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martedì 12 dicembre 2023

La classifica della qualità della vita non ha senso


Ogni anno Il Sole 24 Ore, quotidiano politico-economico finanziario dal titolo immaginifico, pubblica la fantastica classifica sulla qualità della vita, con riferimento alle province.

Io fatico francamente a concepire come una mostruosità del genere possa avere credito.

Certo, a qualcuno sembra avere senso, se si riduce il concetto di qualità della vita a servizi, scuole, livello di criminalità, ambiente e/o altro.

Per chi ama la complessità però appaiono abbastanza facilmente le lacune a base di un concetto del genere, ovvero quello di mettere in fila delle città e dire: qui la gente vive meglio, qui la gente vive peggio.

Una massa di milioni di persone non interpellata, subisce un giudizio sulla qualità della propria vivere, pur essendo composta da persone di vari strati sociali, con vissuti e idee diverse, con esigenze diverse.

Lo sappiamo: ad Udine, provincia prima in classifica di quest'anno, gli ospedali sono mediamente efficienti e puliti, i servizi sono tendenzialmente buoni, così come a Bolzano che è stata in testa alla classifica in altre annate.

C'è da dire che anche sui punti più oggettivabili negli anni questo reportage ha mostrato risultati controversi. Con tutto il rispetto per Milano, è ridicolo che nel 2020 sia risultata prima come provincia per ambiente e servizi.

https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/siringhe-a8871e44

https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/19_ottobre_24/siringhe-parco-giochi-bambini-maestre-dell-asilo-basta-date-l-area-noi-5e3e561e-f621-11e9-852d-8d5c113e41ca.shtml

Milano non è ne' una città verde ne' con parchi tenuti granchè bene e non mi sembra che tenendo conto della provincia possa cambiare la percezione.

Altro criterio discutibile: le situazioni variano da zona a zona, da quartiere a quartiere, quindi parlare di territorio provinciale è un altro nonsense, giacchè una città grande e il suo hinterland hanno realtà ed esigenze molto diverse.

Si parla sempre di maggiore corruzione al sud rispetto al Nord, ma ricordiamoci che Milano è la città di Tangentopoli e dello scandalo Formigoni, mentre Bolzano ha avuto un disgustoso caso di "Rimborsopoli" pochi anni fa.

https://www.lastampa.it/politica/2014/03/11/news/rimborsopoli-a-bolzano-la-procura-1.35776388/

Il punto principale che rende più evanescente questa compilazione statistica è il dato soggettivo:

Chi ama il mare, il caldo mediterraneo, con relativa cultura, stile di vita ed altro, preferirà sempre vivere a Siracusa, pur con tanti difetti e limitazioni, piuttosto che risiedere a Bolzano.

Un giovane in cerca di affermazione e di carriera preferirà una grande città o quantomeno un territorio dove le opportunità di guadagno siano maggiori e la priorità prevarrà su altri bisogni.

Un pensionato con una discreta pensione preferirà una piccola città povera ma con bellezze naturali, con buon cibo e poco costosa rispetto a una grande città.

Se è vero poi che gli ospedali di buon livello sono importanti, c'è anche chi pensa a prevenire i malesseri scegliendo uno stile di vita rilassante e che lo aggrada e può essere anche un posto relativamente povero e non particolarmente ricco di servizi e svaghi.

Le emozioni non sono misurabili, non sono oggettivabili. Certi criteri possono essere individuali ed essere determinanti molto di più di aspetti materiali calcolabili dal solerte Sole 24 Ore, testata su cui avrei molto da dire e da scrivere al di là dell'argomento corrente, ma su cui mi asterrò per il momento.

domenica 10 dicembre 2023

Youtube e libertà di espressione



Pubblico in calce alla mia riflessione l'accorata invettiva di Francesco Toscano, che si è vista proibire la pubblicazione dei video per una settimana sul suo canale Visione TV.

Per una settimana gli streaming avverranno su un canale di recupero: "Visione - Un altro sguardo sul mondo.

Youtube è come un luogo pubblico virtuale. E' un posto di condivisione di informazioni, è una piattaforma che supporta media, arte, giornalismo, espressione artistica e del pensiero. 

