Armando Trovajoli, scomparso pochi giorni fa, è stato uno dei più importanti autori di musiche per il cinema: Ha scritto inoltre brani come Aggiungi un posto a tavola per l'omonima piece teatrale, Roma nun fà la stupida stasera, tratta dal Rugantino. Tra le decine e decine di colonne sonore, ne pesco una a caso: quella di Doctor Jekyll e gentile signora con Paolo Villaggio, inaspettatamente progressive e cantata in inglese
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martedì 5 marzo 2013
E' arrivato Bucchi, e noi vogliamo ancora sognare
Cristian Bucchi da oggi è il nuovo allenatore del Pescara. E' il tecnico più giovane della serie A, ha 35 anni.
Ha avuto una carriera da calciatore di tutto rispetto, tra la B e la A.
Il Delfino è ultimo in classifica, ma mancano 11 partite, e i giochi sono ancora aperti.
Forse l'entusiasmo del giovane tecnico e la dedizione che è venuta fuori nell'ultima partita da parte dei giocatori faranno la differenza in positivo, chissà
Il governo si farà, e in poco tempo torneremo a votare
Berlusconi attende che siano Bersani e Grillo a fare le prime mosse.
Bersani, dal canto suo, ha avuto un moto di paternalismo che me lo ha reso quasi simpatico.
E ha detto a Beppe Grillo ciò che probabilmente gli avrei detto anch'io. "Hai voluto entrare in parlamento coi tuoi uomini? Ora ti devi prendere le tue responsabilità davanti al paese. Hai il 25% dei voti e devi fare delle scelte: se non le farai ti assumerai la colpa di aver arrecato danno alla nazione".
Chi comanda? Grillo o Casaleggio?
Beppe Grillo si nasconde, dal canto suo, sia fisicamente che con lo spirito.
Si è esibito in quella camminata clownesca con i giornalisti che lo inseguivano e lui mascherato in volto come un power ranger.
Ma questo non è nulla.
Negli ultimi due giorni ha mostrato segnali di apertura nei confronti di Bersani, e puntualmente ha fatto marcia indietro in entrambi i casi perchè Gianroberto Casaleggio , il suo alter ego che manovra ancora più nell'oscurità, lo ha richiamato all'oltranzismo.
Mi viene da chiedergli: Chi comanda? Tu o il tuo uomo-ombra?
Grillo contro i giornalisti
C'è un' altra domanda che vorrei fare al nuovo leader dei populisti.
Sei così sicuro che noi giornalisti siamo il "quarto potere"? (mi ci metto anch'io anche se ora non scrivo più di politica sulla stampa ufficiale e mi occupo di altri argomenti). Se ti sforzassi di indagare un pochettino meglio, scopriresti che più del 90% degli appartenenti alla categoria lo fanno per hobby o quasi, e non riescono a vivere di questo mestiere.
Il buon vecchio comico genovese ha tentato di far votare addirittura un referendum in cui, in uno dei punti, si chiedeva l'abrogazione dell'Ordine dei giornalisti.
Tale consulto non venne mai approvato, perchè i grillini non riuscirono ad organizzarsi nella maniera più corretta e le loro proposte non giunsero alle urne.
Può una persona che non riesce ad organizzare nemmeno una proposta referendaria governare un paese?
Chi chiede i voti e li ottiene, poi deve governare
I dubbi aumentano nel momento in cui il politico-cabarettista non si candida direttamente, manda avanti i suoi, così non avrà mai la responsabilità diretta di nulla.
Meglio Berlusconi e Prodi, allora. Con tante luci ed ombre, loro hanno chiesto il mandato agli elettori, l'hanno ottenuto e l'hanno ottemperato.
E noi italiani, oggi, possiamo valutare i risultati dei loro esecutivi.
Il buon Grillo invece obbedisce al motto: chi non fa, non sbaglia mai.
E se persevera in questo fanatismo ben presto perderà molti dei suoi voti.
Buona parte di coloro che lo hanno votato in questi giorni non l'ha fatto a scatola chiusa, e vuole dei risultati.
