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Ogni mercoledì, ore 19:00 - Ne riparliamo a Budapest

sabato 16 novembre 2024

E ora come fa Elon Musk?

 
Piero Pelù, Elio e le Storie Tese e Alessandro Gassmann abbandonano X. 

Onestamente a me piacciono tutti artisticamente. 

L'attore succitato me lo ricordo per questo:






Sono sicuro che Gassmann non ami lo schiavismo, ma forse non sa che nel sud Italia è pieno di Africani che raccolgono i pomodori in condizioni disumane. 

Il punto vero è che gli artisti mainstream non sono al centro del mondo e la gente non pende dalle loro labbra, specie quando si indignano a senso unico.

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venerdì 15 novembre 2024

I dem riscoprono il Sovranismo

Ci voleva Elon Musk a generare un sentimento patriottico e Sovranista. E ora che siamo tutti uniti per la causa, l'Italia è pronta per conquistare il mondo (isole comprese).


Ma il problema dell'Italia è Raffaele Fitto?

Storie di sovranismo Italiano, alla ricerca della poltrona perduta.

Giorgia Meloni fa pressioni su Bruxelles e sulla sinistra Italiana affinchè l'interesse nazionale prevalga.

Tuttavia un dubbio sorge: basta una poltrona a negoziare politiche congeniali all'Italia?

Vi propongo questo mio video odierno in merito.

Buona visione.


giovedì 14 novembre 2024

La linea dei tram 2-23 a Budapest, una delle più belle del mondo

 

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mercoledì 13 novembre 2024

Baldini, l'uomo che ha riportato il sorriso alla gente di Pescara

Spontaneo, verace, a volte fin troppo ruspante, ma anche filosofo e leader motivatore:  Silvio Baldini racchiude tutte caratteristiche.

Nessuno credeva che il calcio potesse risorgere proprio quest'anno a Pescara, mentre durante il lungo calciomercato estivo illustri sconosciuti rifiutavano di venire a giocare nella città del Vate.

Nessuno tranne lui.

Il Delfino prendeva porte in faccia a destra e a manca da giocatorini anonomi e modesti, forse anche per questioni di poche decine di migliaia di euro di ingaggio.

I tifosi facevano cortei di protesta e Pescara intera si apprestava a vivere solo dei ricordi dei tempi magici di Galeone, Zeman e Oddo.

Poi la scintilla: dopo poche partite ci si rende conto che la squadra gioca con la testa leggera, libera di pensieri.

La condizione atletica è ottima, la difesa è solida e a centrocampo si vedono anche i muscoli, caratteristica quasi sempre assente nel gioco biancazzurro.

Le squadre più forti sulla carta come Ternana, Torres ed Entella vengono subito messe in riga e il Delfino sembra già staccare tutti.

Il merito è soprattutto di Baldini, quasi un filosofo prestato al calcio che ci parla di sogni e di magia e non vuole solo la serie B, ma anche la A in due anni. Lui ci crede e iniziamo a crederci anche noi.

Vi lascio anche un mio video di approfondimento

Buona visione.




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domenica 10 novembre 2024

La vera forza del Pescara è l'unità del gruppo


Nella foto: il centrocampista della Nazionale Estone e del Pescara Georgi Tunjov

Battuto ieri anche il Sestri Levante 1-0 all'Adriatico. I giocatori ragionano in funzione dei compagni e sono motivatissimi

Era dai tempi della promozione in serie A con Zeman che non si notava una tale determinazione nei giocatori biancazzurri.

La squadra va tutta nella stessa direzione, e gli unici che sembravano indietro nell'entrare in questa mentalità, ovvero Squizzato e Tunjov, stanno recuperando appieno.

É vero, il primo si è fatto espellere un po' ingenuamente, nella penultima partita in trasferta a Pesaro. Tuttavia ha trovato una certa costanza di rendimento.

Tunjov invece, ieri ha deciso la partita. Subentrato al '72, al '77 ha sbloccato il match e regalato i tre punti al Delfino, con un tiro su punizione molto potente da circa trenta metri. Il portiere avversario non è stato impeccabile in questa occasione, ma va dato merito all'Estone di aver calciato bene.

Galvanizzato dal goal poi, il centrocampista di Narva ha corso molto per attaccare e difendere, aiutando molto i compagni. Mister Baldini dice che "è un ragazzo fragile emotivamente e bisogna volergli bene e incoraggiarlo". 

Sembra che il tecnico degli Adriatici stia toccando le corde giuste anche con lui, raccontando di averlo elogiato in allenamento per un movimento tattico in cui era migliorato. Inoltre ha fatto lo stesso davanti alle telecamere e ai giornalisti dopo il match: "Io l'ho visto da come si è concentrato mentre calciava e ho pensato che era più facile che facesse goal che il contrario. Bravo!"

Quello che ha impressionato è l'aggressività con cui i giocatori sono entrati in campo, con la voglia di annullare l'avversario sul piano del gioco.

