Televizijos bokštas




Nella foto: la "Torre della televisione" di Vilnius. Alta 326,5 metri, fu ultimata nel 1980. Il 13 Gennaio 1991, dopo la proclamata indipendenza della Lituania, le truppe sovietiche ne presero il controllo. La popolazione tentò di insorgere e negli scontri morirono 14 civili, un soldato russo e in 700 rimasero feriti.

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mercoledì 17 giugno 2015

Tsipras, non si tratta con il carceriere



Alexis Tsipras ha aperto uno scenario interessante per la tetra politica europea, soprattutto nell'ottica dei popoli dell'eurozona, che necessitano di uno Spartaco che rompa le loro catene.

Sebbene il primo ministro greco non abbia nè i muscoli nè il coraggio guerriero dello schiavo Trace, egli può svolgere un ruolo di ariete per rompere il muro di ipocrisia e di arroganza di una istituzione, l'Unione Europea, non legittimata dal consenso popolare, ma solo dalla miopia e dalla corruzione dei capi delle nazioni aderenti.

Se infatti si è voluto procedere all'unificazione degli Stati nonostante referendum con esito contrario e nonostante in paesi come l'Italia nemmeno sia stato chiesto il parere della popolazione, la situazione è questa: Francia e Germania vogliono decidere per gli altri e con la Grecia trattano loro, come se l'Italia non fosse creditrice di decine di miliardi di euro presso lo Stato ellenico.

La summa di questo atteggiamento è: decidiamo noi al posto tuo, poi forse faremo nuovi prestiti alla Grecia tu Italia devi solo aprire il borsellino e stare zitta.

Nel frattempo il signor Schaeuble, ministro delle finanze tedesco, lancia strali, ammonimenti e molto altro agli altri paesi europei pur non avendone il titolo. 

Non mi risulta che i suoi omologhi Francesi, Italiani e Spagnoli facciano lo stesso. Giustamente, rappresentano soltanto il loro paese e stanno al loro posto.

Tsipras non ha accettato le condizioni imposte da Bruxelles, che farebbero far precipitare ancora di più l'economia Greca nel baratro.

La Germania, il Fondo Monetario Internazionale e le banche sono coloro che hanno spinto la Grecia a indebitarsi artificialmente, sebbene non ne avesse bisogno, includendo negli accordi vendite di armi di cui i Tedeschi volevano sbarazzarsi perchè obsolete.

Ora fanno la voce grossa, ma sanno che Tsipras ha il coltello dalla parte del manico. Il presidente Greco è come uno schiavo che ha rotto una catena e ha un pugnale in mano, mentre il suo padrone è disarmato.

Non gli resta altro che dire al suo aguzzino di spostarsi, aprire la porta e fuggire verso la libertà.

La Grecia è uno stato ancora sovrano, che può decidere se liberarsi o meno dalla dittatura finanziaria. Potrebbe benissimo decidere di tornare a battere moneta, non pagare i debiti e non succederebbe nulla.

Lo ha fatto ad esempio l'insignificante Ecuador, che non ha pagato le sue pendenze con stati e banche enormemente più potenti.

Una nazione non è come un individuo: non le arriva l'ufficiale giudiziario a casa se non paga i debiti con la finanza, che spesso sono ingiusti e stipulati tra politici corrotti che svendono il loro paese e affaristi senza scrupoli.

In poche parole, Tsipras può, con un atto unilaterale, dire ai creditori: kalispera, bye bye, pago i debiti se e quando ne ho voglia.

Non avverrà nessun cataclisma, nessuno invaderà militarmente la sua penisola, nessun rapporto dipolmatico sarà gravemente compromesso.

Per quanto riguarda l'economia interna, i costi delle importazioni aumenteranno, col ritorno alla dracma, ma il governo avrà tutti i poteri per tenere la situazione sotto controllo.

Potrà ad esempio, sostenere i salari, aumentandoli e distribuendo le risorse in maniera equa.

Se anche qualche banca dovesse avere dei problemi, lo stato Greco avrebbe la facoltà di nazionalizzarla o di erogare prestiti con una progressiva restituzione del dovuto, senza rischi per i correntisti.

Potrà inoltre abbassare le tasse, rendendo il suo territorio attrattivo per gli investimenti stranieri. Industrie, società di servizi e molti tipi di attività economiche aprirebbero della attività in Grecia, rendendola ricca e ne farebbero probabilmente un paese industriale.

Altro che paese povero basato sul turismo a prezzi stracciati.

Altro che contrasti internazionali derivanti dall'uscita dall'euro, dal ripudio o dal dilazionamento del debito: sarebbero gli stessi imprenditori tedeschi a chiedere al proprio governo di allentare qualsiasi tipo di tensione diplomatica, allettati dalle opportunità di business di una Grecia a bassa tassazione, con manodopera a basso costo, visto il basso valore della dracma.

Inoltre una cosa è certa: se la Grecia viene messa in condizione di rifiorire e di riprendersi economicamente, essa può pagare i debiti in futuro.

Se si deprime ancora di più la capacità di spesa dei cittadini, tagliando le pensioni, imponendo altre tasse, tagliando servizi essenziali (come vuole la Troika) l'economia ellenica collasserà definitivamente, lo stato greco avrà minore gettito fiscale e il debito non sarà mai pagabile, nè totalmente, nè parzialmente.

Il problema del debito dunque non esiste: Alexis Tsipras e il suo collega economista Varoufakis hanno il coltello dalla parte del manico e possono far prosperare il paese togliendolo dall'ingerenza degli altri stati nella sua politica interna e nel suo tessuto produttivo.

L'uscita della Grecia dall'euro, la sua ritrovata sovranità, la sua decisione di tenere testa a banche ed Ue decidendo autonomamente sul debito, potrebbe creare un precedente importante che avrebbe effetti benefici sull'Italia e gli altri paesi "euro".

Altri prenderanno esempio, il giocattolo si romperà, si tornerà alle autonomie nazionali, l'insensata austerity imposta da Berlino e Bruxelles cesserà di esistere.

Il punto ora è un altro: i carcerieri per ingannare lo schiavo, gli dicono: se esci e ti liberi avverrà una catastrofe, vivrai nella povertà, morirai di fame...

E infatti Ue e Troika dicono: se uscite dall'euro, Italiani e Greci, i tassi sui mutui andranno alle stelle, ci sarà iperinflazione, le banche andranno in fallimento, ci sarà la corsa agli sportelli delle banche per ritirare i soldi....

Vogliono governarci con la paura, per non renderci liberi: il discorso vale per noi, per i Greci , per gli Spagnoli e presto se ne renderanno conto i tedeschi stessi (intesi come popolo, non come governanti).

Sono solo paure senza fondamento scientifico, nulla di tutto questo avverrà. La Grecia, come tutti gli stati dell'Unione Europea, ha il pugnale in mano e i carcerieri no.

Tsipras e Varoufakis trattano con i carcerieri, ma così facendo non saranno mai liberi completamente. Non c'è bisogno di trattare, basta aprire la porta e uscire.

E il compito è molto più semplice di quello di Spartaco, che dovette radunare un esercito di gladiatori e sconfiggere svariate divisioni dell'esercito romano, prima che tanti compagni si potessero dare alla fuga oltre le Alpi.

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