Le cose si cambiano se si governa, non facendo governare gli altri, limitandosi ad insultare.
Siamo tutti bravi a dire: "io sono meglio di questa classe politica. Io sono più capace ed onesto di loro"
Poi però bisogna dimostrarlo.
L'empasse finirà presto
Ad ogni buon conto, il governo si farà presto, e sarà composto di tecnici.
Si eleggerà il nuovo Presidente della Repubblica (possibilmente non uno che come Napolitano ci consegni alla Germania su un piatto d'argento), si voterà qualche legge sugli stipendi pubblici e avremo finalmente una nuova legge elettorale.
Quanto a Pd e Pdl, stanno già riorganizzandosi. La loro crisi sta finendo. A sinistra si sono fatti passi avanti con le primarie, e c'è un cavallino da corsa come Matteo Renzi che scalpita)
A destra c'è un Berlusconi rigenerato, mentre Angelino Alfano che attende è un dignitoso e capace "delfino", che tra non molto gli succederà.
Il punto cruciale è questo: se Pd e Pdl voteranno in questa legislatura provvedimenti anti-casta ed altre leggi per rilanciare il paese che tutti aspettiamo, sia gli esponenti dell'antipolitica che il già poco convincente Monti verranno ridimensionati.
lunedì 4 marzo 2013
Sebastiani resta una risorsa della città del Vate
Dopo l'ennesima sconfitta, il presidente Daniele Sebastiani ha esonerato anche Bergodi, il suo ex compagno di scuola, dopo che il primo trainer della stagione, Stroppa, aveva deciso di andarsene da solo.
Ci sono molti contestatori, ora, che vogliono addirittura che se ne vada.
Non dimentichiamoci però i 13-15 anni di sofferenze che i tifosi biancazzurri hanno attraversato dopo aver letteralmente cacciato Scibilia.
Sebastiani , insieme ad altri imprenditori, ha fatto risalire la squadra dalla C1-Prima Divisione alla serie A.
E' ancora recente il ricordo di giugno scorso, con la conquista del primo posto del campionato di serie B al termine di una stagione esaltante.
Poi Zeman se n'è andato, c'è stata una squadra da ricostruire, tanti giocatori sono arrivati e tanti sono partiti.
Forse la squadra non è stata costruita molto bene, c'è da prenderne atto.
Non si può dire però che Sebastiani non abbia speso bei quattrini per farla, nè che non ci abbia messo l'impegno.
Sta per utilizzare il terzo allenatore della stagione, nella speranza di smuovere le acque, e ha contattato gente come Delio Rossi e Galeone, che gli hanno detto no.
A fronte della cessione di Verratti e degli introiti dei diritti tv, degli abbonamenti, degli sponsors e quant'altro, deve affrontare spese non certo leggere per gli stipendi di una trentina di giocatori. Ha speso quattro milioni di euro circa per Vukusic, che poi non è stato all'altezza delle aspettative. Paga 550 000 euro l'anno ad un certo Modesto, che si è rivelato tale anche sul campo. Si aggiungano poi tante altre spese che un club deve affrontare (spostamenti, ristoranti, alberghi per le trasferte, iscrizione al campionato etc etc.)
Qual è la colpa dei soci della Pescara Calcio capeggiati da Sebastiani? Quella di non aver fatto debiti, causando il fallimento del club?
Stiamo tutti calmi e ricordiamoci che solo pochi anni fa avevamo una squadra fallita, con il curatore fallimentare che cercava di risolvere la situazione.
Ci sono molti contestatori, ora, che vogliono addirittura che se ne vada.
Non dimentichiamoci però i 13-15 anni di sofferenze che i tifosi biancazzurri hanno attraversato dopo aver letteralmente cacciato Scibilia.
Sebastiani , insieme ad altri imprenditori, ha fatto risalire la squadra dalla C1-Prima Divisione alla serie A.
E' ancora recente il ricordo di giugno scorso, con la conquista del primo posto del campionato di serie B al termine di una stagione esaltante.
Poi Zeman se n'è andato, c'è stata una squadra da ricostruire, tanti giocatori sono arrivati e tanti sono partiti.
