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mercoledì 2 luglio 2014

Analisi dei Mondiali 2014: quando Davide si ribella a Golia




(Mario Balotelli in goal contro l'Inghilterra - Foto : Getty Images South America)

(Pubblicato su: www.pescaraoggi.it)

In questi Mondiali del 2014 le sorprese non sono mancate. Per noi Italiani l'eliminazione al girone è stata un boccone amaro da mandare giù, ma se stigmatizziamo il quadro generale possiamo trarne sollievo.
Il mesto ritorno a casa degli azzurri viene sminuito infatti se si pensa che anche Spagna e Inghilterra hanno salutato il torneo in largo anticipo.

Soprattutto, il girone in cui i nostri si trovavano a competere era molto duro. Costa Rica e Uruguay si sono dimostrate squadre ben organizzate e forti in ogni reparto.

Se guardiamo al prosieguo del campionato, scopriamo poi che agli ottavi la Francia ha faticato non poco ad avere la meglio sulla Nigeria; questo è avvenuto solo nel secondo tempo e dopo l'espulsione ingiusta del forte centrocapista africano Onazi.

Il Brasile ha dovuto fare i conti con un Cile terribile, che si è arreso solo ai rigori. Il capitano Thiago Silva è scoppiato in lacrime, dopo l'ultimo rigore, per sciogliere la tensione accumulata.

L'Algeria è stata superata per 2 a 1 dalla Germania, ma i goals sono giunti solo nel secondo tempo supplementare, quando André Schürrle e Muller si sono ricordati di avere un po' più di tecnica degli avversari. 

Infine la forte Argentina, tutt'altro che fuori forma e imbelle, ha avuto la meglio solo al 119', ovvero alla fine del secondo tempo supplementare, su una Svizzera tonica e fantasiosa (sì avete capito bene: la Svizzera! Una nazionale che fino a pochi anni fa avrebbe festeggiato solo per la qualificazione alla fase finale dei mondiali).

Le stupidaggini sul nostro calcio e sulla nazionale

Alla notizia della nostra eliminazione, si sono scatenate le solite voci becere, eccessive, liete di dare sfogo al loro eterno piagnisteo.
Balotelli è diventato da subito il parafulmine di tutte le invettive urbi et orbi. Se piove, è colpa di Balotelli. Se c'è la crisi, è colpa della sua cresta punk e del fatto che ride poco.

Un articolo di fondo di "La Stampa" se l'è presa con SuperMario solo perchè dopo la partita dell'eliminazione con l'Uruguay si è fatto la doccia in fretta ed è entrato per primo sul pulman.

Una pesante caduta di stile è giunta dai veterani Buffon e De Rossi, eroi del Mondiale 2006, che hanno dato la colpa ai più giovani,  forse per la paura di essere accantonati proprio perchè rappresentano il passato. 

Un comandante non dà mai la colpa ai suoi fanti se ha perso la guerra. Questo lo sa Mister Cesare Prandelli, che si è dimesso immediatamente insieme al presidente della federazione Luigi Abete.

Prandelli ha allenato la nazionale ad Europei e Confederations Cup, facendo una discreta figura, per poi fare flop al mondiale brasiliano. Ha esagerato nel voler imitare gli spagnoli, mettendo in campo la brutta copia del loro gioco, presentando una versione lenta e prevedibile che ha sacrificato molti dei nostri attaccanti in grande forma.

Pazienza, ci ha provato, ma avuto il buon gusto di assumersi le proprie responsabilità e di dimettersi. Cesare Prandelli ai suoi tempi ha già dimostrato di essere un buon giocatore e un ottimo allenatore. E' un esempio di stile e di onestà e per questo rappresenterà sempre degnamente il calcio italiano.

Tra le stupidaggini che sono state dette, eccone un'altra: In Italia non si valorizzano i giovani calciatori. Ma chi l'ha detto? Negli ultimi anni i grandi clubs di casa nostra sono strati ben contenti di affidare i propri campioncini in erba ai sodalizi di serie B e Lega Pro. In quest'ultima categoria sono stati dati dei premi  in denaro alle squadre che schieravano un certo numero di "primavera".

