Avvertenza

È consentito riportare e linkare gli articoli di questo sito, a patto che vengano riportati nome, cognome e fonte. L'autore si avvale della facoltà di tutelare i contenuti qui pubblicati nelle sedi e nei modi che riterrà più opportuni.
Il blog di Andrea Russo è un sito di opinione e di intrattenimento. Non è, nè intende, essere una testata giornalistica e non ne ha le caratteristiche (redazione, periodicità fissa, registrazione presso un tribunale, et cetera).
È pertanto dispensato dalle regole riguardanti la stampa nei periodi elettorali.

Ogni mercoledì, ore 19:00 - Ne riparliamo a Budapest

sabato 5 gennaio 2008

Storie della Cina di oggi: la bambina abbandonata.


Molti di noi, distanti migliaia di chilometri dalla nuova superpotenza asiatica, sanno ben poco della Cina. Nonostante, (complici i Giochi Olimpici di Pechino, previsti per il 2008) , il governo voglia dare un'immagine di sè aperta al liberismo e democratica, sono ancora tanti gli orrori che essa ci riserva.

La notizia è circolata qualche tempo fa, ma rimane attuale.

Una bambina appena nata giace, infreddolita, ai bordi della strada. Molta gente passa e tira dritto, indifferente. Solo dopo un bel po' una signora anziana le presta soccorso, e chiama l'ambulanza, che non arriva. La bambina muore congelata.

Qualcuno scatta delle foto al corpicino della neonata, per non far passare in silenzio un fatto così orrendo. Non è un mistero che la nascita di una bambina , nella repubblica popolare cinese, sia vista come un disonore. Molte vengono abbandonate, altre addirittura uccise.

I poliziotti che arrivano sul posto, però, sono più preoccupati per le foto che per ciò che è successo.

E' un episodio che fa riflettere, visto che la Cina sta diventando una nuova grande potenza economica e politica. Deve far riflettere soprattutto i governanti, perchè si rendano conto con quale entità politica si trovano a dialogare, e per spingerli a prendere posizione contro l'egemonia di uno stato con dei fattori di inciviltà ancora tangibili, di cui questo è solo un esempio.

Il primo articolo su questa vicenda, con le foto , è uscito su Marie Claire (versione U.S.A.), nel 2001. Sebbene ancora non sia certo il luogo dove sono state scattate le foto, è stato accertato che esse sono autentiche. Pe la visione delle foto, che sono molto crude, potete andare sul sito:

Andrea Russo

Arisa_468_60.gif


728x90_bidda_ipod.gif



venerdì 4 gennaio 2008

Rocca di Calascio, Abruzzo

Rocca di Calascio: il castello medievale, feudo della famiglia Piccolomini, risalente al XIII secolo, subì numerose modifiche nel corso dei secoli, con lo svilupparsi del borgo medievale. Ha subito anche alcune gravi distruzioni, come quella dovuta al terremoto del 1703. Rocca di Calascio è stata una delle principali ambientazioni del film "Ladyhawke", di Richard Donner, (1984), con Rutger Hauer (già noto all'epoca per aver interpretato l'androide di Blade Runner), Michelle Pfeiffer e Matthew Broderick (Giochi di guerra, di David Linch, 1983)

Florin Chilian, cantautore romeno

Florin Chilian, cantautore romeno, è anche giornalista. Ha vinto il disco d'oro e il disco di platino. La sua canzone di maggior successo è senza dubbio "Zece", (Dieci), in cui si esprime pienamente la sua vena romantica. Notevole anche il video di questa canzone, in cui col sottofondo del pianoforte e della sua voce, intensa, corrono cavalli immaginari e figure fantastiche, e i tasti dello strumento si contorcono in una suggestiva animazione.



La bella addormentata

Tampere (200 000 abitanti circa, terza città per grandezza della Finlandia).
Avvolta dalla tenue luce del tramonto boreale, si stende sotto la neve come una principessa addormentata, nel lungo inverno nordico.

