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giovedì 31 agosto 2023

Io sto dalla sua parte, "in Toto"


Toto Cutugno ha portato lustro al nostro paese, anche all'estero, in barba ai giornalisti snob. 

La notizia della sua dipartita mi ha lasciato un po' sorpreso. Eppure aveva 80 anni e sapevo della sua malattia che aveva lasciato segni importanti.

Lui però sembrava sempre più giovane della sua età e negli ultimi anni la sua somiglianza con Celentano aveva lasciato il passo a quella con Caetano Veloso, il cantautore Brasiliano anche lui brizzolato e dalla pelle baciata dal sole.

Me lo ricordo eccome, quando conduceva Domenica In, invitando gli altri a cantare insieme a lui. E lo faceva con una certa spontaneità e assenza di smancerie, che sembrava rivolgersi non ad un pubblico di estranei, ma ad amici di vecchia data, con cui tanti convenevoli non servono.

Mi ricordo ed ero ragazzino, di quando vinse l'Eurofestival (Eurovision) nei primi anni '90.

La notizia venne data da tutti i giornali come una cosa prestigiosa. All'epoca la Kermesse non era quella porcheria vuota e ideologica di oggi.

L'anno dopo fu lui stesso a condurre l'edizione successiva in Italia, assieme a Gigliola Cinquetti.

Il festival della canzone Europea non veniva trasmesso in Italia, ma grazie alla vittoria dell'anno precedente dovevamo essere noi il paese ospitante e la Rai fece una eccezione.

Vado ancora a memoria e ho impressi: i Just 4 fun, quartetto Norvegese, con la loro Mrs Thompson; Peppino Di Capri, anche lui in gara;  la vincitrice, Carola, bella con i suoi zigomi nordici Svedesi, i suoi occhi verde scuro, così giovane e carina eppure dal viso pulito della studentessa dalla vita normale in cui i ragazzi di allora potevano riconoscersi.

Quelli erano gli anni d'oro di Toto: presentatore di Domenica In, di Eurovision e di tanti altri programmi, eppure autore prolifico e validissimo, iperpresente a San Remo come autore e cantante.

Ha fatto cantare mezza Europa con "L'Italiano", portando allegria a Tedeschi, Sovietici e a noi stessi.

Eppure.. eppure l'Italia è un paese complicato. La critica tende a politicizzare i gusti artistici e a vedere un retropensiero dietro alle cose che si fanno. 

Toto ci rimaneva male. Lui poteva essere un po' musone e sorridere poco, ma era uno sincero e non agiva per doppi fini. Quello che scriveva lo sentiva, ed era fin troppo poco ruffiano, pagando le sue liti personalmente.

La verità è che lui non si dava pose da intellettuale, cantava di affetti sinceri, di amicizia tra i popoli, di madri e di figli. Non era di quelle vedute politiche a cui tutti gli artisti Italiani devono sottomettersi per non essere ghettizzati, non cercava di spacciare per trascendentale quello che scriveva. 

Questo alla parte del mainstream che si dava le arie non andava giù.

Ricordo di una conduttrice radiofonica ospite in un programma tv della Rai (metà degli anni 2000). Il Festival si era concluso da pochissimo, forse il giorno prima.

La dj disse che non avrebbe programmato il brano di Toto Cutugno per oscuri e contorti motivi di target e di programmazione. 

Fu una arrampicata di specchi pazzesca per non ammettere che la canzone le faceva schifo.

Toto non fece una piega e disse: "il mio disco uscirà anche in Germania, in Russia e in altri paesi, alla faccia tua!"

In realtà esclamò: alla faccia della (cognome della conduttrice) ma non è importante citarla in questa sede, perchè non merita di essere additata comunque.

Non importa, quello che intendevo è che lui era una persona vera, e si arrabbiava come una persona priva di ipocrisie. Quante volte ha contestato i veleni di Sanremo, le chiacchiere inutili. 

Al Festival dei fiori ha trionfato solo nel 1980, arrivando poi sei volte secondo e partecipandovi in totale quindici volte.

In una intervista di pochi anni fa, ha fatto un bilancio di queste mancate vittorie: "Beh, arrivare secondi dietro a canzoni come Perdere l'amore di Massimo Ranieri e Uomini soli dei Pooh tutto sommato è accettabile. All'epoca c'era grande qualità nei brani".

Non mi soffermerò sulla sua carriera, sui brani importanti scritti per sè stesso e gli altri. 

