Avvertenza
martedì 7 aprile 2026
lunedì 6 aprile 2026
Il Pescara continua la sua corsa: 1 a 3 a Reggio Emilia
Nella foto: Giacomo Olzer
I play out sono a due punti. Insigne e Brugman si confermano di categoria superiore, Olzer lascia il segno.
Il Delfino continua la sua corsa, contro la Reggiana, che per ora è alla ricerca di una identità. La cura Bisoli ancora non dà i suoi frutti e il tempo è poco. I Biancazzurri agganciano il terzultimo posto mettendosi alle spalle proprio i Granata e lo Spezia.
Le azioni salienti
Il primo tempo è a senso unico: al 21' i biancazzurri vanno già in vantaggio. Olzer calcia una punizione venticinque metri circa, la palla supera la barriera, l'intervento di Micai è imperfetto, la palla entra nell'angolino basso della porta.
Il Pescara và molto vicino al raddoppio almeno tre volte:
Insigne al 27' calcia a pochi metri dalla porta su azione coordinata: Micai respinge bene;
Al 35' Brugman calcia col destro e colpisce la traversa;
al 48' Di Nardo, ben servito da un lancio morbido di Insigne, non aggancia bene a pochi metri dalla porta e tira debolmente.
Al 50' Insigne raddoppia: passaggio in area di Olzer, il trequartista Partenopeo scivolando lascia partire un tiro a spiovente che supera Micai: 0-2.
La Reggiana cresce e la partita si fa più equilibrata.
Lambourde al 68' supera in velocità il portiere Saio con un bel tiro: 1 a 2.
Gli Emiliani ci credono e si portano in avanti, ma al 90' il subentrato Meazzi chiude i conti su un contropiede.
1 a 3, la squadra di casa viene contestata dai tifosi a fine gara, mentre il Pescara ora è terzultimo a due punti dai play out e a tre dalla salvezza diretta.
Un pensiero speciale per Federico Frusciante
Vi dirò la verità. Le prime volte che mi sono imbattuto, tramite le mie ricerche, nelle sue videorecensioni, Federico Frusciante mi ha dato l'impressione di uno che produceva minirecensioni di 3-5 minuti perchè aveva altre cose da fare e voleva ottimizzare i profitti.
I suoi video infatti si aprivano con la menzione della persona che sponsorizzava il video.
Federico Frusciante è mancato improvvisamente per un infarto il 15 Febbraio 2026, a 52 anni, lasciando sorpresi un po' tutti quelli che lo seguivano in rete.
Sembra impossibile realizzare come una persona anche all'apparenza giovane e piena di energie possa venire a mancare così.
venerdì 3 aprile 2026
mercoledì 1 aprile 2026
Eliminati ai rigori: Azzurri ancora fuori dai Mondiali
Il goal dopo pochi minuti del nostro Moise Kean, un uomo in meno dalla fine del primo tempo, almeno tre palle goal nitide fallite per andare sul 2 a 0, il pareggio di Tabakovic, infine la resa ai rigori.
Si può riassumere così la serata storta della Nazionale, che si è scontrata contro il grande cuore dei Bosniaci. Il pubblico del Blino Polje, nonostante la capienza ridotta e ulteriormente limitata per motivi di sicurezza, ha creato una atmosfera speciale e piena di fiducia. Alla fine della gara gran parte del pubblico è rimasto a festeggiare tra commoventi cori e balli.
Al 15' Kean ha sbloccato il risultato, lasciando pensare ad una serata secondo i pronostici: una gestione facile da parte degli Azzurri. Pressato da un nostro giocatore, il portiere slavo Vasilj rinvia male, regalando la palla agli avversari; è stato facile per Moise battere a rete a mezza altezza e insaccare il pallone con la difesa sguarnita.
L'espulsione di Bastoni al 44' non può essere derubricato ad un semplice episodio: Memic si invola e ha lo specchio della porta aperto davanti, con il solo Donnarumma come ultimo ostacolo: il difensore Italiano non ce la fa a raggiungerlo e lo atterra. Calcio di punizione e cartellino rosso diretto per fallo da ultimo uomo.
Forse sarebbe stato meglio lasciar segnare Memic: sull'1 a 1 ma in parità numerica la situazione sarebbe stata più favorevole all'Italia.
Nel secondo tempo la Bosnia cinge d'assedio Mancini e compagni, ma almeno tre contropiedi azzurri portano gli ospiti vicinissimi al raddoppio. L'episodio più clamoroso è l'affondo di Kean, che, raccogliendo un lungo lancio, si trova solo davanti al portiere, calciando alto, ben oltre la traversa.
Il cross e il pari con il goal di testa di Tabakovic all'80' lascia parecchi dubbi: ci sarebbero un fallo in attacco verso un nostro difensore e un tocco di mano nella mischia da parte di Dzeko.
L'arbitro Francese Clement Turpin, consultato il Var, convalida la marcatura.
Al 91' Demirovic viene abbracciato da Mancini, ma la sua caduta appare un po' teatrale, con tanto di saltino e braccia aperte. Il contatto c'è, ma il rigore forse è troppo. Turpin lascia correre.
Al 103' Palestra viene fermato con le cattive maniere da Muharemovic, vicino c'è Burnic che però è in ritardo e non ce la farebbe a intervenire: potrebbe essere un rosso per fallo da ultimo uomo, ma Turpin assegna solo il giallo, oltre alla punizione.