I risultati si sono visti: negli ultimi anni sono venuti fuori ottimi elementi come Balotelli, Destro, Verratti, Immobile, Insigne, Borini, Perin e Icardi tanto per fare una lista non esaustiva.

Si dicevano le stesse cose nel 2006, prima del Mondiale, poi però alzammo la coppa al cielo e gli stessi che scrivevano titoloni negativi sono saliti sul carro del vincitore.

Possiamo sorridere

Ci scordiamo troppo spesso di essere stati coloro che hanno vinto il Mondiale per ben quattro volte, secondi solo al Brasile che ha 5 titoli e davanti alla Germania (3 titoli), Argentina e Uruguay (2) Francia, Spagna e Inghilterra (1).

In definitiva il calcio Italiano, pur essendosi ridimensionato a livello di clubs per via della crisi e di programmi di marketing  non molto avanzati, è ancora molto competitivo.

E' vero che gli Inglesi, che a livello di nazionale stanno peggio di noi, sono da prendere però come esempio per il loro management: creano stadi di proprietà e strategie che permettono di fare incassi molto più alti.

C'è dell'altro però su cui dobbiamo imparare da loro: l'ironia e il non prendersi sul serio. Quando Balotelli ha fatto il gesto dei due goals incassati contro di noi dall'Inghilterra, una testata inglese ha riportato la foto e ha scritto: "Sì Mario, lo sappiamo".

In terra d'Albione, dove il calcio è nato, ricordano che si tratta solo di un gioco.
Andrea Russo




martedì 1 luglio 2014

Per fare un Tony Blair, ci vuole prima una Thatcher





Storia di una Gran Bretagna riformata e di un'Italia ancora ferma

Matteo Renzi è stato accostato da alcuni addetti ai lavori a Tony Blair, il quale, relativamente giovane (43 anni) si sedette sulla poltrona di Primo ministro britannico, rimanendovi per più mandati dal 1997 al 2007. Rincresce sottolineare come il livello dei commentarori politici, anche presso testate di caratura nazionale, sia divenuto piuttosto modesto. 

Si dimentica che Tony Blair ha prodotto una politica sulla falsa riga di quella di Margaret Thatcher: il perseguimento di un modello di Regno Unito che punta sulla finanza e sui servizi, con una moneta forte, bassa inflazione e un grado di tassazione basso. 

L'ammontare delle tasse medie che gravano sul singolo cittadino italiano assomigliano molto di più all'Inghilterra di Harold Wilson e di James Callaghan. Si arrivò ad una tassazione massima di 85% del reddito. 

Sotto l'egida del laburista James Callaghan si verificò quello che fu definito "l'inverno dello scontento". Nella Gran Bretagna dell'epoca i sindacati la facevano da padrone, creando scioperi selvaggi che danneggiavano tutti, con esiti drammatici. 

Inoltre l'inflazione era alta, e per pareggiare la perdita di potere di acquisto dei salari bisognava aumentare gli stipendi. Questo generava però altra inflazione. Callaghan cercò di alzare meno i salari rispetto all'inflazione, in modo da bloccare la spirale. Nacquero scioperi incontrollati, senza una regola di civiltà e di buonsenso. 

Risultato: ci fu un periodo in cui le ambulanze non rispondevano alle chiamate, i cimiteri lasciavano i cadaveri non seppelliti e per le strade di Londra l'immondizia non veniva raccolta. 

Si creò una grave situazione di caos e di incertezza e si tornò alle urne.

Nel 1979 dunque subentrò al potere, in un'elezione anticipata, la conservatrice Margaret Thatcher. Tra i primi provvedimenti che ella prese ci furono l'abbassamento delle imposte dirette e l'aumento di quelle indirette: venivano così scoraggiati i consumi interni (con relativo abbassamento dell'inflazione) e favorite le esportazioni. 

La bilancia commerciale implementò il suo attivo e quando in un paese le esportazioni  superano le importazioni, la sua moneta si rafforza. 

Inoltre venne alzato il tasso d'interesse del denaro da parte della Banca centrale. Quest'ultimo provvedimento fu determinante per il contenimento dell'inflazione. 

La Thatcher continuò poi nella sua politica di costruzione di una moneta forte a cui si associassero bassa tassazione e moderato aumento dei prezzi. Per farlo liquidò le aziende di stato improduttive, privatizzandole: la macchina pubblica divenne più snella, più efficiente e meno sprecona.