Voglio in questo momento rimarcare il lato umano.

Lui è rimasto coerente, fino all'ultimo istante. La gente comune lo ha compreso, una parte di critici sciocchi, pronti a dire cattiverie e a cercare la prima stecca in una performance, no.

Io sto con Toto, ovunque egli sia adesso. Lui non era, è - una persona genuina e un Italiano vero.

lunedì 28 agosto 2023

Gli eventi prestigiosi degli ultimi anni nella "dittatura Ungherese brutta e cattiva"



Le deboli argomentazioni di chi denigra un paese in piena crescita sociale ed economica


Ci sono ancora oggi delle persone poco dotate mentalmente che si ostinano a definire l'Ungheria una dittatura, contro ogni logica ed evidenza.

Il loro scopo è criticare l'attuale leader, in sella e rieletto da parecchi anni, Viktor Orban.

Io personalmente sospendo ogni giudizio politico su tale persona. Si può criticare il suddetto politico e su tanti temi, ma con raziocinio e realismo.

Non mi interessa. Trovo ridicolo però che per denigrare un singolo si cerchi di procurare danno indirettamente ad una intera nazione.

Perchè, se si sosteneva che c'era un regime a Budapest, nelle ultime elezioni di un anno e mezzo fa non si è detto da prima che esse erano fasulle e di facciata?

Invece no, furbescamente questi disonesti minidotati hanno aspettato l'esito delle elezioni per ritornare ai loro strali. Se avesse vinto la sinistra a loro cara (per me non è una questione di questo o quel partito) la terra Magiara sarebbe tornata magicamente un faro di democrazia.

A Settembre 2021 e ad Aprile del 2023 il Papa si è recato a Budapest ad incontrare Orban e i fedeli Ungheresi. Ad Aprile 2022 lo aveva ricevuto invece a Roma, fresco di rielezione. Papa Bergoglio ha ripetutamente ringraziato il Premier Ungherese per il suo impegno a difesa dei valori Cristiani e della famiglia e per la sua accoglienza di centinaia di migliaia di profughi Ucraini. 

Il bello è che mentre il Papa lo elogiava il Presidente Ucraino Zelensky lo attaccava duramente per il mancato invio di armi, come se l'accoglienza fosse un atto dovuto di fronte al quale non bisogna nemmeno dire grazie.

Negli ultimi anni Budapest e l'Ungheria hanno ospitato, in ordine sparso: Gran Premi di Formula Uno, alcune tappe del Giro d'Italia, i Mondiali di nuoto, gli Europei di pallamano, la finale di Europa League, alcune partite degli Europei di calcio, i Mondiali di atletica.

Nessuno ha avuto il coraggio di andare oltre nel ridicolo e di denunciare che non è giusto tenere tali manifestazioni internazionali in un paese non democratico.

La verità è che quelli che lo dicono non ci credono essi stessi e solo chi non ha il minimo strumento critico può credere a queste scemenze diffuse dai "professionisti dell'informazione" e da qualche minorato politicante o attivista.

lunedì 7 agosto 2023

Comandare col terrore: gli anni della pseudoscienza e del terrore mediatico

Tante finte verità devono essere imposte forzatamente in nome degli interessi di pochi


Siamo reduci da due anni di periodo Covid in cui le autorità di diversi paesi e gli interessi privati delle Big Pharma ci hanno imposto delle verità forzate, bombardandoci tramite i media affinchè anche una menzogna, ripetuta cento volte, divenisse verità.

In discussione non c'era l'esistenza del virus in sè, nè dei suoi potenziali pericoli. Piuttosto il nocciolo della questione stava nella quantificazione del rischio e nelle soluzioni proposte.

Si è scelto di distruggere intere economie con lockdowns e chiusure indiscriminate, di terrorizzare la popolazione oltremisura e di proporre verità scientifiche più mediatiche e strumentali a un certo potere che serenamente e costruttivamente dibattute in ambito di studio.

Da allora si è rotto definitivamente qualcosa tra la popolazione Italiana e i "professionisti dell'informazione". Se prima già vi era un rigetto parziale per quanto veniva proposto nei notiziari, il chiaro atteggiamento schierato e poco genuino delle televisioni e dei giornali più importanti ha aperto gli occhi alla popolazione e generato un dissenso.

Ricordiamo vividamente, un anno fa circa, le proteste per strada sotto la sede Rai al canto, pacifico ma dal chiaro messaggio: "Giornalista terrorista".