Manca un bomber in attacco, ma la squadra sopperisce con grande grinta e a coloro che svolgono più il ruolo di punta come Vergani, Tonin e in parte Ferraris, vanno solo fatti i complimenti.

Vergani è già al terzo anno con la maglia del Pescara. Non aveva convinto appieno nè Colombo nè Zeman, che da tecnici ne avevano apprezzato le doti fisiche ma che non avevano riscontrato una sufficiente determinazione. Questo è quanto affermavano anche molti tifosi.

Quest'anno i goal non sono molti da parte sua ma il ragazzo dal volto pulito e dai capelli ricci di Segrate ha mostrato una grinta da leone, spingendo in avanti e contrastando con decisione.

É probabile che i dirigenti Sebastiani e Foggia abbiano cercato di costruire una squadra di gente con piedi buoni ma umile. Lo dimostra il fatto che non siano arrivati i "signorini grandi firme" che pure erano stati cercati durante il mercato estivo, ma per i quali la società non ha voluto svenarsi.

Forse a Gennaio una punta con la fama da cannoniere arriverà, ma se il Pescara continua così, non ci sarà spazio per nessuno. Il Delfino in tal caso rimarrà al primo posto. Oggi le inseguitrici Ternana e Torres hanno pareggiato a Perugia e a Rimini, allontanandosi dunque di altri due punti. L'Entella invece continua la sua corsa, dopo aver battuto il Gubbio 2-1.

Ieri a fine gara il tecnico del Sestri Levante Andrea Scotto ha detto: "La Ternana è la squadra più forte del girone in termini di singoli, ma il Pescara merita di essere prima perchè è più squadra, gioca bene e all'attacco (cosa che a me piace) e ha una determinazione incredibile".


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sabato 9 novembre 2024

La fantastica leggenda della WWF e di Dan Peterson

Per i bambini degli anni '80 e '90 Dan Peterson e i ragazzi della World Wrestling Federation erano degli eroi, dei fratelli maggiori, padri putativi e leggende dai poteri speciali che rimanevano scolpiti nei nostri cervelli a imperitura ed eterna memoria.

Dan Peterson, ometto piccolo di fisico ma grande per capacità ed empatia, è stato uno dei migliori allenatori del basket europeo e l'inconfondibile commentatore dei match del Wrestling Americano.

Non solo: Dan è anche un personaggio poliedrico e dalle mille risorse, capace di fare business e di adattarsi a contesti diversi.

In quei fantastici anni ci presentava, con il suo accento a stelle e strisce, incredibili personaggi come Koko B. Ware, Hulk Hogan, Andrè The Giant, The Million Dollar Man, Macho Man, Kamala, Honky Tonk Man, The Barber, Big Boss Man, Jake The Snake, Paul Roma e tanti altri. Che spettacolo, che gioia!

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venerdì 8 novembre 2024

Piccolo messaggio a Richard Geere


Caro Richard Geere.

Salisti sulla nave Open Arms delle Ong per dire a noi Italiani che dobbiamo ospitare i migranti dai barconi, senza particolari limitazioni, sapendo che poi essi conviveranno con i poveri giá presenti in Italia.

Tu che hai fatto soldi a palate facendo film. Soldi guadagnati e meritati per carità, ma fai una vita da privilegiato da quarant'anni e c'è chi ha lavorato molto più duramente di te.

Tu che ti alzi la mattina e puoi permetterti un giardino grande come un campo da golf. 

Tu che ti sei accompagnato alle migliori bellezze del mondo.

Tu che sei Americano, non vivi in Italia e non vivi le difficoltà di ogni giorno dell'uomo Italiano (anche se mi dicono che ti trasferirai presto in Europa)

Tu, insomma, non puoi fare il solidale con il territorio degli altri, venire sulla barca diretta in Italia e dirci cosa fare.

Anche alla luce della vittoria di Trump, è ora che porti qualche decina di migliaia di migranti in qualche sconfinata tenuta che sicuramente puoi permetterti nelle campagne americane e dare a loro alloggio e sostentamento.

Le ragioni per cui Trump ha vinto le elezioni


Nelle elezioni Usa di Martedì, come ormai tutti sanno, Trump ha stravinto, con un divario di oltre 5 milioni di voti rispetto alla rivale Kamala Harris.

Nonostante i sondaggi palesemente fasulli e fallimentari, a cui tra l'altro ci siamo abituati negli ultimi decenni, questa vittoria e anche questo margine me li aspettavo.

Troppi erano i motivi che facevano pendere la bilancia per la vecchia volpe The Don.

Nonostante anch'egli non sia esente da sproloqui e da espressioni fortemente fuori dalle righe, la debacle democratica era troppo marcata e non riusciva soprattutto a compensare i pregi che il Tycoon Newyorchese indubbiamente ha.

Trump, nonostante i detrattori, ha un carisma che pochi presidenti hanno avuto. Pochi in Usa hanno ottenuto il consenso e l'entusiasmo dei seguaci della propria corrente politica al di là delle idee e degli intenti proposti.