Non può fare come gli pare perchè è una azienda privata. 

Anche i negozi che negavano l'ingresso agli Ebrei erano attività private.

Anche coloro che scrivevano negli annunci: "Non si affitta ai meridionali" erano privati.

Non esiste il diritto alla discriminazione su basi di mera opinione.

Sono innumerevoli gli episodi di censura arbitrari e molto discutibili. Un intervento dell'ex ministro della Difesa da poco tempo deceduto Antonio Martino per la Fondazione Einaudi non ne è stato esente:

https://www.fondazioneluigieinaudi.it/la-censura-di-youtube-a-martino-e-alla-fle-e-inquietante-siamo-alla-dittatura-dellalgoritmo/.

In altri casi è bastato un algoritmo per censurare toponimi:

https://studiolegaledgs.it/dalla-censura-odonomastica-alla-censura-sui-social-network/.

Poi ci pensano ancora i fact checkers, che a loro volta gestiscono siti di cosiddetta informazione che spesso le sparano grosse (ci siamo già espressi in merito su questo blog nel Novembre del 2021). 





Quando costoro imponemente hanno propinato fake news su guerre e pandemie, quando la "stampa ufficiale" ha fatto passare per bombardamenti reali immagini di videogiochi, o la copertina di un gioco da tavolo per la pianta dell'Azovstal, tali siti non si sono spesi più di tanto per la lotta contro le fake news. 

Non hanno minimamente specificato che anche i media ufficiali e mainstream prendono granchi enormi, da sfamare interi reggimenti.

Youtube non può censurare canali e privati per opinioni condivise da milioni di persone solo in Italia, viste le quaranta settimane di proteste sulla gestione pandemica, vista la stessa ammissione della signora Janine Small sui test ai vaccini. 

Anche sulle guerre in Ucraina e in Palestina vi sono milioni di Italiani che non la pensano come il mainstream, in merito.

Lo stesso distacco e menefreghismo lo vediamo sulle decine di migliaia di morti in poche settimane avuti a Gaza, spropositata reazione sulla popolazione civile ad un gesto criminale dei gruppi terroristici Palestinesi.

Non si tratta di come la si pensi su questo o su quell'argomento. Potete pensare anche che Putin sia un pacifista Zen oppure il nuovo Hitler, che Zelensky sia  un abile stratega, che Nethanyau sia un santo. 

Il punto è che nessuno si può sentire depositario della verità, nemmeno in campo scientifico, perchè altrimenti si creerebbe una dittatura tecnocratica che nulla ha che fare la democrazia.

In democrazia non prevalgono le ragioni teoriche, ma le decisioni di una guida possibilmente capace di interpretare le esigenze e le sensibilità di una popolazione.

La scienza non è un blocco monolitico e dogmatico. Le opinioni tra scienziati possono essere discordanti e opposte, per cui zittire chi non è specializzato non ha senso. 

La scienza poi è spesso al servizio dei potenti e delle grandi aziende, per cui persegue verità parziali, in alcuni casi, se non finte verità modulate sugli interessi del capo e firmatario degli assegni.

E' per questo che anche l'ignorante o la persona media hanno non solo il diritto, ma anche il dovere di farsi una idea, per non subire passivamente le decisioni delle elite e dei politici. 

E' troppo comodo dire: stai zitto e pensa a te stesso, noi decidiamo per te perchè siamo più bravi e ne sappiamo di più. Ciò può portare solo alla prevaricazione di interessi lobbistici di pochi a svantaggio di molti.

Un contadino, un impiegato, le persone che vivono sulla propria pelle le difficoltà della maggior parte della popolazione e hanno una percezione più chiara dei processi sociali di molti politici e teorici.