La stessa disinformazione è stata traslata all'argomento "Guerra in Ucraina" e alle tematiche ecologiche.

Per quanto riguarda il succitato conflitto non interessa in questa sede con chi stare e quali stigma morali infliggere, nel merito della questione.

Quello che personalmente interessa a me e a buona parte della popolazione Italiana è come vengano date le notizie.

Il razzo quasi sicuramente Ucraino di Donetsk spacciato per Russo, il carro armato che investiva il nonnetto sull'auto che in realtà riguardava un incidente, per fortuna senza conseguenze gravi, avvenuto due anni prima, i videogiochi spacciati per immagini di bombardamenti notturni, la pianta dell'Azovstal che in realtà era proveniente da un gioco da tavolo; questa è una lista non certo esaustiva delle cretinate propinateci.

Non andiamo troppo nel dettaglio poi  sul famoso massacro, compiuto dagli Ucraini e spacciato per strage di matrice Russa. Il video coi morti e feriti per terra era stato postato da militari Ucraini ridacchianti sui social e ritraeva persone a terra, legate e ferite, con il braccialetto bianco distintivo dei filorussi.

Noti cronisti di guerra con la schiena dritta e varie tv internazionali, come quella Venezuelana per esempio, hanno messo in luce tutte le contraddizioni di quello che era sì un massacro, ma a parti invertite. Impietosi sono stati gli smascheramenti degli zelanti giornalisti che raccontavano fandonie in merito.

Dall'inizio della guerra si doveva per forza dire in tv che Putin era malato. Poi è apparso numerose volte in tv e in summit internazionali in perfetta forma. Ciononostante si va avanti con questa stupidaggine.

L'economia Russa sarebbe, secondo i media, andata a pezzi in pochi mesi e invece in questo ultimo anno e mezzo è cresciuta. Le sanzioni sono state aggirate dagli estabilishment degli stessi stati che le hanno votato e imposte.

Si può condannare una guerra, si può decidere da che parte stare, ma almeno si dica la verità, specialmente se si ricopre il ruolo di giornalisti.

Ed eccoci poi al delirio sul clima.

E' nata una nuova malattia mentale: l'eco ansia. Ci sono anche zelanti dottori che tramite una associazione supportano i poverini che sono "terrorizzati"dai cambiamenti climatici.

Se l'origine dei cambiamenti climatici dovuta all'inquinamento e la sua consistenza stessa sono dibattuti in maniera seria dagli scienziati veri, in tv va in onda la pseudoscienza, in cui la ragazzina Svedese Greta Thunberg si propone come novella Messia che porterà alla salvezza del pianeta.

Nel frattempo nel farlo si è arricchita ed ha osservato un anno sabbatico dalla scuola, invitando gli altri studenti a fare sciopero scolastico il Venerdì e dando ai suoi imberbi seguaci un pessimo insegnamento.

Non è un bell'esempio lasciare la scuola per un anno quando i giovani che ti seguono hanno già ben altri problemi ed esigenze.

Ma perchè c'è un gruppo di potere che vuole esplicitamente destabilizzare interi paesi e farli vivere nella paura costante, sia essa del virus, del clima o della guerra?

"Segui il denaro"è la pista investigativa regina e sempre valida. Durante la pandemia Heiko Von Der Leyen, marito della Presidente dell'Unione Europea, ha fondato una azienda di tecnologie rna per poi magicamente ricevere dalla stessa Ue 320 milioni di euro a scopo di ricerca.

E' sicuramente  solo un caso che durante la pandemia Federica Draghi, figlia di Mario Draghi, abbia investito nella Xgen Venture Life Science, azienda di biotecnologie.

Adesso la Ue impone le auto elettriche, che diventeranno obbligatorie per tutti gli automobilisti nel 2035.

Una follia non realizzabile, per i costi troppo elevati di tali mezzi, per il loro livello tecnologico ancora troppo rozzo e imperfetto (esplosioni, facili rotture su strade lievemente allagate a livello di pochi centimetri, infrastrutture mancanti, tempi di ricarica lunghissimi, inquinamento alto per via delle batterie da smaltire e tanti e troppi altri motivi.

L'Europa dovrebbe compiere un suicidio economico in nome di un miglioramento ecologico che non può perseguire, visto che il 92% dell'inquinamento globale proviene dagli altri continenti.