Basta un dato di fatto per rendere l'idea: prima delle Presidenziali del 2016 buona parte dei Repubblicani non voleva Trump. Cercarono di metterlo in competizione con diversi candidati di estrazione sociale ed etnica diversa, ma non ci fu nulla da fare: la base voleva lui e lui vinse le primarie.

Si parlò addirittura di estrometterlo dalla candidatura nonostante la vittoria alle primarie, fatto avvenuto una sola volta in precedenza, ma i vertici repubblicani si misero il cuore in pace.

Negli anni successivi The Don divenne sempre più catalizzante nel partito Repubblicano, tanto dal diventarne il leader indiscusso.

E' diventato Presidente nel 2016, ha perso nel 2020, è stato accusato di tutto da una magistratura non sempre imparziale. Dopo l'assalto dei suoi seguaci a Capitol Hill, di cui venne considerato ingiustamente il mandante, visto che non aveva mai dato nessun  ordine in tal senso, sembrava finito.

Tutte le forze che gli si sono contrapposte, dalla magistratura ai media ai movimenti Me Too, sono serviti solo a rafforzarlo, un po' come avvenne con le campagne anti Berlusconi.

Trump ha governato per quattro anni tra luci e ombre. Qualche risultato si è visto ma mantenendo solo parte delle promesse.

Non riuscì a rilanciare l'industria americana come promesso, avrebbe potuto gestire meglio il periodo del Covid, anche se non fu facile per tutti i governi. Strappò qualche buon accordo internazionale.

Quanto alla Harris, è stata vice presidente di un mandato fallimentare, che ha condotto ad una guerra per procura in Ucraina, all'inflazione e all'aumento del prezzo degli idrocarburi in Usa. Biden non è stato in grado di arginare la furia genocidiaria di Nethanyau. 

Inoltre è deperito fisicamente e mentalmente.

Kamala Harris invece, giovanilissima per essere una ultrasessantenne, si è segnalata per sproloqui privi di senso e per risposte sarcastiche ai giornalisti che le chiedevano dettagli sugli aiuti all'Ucraina.

E' stata più credibile di un Biden ormai stanco come candidata alle Presidenziali, ma non ha convinto.

Ecco in sintesi le ragioni della debacle democratica:

1 Trump ha carisma, nonostante l'età avanzata e qualche sproloquio.

2 Trump ha capacità solide di imprenditore e di negoziatore, che ha fatto intravedere quando ha trattenuto una azienda in Usa, mentre era già pronta a trasferirsi in Messico o quando ha trovato un difficile accordo col Coreano Kim Jong Un.

3 Trump non ha provocato l'escalazione della guerra in Ucraina, contenendola verso il Donbass e lasciandola relegata agli accordi di Minsk.

4 Il piano di cambiare l'America da poliziotto del mondo invischiato in guerre a decine di migliaia di chilometri di distanza a uno Stato che guarda più a quello che succede al suo interno, migliorando l'economia, il benessere, diminuendo la disoccupazione, rendendo le strade più sicure e limitando la immigrazione irregolare ha affascinato molti Americani, che ci credono ancora.

5 Kamala Harris dal canto suo ha battuto l'accento sui temi sociali, sulla inclusione, sul diritto all'aborto, ha cercato di virare anche lei in parte verso lo stop all'immigrazione incontrollata, ha cercato di ottenere i voti delle cosiddette minoranze etniche e delle donne, in quanto donna e di origini Indo-Jamaicane.

Non è servito. Non basta essere donna per farsi preferire dalle donne, bisogna essere donne capaci. Non basta essere di colore per avere dalla propria parte gli Africani, bisogna dimostrare di fare i propri interessi.

6 Trump parla sia nello stile del linguaggio sia nei contenuti alla pancia e al cuore della gente semplice e di chi va al concreto, non ad un intellettualismo sofisticato. In tal senso ha squarciato la diffidenza delle popolazioni della provincia, delle città piccole e medie ma a sorpresa anche quella di molte grandi città. Molti ispanici e afroamericani hanno votato per lui e addirittura tra i pochi artisti famosi che si sono schierati con lui ci sono stati  50 cent e Kanye West.

7 Il massiccio supporto delle star di Hollywood e dei cantanti a Kamala Harris è stato quasi un boomerang. 

In una America che conta periferie dilaniate dalla terribile droga Fentanyl, dalla povertà incalzante, dall'aumento dei prezzi che porta a dormire in macchina perfino persone che lavorano,

la gente comune ha preso in antipatia i proclami dei vip privilegiati.

The Don evidentemente parlava al suo cuore meglio di De Niro e di Taylor Swift.

8 I falliti attentati a Donald Trump dimostrano che ci sono lobby a lui ostili.  Viste le troppe incongruenze dell'attentato di Butler, in Pennsylvania, sono sicuro che in tanti, come me, non hanno creduto alla versione dell`attentatore solitario.

Di conseguenza, questo li ha spinti a votare per la vittima.


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