Ai rigori termina 5-2 per i padroni di casa, per una vittoria meritata e decisa genuinamente dal campo.
Senza l'espulsione di Bastoni, l'Italia ce l'avrebbe probabilmente fatta. Tuttavia Bastoni gioca con gli azzurri e il suo fallo da cartellino rosso fa parte della prestazione generale, oltre ad essere il frutto di una difesa sguarnita in una occasione in cui l'avversario aveva ottime possibilità di segnare.
Anche in 10, l'Italia ha probabilmente perso la partita nel momento in cui ha fallito il raddoppio per almeno tre volte.
Siamo ancora fuori dal mondiale, piangere non serve a nulla. Rimbocchiamoci le mani per il breve termine, con Gattuso, il suo staff e i ragazzi, sia a lungo termine con una migliore crescita dei giovani talenti.
lunedì 30 marzo 2026
Alcuni dettagli del controllo di polizia ad Ilaria Salis
Due giorni fa, in prossimità del Corteo di sinistra No Kings a Roma, organizzato per protestare contro tutte le destre e contro la politica di Trump, Ilaria Salis ha subito un controllo di polizia, all'alba.
Non sarebbe stata da sola però, in quanto si sarebbe trovata insieme al suo assistente parlamentare Ivan Bonnin, che avrebbe precedenti penali nel 2015 per interruzione di pubblico servizio e violenza aggravata.
Ilaria Salis stessa ha più di una condanna definitiva alle spalle, una per aver lanciato immondizia e aver ingiuriato gli agenti delle forze dell'ordine.
Inoltre secondo l'accusa dell'ente case popolari di Milano, avrebbe occupato immobili di proprietà pubblica.
A riportare la presenza di Ivan Bonnin è "Il Giornale".
La segnalazione sarebbe partita dalla Germania, dove si denunciano i rapporti tra Ilaria Salis e il collettivo terroristico Hammerbande (la gang del martello).
venerdì 27 marzo 2026
Italia - Irlanda del Nord 2 - 0, biglietto per la finale
Si giocherà in Bosnia, dopo la vittoria a sorpresa dei Balcanici in casa del Galles, la finale per il Mondiale Usa - Messico
mercoledì 25 marzo 2026
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martedì 24 marzo 2026
Foto del giorno: Pak Doo-Ik
C'è chi crede al racconto e chi a quello che vede
Quando l'evidenza smonta la narrazione e le idee precostituite, c'è chi continua a credere ai racconti e non a quello che vede.
Esempio numero 1: Lo youtuber e la leggenda metropolitana dei Nord Coreani internati dopo i bagordi notturni.
C'è uno youtuber di calcio bravo e simpatico. Il suo nome è Francesco Vitale. Il suo canale si chiama Lo chiamavano calcio - Storie romantiche. Ve lo raccomando.
A volte però a mio avviso, questo appassionato di sport pecca nelle ricostruzioni storiche. Non sono il primo a contestarglielo. Capita, il suo lavoro di ricerca non è facile.
Quantomeno, a differenza di alcuni "professionisti dell'informazione", Vitale mostra passione e onestà intellettuale.
Un errore che gli contesto è quello di credere ancora alle voci, dalle fonti fumose e poco supportate da prove, riguardanti i calciatori Coreani vittime del regime. Il video in questione si chiama
"Mondiale '66: Fabbri e l'incredibile eliminazione per mano della Korea del Nord"
La Corea del Nord in quella occasione fu la prima squadra Asiatica a superare il girone di qualificazione e a giungere ai quarti di finale.
La tesi dei gulag
I ragazzi di Mister Myung-Rye-Hyun persero 3 a 0 con l'Urss, pareggiarono 1 a 1 col Cile e vinsero 1 a 0 contro l'Italia con la famosa rete di Pak Doo Ik.
Si arresero ai quarti contro il Portogallo di Eusebio, dandogli filo da torcere e perdendo 5 a 3.
La gente di Middlesbrough, dove risiedettero durante le partite del girone, li prese in simpatia e tifò per loro, così come avvenne a Liverpool, dove incontrarono i Lusitani.
E qui parte la leggenda metropolitana. O meglio: tante leggende metropolitane che si sovrappongono
Gli atleti Coreani avrebbero organizzato un festino con fiumi di alcool e donne. Per questo motivo, al ritorno in casa sarebbero stati internati in campi di lavoro, tranne Pak Doo Ik che non avrebbe partecipato ai bagordi per un malore di stomaco.
Una versione simile è data dall'esule Nord Coreano Kang Chol Kwan, nato nel 1968 (quindi due anni dopo il Mondiale Inglese) e imprigionato per anni, che la espose nel suo libro autobiografico.
Nel testo scriveva di aver incontrato in prigione il calciatore Pak Seun Zin, che avrebbe passato in detenzione non meno di dodici anni e sarebbe stato dedito a mangiare scarafaggi.
Ve ne sarebbero altre di storie come queste, riguardanti anche Pak Doo Ik.
Il documentario di Gordon: vivi, vegeti, allegri e in buona salute
Nel 2002 fu pubblicato un documentario inglese di Daniel Gordon, The game of their lives, in cui gli autori visitavano alcuni protagonisti di quella splendida avventura calcistica, incluso l'allenatore.
