Nella foto: la "terza maglia" utilizzata oggi dal Catanzaro in trasferta, che offre un divertente abbinamento tra nero con motivi e verde fluorescente
Un primo tempo giocato a calci più che a calcio, un secondo più divertente, dove gli ospiti si prendono tutto il bottino senza nemmeno faticare troppo.
Il Delfino infatti è stato veramente pericoloso solo in un paio di occasioni, poi ha replicato il possesso palla e la supremazia territoriale sterili viste a Cesena.
Dopo due occasioni divorate rispettivamente da Iemello e Di Francesco, il Pescara si fa sotto con un doppio tiro di Olzer e Gravillon al 22'.
Al 30' però Iemmello si sblocca: lasciato solo in area, su passaggio filtrante ha lo specchio della porta libero ed è facile per lui insaccare il pallone.
La gara tuttavia rimane in equilibrio fino alla fine.
Nel secondo tempo il Delfino è più attento in difesa, si avvale degli innesti di Berardi e Meazzi, ma subisce il contropiede del 2 a 0 con Aresi che trova davanti a sè pratierie in stile vecchio west.
A nulla serve l'ingresso di Insigne all'80'.
Il Pescara ora, oltre che modesto tecnicamente, sembra anche demotivato.
Gravillon, sebbene non impeccabile, ci ha messo l'anima e ha tentato di dare una mano in avanti, anche se ora servirebbe una maggiore copertura difensiva.
È entrato bene Meazzi nella seconda frazione di gioco.
Gorgone purtroppo non ha saputo porre rimedio alle lacune difensive della squadra, che subisce anche più che ai tempi di Galeone e di Zeman, quando, per contro, c'erano in compenso attacchi pirotecnici.
Mancano 14 partite alla fine del campionato e sicuramente la panchina non può reggere l'urto di altre prestazioni disastrose del genere.
Il vero problema ora è motivare la squadra nonostante la situazione e convincerla a giocare e a divertirsi: alla fine come andrà andrà.

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