Avvertenza
È consentito riportare e linkare gli articoli di questo sito, a patto che vengano riportati nome, cognome e fonte. L'autore si avvale della facoltà di tutelare i contenuti qui pubblicati nelle sedi e nei modi che riterrà più opportuni.
Il blog di Andrea Russo è un sito di opinione e di intrattenimento. Non è, nè intende, essere una testata giornalistica e non ne ha le caratteristiche (redazione, periodicità fissa, registrazione presso un tribunale, et cetera).
È pertanto dispensato dalle regole riguardanti la stampa nei periodi elettorali.
Ogni mercoledì, ore 19:00 - Ne riparliamo a Budapest
Visualizzazione post con etichetta Scandalo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Scandalo. Mostra tutti i post
venerdì 25 settembre 2015
Ora smettete di fare i maestrini
Il fatto: l' "Ente protezione ambientale" statunitense ha scoperto che la Volskswagen ha installato delle centraline truccate sulle sue vetture per far risultare livelli di emissioni nocive a norma. In realtà gli scarichi di tali automobili superano i limiti di legge e sono già in atto delle "class actions" per il risarcimento dei danni.
Interverranno organi del governo statunitense e sembra che si muovano anche altri Stati.
La grande azienda tedesca potrebbe essere costretta a risarcire decine di miliardi di euro, oltre al grande danno d'immagine che sta già ricevendo. L'Ad della casa automobilistica, Martin Winterkorn, si è dimesso. Il quotidiano Die Welt ha scritto che sia i vertici di Berlino che quelli di Bruxelles sapevano tutto.
Una considerazione
In tanti, soprattutto dagli ambienti radical chic, ci hanno riempito di chiacchiere sulla serietà dei tedeschi, sulla loro efficienza e sulla loro onestà.
Tutto ciò era contrapposto alla nostra presunta cialtroneria e assenza di pregi. Tale mito, se ce ne fosse stato bisogno, era già infondato.
Pensiamo allo scandalo della Siemens, che ha corrotto decine di amministratori greci, quello della Thyssen Krupp, in cui una fabbrica è esplosa uccidendo molti operai italiani, nonostante i dirigenti fossero al corrente del pericolo imminente.
E che dire del noto scandalo dell'Aci tedesca, che aveva truccato il sondaggio sull'auto dell'anno, assegnando il premio (ma guarda un po') alla Volkswagen Golf?
Ne abbiamo sentite tante dall'estabilishment tedesco contro di noi, i loro moniti ad essere più seri, le loro critiche infondate, dopo che, con la complicità dei nostri governi deboli e corrotti, hanno fondato una Europa che avvantaggia solo i loro interessi.
Ora il vaso di Pandora si è scoperchiato, il re è nudo, la verità viene a galla.
Il gioco è finito, game over, "das spiel ist vorbeist".
Postilla: la nostra massima stima va al grande popolo tedesco, che è fatto di gente comune che lotta per scampoli di felicità come in tutte le altre parti del mondo. Il nostro disprezzo va invece ai loro governanti e poteri economici, arroganti e neocolonialisti.
Nondimeno, ci indigna il servilismo degli esecutivi di Francia, Italia e Spagna, che avrebbero potuto facilmente contrastare tali galantuomini e invece hanno preferito pensare a soldi, affari e poltrone.
Etichette:
emissioni,
Martin Winterkorn,
Scandalo,
Volkswagen
venerdì 18 settembre 2015
Pescara: scandalo nel reparto di chirurgia vascolare
Spazi ridotti al minimo, personale sotto stress, pazienti nel disagio
Vi avevamo scritto, qualche mese fa, della chiusura del reparto di Chirurgia Vascolare dell'ospedale di Chieti durante i week end e i giorni festivi, nonchè delle urgenze dirottate a Pescara, senza preavviso per la popolazione.
In pratica, coloro che, nei giorni festivi, con la propria automobile, trasportavano al pronto soccorso un parente con problemi alle vene, venivano mandati a Pescara. Per loro c'era un tragitto aggiuntivo da percorrere di 30 40 minuti almeno; in questi casi, si tratta di tempo prezioso.
Ora che tale emergenza è cessata, si è creato un altro problema per gli addetti ai lavori e per i pazienti del settore vascolare nel nosocomio Pescarese.
I medici, che già hanno esposto le loro rimostranze ai dirigenti per la scarsità del personale e le difficoltà che incontrano nel coprire i turni di lavoro, si sono ritrovati in una nuova collocazione molto striminzita, che non consente a loro di svolgere serenamente il proprio lavoro.