Il regista Britannico si recò a Pyongyang e raccolse le loro testimonianze. Questi sette ex atleti ormai anziani vestivano con orgoglio le proprie divise militari pluridecorate e sembravano sereni e invecchiati piuttosto bene.
Insomma, il documentarista riuscì a riportare alla luce dei riflettori almeno sette degli eroi del Mondiale Inglese. Degli altri non si sa molto. Tuttavia dal 1966 al 2002 erano già passati 36 anni, mentre oggi ne sono trascorsi ben 60.
Qualcuno di loro nel film mostra la propria casa, piuttosto decorosa.
Tra loro c'è anche Pak Seun Zin che smentisce le voci sul suo conto.
Dopo la divulgazione e il successo del documentario, gli ex calciatori si recarono in Inghilterra, accolti con tanti onori.
Attorno ai minuti 50-55 si vedono anche Mazzola e Rivera che parlano di quella esperienza, in Italiano, sottotitolati.
Documentario vs narrazione: le conclusioni dello youtuber
Di fronte a questa testimonianza importante, che smentisce decenni di leggende propagandistiche, tale youtuber cita il documentario, cita i protagonisti del documentario riapparsi vivi e vegeti in salute, uscendosene con un: "Raccontano di essere tornati e di essere stati trattati da eroi, ma chi torna in Corea del Nord dicendo il contrario?".
Eppure nel documentario dal 1:15:00 vengono mostrati l'accoglienza e i titoli trionfalistici dei giornali
Insomma, invece di prendere atto di un fatto che rompe le sue vecchie convinzioni e magari cominciare a porsi delle domande, persiste nella narrazione priva di riscontri per trarre delle conseguenze.
Il documentario con i calciatori vivi e vegeti è una prova concreta che stabilisce almeno alcuni punti,
mentre le storie riportate di loro mancano da decenni di fatti e documenti a supporto.
Lo youtuber in questione è bravo e simpatico, lo ripeto, ma tutti sbagliamo e su questo tema non mi trovo d'accordo con lui.
Esempio numero 2: Martina Colombari si accorge che il vaccino non funziona. Invece di criticarlo e cambiare idea, lo esalta. Nascita della locuzione: "Funzionicchia".
L'ex modella Martina Colombari, qualche anno fa, in epoca di Green pass, si sottopose a vaccinazione contro il Covid 19.
Solo in seguito, dopo essersene andata in giro per palestre e luoghi pubblici, scoprì di essersi infettata del noto virus.
Inizialmente, le notizie predominanti nel mainstream ci assicuravano che i vaccini erano efficaci al 98%. Poi scesero al 91%, poi iniziarono davvero a dare i numeri al lotto.
Di fronte a tanti vaccinati ammalatisi, l'infettivologo Massimo Galli (che poi contrasse il Covid 19 anche lui) ammise in tv: "Funzionicchia".
Diede così vita a un neologismo che tuttora perdura e piace a molti, che lo applicano alle situazioni più disparate.
La Colombari si premurò di andare in tv a dare la sua testimonianza di infettata nonostante il vaccino. La sua conclusione fu: "Meno male che mi sono vaccinata, se no mi sarei ammalata ancora di più".
Un po' di logica
A me qualcosa non torna: ti sei vaccinata e il vaccino non ha funzionato. Questo è il fatto saliente.
Senza il vaccino ti saresti infettata di più: dove sono le prove?
Anche qui: si ignora un dato di fatto che dovrebbe farci cambiare opinione e si rilancia una tesi che crolla di fronte alle evidenze.
Esempio numero 3: Le ragazze del calcio Iraniano "nemiche" del regime
Giungiamo alle ragazze del football Iraniane. Prima di un match di Coppa d'Asia non hanno cantato l'inno nazionale e un commentatore televisivo, tale Mohammad Reza Shabazi, le avrebbe definite "traditrici di tempi di guerra".
Per ora nessuno si è dato noia in Italia di portare prove che tale affermazione sia stata realmente pronunciata. Può anche darsi di sì, ma intanto sarebbe bene verificare.
Le parole di un uomo della tv contano fino a un certo punto.
Quante volte i nostri stessi calciatori della nazionale non hanno cantato l'inno? Erano degli eversivi anche loro?
Stiamo ai dati accertati.
Due calciatrici avrebbero chiesto asilo politico all'Australia e questo sembra essere un punto ormai verificato. Bisogna specificare però che chiedere asilo politico quando il tuo paese è sotto le bombe è normale anche in democrazia.
Le altre atlete Persiane, al termine della loro avventura sportiva, sono tornate in patria. Le hanno accolte i loro cittadini, i loro cari e le autorità.
Video e foto dimostrano una calda, calma e festosa accoglienza
Se dunque volevano essere eversive non cantando l'inno, tra i politici di Teheran nessuno se n'è accorto.
Il sito della tv Al Jazeera, oltre a riportare le voci dei dissidenti, pubblica anche tre dichiarazioni di parte opposta:
Il presidente della federazione calcistica iraniana,
(si legge in un articolo)
Mehdi Taj, ha dichiarato sul palco: "Quel che è certo è che questi atleti sono leali alla patria, alla bandiera, al leader e alla rivoluzione" (..)
Fatemeh Mohajerani, una delle donne più in vista della politica iraniana, ha detto ai membri del team: "Tutti gli iraniani vi stavano aspettando; benvenuti in Iran". (..)