giovedì 3 gennaio 2008

Baustelle: vintage e classe vanno a braccetto




Era da parecchi anni ormai, che sulla scena pop italiana mancava qualcuno che portasse un po' di aria nuova. Nel settore della musica in cui la commercialità è predominante e viene imposta dai produttori, è difficile essere realmente innovativi. L'unico che ci era riuscito fino ad oggi era stato Franco Battiato. I Baustelle, dopo diversi lustri, ne ripetono le gesta.
Non che siano mancate, negli ultimi anni, delle voci fuori dal coro, o personalità musicali tanto forti da essere innovative e da far valere le proprie idee senza giungere a compromessi con le case di distribuzione. Ma stiamo parlando di generi musicali che si discostano un po' da ciò che va per la maggiore.
I Baustelle, invece, flirtando tra vecchio e nuovo, tra elettronica e melodia anni 60, hanno colto nel segno.
Prima ancora che musicalmente, hanno fatto centro nel comprendere quello che gli anni 60 sono stati: un periodo di grande vitalità, in campo economico, culturale, sociale. Un'era perduta in cui le nostre canzoni facevano il giro del mondo, e in cui avevamo una grande narrativa e un grande cinema.
Tutto questo è andato perduto.
Ragion per cui è saggio andare a cercare i buoni esempi, e fonderli con la propria sensibilità, come hanno fatto i Baustelle.
Dissacranti, sprezzanti delle convenzioni, non fanno mistero del passato burrascoso e di disagio psichIco che ha riguardato qualcuno di loro, soprattutto il leader e cantante Francesco Bianconi, che dalla sofferenza e dal disagio psichico ha saputo riemergere sviluppando grande sensibilità e raffinatezza.

Il malessere giovanile è toccato da loro in maniera moderna, senza fronzoli. Il gusto per la sperimentazione elettronica e per la bella melodia ci fa pensare un po' a Battiato. C'è anche, qua e là, qualche accenno di drum'n base, moda effimera degli anni 90.


Dal successo dei brani degli esordi, che valsero loro il premio di una rivista musicale, fino ad oggi, sono già trascorsi alcuni anni, costellati dalla pubblicazione di canzoni bellissime, di cui alcuneancora poco conosciute: Da "Le vacanze dell'83" a "Love Affair", da "Arriva lo Ye Ye" a "La guerra è finita", contenuta nell'ultimo disco "La Malavita".
Splendida è anche "Alain Delon", sconfinante in una iconografia coerente con il loro modo di sentire.
Francesco Bianconi, anima del gruppo, canta e compone.
Di recente ha scritto anche " Bruci la città" e "Come tu mi vuoi " per Irene Grandi.
Indubbiamente, questo, è per loro un momento di grazia, sia dal punto di vista artistico che dai riscontri dati dai favori del pubblico.
AndreaRusso



















Scarica la suoneria di Arisa!

mercoledì 2 gennaio 2008

Andrius Mamontovas: da "enfant prodige" ad artista internazionale

Andrius mamontovas è uno dei più famosi cantanti lituani.
Nato a Vilnius nel 1967, nell'allora unione Sovietica, si fece notare, d appena 17 anni, nel gruppo Foje, con il quale, dal 1983 al 1997, ha riscosso notevoli successi in patria e all'estero. Dopo lo scioglimento del gruppo, culminato con un concerto davanti a ben 60 000 persone, ha proseguito con una brillante carriera solista, scrivendo, tra l'altro, le musiche per una interpretazione teatrale di "Ivanov", di Anton Chechov. Sempre per il teatro, ha recitato il ruolo del protagonista nell'Amleto di Eimuntas Nekrosius. ha vinto per ben 20 volte il "bravo", che può essere considerato il "Grammy award" della musica lituana. Ha partecipato , con il gruppo Lt united, al programma Eurovision, gara musicale europea di grande rilievo, (in cui alcuni anni or sono ha trionfato il nostro Toto Cutugno).

Ha suonato insieme ad artisti del calibro di sting e di Bryan Adams.

Tra le sue canzoni ricordiamo, tanto per citarne solo qualcuna della sua già lunga carriera: Viskas is naujo (Tutto daccapo), Kai tu adversi man duris (Quando mi aprirai la tua porta), e "We are the winners" con gli Lt united.
Andrea Russo

Henri Salvador: l'arte del sorriso a 90 anni

Nonostante sia passato molto tempo dal programma Rai Giardino d'inverno, risalente al 1961, molta gente ancora si ricorda di lui. Il programma, diretto da Antonello Falqui, poteva vantare una caratterizzazione internazionale, derivante dagli artisti di spessore che annoverava. Un varietà in cui si alternavano le esibizioni di gente come le gemelle Kessler, il quartetto Cetra, le Bluebelles, e, in particolare lui, Henri Salvador.
Sono rimaste impresse, anche alle generazioni successive che lo hanno visto magari in immagini di repertorio, il suo straordinario sorriso, e soprattutto la sua risata, visto che lui fece addirittura una canzone cantata unicamente
Biografia
Nato il 18 Luglio del 1917 a Cayenne, nella Guyana francese, da genitori originari del posto, si trasferì a Le Havre nel 1929.