I cinque chirurghi e le quattro infermiere devono condividere il corridoio col reparto di Chirurgia toracica. L'intero reparto si esaurisce in una manciata di piccole stanze concentrate su una corsia di 10-15 metri all'incirca. Non c'è posto per fare brevi riunioni sul da farsi, né per sedersi a compilare documenti.
Soprattutto, ci sono solo due stanze da ricovero: una con cinque letti e un'altra con tre. Di questi ultimi tre, due sono riservati al day hospital.
Fonti interne al reparto riportano:
"Prima avevamo più spazio, ci hanno tolto anche un settore di alcune stanze che ora è affidato ai colleghi di urologia. Così il personale sanitario non è messo in condizione di lavorare bene. Se ci sono pochi pazienti in più del solito bisogna ricollocarli in un altro reparto.
Il reparto di Chirurgia Vascolare, dalla sua creazione nel 2008 è stato uno dei fiori all'occhiello dell'Ospedale Spirito Santo di Pescara.
E' strano che proprio gli elementi migliori si trovino ad essere vessati in questa maniera. La cosa più grave è che sono i pazienti a rimetterci. In tale caos è difficile mantenere un livello di igiene sufficiente e i medici sono sottoposti ad un ulteriore stress che può influire sulla qualità del loro lavoro".
La struttura ospedaliera di Pescara è molto grande, è difficile credere che non si possa avere una metratura sufficiente per tutti i reparti. E' probabile che vi siano altri settori dello stabile in cui avanzi dello spazio da ripartire più equamente.
I dirigenti delle istituzioni mediche locali, comunque, non potranno fare a meno di affrontare il problema.
Andrea Russo
Vi avevamo scritto, qualche mese fa, della chiusura del reparto di Chirurgia Vascolare dell'ospedale di Chieti durante i week end e i giorni festivi, nonchè delle urgenze dirottate a Pescara, senza preavviso per la popolazione.
In pratica, coloro che, nei giorni festivi, con la propria automobile, trasportavano al pronto soccorso un parente con problemi alle vene, venivano mandati a Pescara. Per loro c'era un tragitto aggiuntivo da percorrere di 30 40 minuti almeno; in questi casi, si tratta di tempo prezioso.
Ora che tale emergenza è cessata, si è creato un altro problema per gli addetti ai lavori e per i pazienti del settore vascolare nel nosocomio Pescarese.
I medici, che già hanno esposto le loro rimostranze ai dirigenti per la scarsità del personale e le difficoltà che incontrano nel coprire i turni di lavoro, si sono ritrovati in una nuova collocazione molto striminzita, che non consente a loro di svolgere serenamente il proprio lavoro.
I cinque chirurghi e le quattro infermiere devono condividere il corridoio col reparto di Chirurgia toracica. L'intero reparto si esaurisce in una manciata di piccole stanze concentrate su una corsia di 10-15 metri all'incirca. Non c'è posto per fare brevi riunioni sul da farsi, né per sedersi a compilare documenti.
Soprattutto, ci sono solo due stanze da ricovero: una con cinque letti e un'altra con tre. Di questi ultimi tre, due sono riservati al day hospital.
Fonti interne al reparto riportano:
"Prima avevamo più spazio, ci hanno tolto anche un settore di alcune stanze che ora è affidato ai colleghi di urologia. Così il personale sanitario non è messo in condizione di lavorare bene. Se ci sono pochi pazienti in più del solito bisogna ricollocarli in un altro reparto.
Il reparto di Chirurgia Vascolare, dalla sua creazione nel 2008 è stato uno dei fiori all'occhiello dell'Ospedale Spirito Santo di Pescara.
E' strano che proprio gli elementi migliori si trovino ad essere vessati in questa maniera. La cosa più grave è che sono i pazienti a rimetterci. In tale caos è difficile mantenere un livello di igiene sufficiente e i medici sono sottoposti ad un ulteriore stress che può influire sulla qualità del loro lavoro".
La struttura ospedaliera di Pescara è molto grande, è difficile credere che non si possa avere una metratura sufficiente per tutti i reparti. E' probabile che vi siano altri settori dello stabile in cui avanzi dello spazio da ripartire più equamente.
I dirigenti delle istituzioni mediche locali, comunque, non potranno fare a meno di affrontare il problema.
Andrea Russo
Etichette:
Chriurgia Vascolare,
ospedale di Pescara,
Pescara,
Scandalo
Iscriviti a:
Post (Atom)