Ecco cosa è successo alla Jaguar negli Stati Uniti:

https://scenarieconomici.it/jaguar-richiama-i-suv-elettrici-i-pace-negli-usa-pericolo-di-incendio-spontaneo-e-non-parcheggiate-nei-garage/

Non si parla mai di un piano serio per migliorare l'ambiente ed efficientare i consumi. Per esempio l'implementazione dei trasporti e dei parcheggi di scambio nelle grandi città Italiane non viene nemmeno accennato.

Nel frattempo qualcuno fa saltare in aria il gasdotto Nord Stream per perseguire piani geopolitici che non sono ovviamente nè quelli Italiani, nè tantomeno quelli Europei.

Abbiamo una classe politica inadeguata in occidente. Vedi gli Stati Uniti con Biden, vedi la Ue con la famosa Ursula Von Der Leyen e prima di lei Jean Claude Juncker, spesso ubriaco e avvezzo a tirare ceffoni durante i summit più importanti.

Queste persone decidono per noi, proprio loro. C'è poco da stare allegri.


domenica 6 agosto 2023

Un po' di fortuna per il Pescara: finisce nel girone B


Nella foto: lo stadio Giuseppe Sivori di Sestri Levante


Il girone B è sicuramente più adatto alle caratteristiche del Delfino

Pochi giorni fa sono state ufficiosamente rese note le squadre partecipanti ai tre gironi di serie B, in luce dei vari ricorsi alla giustizia sportiva e non.

Avendo vinto il suo ricorso, la Casertana, che ha sede più a sud di Pescara, finisce nel girone C (quello meridionale) relegando i biancazzurri nello scompartimento B (Italia centrale)

Il girone B è sulla carta decisamente più agevole. Si evitano piazze calde e stadi grandi con società munifiche. Col Catania di Ros Pelligra, il Foggia e sicuramente anche altre, come già citato nell'articolo precedente, la vita sarebbe stata dura. Il Pescara avrebbe potuto dire la sua, ma non avrebbe realisticamente potuto ambire al primo posto e alla promozione diretta.

Nel nuovo contesto nulla sarà facile, ma comunque ci sono delle maggiori probabilità.

Ecco la lista delle partecipanti del centroitalia: Ancona, Pescara, Arezzo, Pineto, Carrarese, Pontedera, Cesena, Recanatese, Fermana, Rimini, Gubbio, Sestri Levante, Juventus Next Generation, Spal, Lucchese, Torres, Olbia, Virtus Entella, Perugia, Vis Pesaro.

Di sicuro per i ragazzini del Delfino, molto tecnici e anche con una struttura fisica buona, ma poco temprati caratterialmente, conviene stare in un ambito del genere dove è possibile giocarsi la partita con maggiore tranquillità.

lunedì 24 luglio 2023

Pescara calcio: il punto della situazione


Questo Pescara coi capelli a frangetta e i denti freschi di dentifricio alla menta rischia di prendere calci e soprattutto schiaffi, in senso sportivo e fisico.

 

Nella foto: Federico Accornero, promettente diciannovenne prelevato dal Genoa

Il Pescara si sta riorganizzando, a poco a poco, dopo l'esito negativo ma dignitoso dei play off, che l'ha visto sconfitto ai rigori dal Foggia di Delio Rossi.

La squadra nella scorsa stagione ha avuto un eccellente avvio di campionato e dopo una quindicina di gare è giunta anche al secondo posto. Poi c'è stato il lungo crollo dopo la sconfitta casalinga col Catanzaro fino alla resurrezione nel finale di torneo ad opera del Boemo Zdenek Zeman, subentrato in panchina ad un Colombo senza più frecce al suo arco.

Il Pescara ha giocato bene nei play off, ma l'inesperienza dei giocatori e l'integralismo offensivo dell'allenatore, che non ammette una gestione della palla nemmeno cinque o sei minuti dopo il novantesimo, hanno decretato l'esclusione e la cassazione delle ambizioni di risalita in cadetteria.

Ora il Pescara effettua l'ennesima rivoluzione, non senza destare qualche perplessità.

Due anni fa, con Auteri e poi nelle ultimissime partite Zauri, in C il Pescara ha collezionato 65 punti ed un quinto posto.
Quest'anno il campionato è ancora terminato con 65 punti all'attivo e un terzo posto. 

L'unica vera differenza è che i play off sono stati giocati con maggiore fiducia e brillantezza.

L'anno scorso sarebbe bastato trattenere alcuni dei giocatori più forti come Ferrari, Cernigoi e Pontisso per creare una base e andare a lottare davvero per il primo posto con quattro o cinque innesti di esperienza, senza rinunciare a valorizzare qualche ragazzo di prospettiva.