Tagliò di molto la spesa pubblica, abbassando il livello generale di imposte. 

Fece inoltre di Londra quello che è oggi, ovvero il cuore della finanza europea e uno dei maggiori poli finanziari del mondo, capace di attrarre risorse e investimenti. 

Altri aspetti della politica Thatcheriana

Il governo della Lady di Ferro (così soprannominata dai russi) si segnalò per una linea della fermezza contro le strategie militari sovietiche. Fu durissima contro i terroristi dell'Ira. Favorì l'acquisto delle case popolari da parte degli assegnatari. 

Inoltre Margaret Thatcher si oppose fermamente all'ingresso della Gran Bretagna nella moneta unica, e questo le costò una rivolta del suo stesso partito, che la sfiduciò dopo tre mandati elettorali.

La Thatcher sulla moneta unica

Ecco cosa predisse la Thatcher sulla moneta unica, poi denominata euro. La storia le ha dato ampiamente ragione: 

"La Banca Centrale Europea non sarà solidale con i paesi più deboli del mediterraneo; la Germania, affetta dalla sua paura dell'inflazione derivante dalla Repubblica di Weimar, si opporrà alla creazione di nuova moneta, imponendo una valuta troppo forte agli altri stati; inoltre essa dominerà l'Europa, visto che, dopo la riunificazione, avrà un peso maggiore di tutti gli altri paesi membri"

Tony Blair: un semplice manutentore dello status quo

Tony Blair, dopo la rivoluzione in senso liberale da parte della Lady di ferro, si limitò a perseguire la politica della Gran Bretagna in cui prosperano tuttora compagnie di assicurazioni e banche. L'unica correzione significativa della precedente politica fu la reintroduzione del minimum wage, ovvero il salario minimo.

La Thatcher, influenzata dalle teorie di Milton Friedman, credeva nella libera contrattazione tra datore di lavoro e sottoposto. Depotenziò dunque i Wage Councils, organi che regolavano e sorvegliavano la retribuzione salariale e a cui industrie e dipendenti dovevano fare riferimento in materia di accordi di lavoro.

Il suo successore e collega di partito John Major non alterò tale stato di cose.

Tony Blair invece pensò bene di reintrodurre il salario minimo, con una retribuzione oraria di 3,60 sterline, adeguata nel corso degli anni a seconda del costo della vita e giunta oggi a 6,30 sterline orarie.

Fu un gesto di civiltà che frenò la corsa al ribasso delle retribuzioni, visto anche che aumentavano gli immigrati disposti a fare i lavori più umili per salari da fame.

Il compito arduo di Renzi

Matteo Renzi non ha preso le redini di un paese in grande salute economica e con un basso livello di disoccupazione come toccò a Blair.

I disoccupati sono saliti al 12,6% del totale, il paese è fermo e non ha certo una attrattività per le aziende straniere, sia per le alte tasse che per la burocrazia farraginosa. Non ha inoltre un polo finanziario come la city di Londra e ha perso la sovranità monetaria in nome di una moneta unica europea che sì ha contribuito a frenare l'aumento del debito pubblico, ma ha portato l'Italia in recessione e l'ha resa schiava dei poteri bancari e dei voleri di Berlino.
Diverso era invece il grado d'indipenenza della Gran Bretagna di Blair che aveva la propria sterlina e la facoltà di decidere le proprie politiche monetarie.

Conclusione

Non paragoniamo più Renzi a Blair: quand'anche essi abbiano delle qualità personali in comune, si tratta di due leaders chiamati ad operare in contesti e periodi storici diversi e che devono per forza di cose procedere in maniera differente.
Andrea Russo 










giovedì 29 maggio 2014

Considerazioni su Luciano D`Alfonso e sulla sua elezione a Presidente della Regione Abruzzo


Luciano D`Alfonso è il nuovo Presidente della Regione Abruzzo: gli Abruzzesi lo hanno votato e la sua una vittoria è frutto del processo democratico. Tanti auguri di buon lavoro a lui, dunque.

Non sono mai stato tenero con Big Luciano e ancora non mi piace la sua politica spregiudicata e molto vicina ai palazzinari.