Nelle sue prime esibizioni duettò con il fratello Andrè. Passò a suonare poi con l'orchestra di Ray Ventura, giungendo in molti luoghi del Sud America, con i suoi concerti.

Diventò famoso, poi, tra gli anni 50 e 60, per le sue performance di comico vagamente surrealista, e con le sue canzoni scherzose (famosa è la sua versione de "il leone si è addormentato" del compositore africano Solomon Linda). Notevoli, già da allora, erano le sue composizioni romantiche. Fu il primo rocker francese, cantando canzoni scritte da Boris Vian e da altri grandi autori della scena francese dell'epoca. Ma la sua esperienza rock fu solo un vezzo dovuto dalla moda incombente di allora, una piccola tappa per un autore poliedrico come lui.



Più importante è stato, invece, il suo apporto alla nascita delle Bossanova: E' lui, a detta di chi codificò tale genere, il precursore indiscusso tale tendenza artistica, tanto che i grandi della canzone brasiliana gli riconoscono tale credito, e lo hanno sempre accolto a suonare con loro in tale veste. Dans Mon Ile, una sua canzone, che era inserita nel film "Europa"di Alessandro Blasetti, giunse all'orecchio di Antonio Carlo Jobim, che ammise di aver tratto all'epoca grande ispirazione da quel pezzo.
Alcuni anni fa Salvador è stato insignito con la gran croce dell'Ordine del Merito Culturale dal ministro della cultura brasiliana, Gilberto Gil, che è anche un famoso cantautore.

Non sono estranee alle sue esperienze artistiche le sue comparizioni cinematografiche.

Henri Salvador appare tra l'altro nel film di Truffaut "I quattrocento colpi". Inoltre altri film lo hanno visto recitare in parti abbastanza consistenti, e pare che abbia rifiutato anche di lavorare in un film con John Wayne, con il futile motivo che non ci sarebbero stati giorni di vacanza.

Ad ogni modo, Monsieur joie de vivre, o monsieur sourire, come è stato chiamato in Francia, è un personaggio centrale della scena culturale francese e internazionale. Non ha mai smesso di fare musica. Cruciale è stato il suo lavoro del 2000, "Chambre avec vue", che lo ha portato nuovamente alla ribalta dopo 6 anni di silenzio discografico, grazie all'ostinazione di due produttori francesi, Marc di Domenico e Corinne Joubard, che gli hanno garantito, come lui voleva fortemente, che le sue canzoni non avrebbero subito cambiamenti da parte delle case discografiche. E infatti questi due produttori hanno girato quasi tutte le grandi case di distribuzione, prima di ottenere il via libera a questo progetto.

E' la storia di tutti i catautori di talento e di contenuto, questa: quella di dover combattere, per fare valere la propria dignità artistica e la propria forza contrattuale, con i boss della discografia, che tendono ad appiattire ogni fremito vitale della musica internazionale.

L'ultimo suo lavoro in ordine di tempo è "Reverences", del 2006.

Sebbene, come dichiara sempre, egli riconosca come suoi padri artistici Nat King Cole e Frank Sinatra, invitiamo, soprattutto il pubblico più giovane, ad ascoltare le sue canzoni come Syracuse o una chanson douce, o le più recenti, e bellissime , Chambre Avec vue e Jardin d'hiver (chiaro riferimento alla sua esperienza in Rai con l'omonimo programma), oppure ancora, dallo stesso album, Jazz Mediterranee, uscito in italia nella nostra lingua col titolo "Jazz dipinto di blu,", malinconico rendez vouz con la sua età, in cui però ancora si avverte la sua natura serena e sostanzialmente sorridente.

Henri Salvador, con la sua musica , costituisce un richiamo all'armonia e al sorriso, in un periodo storico in cui queste doti, insieme allo spessore artistico, iniziano a scarseggiare.
Andrea Russo

conte_728x90.gif







Argentina: strada nelle pampas

L'occhio si perde nell'orizzonte, in una strada delle pampas argentine che porta chi sa dove, dando l'impressione di viaggiare in uno spazio infinito e irreale
Lituania: Collina delle croci a Siauliai, sorta di "ex voto collettivo fatto di croci piantate dai pellegrini sul terreno, segno di una forte permanenza della fede cattolica nella popolazione, nonostante il lungo periodo di dominazione sovietica. La pronuncia corretta di Siauliai è "Shaulei"