Si è preferito puntare su giovani di talento, che però hanno mostrato i propri limiti durante la parte centrale del campionato, quando è mancato il carattere per far fronte ad un momento difficile, così come durante i play off dove per alcune ingenuità il Foggia ha prevalso.

Estate 2023: siamo ai nostri giorni dunque. L'argenteria viene svenduta. Via Lescano, per quattro spiccioli che sono noccioline, per una squadra ambiziosa.

Via Rafia tra poco e per poco, visto che prima si parlava di 3-4 milioni di euro e ora di 1 circa.

Delle Monache è stato già venduto da tempo alla Sampdoria e tenuto sulle nostre sponde per un altro anno, ovvero quello trascorso.

Si parla di Spalluto per rimpiazzare Lescano. Con tutto il rispetto il primo ha segnato 10 goal due anni fa col Gubbio, il secondo 21 nella stagione appena conclusa (ed è stato anche messo in panchina per screzi con Colombo per due mesi e mezzo).

Ora arrivano dei ragazzini volenterosi e di buona famiglia, come Accornero, Manu e Ciocci.


La domanda è: la società vuole davvero andare in B o no?

Per farlo, storicamente un po' bisogna investire.

Le ultime volte il Pescara aveva giocatori importanti come Giampaolo, Palladini e Sansovini.

Ora invece gente inferiore tecnicamente ai suddetti viene definita sacrificabile e fuori budget, troppo forte e troppo costosa perchè gli si tarpino le ali trattenendoli.

Il Pescara ha i mezzi economici per fare uno sforzo in più, dopo le cessioni eccellenti dei vari Verratti, Lapadula, Torreira, Delle Monache e di tanti altri.

La dirigenza ha fatto bene fino a qualche anno fa, giungendo anche in serie A.

Poi è arrivata una serie di decisioni sbagliate:

la scelta non confermare Pillon, poi quella di non tenere Mister Sottil e Riccardo Maniero l'anno successivo, dopo una salvezza raggiunta per il rotto della cuffia;

l'acquisto di giocatori rotti o con strascichi di natura medica come Ceter, Chochev e Tabanelli l'anno seguente ancora;

dopo la ripartenza in C di due anni fa con un anno di comprensibile transizione, 
a mio modesto parere è stato poco saggio cambiare buona parte della squadra del 2021-2022, preferendo atleti giovani che erano delle scommesse e non delle certezze.

Quest'anno ci si affida a dei ragazzini che basta guardare in faccia per chiedersi se siamo al liceo o in un campo di calcio professionistico. C'è il rischio che ricevano scalpellotti dagli avversari col rimprovero: "E ora basta marinare la scuola".

I ragazzi delle giovanili sono abituati a giocare in campetti immersi nel verde con poco pubblico, poca pressione e senza troppi drammi psico-sportivi se perdono.

Nel girone C di serie C (quello del Pescara) a parte poche eccezioni, ci sono campi caldi, spesso dalla buona tradizione sportiva, con una pressione emotiva forte, tifosi esigenti, pseudotifosi violenti che ti insultano per strada dopo una sconfitta, automobili di calciatori e dirigenti distrutte, aggressioni a persone e a cose.

Senza criminalizzare città splendide dove risiede una maggioranza di individui pacifici e civili, faccio una lista non esaustiva di squadre difficili da affrontare, per il tifo caldo e l'alto tasso agonistico, che il Pescara affronterà: Catania, Benevento, Avellino, Taranto, Juve Stabia, Foggia, Crotone, Brindisi, Messina.

Questo Pescara coi capelli a frangetta e i denti freschi di dentifricio alla menta rischia di prendere calci e soprattutto schiaffi, in senso sportivo e fisico.

Così non si torna in B.

Spero di sbagliarmi, il campo darà il suo verdetto.

Questa società di investitori, che ha tenuto i conti in ordine, che ha fatto attivi importanti e che ha dimostrato di saper fare calcio può fare di più, sicuramente.

lunedì 1 maggio 2023

Festa della Liberazione: il suo significato nel 2023


Nel video: Sandro Pertini parla della sua idea di libertà (in una conversazione più ampia sul socialismo, sulle sue idee e i suoi valori)


Trovo grottesco il fatto che non si possa discutere pacatamente, mettendo in dubbio anche le versioni retoriche e ufficiali pro governative in tema di Liberazione.

