retrovie sguarnite? 

L'altra squadra disperatamente si sbilancerà, lasciando aperte delle praterie nella propria metà campo.

A quel punto sarà facile per te, con qualche rapido contropiede, fargli addirittura un quarto goal.

Il calcio è un gioco semplice e qualcuno a volte pensa di inventare l'acqua calda.

Secondo me Di Francesco, seppur bravo, ha pagato un offensivismo eccessivo e una incapacità di cambiare tattica a partita in corso.

Bisogna anche riconoscere qualcosa di buono al calcio moderno:

una squadra degli anni '80, fuori casa, difficilmente se la sarebbe giocata a viso aperto, contro una compagine di pari livello, passando in vantaggio di tre goal.

Al tempo stesso però, quasi nessun allenatore dell'epoca avrebbe rinunciato a fare "catenaccio e contropiede" a mezz`ora dalla fine e avanti di tre reti.


La tattica non è reato

State andando in guerra e avete un fucile, un coltello e una bomba a mano. Vi liberereste di una di queste tre armi solo perchè non vi piace usarla?

E' quello che fanno molti tecnici alla moda di oggi. Per loro bisogna giocare, creare azioni offensive, correre fino al 90' e oltre, ad alti ritmi senza mai rallentare.

La tattica è un optional, un inutile orpello da lasciare in regalo al primo accattone che incontri.

Saper gestire un risultato è un'arte non tanto difficile: tenere qualche secondo il pallone, fare un disimpegno, farlo girare lateralmente insieme ai compagni; saper far scorrere i minuti senza farsi mettere in difficoltà;

coprire gli spazi nella propria metà campo e sfruttare quelli liberi nelle retrovie avversarie; 

"spazzare il pallone"  invece di costruire il gioco "dal basso", col difensore che deve impostare il gioco e se perde la palla lascia l'attaccante solo davanti al portiere;

tutti questi stratagemmi sono da rispolverare, perchè si gioca per vincere, non per fare bel gioco e farsi infilare come polli.

L'impressione che ho è che oggi si giochi molto con la corsa e con le gambe e poco con la testa, mentre il calciatore dovrebbe essere invitato a ragionare e a leggere autonomamente la partita.

domenica 7 gennaio 2024

Juventus Next Generation - Pescara 4-3: un breve commento e considerazioni sul mercato invernale


Non c'è più divertimento a seguire questo Pescara senza ambizione


Il Pescara domina per 30 minuti nello stadio semideserto di Alessandria, poi mano a mano si sgonfia come un palloncino e cede.

Se all`intervallo i giochi erano ancora aperti e si era sull`1-1, in uno scoppiettante, spettacolare ma al tempo stesso mediocre secondo tempo la Juve ne ha fatti tre giungendo al Novantesimo sul 4-2, quando un giusto rigore concesso agli ospiti ha cristallizzato il pallottoliere sul 4-3.

I goals hanno portato un po' di divertimento e in effetti il gioco è stato abbastanza piacevole. Tuttavia si tratta di quello spettacolo che ci può essere tra due squadre modeste che più o meno si equivalgono, in un contesto di secondo piano in cui buoni gesti tecnici si alternano a marcature deboli ed erroracci di tattica scolastica.

Juve e Pescara sono squadre abbastanza giovani. Lo stadio Alessandrino della Juve era vuoto come spesso lo sono gli spalti nelle partite delle squadre primavera. 

In definitiva la Juve ha meritato, è cresciuta negli ultimi mesi come consapevolezza dei propri mezzi e ha restituito il favore dell'andata, quando il Delfino prevalse 3-1 da padrone di casa.

Considerazioni a parte

Il Pescara si conferma una squadra molle, incapace di dare continuità al gioco e ai risultati. La società dichiara di avere qualche ambizione ma con questo organico di giovani non si può sognare.

Mettiamoci anche il fatto che negli ultimi anni la squadra viene costantemente rivoluzionata, senza mantenere i giovani che possono mettere in pratica la propria esperienza l'anno successivo e portare a risultati migliori.

Aggiungiamoci la non voglia della dirigenza di investire. Lo sanno anche i bambini che fu un errore lasciar partire Lescano in estate e che manca una punta vera, un uomo da ultimo passaggio freddo sottoporta, con un po' di esperienza e col fiuto del goal.

Sappiamo bene o male tutti che mancano almeno un paio di giocatori, soprattutto a centrocampo, che aiutino a trascinare la squadra e a darle la giusta cattiveria. Occorrono elementi di esperienza e di qualità, se si vogliono avere ambizioni in chiave play off.

Il Pescara sul mercato spesso incassa, ma investe su giocatori sempre meno di peso.

Di questo passo ci accingiamo a stare in serie C per chissà quanto tempo, a meno che non ci sia un cambio di passo.

Per ora le notizie fanno percepire che non ci saranno colpi veri di mercato a gennaio, se non in uscita.

Si criticava aspramente Auteri, due anni fa. Il Pescara di Auteri era molto più carismatico di questo e come singoli giocatori, presi uno ad uno, era sulla carta molto più forte. Certo, quelli attuali sono giovani e tra tre anni magari saranno in serie A, ma per ora in buona parte non incidono in serie C.

Questo è quanto, questo è quanto avevo già intuito alle primissime battute del mercato estivo e adesso a metà stagione confermo. Non mi aspetto grandi sorprese, purtroppo. Sarebbe bello vedere il Pescara almeno in serie B, nella dimensione che compete alla città e al suo prestigio calcistico.

Scibilia ebbe degli scivoloni, andò in C ma risalì con gente come Federico Giampaolo, con una quindicina di goal di Cecchini, con la grinta di Antonaccio, con l'estro dell'allora giovanissimo Calaiò. 

