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sabato 31 maggio 2008

Cinema - Massimo Martella: il più incompreso dei registi italiani

I produttori italiani non amano l'arte, ma solo il profitto. La vicenda artstica di Massimo Martella
ne è una dimostrazione.

Vincitore di un premio Kodak della stampa alla biennale di Venezia per la migliore opera prima con "Il tuffo", non ha avuto la fortuna di avere produttori che promuovessero il suo lavoro nelle sale. Solo poche persone hanno potuto vederlo in tv grazie a Fuori Orario, che è uno dei pochi programmi italiani dedicati al cinema d'autore.

E' seguita, a breve distanza da "Il Tuffo", la seconda fatica di Martella: "La Prima volta" è una panoramica sugli intrecci amorosi di alcuni adolescenti romani.

Sia il primo che il secondo film sono due capolavori: colpisce lo stile intimista e poetico. Inoltre il realismo e la naturalezza delle scene ricorda quasi Pasolini. L'autore però se ne distacca sia per i temi a lui cari che per il suo atteggiamento di spostare l'attenzione su particolari meno crudi.

Ignorato dalla grande distribuzione, "La prima volta" non è stato visto nelle sale, ed ha continuato a circolare in home video e in tv, nelle ore notturne.

Ieri Rete 4 lo ha riproposto nella serie "I bellissimi", intervallandolo con 45 minuti di interruzione per la lettura dei giornali. Fa rabbia il fatto che gli artisti migliori, nel cinema, spesso non riescano ad esprimersi o a crearsi una visibilità.

Martella adesso lavora nel mondo delle Fiction: In "Ris" e "Distretto di Polizia" c'è il suo lavoro di co-autore e di supervisore.
Del 2000 è la sua sceneggiatura per il film: "L'ultima lezione", di Franco Rosi, incentrato sugli ultimi anni di vita e sulla scomparsa misteriosa dell'economista Federico Caffè.

A mio parere, Massimo Martella è uno dei migliori registi italiani in circolazione, e sebbene questo primato gli sia riconosciuto solo dalla critica più attenta, un'altra leadership assoluta gli grava addosso: quella dell'artista più incompreso della nostra settima arte.

Come in tutte le altre arti, il cinema più elevato richiede un pubblico più istruito.
Sarebbe d'aiuto però una maggiore promozione da parte degli stessi produttori.

Del resto i film di Fellini ancora oggi, per molti, sono deliranti.
Nonostante questo hanno trovato la strada del successo a dispetto di ogni calcolo commerciale.

In passato i produttori hanno percepito finanziamenti statali per la creazione di nuovi film.
E' avvenuto, però, che molti di essi abbiano intascato i soldi avanzati senza preoccuparsi di distribuire adeguatamente le proprie pellicole e di farle conoscere. In pratica, il regista e i suoi collaboratori sono spesso stati manipolati solo per intascare denaro pubblico. Anche se da qualche anno la legge sugli emolumenti al cinema è cambiata, la mentalità è sempre la stessa.

Messa da parte questa parentesi polemica, cito brevemente le trame dei due ottimi film di Massimo Martella

Il tuffo.
Un insegnante di Terni, assai poco emancipato, privo di una vita sentimentale e succube dei genitori anziani, si trova a fare ripetizioni a due ragazzi totalmente differenti.
Lei è esuberante e sorridente, lui è taciturno e ombroso.

I tre, nel corso della calda estate trascorsa tra la campagna e il mare, impareranno a conoscersi, e tra i due ragazzi nascerà l'amore.
L'insegnante, impersonato da Vincenzo Salemme (prima che questi si desse al filone commerciale), imparerà ad abbattere un po' gli steccati della sua personalità involuta e ad avere più coraggio.


La prima volta
Sketches riguardanti coppie di giovanissimi.
Sullo sfondo paesaggi urbani dismessi e un po' desolanti.

-Una coppia di ragazzi proletari alle prese con i rispettivi padri un po' beceri convolano, con grande coraggio, alle nozze.

-Un ragazzo di borgata e una ragazza altolocata fuggono da casa, occupando un casolare abbandonato.

-Un fratello maggiore, che pretende di sostituirsi ai genitori nella educazione del fratello minore, viene tradito con questi dalla propria ragazza. Alla fine intuisce il tutto, ma, dopo qualche secondo di riflessione, la rabbia cede all'orgoglio di aver spinto indirettamente verso l'età adulta il proprio protetto.

-Una commessa alle prime armi viene adescata dal proprietario del negozio, facile preda, nella sua insicurezza quasi inconsapevole, degli uomini "piccoli" che violano il valore di una giovinezza priva di macchia.

-Infine un playboy in erba soffre per l'amore di una ragazza altrettanto furba .
Scoprirà però di possedere sentimenti più profondi tramite una coetanea timida e impacciata, che cerca disperatamente qualcuno che le dia affetto.

1 commento:

toty bottalla ha detto...

Sono daccordo con lei, massimo martella è un vero fuoriclasse, "il tuffo" per esemio, è un piccolo capolavoro realizzato con quattro soldi, trasmesso in tv verso le quattro del mattino credo una sola volta, il fatto poi che artisti così vengano snobbati e ignorati da chi dovrebbe alimentare il loro talento, è un fenomeno tipicamente italiano. Saluti.