Follia pura. Un grammelot senza un vero significato in finto Russo, che coinvolse il tenore Romano Emili, sotto la firma di Andrea Mingardi.
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giovedì 23 maggio 2024
Chi ha paura del serpente?
Ricordo di aver assistito ad un suo concerto negli anni '80, alla villa comunale di Isernia (probabilmente era il 1984).
Avevo cinque anni circa.
Andrea Mingardi portava un taglio "estivo", con capelli più corti tirati all'indietro, barba da mandrillo sciupafemmine e piccolo codino dietro alla nuca.
Ci fece cantare il refrain: "Chi ha paura del serpente, ha paura della gente", con la base musicale che andava ad oltranza -Una volta andammo avanti così per quarantacinque minuti- incalzò.
Poi concluse con "E la radio va", altro pezzo importante della sua produzione.
Ero piccolo, ma ricordo abbastanza.
E come scordare, tra le tante sue canzoni piene di contenuti, la leggera e commerciale: Tavarisch Gorbaciov Dasvidanja?
Un bellissimo brano nonsense e molto accattivante.
Atalanta superlativa, schianta il Bayer Leverkusen e scrive la Storia.
Il Nigeriano Lookman ha segnato tre reti per un perentorio 3 a 0: troppo bello per essere vero
Nonostante il suo lungo, ultracentenario e glorioso passato, i nerazzurri di Bergamo non avevano mai vinto un campionato Italiano, ne' una coppa Europea.
Già da diversi anni il club del presidente Percassi, grazie ad un ambiente laborioso e sereno, aveva lanciato nuovi talenti e fatto rendere onesti professionisti più del loro precedente valore, aiutando alcuni di loro a diventare finalmente dei campioni.
L'allenatore Gian Piero Gasperini, che già da calciatore si interessava molto dell'aspetto tattico, stando alle testimonianze di compagni ed allenatori, sta dimostrando da diversi anni di avere un talento enorme.
Gli mancava la definitiva consacrazione, dopo il terzo posto in serie A con la Dea di tre anni fa e alcuni premi individuali.
Da bambino, ricordo bene l'annata 1987-1988: i nerazzurri erano retrocessi in B l'anno prima ma avevano vinto la Coppa Italia. Si ritrovarono dunque a giocare in serie cadetta e allo stesso posto lottare per la Coppa delle Coppe. Risultato: quarto posto, promozione in serie A ed eliminazione in semifinale nella prestigiosa competizione europea.
Che bei tempi quelli di Glenn Stromberg, Domenico Progna, Eligio Nicolini, Daniele Fortunato, Ivano Bonetti e molti altri giocatori degni di monumenti in piazza.
Non era una casualità se in panchina sedeva una persona splendida come Emiliano Mondonico.
Ieri una tripletta di Lookman ha messo la ciliegina sulla torta sul lavoro di uno sfavillante collettivo che ha scritto una pagina importante del calcio Italiano. È una medaglia per tutte le realtà di provincia come Bergamo che tengono testa ai giganti metropolitani.
mercoledì 22 maggio 2024
Crosetto ancora in ospedale per pericardite. Nel 2021 scrisse dei suoi "effetti avversi"
Secondo ricovero per pericardite per il Ministro della Difesa Guido Crosetto, dopo una prima degenza a metà Febbraio di quest'anno. Ad Aprile 2021 rivelò di avere effetti avversi da vaccino.
Faccio delle premesse: auguro a Crosetto tutto il meglio e di tornare in piena salute.
Inoltre non esporrò tesi sulla pandemia e sui vaccini. Ognuno ha le sue opinioni e se le tiene. Del resto dopo le numerose assurdità avvenute in tutto il mondo nel biennio del Covid, se per qualcuno la gestione pandemica è stata gestita normalmente di certo non cambierà idea ora.
Un commento su Twitter del ministro gigante, datato 15 Aprile 2021 recitava:" Io ho avuto e sto avendo delle reazioni avverse, ma non le segnalo...."
Aggiungo solo che avrebbe fatto meglio a segnalarle.
Ad Agosto del 2021, affermava invece di aver preso la variante Delta nonostante avesse assunto due dosi di vaccino Pfizer e di essere guarito con le cellule monoclonali
Lo sfogo di Crosetto: "Io, vaccinato ma senza green pass" - ilGiornale.it
Sempre per restare in ambito politico, l'ex Ministro di Grazia e Giustizia Castelli affermava qualche tempo fa:
"Sono una vittima del vaccino Covid, ho una altissima probabilità di avere una trombosi" :
Per non farci mancare nulla, abbiamo scoperto pochi giorni fa che il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti è indagato per alterazione dei dati pandemici:
Pescara calcio: come sarà la prossima stagione?
C'è un po' di rassegnazione in città ma anche la fiducia di cambiare rotta in un futuro non lontano
Chi segue le pagine del mio blog, sa bene cosa ho scritto ad inizio campionato.
In sintesi sostenevo che la squadra si era indebolita, che non era capace di risalire in serie B e che questi giovani promettenti e inesperti avrebbero preso schiaffi.
In più specificai, quando venne deciso che il Delfino avrebbe giocato nel girone B di serie C anzichè in quello C, che era andata di lusso, vista la maggior competitività di quest'ultimo.
Mi sembra che i pronostici siano stati rispettati ma non era difficile comprenderlo.
Il presidente Sebastiani sembra motivato a cedere ancora una volta a gli elementi migliori per ringiovanire ulteriormente la squadra.
Di questo passo, nella stagione 2024/2025 il Pescara rischia di finire a metà classifica nella migliore delle ipotesi e nella peggiore di retrocedere in serie D.