Da quella esperienza scaturiscono le loro opinioni e il loro voto. Dal loro vissuto si crea una visione politica. Poi arriva youtube e pensa di insegnare a loro cosa sia giusto pensare e cosa abbiano il diritto di dire. Non funziona esattamente così.

venerdì 8 dicembre 2023

Toh che sorpresa. Vlad ha gli stessi amici nostri




Vladimir Putin è stato accolto negli Emirati e in Arabia con tutti gli onori

Le cose non cambiano, anche se si vuol far credere che siano l'opposto. Avevano tentato di far credere in tutti i modi che Vladimir Putin fosse alle corde politicamente, che avesse il cancro, che avesse avuto un infarto (Notizia data da La 7 il 23 Ottobre, vedi foto in basso) eppure è lì. 

Sta tessendo nuove alleanze, implementando la cooperazione tra i paesi Brics, che probabilmente si arricchiranno di nuovi ingressi.

E chi verrà a cena al tavolo dei Brics?  Forse qualcuno degli alleati arabi dell'Occidente, che si ritrovano amici dello "Zar" cattivone quanto delle "immacolate" leaderships Euroatlantiste.

Due giorni fa lo Zio Vlad era ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi,  accolto con tutti gli onori dal leader Zayed al-Nayan, per poi nello stesso giorno recarsi in Arabia Saudita a ricevere il caloroso abbraccio di Mohammad bin Salman.

Per quanto non democratici, si tratta di due paesi ricchi con cui l'occidente ha forti rapporti politici, diplomatici e commerciali.

La capitale Arabica Ryad è fresca di nomina per l'Expo 2030, surclassando Busan in Corea del Sud e Roma. Questo è segno di un riconoscimento ampio da parte dei partner di più continenti.

Diventa difficile ora portare avanti la narrazione di "Europa giardino del mondo" promossa da Josep Borrell, vicepresidente della Ue. Non è più possibile fare la morale ai cosiddetti paesi arabi e non democratici da parte dell'occidente. 

Altro vecchio comune amico è il Qatar, che oltre a corrompere alcuni parlamentari europei è anche stato paese ospitante degli ultimi Mondiali, con corredo aggiuntivo di scandali legati alla FIFA. Nel contempo all'ombra delle torri di Doha villeggiano i capi di Hamas, circondati dal lusso più sfrenato.

L'Arabia è lo stesso paese che ha ucciso e fatto sparire nella sua ambasciata a Istanbul il giornalista Jamal Khassoggi.

Non vedo tutto il clamore delle nostre femministe inveire contro questi paesi antidemocratici in cui la donna è fortemente limitata nelle sue libertà, almeno come le concepiamo in occidente.

La Ue, gli Stati Uniti e le cancellerie occidentali vogliono avere rapporti con costoro. Ma questi ultimi sono proprio coloro che riconoscono un ruolo di prestigio a Putin e gli stendono tappeti rossi, facendo volare aerei militari che spargono fumo colorato come la bandiera Russa.

Gli amici residenti nel Golfo Persico che i nostri capi di Stato si tengono cari  sono gli stessi che accolgono a braccia aperte il nostro presunto nemico numero uno Vladimir Putin.

E mentre da dieci anni c'è silenzio nei nostri media verso quello che è successo in Donbass in cui c'era un aggressore (i carri armati Ucraini) e un aggredito (tutto il popolo di Donetsk e Luhansk, i cui capi chiedevano inizialmente solo più autonomia) non notiamo lo stesso sdegno della stampa mainstream

verso il massacro in corso a Gaza, dove la concentrazione dei bombardamenti e delle vittime è stata enormemente più forte della offensiva Russa.

Ai bambini di Donetsk cadono i denti per via della mancanza di luce, sole e vitamina D, costretti a vivere negli scantinati. I sopravvissuti di Gaza sono in esodo in cerca di salvezza, senza più una casa.

Tuttavia una buona fetta della stampa del Belpaese giustifica questo nel nome della lotta al terrorismo. Nethanyau è il leader di un paese democratico e agisce normalmente per loro, mentre il cattivo rimane solo Putin che, per carità, non vincerà mai il Nobel per la pace, ma intanto fa parte del nostro stesso giro di amicizie.

In pratica, ci troveremo a giocare a calcetto il giovedì con lui e farà il galante con le stesse ragazze, tra un cinema, un pop corn e qualche accompagnamento a casa alla guida della sua Volga fresca di autolavaggio.