Forse la squadra non è stata costruita molto bene, c'è da prenderne atto.
Non si può dire però che Sebastiani non abbia speso bei quattrini per farla, nè che non ci abbia messo l'impegno.
Sta per utilizzare il terzo allenatore della stagione, nella speranza di smuovere le acque, e ha contattato gente come Delio Rossi e Galeone, che gli hanno detto no.
A fronte della cessione di Verratti e degli introiti dei diritti tv, degli abbonamenti, degli sponsors e quant'altro, deve affrontare spese non certo leggere per gli stipendi di una trentina di giocatori. Ha speso quattro milioni di euro circa per Vukusic, che poi non è stato all'altezza delle aspettative. Paga 550 000 euro l'anno ad un certo Modesto, che si è rivelato tale anche sul campo. Si aggiungano poi tante altre spese che un club deve affrontare (spostamenti, ristoranti, alberghi per le trasferte, iscrizione al campionato etc etc.)
Qual è la colpa dei soci della Pescara Calcio capeggiati da Sebastiani? Quella di non aver fatto debiti, causando il fallimento del club?
Stiamo tutti calmi e ricordiamoci che solo pochi anni fa avevamo una squadra fallita, con il curatore fallimentare che cercava di risolvere la situazione.
Pescara-Udinese 0-1, esonerato Bergodi
Un discreto Pescara cede ad un'altrettanto coriacea Udinese, che si aggiudica tutta la posta in palio grazie ad una incursione di Di Natale e al suo goal numero 150 in serie A.
Dopo un avvio deciso del Pescara, di Natale viene servito in profondità da Muriel. Il folletto campano si destreggia bene tra quattro difensori più il portiere, e la cosa singolare è che tutti i cinque se non sei biancazzurri coinvolti contribuiscono a farlo segnare, in una fiera degli errori quasi comica. Blasi ad esempio, tornato in difesa, effettua un retropassaggio al portiere (tra l'altro vietato dal regolamento) invece di spazzare, Pelizzoli non trattiene, infine Romagnoli non respinge il tiro di Di Natale che ringrazia e festeggia.
Non succede poi molto nel primo tempo: dopo un palo di Muriel al 28', ci sono da segnalare un tiro di Cascione alto sulla traversa ed un colpo di testa in area di Abbruscato, a concretizzare un accenno di reazione biancazzurra.
Sembra il solito Pescara pasticcione, ma nella seconda frazione, specialmente nell'ultima mezz'ora si sveglia e produce belle azioni da goal, complici gli ingressi di Weiss e Sculli.
Si registrano due episodi da rigore per il Pescara. Bjarnason infatti viene atterrato da Pereyra durante un cross in area al 67' e una decina di minuti dopo Sculli viene spintonato a terra da Danilo.
Obiettivamente i rigori sembravano entrambi netti, ma il giudice di gara Carmine Russo di Nola non è dello stesso avviso.
Si giunge al 94' con una certa pressione dei padroni di casa che non meriterebbero almeno questa volta la sconfitta, ma devono accettarla.
Il presidente del Delfino Sebastiani ha seguito la partita sconsolato da bordocampo. Subito dopo la gara ha esonerato l'allenatore Bergodi: non gli è piaciuto, a suo dire, l'atteggiamento troppo difensivo nel primo tempo della squadra e il non impiego dei talenti Weiss e Sculli dal primo minuto.
Ha poi fatto subito un'offerta a Galeone per la panchina, visto che era presente in tribuna. L'idea è stata questa: Bucchi , che allena la primavera, promosso in prima squadra. Giovanni Galeone secondo-supervisore, visto anche il fatto che il giovane tecnico non ha il patentino per allenare in serie A.
Galeone in tarda mattinata ha declinato l'offerta. Si cerca ora un altro secondo che abbia il famoso "patentino di prima categoria" e si parla di De Rosa, ex calciatore ed allenatore dela squadra adriatica.
giovedì 28 febbraio 2013
E ora che fai, scappi?