Ricordo brevemente che per "Festa della Liberazione" si intende la liberazione dalle truppe naziste del territorio italiano da parte dei partigiani e degli Angoamericani.

Piccolo particolare: in una decina giorni, dopo l'Armistizio di Cassibile dell'8 Settembre 1943, l'Italia è passata dall'essere alleata dei nazisti per poi stare al fianco degli Alleati.

Scendemmo in guerra, a furor di popolo e convintamente, tra strepiti di gioia in Piazza Venezia, contro Francesi e Inglesi, pregustando la vittoria e salendo sul carro del prossimo vincitore Hitler. Poi le cose andarono diversamente. Facile dire che gli Italiani fossero costretti e sotto le resrizioni della dittatura. 

A quell'odioso regime hanno cooperato attivamente milioni di Italiani e prima e durante l'insediamento del Fascismo ci sono voluti anni prima che tutte le libertà fossero soppresse. In quel periodo ci sono stati milioni di simpatizzanti e di soggetti attivi nella creazione della dittatura, con l'appoggio di industriali e della Chiesa stessa. Lo fecero anche in chiave anticomunista, giacchè la Rivoluzione di Ottobre spaventava ed era cosa recente; i movimenti operai scioperavano anche in Italia ed erano una minaccia credibile per l'alta borghesia.

In parole povere una minoranza robusta, consistente e determinata ha voluto instaurare il fascismo; in seguito una maggioranza in parte plagiata, in parte convinta ha voluto l'alleanza coi nazisti, con una opposizione costretta al silenzio, uccisa, epurata, esiliata, incarcerata e confinata.

Nel 2023 quale libertà dobbiamo festeggiare? Ci sono tassi di disoccupazione enorme e una qualità delle condizioni lavorative scarsa. Libertà vuol dire anche libertà dalla povertà, dall'umiliazione e dal bisogno. Questo lo sosteneva anche Sandro Pertini, capo partigiano prima e poi Presidente della Repubblica.

Abbiamo una piena democrazia? Riflettiamoci.

Abbiamo libertà di parola e di fare molte scelte. Non possiamo però votare il nostro deputato o senatore, perchè ci sono liste bloccate. Quando vanno al governo gli eletti fanno l'opposto di quello che promettevano in campagna elettorale, senza che nessun cittadino possa rivalersi di questo e farli dimettere.

Non possiamo votare il Presidente della Repubblica direttamente (viene scelto dai parlamentari).

Non possiamo votare direttamente per il nostro Presidente del Consiglio, cosicchè ci ritroviamo maggioranze innaturali destra-sinistra non volute da nessuno, se non dai politici,  con Draghi, un banchiere ben visto dai poteri forti internazionali, come Capo del Governo.

I grandi media spesso mentono spudoratamente per servire la politica e le lobbies.

Dobbiamo prendere ordini da Bruxelles, con leaders come Ursula Von Der Leyen che nessuno di noi Italiani prima conosceva e che noi non abbiamo scelto minimamente.

Abbiamo quindi la libertà di trovare un lavoro spesso misero, in cui con molte difficoltà e non molto spesso il più bravo emerge. 

Qualcuno con un salario o una pensione decente c'è ancora. Ci sono imprenditori che ce la fanno e che si creano un posto al sole, tra mille difficoltà, ma il quadro generale non migliora di certo, anzi.

Una vita dignitosa dovrebbe essere alla portata di tutti, non di una minoranza.

Abbiamo la libertà di usufruire di servizi pubblici in buona parte scadenti (salvo qualche eccezione) e a fronte dei quali paghiamo tasse alte e di vario genere.

Abbiamo la libertà di emigrare. Abbiamo la libertà di viaggiare coi pochi soldi che ci rimangono (i benestanti sono una minoranza e diventano sempre meno). Abbiamo la libertà di lamentarci e di protestare in piazza (tanto i vari governi non ascoltano e fanno lo stesso ciò che vogliono).

Il processo democratico è monco.

Dai tempi della seconda guerra mondiale, siamo influenzati pesantemente dalle decisioni di Washington. Abbiamo sul nostro territorio 19 basi Nato. In relazione ai tentati Golpe Di Lorenzo e Borghese, a Gladio, all'omicidio Moro, al dc9 Alitalia esploso sui cieli di Ustica e a tante troppe pagine oscure della nostra storia,  la regia occulta apparteneva a potenze straniere fuori dal nostro controllo.