E gira che ti rigira, finirà che per non guastarci i nostri burgers al pub ci toccherà parlare anche con lui, il vecchio Zio Vlad di San Pietroburgo, che conosciamo dai tempi del Judo.

A quel punto forse capiremo che se due amici bulli come Vlad e Volodymir litigano non dobbiamo parteggiare per il secondo solo perchè è più piccolo, dotandolo di una fionda.

La prossima volta magari ci attiveremo per prevenire il peggio, per fargli fare pace, prima che se le diano di santa ragione, avendo il coraggio di disobbedire anche al Ras del quartiere (il buon vecchio Sleepy Joe) e facendo attenzione piuttosto che non cada dalla bici.



giovedì 7 dicembre 2023

Stasera 7 Dicembre 2023 Senza Riguardo, alle 21:15

 

Visione tv sospesa per una settimana, la mia solidarietà a tutto il team

Visione Tv, nota per fare una informazione contraria ai grandi gruppi di potere, è stata sospesa da youtube per sette giorni. Il motivo? 

-Disinformazione su temi sanitari -

In più è stato rimosso un video sulla importanza dei valori natalizi ad opera di un noto porporato.

Ancora una volta qualcuno crede di essere dententore della verità e di poter decidere cosa gli altri debbano pensare.

A volte questa tentazione può sembrare giustificata su alcuni temi, ma in realtà questa è la porta per la censura e per una seria limitazione della libertà di opinione. Perdipiù l`argomento oggetto della censura ìnon aveva affatto verità ampiamente condivise, visto che c`è una forte divergenza di vedute sia in ambito scientifico sia tra la popolazione. 

Il punto non è condividere o meno un punto di vista, quanto sostenere una libertà di base del genere umano, ovvero l'espressione del proprio pensiero senza coercizioni e senza censura.

Vi lascio con la rassegna stampa di oggi sul canale di recupero Visione - un altro sguardo sul mondo, che sarà attivo al posto di Visione Tv fin quando non ci sarà il ripristino della facoltà da parte degli autori di postare video.

Buona visione.



lunedì 4 dicembre 2023

Alessandro Meluzzi, ti aspettiamo!

Il professor Meluzzi ha avuto una ischemia poche decine di ore fa ed è stato operato d'urgenza. Le sue condizioni sono al momento stabili. Ho imparato ad apprezzare negli ultimi anni lo psichiatra forense e vescovo ortodosso negli ultimi anni. Mentre in tanti avevano paura di parlare, perfino tra i partiti politici, riconosco a lui, a Diego Fusaro, a Vittorio Sgarbi, a RadioRadio, a Massimo Mazzucco, Red Ronnie e pochi altri il merito di aver fornito una visione dissenziente nei confronti del regime sanitario degli ultimi anni. Qui sotto c`è un mio breve video con alcune riflessioni.

giovedì 30 novembre 2023

La mia partecipazione a Senza Riguardo, 30 Novembre 2023, ore 22:00

Vi aspetto numerosi per trattare di energia, di Expo 2030 e altro ancora. Il video della diretta streaming resterà a disposizione di chi vorrà guardarlo in  un secondo momento


sabato 25 novembre 2023

Ridicola criminalizzazione dell'uomo, del maschio e del padre da parte dei media

I network e i gruppi editoriali più importanti (tutti o quasi tutti più o meno) si stanno spendendo in maniera idiota per dire che "tutti i maschi sono colpevoli", in seguito all'omicidio di Giulia Cecchettin.

Non è chiaro perchè la stragrande maggioranza degli uomini che si comporta correttamente debba essere criminalizzata in seguito ad un fatto di cronaca, messo in risalto più di altri molto simili che avvengono ogni giorno e dovuto più che altro alla fragilità di un giovane, Filippo Turetta. 

Di quest'ultimo  si sono già appurati alcuni problemi psicologici. Alle prime difficoltà vere che la vita gli oppone, alcuni giovani naufragano, perdendo la bussola, forse anche a causa di alcune caratteristiche della vita e della società odierna, che li confonde, li riempie di finte priorità e li rende ipersensibili.