Detto questo, prendo atto che è stato assolto nei primi due gradi di giudizio nei processi che lo riguardavano come imputato per presunte tangenti.


Ha festeggiato l`elezione in piazza Salotto a Pescara, mostrando il suo grande eloquio e il suo carisma.


Aggiungiamo però che questi risultati sono anche la vittoria di una certa parte della magistratura.

I magistrati sono sempre imparziali? Utilizzano o meno due pesi e due misure? E' vero o no che si svegliano sempre sotto le elezioni, colpendo una parte politica piuttosto che quella opposta?


Gianni Chiodi (presidente uscente della regione Abruzzo e candidato per il centrodestra alle ultime regionali) è stato messo alla gogna e ha perso le elezioni proprio per colpa delle ultime inchieste che lo riguardano.


Ricordo però un diverso approccio da parte dei magistrati nei confronti di  D`Alfonso, ma forse mi sbaglio, ditemelo voi lettori.


Il suo arresto venne deciso una settimana prima di una tornata di elezioni amministrative.


Il procuratore capo di Pescara Nicola Trifuoggi, che aveva partecipato ad iniziative delle sinistre e insieme a D`Alfonso aveva  letto in pubblico brani di Dante, fu così delicato da aspettare la chiusura delle urne (per non turbare i risultati elettorali) e solo dopo farlo arrestare. Inoltre non era stato lui a condurre le indagini sull`ex sindaco, ma i pubblici ministeri Varone e De Ninis.


E` stata usata la stessa delicatezza per Gianni Chiodi e i suoi assessori?


Trifuoggi, che ora se non erro non è più un magistrato, è lo stesso procuratore che oscurò negli anni 80 le reti tv di Silvio Berlusconi dando la sua interpretazione delle leggi in vigore. 


C'era da dedurre che per la legge vi doveva essere solo un monopolio Rai e ai privati che rischiavano coi soldi propri e non con quelli dei cittadini tramite il canone, dovevano spettare solo le briciole.

Ora Trifuoggi è vicesindaco uscente dell` Aquila a fianco del primo cittadino Massimo Cialente, in forza al Pd. Il quadro mi sembra chiaro e lascio a voi fare le vostre considerazioni


Il punto sulle elezioni del 25 Maggio

Facciamo un po` il punto sulle ultime tornate elettorali, per le amministrazioni locali ed il parlamento europeo.
C`è stata, come avevo pronosticato, una forte affermazione dei partiti antieuropeisti.
Sono già in corso le trattative affinchè essi formino una coalizione vera e propria, come ad esempio hanno fatto i Popolari e i Socialisti Europei.

Si parla tanto di una affermazione di Renzi perchè il Pd alle Europee ha avuto poco piè del 30 %. Se è per questo anche Bersani aveva ottenuto una percentuale simile e fu considerata una sconfitta. Certo, stavolta  il centrodestra e Grillo hanno avuto un leggero calo dei voti, ma per i Cinque Stelle un 20%, nella prima tornata di elezioni europee a cui si presentano, mi sembra buono.


Peccato che essi non vogliano allearsi e fare fronte comune contro l`Europa dei banchieri e contro l`Euro, su cui non hanno ancora preso una posizione chiara.


Effettivamente, a livello locale il Pd si è[ imposto abbastanza nettamente, come nel mio Abruzzo in cui abbiamo un nuovo presidente di Regione di sinistra, Luciano D`Alfonso, ex sindaco di Pescara molto amato.


Mi chiedo perchè l` elettorato di sinistra si sia rinfrancato dopo  un anno di governo Enrico Letta e tre mesi di Matteo Renzi.


Letta è stato disastroso, schiavo dei poteri forti europei e il suo governo  ha impoverito ulteriormente il Belpaese in crisi.


Renzi è salito al potere con un colpo di mano indecente e non supportato da un risultato elettorale. Ha  governato tre mesi e al di là della riduzione dei parlamentari fatta all`acqua di rose, non ha fatto un bel niente di sostanziale.


E` uno schiavo anche lui della nomenclatura europea, ha tra i suoi finanziatori banche Lussemburghesi, prima ancora di diventare segretario del Pd è andato a Berlino ad ossequiare Angela Merkel e con le pacche sulle spalle non cambierà questa europa che ha messo l`Italia e altri paesi in ginocchio con le sue regole insensate.