Nel "Manuale del perfetto seduttore" Soren Kierkegaard preconizzò la figura di un uomo abile nel sedurre le donne che, sul più bello, le abbandonava senza aver consumato alcunchè, lasciando il rapporto su un piano meramente Platonico.
Beppe Grillo sta facendo questo con gli Italiani. Ci ha fracassato i cosiddetti, ha urlato fino a farci saltare i timpani, ha inveito contro tutto e tutti, ha detto delle parole che nemmeno i terroristi usavano come "morti che camminano" contro i suoi avversari. Infine, col suo oltranzismo nel criticare il sistema, ha ottenuto il voto degli scontenti. Con il 25% si può governare, basta solo alzare la cornetta e mettersi d'accordo con il duo Vendola-Bersani, che sono pronti ad accontentarlo su molti punti.
Il "Movimento 5 stelle" potrebbe così portare a casa il risultato, alla fine della legislatura, di aver mantenuto buona parte delle promesse fatte.
Invece no. Grillo vuole fare il partito di lotta e di governo, come fece Bertinotti. E ricordate poi che fine ha fatto Bertinotti e la sua Rifondazione Comunista?
Comprenderanno i suoi elettori questa sua scelta di non formare un esecutivo con ministri Grillini e qualche alleato?
L'Italia deve avere un leader, chi tiene il timone assieme ai suoi marinai, e nel caso in cui si debba formare un'altra alleanza trasversale Berlusconi-Bersani, mettendo fuori gioco Grillo, quest'ultimo cosa ne trarrebbe?
I suoi elettori, se continua così, lo puniranno, non comprendendo come ci si possa mettere di propria volontà all'opposizione con il 25% dei voti.
Ma la cosa che più mi disgusta è che con questo atteggiamento il comico dalla barba lunga crede di fare il proprio interesse. In realtà mette le istituzioni in gravi difficoltà, e, soprattutto, dà l'impressione di avere paura di governare, di affrontare i cittadini, andare avanti mettendo in pratica le proprie idee (e non facendo solo slogans) e farsi giudicare da chi lo ha messo al potere per il suo operato.
Grillo, ora cosa fai, ti tiri indietro? Non hai calcolato che così farai la figura del vigliacco?
lunedì 18 febbraio 2013
Pescara-Cagliari 0-2, Delfino con la testa fra le nuvole
E' sembrata più una sana sgambata tra amici, una di quelle partitelle che si giocano in riva al mare, che una partita del campionato di serie A.
Per 45' le due formazioni si sono studiate senza farsi male. Il Cagliari ha optato per il possesso di palla, con buona proprietà di palleggio da parte dei suoi singoli, mentre il Pescara ha controllato la situazione mantenendo i reparti molto distanziati, avanzando lentamente nella metà campo avversaria e con un gioco prevedibile. Tanti, troppo sono stati i passaggi sbagliati dai biancazzurri, anche nel secondo tempo, quando gli ospiti hanno affondato i colpi e si sono aggiudicati meritatamente l'intera posta in palio.
Le Azioni
Degni di nota sono solo un lancio in profondità che Sau aggancia a pochi passi dal portiere ma non riesce a controllare, e un palo di Weiss al 41'. Lo slovacco infatti ha colto il palo con un tiro a girare, complice una deviazione del portiere.
Al 53' Sau sblocca il risultato: lancio lungo di un compagno per Cossu che disegna dalla destra un bel cross, il piccolo attaccante cagliaritano svetta di testa e trafigge Perin. Bella azione, di gran pregio, ma i tre giocatori che l'hanno disegnata sono stati lasciati liberi di fare quello che volevano.
La difesa pescarese è sempre più in bambola e subisce il raddoppio sempre ad opera di Sau, che raccoglie al centro dell'area un bell'assist di tacco di Cesarini: 2 a 0.
Mancherebbero 27 minuti alla fine più recupero, ma ciò che colpisce è la rassegnazione del Pescara: non c'è una reazione, si avvertono solo stanchezza e nervosismo, e il Cagliari potrebbe anche approfittarne.