Doppio standard, mistificazione e strumentalizzazione

Non c'è nessun Ku Klux Klan dei maschilisti che si è riunito e  ha dichiarato guerra alle donne.

Secondo questo sondaggio  pubblicato da Openpolis, nel 2019, quando già questo vento folle di caccia alle streghe (o meglio, agli stregoni) spirava forte, l'Italia sarebbe stata al ventesimo posto su ventiquattro paesi europei presi in esame nella classifica degli omicidi di donne

E' giusto incrementare misure per prevenire il crimine e per difendere le vittime.

Le vittime però sono anche quelle decine di uomini uccisi da mogli, compagne e fidanzate ogni anno. Basta fare qualche ricerca su internet tra i siti di notizie, oppure leggere le pagine di cronaca nera dei giornali.

Ecco alcuni esempi (due articoli e un video)

https://www.corriereadriatico.it/ancona/delitto_fabriano_ucciso_casa_compagna_lampada_cellulari_raggi_x_ultime_notizie-7451096.html?refresh_ce

https://www.milanotoday.it/cronaca/omicidio/luigi-buccino-vita-di-bono.html


 

Non mi sembra che nei noti casi di Sonia Bracciale e della Mantide di Casandrino si disse che tutte le donne erano assassine e femministe.

Numerosi sono stati i casi dopo l'omicidio di Cogne in cui una madre uccide uno o più figli, ma non mi risulta altrettanto che si sia mai detto che tutte le donne siano come la Franzoni.


Claudia Gerini e Nancy Brilli: due interviste significative

Qualche tempo fa sono state pubblicate due interviste: una di Nancy Brilli e una di Claudia Gerini.

La Brilli nazionale dichiarò di aver tirato un calcione a Ivano Fossati, tanto forte che quasi gli ruppe una gamba.



Nonostante tutto, si tratta di un episodio da contestualizzare e non penso che Nancy Brilli sia una brutta persona, anzi.

La Gerini ha detto: 

Mia figlia Rosa rifletteva sul fatto che gli uomini non prendono più l’ascensore per paura di venire denunciati. Io dico: meglio che gli uomini abbiano paura piuttosto che mi infilino le mani dove vogliono. Ci sono debiti che i maschi, tra virgolette, devono pagare, colpe reiterate nei secoli.

Cosa sarebbe successo se a parti invertite, Ivano Fossati, uomo ed ex compagno di Nancy, avesse detto: tirai un calcione alla Brilli?

Ve lo dico io: lo avrebbero distrutto.

Certo, anche il discorso della Gerini, come quello della Brilli, era più ampio, ma quante volte sono state estrapolate frasi da una intervista per distruggere la reputazione di qualcuno? 


Non credo che Claudia Gerini abbia mai augurato di avere paura, senza avere colpe, agli uomini importanti della sua vita.

Tra questi abbiamo il fu Gianni Boncompagni che l'ha diretta nel programma "Non è la Rai", Carlo Verdone che l'ha valorizzata dandole un ruolo da protagonista in "Sono pazzo di Iris Blond", Federico Zampaglione che è stato per anni il suo compagno.

Nessuno ha messo la Gerini all'indice ed è giusto che la nota attrice non venga messa alla gogna.

Tuttavia ha detto una idiozia. Se noi uomini ragionassimo come lei e come le femministe, scenderemmo in piazza, fonderemmo un movimento stile Me too e urleremmo come ossessi al sessismo e alla tirannia del matriarcato.

Origini della strumentalizzazione

Stiamo trattando due facce dello stesso crimine: i femminicidi da una parte, mogli e compagne che uccidono gli uomini dall'altra.

Probabilmente la prima tipologia è più frequente ed è giusto che si prendano provvedimenti per questo come per ogni tipo di violenza. Quello che non va bene è la evidente strumentalizzazione del tema.

Dire che oggi c'è più maschilismo rispetto a trenta o quarant'anni fa è falso. Semmai è vero il contrario.
Quaranta o cinquant'anni fa non c'erano per nulla o quasi, statistiche sul femminicidio e sulle violenze di genere ma è facile dimostrare che il fenomeno era più frequente allora di oggi.