Ci vorrebbe uno come Nigel Farage o Marine Le Pen a mio avviso per tirare fuori l`Italia dal pantano, ma per ora non c`è.







Sò Italiano, embè?



La prima partita dell`Italia ai mondiali del 2014 si svolgerà il 14 Giugno a Manaus, in Brasile alle ore 18:00 locali. In Italia sarà mezzanotte, qui in Inghilterra le 11:00

Ebbene sapete contro chi giocheranno gli azzurri? Contro l`Inghilterra!

Subito mi è venuta in mente una scena di Pane e Cioccolata. Nel film Nino Manfredi è un emigrante in Svizzera, in una zona di lingua tedesca. Decide di tingersi i capelli di biondo per integrarsi e mimetizzarsi tra la gente del posto. Con la sua chioma bionda si reca in un pub e con sorpresa scopre che c`è la partita Italia Svizzera in tv. Gli uomini del posto commentano la partita, giustamente fanno un po` di tifo in maniera tutto sommato moderata.

Manfredi tenta di contenersi e di non fare il tifo, ma quando gli azzurri segnano esplode: "Gooool! So Italiano, embè?"

Sto pensando di fare lo stesso anche io.

Prime esperienze nel ritorno a Norwich: gente che beve, donne che danno e prendono botte in una citta` benestante.



Prime esperienze nel ritorno a Norwich: gente che beve, donne che danno e prendono botte in una citta` benestante.
Il Ritorno
Dopo quasi 4 anni dalla prima esperienza, torno in questa cittadina inglese, Norwich,  in cerca di un futuro lavorativo migliore. Del resto non è un mistero che in Italia la situazione per le nuove generazioni, e anche per i non più giovanissimi come me, non è rosea. E allora è il caso di mettere le carte in tavola, di dire senza falsi pudori che il mio lavoro in Italia non mi soddisfa materialmente. Le prospettive per uno con le mie inclinazioni e che opera nel mio settore (il giornalismo)  sono scarse.

Con un po` di malincuore, sono determinato a cercare fortuna altrove, e a tornare, almeno per il momento, a Norwich. Perchè proprio a Norwich?  Quando venni qui la prima volta mi misi a guardare alcune città inglesi su google maps. Londra era da scartare, perchè troppo cara e caotica per iniziare. Meglio andarci quando avrò l`opportunità di un lavoro ben retribuito. Norwich mi sembrò dalle foto un posto carino, accogliente e dalle stesse dimensioni della mia città, Pescara. 130 00 anime che qui vivono abbastanza tranquillamente.

Una citta` tranquilla. Anche se..


Parlo con la gente del posto e loro mi dicono che qui di criminalità ce n`è poca. Pochi omicidi, pochi crimini, per lo più legati all`alcolismo. Meglio così. 

Anche se.. Anche se un paio di settimane fa c`erano i sigilli fuori ad un pub non lontano da casa mia. Ho fatto una ricerca su google ed ecco che cosa è successo. Recita l`articolo del quotidiano locale online Edp 24:

"Due uomini residenti nella zona di Norwich di 39 e 26 anni sono stati rinviati a giudizio per lesioni personali gravi: un uomo sulla cinquantina è stato trovato riverso per terra di fronte al "King of Denmark Pub" con serie ferite alla testa. L`uomo è stato trasferito prima all`ospedale universitario di Norwich e poi all`Addenbrookes Hospital di Cambridge".

Donne che danno e che prendono botte


Sempre a proposito di violenze Norwichiane, mi è capitato di assistere ad un fatto curioso: una mia amica, apparentemente molto tranquilla e di buone maniere, se ne andava in giro con un occhio tutto nero.
"No no, non è niente, ho sbattuto contro uno spigolo" ha detto lei.

Spigolo un corno: il livido era tutto intorno all`occhio, il colpo lo aveva centrato ben bene. Secondo me ha ricevuto un bel pugno e forse proprio da qualcuno che gli è molto vicino e che ha alzato il gomito.