I Delfini giocano un po' peggio del già blando primo tempo, senza schemi, lasciando l'iniziativa a Weiss, Celik e D'Agostino. Poi quest'ultimo si fa male all'inizio della ripresa e gli subentra il volenteroso Bjarnason.
Manca però il gruppo, ci sono lacune tecniche, la manovra è prevedibile, con tanti passaggi laterali che consentono alla difesa ospite di riposizionarsi facilmente. Finisce 0-2 con un pubblico di casa sempre più rassegnato che abbandona gli spalti già prima del fischio finale.
Noi abbiamo più volte, in queste pagine, espresso l'idea che il Pescara, come di norma fanno le squadre che devono salvarsi, debba puntare su un modulo più coperto, con corsa, grinta e contropiede, rinunciando ai colpi di tacco e ai gesti tecnici virtuosi.
Una nota a parte la merita Vladimir Weiss: ieri ha mostrato tutti i suoi pregi e tutti i suoi difetti. Il folletto dell'est ha mostrato iniziativa, volontà, tecnica e furbizia. Poi però la partita si è messa male, si è innervosito e ha rifilato un calcione da tergo a Ibarbo. Non contento, mentre l'arbitro estraeva il cartellino rosso, ha cercato la rissa coi cagliaritani.
Non si diventa campioni senza maturare: dipende tutto da lui.
Andrea Russo
Per 45' le due formazioni si sono studiate senza farsi male. Il Cagliari ha optato per il possesso di palla, con buona proprietà di palleggio da parte dei suoi singoli, mentre il Pescara ha controllato la situazione mantenendo i reparti molto distanziati, avanzando lentamente nella metà campo avversaria e con un gioco prevedibile. Tanti, troppo sono stati i passaggi sbagliati dai biancazzurri, anche nel secondo tempo, quando gli ospiti hanno affondato i colpi e si sono aggiudicati meritatamente l'intera posta in palio.
Le Azioni
Degni di nota sono solo un lancio in profondità che Sau aggancia a pochi passi dal portiere ma non riesce a controllare, e un palo di Weiss al 41'. Lo slovacco infatti ha colto il palo con un tiro a girare, complice una deviazione del portiere.
Al 53' Sau sblocca il risultato: lancio lungo di un compagno per Cossu che disegna dalla destra un bel cross, il piccolo attaccante cagliaritano svetta di testa e trafigge Perin. Bella azione, di gran pregio, ma i tre giocatori che l'hanno disegnata sono stati lasciati liberi di fare quello che volevano.
La difesa pescarese è sempre più in bambola e subisce il raddoppio sempre ad opera di Sau, che raccoglie al centro dell'area un bell'assist di tacco di Cesarini: 2 a 0.
Mancherebbero 27 minuti alla fine più recupero, ma ciò che colpisce è la rassegnazione del Pescara: non c'è una reazione, si avvertono solo stanchezza e nervosismo, e il Cagliari potrebbe anche approfittarne.
I Delfini giocano un po' peggio del già blando primo tempo, senza schemi, lasciando l'iniziativa a Weiss, Celik e D'Agostino. Poi quest'ultimo si fa male all'inizio della ripresa e gli subentra il volenteroso Bjarnason.
Manca però il gruppo, ci sono lacune tecniche, la manovra è prevedibile, con tanti passaggi laterali che consentono alla difesa ospite di riposizionarsi facilmente. Finisce 0-2 con un pubblico di casa sempre più rassegnato che abbandona gli spalti già prima del fischio finale.
Noi abbiamo più volte, in queste pagine, espresso l'idea che il Pescara, come di norma fanno le squadre che devono salvarsi, debba puntare su un modulo più coperto, con corsa, grinta e contropiede, rinunciando ai colpi di tacco e ai gesti tecnici virtuosi.
Una nota a parte la merita Vladimir Weiss: ieri ha mostrato tutti i suoi pregi e tutti i suoi difetti. Il folletto dell'est ha mostrato iniziativa, volontà, tecnica e furbizia. Poi però la partita si è messa male, si è innervosito e ha rifilato un calcione da tergo a Ibarbo. Non contento, mentre l'arbitro estraeva il cartellino rosso, ha cercato la rissa coi cagliaritani.