Il progetto economico c'è: In terza serie chi fa giocare i giovani intasca premi di valorizzazione basati sul minutaggio, oltre ai margini di rivendita e altri business che si possono fare con i giocatori dotati di prospettive di crescita.
Parte della tifoseria fino a una-due stagioni fa difendeva ancora Sebastiani perché comunque aveva portato in serie A la squadra qualche anno prima e aveva ottenuto buoni piazzamenti quasi sempre.
Qualche campionato storto poteva anche starci, con la prospettiva di risalire subito in B, come era sempre successo.
La terza mancata promozione in B ha rotto ulteriormente gli equilibri
Il Pescara infatti, non gioca quattro stagioni di serie C consecutive da ben 50 anni.
Ormai la dimensione degli Adriatici era questa: per la grandezza e l'importanza della città e per le possibilità economiche che sorreggevano normalmente il club, i biancazzurri avevano sviluppato una solida tradizione in serie B, con qualche assaggio della massima serie.
Stare perlomeno in B a Pescara è un motivo di orgoglio anche per chi non segue il calcio.
Quando un sodalizio raggiunge la massima serie la pubblicità per la città da cui proviene è assicurata.
Ricordo che nel 2016 incontrai un Hare Krishna per strada a Budapest. Mi disse: "Certo che conosco Pescara. E ha anche una bella squadra, fa un gioco divertente!"
La città cresce, il pallone vuole tenere il passo
Tra tre anni entrerà in vigore quanto deciso dal referendum sulla Grande Pescara: la città ingloberà i vicini centri di Montesilvano (centro di quasi 60 000 abitanti) e Spoltore (quasi 20 000 abitanti).
La culla di Gabriele D'Annunzio, di Federico Caffè e di Flaiano è già per molti versi il centro urbano più importante in Abruzzo, una regione con una popolazione pari a un piccolo stato come L'Estonia (1 milione e 300 000 abitanti).
Con l'accorpamento Pescara acquisirà sicuramente maggiore peso strategico, politico ed economico, giungendo a 200 000 abitanti.
La squadra deve stare al passo.
Sebastiani sarebbe in cerca di acquirenti, ma a quanto pare questi ultimi non ci sono. Nessuno si fa avanti da anni, quantomeno alle condizioni di vendita del presidente attuale.
È comunque difficile che Daniele Sebastiani possa andare avanti a lungo: il pubblico allo stadio è sempre più scarso, le entrate non sono floride, la contestazione degli ultras è forte e nel migliore dei casi sfocerà nella indifferenza.
Tutti noi concittadini del Vate, tra gli addetti ai lavori e i tifosi, speriamo in un ritorno del Pescara calcio ai livelli che competono alla sua storia e al prestigio della città.
Del resto non è irrealistico un progetto per portare il Pescara in B e anche in A, con la partecipazione attiva delle menti migliori di questa piccola perla Adriatica.
Nelle foto: gli attaccanti Davide Merola e Luigi Cuppone, autori di una bella stagione a suon di goal. Sono tra coloro che non hanno deluso i tifosi, in una squadra al di sotto delle aspettative.
martedì 21 maggio 2024
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venerdì 17 maggio 2024
Siamo sicuri che l`attentatore di Fico sia un lupo solitario?
Secondo le prime ipotesi formulate da ambienti governativi Slovacchi e stando alle sue prime dichiarazioni, Jurai Cintula Bra avrebbe agito da solo.
Cintula è un pensionato settantunenne, ex addetto alla sorveglianza in un centro commerciale, scrittore forse più per diletto che professione.
Ha avuto dei trascorsi politici complessi, avvicinandosi qualche anno fa a uno strano gruppo di estremisti Slovacchi filorussi ma poi dichiarandosi sostanzialmente di sinistra, pro Nato e Unione Europea.
La teoria del finto tonto
Quando si spara a un capo politico, i dubbi che non sia un gesto isolato sono duri da dissipare.
Non sarebbe certo la prima volta che chi organizza trame complesse si serva di gente abbastanza ingenua dal punto di vista criminale.
Anche Ali Agca, che sparò al papa, voleva dare a intendere di essere pazzo, cambiando idea, pentendosi, poi ritirando il pentimento, cambiando versione sulle proprie azioni tante volte. Dietro Agca ci sarebbero stati quantomeno i servizi segreti Bulgari.
E che dire del recente massacro al teatro Crocus di Mosca? Alcuni dei terroristi catturati sembravano, oltre che ignoranti e ingenui, degli emeriti scemi di guerra.
Politici scomodi
Inoltre va tenuto conto che Fico era scomodo a molte lobby, con il suo pacifismo, con le sue decisioni anti Organizzazione Mondiale della Sanità (finanziata da colossi economici, dai governo Americano e Cinese e da altri ancora) con il suo sparigliare nei confronti di Nato, Ue e tanti altri soggetti pubblici e privati.
Anche Shinzo Abe, ex premier Giapponese ucciso durante la sua campagna di ricandidatura, era scomodo ad una certa visione del liberismo moderno e ad un certo modo di intendere le banche centrali.
Stesso dicasi per l`ex presidente Brasiliano Bolsonaro, accoltellato per fortuna in maniera non grave poco prima di essere eletto.
La verità forse non la sapremo mai, ma di sicuro io non avrei fretta di archiviare questa scellerata azione come il gesto di un lupo solitario e di un pensionato un po` esaltato a cui gli anni non hanno portato consiglio.
Auguro il meglio a Robert Fico
Vittima di un vile attentato, il Presidente Slovacco lotta tra la vita e la morte e oggi ha subito un secondo intervento chirurgico.
Gli auguro tutto il meglio!