Ma Farideh Shojaei, una dirigente calcistica iraniana che si è recata in Australia, ha affermato che ai giocatori erano state offerte "case, automobili, denaro, promesse di contratti con club professionistici, nonché visti umanitari".
Una nota appare doverosa: due donne importanti, ovvero un politico e una dirigente calcistica rilasciano dichiarazioni. Ma le donne in Iran non erano tutte rinchiuse in casa?
Concludendo: calciatrici ribelli e maltrattate dal regime? Non mi sembra.
Avrebbero ricevuto pressioni e minacce per non chiedere asilo, come riportano i dissidenti?
Può darsi, ma dove sono le prove?
Nota finale
Troppe volte tutti noi ragioniamo in base a nozioni che diamo per certo da decenni e che non ci sogneremmo di mettere in dubbio.
Tuttavia una cosa sono gli aneddoti e i racconti, un'altra l'analisi dei fatti e delle evidenze: scopriamo così che anche quando si parla di regime non tutto quello che si dice è vero e soprattutto che poco sappiamo e poco di sostanziale ci viene detto dai media riguardo a tanti paesi del mondo.
La verità è variegata e piena di sfumature. Pensiamo che la propaganda sia altrove ma ce l'abbiamo in casa.
Diffidare e analizzare, dunque, ci aiutano a restare consapevoli.
lunedì 23 marzo 2026
domenica 22 marzo 2026
Empoli - Pescara 4-2, Biancazzurri in 10 dal 13'
La gestione dei cambi oggi ha pesato quasi quanto l'inferiorità numerica
Una partita che inizia in salita, con un goal di svantaggio e uno della squadra che si fa cacciare dopo pochi minuti, è difficile da recuperare.
Se il gesto ingenuo commesso dal singolo giocatore potrebbe essere quello determinante, il vero rammarico per il Delfino è un altro.
Al 65' il Delfino era sul 2-2 e stava anche mettendo in difficoltà l'avversario, ma diversi dei suoi, come Insigne, Valzania e Letizia erano visibilmente stanchi.
I cambi sono giunti col contagocce, in maniera tardiva e questo elemento è stato determinante.
Il terzo e quarto goal sono chiaramente figli della stanchezza: i metri concessi e i falli commessi sono aumentati propiziando il nuovo vantaggio Empolese.
Infine l'errore di lucidità di Letizia ha chiuso i conti.
Per la precisione, i cambi del Pescara sono giunti al 66' (Berardi per Calligara), al 71' (Olzer per Valzania), all'81' (Russo per Di Nardo, Gravillon per Letizia)
I cambi dell'Empoli: Haas per Degli Innocenti al 28' per infortunio, Fila e Ghion per Yepes e Popov al 46', Bianchi per Saporiti al 65', Ignacchiti per Shpendi all'85'.
Le azioni salienti
L'Empoli comincia bene: un colpo di testa di Shpendi lo manda in vantaggio al 9'.
Al 13' un avversario si fa incontro ad Acampora, che salta col piede teso. L'arbitro Rapuano prima dà il giallo, poi si consulta col Var ed estrae il cartellino rosso.
Il Delfino non sembra affatto scoraggiato e Gorgone è sagace nel non snaturare il gioco dei suoi.
Dopo il raddoppio al 34' di Lovato,
Di Nardo al 41' accorcia e poi pareggia al 48'. Con questa doppietta sale a 13 reti stagionali e si consolida tra i migliori marcatori in cadetteria.
Il goal del 2-1 è frutto di una azione insistita dell'attaccante, mentre quello del pari giunge su una ribattuta.
Al 61' Bettella colpisce un palo, a portiere battuto, con uno stacco di testa al centro dell'area.
Il Pescara regge bene fino al 65', poi le forze vengono meno, i cambi giungono tardi e i Toscani dilagano:
3-2 con Shpendi,
4-2 con Letizia che sbaglia un passaggio al portiere e Fila, con il campo aperto e solo davanti al portiere, non sbaglia.
Considerazioni finali
In definitiva: l'Empoli è una squadra viva anche se proviene da un periodo negativo in termini di risultati. Si dimostra una compagine valida e con individualità importanti.
Il Pescara si è dimostrato eroico fino a quando le forze lo hanno sostenuto.
Acampora ha commesso un errore, ma può accadere e non è certo questo che cambia il valore di un giocatore o i destini di un campionato.
Gorgone è stato bravo nell'impostare il gioco della sua squadra ma non è la prima volta in cui tarda ad effettuare i cambi e perdipiù decide di non utilizzare tutti i cinque innesti disponibili:
in una partita come quella di oggi tale scelta ha inciso pesantemente in negativo.
Detto questo, bisogna fargli i complimenti per aver rivitalizzato una squadra che era in difficoltà e che ora, nonostante la sconfitta odierna, si sta giocando bene le sue carte per rimanere in cadetteria.
venerdì 20 marzo 2026
Predominio Usa, Venezuela, Iran: Ha senso essere Sovranisti oggi? Parliamone con Vincenzo Scarano, Lorenzo Valloreja e Stefano D'Andrea
giovedì 19 marzo 2026
Le varie piazze di Budapest
Tra cortei oceanici e piazze gremite, fervono i preparativi per le elezioni del 12 Marzo. L'entusiasmo degli Ungheresi per la politica e la loro partecipazione civica sono palpabili.