Tra l`altro è da ammirare lo stoicismo della ragazza che, come un pugile di esperienza, non fa caso a queste cose e incassa i colpi come si beve un bicchiere d`acqua. Speriamo che tenga alta la guardia, la prossima volta.

Passa qualche giorno e una commessa del supermercato in cui vado spesso presenta sul viso un forte ematoma con escoriazioni, ben più serio di quello che vi ho raccontato poc`anzi.  E non mi si venga a raccontare che ha sbattuto uno spigolo: anche qui l`occhio e` stato centrato ben bene, su tutta l`orbita e anche oltre. Si tratta di un altro pugno, secondo me.

Certo, io non sono ne` l`ispettore Derrick, ne` un medico legale. Mi baso sul buon senso e sull`esperienza e traggo le mie conclusioni.

Qui la gente e` tranquilla e signorile, d`accordo. Ci sono molti a cui sorrido per strada e loro si illuminano in viso e ricambiano la cortesia. La gente dice "grazie!" all`autista quando scende dal pulman. Attacco bottone facilmente con tanti sconosciuti.

Detto questo, Norwich non differisce dal resto dell`Inghilterra su birra e superalcolici. Qui la gente beve, e quando si assume alcool, si cambia atteggiamento. Queste donne picchiate sono vittime dell`alcool.

Magari bevono in compagnia, festeggiano con gli amici tra un bicchiere e l`altro e poi qualcuno perde il controllo.

E poi fate attenzione: la donna inglese ha un bel caratterino. Comanda e talvolta picchia. Corre voce che le donne qui partecipino attivamente alle risse. Non tutte ovviamente, magari solo in certi ambienti, ma così è. Mi è capitato anche di vederlo in prima persona.

Gente che beve
Del resto queste cose succedono anche in Italia, ma qui di più. Ogni venerdì e sabato sera puntualmente vedo ragazze accucciate sul marciapiede che vomitano l`alcool ingerito.

Ogni popolo ha i suoi difetti: noi italiani abbiamo i nostri problemi e qua fanno festini, si ubriacano e si prendono a pugni.

E` un fattore relativo al costume. La maggior parte degli inglesi di vecchia generazione (non gli immigrati indiani o pakistani) di tanto in tanto si sbronza, per diletto più che per solitudine. Si tratta di quel bere per stare in compagnia, quel fare festa in nome della "caciara", detto in romanesco.

Affari loro, io sono contento di non essere così e se voglio, le inibizioni le posso perdere coscientemente, non ho bisogno di sostanze.

Una città benestante


Per quanto riguarda la sfera del lavoro, di cui parlerò ampiamente in un altro articolo, posso dire che in pochi giorni ho trovato un primo lavoretto e ho fatto in tempo anche a cambiarlo e ad ottenerne un altro.

Qui di impieghi semplici e alla portata di tutti ce ne sono parecchi, sono ben retribuiti e la gente riesce a viverci. Quattro anni fa la crisi dovuta al crac della finanza internazionale si sentiva. Loro però si sono rialzati e l`economia britannica viaggia ad un ritmo di crescita del 4,5 % all`anno circa.

Un altro segno che qui la gente trova opportunità è il fatto che i giovani si sposano presto: mi capita spesso di vedere coppie sui 25 anni circa già sposate e con un figlio.

Ho anche l`impressione che qui molte persone in meno rispetto al Belpaese frequentino l`università. Semplicemente non ne hanno bisogno: trovano subito di che vivere e sono felici così.

Avveniva anche nel Nord Italia, fino a una decina di anni fa.  I ragazzi lì trovavano subito lavoro in fabbrica e si sposavano presto. I loro coetanei del sud si laureavano e puntavano al posto statale. La Lega Nord  tuonava contro quelli del sud che ricoprivano incarichi di comando nelle pubbliche amministrazioni dell`alta Italia. Se ricordate bene, in tanti vecchi films Lino Banfi recitava nelle vesti del commissario pugliese solare e incazzoso al tempo stesso.

Sono emigrante, ma in buona compagnia

I giovani Italiani ora hanno ripreso ad emigrare, e molti come me vanno proprio in Inghilterra. C`e` chi li critica: che vai a fare, il cameriere?