Non si diventa campioni senza maturare: dipende tutto da lui.
Andrea Russo
domenica 17 febbraio 2013
Pescara-Cagliari: le probabili formazioni
Sfida salvezza all'Adriatico: il Pescara ha collezionato ultimamente quattro sconfitte ed un pareggio, mentre il Cagliari, su di quattro lunghezze, attraversa un momento positivo con nove punti in cinque partite.
L'arresto del presidente Cellino potrebbe però causare un contraccolpo psicologico per i sardi.
Il Pescara deve fare a meno di Cosic, Quintero,Togni e Sforzini.
Il Cagliari, da parte sua, non avrà disponibili Dessena, Conti e Astori
Dovrebbe farcela invece il pescarese Celik, mentre dalla parte opposta vi sarà dal primo minuto il difensore centrale di scuola Juve Ariaudo.
Pescara (4-3-1-2): Perin; Balzano, Bianchi Arce, Capuano, Zauri,
Rizzo, D'Agostino, Blasi; Weiss; Celik, Caraglio.
A disp.: Pelizzoli, Zanon, Modesto, Bocchetti, Cascione, Bjarnason,
Abbruscato, Sculli, Vukusic. All.: Cristiano Bergodi.
Squalificati: nessuno
Indisponibili: Togni, Sforzini, Quintero, Cosic
Cagliari (4-3-1-2): Agazzi; Pisano, Rossettini, Ariaudo, Avelar;
Casarini, Nainggolan, Ekdal; Cossu; Ibarbo, Sau.
A disp.: Avramov, Del Fabro, Perico, Eriksson, Cabrera, Casarini,
Pinilla. All.: Ivo Pulga
Squalificati: Dessena (1), Conti (1), Astori (1)
Indisponibili: nessuno.
ARBITRO: L'arbitro sarà Gervasoni, mentre i due assistenti
saranno Di Fiore e Maggiani. Il quarto uomo sarà Posado, mentre i
due giudici d'area saranno Celi e Pasqua.
Inizio alle ore 15:00, Stadio Adriatico, diretta su Sky e Mediaset
Premium
giovedì 14 febbraio 2013
E ora lasciatelo in pace
Il papa ha annunciato che dal 28 Febbraio va in pensione. Ha 85, è malato, le forze vengono meno.
Ha detto chiaramente che non ha più energie, che è meglio lasciare ad un altro.
E giù in tanti a dire che non è giusto, che anche se fosse moribondo dovrebbe andare avanti fino alla fine.
Poi c'è il partito di "quello che c'è sotto". C'è sempre qualcosa sotto, per loro. Scandali? Se ci fossero, non toccherebbero il papa direttamente. Che segreti può avere un uomo di 85 anni, salito al trono pontificio già anziano, meno di 8 anni fa?
Se fossero vicende che riguardano il passato, sarebbero già venute fuori.
Se poi si allude a qualche scheletro nell'armadio dell'intera istituzione-chiesa, potrebbe anche darsi, visto che si tratta di una organizzazione presente in tutti i continenti e con centinaia di milioni di fedeli.
C'è anche da dire però che peggio degli scandali già venuti a galla (lo Ior, le vicende del Banco Ambrosiano, le ombre su Marcinkus, la scomparsa di Emanuela Orlandi, i preti pedofili di cui si sapeva in realtà da quarant'anni) cosa ci può essere?
Io credo che si sia sottovalutato un fattore: il papa è tedesco, ha una mentalità diversa dalla nostra. I tedeschi quando dicono una cosa la fanno, vanno fino in fondo, hanno un modo di ragionare semplice e pratico. Sono meno avvezzi di noi agli intrighi, sono inoltre diretti nel dire le cose senza girarci attorno.
A me quella di morire come un uomo quasi comune e non da semi-dio, di lasciare spazio ad un altro, mi sembra una decisione nobile, che affonda le radici nello Stoicismo. E papa Ratzinger, persona imbevuta di cultura, non può non aver assimilato anche tale dottrina.
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