Gli Ungheresi, soprattutto dopo il recupero della loro indipendenza nazionale negli anni '90, hanno ravvivato il loro orgoglio nazionale e il loro senso di patriottismo.
La Festa del 15 Marzo (in commemorazione dei moti indipendentisti del 1848) è stata propedeutica per i leaders politici di contare gli aderenti alle loro schiere.
Secondo l'Agenzia Turistica Ungherese, in virtù dei rilevamenti fatti con tecnologia mobile, la piazza a favore di Orban contava 180 000 partecipanti contro i 150 000 del suo sfidante Peter Magyar.
Il partito di governo Fidesz ha organizzato molti autobus, mentre Magyar conta sostenitori a Budapest, dove le forze alternative a Orban sono leggermente in maggioranza. Nel resto del paese, invece, il consenso verso il Presidente del Consiglio resta alto.
Ha avuto anche una sua piazza più piccola il capo di Mi Hàzank (La nostra casa), partito di estrema destra con a capo László Torockai, che ha detto:
I leaders del 1848 inseguivano la democrazia, le libere elezioni, l'Indipendenza dell'Ungheria, la libertà. I nostri nemici sanno che il prossimo parlamento sarà con tre partiti e le loro paure sono giustificate perchè ogni patrioita si muoverà per un miglior futuro possibile.
Orban ha affermato che nelle elezioni del 12 Marzo ci sarà una scelta tra guerra come frutto di uno sconsiderato sostegno allo sforzo bellico Ucraino o la pace.
Peter Magyar ha detto che Orban è un "traditore" e che ha reso l'Ungheria il paese più povero dell'Europa.
mercoledì 18 marzo 2026
È un Pescara Brasiliano: goal e spettacolo contro l'Entella
Nella foto: Lorenzo Insigne
Il 3-0 casalingo rilancia il Delfino verso la salvezza diretta
Il Pescara continua a fare punti, superando un Entella niente affatto arrendevole, che è sceso in campo attaccando con intelligenza.
Una volta però trovato il goal con due conclusioni di precisione, i padroni di casa sono stati nel pieno controllo della gara.
Nonostante l'iniziativa fosse ad appannaggio dell'Entella, gli Adriatici sono stati bravi a colpire in contropiede, usando i propri palleggiatori per sfruttare gli spazi che si aprivano per loro.
Le grandi vittorie passano pure per gli episodi: le porte girevoli degli eventi possono avere il proprio peso. L'Entella ha iniziato bene, con azioni in profondità, passaggi filtranti e soluzioni creative per cercare di bucare la difesa Adriatica. In più i Liguri partivano con un pressing alto che ha creato qualche grattacapo agli avversari.
Le azioni salienti
Dopo una punizione dal limite e una occasione da goal di Dalla Vecchia per gli ospiti,
su una azione manovrata Insigne mette in mezzo un bel pallone per Cagnano, che nonostante lo schermo di un difensore venutogli incontro, tira con precisione. Il portiere Colombi riesce a toccare la sfera, ma non basta.
Al 32' Guiu si inserisce bene, provando la palombella, ma la conclusione è fuori misura, col pallone a lato della porta.
Al 42' ancora un assist di Insigne rimpingua il bottino: Calligara raccoglie un suo suggerimento e con fredda lucidità spara il pallone sull'angolo basso, alla sinistra del portiere Lituano Siaulys, che ha appena avvicendato l'infortunato Colombi.
Al 56' i Dannunziani chiudono i conti: lancio lungo di Calligara, Insigne a correre col pallone in campo aperto, dribbling ai danni di un avversario, pallonetto: un secondo difensore devia la sfera, Siaulys a questo punto non può fare nulla: 3-0.
Seguono alcune azioni imprecise da una parte e dall'altra, ma il risultato non cambia: vittoria meritata del Pescara, che ora è a soli due punti dalla salvezza diretta.
Conclusioni
Insigne oggi ha messo a referto due assist e un goal: la sua presenza in campo infonde coraggio ai compagni.
Il Pescara ha concluso la terza partita senza prendere goals: per una squadra che aveva una media di due reti al passivo per ogni partita, è tanto.
In più, nel giro di tre partite (il 4 a 0 col Bari, lo 0 a 0 a Bolzano e il 3 a 0 di stasera) ha migliorato di sette goals la differenza reti.
Il team di Gorgone ha il sesto migliore attacco della categoria con 41 marcature, mentre ha la peggiore difesa con 54 reti al passivo.
La squadra da almeno sette partite però è in netta crescita.
L'Entella dal canto suo ha mantenuto a lungo una posizione di classifica tranquilla e ultimamente sta scivolando nei bassifondi.
Ora nella zona retrocessione ci sono sei squadre nell'arco di due punti e anche quelle sopra sono poco distanti: i giochi, a sette partite dalla fine della stagione, sono aperti e imprevedibili.
domenica 15 marzo 2026
Il Pescara strappa un buon punto a Bolzano : 0-0 col Südtirol
Il Pescara ottiene un buon risultato contro una squadra ostica e fisica, all'indomani di un lungo viaggio in treno e al termine di una buona prestazione.
I biancazzurri hanno dominato nel primo tempo, raccogliendo diverse palle-goal nitide, al contrario degli avversari che non sono mai riusciti ad inquadrare lo specchio della porta o comunque a creare veri pericoli.