Per i suddetti motivi: basta con questa maleodorante retorica, siamo nel 2023. Basta con questo fascismo morto e sepolto e con questo antifascismo che sa di fascismo e appoggia le angherie degli ultimi anni di matrice neocapitalista.

Festeggiamo pure la libertà il 25 Aprile, ma come valore da difendere ogni giorno e in parte da riconquistare.

L'austerity teutonica UE non ce l'hanno imposta i fascisti. I licenziamenti, le aziende e i negozi falliti grazie ad estremi lockdown e Green pass non li hanno portati i nazionalisti. Semmai coloro che oggi si definiscono antifascisti hanno appoggiato tutto questo e lodano come patrioti e intellettuali i nazisti di Azov e di Pravj sektor (non che l'armata Wagner sia da meno di tali ceffi).

Festeggiamo dunque la libertà, ma senza la cieca e stupida retorica odierna. Piuttosto, compiamo, ognuno nel proprio piccolo, gesti concreti per il suo raggiungimento. E a tal fine bisogna che tutti si comportino onestamente. Troppe volte reclamiamo diritti, troppo poco parliamo dei nostri doveri.

mercoledì 16 novembre 2022

Ecco perchè non mi fido dei "Professionisti dell'informazione"



É apparso oggi sul sito de Il Giornale il titolo: "Lavrov evitato da tutti e in ospedale".

Ecco uno stralcio: (Lavrov (evitato dagli altro partecipanti al vertice e nessuno voleva apparire con lui nella foto ufficiale, che è stata per questo abolita) appare in bermuda mentre sta lavorando su un balcone.

Tempo.co ci fornisce una versione diametralmente opposta, con tanto di foto:


"Jokowi welcomes Russian Minister Sergei Lavrov" - Jokowi (presidente dell'Indonesia dà il benvenuto  al Ministro Russo Sergei Lavrov.

Nella parte iniziale leggiamo: Il presidente indonesiano Joko Widodo o Jokowi ha accolto 17 capi di stato e capi di organizzazioni internazionali nel primo giorno del vertice del G20 all'Apurva Kempinski, tra cui il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov che, secondo quanto riferito, è stato portato in ospedale dopo essere arrivato a Bali.

Il rappresentante degli Affari Esteri Russo è stato talmente isolato che qui lo vediamo in una conversazione ufficiale con Antonio Gutierres, segretario generale delle Nazioni Unite.

Qui abbiamo Lavrov ancora messo da parte e visibilmente scontento.


Qui invece beve un caffè "Turco".



Qui invece Lavrov annuncia di aver avuto un colloquio con Macron, il quale ha affermato di voler continuare a mantenere i rapporti con Putin. Non abbiamo ragione di non credergli poichè sarebbe facilmente smentibile da parte Francese. Il video è stato pubblicato ieri su numerose testate ed ha una traduzione in Italiano.



Potrei addurre migliaia di altri casi di completa disinformazione come questo, in cui si disinforma con la volontà esplicita di farlo.

É per questo che da decenni dubito sempre dei media Italiani e cerco sempre di fare la tara di quello che leggo, vedo e ascolto.

Vi invito a fare lo stesso.

domenica 13 novembre 2022

Due serate a Budapest per Mario Biondi: teatro pieno e pubblico entusiasta.

 



Al Teatro Ram, pochi giorni fa, ho avuto la possibilità di seguire un concerto di Mario Biondi del suo tour "Romantic".

In fase di prenotazione quasi tutti i biglietti erano esauriti, sia nella prima che nella seconda serata.

Il Teatro Ram di Budapest è un centro polivalente con una sala concerti di 600 posti, ottima sia nella visibilità che nell'acustica, come nuova, tenuta in perfette condizioni e con tanto di gallerie.

Mario Biondi non ha bisogno di presentazioni anche nella capitale Magiara e non si è risparmiato. Oltre alla sua iconica "This is what you are" ha sciorinato per poco meno di due ore un bel mix di standards del jazz moderno, del pop e della musica Brasiliana. 

Smooth Operator di Sade e What's going on di Marvin Gaye, nella sua versione, dimostrano quanto mestiere ed esperienza abbiano raggiunto lui e il suo abbastanza giovane ensemble nel riarrangiare in chiave jazzistica dei brani già di per sè intensi e raffinati.

Il suo ultimo disco, pubblicato nel 2022, è Romantic, con inediti e covers, di cui alcuni brani sono stati eseguiti nelle serate dell'attuale tour.