Almeno qui lo trovano un posto da cameriere, iniziano a staccarsi dalla gonna della madre e nel giro di qualche anno si integreranno e faranno un lavoro migliore.
Dal 2008 al 2013 sono stati ben quasi 100 000 i giovani sotto i 35 anni ad andarsene dall`Italia in cerca di miglior fortuna.

Laureati a spasso

Io ho diversi amici amiche con piu` di una laurea nel taschino, e praticamente non lavorano, oppure fanno lavoretti per pochi spiccioli e\o che non richiedono una formazione specifica.
Non mi risulta che in Inghilterra sia cosi`, approfondiro` l`argomento. 
Vi dico però che qui ci si può iscrivere all`università inizialmente gratis chiedendo una specie di prestito d`onore o accedendo a fondi di finanziamento.
I soldi delle tasse universitarie verranno restituiti quando lo studente lavorerà e guadagnerà più di 16 000 sterline all`anno. Gli verrà scalata mensilmente una piccola percentuale dello stipendio.
Se non arriverà a guadagnare quella cifra non dovrà restituire niente.
"Otro mundo", disse in spagnolo Cristoforo Colombo quando giunse per la prima volta in America. Otro mundo, allora, lo dico anch`io.
Un saluto dall`altro mondo.
Vostro
Andrea Russo

lunedì 24 marzo 2014

Rapina rocambolesca in centro a Pescara


Nella foto: la vetrina di "Gaeta" dopo la rapina

Pubblicato su: Pescaraoggi.it

Sfondata con un'auto la vetrina di "Gaeta": presi diversi vestiti di pregio

Sono le 20:50 di Domenica sera e nel centro di Pescara sono quasi tutti a casa per la cena; improvvisamente si avvertono un rombo e un rumore di vetri infranti. E' iniziata così la disavventura per i proprietari del negozio Gaeta, che si sono visti devastare l'attività di famiglia che prende il loro cognome. 

Ecco la dinamica: Un uomo a bordo di una Fiat Uno blu scuro targata Teramo e probabilmente rubata, entra con la macchina nel negozio, mandando i vetri in frantumi e si impossessa di alcuni vestiti; nel frattempo è già accorso un altro uomo sui 35 anni circa, robusto e alto. Coraggiosamente lo affronta e tenta di bloccarlo. Si tratta di un carabiniere in borghese, che però non riesce nell'intento.

Il ladro fugge, lasciando la macchina parcheggiata quasi con ordine, rivolta nel senso opposto all'esercizio commerciale.

Questo è quanto avvenuto in poche decine di secondi, ma c'è un dato importante da chiarire: ad attenderlo vi sarebbe stato un complice a bordo di un altro veicolo.

Il motore della Fiat Uno che ha funto da ariete, alimentato a gas, è rimasto acceso fino all'arrivo delle forze dell'ordine. Il fatto che la macchina fosse rivolta dal lato inverso rispetto al negozio lascia presumere che lo sfondamento sia avvenuto a marcia indietro. 

E' una vecchia tecnica denominata "ramraid", ovvero l'abbattimento di una vetrina tramite un mezzo di locomozione a scopo di rapina. Poco più in là è stata rinvenuta una giacca celeste, caduta durante la fuga del criminale. 

Il negozio ha subito la distruzione di mobili, manichini e della vetrina, oltre ovviamente alla merce trafugata. Il danno è quantificabile in decine di migliaia di euro.

Una volante della polizia è giunta poco più di dieci minuti dopo e ha avviato le perizie e le indagini sul fatto. 

Andrea Russo 

martedì 11 marzo 2014

Il fondamentalista riluttante




Vi proponiamo, per trascorrere una serata di svago e di riflessione, un film disponibile sia in dvd che in internet streaming.

Il titolo già fa riflettere
 
E' un lungometraggio dal nome particolare, che già fa riflettere prima ancora di vederlo, osservando l'insegna pubblicitaria.

Iniziamo a darvi un primo indizio. La prima congettura che viene da fare, è che metà del pubblico meno intellettuale, sentendo un nome simile, abbia disertato le sale. 

La seconda è che il titolo è un ossimoro, una contraddizione espressa in due sole parole.

La prima parola indica una volontà forte e fanatica, la seconda un atteggiamento neutrale e quindi opposto.

Eppure "Il fondamentalista riluttante" è stata una delle realizzazioni più importanti del 2012.