Nella prima frazione, si segnalano due punizioni di Insigne e Brugman, respinte discretamente da un attento Adamonis. Soprattutto, segnaliamo sul finale un affondo di Berardi, che ha angolato la palla bene verso destra: in questo caso il portiere Lituano della compagine Bolzanina ha mostrato ottime doti, allungandosi e deviando in angolo molto bene.
Il secondo tempo è stato più equilibrato, con i padroni di casa che hanno prevalso per venti minuti, poi le squadre si sono equivalse.
Il Südtirol ha perso Tait al '73 per un fallo da rosso diretto. Il Pescara è andato vicino al goal negli ultimissimi minuti con Di Nardo, ma il risultato non si è sbloccato.
Immagini della Nemzeti ünnep, Festa Nazionale Ungherese del 15 Marzo.
Il 15 Marzo in Ungheria si festeggia l'indipendenza nazionale, con riferimento ai moti del 1848-1849 anti Austriaci.
Dai quei fatti si creò l'impero Austro - Ungarico, su una base di parità tra le due nazioni.
L'impero comprendeva anche altri territori e popolazioni, come quelli di Croazia e Romania.
sabato 14 marzo 2026
Il senso della democrazia oggi: siamo sicuri di averlo compreso?
Nelle foto in basso: Alcide De Gasperi, Enrico Berlinguer, due poster affissi durante le elezioni politiche del 1948, Tina Anselmi, Pietro Ingrao
Talvolta le cose che abbiamo sotto il naso, le diamo per scontate. Non diamo loro importanza. La nostra concezione di esse è cristallizzata. Non ci viene in mente di mettere in discussione fatti, comportamenti e meccanismi che ci circondano ogni giorno e che riguardano anche le nostre stesse azioni.
Al contrario, siamo pronti a dare giudizi tagliati con l'accetta verso quello che appare distante da noi. Sembra di sentire il suono del martello del giudice che chiude la sentenza, quando liquidiamo un paese straniero bollandolo con qualche aggettivo poco piacevole.

La nostra percezione dell'Iran
Diamo per scontato che in Iran viga un regime retrogrado, antidemocratico e oppressivo. In buona parte è vero, almeno secondo i nostri criteri, anche se non è vero, come si dice, che sia la dittatura dei pochi a svantaggio dei tanti perchè in tantissimi vi hanno aderito e ancora vi aderiscono liberamente.
Poi continuiamo il nostro discorso: le donne non hanno libertà lì, sono escluse dalla vita pubblica, non possono studiare, non possono lavorare, sono chiuse in casa, sono obbligate a mettere il velo. E qui ci dobbiamo fermare: quanto appena detto è quasi interamente falso.
Le donne Iraniane hanno il tasso di istruzione universitaria tra i più alti al mondo, lavorano, fanno politica, ricoprono ruoli di importanza e in molte non mettono il velo e nei fatti almeno buona parte di loro non viene costretta a coprirsi il capo. Spesso anche chi lo fa, mette un foulard sulla nuca lasciando la testa scoperta o lascia il cappuccio di una felpa leggermente alzato.
Non mi metterò ad argomentare oltre sulla Persia attuale. Scavate nelle verità. Oggi esistono internet, i programmi di traduzione online e le vpn che ci consentono di navigare su siti esteri non raggiungibili da noi. Informatevi, mettete in dubbio le vostre certezze. Io per primo ho tanto ancora da imparare, io prima di voi.
Il punto è un altro: quando giudichiamo gli altri, guardiamo prima noi stessi.
Franco Battiato una volta, interpellato in una intervista sull'estremismo islamico, fece notare che è solo una questione di punti di vista: anche noi abbiamo i nostri estremisti in occidente, come i violenti organizzati per gli stadi che sono pronti a volte anche a uccidersi in nome di una fede calcistica.
Estenderei il discorso di Battiato a questo punto anche agli scontri in piazza, dove gli studenti si prendono a calci, pugni o peggio con altri ragazzi uguali a loro, che non conoscono e che hanno semplicemente idee diverse.
Il termine "democrazia"
Qual è il vero significato della parola democrazia?
Questo termine nacque in senso spregiativo nell'antica Grecia: Demos (popolo)+ kratia (dittatura). Dittatura del popolo. Gli aristocratici si sentivano superiori al resto del popolo e ritenevano di dover prendere loro le decisioni perché si sentivano più colti ed evoluti.
Siamo tutti d'accordo che oggi il senso letterale della democrazia sia potere del popolo, non dittatura.
E qui giunge la domanda: il popolo italiano decide per sè? Stabilisce davvero qualcosa di importante per sé stesso, sia pure con la mediazione della rappresentanza politica?
Certo, non abbiamo una forma di democrazia diretta, come nella Polis Ateniese. I cittadini decidevano in prima persona. Gli schiavi no, non avevano propriamente lo status di persone vere e proprie, intestatarie di libertà e diritti.
Oggi gli schiavi non ci sono, ma votiamo per i nostri rappresentanti, che poi decideranno per noi, seguendo le nostre indicazioni di base, espresse appunto tramite le elezioni e qualche volta i referendum e le proposte di iniziativa popolare.
Possono ascriversi come indicazioni verso i politici anche gli scioperi e le manifestazioni di piazza.
La democrazia in Italia (e le sue limitazioni)
Andiamo a vedere dunque quanta democrazia abbiamo oggi:
Possiamo votare per il nostro deputato o senatore preferito? No. Votiamo per delle liste.