E allora perchè si soffia sul fuoco?

Io due idee in merito le avrei. 

Potremmo approfondire le pubblicazioni di certe elite internazionali che cercano di influenzare il modo di vivere di intere nazioni, servendosi anche e non solo dei media.

Potremmo citare le parole di George Soros sulla famiglia patriarcale. Potremmo approfondire il discorso su come distruggendo la figura dell'uomo e del padre si tenti di svilire uno dei valori fondanti dell'occidente come la famiglia. In parte lo abbiamo già fatto e per ora vi invito a leggere quest'altro articolo da me scritto.

venerdì 24 novembre 2023

Considerazioni sul Pescara dopo tredici partite


Qualche tempo fa, quando il tempo era ancora caldo e le granite abbondavano sui tavoli all'aperto delle terrazze Italiane, abbozzai qualche considerazione sull'organico del Pescara e sulle previsioni per questo campionato.

Purtroppo devo constatare come finora tali aspettative sono state pienamente confermate. Dopo un avvio incoraggiante dovuto alla buona condizione atletica e alla chiarezza delle idee di gioco, fatte di pochi e semplici dettami, la squadra si era attestata tra i primi tre posti della classifica.

In seguito è sprofondata non tanto nella posizione ma piuttosto nella distanza in punti con le compagini più forti.

Gli avversari hanno preso le misure ai giovanissimi biancazzurri, bloccando il loro gioco e al tempo stesso qualcosa si è appannato nella mente dei ragazzi nel seguire i dettami del tecnico di Praga.

Confermiamo alcuni punti.

Lasciar partire il bomber Lescano per un piatto di lenticchie è stato un errore.

Non voler prendere qualche rinforzo di qualità ed esperienza oltre a mantenere Lescano non ha consentito e difficilmente consentirà alla squadra di primeggiare. In C la promozione è difficile. Ci sono 4 posti a disposizione per 60 squadre e un minimo di investimento in più, pur tenendo conto di costi e ricavi, va tentato.

La dirigenza esprime pauperismo, afferma che le casse sono vuote e che il piatto piange. E' normale però che le casse si svuotino non solo per i costi di gestione, ma per i dividendi, che trasferiscono i surplus di bilancio dalle finanze societarie ai conti correnti degli azionisti.

Non si può fare la radiografia delle risorse economiche altrui. Ci sono imprenditori che hanno investito e che hanno saputo fare calcio, ripianando i debiti ma anche guadagnando da vendite importanti come quelle di Lapadula, Torreira, Quintero, Verratti, Bjarnason, Davide Zugaro De Matteis et cetera.

Ci sono stati investimenti poco felici come quelli di Nzita e Vukusic anche. Tutto sommato però i guadagni ci sono stati. Presto arriveranno anche i soldini della rivalutazione di Verratti, frutto di particolari regole sul calcio giovanile.

Potrò sbagliarmi, ma questa dirigenza, intesa come i suoi azionisti di maggioranza, ha i mezzi per investire denaro fresco e portare la squadra in B o almeno provarci sul serio. Sicuramente gli introiti in cadetteria sarebbero maggiori: più entusiasmo verso la squadra, più pubblico allo stadio, diritti televisivi meglio retribuiti, sponsor più grandi per caratura e budget, merchandising.

Zeman ha 76 anni, può allenare ancora per poco e non basterà a far vincere con pochi soldi. I miracoli non accadono spesso.

Soprattutto non si parli di progetti sportivi incentrati sui giovani, se molti di essi vengono venduti l'anno successivo e il Pescara non fa in tempo a vedere i frutti di un gruppo affiatato sul campo.

Io penso di condividere le speranze di tutti a Pescara: quello di tornare nel posto che ci compete, ovvero in un calcio fatto di grandi stadi e grandi società sportive, visto che, in seguito a un referendum, la città del Vate accorperà in pochi anni due centri urbani limitrofi (Montesilvano e Spoltore) fino a contare ben 200 000 abitanti.