Il musicista Catanese ha colloquiato col pubblico e lo ha coinvolto, alternando inglese ed Italiano, giacchè sapeva che in città ci sono molti turisti e residenti del nostro paese, che in effetti hanno scherzato con lui e hanno fatto sentire la propria presenza in sala.

L'interazione è riuscita ed ha reso il concerto un evento vivo, ricco di partecipazione, con tanti assoli dei singoli musicisti, che insieme al cantante per scherzo hanno eseguito canzoni note e fuori repertorio a richiesta.

A fine esibizione, mentre le parole della canzone che scandiva dicevano: I am coming to you, con molta educazione e senso dell'empatia, l'artista ha fatto il giro della platea stringendo la mano al pubblico.

Quest'ultimo era molto omogeneo, oscillante nella stragrande maggioranza tra i 40 e i 55 anni ed appariva molto distinto. Conosco però diverse persone al di fuori di questa fascia di età che apprezzano la musica di Mario Biondi, per cui non penso che sia solo questo il target.

Tutto sommato è stata una serata divertente, briosa, con pochi brani lenti, con gente divertita ma con stile sia sul palco che in platea.

sabato 12 novembre 2022

In un periodo storico come questo lo Stato deve assumere forza lavoro




Negli ultimi decenni si è fatta strada, anche a sinistra,  una retorica del settore pubblico brutto, sporco e cattivo. Come se tutti i dipendenti pubblici fossero fannulloni. Come se non ci fossero persone di grande intelletto e dai solidi valori nella amministrazione statale. Come se poi nel settore privato tutto fosse bello e non vi siano miserie di ogni sorta.

Questa campagna è stata funzionale a svendere aziende statali a privati e a ridurre il numero dei dipendenti pubblici (330 000 in meno rispetto al 2000)

Se a ciò si assomma: la precarizzazione del lavoro sia nel pubblico che nel privato partita negli anni '90, il mancato adeguamento del salario al costo della vita degli ultimi decenni, ne conviene un generale impoverimento dei lavoratori.

Non sono i privati il solo motore dell'economia. Prima del privato viene il pubblico. Se un sistema istituzionale solido non creasse i presupposti per fare impresa, quest'ultima andrebbe incontro alla legge della giungla e difficilmente andrebbe lontano.

Lo Stato crea le leggi che fanno ordine e regola la concorrenza. Lo Stato crea infrastrutture, porti, centrali elettriche, aeroporti, strade e quant'altro che servono a far nascere un tessuto industriale e commerciale.

I dipendenti pubblici spendono, creano mutui, acquistano case. Una intera porzione della libera impresa vive grazie ai dipendenti pubblici: 

bar e ristoranti nelle prossimità degli uffici, negozi di articoli medici, floreali e funebri accanto agli ospedali, fotocopisterie nei pressi di anagrafi, università e tribunali, et cetera et cetera.

Giorgia Meloni in campagna elettorale ha parlato come Berlusconi e Salvini: gli imprenditori sono il vero motore dell'economia per lei e questo è inesatto.

Pubblico e privato non possono prescidere l'uno dall'altro.

L'Italia non ha recuperato dalle ultime crisi, complici i piani di austerity e i mancati investimenti, anche a deficit, necessari a riprendersi.

Euro, Crisi del 2008, Covid, Crisi Energetica del 2022. Di fronte a questo non abbiamo visto capacità di ripresa.

Se ci sono milioni di disoccupati, lo Stato deve assumerne una parte. E non è vero che non ce n'è bisogno. I nostri ospedali ne necessitano, come la pubblica amministrazione e i nostri lentissimi tribunali. 

L'assistenza sociale ha bisogno di menti, braccia e investimenti.

I nostri beni culturali potrebbero essere sfruttati per portare ancora più turisti.

Potremmo incrementare musei, restaurazioni, personale addetto all'accoglienza, alla divulgazione, alla documentazione e alla preservazione della cultura e dell'arte.

Lo Stato deve spendere investendo sia in infrastrutture che in dipendenti pubblici, anche a deficit e perfino superando le stupidi e nocive regole di austerity europee che hanno fatto avvitare il tessuto economico e aumentare il debito pubblico.

Una spesa a deficit ben fatta porta i suoi frutti e le risorse a lungo andare aumentano. Per far questo lo Stato deve ricominciare a fare lo Stato e non obbedire ai dettami neoliberisti del "meno istituzioni e più finanza". 

E se qualcosa non funziona, nell'uno e nell'altro settore, si lavori per migliorare.