Possiamo scegliere il nostro Presidente del Consiglio? No. E infatti abbiamo avuto in tale veste Mario Monti e Mario Draghi, con una carriera nelle banche, che non si erano mai presentati prima al vaglio della cittadinanza candidandosi alle elezioni.
Possiamo scegliere il Presidente della Repubblica? No, lo nomina il parlamento.
I risultati dei referendum vengono rispettati?
A volte sì, a volte no, a seconda delle convenienze.
I referendum del 1986 e del 2012 sul nucleare hanno riscontrato un rispetto in termini di operatività conseguenziale da parte della politica.
Il referendum sul finanziamento pubblico ai partiti no. Fu rimosso per far posto a nuove disposizioni sui rimborsi elettorali. Si è fatto insomma entrare dalla porta ciò che era uscito dalla finestra.
il referendum del 2012 sull'acqua pubblica è stato rispettato? No, in tanti casi é stata data in affidamento ai privati e tanti saluti alla democrazia.
Il voto tradito, le promesse non mantenute. Votiamo programmi di governo, puntualmente disattesi
Ok, non possiamo votare direttamente per candidati singoli, ma votiamo per i partiti e per le coalizioni di governo. Bene.
Tuttavia, i partiti che abbiamo votato, rispettano il programma politico che ci hanno proposto?
Se la maggioranza sceglie una fazione piuttosto che un'altra, per mettere in campo determinati progetti in termini di economia, immigrazione, libertà individuali, temi di costume, gestione della giustizia, ammortizzatori sociali, limitazione delle ingerenze di grandi gruppi finanziari e sovrastutture esterne come Nato, Stati Uniti e Unione Europea...
e poi i partiti di maggioranza non fanno quanto promesso, decidiamo noi o decidono le oligarchie?
Libertà di opinione
Siamo tanto bravi a dileggiare la mancanza di libertà in altri paesi ma non ci rendiamo conto che in Italia di democrazia non ce n'è così tanta come pensiamo.
Prova a fare il cantante, l'attore o il direttore d'orchestra e a dichiararti di destra. Prova a fare il giornalista e a criticare i politici Ucraini e Israeliani e poi vediamo se fai carriera, almeno tra le grandi major discografiche e tra i grandi media.
Certo, quasi sempre possiamo dire la nostra opinione. Scrivo "quasi sempre" perchè in alcuni casi o i grandi media ignorano del tutto o quasi alcune posizioni condivise da milioni di Italiani.
In altri casi invece, quando una persona che gode di prestigio e notorietà esprime pareri scomodi, i grandi media gli scatenano una campagna di stampa feroce volta a distruggerne l'immagine.
In definitiva: come cittadino comune, sei libero di esprimere quello che pensi, ma la tua opinione non conta nulla o quasi.
Democrazia o oligarchia?
Possiamo denunciare lo strapotere delle banche e gli extra profitti delle compagnie energetiche.
Possiamo dirlo, ma nessuno farà niente.
Giorgia Meloni, la corrente Presidente del Consiglio e leader del primo partito del nostro nobile e amato paese, aveva promesso di rimuovere le tasse sulle transazioni bancarie e di tassare i guadagni delle compagnie energetiche a seguito delle speculazioni seguenti al conflitto Russo-Ucraino.
Lo aveva promesso ma non lo ha fatto. E perché?
Perché ha voluto evitare lo scontro verso potenziali avversari troppo forti.
Giorgia Meloni era anti Unione Europea e anti Euro.
La vediamo invece andare a braccetto con Ursula Von Der Leyen e promettere massima collaborazione. Del ritorno alla lira invece non se ne parla proprio più.
Il discorso è sempre lo stesso: perché imbarcarsi un una guerra contro una entità così potente?
Eppure aveva fatto delle promesse. Promesse non mantenute. Non solo da lei, ovviamente, non è la prima come politico a farlo.
Ma allora: se noi votiamo, scegliamo perché ci sono state promesse cose specifiche e ciò non avviene, dov'è il potere del popolo?
Chi di noi aveva votato per vedere destra e sinistra che si alleano e mettono al governo un banchiere, come nelle esperienze di Monti e di Draghi?
Nessuno, eppure è successo.
Riforme necessarie
Qualcuno dirà: "Ma le elezioni -nomine del Presidente della Repubblica e del Presidente del Consiglio sono disciplinate dalla Costituzione Italiana (articoli 83, 84 e 85 per il primo, articolo 92 per il secondo).
Ebbene: la Costituzione sbaglia, o meglio: è desueta. Al tempo si volevano evitare i personalismi del Fascismo e gli uomini forti soli al comando, allora vennero ideati tanti contrappesi istituzionali. Oggi tali bilanciamenti, a cui se ne sono aggiunti altri, ostacolano e paralizzano la democrazia.
Ciò che è legale non è necessariamente giusto. Io voglio votare il mio Presidente della Repubblica e il mio capo del governo. E se decadono, si torna a votare. Il popolo torna a votare, non il parlamento.
Conclusioni
In definitiva, possiamo esprimere opinioni liberamente e possiamo dare indicazioni alla politica tramite un voto limitato ma tali direttive vengono disattese a vantaggio dei potenti.
Inoltre in alcuni ambienti se non la pensi in un certo modo le tue possibilità di carriera si ridurranno di molto.