La trama

Un brillante giovane Pakistano, Changez Khan, incontra in un bar di Lahore un giornalista Americano (Liev Schrieber), che poi si rivelerà una spia.

Changez nasce in una famiglia dell'elite Pakistana, si laurea negli Stati Uniti e poi viene arruolato da una compagnia come analista finanziario.

Dopo l'11 settembre, le vicende della politica internazionale e il sentimento di diffidenza da parte degli americani faranno scattare in lui un ritorno alle origini.

Changez, in fondo al suo cuore, ha sani principi, è animato da una grande volontà e da sentimenti buoni verso la propria famiglia. 

In America in poco tempo viene a contatto con il volto più feroce del capitalismo: il suo ruolo  è di spingere le aziende ad ottimizzare la produzione licenziando parte del personale.

Deluso da una relazione con la fotografa Erica (Kate Hudson), da incomprensioni con parte della società locale e delle istituzioni, dal lavoro che tanto gli dà economicamente ma altrettanto gli crea conflitti di coscienza, torna nella madrepatria e diventa professore universitario.

Sembra un ripiego più che onorevole e gli studenti lo amano da subito. 

L'incontro con dei fondamentalisti islamici  lo renderà sospetto presso la Cia, però. 

Quello che ci si chiede fino alla fine del film è: ha ceduto alle sirene dell'estremismo o è rimasto fedele a sè stesso?

La verità verrà fuori in un rocambolesco finale in cui rischierà la vita, tra tumulti studenteschi e agenti americani pronti all'azione con le armi in mano.


Tutto funziona bene
 
Il film convince un po' sotto tutti gli aspetti. In particolare,  la trama si dipana in maniera credibile, c'è una profondità nei contenuti ma anche una certa suspense propria dei films di spionaggio.

Il protagonista Riz Ahmed è una bella scoperta ed è ben supportato dagli incontri-scontri con Liev Schreiber e Kate Hudson, due ottimi attori con alle spalle un intenso curriculum Hollywoodiano.

Una menzione speciale la merita anche Kief Sutherland nella parte di uno spietato manager avente la sua base operativa nei grattacieli Newyorkesi.

In lui gli autori intravedono il punto di congiunzione tra il peggio di oriente e occidente: c'è una scena in cui un leader dell'islam estremista si trasforma in lui.

Significativa è la sua frase: "Bisogna partire dai fondamentali": il suo Corano sono i testi di economia, che interpreta con radicalismo, proprio come i terroristi interpretano le Sacre Scritture con spirito fanatico.


La visione di un Islam moderato

L'opera ha il merito di chiarire il punto di vista di quell'Islam moderato e colto che non cerca lo scontro, ma che continua a fare i conti con un colonialismo mascherato e subisce le tentazioni delle frange teocratiche e nazionaliste.

Rispetto al libro omonimo di Mohsin Hamid da cui il film è tratto, la trama è diversa e il finale vira verso scene di spionaggio e di azione. 

Mira Nair conferma il suo talento

In effetti la svolta della regista Indiana Mira Nair ben si confà con le esigenze del grande schermo, sebbene in passato ella abbia proposto films piuttosto diversi, come il romantico Kama Sutra e il gradevole Monsoon Wedding.

L'artista proveniente da Bollywood è un esempio di come risorse esterne ad una nazione possano arricchirla. 

Con quest'opera è riuscita ad unire la spettacolarità a dialoghi e contenuti profondi. E' un notevole passo in avanti rispetto alle spy stories che la settima d'arte d'oltreoceano spesso propone.
Andrea Russo



domenica 9 marzo 2014

Vacanze di relax e pesca in Lituania?


La Lituania è nota per la sua natura in buona parte ancora incontaminata. Oltre a città d'arte come Vilnius e Kaunas, potete godervi boschi, fiumi e laghi in cui è ancora spesso possibile fare il bagno, d'estate.

Se vi interessa trascorrere delle piacevoli giornate in un cottage immerso nel verde e scoprire un paese ricco di sorprese, vi consiglio il sito: www.relaxepescainlituania.com .

Potrete scoprire il fascino di una villa dall'architettura tipica del nord-est europeo, in un villaggio ospitale e sereno.