Un altro livello, sia per qualità ed esperienza dei singoli che per investimenti.

Lo stadio del Pescara è sempre più vuoto. Chi continua ad andarci per amore dei colori biancazzurri,  lo fa soffrendo

I tifosi si sentono molto più che semplici clienti. Uno che va al cinema e vede un brutto film se ne fa una ragione. Per chi ama una squadra invece lo sport è una passione, è sogno, riempie le giornate.

Come la clientela che compra un prodotto al supermercato vuole che il cioccolato sia buono, quegli acquirenti particolari chiamati tifosi vogliono il risultato sportivo. Se la voglia di ottenere tale risultato non c'è più, non vanno più allo stadio. Allo stesso modo se si investe su materie prime più scarse per il cioccolato gli acquirenti non lo mangiano più. 

Tanto vale lasciare la fabbrica di cioccolato a un Willy Wonka che abbia passione e possibilmente soldi da investire.

Funeral Party



Scoop e politica irrompono sulle tragedie familiari

Una nonna che a poche ore dalla conferma della morte della nipote va a presentare un suo libro (vediamo tutti dal video in che stato d'animo). 

Una sorella che posa per una rivista, accettando dei meriti che non ha (persona dell'anno su quali basi?).




Un padre che nel giorno dei funerali fa un post su Linkedin preannunciando il suo futuro "impegno civico" e la sera stessa va in tv.

Una certa stampa che si presta alla spettacolarizzazione di un dramma personale di una giovane vita spezzata.

Che senso ha tutto questo?  I sentimenti più profondi e drammatici sono esposti come merce alla bancarella. Tutto è mercificato, strumentalizzato, anche politicamente.

Si è utilizzata la tragedia di una giovane donna per criminalizzare tutti gli uomini e per combattere distorte ed estremiste lotte del femminismo, che come il maschilismo è una forma di prevaricazione. Affermare che tutti gli uomini sono colpevoli è una bestialità. Guarda caso quando morì Pamela Mastropietro per mano di immigrati non si fece questa generalizzazione. 

Non era giusto generalizzare allora, sugli immigrati come sugli uomini, nè è giusto adesso.

lunedì 1 gennaio 2024

Gli stadi Ungheresi

Nell`era Orban in Ungheria, complice un ritrovato benessere economico, si è incoraggiata massicciamente l`attività sportiva e la costruzione di strutture idonee.

Molti stadi sono di recente costruzione o rinnovamento e sono dei luoghi molto gradevoli e ben organizzati per seguire un evento sportivo.

Il Puskas Arena è stato completato nel 2019 e conta poco meno di 68000 posti. Appartiene alla Federazione Calcistica Ungherese MLSZ - Magyar Labdarúgó Szövetseg. 

Ospita molte delle partite più importanti in programma nel paese e ha già ospitato la finale di Europa League nonchè alcune partite degli Europei del 2020-2021.







Il Groupama Arena, inaugurato nel 2014 sulle ceneri del vecchio Albert Florian Stadion, è il gioiellino che ospita le sfide interne del Ferencvaros. Conta 23 700 posti. Ha anche zone vip e museo della squadra.








Il Pancho Arena Stadium, che deve il nome dal soprannome di Puskas ai tempi del Real Madrid,
conta 3500 posti.
Si trova nel piccolo villaggio di Felcsút, di 1500 abitanti. Tuttavia, ospita partite del Puskas Akademia e occasionalmente altri eventi calcistici.

E` stato costruito con soldi principalmente provenienti da investitori privati nel 2014. E` molto elegante e ha parti in legno. E` oggetto di studio da parte dell`architettura moderna e il suo progettista è l`architetto Imre Makovecz, deceduto nel 2011.






Il Bozsik Arena è stato completato a tempo di record in due anni di costruzione (2019-2021) sulle ceneri del vecchio Bozsik Stadion. Il vecchio stadio era in effetti piuttosto modesto e fatisciente, mentre la nuova struttura può definirsi da serie A, nonostante i 9500 posti.

Ricordiamoci che la squadra di casa è una dei club più titolati di Ungheria e ha partecipato spesso alle coppe europee. I suoi periodi d'oro sono stati gli anni precedenti al 1956 e gli anni `80-primi anni `90.







L`Hidegkuti NandorStadion, completato nel 2016, ospita le partite dell`MTK Budapest, con una capienza massima di 5000 posti. E` molto ben attrezzato. Non la quelle che in Italia chiamiamo curve. Ha solo tribune e dietro le porte si può giocare a battimuro.





Un`altra squadra gloriosa è la viola Ujpest, altra squadra legata al quartiere omonimo. Il suo Szusza Ferenc Stadion fu inaugurato nel 1922, ristrutturato nel 2000 e prese la denominazione attuale nel 2003.
Conta 12 670 posti. Non male in un periodo in cui molte partite vengono trasmesse dalla tv Ungherese anche senza costosi abbonamenti.




A Debrecen, seconda città per numero di abitanti del paese, c`è il Nagyerdei Stadion, che ospita le partite del Debreceni VSC, noto anche solo come Debrecen. Inaugurato nel 2014 e costato quaranta milioni di euro, ospita fino a 20340 spettatori. Insomma: bello, moderno, funzionale e anche discretamente capiente.

Inoltre, se non volete visitare solo Budapest e volete un`altra città da visitare piuttosto che un posto nella natura, Debrecen è assolutamente consigliata. Potrete unire così il piacere di seguire una partita a quello di una passeggiata in una città con un bel centro storico e una storica università molto importante (da visitare anch`essa).