Democrazia, dunque, non vuol dire solo svolgere elezioni e votare.
Lo si fa anche in Russia. Lo si fa anche negli Stati Uniti, dove i poliziotti sparano in faccia ai propri cittadini senza motivo e dove gli ultimi (i poveri, i malati, i tossicodipendenti) vengono letteralmente abbandonati al loro destino (100 000 decessi per uso di Fentanyl all'anno).
Piuttosto mi convincerò che nella mia amata Italia ci sarà democrazia quando vedrò che di tanto in tanto si faranno leggi per limitare lo strapotere dei più forti,
quando verrà garantita una esistenza dignitosa a tutti, quando tutti avranno davvero pari opportunità di partenza e quando la politica dimostrerà di agire effettivamente nell'interesse del popolo.
venerdì 13 marzo 2026
Di Nardo, bomber a sorpresa
Le sue doti le conoscevamo, ma non era scontato che sfondasse anche in serie B
Di Nardo è uno che ha fame, che ha un obiettivo in testa. Lo si vede dall'impegno che profonde, sul campo di allenamento come su quello da gioco.
Rincorre gli avversari, dà una mano coi compagni, si invola rapidamente verso la porta.
Lui non è nato con una tecnica eccezionale, non ha avuto l' opportunità di calcare i grandi palcoscenici per almeno un paio di anni per poi magari campare di rendita, come è successo a tanti talenti non appieno sfruttati del calcio Italiano.
Cresciuto nelle giovanili della Sampdoria, che ne ha mantenuto per diversi anni la proprietá del cartellino, ha militato in prestito presso altre compagini, girando l'Italia: Latina, Arezzo, Pesaro, Lucca, Sona, Vasto, Campobasso e infine Pescara.
La sua carriera è stata una scalata.
Eppure, tre anni fa, ci fu un momento in cui si ritrovò in serie D, alla Vastese, con la quale ottenne una retrocessione in Eccellenza.
Dalla prospettiva di calcare i campi della quinta divisione tuttavia lo tolse il Campobasso. Da allora ha trascorso due stagioni fatte di sacrificio, goals e crescita individuale.
Se però le annate 2023/2024 e 2024/2025 hanno costituito una splendida tappa per la carriera di Di Nardo, la vera svolta è giunta questa estate.
Nella foto: Di Nardo esulta dopo un goal con la maglia del Campobasso
Il Pescara, che ci aveva giocato contro in Serie C ed approdato dopo quattro anni di purgatorio nella serie cadetta, lo chiama, tramite il direttore sportivo Pasquale Foggia, ad innervare l'attacco.
Per Di Nardo si apre l'opportunità, dopo tanti anni, di giocare in una squadra con un passato importante, che ha partecipato alla serie A e ha annoverato giocatori illustri come Tita, Dunga, Borgonovo, Junior e tanti altri.
Di Nardo veste la maglia numero 9, cogliendo l'eredità di tanti giocatori che hanno regalato emozioni sulle sponde dell'Adriatico: Marco Sansovini (a più riprese, tra il 2009 e il 2016), Mauro Esposito (2000-2001),
Fabrizio Cammarata (1997/1998), Dario Di Giannatale (1996/1997), Andrea Carnevale (1993/1994), Blaz Sliskovic (1992/1993), Stefano Borgonovo (1992/1993), Edi Bivi (1991/1992), Paolo Monelli (1990/1991), Massimo Silva (1979/1980), Corrado Serato (1974/1975), Mario Tontodonati (1941/1942) Tontodonati per giunta era un ottimo attaccante e giocò a Pescara per diversi anni anche con altre maglie; con 120 reti segnate con la maglia del Pescara è il miglior realizzatore della storia del club).
Nonostante il rendimento negativo della squadra per buona parte della stagione 2025/2026, Di Nardo è riuscito a mettere a segno diverse reti, con una accelerazione netta nelle ultime partite. Cosa è successo? Il Pescara, nel mercato invernale si è dotata di calciatori dai piedi educati: Cagnano, Brugman, Insigne.
Proprio dai piedi dei primi due sono partiti due deliziosi lanci nell'ultimo match col Bari, con cui Di Nardo ha centrato la porta.
In tutto ha collezionato, nel campionato in corso, 11 reti e 5 assist, senza mai tirare un rigore.
Di Nardo si sta facendo finalmente un nome anche in cadetteria, marchiando i goals con la sua tipica esultanza alla Batman.
Ora si preannuncia un finale di campionato interessante per il Pescara: nonostante l'ultimo posto la squadra ha iniziato a vincere e a rimontare punti sulle dirette concorrenti e mancano nove partite. Il gioco tra l'altro si è fatto brillante, con giocate sopraffine di diversi giocatori dai piedi buoni.
Insomma, il bottino di reti portato a casa da Mr. Di Nardo è probabilmente destinato a rimpinguarsi.
martedì 10 marzo 2026
È giallo sulla portaerei Lincoln, mentre la Iris Dena è affondata
Il Primo Marzo hanno affermato, in una dichiarazione riportata dai media Iraniani:
"La portaerei statunitense Lincoln è stata colpita da quattro missili balistici" (...) "La terra e il mare diventeranno sempre più il cimitero degli aggressori terroristici".





































